BRAND STRATEGY

Adecco Italia lancia su Instagram il progetto “VIta da”: ad ogni mese una professione diversa

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Adecco Italia lancia la nuova iniziativa "Vita da"

In occasione dell’ingresso in azienda di Filippo Principi come nuovo CEO for one month, Adecco Italia lancia sul proprio profilo Instagram la nuova iniziativa social “Vita Da“.
Il progetto, che coinvolgerà per i prossimi mesi 10 categorie lavorative e diverse community di instagramer, viene inaugurato oggi con l’hasthag #VitaDaCEO grazie al quale sarà possibile seguire giorno per giorno anche la nuova esperienza di Filippo. L’obiettivo del progetto è quello di coinvolgere e stimolare l’interazione degli utenti attraverso il racconto e la condivisione su Instagram – canale dedicato alle immagini per eccellenza – gli aspetti della quotidianità lavorativa.
Scatti della “giornata tipo”, momenti con i colleghi, attività e obiettivi da raggiungere, sfide e successi da celebrare: una panoramica sul mondo del lavoro che gli amanti dello storytelling fotografico potranno condividere ogni mese seguendo i diversi hashtag lanciati sul profilo di Adecco a partire dalle tavole di Diego Cusano, creative thinker che inserisce nei suoi scatti gli oggetti quotidiani trasformandoli in elementi creativi. Tutti coloro che lavorano nel settore turistico, ad esempio, avranno la possibilità di condividere attraverso l’hashtag #VitaDaBagnino gli scatti che meglio immortalano il proprio lavoro. E così gli ingegneri, i fotografi, coloro che lavorano nel food, e così via.
Ecco di seguito le professioni che vi invitiamo a raccontare mese dopo mese:
Giugno-Luglio: #VitaDaCEO

Agosto: #VitaDaBagnino – per le professioni nell’ambito del turismo

Settembre: #VitaDaStudente

Ottobre: #VitaDaGiornalista – per tutti coloro che lavorano nell’ambito dei media e della comunicazione

Novembre: #VitaDaChef – per chi si occupa di food

Dicembre: #VitaDaCommessi – per le professioni dedicate al mondo delle vendite

Gennaio: #VitaDaEstetista – per tutti coloro che si occupano di personal care

Febbraio: #VitaDaIngegnere

Marzo: #VitaDaFotografo – per i professionisti della fotografia, dell’arte e della cultura

Aprile: #VitaDaArcheologo
Instagram, che in Italia conta 9 milioni di utilizzatori, è lo strumento che Adecco ha scelto di aggiungere ai popolari Facebook e Twitter con cui sono stati realizzati video-live o TwitterInterviste per coinvolgere, ispirare, consigliare e interagire con gli utenti in un modo originale attraverso scatti provenienti dal mondo lifestyle e food con una passione per il rosso. Basta seguire il profilo Instagram di Adecco Italia per scoprire consigli sugli outfit da scegliere per affrontare un colloquio di lavoro, ma anche ricette golose che possano aiutare a iniziare al meglio le giornate lavorative.

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AZIENDE

Manpower On Line: Sb Italia lancia il progetto dedicato a lavoro e contratti

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SB Italia lancia il progetto Manpower On Line

Ha ufficialmente il via Manpower On Line, nuovo progetto lanciato da SB Italia nato per gestire in modo efficace la formalizzazione dei contratti di lavoro, un passo che il management sentiva davvero necessario per fornire la migliore risposta alle esigenze dei clienti e per anticipare le dinamiche del mercato, sempre più competitivo e in continua evoluzione.

