BRAND STRATEGY

Campagna internazionale di GNV: firma TBWA\Italia, testimonial Medhi Benatia

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gnv benatia

Per il secondo anno di seguito TBWA\Italia presenta la campagna di comunicazione internazionale dedicata ai viaggiatori diretti in Marocco con le navi GNV, società leader nel trasporto marittimo di passeggeri e merci nel Mediterraneo.

Il capitano della nazionale marocchina e giocatore della Juventus Medhi Benatia torna a indossare i panni di Comandante GNV nello spot della Compagnia e dà voce ai sentimenti di tutti i cittadini marocchini residenti all’estero, che mantengono un profondo legame con la loro terra e che portano le proprie radici nel cuore, perché ovunque ci porti la vita, non ci si dimentica mai da dove si viene.

Medhi Benatia guiderà ai Mondiali 2018 la Nazionale di calcio del Marocco, che si è qualificata anche grazie a una rete del loro Capitano: il claim “Parola di Capitano” lega i valori di serietà, affidabilità e positività dei Medhi Benatia alla professionalità di GNV, da sempre impegnata nell’offrire tratte e servizi mirati a chi si muove tra le due sponde del Mediterraneo.

La campagna di TBWA\ è pianificata su tv, stampa, affissione e BTL in Italia, Francia, Spagna, Germania e Marocco: è previsto inoltre a partire da marzo il lancio di un’attività social su Facebook che sarà incentrata sui valori e la cultura marocchina e che vedrà protagonista il Capitano della Nazionale Marocchina.

Hanno lavorato al progetto Francesco Caruso, art director con Fabio Palombo, copywriter e direttore creativo e Vittoria Apicella, copywriter. Campagna internazionale

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AGENZIE

“Banking that matters”: Leagas Delaney Italia vince la gara per Unicredit

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Leagas Delaney Italia presenta la nuova  acquisizione, a seguito di una recente consultazione. Il Gruppo Unicredit ha infatti ha scelto la sede italiana dell’agenzia per la definizione del suo nuovo posizionamento e pay-off internazionale.

Un lavoro strategico e creativo, nato dall’ininterrotto confronto con i vertici della banca, che vuole dare voce alla nuova vision del Gruppo, “One Bank, one UniCredit”: un Gruppo paneuropeo semplice e di successo che offre competenze locali nonché una rete internazionale in grado di accompagnare e supportare a livello globale la propria ampia base di clientela, fornendo un accesso senza precedenti alle banche leader presenti nei propri 14 mercati strategici e in altri 18 Paesi in tutto il mondo.

Alessandro Scarinci, amministratore delegato dell’agenzia, commenta: “Banking that matters significa un modo di fare banca che sa filtrare l’inutile per concentrarsi solo sulle esigenze reali e specifiche dei clienti. Significa sapere offrire sempre soluzioni “di sostanza”, rilevanti in quanto costruite su insight reali e utili per individui, famiglie, piccole e grandi imprese”.

Per dare vita al nuovo pay-off, è stato realizzato anche un “Brand Video”, un film di oltre un minuto che sancisce internamente ed esternamente questo momento di cambiamento. Il concept di Banking that matters verrà declinato da Leages Delaney nelle  lingue dei paesi in cui il Gruppo bancario è presente.

In Italia, “La banca per le cose che contano” accompagnerà tutte le attività di comunicazione di UniCredit, sia a livello corporate, sia a livello retail. In particolare Leagas Delaney Italia firmerà con il nuovo pay-off anche una serie di annunci legati alle iniziative culturali  di UniCredit, quali ad esempio la sponsorizzazione della Filarmonica della Scala e quella di Artissima.

Credits
Agenzia: Leagas Delaney Italia
Direttore Creativo esecutivo: Stefano Campora e Stefano Rosselli
Direttore Creativo associato: Eustachio Ruggieri
Senior Copywriter: Matteo Lazzarini
Senior Copywriter: Elio Buccino
Strategic Planner: Filippo Mutani
Producer: Maria Chiara Muglia
Account Director: Cristina Rolando e Sara Dazzi
CdP: NCN Nuovo Cinema Navigli
Executive Producer: Giorgio Guzzi
Producer: Marta Rizzi
Regia: Fabio Jans

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AGENZIE

TBWA\Italia conquista il budget di Seda International Packaging Group nel mondo

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seda tbwa

Seda International Packaging Group si affida a TBWA\Italia per ridefinire il proprio posizionamento e sviluppare le sue attività di comunicazione in Italia e nel mondo.

Seda, leader a livello mondiale nel settore del packaging alimentare e non, ha sede ad Arzano, in provincia di Napoli. Azienda storica fondata da Salvatore D’Amato nel 1964, il gruppo Seda esporta oggi in tutto il mondo e fanno capo ad esso 13 aziende con impianti produttivi in 12 Paesi.

TBWA\Italia si è aggiudicata l’incarico basando la sua proposta sulla Dirsruption®. Si è già svolto ad Arzano un Disruption®Day, alla presenza di tutto il management internazionale dell’azienda.

“Siamo orgogliosi di essere stati scelti da una eccellenza imprenditoriale italiana nel mondo come Seda” dichiara Marco Fanfani CEO TBWA\Italia

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AGENZIE

Circle affida a BPress il progetto per il lancio di Circle Pay sul mercato italiano

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diego biasi bpress circle

Circle, azienda che opera nel settore Fintech nell’ambito della tecnologia blockchain, ha affidato a BPress il progetto di comunicazione per il lancio nel mercato italiano di Circle Pay, l’applicazione leader nel campo dei pagamenti social che ha l’obiettivo di far funzionare il denaro come qualsiasi altro contenuto sul web: in maniera istantanea, gratuita, sicura, divertente e senza limiti geografici.

