AZIENDE

Intel Capital lancia il Diversity Fund: 125 milioni per investire nel lato rosa dell’impresa

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Intel Capital annuncia la nascita dell‘Intel Capital Diversity Fund, fondo di 125 milioni di dollari nato per investire in aziende guidate da donne e minoranze sottorappresentate.

“Riteniamo che un ambiente di lavoro diversificato e inclusivo sia essenziale per ottenere risultati aziendali”, ha dichiarato Brian Krzanich, CEO di Intel. “Il nostro obiettivo con questo fondo è di supportare in maniera significativa una forza lavoro delle startup tecnologiche che rifletta meglio la società, per offrire vantaggi sia a Intel che all’economia in generale tramite il successo del fondo”.
La notizia odierna segue l’annuncio di gennaio dell’iniziativa Diversity in Technology di Intel, sviluppata per favorire maggiore diversità in Intel e in tutto il settore tecnologico. Intel ha dichiarato che intende raggiungere una piena rappresentanza delle donne e delle minoranze nella propria forza lavoro statunitense entro il 2020.
“Siamo orgogliosi di assumere un ruolo di riferimento per una più ampia partecipazione nell’imprenditorialità e nell’occupazione del settore della tecnologia”, ha commentato Lisa M. Lambert, Managing Director e Vice President di Intel Capital, alla guida dell’Intel Capital Diversity Fund. “Con questo nuovo fondo, Intel Capital si impegna ad investire nei migliori talenti con background diversificati per coltivare innovazioni brillanti in grado di soddisfare le esigenze di un pubblico variegato”.
Solo il 15% delle aziende fondate da venture capital negli Stati Uniti possono vantare una donna nel gruppo dirigenziale, secondo un recente report del Babson College, e le aziende il cui CEO è una donna ricevono solo il 3% del totale dei fondi di venture capital.
Inoltre, meno dell’1% dei fondatori di aziende della Silicon Valley sono afroamericani o latinoamericani; quasi il 100% dei fondatori finanziati sono bianchi o asiatici, secondo sondaggi del settore.2
L’Intel Capital Diversity Fund viene avviato con investimenti in quattro aziende, che avranno accesso ai programmi di sviluppo aziendale, alla rete globale, alle competenze tecnologiche e al capitale del marchio di Intel Capital.

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Nielsen, mercato media. Un primo trimestre verso la parità, segno più a fine anno

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I primo trimestre dell’anno ha registrato segnali di miglioramento del media spending, che ha visto il graduale avvicinamento alla parità rispetto al 2014. Il mercato degli investimenti nel solo mese di marzo cresce del 1,2%, portando il trimestre a -2,1% rispetto allo stesso periodo del 2014. Se si aggiungesse anche la stima della raccolta sulla porzione di web attualmente non monitorata (principalmente search e social), il mercato chiuderebbe il trimestre a +0,5%. Lo ha comunicato questa mattina Nielsen, pubblicando i dati relativi al periodo Gennaio-Marzo 2015
“Nel primo trimestre le aziende hanno avuto un atteggiamento attendista – spiega Alberto Dal Sasso, Advertising Information Service Managing Director di Nielsen – per la necessità di capire come le riforme cominciassero ad avere effetti sull’andamento economico del Paese. Anche se è ancora presto per dirlo, la via intrapresa sembrerebbe essere quella giusta. Lo confermano le stime al rialzo del PIL diffuse da ISTAT e il dato della produzione industriale in crescita del +1,5%, grazie al traino dei settori automotive, farmaceutico ed elettronica”.
Relativamente ai singoli mezzi, la TV grazie a un marzo stabile (+0,5%) chiude il trimestre con un calo del -2%. I quotidiani e i periodici recuperano qualche punto, attestandosi rispettivamente a -6,9% (-4,1% a marzo) e -3,9% (-1,4% a marzo) per il periodo in esame. Gli investimenti sul mezzo radio crescono nel singolo mese (+7,7%), portando il trimestre a +6,2% e confermando il buono stato di salute del mezzo, grazie a un andamento migliore rispetto al totale mercato. Internet, relativamente al perimetro attualmente monitorato in dettaglio, torna in positivo a marzo (+1,4%), con una variazione sul trimestre di -2,4% rispetto allo stesso periodo del 2014. Sulla base delle stime di Nielsen sul totale del web advertising, aggiungendo dunque la porzione di mercato non monitorata, il digitale crescerebbe del +9% per il periodo gennaio – marzo. Nel trimestre recuperano il cinema (+3,4%) e il direct mail (-1,3%). L’outdoor e il transit beneficiano della spinta di Expo, crescendo rispettivamente del +4,4% e +7,5%.
Anche per quanto riguarda i settori merceologici, si comincia a intravedere qualche segnale confortante. Alla crescita di finanza/assicurazioni (+5,7%, circa 4 milioni) e dei farmaceutici (+2,1%, circa 2 milioni), si contrappone comunque il calo dell’automotive (-8%, circa 5 milioni) e delle telecomunicazioni (-15,1%, circa 14 milioni). I maggiori apporti alla ripresa arrivano da bevande (+9%), servizi professionali (+15,8%), gestione casa (+7,3%) ed enti/istituzioni (+14,5%), che complessivamente incrementano l’investimento di 21,8 milioni. Risultano stabili media/editoria e distribuzione.