Il portale Manpoweronline.it è un servizio innovativo che Manpower mette a disposizione dei propri clienti, attraverso il quale è possibile visionare e selezionare direttamente da web i profili dei candidati per un determinato lavoro: questo consente al cliente di effettuare un ordine con la massima facilità e flessibilità, anche senza l’intervento di funzionari di filiale e al di fuori dell’orario di lavoro. Il sistema, realizzato da SB Italia, già partner di Manpower per alcuni importanti progetti legati al document management, al workflow e alla conservazione dei documenti, soddisfa tutti i requisiti richiesti dalla normativa vigente in materia, garantendo i più alti standard di sicurezza e riservatezza: l’accesso al portale e tutte le comunicazioni di firma sono infatti protette con protocollo HTTPS. Dopo che il cliente ha visionato e scelto i propri candidati, il sistema invia automaticamente un sms e una e-mail che avvisano i profili selezionati dell’opportunità di lavoro. In caso di risposta affermativa, il sistema invia, sempre tramite mobile, il contratto di ingaggio, che può essere comodamente firmato in formato digitale sia dal lavoratore che dal cliente. I contratti con i lavoratori e i contratti con i clienti sono documenti prodotti quotidianamente dalle filiali Manpower, circa 20.000 in un solo mese.
L’implementazione del nuovo sistema ha avuto tre vantaggi, immediati e tangibili: l’annullamento quasi completo degli spostamenti “fisici” necessari per la stipula di tutti i contratti, la cancellazione di qualsiasi vincolo temporale per la consultazione dei profili online e l’eliminazione completa della carta circolante nelle filiali. Il risultato è un vero e proprio cambiamento nei processi legati business. “Con questo progetto dedicato alle filiali per la gestione on line dei contratti di somministrazione abbiamo dato vita a un modello di business realmente innovativo per il nostro settore, al servizio dei clienti e dei lavoratori. Abbiamo raggiunto il break even in meno di un anno: si tratta di un risultato davvero straordinario, che testimonia la bontà del sistema scelto e che ci rende particolarmente orgogliosi del lavoro svolto. Non si tratta però solo di cost saving: la nostra strategia, che ci vede oggi pionieri nel mondo delle HR, è quella di voler offrire ai nostri clienti un servizio innovativo, efficiente, comodo e in linea con le più evolute metodologie di e-commerce”, dichiara Stefano Scabbio, Amministratore Delegato di Manpower Group.

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AGENZIE

Maternità e carriera: Milvia Bonvicino promossa Managing Director di trnd

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Maternità

Maternità e carriera si possono perfettamente conciliare. Lo insegna trnd, l’azienda etica nelle parole e nei fatti, player del marketing collaborativo.

Mentre l’intero paese segue attentamente gli sviluppi della vicenda che chiama in causa Giorgia Meloni, trnd ha promosso Milvia Bonvicino al settimo mese di gravidanza a Managing Director per l’Italia.

Milvia Bonvicino è dal 2012 in trnd, prima come Project Manager e Key Account Manager e da febbraio 2016 come Managing Director e Head of Client Services, occupandosi della pianificazione e monitoraggio della strategia annuale, dei servizi per i clienti e delle relazioni esterne, oltre che della gestione e supporto del team che realizza le campagne. Il motivo principale della promozione di Milvia è stata la grande motivazione dimostrata in questi anni.

Milvia è convinta che una mamma può essere un valore aggiunto per un’azienda: “Il lavoro di una mamma è il lavoro più difficile del mondo. Una mamma deve essere super multitasking. Una donna che ci riesce, anche dal punto di vista lavorativo ha una marcia in più”. La neo-nominata Managing Director aggiunge: “nei paesi nord-europei la discussione sulla possibilità di conciliare la maternità e la carriera sembra da tempo datata e inappropriata, in Italia in questo momento il dibattito è più che mai acceso e attuale. Casi come il mio, purtroppo, rimangono ancora isolati in Italia e la maggior parte delle donne teme per la propria carriera una volta diventate mamme”.

trnd, azienda giovane e dinamica, fondata in Germania nel 2005, sostiene le pari opportunità, riconoscendo ai propri collaboratori il diritto di conciliare famiglia e lavoro: “Una donna che diventa mamma deve avere le stesse possibilità di un uomo che diventa papà” è stata la reazione del management internazionale trnd alla notizia della gravidanza della Bonvicino. Infatti, anche Dennis Stundl, che divide con Milvia Bonvicino la carica di Managing Director, è da poco diventato papà.

Secondo la recente ricerca dell’Università Sapienza di Roma condotta su 4mila dipendenti delle grande aziende private, il 78% degli intervistati continua a ritenere che la maternità rappresenti un limite alle opportunità di carriera di una donna e il 49% delle donne pensa che non sia conciliabile con il lavoro quando il contesto è altamente competitivo.

Ci sono anche dei segnali positivi che sembrano preannunciare un cambiamento. Negli ultimi venti anni il numero di donne lavoratrici in Italia è cresciuto del 22,2%, in netta controtendenza rispetto a quello maschile che invece è sceso dello 0,3%. Ma i dati sull’occupazione di chi decide di affrontare la maternità sono decisamente sconfortanti, soprattutto nel confronto con altri paesi europei. In Italia, infatti, la percentuale di donne ancora occupate dopo il primo figlio è del 59%, mentre in Germania sono il 74%, in Svezia sono l’81% dei casi e poco più alta dell’Italia è la percentuale di mamme occupate in Spagna, che si attesta sul 63%. (fonte: Università Sapienza di Roma).