L’azienda ha fatto il suo ingresso in Europa nel 2016 e oltre a offrire soluzioni come Circle Pay, che nel 2016 ha gestito ben oltre 1 miliardo di dollari in transazioni, opera anche attraverso Circle Trading, la divisione di compravendita di crypto asset, che negozia 2 miliardi di dollari al mese.

“Da quando nel 2016 siamo entrati nel mercato europeo, abbiamo iniziato a diffondere il concetto di pagamenti social, senza commissioni o maggiorazioni su tassi di cambio, e siamo oggi presenti in 29 paesi europei. Da settembre scorso, anche in Italia e Francia è possibile utilizzare Circle Pay per inviare e ricevere denaro istantaneamente sia nel proprio paese che all’estero, a singoli individui o gruppi di persone, attraverso dispositivi Android e iOS”, commenta Marieke Flament, Managing Director Europe di Circle. “Entrare in un nuovo mercato è sempre una prova impegnativa, per farlo abbiamo bisogno di un partner di comunicazione come BPress, che capisca appieno il nostro business e che sappia proporci un approccio totalmente in linea con i nostri obiettivi e, al tempo stesso, adatto a raggiungere in maniera efficace le nostre community di riferimento”.

BPress è stata scelta per raggiungere due obiettivi: da un lato gestire la fase di lancio e implementare un piano di comunicazione volto a creare visibilità attorno al brand Circle e alle tecnologie ad esso collegate, dall’altro a incrementare l’acquisizione di nuovi clienti da parte di Circle Pay per farla diventare un nuovo punto di riferimento nel mercato dei pagamenti digitali.

“Sempre più aziende scelgono BPress per lanciare il loro business in Italia e siamo molto orgogliosi di essere al fianco di Circle in questa fase importante. È una realtà giovane e innovativa che sta crescendo velocemente in Europa, offrendo un contributo concreto allo sviluppo del settore FinTech” commenta Diego Biasi, fondatore e presidente di Bpress (nella foto).“Siamo entusiasti di supportare la crescita di Circle in Italia con un programma di comunicazione che include Media Relations, Digital PR e attività rivolte alle community. Quello dei pagamenti digitali è un mondo affascinante e complesso, che necessita di una grande conoscenza del settore e di un approccio integrato alla comunicazione”.

Il team Circle in BPress è seguito dalla Divisione Corporate & New Trends guidata dall’Associate Director Beatrice Caputo, con Valeria Alunni e Roberta Santangelo per le PR e Cecilia Ghisletti per i progetti speciali.

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AGENZIE

Emanuele Saffirio diventa President di Publicis Groupe in Italia. Louis Tohmè nuovo CFO

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emanuele saffirio publicis

Publicis Groupe annuncia la nomina di Emanuele Saffirio a President di Publicis Groupe in Italia, una nomina che si inserisce nel contesto della trasformazione che ha portato all’adozione del modello The Power of One, abbattendo le barriere tra le diverse aree di competenza del Gruppo e mettendo i clienti al centro dell’intera organizzazione.

L’Italia è il terzo Paese ad adottare il modello del Country Leadership Team, dopo la nomina di Agathe Bousquet in Francia e di Annette King nel Regno Unito.

La nomina di Emanuele Saffirio permetterà al Gruppo di accelerare questo percorso in Italia, in modo da rispondere ancora più tempestivamente alle richieste del mercato di soluzioni end-to-end e consulenza ad ampio spettro. Emanuele comincerà nel suo ruolo il 9 ottobre e riporterà direttamente ad Arthur Sadoun, Chairman and CEO di Publicis Groupe. Saffirio è il fondatore di STV, l’agenzia successivamente venduta ad Omnicom nel 2011. Più recentemente ha ricoperto il ruolo di CEO di STV DDB.

Louis Tohmé assume il ruolo di CFO di Publicis Groupe in Italia. Riporterà ad Emanuele e a Jean-Michel Etienne (EVP e CFO di Publicis Groupe) e supervisionerà tutte le attività finanziarie in Italia. Louis ricopriva precedentemente il ruolo di CFO di Publicis Communications in Italia.

“Il nostro modello di business, The Power of One, che ha posto realmente i nostri clienti al centro del mondo Publicis, è stato adottato con successo in tutto il nostro network. Anche in Italia la crescente collaborazione tra gli hub creativi, media e technology offre già ai nostri clienti il meglio di tutte le risorse del Gruppo”, afferma Arthur Sadoun, Chairman e CEO di Publicis Groupe. “Dopo l’arrivo di Agathe Bousquet in Francia e quello di Annette King nel Regno Unito, la nomina di Emanuele Saffirio a President di Publicis Groupe in Italia è un ulteriore passo avanti nella nostra organizzazione. Il compito di Emanuele sarà quello di promuovere ulteriormente la collaborazione tra le nostre Solution, rafforzare la relazione con i nostri clienti e confermare presso di loro il nostro ruolo di partner strategici, dotati della competenza e della visione necessarie ad aiutarli ad affrontare il cambiamento radicale in atto nei modelli di business e di comunicazione”.

Emanuele ha aggiunto: “Ritengo che Publicis, in virtù delle acquisizioni degli ultimi anni e della decisione con la quale si sta portando avanti il cambiamento, sia il gruppo meglio attrezzato per affrontare le sfide epocali che coinvolgono il nostro settore. Essere stato chiamato alla sua guida in Italia rappresenta al tempo stesso un grande onore ed un’enorme responsabilità.”

 

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BRAND STRATEGY

Sofidel rinnova il brand Regina e lancia una campagna paneuropea con Grey

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regina blitz

A 30 anni dal lancio in Italia, Sofidel rinnova il brand Regina con un nuovo posizionamento e payoff, coerentemente declinato sui mercati dove è presente.

