BRAND STRATEGY

Henrytimi sbarca nel mondo dell’Internet of Things con idOO

- # # #

Il brand dell’arredo di lusso Henrytimi ha scelto idOO, giovane società che realizza soluzioni IoT (Internet of Things), per raccontare e condividere lo studio e la filosofia che si celano dietro le sue creazioni.

HENRYTIMI condivide con idOO la complessità dietro la semplicità, il desiderio di semplificare per migliorare. Nella semplicità di un tag, ovvero un piccolo sensore posizionato all’interno dei prodotti, si cela un mondo, il mondo HENRYTIMI. La chiave per entrare è il proprio smartphone, basterà avvicinarlo agli oggetti per conoscere meglio la storia, la filosofia, la passione di HENRYTIMI per il design e avere informazioni dettagliate sui materiali e i processi di realizzazione.

Il tag idOO, inoltre, creando un’identità unica, non trasferibile e non copiabile a ogni oggetto fornirà anche la garanzia di autenticità dei singoli prodotti, fondamentale per chi sceglie elementi firmati HENRYTIMI non solo per il loro design, ma anche per l’eccellente qualità di creazione rigorosamente Made in Italy.

“Con HENRYTIMI condividiamo la stessa cultura per l’attenzione al cliente, la stessa passione nel cercare l’eccellenza e soprattutto il desiderio di creare un canale diretto di comunicazione con i consumatori che sempre più desiderano effettuare acquisti consapevoli e informati per apprezzare ancora di più il valore di ciò che stanno comprando – afferma Alessandro Bisignano CEO d’idOO – Da quest’affinità di pensiero scaturirà una rinnovata forza sinergica che porterà un valore aggiunto per i clienti e per il consumatore finale.”

articoli correlati

AZIENDE

IoT: il Gruppo Legrand entra nel progetto open-source AllSeen Alliance

- # # #

AllSeen Alliance, il più ampio progetto open-source di “Internet of Everything”, ha annunciato l’adesione del gruppo Legrand. Salgono quindi a 56 le organizzazioni che hanno aderito al progetto dalla sua fondazione nel dicembre 2013, nomi come Cisco, Haier, HTC, LG Electronics, Microsoft, Panasonic, Sharp per collaborare al progetto di un software aperto, basato sul codice open source AllJoyn, finalizzato a connettere dispositivi e servizi, a prescindere da marchio, piattaforma o sistema operativo.

“È meraviglioso vedere un interesse così intenso per il lavoro di AllSeen Alliance, con aziende in tutto il mondo che si riuniscono per promuovere un ecosistema aperto in cui è possibile connettere una vasta gamma di dispositivi, oggetti e sistemi e condividere informazioni in modo semplice e trasparente”, afferma Joe Speed, Direttore IoT della Linux Foundation. “Quasi 60 membri in sette mesi è un progresso sorprendente”.

“La Internet of Everything o Internet delle cose è tutto ciò che riguarda gli oggetti e i dispositivi della vita di tutti i giorni che hanno la capacità di rendersi riconoscibili, comunicare e interagire automaticamente in maniera semplice”, afferma Ernesto Santini, Vicepresidente del Dipartimento Innovation & Systems del gruppo Legrand. “Per Legrand, è fondamentale far parte di questo progetto finalizzato a trasformare le grandi promesse della Internet of Everything in realtà”.

articoli correlati

NUMBER

Il futuro è dell’IoT: al convegno del Politecnico di Milano focus e dati sul futuro della connettività