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MOBILE

Jobba, la condivisione diventa opportunità di lavoro

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Nasce Jobba, l'innovativa applicazione dedicata al lavoro

Nasce Jobba, innovativa app mobile che, in una congiuntura economica delicata ancora alla ricerca di una via fuori dalla crisi, scommette sul tema caldo del lavoro e dei servizi alla persona.
Jobba è la prima app in Italia non limitata ad un singolo settore ed indirizzata al privato: tanto chi cerca che chi offre le proprie competenze sono le persone di talento attorno a noi, che hanno tempo o capacità da poter mettere a frutto per ottenere un piccolo reddito o arrotondare lo stipendio. A differenza di altre app che gravitano nell’area della sharing economy, Jobba è una reale iniziativa di job sharing, di crowdsourcing orizzontale in cui ciascuno di noi e attorno a noi può diventare attore e protagonista. Sai fare torte meglio di una pasticcera? Magari qualcuno sta impazzendo per organizzare una festa di compleanno a due passi da casa tua. Sei un appassionato di bici e sai ripararle? Per qualcuno potresti essere un aiuto prezioso. Grazie a Jobba la domanda e l’offerta si incontrano dove serve e nel giro di pochissimi click.
Chi desidera mettere a disposizione di altri le proprie capacità, il “jobber”, scarica gratuitamente l’app, crea un profilo e inserisce le proprie competenze scegliendo fra le attuali 36 categorie che coprono moltissimi settori: dall’arredo casa, al babysitting, dagli eventi, all’impiantistica, etc. La grafica di Jobba è intuitiva e grazie alle tecnologie di geolocalizzazione oggi presenti in qualsiasi smartphone, in due soli click ogni utente iscritto potrà visualizzare sul proprio schermo la rosa di persone che hanno le capacità ricercate, scegliere la persona giusta ed iniziare una trattativa con lui o lei. A lavoro terminato il “jobber” riceve quanto stabilito tramite il sistema di pagamento sicuro di Jobba e la recensione di chi lo ha contattato. In tal modo l’esperienza di ricerca si fa sempre più trasparente, precisa e completa.
I numeri di Jobba sono interessanti. Circa 2000 iscritti in meno di 2 settimane, nonostante al momento non sia ancora possibile concludere la trattativa in quanto è in fase terminale l’analisi preliminare dei dati di utilizzo dell’app. Anche se non è ancora attiva la contrattazione, la crescita degli iscritti è costante, il churn rate è inferiore al 2% ed il tempo di permanenza medio sull’app è superiore a 8 minuti, dato interessante considerando che Jobba non è un’app per ascoltare musica o giocare. Gli iscritti si collegano in media ogni 2 giorni, effettuando ogni volta qualche attività ed il 95% di loro ha indicato di possedere più di una competenza.
Il talento non ha limiti geografici e Jobba vuole crescere in un’ottica internazionale: disponibile in tutta Italia, nel 3° semestre sbarcherà a Madrid, Londra, Parigi, in Germania (Monaco, Francoforte, Amburgo e Berlino), entro 1 anno sarà sul mercato brasiliano (Sao Paulo, Rio de Janeiro) e a seguire verrà lanciato negli USA.

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AZIENDE

Un progetto per mettere in contatto giovani e lavoratori: nasce “The Questions” di Adecco

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Un dialogo diretto attraverso strumenti innovativi fatto dalle domande e curiosità di ragazzi e studenti e di risposte da parte di tre giovani ambassador inseriti in importanti aziende con una storia e suggerimenti da condividere. Questo il cuore del progetto “The Questions”, ideato e realizzato da Adecco, a cui è possibile accedere attraverso la pagina Facebook ufficiale di Adecco Italia e il sito ambassadors.adecco.it.
Adecco ha coinvolto tre giovani ambassador che ha supportato nell’inserimento in azienda – Fiorella, Luca e Federico – e che fino al 23 dicembre saranno a disposizione, anche attraverso eventi dedicati, di tutti i ragazzi per rispondere a domande e curiosità sul mondo del lavoro. Tra coloro che faranno una domanda, inoltre, saranno estratti tre fortunati vincitori che si aggiudicheranno un Work Kit del valore complessivo di 600 euro l’uno.
“Una delle difficoltà che spesso riscontriamo nei giovani che si affacciano al mondo del lavoro” commenta Andrea Malacrida, Amministratore Delegato Adecco Italia, “è quella di trovare un interlocutore credibile e diretto che non proponga falsi miti sulla propria futura carriera e con il quale ci si possa sentire liberi di chiarire dubbi e curiosità. Per questo è nato “The Questions” un servizio che vuole essere una ulteriore opportunità che Adecco ha scelto di dare ai giovani e che si affianca ai programmi dedicati alla formazione, alla ricerca di lavoro da parte di candidati e aziende e alla costruzione di una propria strada professionale”
“The Questions” rientra nel progetto #diamolavoroalleambizioni, grazie al quale Adecco si impegna creare 100mila nuovi posti di lavoro con le aziende partner ha avviato nel 2015 1400 attività formative nelle scuole superiori.

