TECH & INNOVATION

L’impatto dell’intelligenza artificiale sul mondo del lavoro: i dati del Randstad Workmonitor

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Intelligenza Artificiale

Gli italiani non temono l’intelligenza artificiale ma, anzi, guardano a questa innovazione come un’opportunità. Due terzi dei dipendenti, infatti, ritiene che automazione, robotica e intelligenza artificiale influenzeranno positivamente il proprio lavoro nei prossimi cinque o dieci anni e l’80% considera positivamente il crescente impatto della tecnologia sul mondo del lavoro.

 

La percezione cambia se si analizzano le competenze richieste dalla digitalizzazione del lavoro: gli italiani sono i primi a livello globale a sentirsi obbligati a sviluppare le proprie capacità per tenere il passo con i progressi digitali (80%) e l’87% sente il bisogno di acquisire sempre nuove competenze digitali per mantenersi competitivi sul mercato.

 

Una carenza di competenze digitali che gli italiani avvertono sia nelle imprese, dove solo il 41% offre corsi di formazione sull’argomento ai propri dipendenti, e nelle istituzioni scolastiche e universitarie, che solo secondo il 50% dei dipendenti forniscono agli studenti le conoscenze necessarie per prepararli ai lavori del futuro, e alla quale cercano di rispondere investendo autonomamente nella propria formazione digitale (56%).

 

L’ultima edizione del Randstad Workmonitor – l’indagine trimestrale sul mondo del lavoro di Randstad, leader mondiale nei servizi per le risorse umane, condotta in 34 Paesi del mondo su un campione di 405 lavoratori di età compresa fra 18 e 67 anni per ogni nazione, che lavorano almeno 24 ore alla settimana e percepiscono un compenso economico per questa attività – rivela un atteggiamento favorevole dei lavoratori italiani nei confronti dell’intelligenza artificiale, vista come un’opportunità per migliorare il proprio lavoro e uno stimolo per acquisire nuove competenze, ma allo stesso tempo emerge quanto l’offerta e la padronanza di competenze digitali non sia ancora sufficiente a gestire un cambiamento sociale, culturale e tecnologico così profondo.

 

“Dalla ricerca emerge come sia cambiata la percezione dell’intelligenza artificiale fra gli italiani, vista non più come un pericolo ma bensì come un’opportunità”, commenta Marco Ceresa, Amministratore Delegato Randstad Italia. “La partita per cogliere tutti i benefici dell’intelligenza artificiale si gioca, però, sulla capacità del sistema formativo e delle imprese di sviluppare le competenze digitali di studenti e lavoratori e su questo piano la strada da fare è ancora lunga. Solo il 50% degli italiani ritiene che le università forniscano agli studenti le giuste competenze digitali per prepararli al loro futuro nel mondo del lavoro (32sima posizione su 34 paesi; -18% rispetto alla media globale e -15% rispetto alla media europea) e meno della metà del campione afferma che la propria azienda investe in applicazioni di intelligenza artificiale o nella formazione dei dipendenti sul tema. Per gestire un cambiamento culturale e sociale così profondo è necessario un progetto a lungo termine che metta insieme il contributo di lavoratori, scuole e imprese”.

 

L’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro

Otto italiani su dieci vedono il crescente impatto della tecnologia sul mondo del lavoro come un’opportunità (l’80%, +6% sulla media globale e 10% sulla media europea), dodicesimi rispetto ai 34 paesi analizzati dalla ricerca. In Europa soltanto Grecia (82%) e Portogallo (83%) sono più ottimisti. Il 65% dei lavoratori, invece, è convinto che automazione, robotica e intelligenza artificiale avranno un impatto positive sul proprio lavoro (+25% rispetto al 2014), sei punti in più rispetto alla media globale e ben dodici rispetto alla media dei paesi europei, fra cui soltanto la Polonia (68%) ha un atteggiamento più favorevole.

 

Il problema delle competenze

L’atteggiamento cambia se si guarda alle competenze necessarie per gestire i cambiamenti portati dall’intelligenza artificiale. Soltanto il 47% degli italiani ritiene che servirà un mix di abilità diverse da quelle già in loro possesso, contro il 58% della media globale. In Europa soltanto Austria (45%), Lussemburgo (45%), Olanda (45%), Grecia (43%), Ungheria (43%) e Svezia (40%) si mostrano più fiduciosi delle proprie competenze.

 

Ma gli italiani sono anche i primi fra le popolazioni analizzate a sentirsi sotto pressione per restare aggiornati sugli sviluppi delle tecnologie digitali: l’80%, ben 33 punti in più della media globale e 38 più della media europea. L’87% dei dipendenti, inoltre, vuole acquisire più competenze per garantire la propria occupabilità in futuro (+7% rispetto alla media globale e +9% sulla media europea), dodicesimi nella classifica globale e quinti in Europa dietro a Polonia (88%), Spagna (88%), Portogallo (89%) e Romania (89%).

 

Una carenza di competenze digitali che inizia nelle scuole e nelle università, con solo il 50% del campione che pensa che gli studenti ricevano le conoscenze adeguate per prepararsi al mondo del lavoro (terzultimi nella classifica globale con 18 punti in meno della media, -15% rispetto alla media europea e -23% rispetto alla media del Nord Europa). Delusi dal sistema formativo, i lavoratori si rivolgono alle imprese per ricevere quella formazione digitale di cui sentono di avere bisogno. L’81%, infatti, crede che sia compito del datore di lavoro predisporre piani di formazione per consentire ai dipendenti di acquisire le competenze digitali mancanti, contro il 76% della media globale, ma soltanto il 41% del campione dichiara che l’azienda in cui lavora sta investendo nella formazione dei dipendenti su intelligenza artificiale e machine learning (46% dei lavoratori 18-45enni e 35% dei senior), contro il 44% della media globale.

 

Poche anche le imprese che stanno investendo nelle tecnologie legate all’intelligenza artificiale: lo afferma solo il 47% del campione italiano (due punti sotto la media dei paesi analizzati), con una forbice ridotta fra generi (49% uomini e 46% donne) e un divario più ampio fra lavoratori giovani (55%) e senior (38%). La conseguenza per non farsi trovare impreparati è quella di investire personalmente nella propria formazione sul tema (56%, -3% sulla media globale), in particolare gli uomini (60%, contro 52% delle donne) e i più giovani (61%, contro il 49% dei lavoratori senior).

 

Indici trimestrali

 

Mobilità – Nel quarto trimestre 2018, rispetto al precedente, la mobilità dei lavoratori è cresciuta di un punto a livello globale, a quota 111 punti. Il mercato italiano, invece, ha registrato una riduzione di due punti, con un indice di mobilità che è passato da 101 a 99.