Il brand dei “Rotoloni che non finiscono mai”, entrato nel cuore e nelle case degli italiani anche grazie a campagne pubblicitarie che ne hanno fatto un’icona pop dei prodotti di largo consumo, si avvia quindi a una nuova fase di espansione e sviluppo sui mercati europei, con una pianificazione prevista in 4 Paesi (UK, Irlanda, Italia, Polonia) entro la metà di ottobre.

Per la prima volta, Regina debutta su scala internazionale con un unico payoff, “Paper for People”, e un concept emozionale basato sulle certezze di cui ogni individuo ha bisogno nel luogo dove più si sente a suo agio, a casa, certezze che solo i prodotti Regina possono offrire grazie alla loro elevata qualità e innovazione.

“Dopo 30 anni dal lancio abbiamo scelto di rivedere il posizionamento di Regina, il brand che più ci ha permesso di crescere fino a diventare il sesto player al mondo e il secondo in Europa nel settore tissue” ha commentato Luigi Lazzareschi, Amministratore Delegato del Gruppo Sofidel. “Lo abbiamo fatto con un ulteriore passo in avanti, conferendo un’identità di brand paneuropea univoca, essendo ormai il marchio un leader di mercato riconosciuto a livello internazionale”

La prima messa in onda della campagna riguarda la linea di prodotto asciugatutto con i prodotti Regina Blitz (per la pulizia della casa, ideale per superfici lucide, non lascia “pelucchi”), Regina Wish (per la cucina, consente di non sprecare carta, “a misura di mano”) e Asciugoni, (per la cucina, super assorbenti, durano più del doppio dei normali rotoli).

La campagna pubblicitaria segna anche l’avvio della collaborazione tra Sofidel e Grey, l’agenzia risultata vincitrice da una recente consultazione che ha visto coinvolte diverse strutture locali e internazionali. L’attività di rebranding è stata invece curata da The Branding Letters

Soggetti e date di on-air variano nei diversi Paesi: in Italia, Regina Blitz parte l’8 ottobre; in UK, Regina Wish, dal 16 ottobre• Irlanda, Regina Wish inizìerà il 16 ottobre, mentre in Polonia, Regina XXL (Asciugoni) è già on-air dal 18 settembre.

Il rinnovo di Regina prevede anche una leggera rivisitazione del logo storico e, a partire dal 2018, un nuovo design del packaging con una più uniforme e più chiara gerarchia degli elementi e una razionalizzazione delle informazioni che aiuterà il consumatore nella scelta del prodotto, rendendone più immediati i benefici. Il nuovo sistema d’identità donerà anche maggiore visibilità della trama del tissue e metterà in evidenza la garanzia Sofidel in termini di qualità e sostenibilità ambientale. Una garanzia particolarmente importante per un Gruppo che ha scelto di posizionarsi su un segmento premium, e che ha messo da tempo la sostenibilità al centro delle strategie di business, impegnandosi per il contenimento delle emissioni climalteranti (anche grazie all’adesione del programma di WWF Climate Savers), per una gestione responsabile della risorsa idrica e per l’approvvigionamento di cellulosa certificata da terze parti indipendenti con schemi di certificazione forestale.

Su questi fronti, i risultati ottenuti sono particolarmente significativi: a fine 2016 Sofidel ha ridotto le emissioni dirette di CO2 del 19,1% (per kg di carta prodotta rispetto ai valori 2009), vanta un utilizzo medio di acqua nettamente inferiore a quelle che sono considerate le buone pratiche di settore e si approvvigiona esclusivamente di cellulosa certificata.

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Tra ricerche appoggiano IAB contro il Regolamento Europeo sulla ePrivacy

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iab italia

Tre ricerche di IAB Europe  distribuite oggi da Iab Europe dimostrano quanto i dati comportamentali permettano non solo di migliorare il gradimento e l’efficienza delle campagne di digital advertising, ma rappresentino anche una risorsa cruciale per tutto il settore dei media e per l’economia digitale nella sua globalità.

I consumatori europei che accedono al Web quotidianamente (e il 52% di questi lo fa per tre o più ore al giorno) sono più soddisfatti delle loro esperienze gratuite e supportate da annunci rispetto a quelle a pagamento (63% vs 40%). Inoltre, più di 8 utenti su 10 preferiscono visitare siti gratuiti supportati da annunci e i due terzi dei navigatori sarebbero contenti di condividere i propri dati per ricevere pubblicità mirata. (fonte: “GFK Europe online: an experience driven by advertising”)

“I dati ci dimostrano l’importanza del tacito accordo tra utenti e inserzionisti sulla gratuità dei contenuti online, resa possibile dagli investimenti pubblicitari” ha commentato Carlo Noseda, Presidente di IAB Italia. “Questo ci dà un’ulteriore conferma di come una regolamentazione troppo restrittiva, quali quella sull’ePrivacy (la cui entrata in vigore è prevista per il prossimo 25 maggio 2018), rischierebbe di compromettere l’equilibrio di tutto il settore digitale, rendendo più macchinosa la navigazione degli utenti e mettendo a rischio la qualità dei contenuti”.

Le campagne di advertising targettizzate sulla base dei comportamenti degli utenti, supportate da logiche ben gestite di programmatic adv, rappresentano un modello vincente non solo per gli inserzionisti, grazie alla maggior efficacia ed efficienza delle campagne di comunicazione mirate ai consumatori, ma anche per i consumatori, che ricevono contenuti pertinenti, interessanti e tempestivi. Gli annunci focalizzati sul target, infatti, hanno un tasso di click-through superiore di 5 volte in media rispetto alla pubblicità standard, che diventano dieci quando i dati comportamentali vengono utilizzati per raggiungere persone che hanno già visto lo stesso prodotto in precedenza.

