ENTERTAINMENT

Doxa e ZeroStories lanciano B.E.E.R., strumento in grado di misurare l’efficacia del Branded Entertainment

- # # # # # #

ZeroStories

Misurare l’efficacia dei progetti di branded content e branded entertainment, sempre più utilizzati nel marketing mix dalle marche, ma considerati ancora sperimentali. È l’obiettivo alla base di B.E.E.R. (Branded Entertainment Engagement Results), lo strumento sviluppato grazie alla collaborazione tra Doxa, la prima società indipendente di ricerca e analisi di mercato in Italia e ZeroStories, l’agenzia di branded content fondata da Matteo Scortegagna e parte del Gruppo Next 14.

Le due sigle hanno presentato Beer in occasione dell’incontro sul tema “Le regole del Gioco” organizzato da OBE (Osservatorio Branded Entertainment) all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

La ricerca nasce con l’obiettivo di mettere a fuoco i KPI più coerenti con gli obiettivi propri del branded entertainment, quali il livello di engagement generato dal contenuto e la conseguente ricaduta sulla percezione del brand e sull’intenzione di acquisto, rispondendo ad una precisa e sempre più frequente domanda del mercato che chiede la possibilità di valutare in modo complessivo e strutturato le ricadute del BE.

La ricerca è realizzata attraverso interviste cawi pre e post messa in onda del contenuto che vanno a individuarne le modalità di fruizione e il gradimento, per arrivare a generare due output finali: il BEI (Branded Engagment Index), ovvero il risultato indicizzato della performance del contenuto in termini di capacità di implementare i driver di brand, e il WEI, (Web Engagement Index), ovvero il risultato indicizzato di quanto e come si è parlato sul web del branded content.

“Questo tool – ha commentato Matteo Scortegagna, Co-Founder e CEO di Zerostories (nella foto) – è nato dal dialogo tra chi si occupa dell’ideazione di questo tipo di contenuti con chi si occupa poi di andare a valutarli e rappresenta una risposta importante a chi chiede più misurabilità e comparazione per i progetti di BE, per uscire dall’infanzia dei progetti speciali e rappresentare sempre più una leva strategica di comunicazione”.

articoli correlati

AZIENDE

“Clean Advertising”: Teads allo IAB Forum 2017 per un universo pubblicitario pulito

- # # # #

Teads

Viewability, Fraud Free, Brand Safety. Con questi tre ingredienti Teads realizzerà la ricetta perfetta per il Clean Advertising allo IAB forum 2017. Pubblicità pulita, sostenibile e trasparente nelle strategie e nelle tecnologie: anche quest’anno Teads si fa promotrice di un messaggio che vuole essere un ulteriore monito ai protagonisti del settore, per motivarli a lavorare solo su KPI di qualità.

In occasione dello IAB Forum 2017 sono chiamati a esprimersi su questi temi cinque ospiti d’eccezione, che vestono i panni di altrettanti attori dello scenario pubblicitario. Un brand leader del mondo automotive, Salvatore Aranzulla, Fondatore di Aranzulla.it; Luca Nicolai, Head of Cadreon Italy; Roberto Dragone, Head of Programmatic & Data di Mediamond e MixUp, alias Marco Pitrelli, celebre rapper emergente milanese, che questa volta sarà la voce della generazione Y, più comunemente nota come Millennial. Una line up prestigiosa che il 29 Novembre, alle ore 16:30, caratterizzerà il panel dal titolo “Clean Advertising – Strategie di advertising video e display per campagne efficaci nel rispetto degli utenti. Il futuro è già presente”, moderato dal Marketing & Communications Director EMEA di Teads, Antonella La Carpia (nella foto), presso la Sala Blue 1.

“Clean Advertising” è la nuova filosofia abbracciata da Teads. Una campagna di sensibilizzazione che fa perno sui tre concetti fondamentali già accennati in apertura: quello di viewability, quello di brand safety e quello di protezione dalle frodi. “Clean Advertising” promuove un ecosistema pubblicitario caratterizzato dall’impegno concreto nella lotta contro i flagelli della industry, negli ultimi tempi macchiata da una mancanza di fiducia e trasparenza, da annunci non visualizzati e preoccupazioni relative alla sicurezza del brand e ad una user experience irrispettosa e scadente. Temi che verranno anticipati in apertura allo IAB Forum, in sede plenaria, da Dario Caiazzo, MD di Teads Italia, durante la tavola rotonda “Digital Advertising Trend”, delle 9:35.

