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Social Media Trends 2019: il libro bianco di Kantar Media sulle principali tendenze dei social media

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Kantar Media

Kantar Media inizia l’anno con il lancio del nuovo libro bianco sulle principali tendenze dei social media 2019.

 

Il 40% della popolazione mondiale utilizza i social media. Alcuni report del settore sostengono che gli utenti trascorrono in media due ore al giorno a condividere, mettere like, aggiornare e twittare su queste piattaforme, quindi, cosa riserva il 2019?

 

Social Media Trends, oggi alla sua quinta edizione, evidenzia alcuni dei più grandi cambiamenti nel panorama social e classifica le maggiori opportunità per i responsabili marketing dei brand e per i professionisti della comunicazione.

 

Il modello pubblicitario si reinventa. Sia i grandi gruppi che le piattaforma social più piccole iniziano ad esplorare nuovi flussi e formati creativi, diversi dalla pubblicità convenzionale, passando dallo sviluppo di nuovi prodotti, come gli altoparlanti intelligenti, alla creazione e all’utilizzo di nuove tecnologie come la Realtà Aumentata e l’Intelligenza Artificiale.

 

Oltre gli Algoritmi. Attualmente non esiste una regolamentazione in questo campo, poiché l’impatto di questi pregiudizi introdotti dagli algoritmi è ancora poco conosciuto. Tuttavia, gli utenti vorrebbero controllare le informazioni che gli vengono mostrate dato che queste influenzeranno le loro decisioni. La crescente preoccupazione per la privacy e l’entrata in vigore del GDPR regolarizzeranno la situazione attuale.

 

Nell’era del “Social by design”. Sempre più brand seguono la tendenza di lanciare delle proprie piattaforme social con l’obiettivo di riunire i propri consumatori all’interno di un’unica comunità brandizzata, per fidelizzarli e rafforzare il rapporto con loro.

 

Le partnership strategiche fioriscono. I Social Network non sono più limitati esclusivamente alla sfera social. Per tutto il 2019 e nei prossimi anni emergeranno alleanze con grandi brand per investire congiuntamente in altri settori come la sanità e l’istruzione.

 

La Branded Influencer Fatigue. Il ruolo degli influencer nei social network si evolverà con l’obiettivo di aiutare i brand ad ottimizzare i loro investimenti pubblicitari. La sfida attuale è creare comunità ed amplificarle, ma ciò sarà raggiunto solo dai quei brand che considereranno le motivazioni dei loro influencer ed avranno una visione a lungo termine del rapporto che vogliono creare con loro.

 

L’anno dei formati ibridi. Il contenuto video rimarrà il cardine della strategia di Facebook, anche se il settore è consapevole che non è più sufficiente scommettere solo su questo formato, poiché il contenuto sta evolvendo. Negli ultimi anni, i principali social network si sono concentrati su ciò che funziona davvero: l’interattività con l’utente.

 

L’asse strategico dell’intrattenimento. Facebook, Snap e Youtube stanno sviluppando e lanciando giochi con l’obiettivo di offrire un valore aggiuntivo e aumentare il grado di interazione nelle loro piattaforme. Questa è una grande opportunità per i marchi, che possono sponsorizzare o pubblicizzare i loro prodotti e servizi attraverso questo canale.

 

“Questo cambiamento del panorama social diventa una sfida per i marchi. Kantar Media sta sviluppando sempre più soluzioni di connected intelligence per collegare i dati dei social media con dati solidi e strutturati, al fine di integrare l’impatto sociale con l’approccio generale dei media. Non c’è mai stato un periodo così entusiasmante per i media – non vediamo l’ora di lavorare insieme ai nostri clienti e partner per comprendere meglio questo panorama in continua evoluzione nel corso del 2019 e oltre”, ha commentato Andy Brown, Chairman e Global CEO, Kantar Media.

 

È possibile scaricare lo studio completo qui.

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AZIENDE

Kantar cresce del 7% nel 2018 e supera i 60 milioni di euro di ricavi. L’innovazione guida lo sviluppo

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kantar consulting

Kantar, il network di data management, tech platform e consulting del Gruppo Wpp, guarda con fiducia al 2019, forte della crescita importante registrata anche quest’anno (+7%). Con più di 360 dipendenti in Italia, Kantar punta a crescere in ambito consulenziale, nei dati e negli analytics, abilitati dalla tecnologia, con piattaforme digitali proprietarie, come quelle di Kantar Consulting (Sales Performance Platform) e di Kantar Media, o in partnership, come con Qualtrics e Google, di cui Kantar è partner accreditato per la misurazione a livello globale.

 

In Italia, Kantar opera principalmente in tre ambiti: quello delle ricerche di mercato, con Kantar TNS, Kantar Millward Brown e Kantar Health (specializzata nell’ambito farmaceutico), quello dell’analisi dei dati, con Kantar Media, specializzata nei servizi di monitoraggio dei media, quello della consulenza, con Kantar Consulting. Operativa da gennaio 2018, nasce dall’unione delle Operating Companies attive negli anni scorsi, tra cui in Italia quella di Trade Optimisation (precedentemente nota come XTEL), con sede a Bologna, eccellenza nella tecnologia legata all’efficientamento commerciale, punto di riferimento a livello internazionale. Kantar Consulting opera in tre ambiti: tecnologia, retail, consulenza su marketing e brand.