 

Cambio di lavoro – Il 79% dei lavoratori italiani non ha cambiato né mansione né datore di lavoro negli ultimi sei mesi, l’11% dei dipendenti ha cambiato soltanto azienda, un altro 7% ha cambiato ruolo all’interno della stessa società, il 3% ha cambiato sia l’impresa che la posizione ricoperta. Le principali motivazioni che inducono gli italiani a cambiare impiego sono le circostanze organizzative (31%), l’ambizione di crescita nell’attuale specializzazione (25%) e la ricerca di migliori condizioni di lavoro (24%).

 

Ricerca di lavoro – Soltanto il 2% degli italiani sta attivamente cercando un altro lavoro, il 6% sta selezionando nuove opportunità, il 21% si sta guardando attorno, il 31% non si sta impegnando attivamente nella ricerca ma se capitasse un’occasione sarebbe aperto ad ogni possibilità, mentre ben il 40% dichiara di non cercare lavoro.

 

Soddisfazione del lavoro – Pur occupando stabilmente la seconda metà della classifica, nel complesso gli italiani sono appagati dalla loro situazione occupazionale: il 65% è soddisfatto, il 24% non esprime un giudizio né positivo né negativo, mentre solo l’11% è insoddisfatto del proprio lavoro. In crescita, invece, sia l’ambizione di ottenere una promozione (che passa dal 75% al 76%) sia il desiderio di iniziare un’attività diversa (dal 54% al 57%).

 

Timore di perdere il lavoro – Nell’ultimo trimestre, è cresciuta di un punto la percentuale di italiani che hanno timore di perdere il posto di lavoro (8%) rispetto ai tre mesi precedenti, mentre è leggermente diminuita la sensazione generale d’insicurezza (coloro che non hanno molta paura di perdere il posto ma neanche poca, scesa dal 25% al 24%). I segmenti che temono maggiormente di perdere il posto sono le donne (12%, +5%) e i lavoratori fra i 25 e i 34 anni (12%, -1%), mentre i meno timorosi sono gli uomini (5%, -3%), i dipendenti 45-54enni (5%, +2%).

 

I giovani sotto i 25 anni più spaventati sono in linea con la media (8%), ma sono aumentati del 5% negli ultimi tre mesi. Cala invece il numero di dipendenti che ritiene di poter trovare un’occupazione analoga nel giro di sei mesi (52%, -1%), con punte dell’85% fra i 18-24enni e del 58% fra gli uomini (più pessimisti gli over 55, 34%, e le donne, 47%), e anche la fiducia di poter trovare un lavoro diverso (scesa dal 50% al 49%), con uomini (54%) e giovani (92%) più ottimisti e donne (45%) e senior (25%) più sfiduciati.

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AZIENDE

Adzuna festeggia un anno in Italia e avvia il piano di crescita con una nuova Country Manager

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Adzuna

Adzuna, il motore di ricerca di offerte di lavoro, festeggia il suo primo anno sul mercato italiano con l’entrata di una nuova Country Manager.

 

Con più di 11 milioni di utenti mensili, presente in 16 paesi e con clienti in tutto il mondo inclusi i principali hub di lavoro come Monster, CareerBuilder, TotalJobs, Reed, Stepstone e molti altri, l’azienda Londinese fondata nel 2011, si sta confermando anche in Italia con ottimi risultati, chiudendo il 2018 con una crescita del 100% e un fatturato di £15 Mln. Il giovane mercato italiano conclude con un +180% di fatturato e un aumento del traffico del +160% rispetto al 2017.

 

Dopo la nomina a Vice President of Sales in Nord America di Christopher Gamble, precedentemente Head of Sales di Indeed, Adzuna punta su nuovi mercati come Italia, Russia, Polonia e Nuova Zelanda, con un piano di crescita sfidante e il rafforzamento del team internazionale con nuove figure dedicate.

 

Intanto, in Italia, fortifica il suo team dando il benvenuto a Francesca Nori, nuova Country Manager dedicata esclusivamente al mercato italiano, con esperienza in agenzie media e agenzie creative, che avrà il compito di consolidare la presenza di Adzuna.it sul territorio curando i contenuti di digital marketing, social e digital PR ed accrescendo il portafoglio aziendale.

 

“Siamo davvero entusiasti di avere Francesca alla guida di Adzuna.it, sicuramente darà una marcia in più alla crescita della nostra azienda sul mercato Italiano”, commenta Andrea Olivari, Head of International di Adzuna. “Considerando che attualmente il tasso di disoccupazione in Italia è del 10,5%, secondo l’ultimo report Istat, il nostro obiettivo è rendere la ricerca di un nuovo impiego il più facile possibile per i nostri utenti collaborando con tutte le principali società di recruitment online”.

 

La mission di Adzuna è aiutare concretamente gli utenti a cercare un lavoro che sia in linea con i loro desideri nel minor tempo possibile, mettendo a disposizione dati innovativi ed aggiornati in tempo reale.

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MEDIA

Vodafone, al via il programma “What will you be” dedicato ai professionisti del futuro

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vodafone

Vodafone annuncia oggi il lancio di “What will you be?”, un programma internazionale senza precedenti sulle professioni del futuro per fornire supporto alla carriera e accesso a corsi di formazione nell’era della digital economy a 10 milioni di giovani in 18 paesi. L’iniziativa del brand sulle competenze e i lavori digitali è la più vasta del suo genere nel mondo.

In parallelo, Vodafone annuncia i suoi obiettivi per incrementare in maniera significativa il numero di giovani che entrano in azienda per fare un’esperienza diretta in un ambiente di lavoro digitale. Vodafone espanderà i programmi esistenti dedicati a neolaureati, stagisti, apprendisti e altri percorsi formativi in tutto il mondo per raggiungere un totale di 100mila ragazzi e ragazze in 5 anni. Le due iniziative sono state annunciate in occasione della pubblicazione dei risultati di una ricerca d’opinione internazionale che evidenzia come i giovani tra i 18 e i 24 anni non credano di avere le competenze per far parte della digital economy nonostante siano una generazione di “nativi digitali”.

L’Organizzazione Internazionale del lavoro (ILO) stima che più di 200 milioni di giovani sono disoccupati oppure hanno un lavoro ma vivono in stato di povertà3. In molti paesi dove Vodafone opera, la disoccupazione giovanile è a livelli record, dal 38% in Italia e 39% in Spagna, al 47% della Grecia e il 53% del Sud Africa4. Studi precedenti dimostrano che un periodo prolungato senza lavoro subito dopo aver terminato gli studi può avere un effetto negativo duraturo sulla fiducia e sulla stima in sé stessi e sul benessere personale. Paradossalmente, la disoccupazione giovanile sta crescendo mentre le aziende di tutti i tipi e dimensioni fanno fatica a trovare quelle professionalità digitali che sarebbero necessarie per la crescita futura. La Commissione europea stima che circa 500mila lavori digitali all’interno dell’Unione europea rimarranno scoperti entro il 2020.