“Tutti segnali – ha concluso Dal Sasso – che confermerebbero le attese di una chiusura d’anno in terreno positivo”

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AZIENDE

Insight Venture Partners scommette sull’espansione di DaWanda

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DaWanda, il marketplace europeo di prodotti unici e fatti a mano, annuncia che Insight Venture Partners ha acquisito la maggioranza delle sue quote societarie, insieme ai nuovi investitori Global Founders Capital, Enfield e Kersiwood. Il nuovo finanziamento sarà impiegato dall’azienda per proseguire nel suo processo di espansione a livello nazionale ed internazionale.

“L’interesse nei confronti dell’artigianato e della produzione handmade continua a crescere e ha dato vita a un vero e proprio segmento di mercato. Siamo entusiasti di lavorare insieme a Insight per sviluppare il nostro modello di business di espansione internazionale”, afferma Claudia Helming, CEO e founder di DaWanda. “La fiducia che un investitore con una simile esperienza globale continua a infonderci è per noi una enorme fonte di incoraggiamento.”
DaWanda, la cui sede principale è a Berlino, è il mercato europeo in cui è possibile acquistare articoli originali e fatti a mano da artigiani, designer e creativi da tutto il mondo. La piattaforma consente agli utenti di creare veri e propri negozi online in cui vendere i loro prodotti realizzati artigianalmente o comprarli direttamente da chi li ha creati. Con più di 5 milioni di utenti attivi e 15.000 nuovi prodotti aggiunti ogni giorno, DaWanda si pone come alternativa alla produzione e al consumo di massa.
Brad Twohig, di Insight Venture Partners, aggiunge “DaWanda domina il mercato dei prodotti handmade e del fai da te (DIY) in Europa e, nel corso degli anni, abbiamo assistito alla sua crescita continua. Il nuovo investimento di Insight si concentrerà sul suo ulteriore sviluppo, che vogliamo sia rapido e insieme sostenibile, e non possiamo che essere soddisfatti di questa nostra partnership finanziaria e strategica.”

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Nielsen: un buon Novembre corregge la flessione degli investimenti a -2,6% negli 11 mesi

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Il mercato degli investimenti pubblicitari chiude i primi unidici mesi dell’anno a ‐2,6% rispetto allo stesso periodo del 2013, con una contrazione pari a circa 153 milioni in meno. I primi 10 mesi dell’anno, tuttavia, si erano chiusi a ‐3,4%: “La raccolta pubblicitaria a novembre prende una boccata d’ossigeno abbastanza inaspettata: la TV si stabilizza intorno a quota zero, Internet cresce e gli altri mezzi registrano performance migliori rispetto all’autunno e a tutto il 2014 in generale” commenta infatti Alberto Dal Sasso, Advertising Information Services Business Director di Nielsen. “Il singolo mese si è chiuso a +3,7%, affermandosi tra quelli positivi insieme a giugno che, però, era condizionato dai Mondiali di calcio”.

Relativamente ai singoli mezzi, grazie all’inversione di tendenza, la TV chiude a ‐0,1% nel periodo cumulato gennaio – novembre, seppur con i tipici andamenti differenti al suo interno legati agli eventi sportivi dell’estate. I quotidiani confermano il calo del ‐10,1% nei primi 11 mesi, mentre i periodici migliorano lievemente il trend a ‐7,3%. La radio beneficia ancora degli andamenti positivi degli ultimi mesi, chiudendo il periodo cumulato a ‐2,4%, in leggero miglioramento rispetto al totale mercato. Internet, relativamente al perimetro attualmente monitorato, mostra una crescita, attestandosi a +0,7% negli undici mesi. Il cinema e il direct mail confermano l’andamento negativo, seppur in misura differente, perdendo rispettivamente il ‐24,7% e il ‐5,1%. L’outdoor, insieme al web, è l’unico mezzo in controtendenza, grazie a una crescita del +3,1%.

“Non sembra che dicembre possa riconfermare la buona performance – aggiunge però Dal Sasso – tant’è che ci aspettiamo un consolidato nuovamente negativo per l’ultimo mese dell’anno, in linea con il trend del medio periodo”.

Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano 8 in crescita, con un apporto di circa 140 milioni di euro. Per i primi comparti del mercato si registrano andamenti differenti nel periodo cumulato: alla crescita degli alimentari (+2,7%, pari a 18 milioni) e della distribuzione (+5,5%, circa 16 milioni), si contrappongono un calo dell’automotive (-4,3%, circa 24 milioni) e la frenata delle telecomunicazioni, che con circa 136 milioni in meno di investimenti rispetto agli stessi 11 mesi del 2013 registrano una performance negativa del ‐29,9. I maggiori apporti alla crescita arrivano da finanza / assicurazioni (+21,8%), farmaceutici e sanitari (+10,9%) ed elettrodomestici (+7,9%), che complessivamente incrementano l’investimento di 93 milioni. “Siamo in una fase assai delicata per l’Europa e per l’Italia ‐ conclude Dal Sasso – soprattutto per il diffondersi di aspettative deflazionistiche tra i Paesi dell’UE, anche a causa della domanda ancora debole. Inoltre, il dibattito sul Quantitative Easing come possibile stimolo di crescita è ancora aperto. In questa fase di attesa, l’Expo può fare da traino alla ripresa italiana di diversi settori, tra cui indubbiamente il mondo della comunicazione”.

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ZenithOptimedia e Magna Global: investimenti pubblicitari mondiali a +5% nel 2015

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Rese note a distanza di poche ore l’una dall’altre, le previsioni sulla spesa mondiale in pubblicità di ZenithOptimedia e di Magna Global (IPG Media Group) sono sostanzialmente concordi nel disegnare uno scenario di crescita complessiva nel 2015: rispettivamente +4,9% e +4,8, per un fatturato totale 545 miliardi di dollari per l’agenzia media del gruppo Publicis e 536 miliardi per il centro studi targato IPG.