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AZIENDE

Uber stringe un accordo con Jobyourlife per “muovere, insieme, il mondo del lavoro”

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Uber e Jobyourlife, piattaforma italiana di job recruiting, stringono un accordo e collaborano “per muovere, insieme, il mondo del lavoro”.

“La partnership con Uber consiste in un’operazione che porta un vantaggio concreto (ed economico) nei confronti dell’utente” spiega Andrea De Spirt, CEO di Jobyourlife. “Grazie a questo accordo, infatti, consegneremo un voucher da 20€ ai candidati invitati al primo colloquio di lavoro tramite Jobyourlife.
Al momento, essendo Uber presente solo in 5 città italiane (Milano, Roma, Torino, Padova e Genova), abbiamo deciso di iniziare la collaborazione mandando il voucher solo alle persone invitate al colloquio in queste città”.

Jobyourlife, nata nel 2012, con uffici a Milano e a Cagliari, è cresciuta nell’ultimo anno, chiudendo un secondo round di finanziamento da 600mila euro e raggiungendo traguardi importanti: ha superato quota mezzo milione di utenti iscritti, con oltre 1000 aziende che utilizzano la piattaforma per cercare i candidati migliori (tra cui GameStop, Willis Italia, Jusp Spa). Oggi, la startup, incubata in PoliHub, progetto della Fondazione Politecnico di Milano, continua a crescere anche a livello di team, e si prepara per il primo passo in Europa e in Asia.

“La partnership con Uber rappresenta un elemento importante all’interno del nostro percorso” continua Andrea De Spirt. “Inoltre, sottolinea anche l’importanza di saper collaborare e di saper unire due modelli aziendali per portare un ulteriore beneficio all’utente finale, cercando di utilizzare la tecnologia come acceleratore e come facilitatore di alcuni processi. Essere il più utili possibile alle persone è l’obiettivo primario e con questa partnership proveremo ad aggiungere un altro ingrediente alla nostra realtà in crescita”.

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BRAND STRATEGY

ADHR Group lancia la nuova campagna, tra lavoro, risorse umane e un pizzico di ironia

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Prende il via oggi la nuova campagna di comunicazione di ADHR Group, l’agenzia per il lavoro di Bologna con filiali in tutta Italia, che ha recentemente annunciato 600 contratti di lavoro a tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2015.

Il concetto chiave della nuova campagna stampa (curata dall’ufficio Marketing e Comunicazione di ADHR Group) è l’ironia e lo si capisce subito osservando i suoi protagonisti e ascoltando gli spot per la radio dove un elefante, un orso e un gorilla ricoprono le vesti di colleghi o candidati impossibili. Le situazioni volutamente assurde, ma sempre legate al mondo delle risorse umane, richiedono l’intervento di Adhr Group che, con imperante ilarità, annuncia di “poter fare di meglio”.
Un partner speciale, competente, efficiente ed efficace, capace di risolvere anche i problemi più assurdi. Sviluppare e organizzare il personale di un’azienda implica fornire risposte puntuali e precise e attivare processi di gestione complessi, tutte cose che ADHR Group sa fare e può fare al meglio.

“Con questa campagna di comunicazione” afferma Leonardo Nieri, presidente di ADHR Group, “abbiamo deciso di rinnovare l’immagine istituzionale che fino ad ora avevamo mantenuto, per abbracciare con attuale ironia tutte le possibili situazioni quotidiane legate alla gestione delle risorse umane: la scelta di un candidato sbagliato con conseguente perdita di tempo e dispendio di energie o la difficoltà nel gestire problemi organizzativi interni. Agli occhi dei clienti, vogliamo essere un partner capace di evitare dinamiche che pur IMPOSSIBILI come quelle delle immagini, sono molto frequenti nei contesti aziendali”.

La campagna ha come target privilegiato i manager aziendali delle risorse umane. Per i candidati inoltre, ADHR Group ha messo in campo anche azioni più specifiche: giornate di reclutamento tecnico mirate (la prima che si è svolta a Bologna ha visto un 30% di persone già collocate in azienda tra quelle selezionate in quella mattina specifica) e nuove aperture sul territorio.