 

“Nella Divisione Insights, l’area delle ricerche di mercato e data integration, continuiamo a crescere e assumiamo nuove risorse e giovani talent”, commentao Federico Capeci, CEO Italy & Chief Digital Officer (nella foto). “Fra i nostri clienti, le grandi aziende multinazionali, ma anche le eccellenze italiane, aziende che crescono soprattutto all’estero e che premieremo il 19 Marzo, in occasione di BrandZ Top30 Most Valued Italian Brands 2019. L’approccio è consulenziale e spazia dall’ambito strategico, al monitoraggio della Brand Equity, nei diversi Paesi, o ancora, in ambito CX, al supporto dei processi di Trasformazione verso una customer centricity concreta e con azionabilità rapida”.

 

“Anche Kantar Consulting – Trade Optimisation team chiude il 2018 facendo registrare una crescita a doppia cifra, e per il quarto anno consecutivo, portando la crescita media degli ultimi 4 anni al 27% medio”, aggiunge Otello Azzali, CEO Trade Optimization, Kantar Consulting. “Nuovi importanti clienti nel corso del 2018 hanno arricchito il nostro portafoglio sia in Europa che negli Stati Uniti. Siamo particolarmente soddisfatti ed orgogliosi dei risultati in ambito tecnologico e di consulenza”.

 

L’innovazione guida lo sviluppo, nel Gruppo. “Continuiamo ad ampliare la gamma di servizi con lo scopo di affiancare alle soluzioni tradizionali offerte sempre più orientate verso il mondo digital, investendo in tecnologie e risorse”, conclude Mauro Stoico, Country Manager Italy, Kantar Media, anch’essa in decisa crescita.

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BRAND STRATEGY

Kantar Talks: per esser distintivi serve un’idea forte e un messaggio preciso

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Si è discusso di creatività oggi all’incontro “Creative Survival in a Turbulent World” parte del ciclo “Kantar Talks”, organizzato questa volta insieme a J. Walter Thompson. Le due agenzie del Gruppo WPP hanno incontrato i marketers in casa JWT per un confronto sui temi caldi in area Comunicazione.

In un contesto sempre più complesso ed affollato di contenuti e messaggi, i brand cercano di distinguersi integrando elementi di novità, come spunti di inclusione sociale, utilizzo di tecnologia, di Intelligenza Artificiale, bot o voce. Ma per costruire distintività non basta inserire qualche elemento più o meno “trendy”: è piuttosto necessario avere una chiara direzione nel processo creativo.

Il mondo della comunicazione è in continua evoluzione, sempre più complesso ed affollato. La tecnologia riveste un ruolo progressivamente più rilevante. Le persone abbracciano il digitale e sono molto interessate alla fruizione di media online. Più media digitali vuol dire più piattaforme e dunque più contenuti fruiti. Il numero di brand attivi in comunicazione è cresciuto in modo significativo, più del numero di brand che le persone possono ricordare. Il tempo speso sui diversi media per la fruizione di contenuti, è in crescita.

Questa è la realtà che deve essere affrontata. E con essa, il triste fatto che il 60% degli intervistati dice di skippare i comunicati o paga per non averne, il 45% dichiara di utilizzare la tecnologia per bloccare le comunicazioni (Fonte Kantar Millward Brown AdReaction 2018)!
In un contesto così “difficile” e affollato, il ritorno sull’investimento subisce contraccolpi importanti!

Se l’obiettivo è dunque quello di essere distintivi e innovativi, molti brand cercano nell’utilizzo “tout court” della tecnologia, dell’intelligenza artificiale, dei bot o della “voce”, lo strumento più adatto per essere dirompenti e differenziati. Ma a volte tutto questo ci distrae dalla regola fondamentale per sopravvivere in un contesto tanto turbolento; una regola cruciale, che non è mai cambiata: la forza della creatività.
La vera distintività nasce infatti da creatività coerenti con il purpose del brand, creatività che costruiscano su insights precisi e parlino ad audience ben definite, con comunicazioni che “lascino il segno”.

Secondo i dati di AdReaction, lo studio specifico effettuato da Kantar Millward Brown in 45 Paesi, le campagne basate su un’idea forte performano meglio (+64%), soprattutto in termini di associazione d’immagini. Inoltre, dispongono di molteplici elementi chiave su cui costruire contenuti diversi per i vari canali, facilitando l’integrazione.

“In un contesto affollato e sempre più complesso”, ha concluso Federico Capeci, CEO Kantar, Insights Division, “emergere non è facile: serve un messaggio preciso, un’idea forte per “bucare”, costruendo distintività per il brand. Il caso di Indesit con la campagna #doItTogether, è un esempio interessante di come agenzia e ricerche possano lavorare insieme per migliorare i risultati. La campagna è stata sviluppata da JWT e ottimizzata grazie agli insight emersi dagli studi di Kantar effettuati nel percorso creativo”.
“Si è visto”, ha aggiunto Jane Reeve, Executive Chairman J. Walter Thompson, “come un’idea centrale forte, focalizzata sul purpose del Brand, sia in grado di attivare molteplici declinazioni per i diversi canali, anche con temi delicati a livello sociale e tipici di contesti convenzionali. L’idea creativa e la forza dei messaggi hanno reso questa campagna realmente global, ben oltre i mercati indirizzati, con una straordinaria capacità di coinvolgere e interagire con i consumatori”.