ZenithOptimedia azzarda anche stima per il 2016, anno in cui si terranno le Olimpiadi Estive, le elezioni presidenziali negli Stati Uniti e gli Europei di calcio, indicando una crescita del 5,6% – destinata a retrocedere leggermente al 5,2% nel 2017 in assenza di questi eventi.
Il dato generale prima citato è naturalmente soggetto a notevoli fluttuazioni a livello areale e locale, ma entrambe le ricerca sono sostanzialmente d’accordo nell’indentificare alcuni macro indicatori, quali la spinta derivante dalla transizione in atto verso il mobile e il programmatic, insieme alla pubblicità sulle piattaforme social anche mobili. Addirittura ZenithOptimedia prevede che il mobile advertising peserà per il 51% su tutti i nuovi investimenti pubblicitari fra il 2014 e il 2017, crescendo mediamente del 38% l’anno in conseguenza della rapida diffusione dei dispositivi, delle innovazioni nella tecnologia pubblicitaria e dei miglioramenti nella user experience.
Guardando alle aree geografiche. Magna Global vede un rallentamento della crescita degli investimenti negli Usa, nonostante la ripresa economica in atto, che scenderanno dal +4% di quest’anno al 2,7% del prossimo, in quanto “il solido miglioramento delle condizioni macroeconomiche degli Stati Uniti, avvenuto a partire dal secondo trimestre del 2014 non è stato in grado di tradursi in una accelerazione della domanda dei settori della pubblicità e del marketing”.
Tra i paesi con le migliori performance il Report elenca invece Australia, India, Giappone, Spagna e Regno Unito, che saranno in grado di crescere più velocemente rispetto alla media. Sotto media invece si posizioneranno Cina, Russia, Germania, Brasile e Canada.
Per entrambe le ricerca l’Eurozona si posizionerà nel 2014 in area positiva. ZenithOptimedia descrive una crescita lenta e ancora difficoltosa, trainata dalla forte ripresa già evidenziatasi quest’anno in Grecia, Portogallo, Spagna e Irlanda. Più ottimista Magna Global, che stima un’Europa Occidentale a +2,8%, in linea con il +3% del 2014, mentre sottolinea che in America Latina, invece, la spesa pubblicitaria crescerà a doppia cifra, attestandosi intorno al + 13 %, (in particolare in Argentina e Venezuela).
Ben nota infine la situazione italiana, ma ZenithOptimedia calcola per il nostro paese un incremento medio dell’1,5% all’anno di qui al 2017, comunque al di sotto della media Eurozona del 2%. Magna Global, infine, ci colloca agli ultimi posti della classifica, insieme ai cugini d’Oltralpe: Italia -1,8% quest’anno, + 1,1% l’anno prossimo; e Francia (-1,1% in entrambi gli anni).

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BRAND STRATEGY

IAB Seminar: il mercato del video advertising più che triplicato in 4 anni

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In Italia gli investimenti in video advertising sono cresciuti tra il 20% e 25% nel 2014 e hanno registrato un incremento medio annuo del 50% dal 2011 a oggi. Così questa mattina Riccardo Mangiaracina, Co-responsabile della Ricerca Osservatorio New Media e New Internet del Politecnico di Milano, parlando in apertura allo Iab Seminar di oggi, dedicato alla Video Advertising Strategy.

“La pubblicità sui Video è cresciuta del 32% nel 2013, raggiungendo una quota pari al 13% del totale Internet Advertising”, ha poi precisato. “Prevediamo che questo trend continui nel 2014, generando un’ulteriore crescita tra il 20 e il 25%, più che triplicando il valore del mercato dei Video Advertising rispetto al 2011. Alla base di questa crescita ci sono diverse ragioni, tra cui l’incremento dell’offerta e della fruizione di contenuti Video su internet (in particolare su Smartphone e Tablet); la vendita anche su piattaforme di Real Time Advertising; lo sviluppo di soluzioni in grado di misurare l’audience incrementale rispetto alle campagne televisive; la diffusione di formati Video sempre più interattivi. Crediamo che questi fattori potranno condizionare lo sviluppo del Video Advertising anche nei prossimi anni”.
Sulla base di questo scenario, l’incontro è diventato l’occasione per tracciare un percorso volto a mettere in luce le possibilità, gli strumenti e le strategie per operare efficacemente in questo segmento di mercato.
Secondo Lorenzo Montagna, Country Commercial Director di Yahoo Italia, non ha più molta ragion d’essere parlare di second screen, quando il video secondario in molti casi diventa il maxitv campeggiante in salotto, mentre “l’attenzione dei singoli si concentra su smartphone e tablet. Non a caso il 42% di chi guarda i nostri video lo fa da un device mobile”.
Marco Imperato, Head of Digital Media di Mosaicoon, rileva che ” sono tre i trend in primo piano: il mobile, il programmatic e il video, accomunati dalle centralità del content, che deve essere coinvolgente e capace di trattenere e coinvolgere l’utente”. (Qui per approfondire)
Anche per Giuseppe Bronzino, MD at Teads, “le strategie di comunicazione digitale saranno sempre più basate su un mix di formati e di device, e richiederanno metriche differenti, superando la tradizionale impression”. (Qui per approfondire)
Sul podio si sono quindi alternati Olivier Van Duüren, Global Solutions Strategy, GM, Microsoft Advertising & On-line, Marco Caradonna, Ceo e Founder di Simple Agency, Justine Saverine, Firefly Video General Manager di Exponential, Valerio Perego, Head of Agency Partnership di Facebook, e il regista visionario Tarsem Singh, autore di memorabili pellicole e pubblicità giunto dagli Usa per l’occasione, che con il producer Karim Bartoletti, ha portato la sua esperienza in campo cinematografico e pubblicitario, trasponendola nel mondo della comunicazione digitale. Il dialogo tra i due esperti, intervistati dal Consigliere di IAB Italia Aldo Agostinelli, si è focalizzato sul tema dello storytelling, strumento che si rivela fondamentale in uno scenario web che vede i contenuti protagonisti assoluti dell’engagement, elemento chiave per il coinvolgimento di utenti maturi e sempre più avvezzi alla fruizione del video via internet.