Nell’ultimo anno, Vodafone ha lavorato a stretto contatto con psicologi, consulenti del lavoro e professionisti della formazione per sviluppare una piattaforma web accessibile da desktop, tablet e smartphone, Future Jobs Finder, che offre ai giovani una porta d’accesso a nuove competenze e opportunità di lavoro nella digital economy. La prima parte di Future Jobs Finder consiste in una serie di test psicometrici per identificare attitudini e interessi individuali e collegarli con le categorie di lavoro più appropriate nel mondo della digital economy. Successivamente, l’utente viene indirizzato a una serie di opportunità di lavoro nella località prescelta, incluse opportunità in Vodafone. L’utente può anche accedere a diverse opportunità di formazione in ambito digitale, con molti corsi gratuiti. Infine, gli utenti ricevono un riassunto delle proprie competenze e interessi che possono utilizzare nel proprio cv o per una candidatura di lavoro.

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MOBILE

Monster lancia la nuova app con l’obiettivo di rivoluzionare le candidature da mobile

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app monster

Monster annuncia il lancio della nuova app per la ricerca di lavoro che aiuterà gli utenti a cercare e connettersi “on the go” con le opportunità di lavoro, rivoluzionando il modo di candidarsi da dispositivi mobile.

Attualmente, più del 50% degli utenti che inizia a candidarsi da mobile abbandona il processo. Lavorando a stretto contatto con Jobr, la divisione specializzata in ambito mobile, il gruppo ha creato un’app per smartphone che sfrutta la funzione “swipe”, presente soprattutto nelle app per appuntamenti. Il nuovo approccio di Monster rende più facile che mai il processo di candidatura, superando le difficoltà riscontrate in passato rispetto alla ricerca di lavoro da dispositivi mobile.

L’app Monster richiede quattro semplici passaggi: gli utenti creano un profilo con soli due click, utilizzando i social media o caricando il CV per completare il proprio profilo professionale; una tecnologia di matching avanzata filtra gli annunci di lavoro per trovare la posizione più interessante ed in linea per il candidato; con un semplice “swipe”, gli utenti hanno la possibilità di candidarsi all’annuncio o proseguire nella ricerca, ignorando l’offerta di lavoro; a questo punto i candidati possono modificare il proprio profilo professionale e caricare facilmente un CV completo direttamente da Monster o da piattaforme come Dropbox o Google Drive. Un semplice swipe verso destra consente di candidarsi inviando automaticamente il CV o il proprio profilo, ottimizzando tempi e risorse.

Questa nuova app sarà particolarmente utile ai Millennial, che passano l’equivalente di un giorno a settimana utilizzando lo smartphone e si aspettano di poter gestire tutti gli aspetti della loro vita attraverso il telefono, incluso il modo in cui trovano e gestiscono le opportunità professionali. E a proposito di tempo, questa nuova App di Monster ha già fatto registrare un altro record nei paesi in cui è stata lanciata: il tempo medio di visualizzazione degli annunci di lavoro sull’app è infatti superiore alla media di quello speso nei canali tradizionali. A trarne vantaggio sono soprattutto le categorie e i profili più ricercati dai candidati: gli annunci di lavoro che riguardano infatti l’area di Vendite e Amministrazione, così come Finanza, Management e ruoli IT, ricevono, grazie a questa nuova App, un numero di candidature superiore alla media fatta registrare in passato.
Per scaricare subito la nuova app Monster: clicca qui.

“Siamo orgogliosi di poter implementare anche in Italia la nostra offerta con un’applicazione destinata a rivoluzionare il modo di candidarsi a un annuncio di lavoro da mobile” ha fatto sapere Nicola Rossi, Country Manager di Monster Italia. “Nei Paesi in cui il lancio è già avvenuto, infatti, il largo consenso ottenuto basta da solo a testimoniare l’efficacia di questo strumento dotato di un form semplice e immediato. Con questa nuova app, aumenta significativamente il tempo medio di visualizzazione; aumenta il numero delle Job views e quello delle candidature; infine cresce sensibilmente anche il numero di CV inseriti. In Italia contiamo di confermare la tendenza positiva.”

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MEDIA 4 GOOD

Coca-Cola HBC Italia presenta la piattaforma per accompagnare i giovani nel mondo del lavoro

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coca cola htc

È online www.youthempowered.it il Digital Hub, l’innovativa piattaforma gratuita firmata Coca-Cola HBC Italia dedicata ai ragazzi tra 16 e 30 anni, che vuole unire i giovani, il digitale e lo sviluppo del talento. Il progetto #YouthEmpowered ha l’obiettivo di supportare i giovani nella comprensione delle proprie attitudini e nell’acquisizione di competenze utili per affrontare le sfide del mondo del lavoro di oggi.

Il percorso multimediale inizia con un test di auto-valutazione che permetterà di scoprire i propri punti di forza e attitudini professionali e scoprire, ad esempio, se si è più leader o se si dà il meglio di sé nel lavoro di squadra. Iscrivendosi gratuitamente si potranno seguire on demand i corsi pensati per fornire Life Skill legate alla conoscenza di sé e alla relazione con gli altri – come la scrittura del curriculum, piuttosto che la gestione della propria reputazione online; e Business Skill, ovvero competenze necessarie alla vita in azienda, come il project management o la gestione del tempo e delle priorità.

Il Digital Hub, oltre ai corsi, si propone l’obiettivo di mettere in contatto i ragazzi con le aziende e lo fa attraverso le sezioni “Il mondo del lavoro” e “Mentori”: grazie al coinvolgimento delle persone che lavorano nel mondo Coca-Cola, dai dipendenti ai partner di business dell’azienda, i giovani potranno conoscere in maniera più dettagliate quali sono le professioni che caratterizzano il mondo del lavoro e ricevere, durante sessioni di mentorship online, i loro consigli ed esperienze concrete.

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AZIENDE

Lavoro, FourStars pensa ai giovani e alle imprese: online la nuova tecnologica piattaforma

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Piattaforma FourStars

Rendere più semplice l’accesso dei giovani al mercato del lavoro attraverso un portale ad hoc innovativo e intuitivo, migliorare l’accesso ai servizi per le aziende clienti, all’insegna dell’innovazione tecnologica e della usability. Questi gli obiettivi della piattaforma di ultima generazione creata da FourStars.