 

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BRAND STRATEGY

IAB Forum 2018 “I Am Everywhere – Challenges of Mobile Society”: ecco gli ospiti in arrivo

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iab italia

Al via il prossimo 12 e 13 novembre IAB Forum, il più importante appuntamento annuale italiano sulla comunicazione digitale, giunto alla sua sedicesima edizione. Patrocinato anche quest’anno dal Comune di Milano, vedrà la presenza dell’Assessore alla Trasformazione Digitale e Servizi Civici Milano Roberta Cocco, a conferma dell’importanza di questo incontro per la comunità meneghina e l’intera industry.

Un evento imperdibile non solo per gli operatori del settore, ma per tutti i professionisti che vogliono avere un’anteprima su trend e innovazioni che guideranno il mercato dell’advertising a livello globale e locale. Due giornate accompagnate dal claim “I Am Everywhere – Challenges of Mobile Society”, che vuole mettere subito l’accento sul focus della manifestazione: l’uomo e il suo rapporto con il digitale, in una società – come quella odierna – sempre più alle prese con una tecnologia dirompente.

Scenario Media

Partendo dall’analisi di quello che è lo stato dell’arte del mercato della pubblicità nel suo insieme e le sue prospettive di crescita, Alberto Dal Sasso, Managing Director TAM & AD Intel Nielsen Italy, presenterà in anteprima le proiezioni degli investimenti pubblicitari italiani All media 2018, mentre Andrea Lamperti, Direttore dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano, si soffermerà sull’andamento dell’internet Adv.

Sarà invece Constantine Kamaras, Co-Founder & Chairman Emeritus IAB Europe, a offrire una panoramica degli advertising trend a livello europeo. Alle analisi seguirà una sessione di dibattito tra chi si interfaccia quotidianamente con le sfide del comparto, con Gerry D’Angelo, Global Media Director P&G, Giulio Malegori, CEO Dentsu Aegis Network EMEA, e Hamish Nicklin, Chief Revenue Officer Guardian News & Media.

Il capitolo dedicato a “Scenario Media” si concluderà con l’intervento di Aldo Agostinelli, Vicepresidente di IAB Italia, che presenterà il nuovo IAB Quality Index, progetto che IAB Italia ha sviluppato per certificare la qualità dei bacini pubblicitari italiani con l’obiettivo di sostenere l’offerta pubblicitaria premium e garantire maggiore valore e trasparenza della filiera.

Etica e Digitale

In questa corsa incessante verso l’innovazione tecnologica, che trova nella rete il suo habitat, a chi è affidata la Governance del web? Come può l’attuale regolamentazione europea e nazionale agevolare lo sviluppo dell’economia digitale, trovando un equilibrio tra conformità e flessibilità, etica e progresso tecnologico? Il primo che cercherà di affrontare la delicata, seppur impellente, questione dell’etica digitale sarà l’eccentrico Juergen Schmidhuber, Co-Founder & Chief Scientist NNAISENSE and Professor of AI, USI & SUPSI Switzerland, sempre più convinto che saranno i robot a colonizzare l’universo e non l’uomo.

La giornalista Barbara Serra intervisterà Ivana Bartoletti, Head of Privacy and Data Protection at Gemserv, Media Commentator & Founder, Women Leading in AI Network, che porrà l’accento su come l’intelligenza artificiale stia diventando un’espressione della mascolinità e come sia indispensabile intervenire prima che sia troppo tardi.

Seguirà il Prof. Luciano Floridi, Ph.D, Oxford Internet Institute and Digital Ethics Lab, University of Oxford che, intervistato dall’editorialista e presidente dell’Advisory Board di IAB Italia Ferruccio de Bortoli, si soffermerà sull’importanza di un’etica digitale comportamentale. Chiuderà la prima giornata l’intervento di Giuseppe Stigliano, Executive Director Europe AKQA (WPP Group) e Philip Kotler, International Marketing Professor at Northwestern University.

Per un Umanesimo Digitale

In un’epoca pervasa dalla tecnologia come cambia il rapporto tra città e cittadini? Cosa cercano questi ultimi? Luoghi intelligenti o solo città più informatizzate? È da queste riflessioni che partirà l’agenda della seconda giornata con le testimonianze di Roberta Cocco, Assessore alla Trasformazione Digitale e ai Servizi Civici Milano, Elisabetta Ripa, AD Open Fiber e Membro Advisory Board di IAB Italia, e Ceo di aziende che trainano lo sviluppo di nuovi servizi digitali.

Daan Roosegaarde, Artist and Innovator, Founder of Studio Roosegaarde, evidenzierà invece come la trasformazione digitale non può dimenticare che le città sono l’ambito di sviluppo delle relazioni sociali di chi le abita. E in questo contesto il 5G gioca un ruolo da facilitatore, come dimostrerà Ryan Soutter, Head of Sales Engineering for the Americas for the ACT (Advertising Creative Technology).

Un capitolo importante verrà dedicato alla blockchain, che vedrà una rassegna molto originale a cura di Jim Harris, uno dei più importanti e disruptive speaker a livello mondiale.

Saranno invece Federico Capeci, CEO Italy & Chief Digital Officer Kantar Insights Division, e Alibaba a illustrare come i brand possono creare maggiore engagement in Cina grazie alla data integration.