“L’approccio alla “Clean Advertising” è, al tempo stesso, nuovo e consolidato. Nuovo nel suo tentativo di sensibilizzare anche l’utenza, insegnandole il valore che la pubblicità riveste nella creazione di contenuti di qualità e nella loro fruizione gratuita; consolidato, nell’impegno di Teads nel perseguire e mantenere standard elevati: un 14% di completed views in più rispetto ai benchmark di mercato, un tasso di ad fraud e di brand risk inferiore all’1%”, commenta Antonella La Carpia EMEA Marketing Director di Teads

Un esempio su tutti è dato da una delle ultime campagne di Calzedonia, a cui è stato applicato un severo lavoro di selezione degli ambienti pubblicitari: con lo scopo di garantire i massimi livelli di brand safety, la campagna “Mare” è stata erogata sui principali siti premium, nelle categorie Lifestyle, News, Sport, Travel, Family & Youth, escludendo tutti i contenuti relativi a cronaca, politica ed eventi tragici, attraverso una lista di keyword negative, per fare in modo che il brand non venisse associato a contenuti pregiudizievoli. Le 3 creatività in rotazione, distribuite nel formato inRead Vertical effetto 360°, hanno ottenuto un tasso di Completion Rate in linea con i benchmark della piattaforma Teads. A questo dato si è aggiunto un alto tasso di interazione con gli annunci, che ha prodotto un Click Through Rate due volte superiore rispetto ai benchmark della piattaforma.

Panel: “Clean Advertising – Strategie di advertising video e display per campagne efficaci nel rispetto degli utenti. Il futuro è già presente”
29 Novembre 2017, h 16:30, Sala Blue 1,
IAB FORUM, MiCo Ala Nord, Via Gattamelata 5, Gate 14

Intervengono:
Antonella La Carpia, EMEA Marketing & Communication Director, Teads
Salvatore Aranzulla, Divulgatore scientifico e fondatore di Aranzulla.it
Roberto Dragone, Head of Programmatic & Data, Mediamond
Luca Nicolai, Head of Cadreon Italy, Cadreon
Marco Pitrelli, alias MixUp, Rapper
Brand Automotive

Tavola Rotonda: “Digital Advertising Trend”
29 Novembre 2017, h. 9:35, Sala Silver,
IAB FORUM, MiCo Ala Nord, Via Gattamelata 5, Gate 14

Intervengono:
Dario Caiazzo, Managing Director, Teads
Constantine Kamaras, Chairman of the Board of Directors, IAB Europe
Alessandro Lacovara, Managing Director, PHD Italia
Christina Lundari, General Manager, Oath Italy

articoli correlati

NUMBER

Presentato alla stampa il progetto UPA “KPI per la comunicazione commerciale”

- # # # # #

sassoli upa

Il presidente di UPA Lorenzo Sassoli de Bianchi ha presentato ufficialmente oggi alla stampa il progetto dell’associazione “KPI per la comunicazione commerciale”, frutto di un lavoro interno a UPA di alcuni mesi che ha visto impegnati il responsabile scientifico Paola Furlanetto, il coordinatore Alberto Vivaldelli e il contributo di molti rappresentanti delle aziende facenti parte della commissione mezzi, l’organo tecnico dell’associazione che esamina i temi di interesse trasversale degli investitori pubblicitari nelle materie media e marketing.

“Delle prime 500 aziende di Fortune, ben 259 una fatturati in calo”, ha esordito Sassoli questa mattina nell’incontro con la stampa. “Un chiaro segnale di quanto il marketing incontri difficoltà a sviluppare tutte le sue potenzialità. Il nostro progetto è nato proprio perché il tema della definizione degli indicatori di performance è essenziale per dimostrare in maniera semplice e più condivisa possibile l’efficacia e il raggiungimento degli obiettivi che le aziende si prefiggono con la comunicazione pubblicitaria e di marketing”.