“Abbiamo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati con questo incontro, ovvero quello di stimolare il confronto, grazie a testimonianze importanti e concrete, su un mercato strategico che presenta opportunità per la nostra industry e per le aziende investitrici.” – ha concluso Agostinelli – “In un Paese in cui la tv – tradizionale o via internet – è ancora il media principale, la Video Adv rappresenta infatti una forma di comunicazione importante per intercettare il consumatore e sta acquisendo un ruolo crescente nelle strategie delle aziende. L’Italiaoggi è in linea con il resto d’Europa e, grazie alla creatività che nel nostro Paese non manca e ad adeguati investimenti in ambito tecnologico, siamo convinti che raggiungeremo risultati significativi negli anni a venire nei prossimi anni”.

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Mercato adv: Luglio a -0,5%. L’effetto Mondiali è già finito

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Il mercato degli investimenti pubblicitari a luglio 2014 chiude a -0,5% rispetto allo stesso mese del 2013, facendo registrare una riduzione tendenziale del -2,2% per il periodo gennaio – luglio, pari a circa 80,9 milioni in meno sui primi sette mesi dello scorso anno. Il mese di giugno si era chiuso a +5,5%.

“La buona performance del mercato, in controtendenza rispetto a quanto successo fino a maggio, è motivata anche per questo mese dalla spinta dei Mondiali di Calcio – spiega Alberto Dal Sasso, Advertising Information Services Business Director di Nielsen – ma i primi segnali ricevuti dal mercato relativi al mese di agosto e l’autunno sono tutt’altro che incoraggianti, così come le indicazioni sul secondo semestre per quello che riguarda generalmente tutti i mezzi. Le previsioni negative dell’OCSE sul PIL italiano, inoltre, non ci consentono di essere ottimisti per i prossimi mesi”.

Relativamente ai singoli mezzi, la TV cresce del +1,8% nel periodo cumulato gennaio – luglio e chiude il singolo mese a +6,6%. Il mezzo Stampa, dopo i segnali di miglioramento di giugno (aveva chiuso a -1,3%), registra un peggioramento, calando del -10,2% nei primi sette mesi e del -6,5% nel singolo mese. Nel dettaglio: i Quotidiani perdono il -9,7% nel periodo cumulato e -4,5% nel solo luglio, mentre i Periodici rispettivamente il -11% e il -10,8%.

La Radio conferma l’andamento negativo: per il periodo cumulato si registra un decremento del -4,3%, a fronte del -12,6% di luglio. Internet, relativamente al perimetro attualmente monitorato, conferma l’inversione di tendenza avviata a giugno, quando il mese di chiuse con +10%: luglio chiude, infatti, a +4,4%, portando il dato relativo ai sette mesi a +0,6%.

Ancora in negativo il Cinema, il Direct Mail e l’Outdoor in generale, così come la media del mercato.

Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano 10 in crescita, con un apporto di circa 114 milioni di euro per i primi sette mesi dell’anno. Per i primi comparti del mercato si registrano andamenti differenti relativamente al periodo gennaio – luglio: alla crescita degli Alimentari (+3,7%, pari a 16 milioni), si contrappongono un calo dell’Automotive (-5,4%, circa 20 milioni) e una vistosa frenata delle Telecomunicazioni, che con 81 milioni in meno di investimenti rispetto agli stessi sette mesi del 2013 registrano una performance negativa del -26,8%. I maggiori apporti alla crescita arrivano dall’Industria (+25,1%), Elettrodomestici (+34,3%) e dai Giochi / Articoli scolastici (+41,6%) che complessivamente incrementano l’investimento di 31 milioni.

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Carat prevede spending globale in crescita del 5% nel 2014 e 2015. Italia sempre giù

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Diffuse oggi le previsioni di Carat sugli investimenti pubblicitari mondiali per il biennio in corso, che rivelano l’ottimismo di fondo del mercato, con numerose revisioni al rialzo rispetto all’ultima stima.

Basate sui dati ricevuti da 59 Paesi, nelle Ameruche, nell’Asuia Pacifico e nell’area EMEA, le cifre elaborate da carat vedono un aumento della crescita complessiva a fine anno del 5%, rispetto al 4,8% delle precedenti rilevazioni,e una conferma dell’uletriore incremento del 5% per l’anno prossimo
Guardando alle singole zone geografiche, si rafforza il trend di crescita del Nord America, che nel 2014 dovrebbe superare finalmente i livelli del 2007, anno record pre-recessione. Anche l’Europa Occidendale è anticipata in area positiva, con un +2,7% dopo due anni consecutivi di calo, sulla spinta anche della Gran Bretagna, i cui investimenti pubblicitari aumenteranno del 7,5% a fine anno. Per l’Italia, invece, anche le stime di Carat mostrano un 2014 negativo, al quale farà seguito un modestissimo +0,9% (rivisto al ribasso) nel 2015.
Asia Pacifico e Sud America, nonostante la leggera flessione rispetto alle stime dello scorso marzo, mostrano una robusta dinamica positiva, che le porterà a superare l’andamento del mercato, con – rispettivamente – un +5,4% e un +12.1% quest’anno.
Circa i vari media, infine, il Digitale scavalca le previsioni precedenti, arrivando al +16,1% anno su anno, e raggiungendo, come percentuale dell’investimento totale, il 20,5% bel 2014 e il 22,6% nel 2015. Gli altri mezzi, con l’esclusione della Stampa in costante calo, dovrebbero aumentare del 3%-5% nel 2014 e 2015.