In chiusura Antonio Campo Dall’Orto, Membro Advisory Board IAB Italia, con un intervento di vision dedicato all’importanza dei contenuti, e Carlo Noseda, Presidente di IAB Italia, con una call to action rivolta a tutto il settore e alle Istituzioni che collegialmente devono lavorare per uno sviluppo equo e trasparente del mercato.

Direttore Creativo è Massimo Coppola, conduttrice della due giorni la giornalista Barbara Serra.

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Mobilità multimodale: per Kantar e Lorien Consulting un’Italia spaccata in due

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lorien kantar

L’industria della mobilità è in fermento: connettività, giuda autonoma, auto elettriche, car sharing mostrano come da un lato, la tecnologia stia avendo impatto dirompente in questo settore, ma, dall’altro, i cittadini non abbiano ancora assimilato (ed apprezzato) appieno i benefici dell’innovazione. In Italia, i livelli di mobilità sono in crescita (e multiformi): quasi un cittadino su tre è “multimodale” – si sposta molto e sceglie molti mezzi diversi; a livello nazionale cresce ancora l’uso quotidiano del mezzo privato e quello saltuario della sharing mobility, complementare con gli altri mezzi. Ne hanno parlato, Kantar e Lorien Consulting, società del Gruppo WPP, oggi al “Forum Quale Mobilità – Green mobility, come cambiare la città” organizzato da Legambiente in collaborazione con Lorien Consulting all’interno di CityTech, dove sono stati diffusi i risultati dell’ultimo Osservatorio sulla Mobilità Sostenibile* condotto appunto da Lorien.

“Il futuro della mobilità è già oggi”, esordisce Andrea Galimberti (nella foto), Head of Mobility, Kantar, “ma le aziende e le amministrazioni devono ancora lavorare molto per diffondere la conoscenza e le funzionalità che l’innovazione tecnologica mette a disposizione per una miglior mobilità. Il nostro studio globale Connected Car, che ha ascoltato 8500 conversazioni in 13 paesi nel mondo, ha evidenziato che l’evoluzione della mobilità (CASE:  Connected, Automnomous, Shared, Electric) passa per una più ampia conoscenza dei benefici che l’innovazione può portare ai cittadini per la loro mobilità. Tutti gli operatori devono dunque agire in modo sinergico per generare conoscenza e cultura. In alcuni Paesi (come ad esempio la Cina), il cittadino è già molto evoluto in quest’ambito, conosce ed apprezza auto connesse, ad utilizzo condiviso, elettriche, con guida assistita, in altri come l’Europa e l’America sembra ci sia ancora molto da fare per evidenziare i benefici che la tecnologia e l’innovazione possono portare alla mobilità”.

E l’Italia? Come si muovono gli italiani? Stiamo diventando sempre più multi-modali (28% dei cittadini intervistati) ma prevale ancora l’uso del mezzo privato. L’Osservatorio sulla Mobilità di Lorien Consulting ha dato un quadro chiaro sulle scelte, e dunque sugli “stili” di mobilità, nel nostro Paese, evidenziando un’Italia spaccata in due per modalità e intensità di spostamento: crescono i multi-mobili, coloro che si spostano molto e con molti mezzi, ma anche i moderati, con media intensità di spostamento (insieme questi due stili di mobilità pesano per un 60% degli intervistati), mentre diminuiscono gli stanziali, ovvero coloro che si spostano pochissimo, quasi sempre con lo stesso mezzo, e i mono-mobili a media intensità di spostamento e che usano solo l’auto.

“Se, da un lato, a livello nazionale prevale ancora l’uso quotidiano del mezzo privato, dall’altro cresce quello saltuario della sharing mobility, complementare con gli altri mezzi” spiega Elena Melchioni, Amministratore Delegato di Lorien che poi continua “secondo i milanesi essere una smart city significa soprattutto poter disporre di un sistema di mobilità efficiente e moderno con una gestione sostenibile delle risorse ambientali, anche grazie all’uso delle tecnologie. In questo, i servizi di mobility as a service integrati per la mobilità pubblica e condivisa sarebbero considerati molto utili soprattutto dai city users”.

 

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AZIENDE

Google annuncia la certificazione di Kantar come Measurement Partner

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kantar

Google ha annunciato la certificazione di Kantar come Partner accreditato di Misurazione di terza parte (sulla base di una revisione della metodologia di analisi, delle pratiche sulla privacy e delle capacità tecniche), per i brand che intendono analizzare la performance degli investimenti media sulle piattaforme Google.
Kantar ha ricevuto infatti l’accreditamento a livello globale sia per offrire Brand Lift Insights, analisi di valutazione dell’impatto sul brand, sia per analisi di misurazione indipendente del reach sulle campagne attivate sulle properties di Google.

“Comprendere e misurare la pubblicità digitale è fondamentale per l’ottimizzazione delle campagne multicanale”, spiega Eric Salama, CEO di Kantar. “Con questa partnership, Kantar è ora all’avanguardia nel fornire agli inserzionisti una visione affidabile e indipendente dei risultati del brand e dell’impatto della loro pubblicità quando Google è nel piano media”.

Google Measurement Partners riunisce partnership nuove ad altre già esistenti ed offre ai brand una vasta gamma di soluzioni per misurare l’efficacia dei propri media. Il programma è in fase di lancio con oltre 20 partner verificati in sette aree specifiche: viewability, reach, brand safety, brand lift, sales lift, app attribution, e marketing mix modeling.