“Negli ultimi due anni abbiamo investito nella realizzazione di una piattaforma tailor made, cucita su misura sui singoli servizi che offriamo, con particolare attenzione alle normative regionali che regolano la nostra attività di ente promotore per l’attivazione degli stage” racconta Chiara Grosso, CEO e presidente di FourStars. “Avremmo potuto utilizzare piattaforme preconfezionate, da adattare al nostro business. Abbiamo preferito però investire di più, per offrire un servizio migliore ad aziende e candidati, programmando da zero una piattaforma con tecnologia di ultima generazione al servizio della massima usability”.

La visione di FourStars, quindi, va oltre la crisi: continuare a ideare, progettare e aprirsi al cambiamento anche nei momenti di stallo, per evitare di alimentare il crollo degli investimenti e contrastare la crisi stessa. Lo dimostra il fatto che negli ultimi dieci anni, l’azienda ha vissuto una crescita costante, con un’espansione di tutte le aree, dalla selezione, alla comunicazione, alle politiche attive del lavoro, l’inaugurazione della nuova sede di Roma, e la programmazione di una complessa piattaforma, che vuole rendere più efficienti e fruibili tutti i servizi offerti, nonché ribadire un obiettivo costante di FourStars, quello della lotta alla disoccupazione.

Ma non è tutto: nonostante l’implementazione tecnologica permane l’aspetto consulenziale, da sempre fiore all’occhiello distintivo per FourStars. Continua Chiara Grosso: “La piattaforma non implica un’automazione totale dei processi, ma mira al contrario ad agevolare la comunicazione con i clienti: i nostri consulenti sono sempre presenti, in chat o al telefono, per seguire tutti i servizi e le richieste di aziende e candidati”. Nessuna soppressione di posti di lavoro in nome della tecnologia dunque: innovazione sì, ma al servizio di una migliore qualità delle interazioni interpersonali.

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BRAND STRATEGY

ProntoPro.it, on air la nuova campagna tra colpi di fulmine e problemi idraulici. Firma PicNic

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Campagna ProntoPro

Da domenica 10 settembre il portale ProntoPro.it è on air con la sua prima campagna di spot televisivi. La creatività è firmata dall’agenzia PicNic di Niccolò Brioschi, la regia è di Marcello Lucini e la casa di produzione è TheBigMama. ProntoPro.it, a soli due anni e mezzo dalla sua fondazione, ha scelto di farsi conoscere attraverso i principali network televisivi nazionali: lo spot sarà in programmazione nei formati 30’’ e 15”.

I due episodi della campagna, dal titolo “ProntoPro, il professionista pronto per te”, vedono persone comuni affrontare diverse situazioni di emergenza, in cui si rende necessario l’intervento di un professionista. Grazie a ProntoPro.it, nel momento di maggior bisogno, sulle allegre note del celebre coro dei pompieri nel film “…Altrimenti ci arrabbiamo!”, appare chi salverà i protagonisti in difficoltà. Nel primo episodio un ragazzo fuori forma viene prima aiutato da un personal trainer, che entra in scena accompagnato dal jingle, e poi si ritrova sotto la doccia senza l’acqua. È a questo punto che interviene prontamente anche l’idraulico, che avanza dal coro dei professionisti canterini. Nel secondo si parla di una storia romantica: un uomo, fallito il tentativo di appendere un quadro, sfonda la parete che separa il suo appartamento da quello di una vicina affascinante, con cui scatta subito il colpo di fulmine. Dopo l’impresa edile che riparerà il muro, si rende così necessario anche l’intervento di una wedding planner, che organizzerà il giorno più bello della loro vita.

“A soli due anni dalla nascita della nostra web company, durante i quali abbiamo costruito il più grande network di professionisti italiani composto da quasi 150.000 iscritti, abbiamo deciso di investire per la prima volta in TV per far conoscere al grande pubblico il servizio di ProntoPro, capace di semplificare la ricerca dei professionisti attraverso il confronto gratuito dei preventivi” ha dichiarato Marco Ogliengo, Ceo di ProntoPro.it. “Siamo molto soddisfatti della creatività di questo spot perché racconta in maniera ironica ed efficace come, nella vita di tutti i giorni, siano tanti i casi in cui si può aver bisogno del supporto di un professionista e di come, attraverso le recensioni, il cliente possa sceglierlo in maniera più consapevole”.
“Aiutare gli spettatori a ricordare il nome di ProntoPro era uno degli obiettivi del nostro lavoro” ha detto Niccolò Brioschi, Direttore Creativo di PicNic. “Da qui l’idea di adattare il tormentone del coro di Bud Spencer e Terence Hill, capace di entrare anche nella testa di chi non ha mai visto il film e di essere ricordato proprio da tutti”.

Scheda Tecnica:
Agenzia Creativa: PicNic
Direttore Creativo esecutivo: Niccolò Brioschi
Copywriter: Federica Guidolin
Art director: Riccardo Colombo
Regia: Marcello Lucini
Direttore della fotografia: Fabio Casati
Post produzione: Videozone
Casa di Produzione: The BigMama

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BRAND STRATEGY

CornerJob, on air la nuova campagna call to action “Entra nel team”

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Campagna Entra nel team CornerJob

CornerJob lancia una nuova campagna pubblicitaria caratterizzata da una potente call to action: “Entra nel team”. Realizzata dall’agenzia la chose, la campagna oltre che in Italia è già on air anche in Francia, Spagna e Messico.

“Entra nel team” è una formula universale, che si legge spesso già nelle prime righe degli annunci di lavoro di molte aziende. CornerJob ne ha fatto la sua firma, dal momento che questo invito rappresenta alla perfezione i valori del brand: semplicità, efficacia e immediatezza. Non solo. La sua sintesi rende questo claim particolarmente forte sotto ogni profilo e in ogni contesto. Sul fronte aziende, CornerJob aiuta infatti i recruiter di diversi settori (tra cui horeca, commercio, distribuzione, servizi, etc.) a creare i loro team di lavoro selezionando in maniera rapida ed efficace i candidati migliori. Sul fronte candidati, la app propone loro una soluzione semplice affinché trovino il lavoro che desiderano, rapidamente e vicino. Entrando così a far parte delle migliori squadre possibili. “Dal nostro lancio abbiamo riscontrato un crescente successo e il nostro operato ha consentito la formazione di numerosi team di lavoro, giorno dopo giorno”, ha dichiarato Mauro Maltagliati, cofondatore e CEO Italia di CornerJob. “La nostra azienda crede fortemente nel lavoro di squadra. Sono state proprio le numerose testimonianze positive ricevute nel corso degli ultimi mesi da parte di recruiter e candidati a convincerci che ‘Entra nel team’ era decisamente la nostra proposizione valoriale”.