Il behavioural targeting, inoltre, sta conquistando spazio nella pubblicità in tutti i media: per la radio, l’out-of-home, la Smart TV e anche la TV lineare. Ad esempio, nei principali mercati europei, i dati comportamentali acquisiti digitalmente già contribuiscono al 20% della spesa pubblicitaria radio. (fonte “The Economic Value of Behavioural Targeting in Digital Advertising”)

Un’analisi economica più ampia, inoltre, fa emergere il forte contributo della pubblicità digitale in termini di investimenti, indotto e occupazione. È un settore che si è evoluto molto velocemente, da industria emergente al principale mezzo pubblicitario in Europa: nel 1999 deteneva una marginalissima quota dello 0,5% sul totale della pubblicità, mentre nel 2016 ha registrato investimenti del valore di 41,9 miliardi.  Considerando anche altre componenti meno dirette, come la creazione di contenuti e il sostegno all’evoluzione degli altri media e degli altri settori del digitale, il contributo del digital advertising è stimato a 118 miliardi di euro in termini di BIL (Benessere Interno Lordo). (Fonte: “The economic contribution of digital advertising in Europe”)

“Alla luce di questi dati, è indubbio che le nuove regolamentazioni mettano a rischio la salute della pubblicità digitale e quella dell’intero settore dei media, con un risvolto nettamente negativo sull’indotto, sull’occupazione e, di conseguenza, sull’intera economia digitale”, ha continuato Carlo Noseda, Presidente di IAB Italia. “Non condividiamo, quindi, la nuova Proposta di Regolamento ePrivacy, tra cui l’opt-in come unica base per l’erogazione di pubblicità: come Associazione, ci impegniamo a promuovere la democraticità del Web, grazie a una logica di mercato basata sulla fruizione gratuita di contenuti e servizi di qualità, consentita proprio dalla pubblicità. Le nuove regole, inoltre, andrebbero a danneggiare le parti “deboli” della catena degli operatori online e ad incrementare ancora di più i vantaggi competitivi dei Big del web. IAB Italia si sta muovendo da diversi mesi – assieme alle altre IAB dei principali mercati europei e a IAB EU – per convincere le Istituzioni europee a rivedere il testo della proposta di Regolamento e ad approvare una serie di emendamenti che garantiscano il nostro mercato e allontanino i rischi di impatto negativo evidenziati in questi documenti. L’Associazione ha già incontrato i principali a Bruxelles coinvolti nell’iter di approvazione della proposta di Regolamento ePrivacy e continuerà a sensibilizzare i più importanti stakeholder che seguono questo dossier”.

Il modello di analisi proposto da IAB Europe dimostra, quindi, che l’attuazione dei regolamenti porterebbe a una ulteriore concentrazione del mercato e influenzerebbe la redditività della pubblicità digitale come modello di finanziamento per gli editori. (fonte:“The Economic Value of Behavioural Targeting in Digital Advertising)

Gli studi completi, corredati da immagini e grafiche, sono disponibili qui.

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AZIENDE

Sale l’Italia del crowdfunding, Ulule totalizza il 74% dei progetti finanziati

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Ulule

In un periodo difficile per giovani imprenditori e innovatori, con scarsi finanziamenti pubblici e ampie criticità del lavoro giovanile, la rete e il crowdfunding giungono in aiuto di tutti quei progetti bisognosi di risorse. In Italia si contano attualmente 82 piattaforme dedicate distribuite su tutto il territorio nazionale, e la pratica del finanziamento attraverso il web ha portato nel 2016 a un aumento del 62% dei fondi raccolti da tutte le campagne presentate rispetto all’anno precedente (dati calcolati da Starsteed e Università Cattolica del Sacro Cuore). In questo panorama si inserisce il caso di Ulule che si conferma anche in Italia la piattaforma con la più alta percentuale di successo al mondo. Arrivata nel nostro Paese a marzo 2017, in soli tre mesi ha raccolto oltre 200.000 euro tra le più di 50 campagne finanziate, ma soprattutto finalizzando il 74% dei progetti presentati, facendo registrare un risultato ben al di sopra della media europea della piattaforma stessa.

Ulule.com, infatti, lavora su base europea e ha una media del 68% di progetti che raggiungono il goal. Ha raccolto nel 2016 ben 25.370.871 euro e ha iniziato il 2017 con risultati davvero incoraggianti: nel primo semestre dell’anno sono stati 341.105 i donatori che hanno contribuito a raccogliere ben 15.081.780 euro per le campagne finanziate con successo. Dalla sua nascita, Ulule.com ha pubblicato 28.607 progetti con una raccolta fondi complessiva di più di 84 milioni di €. “Siamo convinti che il crowdfunding rappresenti un’opportunità eccezionale per tutta l’Italia”, ha dichiarato Fabio Simonelli, General Manager di Ulule Italia. “In un momento storico di sofferenza economica per aziende, fondazioni e amministrazioni, questo tipo di raccolta fondi consente di realizzare progetti altrimenti impensabili, dando forma alle tante idee ed iniziative di cui è così ricco il nostro Paese. In più, il crowdfunding è una grande occasione anche per le amministrazioni locali contribuendo ad aumentare il senso di partecipazione e coinvolgimento dei cittadini-utenti, come avvenuto per la raccolta fondi per i tradizionali “Fochi” a Firenze, che ha superato del 448% la cifra richiesta”.