“Siamo molto contenti di questa nuova opportunità”, aggiunge Federico Capeci, CEO Italy and Chief Digital Officer Kantar, Insights Division (nella foto), “che dimostra quanto Google sia attenta ai temi di misurazione della performance e di valutazione dell’investimento media. Ora Kantar potrà fornire ai clienti risposte sempre più complete, integrando nelle misurazioni anche le properties Google”.

“Si tratta di un altro importante risultato del nostro Gruppo”, conclude Mauro Stoico, Country Leader Italy, Kantar Media, “che ci offre strumenti sempre più innovativi ed efficaci non solo in ambito di rilevazione della reputation e di PR monitoring, ma anche di valutazione del media spending”.

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I migliori brand del mondo a livello record: la classifica WPP e Kantar Millward Brown

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brand

Le grandi indigestioni di serie e film su Netflix, la condivisione delle nostre esperienze su Facebook, un numero enorme di download di contenuti da iTunes di Apple e da Ali Picture, di Alibaba, hanno contribuito a rendere il 2018 un anno record per la crescita del valore del brand. Questo secondo la classifica BrandZTM Top 100 Most Valuable Global Brands rilasciata oggi da WPP e Kantar Millward Brown. L’uso crescente di tecnologie data-driven – come l’intelligenza artificiale (AI) e la realtà aumentata (AR) – accanto ad approcci di marketing creative, ha permesso a molti brand di acquisire una conoscenza più approfondita dei loro consumatori per offrire loro servizio, contenuti personalizzati e brand experience eccezionali.

 

Una crescita mai registrata prima

Otto dei brand TOP 10 sono tecnologici o attinenti alla tecnologia. Questa categoria continua a dominare il ranking con Google ed Apple che mantengono il primo ed il secondo posto, con un aumento rispettivamente del + 23% con $ 302,1 miliardi di dollari e del + 28% con 300,6 miliardi di dollari. Amazon è risalita al terzo posto davanti a Microsoft, con un aumento del + 49% con 207,6 miliardi di dollari, mentre Tencent è salito al 5^ posto, davanti a Facebook (n. 6), con un aumento del + 65% con 179 miliardi di dollari, recuperando tre posizioni rispetto a classifica dello scorso anno.

Nonostante l’incertezza economica e politica in molte regioni del mondo, quest’anno il ranking evidenzia il maggior incremento mai registrato in termini di valore – quasi 750 miliardi di dollari (+21%). Questo ha portato il valore di Brand di BrandZ Global Top 100 s 4.4 trilioni di dollari; una crescita del 204% su 12 anni (era stata pubblicata la prima edizione nel 2006), il primo anno in cui tutte le categorie hanno segnato una crescita.

 

La Cina sulla cresta dell’onda

E’ stato anche il primo anno in cui i brand non americani sono cresciuti più di quelli americani. Ben 14 brand cinesi sono presenti oggi nella Top 100, rispetto ad uno solo (China Mobile) presente nel 2006. Il valore totale dei Top 10 brand cinesi è cresciuto del 47% rispetto all’anno scorso ed è più del doppio rispetto a quello dei Brand americani (+23%).

Anche altre Regioni del mondo come India e Indonesia, mostrano forti crescite. La classifica mondiale vede sette brand asiatici (esclusi i brand cinesi) che sono cresciuti del 14% raggiungendo un valore di 146 miliardi di dollari. La Banca regionale BCA (al 99 posto) è diventata il primo brand indonesiano che è entrato nella classifica e la new entry Maruti Suzuki entra quest’anno per la prima volta nella Top 10 della categoria Auto.

Brand cinesi all’avanguardia dominano la classifica dei Top 10 Brand in maggior crescita quest’anno, come JD.com (59^) in testa con un impressionante + 94% di crescita del brand value. Alibaba (9^ nel ranking mondiale) secondo in questa classifica, è entrato per la prima volta quest’anno con un 92% di incremento, grazie alla sua espansione globale ed al successo del Singles Day. Il terzo è stato Moutai (34^ nel ranking globale) con un 89% di crescita.

 

I principali trend

Questi i principali trend emersi quest’anno dallo studio BrandZ Global Top 100:

-Il marketing supportato dalla tecnologia, grazie ad Artificial Intelligence e Augmented Realtily, consente ai brand di “rivitalizzarsi e prosperare”, continuando ad essere rilevanti per i consumatori.

-JD.com ed HP sono riapparsi quest’anno (erano nella classifica 2016, ma non in quella del 2017). Il gigante telecom americano Spectrum (27^) guida il gruppo delle New entries, con Uber (81^) ed Instagram (91^). Il brand maggiormente in crescita lo scorso anno, Adidas, è entrato al 100simo posto. Entra anche per la prima volta in BrandZ Top 100 un marchio Indonesiano, la banca BCA, al n. 99.

-Le partnership si sono dimostrate fondamentali perché i marchi hanno cercato nuove modalità per massimizzare l’efficienza. I brand leader hanno continuato ad alzare il livello della customer experience offerta al consumatore in ogni touchpoint, sia online che offline, dal trial alla spedizione, alla consegna, cercando partnership strategiche a lungo termine.

-Il retail è la categoria in più rapida crescita, con un aumento del + 35% del valore negli ultimi 12 mesi, trainata dai marchi ecommerce.