La nuova campagna televisiva si concentra su due settori in cui la rapidità e l’efficacia della ricerca del personale sono fondamentali: la ristorazione e il commercio. Girati in un ristorante e in una boutique dell’11° arrondissement di Parigi dal regista Vincent Rodella, i due soggetti ci portano alla scoperta della nascente complicità che si instaura fra un datore di lavoro e un nuovo assunto con la soddisfazione che ne deriva dal lavorare insieme. La sequenza termina con i due che “si danno il cinque”, a rappresentare l’entusiasmo del risultato raggiunto. I due soggetti sono stati declinati per raggiungere i diversi pubblici. Per chi cerca lavoro, si evidenzia che “otto milioni di candidati hanno già scelto CornerJob”, e lo spot si conclude mostrando come chattare in diretta con i datori di lavoro e trovare rapidamente un’occupazione. Per i recruiter, l’accento è posto sul fatto che “200 mila imprese hanno già scelto CornerJob”, con lo spot che si conclude mostrando come postare un’offerta di lavoro in un minuto e contattare direttamente i candidati sullo smartphone. Realizzata dall’agenzia la chose, la campagna è on air in Italia e Spagna sui canali Mediaset, in Francia sui canali del gruppo TF1 e in Messico sui canali del gruppo TV Azteca.

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Red Bull porta il suo energy drink al lavoro con la campagna @Work. Pianifica Initiative

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Red Bull e Initiative

Anche quest’anno Red Bull pensa ai lavoratori: parte la campagna @Work, che in questo 2017 prevede un consolidamento del messaggio, un ampliamento del target e diverse comunicazioni personalizzate. La creatività prevede infatti 16 soggetti differenti che parlano a 16 professionalità diverse, tutte profilate e geolocalizzate. La strategia e il planning sono stati messi a punto da Initiative, network di comunicazione globale del gruppo IPG Mediabrands, parlando a tutti i lavoratori e facendo leva sui benefici funzionali della bevanda energetica. On air fino alla fine di maggio, la campagna si declina su social network, digital display, affissione e radio. Ruolo fondamentale nella pianificazione digital è quello di Cadreon, l’Ad Tech Company di IPG Mediabrands, in collaborazione con Google, il colosso di Menlo Park: grazie a una cross analysis dei dati, sono stati generati dei cluster di profilazione che hanno permesso un’attività di programmatic media buying efficiente ed efficace.

Quest’attività ha agito su due livelli di geolocalizzazione, individuando per specifiche professioni delle località mirate, mentre per altre professioni più diffuse e generaliste, la pianificazione è stata impostata a livello nazionale, ottimizzando la distribuzione grazie ad un monitoraggio continuo delle perfomance per tutta la durata della campagna. Per lavorare su una consumer activation più coinvolgente rispetto all’anno precedente, la campagna prevede la partnership con un player media d’eccellenza, Manzoni con Radio Deejay, che realizza un percorso editoriale inserendosi nel palinsesto della radio con la Pina e Diego, testimonial dell’iniziativa e ideatori dell’appuntamento flop@work per promuovere l’utilizzo dell’energy drink. I due talent incontreranno gli ascoltatori più creativi nel proprio posto di lavoro per consegnare loro una riserva di energia. L’appuntamento si integra in modo naturale e continuativo all’interno del programma Pinocchio nel quale, per un mese, Red Bull farà proprio il concept e i contenuti della rubrica editoriale Martedì Flop. “Red Bull è una azienda che consente l’elaborazione di percorsi di comunicazione innovativi e creativi: per Radio Deejay è stato un onore e grande piacere accettare questa sfida” commenta Gianni Barbieri, marketing manager di Radio Deejay. “I protagonisti sono La Pina e Diego e le storie che il pubblico di Radio Deejay invierà loro; i due talent sceglieranno le più divertenti che poi racconteranno, con la loro tipica ironia, all’interno del loro programma Pinocchio. Un progetto di comunicazione estremamente completo nel quale alla radio si affianca l’utilizzo creativo delle piattaforme digital con l’endorsement di due artisti tra i più amati dal pubblico”.

L’iniziativa si chiude con due importanti attivazioni sul territorio, una dedicata al canale on premise e l’altra al canale della Grande Distribuzione Organizzata. Nei bar diurni, oltre ad un importante progetto volto ad aumentare la visibilità attraverso l’impiego di ticket restaurants, tovagliette e altri materiali sul punto vendita, si potrà vincere un biglietto per un esclusivo evento Red Bull al mese, semplicemente comprando la lattina dedicata al concorso. Nel canale GDO, una campagna OOH a supporto porta inoltre il brand nei principali punti vendita, promuovendo in tutta Italia il concorso “Red Bull @Work”. Il minisito racconta, in modo divertente e ironico, una serie di situazioni lavorative in cui ognuno può riconoscersi e permette agli utenti di vincere un mini-frigo brandizzato. “Red Bull dialoga anche quest’anno in maniera credibile con il mondo del lavoro, innovando come da suo DNA i codici di comunicazione e le modalità di ingaggio” aggiunge Andrea Sinisi, Managing Director di Initiative. “Il leader degli energy drink continua a consolidare la propria presenza in questa specifica consumption occasion, potenziandola ulteriormente, in un percorso di sviluppo della marca ad ampio spettro di presidio di tutti momenti in cui è necessario combattere stanchezza fisica e affaticamento mentale”. La creatività è a opera di Kastner & Partners.

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AZIENDE

Netflix, 400 posti di lavoro e due nuove serie originali europee entro la fine del 2018

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Netflix

Netflix ha annunciato la creazione di 400 posti di lavoro nel suo nuovo centro europeo dedicato al servizio clienti che ha aperto questa settimana ad Amsterdam. Assistendo i clienti di dieci stati Europei (Belgio, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Svezia e Regno Unito) e altri mercati internazionali, il centro multilingue del servizio clienti assumerà inizialmente 170 dipendenti, per poi crescere a 345 entro la fine del 2017 e oltrepassare i 400 entro la fine del 2018.