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MOBILE

Nasce Doityo, la mobile community lavorativa che connette domanda e offerta

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Sbarca anche in Italia l’app che connette domanda e offerta di lavoro tra i residenti di uno stesso quartiere tramite il servizio di geolocalizzazione. Doityo è la nuova piattaforma mobile che vuole mettere in relazione datori di lavoro con chi è in cerca di occupazione, con l’obiettivo di incrementare lo scambio di lavoro, sviluppare sempre di più la micro-imprenditorialità individuale e il modello di un mercato del lavoro “2.0” dove le parti dialogano direttamente in maniera semplice e immediata per generare opportunità di lavoro concrete e immediate e garantire così maggior autonomia e continuità lavorativa.
Il progetto, sviluppato in quattro lingue (italiano, inglese, francese, tedesco) e nato da un’idea di Davide Alfano, imprenditore edile ticinese con il pallino per il digitale, è animato da tre principi: creare nella propria comunità un network spontaneo tra domanda e offerta, sviluppare le proprie capacità professionali e promuovere l’iniziativa personale. Ci racconta: “Non si tratta di una classica bacheca di annunci di lavoro ma di un mezzo per visualizzare chi si rende disponibile a svolgere un determinato tipo di lavoro nel proprio quartiere di residenza, con notevoli vantaggi sia per il datore di lavoro che per i lavoratori in termini di velocità, immediatezza, semplicità del recruitment e sviluppo dell’economia del territorio. L’obiettivo è quello di creare una sorta di condivisione solidale del lavoro, basata sullo scambio e una maggiore redistribuzione della ricchezza”. La novità dell’applicazione risiede nel servizio di geolocalizzazione che, se attivato dagli utenti iscritti, consente di segnalare a chi offre lavoro solo i candidati che si trovano all’interno del raggio che ha selezionato, e quindi a distanza di pochi chilometri o addirittura metri.
Oltre alle comunicazioni di aziende, investitori, ambasciate e consolati, gli utenti potranno interagire con la community di Doityo per creare sinergie lavorative temporanee sul territorio. Attraverso la app Doityo, scaricabile gratuitamente dall’App Store e da Google Play sul proprio smartphone, è possibile trovare offerte di lavoro nelle seguenti categorie e profili: lavori domestici e socio-sanitari, tecnologia, catering ed eventi, lezioni private, sport, giardinaggio, idraulica, elettricista, imbianchino, benessere ed estetica, consegne e trasporti, traslochi, segretariato, ufficio e amministrazione.
Il sistema consente, inoltre, di specificare, da parte del datore di lavoro, le capacità richieste per la singola attività, per consentire la visualizzazione soltanto di quei candidati con le caratteristiche richieste, i quali, a loro volta, attraverso una chat, potranno successivamente accordarsi con l’offerente per le modalità e le tempistiche di svolgimento del lavoro. Infine, al termine del rapporto di lavoro, è possibile inserire una valutazione con referenze e punteggi con lo scopo di creare una rete tra i profili iscritti che stimoli la microimprenditorialità individuale e la fiducia reciproca tra gli utenti utilizzatori di Doityo.

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MEDIA

Com’è fatto l’ufficio perfetto? Copernico risponde con il suo ultimo ebook

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Tecnologia, aumento della domanda di flessibilità e organizzazione del lavoro hanno fortemente cambiato il modo di lavorare, tanto che l’ufficio tradizionale, oggi, non risponde più del tutto alle esigenze delle persone. Qual è, quindi, l’ufficio perfetto? Non esiste una soluzione univoca. Gli ideatori di Copernico, l’innovation hub che apre le porte a fine gennaio nell’omonima via milanese, hanno per questo prodotto l’e-book “Creare valore in una nuova dimensione. Come lo spazio di lavoro influenza la produttività” che raccoglie consigli e dritte per aiutare a trovare la soluzione più congeniale alle necessità delle diverse aziende, ma anche delle start-up. Si tratta di una mini guida, basata su ricerche scientifiche di spessore internazionale, che illustra come le performance lavorative sono sempre più facilitate e migliorate dalla comunicazione e collaborazione tra dipendenti, attività che aumentano la condivisione di conoscenza, e come gli ambienti di lavoro devono essere facilitatori di incontri e networking.
L’ufficio oggi deve sempre più supportare le diverse attività e di conseguenza i diversi bisogni che le persone hanno durante la giornata. Non si tratta solo di facilitare la comunicazione, ma anche di offrire privacy, concentrazione, nonché spazi per il confronto e ambienti dove alimentare la creatività. Il tutto condito da comfort e benessere per le persone.
Formalità, informalità, pubblico e privato, concentrazione e networking. È possibile trovare la soluzione ideale o che un unico spazio risponda a queste richieste? Sembrerebbe di sì. A far da ispiratori le grandi multinazionali. Non solo Google e Facebook hanno investito nelle riconfigurazione degli spazi lavorativi e nel “lavorare divertendosi”. HomeAway ha costruito nel quartier generale di Austin, ha costruito un tetto in miniatura con un’amaca per rilassarsi e lavorare; HubSpot mette a disposizione dei dipendenti un frigorifero pieno di birra e snack, come anche un calcetto; Oracle sostiene che le idee migliori si sviluppino sul campo da gioco ed ha costruito un campo da basket e uno da pallavolo, mentre Ogilvy & Mather ha una palestra all’avanguardia.
A volte le soluzioni possono essere più semplici, come spostare le scrivanie, basta però individuare l’esigenza che si vuole soddisfare.
L’e-book “Creare valore in una nuova dimensione. Come lo spazio di lavoro influenza la produttività” può essere scaricato gratuitamente, previa registrazione a questo link.