-I marchi tecnologici continuano a dominare e rappresentano più di metà (56%) del valore di BrandZ Top 100

Doreen Wang, Global Head di BrandZ, Kantar Millward Brown, commenta: “I Brand vincenti nell’era del marketing data-driven, come Amazon e Tencent, riescono a mettere il consumatore al centro di ogni loro iniziativa. Questi marchi utilizzano la tecnologia per comprendere i bisogni del consumatore ed usano gli insights appresi per creare un ecosistema di servizi che rispondano a bisogni diversi, abilitando consumer experience integrate fra piattaforme diverse”.

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Analytics: Kantar TNS e Nunatac insieme per una vera Customer centricity

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kantar

In un mondo connesso, ricco di dati ed informazioni, il tema dell’integrazione fra fonti diverse diventa sempre più rilevante. Ecco perché oggi, al Seminar organizzato da Nunatac e Kantar TNS, in collaborazione con SAS, si è parlato di data integration per guidare Customer Strategies di successo.

Di fronte ad una platea intervenuta numerosa per ascoltare l’esperienza diretta di testimonial d’eccezione, quali Luca De Bernardi, SKY, e Francesca Nieddu, Intesa Sampaolo, Kantar TNS e Nunatac si sono focalizzati sulla possibilità di fondere dati comportamentali, transazionali e provenienti da DB interni con le survey, con l’obiettivo di avere un deciso arricchimento informativo, per supportare il processo decisionale, offrire scenari a maggior redditività, ridurre i costi di campagne di comunicazione con profiling e targeting più precisi, ottimizzandole.

Fonti interne, esterne all’azienda, dati strutturati e non: insieme un bagaglio informativo importante che può dare all’azienda molte informazioni in più di quanto ci si può aspettare”, ha esordito Mauro Fusco, Regional Head of Analytics – Insights, Kantar, ha proposto una classificazione dei dati disponibili. “se si unisce la modellizzazione analitica con la modellizzazione interpretativa, sociale, psicologica o matematica attraverso survey”.
L’integrazione apre infatti ad ambiti diagnostici, da un lato, evidenziando nelle vendite di un periodo, quanto Product experience, Brand equity, Distribuzione, Prezzo o altri fattori (come gli Investimenti) ne possano spiegare gli andamenti, per capire su quali di queste aree poi è maggiormente utile investire. Oppure individuando nella grande mole di dati non strutturati dei Social Media, quegli elementi distintivi e motivazionali in grado di spiegare e correlarsi con i profili di Brand image definiti a livello strategico. Modellistica analitica e modellistica interpretativa, con strumenti validati a livello internazionale, come il ConversionModel, il SocialTRI*M, e il NeedScope, di Kantar.

Altro ambito estremamente ricco in termini di output, è l’ambito predittivo, dove troviamo simulazioni e ottimizzazioni, che permettono di lavorare su scenari “what if” da un lato o di qualificazione comportamentale, dall’altro. L’analisi del consumer journey, sempre più complesso, ma sempre più rilevante da decifrare, permette di comprendere i modelli e gli step che influenzano progressivamente i comportamenti dei consumatori, fino alla conversione/acquisto.

Creare delle coorti, approfondire la conoscenza dei diversi segmenti e profilare in modo sempre più preciso la propria Customer Base è poi stato il fulcro dell’incontro.
“Nell’era della Digital Trasformation e dei Big Data”, ha commentato Alberto Saccardi, founder e CEO di Nunatac, “il tema vero non è solo la quantità dei dati, ma la possibilità di utilizzarli al meglio con l’obiettivo di comprendere i bisogni, i comportamenti, le aspirazioni, il contesto sociale e relazionarsi correttamente con i propri clienti”.
In questo contesto le survey continuano a svolgere un ruolo determinante nello spiegare le motivazioni e le esigenze sottostanti ai comportamenti dei consumatori; così come la multicanalità ed il CRM offrono l’opportunità alle aziende di instaurare un canale diretto con i propri clienti, dando la possibilità di interagire e di rilevare i feedback sulla qualità dei prodotti venduti e/o dei servizi erogati.

“Un tempo, erano le competenze produttive o l’equity del brand ad offrire alle aziende vantaggi competitivi di lungo periodo”, ha aggiuntoo Federico Capeci, Chief Digital Officer & CEO Italy, Insights – Kantar. “Oggi non è più così, O meglio, in un contesto a complessità crescente, dove la tecnologia offre sempre nuove opportunità relazionali, è la centralità del cliente trasformata in azione a fare veramente la differenza, dando alle aziende che riescono in questo obiettivo, un vantaggio competitivo difficilmente colmabile dai concorrenti. Ma per questo, c’è bisogno di informazioni precise, di dati. E non solo: c’è bisogno di insight, che diano valore alla mole di informazioni disponibili, collegando il pensiero, dando linfa vitale al processo strategico, evidenziando i momenti giusti per interagire con loro. Per arrivare agli insights dobbiamo integrare informazioni provenienti dal profilo, dai need, dai comportamenti e dai desideri del cliente”.
Integrare i dati disponibili, quindi «colorarli» con aspetti distintivi e motivazionali, arricchisce il bagaglio informativo con elementi di qualificazione ed offre al Brand la possibilità di agire concretamente grazie alla conoscenza sempre più dettagliata del cliente.