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I dati Assinform e Confindustria digitale confermano la crescita del mercato digitale italiano

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Crescita mercato digitale

Nel 2016, il mercato digitale italiano (informatica, telecomunicazioni e contenuti) è cresciuto dell’1,8% raggiungendo i 66.100 milioni di euro. Nel primo trimestre dell’anno in corso la crescita ha accelerato, toccando il 2,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e avvalorando le previsioni di crescita per il triennio 2017-2019 (+2,3% a 67.652 milioni di euro nel 2017; + 2,6% a 69.432 milioni di euro nel 2018 e +2,9% a 71.453 milioni di euro del 2019). In uno scenario che conferma una ritrovata vitalità, grazie al ruolo trainante delle componenti più innovative e ad un generale salto di consapevolezza sulle potenzialità del digitale compiuto dal Paese, permangono però criticità cui occorre dare rapida risposta. La prima riguarda il passo della ripresa che, per quanto buono, non basta ancora a colmare il ritardo accumulato e a coinvolgere le tante PMI che animano il nostro tessuto produttivo. La seconda riguarda il gap di specialisti digitali, che rischia di condizionare gli investimenti delle aziende e l’effetto delle politiche di stimolo all’innovazione. Sono queste le principali evidenze del rapporto “Il digitale in Italia 2017”, condotto da Assinform in collaborazione con NetConsulting cube e Nextvalue e presentato alla stampa a Milano e Roma.

“Sino a due anni fa, il nostro paese, per carenza di investimenti in innovazione, correva il rischio di rimanere ai margini dello sviluppo digitale, protagonista dei principali trend dell’economia globale. Oggi possiamo dire che questo scenario si sta sempre più allontanando grazie all’inversione di tendenza degli investimenti in tecnologia che registriamo da due anni a questa parte e che, secondo le nostre stime, continuerà a manifestarsi per almeno i prossimi tre anni” ha affermato il presidente di Assinform Agostino Santoni. “L’impatto dell’innovazione digitale sul business è sempre più rilevante in tutti settori dell’economia italiana. Cloud, Iot, Big data, Mobile Business, Cybersecurity stanno trainando il cambiamento dei modi di produzione, di interazione con clienti e fornitori in filiere sempre più integrate. Stanno cambiando i prodotti e lo scenario competitivo, che vede l’ingresso nei mercati di nuovi operatori e piattaforme digitali che abilitano nuovi servizi”.

Lo studio Assinform non lascia dubbi al riguardo. Il Mercato Digitale Italiano si è rimesso in moto, promettendo tassi di crescita in costante miglioramento almeno sino 2019 sulla spinta dei processi di trasformazione digitale in tutti i principali settori. I tassi di crescita medio annui stimati tra il 2016 e il 2019 sono del 4,4% ogni anno nell’industria (dai 7.044 milioni di euro, +2,4%, del 2016), del 4% nelle banche (dai 6.813 milioni di euro, +3,5%, del 2016), del 4,5% nelle Utility (dai 1.576 milioni di euro, +3,5%, del 2016), del 4,2% nelle Assicurazioni (dai 1.800 milioni di euro, +3,7%, del 2016), del 3,6% nei Trasporti (dai 2.209 milioni di euro, +2,5%, del 2016), del 4,7% nella Distribuzione (dai 3.991 milioni di euro, +3,5%, dei 2016). Tutte dinamiche incoraggianti, che tuttavia trovano meno riscontro nella PA, in cui la spesa in digitale è attesa calare con un tasso di crescita medio annuo di poco meno del 2%, ad eccezione della Sanità, che invece promette un tasso medio annuo di crescita del 3% circa (dai 1.450 milioni di euro, +1,6%, del 2016). Dal punto di vista territoriale aumenta la polarizzazione nel Nord Ovest che contribuisce al 38,3% della spesa digitale complessiva del Paese con una crescita del 2,3% nel 2016.

“Se è una notizia assolutamente positiva per le prospettive di crescita dell’economia italiana che si sia ripreso a investire nel digitale, dobbiamo essere consapevoli che molto resta ancora da fare” ha commentato il presidente di Assinform. “Nel prossimo periodo sarà cruciale consolidare questo trend. Agli sforzi per far sì che la trasformazione digitale coinvolga una platea sempre più ampia di Pmi, oggi ancora troppo ristretta, vanno affiancate iniziative formative a tutti i livelli del sistema d’istruzione e formazione professionale per far fronte alla crescente domanda di competenze digitali e figure professionali specializzate. Questo è un nodo cruciale che va affrontato al più presto e in modo efficace, per evitare che causi ritardi e per creare vere opportunità per i giovani”.

Quello delle competenze digitali, secondo lo Studio Assinform, è un tema di portata strategica. Per il 2016-2018, è stimato un fabbisogno di 85.000 nuovi specialisti, 65.000 dei quali per soggetti di primo impiego, più della metà dei quali laureati e per fabbisogni che possono essere soddisfatti solo in parte. Già ora si manifestano forti criticità per i profili di Data Scientist, Business Analyst, Project Manager, il Security Analyst e altri ancora, necessari per i progetti di Trasformazione Digitale.
Sul fronte della strategia per la Crescita Digitale del Paese si registrano progressi importanti in particolare del sistema PagoPA (15.601 PA aderenti e 11.332 attive) e di quello della Fatturazione Elettronica per la PA, oramai generalizzate e best practice europea. Ma molto resta ancora da fare per accelerare sulla diffusione di SpID (con servizi in crescita, ma a fronte di solo 1,5 milioni di identità digitali rilasciate) e dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione. Altro cantiere promettente è il programma Industria 4.0, che incentiva con iper e super ammortamenti le componenti sistemistiche e digitali della nuova automazione industriale, e che già ha cominciato a incidere considerevolmente su un mercato che a fine 2016 ha raggiunto 1.831 milioni di euro (+18,2%). Secondo un’indagine condotta da Assinform presso i fornitori ICT nel primo trimestre del 2017 la domanda di prodotti e soluzioni digitali 4.0 è cresciuta tra il 10% e il 20% e manterrà una dinamica sostenuta per l’intero anno.