Amsterdam è anche la sede degli headquarters del brand per l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa (EMEA), che ha raddoppiato i suoi dipendenti dall’inizio del 2016. Più di 120 dipendenti provenienti da 18 Paesi sono impiegati presso gli headquarters EMEA nei settori del business development, marketing, PR, public policy, e funzioni corporate come finanza, legale e recruiting. La continua espansione del personale di Netflix completa la crescita costante dell’investimento della compagnia nelle produzioni europee (in licenza, originali e co-produzioni). Segnando il lancio globale di Las Chicas del Cable lo scorso mese, la prima serie originale Netflix spagnola, la compagnia ha confermato il piano di annunciare almeno sei nuove serie originali Europee prima della fine del 2017. La prima di queste, Dogs of Berlin, è stata annunciata il 28 Aprile e sarà scritta, prodotta e girata in Germania, per poi essere lanciata nel 2018. La seconda, una nuova serie originale francese chiamata Osmosis, è stata annunciata oggi e l’inizio della sua produzione è previsto entro il 2018 in Francia. Netflix ha impegnato più di 1.75 miliardi di dollari nelle produzioni europee da quando è entrato nel mercato europeo nel 2012, includendo ad oggi più di 90 produzioni originali in vari stadi di sviluppo.

“Siamo lieti di annunciare la creazione di posti di lavoro in Europa e l’apertura di un nuovo centro per l’assistenza dei clienti ad Amsterdam, così come due nuove serie originali europee. L’Europa è un centro creativo per un grande storytelling che ha un’eco in tutto il mondo e noi continuiamo a investire nei contenuti europei”, afferma Reed Hastings, co-fondatore e CEO di Netflix.
“La decisione di Netflix di aggiungere un centro per il servizio clienti accanto agli headquarters EMEA di Amsterdam mostra che il nostro clima imprenditoriale è esattamente ciò che le compagnie leader cercano quando stanno investendo nel loro futuro,” ha detto Jeroen Nijland, Commissario per gli Investimenti Stranieri, Netherlands Foreign Investment Agency (NFIA). “La velocità di Internet, le forze dell’eCommerce e il talento linguistico dei Paesi Bassi rendono il nostro Paese un’ottima scelta nell’espansione di Netflix per supportare il suo crescente mercato europeo”.

Le opportunità di lavoro nel nuovo centro di assistenza clienti di Netflix possono essere visionate qui; le opportunità di lavoro negli headquarters EMEA di Netflix possono essere visionate qui.

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BRAND STRATEGY

Monster, on air la campagna europea: protagonista il nuovo mostro che fiuta il talento

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Monster

Monster presenta in Italia la campagna di comunicazione europea, per rilanciare e rafforzare il brand più mostruoso che ci sia sul mercato del lavoro. Il nuovo concept della ricerca di lavoro verrà rappresentato da un mostro di pelliccia viola dalla forza incredibile, capace di guardare al mercato dall’alto delle sue spalle possenti e ai cui occhi non sfuggiranno i migliori talenti. Il mostro di Monster supporterà con ancora più vigore le aziende e i candidati nella ricerca dell’opportunità professionale che meritano.

“In un mondo del lavoro in rapida trasformazione Monster si rinnova e sente il bisogno di cambiare per servire meglio chi desidera cambiare vita e lavoro” ha dichiarato Nicola Rossi, Country Manager di Monster.it. “Il nuovo mostro rappresenta il rinnovato vigore con cui affiancheremo imprese e talenti. La domanda e l’offerta oggi possono incontrarsi ovunque e in qualunque momento: questo accade sempre più spesso sui social e attraverso i device mobili. Permettere alle persone e alle opportunità di lavoro di incontrarsi in questo contesto è qualcosa che solo un gigante con il fiuto per il talento può fare. Come Monster”. Monster.it nel 2016 ha registrato un traffico di 26 milioni e mezzo di visite e un aumento del 34% delle offerte di lavoro pubblicate. Nel solo mese di aprile sono state oltre 10 mila le nuove occasioni di impiego pubblicate sul portale dalle aziende alla ricerca di personale. Negli ultimi 12 mesi Monster.it ha promosso oltre 10 recruiting days per molti brand (del settore retail e non solo), coinvolgendo migliaia di candidati. Ha incontrato oltre 5 mila tra studenti, laureandi e neolaureati in ben 52 tappe del “Monster University Tour” in giro per le università di tutta Italia.

“I numeri del 2016 sulla piattaforma di Monster.it in Italia” ha continuato Rossi, “riflettono un mercato del lavoro caratterizzato da un forte dinamismo della fascia di età tra i 25 e i 35 anni, dalla prevalenza cioè del desiderio dei Millennial di trovare un’occupazione che risponda alle proprie aspettative. Una generazione piena di ambizione cosciente che dovrà cimentarsi con un mercato del lavoro molto competitivo. La campagna di Monster è proprio rivolta ai Millennial che cercano lavoro per rassicurarli perché da oggi c’è un mostro gigante al loro fianco che spazzerà via ogni cosa che possa frapporsi tra loro e il loro sogni di carriera”.

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MEDIA

Nasce #imiglioridavvero, nuova piattaforma di Capgemini dedicata a studenti e neolaureati

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Capgemini e Fondazione Sodalitas lanciano #imiglioridavvero

Nasce #imiglioridavvero, piattaforma digitale peer-to-peer dove neoassunti di importanti aziende di tutti i settori mettono la propria esperienza a disposizione di studenti e neolaureati, condividendo informazioni e dando consigli sulle soft skill fondamentali per avvicinarsi con successo al mondo del lavoro di oggi. A lanciare questo nuovo progetto è stata Capgemini Italia con il patrocinio di Fondazione Sodalitas: #imiglioridavvero è un ecosistema aperto a nuovi talenti e aziende di ogni settore, con l’obiettivo di diventare un programma permanente di condivisione di competenze, networking e creazione di opportunità professionali. I primi partner dell’iniziativa sono Fastweb, Sirti e Techint.
Il paradosso moderno è che, a fronte di tassi di disoccupazione giovanile elevati, la richiesta di lavoro qualificato resta insoddisfatta. Dotati di competenze teoriche spesso eccellenti, i giovani in cerca del primo impiego non hanno però l’esperienza per porsi in modo ottimale, facendo emergere il proprio talento e le proprie capacità quando affrontano il mondo del lavoro. Mancano spesso soft skill che quasi mai rientrano nei programmi accademici, ma che sono fondamentali per un professionista. Questa carenza di soft skill non costituisce un problema solo per chi cerca lavoro, ma anche per le aziende che lo offrono: in assenza di candidati completi e capaci di far emergere le proprie competenze durante la fase di selezione, trovare risorse adeguate da inserire in organico può risultare un’impresa difficile.