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Gen Z: i Millennials al quadrato. L’analisi di Kantar Millward Brown

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millward brown

Oggi una nuova generazione di giovani consumatori sta formando la propria personalità e identità sociale in un contesto post-Millennials. Come ingaggiarli?
Se ne è parlato nell’incontro organizzato a Milano da Kantar Millward Brown, che ha focalizzato l’attenzione dei marketer sui consumatori di domani, appunto i Centennials o post-Millennials,  sulla loro predisposizione all’engagment, sugli atteggiamenti nei confronti delle attività di comunicazione delle marche.

Federico Capeci, Chief Digital Officer & CEO Kantar Millward Brown e Kantar TNS (le divisioni Consumer Insights del gruppo Kantar), nonchè autore del libro “#Generazione 2.0” sui Millennials italiani, ha illustrato la prospettiva sociologica del contesto generazionale e l’evoluzione delle nuove generazioni, sulla base dello studio effettuato circa le caratteristiche sociali e di atteggiamento nei confronti dei brand ormai da alcuni anni.

“Lo S.T.I.L.E. (Socialità, Trasparenza, Immediatezza, Libertà ed Esperienza) delle nuove generazioni impone alle aziende di ripensare in modo profondo le modalità di interazione ed ingaggio delle loro marche nei confronti di questi target”, ha sintetizzato Capeci. “Molte aziende – le più smart e lungimiranti – si sono già attrezzate ridefinendo la propria organizzazione ed i processi per la gestione delle attività di comunicazione esterna. Molte altre, no. Ma anche chi si è già mobilitato per affrontare le sfide portate dai Millennials, deve oggi considerare le implicazioni derivanti dall’avvento di una nuova generazione, la Gen Z, che presenta caratteristiche ancora più marcate dei suoi predecessori”. (qui per approfondire)

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È boom di Snapchat e Instagram, ma il 26% degli utenti ignora i branded content. I dati Kantar TNS

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È boom di Snapchat e Instagram, ma il 26% degli utenti ignora i branded content. I dati Kantar TNS

Crescono sempre più i social network, ma il momento non è tutto rose e fiori: infatti ben il 26% degli utenti dichiara di ignorare i post sui social o i contenuti condivisi dalle marche. Lo scetticismo maggiore è stato riscontrato nei paesi scandinavi dove il 57% dei rispondenti, sia in Svezia che in Danimarca, aveva dichiarato di ignorare i branded content. All’estremità opposta della scala solo il 15% dei rispondenti in Arabia Saudita e il 19% in Brasile avevano dichiarato di non essere interessati a contenuti brandizzati, mentre la Cina, come l’Italia, si posizionano intorno alla media globale con il 24%.
La popolarità di Snapchat e Instagram è cresciuta negli ultimi due anni rispondendo alla richiesta di contenuti veri, personali, e istantanei, “in the moment” secondo lo studio dell’istituto globale di ricerca Kantar TNS svolto su 70.000 consumatori.

Quasi un quarto (23%) degli utilizzatori internet è ora su Snapchat, un grande salto rispetto al 12% di due anni fa. Situazione simile in Italia (con il 25% degli utenti internet ora attivi sulla piattaforma, verso un 15% vs 2015), mentre in America Latina assistiamo ad un balzo dal 12 (2014) al 38% (2016). Anche Instagram ha acquisito popolarità, con un livello di utilizzo globale che oggi è al 42% dal 24% del 2014 – In Italia, è sulla piattaforma il 51%, con una crescita di 15 punti percentuali negli ultimi due anni…

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BRAND STRATEGY

Rebranding globale per Kantar. Inaugurato a MilanoFiori il Kantar Building

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kantar building

Ieri si è celebrato in tutto il mondo il “Kantar First Day“, che ha “solennizzato” il rebranding e la nuova visual identity della “famiglia” Kantar (12 agenzie presenti in tutto il mondo), sviluppati in collaborazione con The Partners, specialisti di branding del gruppo WPP. Obiettivo: unificare e rendere più incisiva la propria offerta.

Con il rebranding tutte le agenzie del network che fino a ora non erano Kantar-branded, assumeranno il prefisso Kantar e un visual nuovo e comune. TNS e Millward Brown, ad esempio, diventeranno “Kantar TNS” e “Kantar Millward Brown”.

Insieme con il rebranding, Kantar introduce anche il nuovo payoff “Ispirazione per un mondo straordinario”, tratto dalla sua nuova dichiarazione di intenti del gruppo, “Vogliamo inspirare i nostri clienti, le nostre persone e la società per creare e prosperare in un mondo straordinario”.

La giornata di ieri ha rappresentata anche la “ufficializzazione” del nuovo percorso strategico che vede i brand del gruppo introdurre un modello operativo focalizzato sulla collaborazione trasversale. Nel nostrop paese, il Kantar First Day ha visto con l’inaugurazione ufficiale del nuovo Kantar Building a MilanoFiori (Assago – Milano), che diventa così il polo delle competenze delle diverse agenzie, mettendo a fattor comune le esperienze di oltre 270 professionisti allo scopo di facilitare i processi operativi e la collaborazione trasversale per rendere più efficace il servizio offerto ai clienti; accelerare i processi di innovazione e l’utilizzo di strumenti a forte contenuto tecnologico per aumentare l’efficacia, anche lavorando con le altre società di WPP.