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Mercato adv: primo semestre a -2,4%. Addio al pareggio per fine anno

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l mercato degli investimenti pubblicitari nel primo semestre 2014 chiude a ‐2,4%, pari a circa 80 milioni in meno rispetto alla prima metà dello scorso anno. I primi cinque mesi del 2014 si erano chiusi a ‐3,9%.

“La performance del mercato nel periodo gennaio–giugno non si discosta da quanto ci aspettavamo, alla luce dei risultati del mese. Si registrano, però, allo stesso tempo, anche note positive e prevedibili in quanto tipiche della stagionalità legata agli eventi mediatici sportivi, in particolare i mondiali di Calcio”, spiega Alberto Dal Sasso, Advertising Information Services Business Director di Nielsen.

Giugno chiude con un saldo positivo del 5,5%, pari a una raccolta di +29,4 milioni di euro rispetto allo stesso mese del 2013. Relativamente ai singoli mezzi, a giugno la TV cresce in valore assoluto di + 36,2 milioni, grazie soprattutto al traino dei Mondiali sulle reti che lo hanno trasmesso. Incrementi anche sui Quotidiani, +1,6 milioni, e sul web, +4,4 milioni per il perimetro attualmente monitorato da FCP-Nielsen. In negativo i Periodici (‐3,1 milioni), la Radio (‐4,9 milioni) e il totale degli altri mezzi (‐4,8 milioni).

“Sono numeri differenti rispetto al 2010, anno dei Mondiali in Sudafrica, quando il mese di giugno cresceva di 76 milioni di euro rispetto al 2009. Si consideri che proprio il 2010, con un incremento del +7,9%, fu l’ultimo anno a concludersi in positivo. Ci troviamo quindi di fronte a una conferma della crescita in occasione di eventi mediatici importanti, ma anche al perdurare della situazione di stallo in cui versa la nostra economia: la recessione legata al dato negativo del PIL per il secondo trimestre consecutivo, la stima di Moody’s su una chiusura dell’anno a – 0,1% di crescita per l’economia nazionale, oltre ai recenti segnali deflattivi, si ripercuoteranno anche sull’andamento del mercato pubblicitario”, aggiunge Dal Sasso.

I numeri del semestre
I primi sei mesi complessivamente registrano la performance positiva della TV, a +1,3%, e il sostanziale pareggio di Internet. Negativa la Stampa con i Quotidiani e i Periodici in doppia cifra, rispettivamente –‐10,4% e –‐11%. La Radio perde –‐2,9%, confermando il recente trend al ribasso dopo un’ottima partenza nei primi mesi dell’anno. A eccezione dell’Outdoor (+4,3%), i restanti mezzi rimangono in terreno negativo. Per quanto riguarda i settori merceologici, gli Alimentari sono in consolidata ripresa, crescendo del +3% dopo un 2013 chiuso in doppia cifra negativa. Buoni segnali anche da Distribuzione (+5,6%) e Finanza (+17,1%). Al contrario, le Telecomunicazioni sono scese fino a ridurre di circa 1/3 gli investimenti rispetto alla già negativa performance del 2013 (–‐10,3%). In calo anche l’Automobile (–‐ 4,9%). I primi 20 investitori del mercato, che coprono il 22% del budget in Italia, chiudono complessivamente a –‐4,8%, influenzati indubbiamente dalla caduta delle Telecomunicazioni, al netto delle quali i top spender crescerebbero del +1,5%.

“Al giro di boa dell’anno”, conclude Dal Sasso, “i dati raffreddano le speranze su una ripresa del mercato per il 2014. A meno di accadimenti inaspettati e imprevedibili in positivo, sarà difficile terminare l’anno in pareggio. Sarebbe necessario chiudere il secondo semestre a +2,9%, ma i segnali che già abbiamo sul dopo–‐mondiali non sono incoraggianti. Con l’inizio dell’autunno potremo dire se la bilancia penderà più verso il ‐2% o il ‐3%, che significherebbe una forbice tra il ‐1,4% e ‐3,5% nel secondo semestre”.

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Nielsen: mercato media a -5,8%. A Febbraio brusco stop al trend di recupero.

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Il mercato degli investimenti pubblicitari chiude Febbraio 2014 a –5,8% rispetto allo stesso mese del 2013, facendo registrare una riduzione tendenziale del -4,3% per il primo bimestre, pari a circa 42,7 milioni di euro in meno sul periodo gennaio – febbraio dello scorso anno.   “L’inaspettata debolezza del mercato di febbraio interrompe il trend di avvicinamento a “quota zero” che si era registrato per sei mesi consecutivi a partire dallo scorso agosto, quando da un gap di -10,9% si era arrivati al -2,8% di gennaio 2014” – spiega Alberto Dal Sasso, Advertising Information Services Business Director di Nielsen. “Non è un buon segnale, se pensiamo che si confronta con quel febbraio 2013 che aveva fatto registrare la seconda peggior performance dello scorso anno”.

