AGENZIE

ENAV sceglie McCann per la privatizzazione

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McCann - ENAV

McCann si aggiudica la gara per la campagna sull’Ipo di ENAV, al termine di una consultazione iniziata lo scorso 25 novembre e che ha coinvolto le principali strutture operanti nel nostro paese.

Entro il 2016 il MEF ha previsto di collocare sul mercato, attraverso un’offerta pubblica rivolta ai risparmiatori, fino a un massimo del 49% di ENAV, il service provider che gestisce il traffico aereo civile in Italia, garantendo agli oltre 1,6 milioni di voli l’anno sicurezza e puntualità 24 ore su 24. Dopo l’ufficializzazione dell’incarico da parte di ENAV restano ora da definire le tempistiche della campagna dedicata allo sbarco in borsa.

Si tratta di un importante riconoscimento per McCann dopo che l’agenzia era stata incaricata di gestire l’autunno scorso l’Ipo di Poste Italiane.

Daniele Cobianchi (nella foto), Vice Presidente di Mccann Worldgroup Italy ha commentato: “Dopo il successo della privatizzazione di Poste ci rende molto felici che un’altra eccellenza italiana come ENAV abbia scelto McCann per gestire la comunicazione di un’operazione delicata come un’OPV”.

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AZIENDE

FILA debutta nella Borsa Italiana, i bambini protagonisti della campagna dedicata

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Dal 1920 accompagniamo le vostre azioni. Da oggi potete avere le nostre”: questo il claim della campagna stampa che annuncia il debutto di F.I.L.A. Fabbrica Italiana Lapis ed Affini sul Mercato Telematico Azionario, segmento STAR, di Borsa Italiana, ufficializzato questa mattina a Piazza Affari con il rituale suono della famosa campanella.
“La quotazione di F.I.L.A. sul segmento STAR, riservato ai titoli delle Aziende italiane d’eccellenza, rappresenta un momento storico, da celebrare e condividere. Un’occasione unica per mettere in prima linea l’Azienda, insieme ai suoi noti Love Brand GIOTTO, GIOTTO Be-Bé, Tratto, Das, Pongo, Didò, Lyra e Maimeri, e invitare i nostri consumatori a diventare anche nostri azionisti” commenta Piero Frova, Direttore Marketing del Gruppo.
La creatività, coerentemente con i prodotti e lo stile aziendali, pone al centro i bambini, ovvero coloro che F.I.L.A. considera da sempre i suoi “primi azionisti”, sia in Italia sia nei numerosi Paesi del mondo dove il Gruppo sta progressivamente rafforzando la propria presenza. Del resto, sono almeno tre le generazioni di italiani che hanno imparato a colorare, disegnare, scrivere, modellare con i colori, le penne e le plastiline prodotti da F.I.L.A. e oggi consentono all’azienda di esprimere una quota a valore del 57,6% sul mercato italiano dei prodotti per colorare e di continuare ad accrescere la propria posizione sui mercati mondiali a più alto potenziale.
La campagna, declinata in quattro soggetti a rotazione e firmata da KI Comunicazione con la direzione creativa di Pietro Bona e la fotografia di Raffaele Passoni è pianificata con la collaborazione di Flag Media SpA sui principali quotidiani nazionali per un totale di 37 annunci nelle prossime due settimane. F.I.L.A. è l’azienda che ha conquistato l’Italia con i prodotti per colorare, disegnare, modellare, scrivere e dipingere ed è oggi un’icona della creatività in molti Paesi del mondo grazie a marchi come GIOTTO, Tratto, DAS, Didò, Pongo, LYRA.

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AZIENDE

Il ruggito della tigre cinese: la Ipo di Alibaba e gli altri colossi alla conquista del mondo

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È Cina contro il resto del mondo, Stati Uniti in particolare. Se l’economia orientale più forte e potente fino ad ora aveva fatto della manodopera la sua maggiore forza, l’ultima Ipo scampanellato a Wall Street ha ribaltato in maniera molto forte questo credo. Come già scritto sul nostro portale, quello di Alibaba si preannunciava già una settimana prima una Initial Public Offer da record. Aspettative poi pienamente confermate e, anzi, ampiamente superate: come riportato da Il Sole 24 Ore, le azioni del colosso di Jack Ma hanno aperto al NYSE a quota 92,7 dollari, in rialzo del 36% dal prezzo dell’Ipo (con il titolo salito ancora in pochi minuti, giunto così a sfiorare i 100 dollari), con una valutazione massimo complessiva all’apertura della borsa di oltre 230 miliardi (decisamente oltre i 162 circa stimati).

Una Ipo, questa, che sembrerebbe essere un guanto di sfida ai colossi della Silicon Valley. Come riporta l’articolo della sezione Economia & Finanza del Corriere Economia del 22 settembre, quattro delle 10 maggiori società del web sono nientemeno che cinesi…

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BRAND STRATEGY

Alla vigilia dell’IPO Moncler lancia la campagna Survive Fashion

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In occasione dell’imminente quotazione in borsa, Moncler lancia la campagna “Moncler in Borsa. Survive Fashion” sui principali quotidiani per ringraziare tutti coloro che lo hanno reso un marchio globale.  Sono proprio loro i protagonisti della creatività. Un ringraziamento corale fortemente voluto dal presidente Remo Ruffini.

 

In questo momento così importante per la storia del marchio, tutti i partecipanti al progetto, devolveranno ad una charity da loro scelta quelli che sarebbero stati i proventi per questo impegno.

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AZIENDE

IPO di Twitter: oggi pomeriggio la quotazione. A 26 dollari per azione l’azienda vale 18 miliardi di dollari

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Twitter sbarca in borsa: dopo l’Ipo record di Facebook avvenuto nel maggio dello scorso anno, anche il social cinguettante decide di quotarsi, e anche in questi casi i numeri sono da capogiro. Secondo le ultime stime intorno a Wall Street, Twitter ha deciso di fissare a 26 i dollari per azione; dunque, quando ci sarà il vero e proprio sbarco in borsa, oggi pomeriggio, sarà valutata intorno ai 18 miliardi di dollari. Prezzo che abbiamo visto aumentare di giorno: solo due settimane il prezzo per azione era stimato tra i 17-20 dollari, mentre nei giorni scorsi si era attestato intorno ai 23-25; a poche ore dalla quotazione si è quindi fermato ai 26 dollari, niente a che vedere comunque con i 38 da Facebook  (anche se va sottolineato come il percorso di avvicinamento all’Ipo sia avvenuto in punta di piedi).
Tuttavia, rimane qualche diffidenza verso la più grossa Ipo tecnologica dai giorni di Facebook. Il social di microblogging tenta infatti di raccogliere ben 2,1 miliardi di dollari, più dell’1,9 di Google nel 2004, ma sia il colosso di Mountain View, sia Facebook erano già in utile al loro ingresso in borsa, al contrario di Twitter, che si ritrova addirittura in rosso di 64,6 milioni di dollari nell’ultimo trimestre. Dunque gli analisti si stanno interrogando sul futuro del social: Goldman Sachs prevede una crescita dei ricavi del 32% entro il 2015, mentre Morningstar punta addirittura su un aumento del 64% (sebbene le informazioni di quest’ultima siano più limitate). Questa ingente capitalizzazione pone dunque Twitter nell’olimpo delle più ingenti avvenute nel settore It: rimane comunque sotto Facebook (che capitalizzò ben 120 miliardi di dollari) e sotto LinkedIn (a 27 miliardi), ma batte altri big della rete come Groupon (quasi sette miliardi) e Yelp (quasi sei miliardi).

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