“Questi nuovi uffici”, spiega Luca Belloni, Chairman di Kantar Italia“, rappresentano per noi un punto di partenza e, allo stesso tempo, un punto di arrivo di un percorso su cui per molti mesi abbiamo lavorato a livello locale e internazionale, con tutte le nostre agenzie e lo stesso gruppo WPP”.

Al momento il Kantar Building ospita tutte le sigle presenti in Italia: Kantar TNS, Kantar Millaward Brown, Kantar Health, Kantar Retail, alle quali si aggiunge Lorien, società di ricerche dimarcato a servizio completo. Nel 2015, Kantar ha generato in Italia un fatturato di circa 60 milioni di euro, a fronte di ricavi globali superiori ai 4 miliardi di dollari e una forza lavoro di oltre 30.000 unità.

“Nell’ottica di fornire ai nostri clienti le risposte che necessitano”, sottolinea Belloni, “già ora lavoriamo normalmente con le sigle non presenti in Italia, tuttavia abbiamo in previsione a breve un ulteriore allargamento dell’offerta”.

A breve, infatti, sarà aumenteranno i marchi specializzati nel building di MilanoFiori, con il lancio di Kantar Public, che raccoglierà l’esperienza del Gruppo in attività di “public affairs”, e Kantar Consulting, che offrirà servizi di consulenza di marketing & sales ai clienti.

“La definiamo “Unconditioned Collaboration“, ha concluso Federico Capeci, Chief Digital Officer & CEO Italia, Kantar TNS e CEO Kantar Millward Brown. “Diversi clienti hanno già sperimentato i vantaggi di questo nuovo approccio, con risposte in linea con le loro specifiche esigenze di business, un portfolio più integrato, ricco e dettagliato.Un servizio più completo offerto da un’unica famiglia di brand al servizio di un obiettivo comune: la soddisfazione e il successo dei clienti. In questo modo siamo in grado di garantire innovazione e creatività nell’affrontare le continue evoluzioni di scenario e le nuove sfide del mercato”.

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AGENZIE

Costa (WPP): “Due mesi chiave per la ripresa del mercato”. Il gruppo cresce anche nel 2015

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Advisory

“Complessivamente il Gruppo in Italia sta andando bene. specialmente in relazione all’andamento complessivo del mercato”, ha esordito oggi Massimo Costa, Country Manager di WWP nell’incontro con la stampa mirato a fare – periodicamente – il punto sulla realtà WPP nel nostro paese. “Abbiamo chiuso il 2014 registrando un fatturato di circa 450 milioni, con un margine soddisfacente (di poco sopra il 10%, ndr). Anche i primi tre mesi di quest’anno si sono posizionati su questa stessa linea”.

Quanto alle prossime “mosse” del gruppo, Costa – dopo aver brevemente citato con soddisfazione H-Art entrata nel network AKQA con responsabilità SEMEA e ricordato l’ingresso di Federico Capeci in TNS quale nuove CEO – ha sottolineato la riorganizzazione del comparto ricerche, con la promozione di Luca Belloni a un “ruolo di gruppo” e la ricerca già in atto di un amministratore delegato per Millward Brown. “Siamo investendo sulle persone e procedendo a diverse acquisizioni”, ha confermato Costa, chiudendo poi il discorso sulle ricerche con l’annuncio che il Kantar Building, destinato ad accogliere le diverse sigle attive in tali ambito “sarà inaugurato a Settembre ad Assago, non lontano dalla sede di GroupM“.
Oltre al Palazzo del Media e a quello delle Ricerche, la acquisizioni all’orizzonte e quelle già in atto sono destinate a dar vita ad altri quattro “poli”, ciascuno dei quali avrà al proprio interno l’advertising, il digitale e le PR”.
“Per JWT – che dopo la fusione con RMG Connect aveva già in pancia una forte presidio del digital – abbiamo acquisito Chapeu e stiamo valutando un possibile rebrandig di quest’ultima, per rafforzarle l’identità”, ha spiegato il Country manager. “Ogilvy, con Ogilvy One e Ogilvy PR, è già un polo, cosi come Y&R, WML e Bourson Masteller, mentre per GreyUnited stiamo procedendo, oltre all’avvicinamento con Cohn & Wolfe, all’acquisizione di una realtà digital, per costruire il nostro “quarto polo”.
Una puntualizzazione è stata poi fatta sulla previsione di una crescita del mercato italiano di 1,5% nel 2015: “stimiamo che il mercato abbia questa potenzialità, basandoci anche sull’atteggiamento dei nostri oltre mille clienti, ma al momento non abbiamo visto segni concreti di questa crescita. A nostro parere, se non si manifesteranno entro giugno avremo un altro anno con il segno meno”.
Personalmente Costa si è detto più ottimista, descrivendo il sentiment che si respira oggi come simile a quello di un altro periodo – gli anni ’80 – in cui pure ci si stava lasciano alle spalle una pesante crisi.
“Certo i motori dello sviluppo del mercato”, ha poi precisato, “si sono nel frattempo spostati. L’advertising ha perso non certo da oggi il suo ruolo guida, mentre la dinamica positiva è ora sostenuta da Media, Digital, Ricerche e PR, volutamente non in quest’ordine”.
In chiusura Costa ha confermato che a giugno si terrà anche quest’anno l’IBAC di Roma, supportato dal Governo Italiano, che metterà a confronto i CEO delle grandi aziende europee con le best practices raccolta da WPP in tutto il mondo sui temi dell’innovazione e delle ricerca.

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