Tra i mezzi, la TV chiude il singolo mese a -1%, mantenendo la crescita per il periodo cumulato gennaio – febbraio, seppur molto vicina al pareggio (+0,2%). “Il saldo negativo di circa 3,1 milioni per il piccolo schermo è motivato dalle perdite subìte da alcuni settori chiave, come Telecomunicazioni, Beverage e Cura persona, non controbilanciato, se non in piccola parte, dalle crescite degli investimenti delle aziende Automotive e Pharma. Vista la forte negatività di marzo 2013, quando si sfiorò il -24%, ci aspettiamo un primo trimestre positivo per la TV”, precisa Dal Sasso.

Il mezzo Stampa conferma la perdurante difficoltà nel raccogliere investimenti pubblicitari, chiudendo i primi due mesi a -14,7% per quel che riguarda i quotidiani e a -16,3% per i periodici. Anche il dato del singolo mese, -17,4% per entrambe le categorie, è peggiore rispetto a quanto registrato a gennaio.   Buoni segnali invece dalla Radio che va in controtendenza rispetto al mercato, grazie a un incremento del +9% per febbraio e del +7,5% per il bimestre. Si confermano le buone performance di gennaio e una crescita diffusa e generalizzata che non ha però riguardato i 10 top spender che sono decrementati del 7%.

Internet, relativamente al perimetro attualmente monitorato, chiude il periodo cumulato gennaio – febbraio a -6,3% rispetto allo stesso periodo del 2013, seppur con una crescita importante per gli Alimentari (+77%) e una buona tenuta dell’Automotive (+8,7%). Il singolo mese di febbraio chiude a -8,1%. “L’offerta pubblicitaria sul web – aggiunge Dal Sasso – sta attraversando una fase di grande cambiamento, con un riposizionamento delle piattaforme e del ruolo dei diversi players. Credo che lo stallo registrato nella parte di mercato analizzata sia dovuto proprio al cambio di pelle che sta avvenendo a causa della tecnologia che traina e provoca il cambiamento di alcune logiche consolidate”.

Ancora in negativo il Cinema, il Direct Mail e l’Outdoor.

 

In generale, per quanto riguarda i settori merceologici, nel periodo gennaio – febbraio si registra complessivamente una situazione negativa. A eccezione di un brand in netta controtendenza, emerge una vistosa frenata in termini di spesa da parte degli spender della Telefonia. Si tratta di una perdita superiore ai 22 milioni di euro, su un totale mercato per il singolo mese di febbraio che ne ha persi circa 25. Crescono l’Automotive e il Pharma, rispettivamente di 6 e 4 milioni di euro, mentre gli Alimentari registrano un sostanziale pareggio. In generale si ferma il settore del Largo Consumo frenato dai decrementi di Beverage, Cura persona e Gestione casa. “Sappiamo che il mercato è fortemente concentrato verso i top spender e che spostamenti di budget e campagne possono influire in maniera importante in questa prima parte dell’anno”, conclude Dal Sasso. “Complessivamente, nel bimestre i primi dieci investitori hanno ridotto del -3,5%, lasciando sul terreno circa 5,2 milioni di euro, seppur con andamenti differenti all’interno, dal momento che le performance in attivo e in negativo sono nettamente divise al 50%”.

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Nielsen: mercato adv a -7,7% in ottobre. Rallenta la flessione: -13,7% da inizio anno

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Diffuse oggi le rilevazioni Nielsen sugli investimenti media, che vedono il mese di ottobre 2013 pereder un 7,7% rispetto allo stesso mese dell’anno. Rallenta inoltre il tren negativo in atto: il totale mercato fa registrare infatti una riduzione del -13,7% tendenziale per i primi dieci mesi, pari a circa 828,7 milioni di euro in meno rispetto allo scorso anno, mentre i primi nove mesi del 2013 si erano chiusi a -14,6%. “Continua con una certa regolarità la riduzione del decremento”, conferma Alberto Dal Sasso, Advertising Information Services Business Director di Nielsen, che però sottolinea come “benché rispetto ai periodi cumulati gennaio-agosto (-15,7%) e gennaio–settembre (-14,6) si sia registrato un ulteriore calo della perdita, non si possa ancora parlare di ripresa perché l’attuale situazione è frutto di un rimbalzo tecnico dovuto al -21% con cui si era chiuso l’ultimo trimestre 2012”.
Tra i mezzi, la TV chiude ottobre a -2,3%, portando il dato tendenziale a -11,8%, con andamenti altalenanti al suo interno (i primi tre trimestri si erano chiusi a -13,1%)., mentre la  Stampa conferma la perdurante difficoltà nel raccogliere investimenti pubblicitari, chiudendo ottobre a -13,9% per quel che riguarda i quotidiani e a -25,7% per i periodici. Entrambi non si allontanano da “quota -20” nei primi dieci mesi, rispettivamente a -20,7% e -24,4%. Anche il “mondo” Internet, dopo un settembre in terreno neutro,  torna in negativo (relativamente al perimetro monitorato), sia sul mese (-1%) che sul periodo cumulato (-2,4%). La Radio chiude i primi dieci mesi dell’anno a -11,8% e il mese a -9%.  Andamenti negativi nel periodo cumulato anche per il Direct Mail (-15,1%) e l’Outdoor (-3,5%). Persiste la crisi nel Cinema con una riduzione del -23,4%.