Fino ad oggi però, all’interno di una letteratura internazionale sul tema KPI molto ampia e variegata, mancava l’identificazione di uno o più codici che racchiudessero tutte le variabili utili a costruire una marca, un gap che questo lavoro sui KPI si prefigge di colmare.

“Ovviamente il lavoro vuole essere uno uno strumento che tende a fare cose diverse e migliori rispetto ad un tempo”, aggiunge Sassoli. “È anche una guida semantica sul linguaggio, sulle terminologie che se usate ambiguamente inquinano l’azione. È quindi un lavoro che cerca di dare delle risposte almeno sui temi dove un approccio sistemico è possibile e di eliminare gli alibi della mancanza di una cornice di riferimento, che UPA vuole condividere il più possibile con tutti i professionisti e le associazioni della comunicazione interessati a questo tema”.

Obiettivi principali del progetto sono costruire un ponte fra offline e online e fra indicatori di branding e di performance; razionalizzare lo scenario dei KPI, spesso confuso; raggruppare in un’unica fonte i KPI appartenenti a diverse tipologie; w creare un sistema dinamico e aggiornabile.

“Ci siamo focalizzati nella ricerca di metriche efficaci e univoche: basti pensare alla pluralità di significati dell’acronimo CPC – Cost per Click, Cost per Contact – o a quelle di CPA, Cost per Acquisition o Cost per Action – per rendersi conto di quanto questo aspetto si findamentale”, ha aggiunto Alberto Vivaldelli.

Il progetto, infatti,  si sviluppa su tra aree. Innanzitutto il il censimento di comunicazione presenti sul mercato, che intende disambiguare eventuali KPI con molteplici acronimi e acronimi con molteplici significati: al momento ne sono stati elencati 351, ma è un numero indicativo, suscettibile di sviluppi man mano che la aziende ne abbandoneranno alcuni e ne adotteranno altri.

Vi è poi la  mappa di analisi dei KPI da utilizzare in funzione di diversi obiettivi di marketing (14 quelli individuati) e strumenti di comunicazione (advertising/display, native, paid search, social, owned media, email, eventi, PR), che porta quindi all’elaborazione del tutorial di sintesi dello studio. Il prossimo 25 ottobre, presso il Centro Svizzero di Milano, alle ore 15.00, si terrà il primo seminario (a pagamento) dedicato alla divulgazione dello studio a tutti i professionalmente interessati. Nei giorni successivi i materiali saranno disponibili sempre a pagamento sul sito dell’associazione.

“Per raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti”, sottolinea Paola Furlanetto.  “siamo proceduti per fase successive. Innanzitutto la raccolta delle necessità del mercato, seguite del censimento dei KPI (in stragrande maggioranza di lingua inglese), da organizzare poi nel DB, il punto più sfidante del nostro compito. Abbiamo quindi proceduto ad sistamtizzare le voci per chiavi di letture e a creare le matrici, vere e proprie mappe che riassumono in una sola pagina la visione complessiva di un fenomeno. Ibfine c’è stato la produzione di tutorial, un vero work in progress”.

“Cosa manca al sistema della comunicazione?”, ha concluso Sassoli. ” Un mainframe che racchiuda tutte le variabili utili a costruire una marca. Ritengo che il lavoro sui KPI possa costituire un valore aggiunto fondamentale per aumentare la soddisfazione dei manager che lavorano nella comunicazione e fluidificare il rapporto sia fra le diverse funzioni aziendali che fra aziende e partner di comunicazione, agenzie e centri media in particolare: diamo così oggi un nuovo contributo fattivo ai temi sollevati recentemente da Assocom sulle gare.
Nella dispersione crescente che attraversa il mondo della comunicazione questo sui KPI diventa uno strumento che rafforza l’approccio metodologico e permette di ottimizzare i risultati”.

Il progetto KPI costituisce uno dei tanti progetti che UPA ha messo in cantiere a ritmo serrato negli ultimi anni per favorire la diffusione di una cultura e conoscenza della comunicazione commerciale condivise sul mercato, rivolti quindi non solo alle aziende associate in senso stretto, ma anche alla platea più ampia di tutti gli stakeholder interessati: da UPA Advertising Graffiti, a UPA per la Cultura, al Libro Bianco sulla comunicazione digitale”.