“La digitalizzazione , Industria 4.0, non sono solo iniziative tecnologiche” ha detto il presidente di Confindustria Digitale Elio Catania intervenendo alla conferenza stampa. “Stiamo ridisegnando l’economia italiana, la sua competitività, la sua capacità di crescere. Industria 4.0 è un grande progetto-paese, per il quale va dato atto alla collaborazione fra Governo e sistema delle imprese. E’ una grande sfida che ci accompagnerà per molti anni, su cui l’impegno di tutti deve andare ben oltre il 2018. La leggera ripresa degli investimenti nel digitale testimonia che le imprese hanno iniziato a capire l’importanza dell’innovazione e a muoversi. La strada è giusta, ma siamo solo agli inizi. Per chiudere il gap d’innovazione accumulato rispetto agli altri paesi, dobbiamo puntare a un raddoppio degli investimenti entro i prossimi cinque anni. Per questo abbiamo bisogno, oggi più che mai, oltre che all’impegno delle imprese, di un’amministrazione pubblica in grado di essere motore dell’innovazione, non freno. I piani di digitalizzazione della Pa sono sul tappeto da tempo, ma la loro attuazione è troppo, troppo lenta. Il punto chiave su cui bisogna concentrarsi è sulla trasformazione dei processi, cruciale per una spending review efficace e per dare qualità ai servizi verso i cittadini e le imprese. Ci aspettiamo, perciò, che si dia vita a una mobilitazione politica e di leadership per la Pa 4.0, al pari e con la stessa determinazione con cui Governo e sistema confindustriale stanno spingendo l’attuazione di Industria 4.0”.

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AZIENDE

Poker online: firmato l’accordo su liquidità condivisa tra Italia, Spagna, Francia e Portogallo

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poker online

Ieri è stata posta la firma per l’avvio della liquidità condivisa per il Poker online: a sottoscrivere l’accordo sono state Italia, Spagna, Francia e Portogallo. La firma è avvenuta a Roma, dettaglio importante in quanto proprio l’autorità italiana è stata tra i principali promotori dell’iniziativa.

Ma che cos’è realmente la liquidità condivisa? Precisamente si intende la possibilità di poter unire giocatori di nazioni diverse su un’unica piattaforma di gioco. Al momento un giocatore italiano è autorizzato a giocare a Poker esclusivamente sui siti dei concessionari di gioco italiani; con la liquidità condivisa invece il giocatore italiano potrà sfidare su una piattaforma “.eu” utenti spagnoli, francesi e portoghesi.

Una novità che porterà un impulso positivo all’ecosistema del Poker, in difficoltà dopo l’effetto moda del triennio 2008-2011 e rinvigorito solo ultimamente grazie all’introduzione dei tornei a montepremi variabile.

L’effetto dell’accordo non è però immediato, ci vorranno almeno 6 mesi prima che la liquidità condivisa diventi realtà. Nel frattempo le autorità firmatarie dovranno lavorare alla definizione di standard comuni e alla risoluzione degli aspetti tecnici/amministrativi per far sì che la liquidità condivisa sia una reale opportunità di estensione del mercato per tutti i concessionari di gioco e per garantire una corretta fruizione delle piattaforme.

La questione cruciale per l’applicazione della liquidità condivisa riguarda lo schema tassativo. I singoli Paesi, infatti, hanno una struttura normativa con proprie aliquote fiscali. E di conseguenza un impatto differente sui costi, e quindi sui margini, dei concessionari di gioco.

Con l’accordo sottoscritto, le diverse tassazioni inerenti al Poker rimarranno effettive generando alla base un problema di gestione delle vincite (payout) e delle commissioni (rake) per i giocatori.

Al fine di garantire equità nella redistribuzione dei margini degli operatori di gioco, concessionari e autorità stanno lavorando a un sistema per gestire efficacemente la rake. Una soluzione individuata è quella dell’applicazione di una rake differente a seconda della nazionalità del giocatore. In questo modo l’effetto della differente imposizione fiscale per i concessionari di gioco verrebbe annullato e al giocatore verrebbe garantita la stessa commissione applicata nei confini nazionali. La soluzione potrebbe però essere temporanea, in quanto l’obiettivo reale è un’armonizzazione dello schema tassativo a livello comunitario.

Tecnicismi a parte, l’intesa è un avvenimento importante per il settore del gioco online: è il primo passo verso un mercato comunitario. Nel prossimo futuro l’accordo potrebbe essere esteso ad altri stati membri e/o potrebbe essere allargato ad altre tipologie di gioco P2P (ad esempio il Betting Exchange) o in cui è previsto un jackpot (ad esempio Casinò Games e Bingo), così come avvenuto in passato per il SuperEnalotto.

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AZIENDE

Teamleader inaugura la sede italiana, sesto hub locale della crescita in Europa

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teamleader

Teamleader inaugura la propria sede di Milano in in Bastioni di Porta Nuova 21. Teamleader è nata 5 anni fa in Belgio come start-up innovativa e conta oggi oltre 150 dipendenti, con un parco clienti che supera le 5.000 unità.
Attraverso l’omonima piattaforma, Teamleader favorisce la digitalizzazione d’impresa delle PMI fornendo strumenti software e consulenza specifici: Crm e fatturazione, vendite e agenda, gestione progetti e tracciamento del tempo-lavoro dedicato agli stessi. Ambizione della giovane impresa che, nel 2016, ha avuto un’ulteriore iniezione di capitale di oltre 10 mln di euro dal principale investitore Fortino Capital, è quella di diventare leader indiscusso in Europa nella diffusione di strategie di crescita intelligenti.
La crescita dell’aziende si è sviluppata mediante l’apertura di nuovi mercati: dopo il Belgio, l’Olanda, la Germania, la Francia e la Spagna, tutti affrontati con quello che Teamleader definisce un “ancoraggio locale”. Lo conferma il team di Milano composto solo da italiani. E lo conferma la dichiarazione del Co-Founder e Ceo di Teamleader, Jeroen De Wit: “Non vogliamo solo avere squadre di colleghi locali, ma vogliamo applicare lo stesso approccio al nostro prodotto attraverso integrazioni con software locali. In questo modo sarà ancora più facile per le PMI digitalizzarsi”.