In generale, per quanto riguarda i settori merceologici, sui primi dieci mesi del 2013 si registra complessivamente una situazione negativa, a eccezione dell’Informatica che, seppur in frenata, si ferma a un significativo +23,3%. I dati sul singolo mese evidenziano invece un incremento di Enti / Istituzioni (+26,9%), Industria (+21,2%), Tempo Libero (+15,3%), Abitazione (+6,7%), Finanza (+3,9%), Alimentari (+1,3%).
“Nonostante non si possa ancora parlare di ripresa, alla luce del dato negativo del mese di ottobre, si conferma per il momento un trend di riduzione del gap per il settimo mese consecutivo, iniziato con il -18,9% del primo trimestre” – ha concluso Dal Sasso. “Il mercato degli investimenti pubblicitari si avvicina quindi a quanto già previsto da più operatori per la chiusura dell’anno grazie al lento recupero nell’ultimo periodo, senza dimenticare i segnali positivi sui singoli mesi che giungono dai settori merceologici”.

 

In allegato i “numeri” della rilevazione di ottobre 2013

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Nielsen, frena il calo degli investimenti. Agosto a -11%, i primi otto mesi a -15,8%

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Il mercato degli investimenti pubblicitari ha chiuso l’ Agosto 2013 con un calo dell’11% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Una dato che porta la riduzione dei primi otto mesi a un valore di ‐15,8%, pari a circa 746 milioni di euro in meno sul pari periodo dello scorso anno. I primi sette mesi del 2013 si erano chiusi a –‐16%. “Continua il trend di riduzione del gap del dato cumulato dei primi otto mesi rispetto allo scorso anno. Agosto non ha evidenziato particolari crescite, se si escludono alcune eccezioni. Del resto, questo mese influisce poco sull’andamento annuale, essendo il periodo con il picco negativo stagionale e incidendo per circa il 3% sul totale dei 12 mesi”, commenta Alberto Dal Sasso, Advertising Information Services Business Director di Nielsen. Per qwuanto concerne i seingoli mezzi, tutti evidenziano un andamento negativo. La Stampa continua a oscillare intorno a “quota – 20” nel periodo gennaio ‐ agosto, con una riduzione del –‐22,4% per i quotidiani e del –‐24% per i periodici. In calo anche gli investimenti per il singolo mese, rispettivamente di ‐14% e ‐23,2%. Inverte, almeno temporaneamente, la tendeza la televisione: dopo un luglio positivo e in attesa di una possibile crescita consolidata per settembre, la TV ad agosto torna a decrescere, registrando un calo medio del ‐4,1% per il singolo mese e –‐14,6% per il cumulato. Anche Internet risente della congiuntura negativa, fermandosi a ‐3% sui primi otto mesi dell’anno e a ‐4,2% per il singolo mese, relativamente al perimetro attualmente monitorato. Nessuna apprezzabile differenza rispetto a luglio per la radio, che chiude il periodo cumulato a ‐12,6%. Andamenti negativi per il Direct Mail (‐16,7%) e per l’Out of Home (‐12,1%). Persiste la crisi nel Cinema con una riduzione del ‐27,7% per il cumulato degli otto mesi dell’anno.

Per quanto riguarda i settori merceologici, i dati di agosto mostrano situazioni differenti per le prime tre categorie di investimento. Le Telecomunicazioni, infatti, proseguono il trend di ripresa con un +25,1% sul mese che porta il cumulato a –‐6%. L’Alimentare è sempre in calo con –‐9,7% tendenziale e un cumulato a –‐20,6%. Nel settore dell’Automotive, invece, si registra una riduzione di circa un terzo dell’investimento (–‐29,8%) rispetto allo stesso mese del 2012 e un cumulato di –‐25,6%. Alcuni settori, oltre le già citate Telecomunicazioni, sono in crescita sul singolo mese: Tempo Libero (+12,1%), Motoveicoli (+12%), Elettrodomestici (+7,6%) e Abitazione (+4,3%). “Alla luce delle recenti e incoraggianti dichiarazioni di alcune concessionarie”, conclude Dal Sasso, “sarà importante aspettare il cosiddetto autunno pubblicitario per capire come si assesteranno i prossimi mesi e se si potrà parlare di inizio di una ripresa, in vista della fine anno e delle prime proiezioni per un 2014 che al momento appare ancora incerto”.

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Red Circle Investments scommette su Fubles, Stefano Rosso entra nel CDA

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 Red Circle Investments, la società finanziaria della famiglia Rosso entra oggi con una quota del 15% nel capitale di Fubles, la startup milanese che nel giro di pochi anni è diventata il riferimento per chi vuole organizzare e giocare le proprie partite di calcetto.

ll dinamismo del social network per gli amanti del calcetto collima con i valori del fondo di investimento della famiglia Rosso, che detiene il marchio Diesel. I numeri testimoniano la crescita della start-up che oggi annovera oltre 300.000 giocatori e più di 70.000 partite giocate soprattutto in Italia. L’obiettivo è quello non solo di aumentare il numero di utenti sul territorio italiano, ma anche quello di esportare la passione per il calcetto all’estero e l’ingresso di Red Circle Investments segna un momento importante per il progetto. All’aumento di capitale ha già preso parte anche H-Farm, il noto incubatore trevigiano di imprese digitali al quale potrebbero aggiungersi nei prossimi giorni anche altri investitori privati.