Una piattaforma di Education dove le aziende e i giovani collaborano
Il modo concreto e positivo per colmare lo skill gap, il fabbisogno di competenze, è agire su formazione, specializzazione e collaborazione fra imprese e Istituzioni. Già nel 2014 Capgemini Italia aveva realizzato una ricerca su un campione di ragazzi delle principali Università italiane, da Bari a Milano, da Torino a Roma, condivisa e discussa poi con le aziende e Fondazione Sodalitas. Dai risultati dei tavoli di lavoro è emersa l’esigenza di colmare un gap ancora rilevante di soft skill, un fattore importante che incide sulla capacità dei giovani di inserirsi nel mondo del lavoro. Oggi l’idea iniziale si è evoluta in un programma di education for employability digitale e aperto. Un’iniziativa che riveste un ruolo socialmente attivo, un valore riconosciuto sia da Fondazione Sodalitas, impegnata in primo piano a offrire il proprio supporto e patrocinio, sia da importanti aziende leader di settore che partecipano alla crescita e sviluppo di questo progetto.
“Abbiamo creato #imiglioridavvero con l’obiettivo di mettere a disposizione una piattaforma di confronto tra ragazzi, dove neoassunti di importanti organizzazioni condividono con giovani neolaureati e diplomati le proprie esperienze di lavoro per facilitare il loro avvicinamento a questo mondo. Grazie alla testimonianza diretta di chi ha già vissuto in prima persona il passaggio dagli studi al lavoro, vogliamo aiutare i giovani in cerca del primo impiego a superare paure e ansie, rafforzandone la leva emotiva per affrontare al meglio le delicate fasi di avvio a una carriera professionale”, dichiara Raffaella Poggio, Marketing & Communication Director di Capgemini Italia. “#imiglioridavvero è un progetto in evoluzione che vanta il patrocinio di Fondazione Sodalitas e la presenza di aziende come Fastweb, Sirti e Gruppo Techint. Oltre a favorire lo scambio di informazioni tra i giovani, l’iniziativa è arricchita da interviste ai manager HR e di business delle tante aziende partner: questi professionisti evidenziano gli aspetti predominanti che emergono durante i colloqui e che possono maggiormente influenzare l’esito della selezione, sia in positivo che in negativo. Sono suggerimenti preziosi sull’atteggiamento migliore da adottare e sulle soft skill da rafforzare per non arrivare impreparati al primo colloquio di lavoro”.

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BRAND STRATEGY

Roncato lancia il Roncato Double: campagna on air su stampa e web con Max Information

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Roncato lancia il Roncato Double: campagna on air su stampa e web con Max Information

Resistente, innovativo e soprattutto comodo: Roncato Double unisce viaggio e lavoro in un unico prodotto. E’ il primo trolley dotato di una tasca porta PC estraibile. I due elementi possono vivere sia assieme che separati: in questo modo è possibile separare il “lavoro” (laptop, tablet, documenti, biglietti da visita, ecc.) dal “viaggio” (i capi d’abbigliamento necessari durante i propri spostamenti).
E’ on air da inizio settembre alla fine di ottobre una campagna stampa per raccontare la novità firmata Roncato. La campagna è indirizzata al target maschile e femminile e prevede due soggetti. La pianificazione, a cura di Media Italia, è prevista sui principali settimanali femminili, di moda, sport e viaggi oltre che su stampa quotidiana.
E’ inoltre on line Roncatodouble.com, un sito in cui l’innovativo trolley è illustrato nei minimi dettagli ed acquistabile on line. Oltre alla personalizzazione del sito, Max Information ha realizzato due tutorial in collaborazione con Film Good sotto la regia di Fabio Jansen, on line anche sui principali social network già da maggio. Per i prossimi mesi sono in fase di definizione altre attività di comunicazione sui mezzi classici.
Direzione creativa: Dario Anania
Art Director: Francesco Scapin
Copywriter: Antonio Serafini

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AZIENDE

“Palestra delle Professioni Digitali”: assunti oltre il 70% dei giovani partecipanti

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Si è conclusa con successo la Palestra delle Professioni Digitali

Si è conclusa oggi 29 giugno l’ottava edizione di Palestra delle Professioni Digitali, il percorso formativo gratuito che ha l’obiettivo di indirizzare alle professioni digitali giovani disoccupati o inoccupati, laureati prevalentemente in materie umanistiche, e accelerare il loro inserimento nel mondo del lavoro. Dei 232 giovani talenti formati nel corso delle passate edizioni, oltre il 70% di loro ha trovato lavoro nel settore digitale a soli tre mesi dalla frequentazione del corso.

In collaborazione con Associazione Prospera e la Fondazione Italiana Accenture, Palestra delle Professioni Digitali è parte del programma internazionale di Responsabilità Sociale ‘Skills to Succeed’ di Accenture che ha l’obiettivo di formare 3 milioni di persone in tutto il mondo entro il 2020 per permettere loro di trovare lavoro. Nato nel 2012, Palestra delle Professioni Digitali è divenuto realtà attraverso la collaborazione di Associazione Prospera, Fondazione Italiana Accenture e altre aziende partner tra cui Samsung – che a partire da quest’anno ha ospitato le lezioni in aula all’interno del Samsung District – Assolombarda, Federturismo, Sportello Stage-ACTL e Trenkwalder. Tutte le iniziative di Responsabilità Sociale di Accenture sono progettate per essere scalabili, replicabili e sostenibili nel tempo. Come primo passo di scalabilità geografica, dopo le edizioni milanesi, il progetto è stato recentemente lanciato nella città di Cagliari dove è tuttora in corso con una prima edizione pilota, fino al 15 luglio.

Social Media Marketing, digital marketing analytics, Big Data, sono alcuni dei moduli affrontati durante le quattro settimane formative. I docenti sono professionisti delle aziende partner dell’iniziativa che hanno, tra i propri piani di reclutamento, risorse da inserire in ambito Digital Marketing. Ogni edizione di Palestra delle Professioni Digitali si conclude con la presentazione, da parte dei ragazzi, di project work concreti che vengono assegnati dalle stesse aziende. Oltre alle lezioni frontali il format prevede anche una fase formativa di e-learning attraverso moduli attivati sulla piattaforma digitale ideaTRE60, messa a disposizione dalla Fondazione Italiana Accenture, che procede parallela alle lezioni frontali: in questo modo tutti i partecipanti possono orientarsi in un mondo di contenuti mai affrontati prima.

Questo progetto permette ai partecipanti di scoprire competenze e interessi lontani dal loro background formativo. Come è stato per Marialuisa, 27 anni, laureata in archeologia, durante il percorso formativo ha scoperto il fascino dei big data e il loro immenso potenziale. Oggi si occupa di pubblicità online innovative in una data company che aiuta le imprese nell’ideazione e nella realizzazione di strategie volte a rendere il data marketing uno strumento centrale per le proprie attività. Un lavoro che fino a un anno fa non conosceva.