A latere della presentazione, Sassoli si è brevemente dedicato alle stime per il mercato, che vede molto complicato per il 2018, dove le incertezze relative alla partecipazione e il proseguimento dell’Italia al Campionato del Mondo di football valgono un 1-1.5% dell’investimento pubblicitario, “Vi è poi l’incertezza politica legata alle elezioni a frenare ulteriormente le aziende. Sul versante positivo vanno invece evidenziati il fatto di essere un anno pari, la crescita del PIL e – modesta – dei consumi privati”.

 

articoli correlati

AZIENDE

Tradedoubler annuncia una nuova strategia e un nuovo tool di Business Intelligence

- # # # # # #

Tradedoubler annuncia ADAPT, uno strumento di business intelligence che permette ai professionisti del marketing digitale di accedere rapidamente ai Key Performance Indicator (KPI) di cui hanno bisogno per prendere decisioni migliori. Secondo Tradedoubler, infatti, l’abbondanza di dati sulle vendite e i clienti a disposizione del marketing, unita alla frammentazione delle tecnologie e delle piattaforme, è alla base di una specie di “paralisi da eccesso di informazioni” e dell’incapacità di agire in modo razionale.

ADAPT fornisce informazioni in tempo reale sui risultati dei programmi di marketing, grazie a un pannello di controllo personalizzato che visualizza i dati complessi e permette agli utenti di fare un’analisi e ottimizzare i risultati.

Questo è il primo di una serie di nuovi prodotti pianificati nel corso del periodo di implementazione della nuova strategia aziendale di Tradedoubler, annunciata oggi, che ha l’obiettivo di posizionare l’azienda come partner di riferimento per il performance marketing grazie alla qualità del traffico, alla tecnologia e all’esperienza in materia.

“I test dimostrano che l’eccesso di informazioni ci induce a prendere le decisioni sbagliate, o – peggio ancora – ci impedisce di prendere una decisione”, afferma Matthias Stadelmeyer, CEO di Tradedoubler. “Oggi, non ci sono limiti per i dati a disposizione delle aziende, ma il segreto sta nell’identificare immediatamente quelli più importanti, e reagire in tempo reale. Abbiamo creato ADAPT per risolvere questo problema, perché fornisce solo le informazioni rilevanti per il marketing e le vendite, dove e quando sono necessarie.”

La nuova strategia di Tradedoubler è quella di diventare il leader nell’erogazione di informazioni più “smart” grazie all’ottimizzazione di più sorgenti di traffico di qualità, all’uso della propria tecnologia proprietaria per il performance marketing, e alla comprensione – basata sui dati – del comportamento dei consumatori online.

La piattaforma tecnologica Tradedoubler verrà ampliata con l’integrazione di più fonti di traffico di elevata qualità, in modo da offrire ai clienti nuove opportunità di investimento nell’area del marketing digitale grazie a un pubblico molto più ampio. L’azienda investirà anche nello sviluppo di una piattaforma integrata di advertising che consentirà di fare un’ottimizzazione basata sull’analisi dei dati, in modo tale da migliorare la comprensione del comportamento degli utenti e rendere più efficaci gli investimenti in pubblicità. Come prima azione di questa fase, l’azienda sta assumendo un primo gruppo di 25 nuovi sviluppatori.

L’implementazione della nuova strategia è una conseguenza del rafforzamento del team di management di Tradedoubler, con una serie di nomine che uniscono un’ampia panoramica di competenze alla lunga esperienza di Tradedoubler, sempre all’interno del settore del marketing digital.

Stadelmeyer prosegue: “La nostra nuova tecnologia, più performante rispetto al passato, ci consentirà di raccogliere una maggiore quantità di dati sul comportamento degli utenti e di conseguenza una migliore comprensione del target, che si tradurrà a sua volta in risultati migliori per i nostri clienti. È solo il primo passo di un percorso che culminerà nell’ottimizzazione del target dei consumatori – basata sui dati di analisi – attraverso più piattaforme digitali”.

articoli correlati