Ma se l’Europa è già da tempo scenario di quel processo di digitalizzazione che rende le imprese competitive, “in Italia la sfida è ancora più grande, perché significa prima di tutto accompagnare la piccola e media impresa verso un’apertura, consapevole ed efficace, ai processi di business del mercato online contemporaneo”, sottolinea Sara Morandini, Country Manager di Teamleader Italia. “Siamo certi di poter aiutare le aziende in questo percorso, perché la nostra esperienza si basa sulla nostra stessa storia aziendale”.  L’apertura della sede italiana è accompagnata da un “programma start-up”  che prevede sei mesi di accesso gratuito al servizio (contro i 14 giorni di test normalmente previsti) e – a tutti – i moduli fino a 10 utenti, rilasciato sulla base della domanda di ammissione de delle risposte alle cinque domande sul profilo aziendale.

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AZIENDE

PayPal, novità per il Programma Protezione Vendite in Italia, da ora valido anche per i servizi

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PayPal programma protezione vendite

PayPal ha annunciato oggi l’estensione del Programma Protezione Vendite in Italia. In precedenza il Programma Protezione Vendite in Italia si applicava solamente ai beni materiali. Da oggi la protezione copre anche servizi (come, a titolo esemplificativo, corsi di formazione, foto digitali, ecc.), biglietti (concerti, spettacoli, eventi sportivi, ecc.), e viaggi (voli, prenotazioni di alberghi, ecc.).

Il programma si propone di aiutare i venditori in caso di pagamenti non autorizzati, ad esempio, provenienti da un conto violato ad insaputa del titolare, oppure nel caso in cui l’acquirente affermi di non aver ricevuto l’articolo acquistato. In entrambi casi il Programma Protezione Vendite PayPal può coprire i venditori per l’intero importo del pagamento, sulle vendite che soddisfano i requisiti per beneficiare della protezione, come specificato nelle Condizioni d’Uso PayPal. “La decisione di ampliare il Programma Protezione Vendite di PayPal è stata presa per dare agli utenti la possibilità di vendere online un numero sempre maggiore di prodotti e servizi in sicurezza”, afferma Federico Zambelli Hosmer, General Manager PayPal Italia. “I cambiamenti introdotti oggi rappresentano un passo importante per conferire una maggiore fiducia agli utenti PayPal nell’utilizzo della nostra piattaforma di pagamento. Sapere di poter essere tutelati nel caso in cui le cose non vadano per il verso giusto, dovrebbe essere l’elemento fondante di una buona esperienza di vendita online. Le novità introdotte oggi nel Programma Protezione Vendite si basano sui suggerimenti dei nostri clienti, e li mettono in condizione di vendere online con una tutela ancora maggiore che in passato. Le novità introdotte oggi da PayPal contribuiranno a far crescere la fiducia nei confronti dell’eCommerce e a far diventare PayPal lo strumento preferito dai venditori italiani per la gestione dei pagamenti quotidiani”, ha concluso Federico Zambelli Hosmer.

Il programma si propone di aiutare i merchant italiani nella vendita di prodotti e servizi ai loro clienti rendendo la loro esperienza ancora più completa, non solo in Italia ma in tutti gli oltre 200 mercati nei quali PayPal è presente. In base ai dati diffusi dall’osservatorio NetComm, il volume di vendite internazionali dei negozi online italiani nel 2016 ha raggiunto i 3,4 milioni di euro. Uno dei servizi più venduti è rappresentato dai viaggi (biglietti, alberghi, guide, ecc.), che vale il 42% della esportazioni online e si conferma il primo comparto dell’eCommerce italiano. PayPal è certa che l’estensione del Programma Protezione Vendite sarà in grado di contribuire ala crescita del business online dei merchant italiani. Complessivamente il Programma Protezione Vendite è stato ampliato in 18 mercati in Europa e Medio Oriente; viene inoltre lanciato per la prima volta in 36 nuovi mercati in tutto il mondo.

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AZIENDE

Widespace, in arrivo con Sky Italia una nuova soluzione per l’adv premium mobile

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Nicolò Palestino di Widespace

Widespace, l’azienda tecnologica svedese specializzata in mobile advertising, ha annunciato una nuova partnership con la media company Sky Italia. L’accordo segna anche il lancio contestuale di Summit Marketplace in Italia: una piattaforma full-stack programmatic, progettata specificamente per le campagne di branding su dispositivi mobile e basata sulla piattaforma proprietaria Summit.

Summit Marketplace è già stato scelto da altri editori italiani già partner di Widespace, così come da molte aziende a livello internazionale: ne è un esempio il recente accordo con La Place Media, la joint venture che aggrega sotto un unico cappello i nomi principali dell’editoria francese e che ha come scopo quello di offrire un’alternativa al duopolio digitale di Google e Facebook. La necessità di una realtà come La Place Media nasce dalla mancanza di un’offerta qualitativa orientata verso i dati da parte dei singoli editori. L’obiettivo dell’Associazione, quindi, è mettere a fattor comune le forze di molti player, proponendo un’ampia offerta che sia al tempo stesso premium, scalabile e programmatic.

Attualmente il mercato digitale pone sfide significative agli editori tradizionali che soffrono il duopolio di Facebook e Google e faticano a trovare modalità nuove per monetizzare meglio la propria audience, che sempre più fruisce i contentuti da smartphone. Ad eccezione dei sistemi supportati dal sistema operarivo Android, inoltre è molto difficile monetizzare l’intero parco utenti a causa dei limiti imposti da iOS che non supporta i cookie di terze parti, impendendo così la profilazione degli utenti. Tutto ciò significa che per gli inserzionisti è sempre più difficile raggiungere in modo efficace i propri potenziali clienti dove effettivamente sono (oltre il 60% dell’inventory digitale proviene da mobile, mentre la spesa pubblicitaria continua ad avere il desktop come principale fonte di ricavi per gli editori).