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AZIENDE

Logotel punta sull’Open Innovation: nasce Wespace

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Nasce Wespace di Logotel, un ambiente che integra postazioni di lavoro autonome e collettive, aree di co-working e spazi che favoriscono la progettazione, la realizzazione workshop creativi, ed eventi. All’interno della nuova area sono presenti numerose attrezzature e arredi come le enormi pareti magnetiche e a lavagna, oltre diversi tavoli esagonali, strumenti che si trasformano in un importante veicolo per creare armonia nella forma e per scatenare modalità di lavoro compartecipate e interattive che portano al “fare” e al realizzare idee, concetti, servizi, soluzioni.
Questa nuova area va infatti ad aggiungersi agli spazi già esistenti – per un totale di oltre 2000 mq – ubicati nell’ex sede della storica fabbrica del caffè Faema dove svetta, quasi fosse una cornice pittorica, lo spettacolare terrazzo aperto sul quartiere Lambrate. L’idea che sta alla base di questa operazione si rifà al concetto di Open Innovation, dove l’esigenza di condividere e di co-produrre, scatena  l’urgenza di comunicare e dare forma alla conoscenza, favorendo collaborazione e partecipazione. Oggi infatti sono in continua trasformazione non sono solo le professioni, ma anche la modalità di lavorare e in tutto questo giocano un ruolo determinante gli spazi di lavoro diventati sempre più parte integrante di un’impresa ed elemento determinante del proprio successo. In questa direzione riprogettare gli spazi di un’impresa significa ridisegnarne i processi di lavoro, ma anche creare un ambiente teso a valorizzare le persone che vi operano, favorendo il coinvolgimento del singolo e del team, l’espressione del proprio potenziale e delle competenze, la generazione di soluzioni, contenuti e visioni innovative. Lo spazio diventa un servizio e gioca un ruolo importante nel generare comportamenti e risultati di qualità.
“Se nell’era delle piramidi i compiti erano ripartiti con precisione, nella società di oggi i confini sono più fluidi e il premio va a chi sa attraversarli” spiega Cristina Favini, Strategist Manager of Design di Logotel, “se in passato i ruoli e le organizzazioni erano dotati di un elevato grado di permanenza e di specializzazione, oggi l’incertezza, i continui mutamenti impongono uno sforzo di adattamento incessante. Di conseguenza le organizzazioni devono produrre persone flessibili capaci di adattarsi a cambiamenti inattesi e capaci di collaborare con punti di vista sempre diversi. L’innovazione è di chi riesce a incrociare discipline, punti di vista, strumenti diversi a aprirsi all’incontro. Sono queste le ragioni per le quali abbiamo progettato l’ambiente Logotel”.

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AZIENDE

Apple, oltre il brand: App Store ha creato più di mezzo milione di posti di lavoro in Europa