- # # # # #

IoT chiave di volta per il futuro del mercato: questo quanto emerge dai dati diffusi dal Politecnico di Milano durante il convegno “Aziende, Consumatori, Cittadini: cresce l’Internet of Things”, tenutosi all’Aula De Carli presso il suo Campus Bovisa del Politecnico di Milano.
Nel 2013 in Italia si contano 6 milioni di oggetti interconnessi tramite mobile, in aumento del 20% rispetto al 2012. Il valore del mercato delle soluzioni Internet of Things basate su rete cellulare raggiunge i 900 milioni di euro, con una crescita dell’11%, in controtendenza rispetto alla flessione registrata dal mercato ICT. Tra gli ambiti in maggiore espansione, si segnalano in particolare quello della Smart Car, con oltre 2 milioni di auto connesse e un fatturato in crescita del +35%, e della Smart Home & Building in cui, oltre alla soluzioni tradizionali, si affermano nuove applicazioni orientate direttamente al consumatore. La Smart City rimane uno dei principali campi di sviluppo dell’Internet of Things, ma in Italia l’impiego rimane ancora circoscritto a poche applicazioni dai ritorni certi, in particolare nell’illuminazione pubblica e nella raccolta dei rifiuti.
Nello specifico, il 47% del totale degli oggetti interconnessi via rete cellulare in Italia è costituito da autovetture (Smart Car), il 26% da applicazioni di Smart Metering e Smart Asset Management nelle Utility, il 10% da applicazioni di Smart Asset Management in altri contesti come il monitoraggio di gambling machine e ascensori (+18%), il 9% di Smart Home & Building, il 5% di Smart Logistics e il 2% di Smart City & Smart Environment. Anche analizzando il fatturato complessivo, è lo Smart Car l’ambito che evidenzia il maggiore tasso di crescita (+35% rispetto al 2012) e che costituisce la quota più importante: con il 31% del valore totale del mercato delle soluzioni Internet of Things, supera lo Smart Home & Building (21%). A breve distanza, si collocano le soluzioni di Smart Metering e Smart Asset Management nelle Utility (19%), seguite quelle di Smart Logistics per il trasporto (13%) e dalle altre applicazioni di Smart Asset Management (8%). Il 73% del valore di mercato (circa 660 milioni di euro) deriva da soluzioni basate interamente su rete cellulare, mentre il restante 27% è legato invece a soluzioni “miste”, che vedono l’impiego di altre tecnologie – come ad esempio Power Line Communication o tecnologie radio – per la raccolta dei dati dal campo.
La Smart City rimane uno dei principali campi di applicazione dell’Internet of Things. Ad oggi, però, in Italia, nonostante tante sperimentazioni, le applicazioni avviate sono ancora circoscritte a poche funzionalità dai ritorni certi. L’illuminazione pubblica intelligente rappresenta l’ambito trainante, con oltre 200 città che hanno installato applicazioni per il telemonitoraggio e il telecontrollo dei lampioni negli ultimi tre anni (13% delle applicazioni totali, 30% delle città analizzate), per un totale di oltre 400.000 lampioni connessi a fine 2013. Nel 2013, con 12 milioni di euro, l’illuminazione intelligente rappresenta il 18% del valore complessivo della Smart City in Italia. Seguono le applicazioni di raccolta rifiuti per l’identificazione dei cassonetti e il supporto alla tariffazione puntuale (13% delle applicazioni, 28% delle città analizzate).
Il finanziamento dei progetti per la Smart City farà necessariamente sempre più leva su forme di partenariato tra pubblico e privato: oltre un terzo dei progetti in Italia si basa ancora oggi su fondi provenienti da bandi UE o su finanziamenti erogati a livello nazionale, mentre all’estero si osserva un buon livello di diffusione di progetti che si appoggiano a modelli di partnership pubblico – privato (circa il 20%). È fondamentale allora ricercare le più opportune forme di collaborazione che abilitino nuovi modelli di business e consentano di attrarre i capitali privati anche nel contesto italiano. Il modello proposto dall’Osservatorio Internet of Things passa attraverso la realizzazione di una Smart Urban Infrastructure (SUI), un’infrastruttura di comunicazione costruita su scala locale e condivisa tra più applicazioni e pensata per oggetti con limitati requisiti di connettività e limitate risorse energetiche, che consente di risparmiare costi di investimento e operativi nella realizzazione di soluzioni per la Smart City. Grazie alla collaborazione dell’Amministrazione locale, la Ricerca ha testato la progettazione di una SUI per la città di Pavia e i risultati hanno dimostrato come proprio la collaborazione tra pubblico e privato sia la strada più promettente: nel modello di collaborazione indagato la municipalità concede l’utilizzo dei propri asset in forma agevolata al privato che investe e gestisce la Smart Urban Infrastructure, il privato riconosce al Comune tariffe favorevoli per la connessione dei propri oggetti intelligenti. Per il privato si riducono gli investimenti iniziali del 10-15% e i costi operativi del 25-35%, mentre per il pubblico si riducono i costi di utilizzo della SUI del 50-70%.

articoli correlati