Nel nuovo CDA di Fubles entra Stefano Rosso, che già da diverso tempo è un utente attivo della community di Fubles: “Ho scoperto Fubles grazie ai miei colleghi che organizzavano le partite di calcetto della nostra azienda utilizzando questa piattaforma. Ho avuto poi l’opportunità di conoscere il team che la gestisce e mi sono appassionato al progetto. Da amanti dello sport e della tecnologia, ci e’ venuto naturale deciderne di farne parte”.
“Con la nuova versione rilasciata proprio in questi giorni anche in Inglese e Spagnolo, siamo pronti a rafforzare l’espansione anche all’estero dove la nostra ricetta speciale per il calcetto sta raccogliendo già i suoi primi estimatori”, spiega Mirko Trasciatti, co-fondatore di Fubles, facendo notare come il primo contatto con Stefano Rosso ha avuto luogo proprio in un campo di calcetto durante una partita organizzata fra le mura della sua azienda.

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Nielsen: investimenti a -18,9% nel primo trimestre. Frena anche internet (+2,1%)

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Non arriva a 1,6 miliardi di euro il valore del mercato pubblicitario nel primo trimestre 2013, secondo le rilevazioni pubblicate oggi da Nielsen. Un valore che si traduce in un -18,9% sullo stesso periodo dell’anno scorso, pari a una perdita di 371 milioni di euro. Il calo è distribuito in maniera abbastanza omogenea: tutti i principali media registrano perdite comprese tra il -20% e il -30%, mentre internet segna un +2,1.

Anche per quanto riguarda i settori merceologici il calo è trasversale. Le aziende dei primi 5 comparti (alimentari, automobili, tlc, farmaceutici/sanitari e media/editoria) hanno ridotto i budget in maniera rilevante, con tagli che vanno dal -15% al -30%.

I risultati del primo trimestre sono frutto della congiuntura economica molto critica, ma anche della incertezza politica pre e post elettorale che ha caratterizzato l’Italia. Difficile prevedere un’inversione di tendenza almeno nella prima metà dell’anno. Nel medio termine, se a livello europeo e nazionale dovessero essere adottate misure di sostegno alla crescita economica (allentamento dei vincoli di stabilità, erogazione dei crediti della PA verso le imprese, alleggerimento o differimento del carico fiscale, per citare i temi più ricorrenti), è ragionevole sperare in una boccata d’ossigeno per i consumi e quindi in un leggero miglioramento della situazione del mercato pubblicitario nell’ultimo trimestre dell’anno.

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Nielsen: febbraio a -17,7%, si accentua la flessione degli investimenti media.

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Accelera la dinamica negative del media advertising: a febbraio 2013 il mercato pubblicitario si è chiuso con un -17,7 sullo stesso mese dell’anno scorso. Il dato peggiora quello di gennaio (-15,3%) e porta la variazione tendenziale del bimestre a un -16,5% anno su anno. Lo rende noto Nielsen, con un comunicato in cui sottolinea la centralità, ai fini di disegnare uno scenario predittivo sulla restante parte dell’anno, del mese di marzo, che storicamente, nella stagionalità degli investimenti, è uno dei più importanti dal punto di vista della raccolta, insieme a settembre ed ottobre. Rispetto al mese precedente, gli investimenti decrescono ulteriormente su tutti i mezzi, ad eccezione della televisione che a gennaio ha fatto registrare un -16,1% e rimane con lo stesso trend sul cumulato. Continua la frenata dei quotidiani ( -26,1%) mentre i periodici rallentano il calo, portandosi ad un -1,6% sul cumulato bimestrale. Internet, che a gennaio aveva fatto segnare un rassicurante +9%, viene investito in pieno, così come gli altri mezzi, dallo stallo politico istituzionale e dei consumi, e registra un +1,5% che porta il bimestre al +5%. Bene l’affissione dinamica e statica (grazie alle elezioni), ancora in sofferenza il direct mail. Particolarmente in difficoltà rispetto al primo mese dell’anno la radio, che passa da un -2,2% di gennaio ad un -27,7% di febbraio, pari a un cumulato al -17,3%. Dal punto di vista degli spazi, tutti i mezzi sono in decremento anche se in modo meno drastico rispetto alle riduzioni della raccolta, a testimonianza della tensione sui prezzi che è in atto dal 2000, anno in cui il costo a spazio di TV, stampa e radio ha toccato il picco storico. L’alimentare riduce i propri investimenti del -15,3%, in particolare sulla radio (-50%), mentre continua a crescere su internet (+51,8%) che però non rappresenta ancora una quota significativa sul mix del settore (2,4%), dominato dalla TV con il 90% della preferenza. Le automobili passano da un -13,3% di gennaio ad un -25,7% del cumulato, a conferma della crisi strutturale del mercato dell’auto in Italia; il settore è in calo su tutti i mezzi e in particolare sulla stampa quotidiana, dove nei primi due mesi dell’anno lascia più di metà dell’investimento rispetto allo stesso periodo del 2012 ( -53,7%). Le telecomunicazioni continuano il loro trend di diminuzione ( -17,1%), anche se ridotto di qualche punto rispetto al mese di gennaio; il settore sta abbandonando la stampa (quotidiani: -79,4%; periodici: -61%) a favore di radio (+11%) ed esterna (+47%). Cresce, seppur di poco, la distribuzione (+0,4%). L’area informatica segna un +74% grazie alla categoria Tablet/e -reader, che vede campagne importanti nel mese di febbraio, in particolare sulla TV. Ancora in crescita enti ed istituzioni, sulla spinta della campagna elettorale, mentre il settore turismo e viaggi rallenta al +4,7%, con un incremento soprattutto sul mezzo televisivo (+41,8%). Per quanto riguarda i top spender, i primi 10 investitori del bimestre riducono molto più del mercato la loro spesa, attestandosi ad un -21%.

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