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Apple negli ultimi anni ha raggiunto eccellenti risultati, non solo nelle vendite di iPhone, iPad e computer Mac, ma anche in termini di brand, raggiungendo nel 2013 la vetta della classifica di Interbrand, divenendo per la prima volta il brand più potente al mondo. Ebbene, oggi la casa di Cupertino può vantare un altro traguardo, quello di aver creato quasi 630.000 posti di lavoro in Europa, grazie al suo App Store.
Apple ha infatti dedicato una intera pagina web ai risultati di una ricerca condotta da Vision Mobile, secondo la quale la casa di Cupertino, grazie al suo store di applicazioni, ha creato 629.000 posti di lavoro in Europa. In particolare, dal 2008 ha reso possibile lo sviluppo di 497.000 posti di lavoro riconducibili direttamente all’App Store e altri 132.000 supportati direttamente o indirettamente da Apple.
Inoltre, dei 20 milioni di dollari guadagnati dagli sviluppatori di tutto il mondo con le vendite su App Store, ben 6,5 milioni sono stati pagati agli sviluppatori europei. Sono insomma tutti posti di lavoro e ricavi che non sarebbero esistiti senza l’economia delle applicazioni, inventata proprio da Steve Jobs. La stessa pagina web ricorda inoltre che Apple in Europa ha 16.000 dipendenti (di cui 1.300 in Italia) e che nel vecchio continente sono stati creati circa 116.000 posti di lavoro in altre aziende grazie alla crescita di Apple (e non solo del suo store di applicazioni).
È curioso come pochi mesi fa anche l’Unione Europea abbia diffuso i risultati di uno studio centrato proprio sullo sviluppo di una “app economy made in EU”, con il vecchio continente che sta diventando una vera e propria Silicon Valley dei giochi digitali per dispositivi mobile. Sono europei infatti alcuni dei più noti brand di app di gioco: ricordiamo ad esempio Rovio nel settore dei giochi casual, William Hill nel settore delle scommesse sportive su mobile.
Ebbene, secondo lo studio commissionato dall’UE, nel 2013 l’app economy impiegava in Europa circa un milione di sviluppatori e 800 mila lavoratori in posizioni di supporto (impiegati ad esempio nel marketing e nella pubblicità delle stesse app). La previsione è che si arriverà nel 2018 a 2,7 milioni di sviluppatori e 2,1 milioni di impiegati in mansioni di supporto. Insomma, le applicazioni mobile hanno creato i brand più forti del momento, in particolare Apple e Google, ma allo stesso tempo i risultati di queste aziende si trasformano in milioni di posti di lavoro.

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NUMBER

Per i giovani, sempre più lavoro all’estero: ecco l’ultima ricerca Michael Page

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L’ultimo osservatorio di Michael Page, società specializzata nel recruitment in ambito middle e top management, ha analizzato uno dei fenomeno che in questi ultimi tempi sta tenendo banco nel nostro paese: i giovani che cercano lavoro all’estero sono sempre più in aumento, alla ricerca di mercati stranieri con più opportunità e nuovi orizzonti.
Oltre il 50% dei candidati entrati in contatto con l’azienda valuta opportunità di lavoro in Asia, specialmente Singapore, e America Latina. I paesi che offrono potenzialmente maggiori opportunità sono quelli caratterizzati da un’economia trainante, come appunto i paesi del Sud America (Brasile, Cile, Colombia, Perù), i paesi asiatici (India, Cina, Indonesia, Malesia), il Sud Africa e il Medio Oriente, oltre ovviamente alla Germania, per quanto riguarda le nazioni europee. I paesi più ambiti e frequentati dagli italiani sono Svizzera, Cina, India, Brasile, Singapore e USA; quelli più accoglienti risultano essere la Svizzera e la Germania per l’Europa, Singapore per il mercato asiatico, il Cile per il Sud America e infine gli USA. “È importante sottolineare”, commenta Katiuscia Cardinali, director di Page Executive, “che l’esperienza lavorativa all’estero è innanzitutto un’esperienza di vita, che accresce il proprio bagaglio personale e culturale oltre che professionale, e quindi fonte di arricchimento in quanto tale. Sviluppa la capacità di adattamento, la flessibilità culturale e l’apertura verso la diversità, elementi che il mercato globale nel quale ci confrontiamo quotidianamente richiede con sempre maggior forza”.
I settori con maggiori opportunità di spostamento all’estero sono quelli legati ai servizi, all’oil&gas e alle funzioni sales. In particolare, la figura dell’esperto in Lean Manufacturing è sempre più coinvolta in attività di riorganizzazione industriale nei siti esteri e richiede, quindi, una lunga permanenza fuori dall’Italia. Altra figura che tradizionalmente risiede all’estero è quella del General Manager o Branch Manager, responsabile delle operazioni commerciali o manifatturiere nel paese straniero; per le imprese italiane con filiali internazionali, tale figura ha un’importanza strategica per il buon esito del processo di internazionalizzazione del proprio business. Nell’ambito delle funzioni commerciali, la figura professionale che più spesso lavora all’estero è quella dell’Area Manager, ossia il responsabile del business in una determinata area geografica, per esempio nel Sud Est Asiatico o in America Latina, tipicamente presente nei settori fashion/retail. Dall’Osservatorio di Michael Page risulta che opportunità di lavoro all’estero interessano sia giovani con buone conoscenze linguistiche alla ricerca del primo impiego, sia chi ha concluso un percorso di specializzazione o master e vuole mettere a frutto la propria formazione in un paese straniero e sia manager affermati che cercano nuove opportunità di crescita professionale in un altro paese.