“Palestra delle Professioni Digitali è uno dei progetti di responsabilità sociale parte del programma internazionale Skills to Succeed di Accenture, che ha l’obiettivo di fornire a persone non occupate le competenze necessarie per trovare lavoro o sviluppare competenze imprenditoriali. Con Palestra delle professioni digitali Accenture si impegna a sfatare un adagio che vede le lauree umanistiche svantaggiate nel mercato del lavoro” ha spiegato Francesca Patellani, Human Capital & Diversity Lead di Accenture: “Noi pensiamo che le competenze digitali, unite a una formazione umanistica, completino figure professionali oggi strategiche. Il successo professionale legato ad una formazione completa è alla base del modello organizzativo di Accenture in cui la multidisciplinarietà è una delle caratteristiche principali. In azienda favoriamo la presenza di team costituiti da professionisti con esperienze e background differenti, fonte di creatività e innovazione per i nostri clienti. Denominatore comune delle persone che cerchiamo è la passione per le nuove tecnologie e l’innovazione digitale”.

“In Samsung ci stiamo impegnando a fondo per aiutare in modo concreto la collettività e lo facciamo con iniziative in grado favorire l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro e valorizzando il loro talento”, spiega Mario Levratto, Head of Marketing and External Relations Samsung Electronics Italia. “La nostra collaborazione nell’ambito di Palestra delle Professioni Digitali ambisce proprio a questo: aiutare i giovani neolaureati che faticano a trovare un’occupazione ad acquisire competenze in linea con i trend del mercato e con la rivoluzione digitale in atto. I risultati positivi dimostrano che ci stiamo muovendo nella direzione giusta, sostenendo un’occupazione qualificata e diffondendo una cultura del digitale in Italia“.

“L’idea di preparare gruppi di giovani laureati in discipline non tecniche a mestieri centrati su competenze digitali si dimostra estremamente efficace. Il tasso di occupazione nella fase successiva ai corsi sta a confermarlo” dice Roberto Pellegrini, Presidente del Comitato di Palestra delle Professioni Digitali e membro dell’Associazione Prospera “Noi di Prospera siamo molto orgogliosi e soddisfatti di questi risultati, soprattutto perché ripetuti in ogni edizione di Palestra delle Professioni Digitali. L’entusiasmo dei giovani partecipanti e la professionalità dei docenti evidenziano la solidità dell’iniziativa, alla sua ottava edizione a Milano e alla sua prima a Cagliari. La formazione rimane un momento irrinunciabile per lo sviluppo del Paese ed essere parte attiva di questo progetto ci gratifica immensamente”.

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NUMBER

“Milan Economic Graph”: il mercato del lavoro a Milano secondo Linkedin

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linkedin

LinkedIn ha presentato oggi i risultati del Milan Economic Graph, il primo studio sulla situazione del mercato del lavoro realizzato in Italia e basato sull’analisi dei dati relativi all’area di Milano, che conta in tutta la sua area metropolitana oltre 829 mila professionisti, 96 mila aziende e oltre 5 mila offerte di lavoro presenti sulla piattaforma.

“L’obiettivo di LinkedIn, che oggi ha oltre di 433 milioni di membri a livello mondiale (9 milioni dei quali in Italia)”, spiega Marcello Albergoni, Head of Italy di LinkedIn, “è quello di creare opportunità economiche per ogni lavoratore. Per fare questo stiamo sviluppando il primo Economic graph del mondo, una mappatura digitale dell’economia globale capace di includere al suo interno ogni informazione disponibile su opportunità di lavoro, competenze richieste, profili aziendali e professionali, per permettere ai 3,3 miliardi di professionisti presenti nel mondo di avvicinarsi sempre di più al proprio lavoro dei sogni”.

Negli ultimi 12 mesi, in tutta l’area metropolitana di Milano, si sono calcolate circa 49 mila nuove assunzioni, in particolare per i professionisti con competenze di tipo economico finanziario, Social Media Marketing e Relazioni Internazionali. I settori dei Servizi Professionali e della Tecnologia risultano, inoltre, avere il maggior numero di posizioni aperte sul territorio, evidenziando in modo particolare come le offerte di lavoro per i professionisti del mondo della tecnologia superino del 15% la media mondiale, attestandosi intorno al 28% del totale.

Dallo studio, inoltre, Milano risulta essere uno snodo centrale nella migrazione di talenti non solo per il mercato italiano, ma anche per il panorama europeo. Molti professionisti italiani, infatti, scelgono il capoluogo lombardo per trovare nuove opportunità di lavoro o per sviluppare la propria carriera professionale. Al contempo, Milano compete a livello globale nel ritenere i propri talenti, poiché alcuni professionisti italiani scelgono di continuare la loro carriera scegliendo in paesi come l’Inghilterra, la Svizzera, la Germania, gli Emirati Arabi e l’Olanda.

Ma i flussi migratori da e verso l’area milanese non producono solo l’acquisizione o la perdita di competenze professionali, bensì attivano anche e soprattutto connessioni con altre città in Italia con località all’estero, offrendo così all’area metropolitana una possibilità di crescita, che, secondo i dati Linkedin degli USA, potrebbe essere due volte superiore che in città meno connesse.
“L’importanza delle connessioni con Roma, Londra, Parigi e New York”, aggiunge Albergoni, “hanno reso la metropoli lombarda un vero e proprio hub del business a livello nazionale e internazionale, improntato all’innovazione tecnologica e capace di attrarre e formare quei talenti che la scelgono ogni giorno per avvicinarsi sempre di più al proprio lavoro dei sogni”.

“Milano, il capoluogo lombardo, è da sempre stata al centro dei processi di business in Italia. Attraverso le politiche in tema di istruzione, formazione e lavoro che la Regione Lombardia mette in atto, le aziende e i lavoratori oggi possono essere supportarti in modo proattivo. Con l’analisi condotta da LinkedIn abbiamo in mano un ulteriore strumento di approfondimento per creare un confronto costruttivo con le istituzione, le aziende, le università e gli istituti che a vario titolo si occupano del tema”, conclude Giuseppe Di Raimondo Metallo, il Direttore Vicario della Direzione Generale Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia

Nel corso dell’evento moderato da Enrico Banchi, Chief Operation Officer della Scuola di Palo Alto, oltre a Marcello Albergoni, sono intervenuti anche Grazia Fimiani, Human Resources and Organization Executive Vice President di ENI spa; Roberto Biazzi, Chief of Human Capital Division di Fastweb; Ivan Tardivo, Global Head of HR Corporate & Investment di UniCredit; Nicola Pasini, Delegato del Rettore alle Relazioni e Comunicazioni Istituzionali dell’Università degli Studi di Milano; Loredana Garlati, Pro Rettore per l’Orientamento e le attività di Job Placement dell’Università degli Studi di Milano Bicocca; e Antonella Sciarrone Alibrandi, Prorettore Università Cattolica del Sacro Cuore.

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