La tecnologia mobile di Widespace trova risposte a questa e ad altre problematiche. In particolare, la piattaforma Summit, lanciata a novembre 2016 e disponibile in tutto il mondo, è una soluzione programmatic nativa per il mobile progettata per aiutare le aziende che ricercano soluzione creative evolute, traffico premium e analytics specifici per le campagne branding.
Summit garantisce una profilazione molto avanzata e precisa degli utenti: grazie all’incrocio di una grande mole di dati storici, l’algoritmo guida il delivery sugli utenti con la maggiore propensione all’interazione grazie all’alto tasso di affinità. I benefici concreti per le aziende sono immediati: una reach molto ampia e di altissima qualità grazie agli alti tassi di viewability e brand safety garantite, così come KPIs di campagna sempre performanti.

“L’ambiente mobile offre enormi opportunità sia per i brand che per gli editori” afferma Nicolò Palestino, Commercial Director Widespace Italy, “ma solo se si utilizza la tecnologia giusta per assicurarsi di non finire vittime di alcuni dei problemi che affliggono la pubblicità online nel suo complesso. Presentarsi sul mercato garantendo rich media, formati pubblicitari specifici per cellulari attraverso siti sicuri per i brand, con la certezza di ottenere traffico “fraud-free” è un punto di forza per gli editori di qualità come Sky in Italia e La Place Media in Francia. Siamo orgogliosi di essere al loro fianco come partner tecnologico e di proporre agli inserzionisti un’offerta in grado raggiungere il pubblico giusto per accrescere i loro risultati di business. Ovviamente, senza mai rischiare di compromettere la reputazione dei loro brand”.

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BRAND STRATEGY

Monster, on air la campagna europea: protagonista il nuovo mostro che fiuta il talento

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Monster

Monster presenta in Italia la campagna di comunicazione europea, per rilanciare e rafforzare il brand più mostruoso che ci sia sul mercato del lavoro. Il nuovo concept della ricerca di lavoro verrà rappresentato da un mostro di pelliccia viola dalla forza incredibile, capace di guardare al mercato dall’alto delle sue spalle possenti e ai cui occhi non sfuggiranno i migliori talenti. Il mostro di Monster supporterà con ancora più vigore le aziende e i candidati nella ricerca dell’opportunità professionale che meritano.

“In un mondo del lavoro in rapida trasformazione Monster si rinnova e sente il bisogno di cambiare per servire meglio chi desidera cambiare vita e lavoro” ha dichiarato Nicola Rossi, Country Manager di Monster.it. “Il nuovo mostro rappresenta il rinnovato vigore con cui affiancheremo imprese e talenti. La domanda e l’offerta oggi possono incontrarsi ovunque e in qualunque momento: questo accade sempre più spesso sui social e attraverso i device mobili. Permettere alle persone e alle opportunità di lavoro di incontrarsi in questo contesto è qualcosa che solo un gigante con il fiuto per il talento può fare. Come Monster”. Monster.it nel 2016 ha registrato un traffico di 26 milioni e mezzo di visite e un aumento del 34% delle offerte di lavoro pubblicate. Nel solo mese di aprile sono state oltre 10 mila le nuove occasioni di impiego pubblicate sul portale dalle aziende alla ricerca di personale. Negli ultimi 12 mesi Monster.it ha promosso oltre 10 recruiting days per molti brand (del settore retail e non solo), coinvolgendo migliaia di candidati. Ha incontrato oltre 5 mila tra studenti, laureandi e neolaureati in ben 52 tappe del “Monster University Tour” in giro per le università di tutta Italia.

“I numeri del 2016 sulla piattaforma di Monster.it in Italia” ha continuato Rossi, “riflettono un mercato del lavoro caratterizzato da un forte dinamismo della fascia di età tra i 25 e i 35 anni, dalla prevalenza cioè del desiderio dei Millennial di trovare un’occupazione che risponda alle proprie aspettative. Una generazione piena di ambizione cosciente che dovrà cimentarsi con un mercato del lavoro molto competitivo. La campagna di Monster è proprio rivolta ai Millennial che cercano lavoro per rassicurarli perché da oggi c’è un mostro gigante al loro fianco che spazzerà via ogni cosa che possa frapporsi tra loro e il loro sogni di carriera”.

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AGENZIE

Osservatorio Branded Entertainment: Publicis Italia entra come prima tra le agenzie

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branded entertainment

Publicis Italia è il nuovo socio dell’Osservatorio Branded Entertainment, la prima e unica associazione in Italia che studia e promuove la diffusione del branded entertainment come leva strategica per la comunicazione di marca, rappresentando sia le aziende che investono, sia le società che creano, producono e distribuiscono branded entartainment.

L’agenzia guidata da Bruno Bertelli, Global Chief Creative Officer di Publicis Worldwide, è la prima agenzia di comunicazione a entrare nell’associazione. “Sono anni che ideiamo, proponiamo e affianchiamo i nostri clienti nella realizzazioni di progetti di branded entratainment”, dichiara Bertelli, “Entrare a far parte dell’associazioni ci è sembrato un passo più che naturale che ci pemetterà di confrontarci con altre strutture che come noi sono attente al cambiamento e allo sviluppo di questa leva di marketing sempre più richiesta dal mercato”.

Publicis negli ultimi anni ha realizzato progetti di branded entertainment per molti dei propri clienti come Renault, Heineken, Leroy Merlin, Nestlè per citarne solo alcuni.

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