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AZIENDE

Condé Nast Next: 100 giorni di Condé Nast per 10 giovani talenti del marketing

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La Condé Nast del futuro cerca 10 neolaureati per il progetto ‘Condé Nast Next‘ da formare nel marketing e nell’advertising della casa editrice attraverso un percorso della durata di 100 giorni. I migliori 5 saranno assunti in azienda.
Per accedere al progetto – dal 24 al 31 maggio – i ragazzi dovranno inviare il loro curriculum e una presentazione video che spieghi la motivazione della loro partecipazione all’indirizzo email 100giornicondenastnext@condenast.it.
Il percorso di formazione avrà inizio il 9 settembre e prevede 18 giorni in aula e successivi 82 giorni di inserimento in diverse funzioni marketing e advertising, per completare la visione d’insieme dell’area che fa capo a Fedele Usai. Ogni ragazzo sará affiancato da un tutor e valutato da una commissione interna composta da 5 dirigenti dell’azienda.

 

“Vogliamo che i giovani portino in Condé Nast le loro idee, la loro creatività e il loro talento “puro”. A loro chiediamo un contributo importante, quello di aiutarci nel percorso di innovazione che Condé Nast persegue da tempo. Cerchiamo ragazzi pronti a entrare nel mondo del lavoro e a reinventarlo, nuove figure predisposte a costruire un nuovo futuro”. Così precisa Fedele Usai, Senior Vice President Advertising e Branded Solutions, responsabile della struttura che accoglierà i 10 giovani nel percorso di formazione.

I giovani che desiderano cogliere questa opportunità devono avere un massimo di 27 anni e una laurea conseguita da meno di 12 mesi.

“Condé Nast si muove sul mercato con nuove proposizioni commerciali e contenuti sempre più contemporanei e sempre più efficaci per i clienti investitori. È all’interno di questo percorso di innovazione che si inserisce il progetto Condé Nast Next” commenta Giampaolo Grandi, Presidente e Amministratore Delegato di Condé Nast.

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NUMBER

Audiweb: 8 italiani su 10 sono online

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Nel 2012 sono 14,5 milioni le famiglie italiane che dichiarano di avere accesso a internet da casa attraverso computer, televisore o console giochi, cioè il 67,4% delle famiglie con almeno un componente fino a 74 anni. 

La disponibilità di un accesso a internet da casa attraverso computer di proprietà risulta direttamente proporzionale alla dimensione del nucleo familiare: più è numerosa la famiglia più tendenzialmente cresce la possibilità di connettersi alla rete da casa. In particolare, il tasso di penetrazione supera l’85% per i nuclei familiari di quattro-cinque componenti.
Sono invece 10,2 milioni le famiglie che possono accedere a internet con connessione ADSL/Fibra ottica (il 71% delle famiglie che dichiarano di avere un accesso a internet da casa attraverso computer di proprietà) e quasi la totalità di queste dichiara di aver sottoscritto un abbonamento flat (9,6 milioni di famiglie). Queste le risultanze che emergono dall’ultime pubblicazione Audiweb Trends, il report di sintesi della Ricerca di Base realizzata in collaborazione con Doxa, relativo all’anno 2012
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Guardando invece alla penetrazione dell’accesso al web tra gli individui, Audiweb Trends rivela che 38,4 milioni gli Italiani che hanno dichiarato di accedere a internet da qualsiasi luogo e device (da casa, ufficio, da luogo di studio o altri luoghi), una quota pari quasi all’80% (esattamente 79,6%) della popolazione tra gli 11 e i 74 anni.
Più in dettaglio, emerge una maggiore disponibilità di accesso da casa attraverso computer (35,8 milioni di individui tra gli 11 e i 74 anni), mentre l’accesso da luogo di lavoro è indicato dal 48,2% degli occupati (10,9 milioni di individui) e l’accesso da luogo di studio è indicato dal 7,7% dei casi (3,7 milioni).
Il 34,8% degli individui ha dichiarato di avere un cellulare con accesso a internet (16,8 milioni) e il 5,6% (2,7 milioni) da tablet.

L’accesso alla rete si conferma ampiamente diffuso su tutto il territorio e a tutti i livelli socio-demografici, con una concentrazione quasi totale tra i giovani (oltre il 92% degli individui di età compresa tra gli 11 e 34 anni) e tra i profili più qualificati in termini di istruzione e condizione professionale. Infatti, il 100% dei dirigenti, quadri, docenti e degli studenti universitari hanno dichiarato di poter accedere alla rete. In particolare: il 98% dei laureati, il 93,2% dei diplomati, il 97,7% degli imprenditori e liberi professionisti, il 97,9% degli impiegati e insegnanti e il 95,2% degli studenti di scuole medie e superiori.

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