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Zenith Online Video Forecasts: nel 2018 investimenti globali a +19%. Per l’Italia + 27%

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zenith

Nel 2018 i consumatori a livello globale guarderanno video online per una media di 67 minuti al giorno, 11 minuti in più rispetto all’anno precedente, come prevedono gli Online Video Forecasts di Zenith, report annuale dedicato all’online video advertising e giunto quest’anno alla quarta edizione.

Per il 2018 l’analisi si è focalizzata su 59 mercati chiave. Lo studio considera come “online video” tutti i contenuti video accessibili tramite connessione internet, incluse piattaforme di proprietà di broadcaster come Hulu, servizi di abbonamento “over-the-top” come Netflix, siti di condivisione video, ad esempio YouTube, e i video visti sui social media.

Secondo le previsioni di Zenith, entro il 2020 gli utenti trascorreranno in media 84 minuti al giorno guardando video online. La Cina registrerà la quota più alta in termini di tempo speso nel giorno con 105 minuti, seguita da Russia e UK (rispettivamente 102 e 101 minuti). Come conseguenza di questa crescita rapidissima nel consumo di video online, i brand sono invitati a ripensare in modo profondo le proprie strategie di pianificazione sia televisiva che digitale.

Come mostra il documento di Zenith, da qui al 2020 il consumo di video online aumenterà di 9 minuti all’anno andando a erodere il tempo speso sui mezzi tradizionali. Nonostante la presenza di piattaforme non commerciali quali Amazon Prime e Netflix, molta parte del tempo dedicato al consumo di video online è appannaggio di piattaforme che prevedono pubblicità, quindi l’incremento di consumo di video online si traduce in un progressivo ampliamento dell’audience commerciale.

Secondo Zenith gli investimenti in video online advertising sono cresciuti del +20% nel 2017, raggiungendo quota 27 miliardi di dollari. Ricordiamo che nel 2014 c’era stato un picco del 36%, in seguito il trend di crescita è progressivamente diminuito pur mantenendosi alto. Per il 2018 si prevede un +19%, a seguire la crescita media annua sarà del 17% fino al 2020, quando la spesa riservata al video online toccherà i 43 miliardi di dollari. Gli investimenti in online video display advertising hanno rappresentato il 27% del totale spesa riservata al display nel 2017 e arriveranno a coprire il 30% nel 2020.

L’online video advertising, rispetto alla dimensione della pubblicità televisiva, rappresenta ancora solo una piccola parte che tuttavia è destinata ad aumentare dal momento che la crescita annuale degli investimenti sulla TV è ferma tra lo 0 e il 2%. Nel 2015 il mercato della pubblicità video online ha rappresentato il 10% delle dimensioni del mercato pubblicitario televisivo, percentuale che nel 2017 ha raggiunto il 14% e nel 2020 sarà pari al 23%.

Video Online e TV sono tra loro complementari. Inizialmente, la maggior parte dei brand pianificava il video online per aumentare la copertura delle campagne televisive. In seguito alla rapida crescita della visione online, i brand pianificano sempre di più TV e video online in sinergia con l’obiettivo di ottimizzare la frequenza. Utilizzando in modo strategico i due mezzi e, in particolare, l’online video advertising per intercettare i light TV viewers, è possibile eliminare i problemi legati alla sovraesposizione o alla bassa esposizione del target di riferimento.

All’inizio il video online advertising ha imitato la pubblicità televisiva, utilizzando i video in-stream, con gli spot inseriti all’interno di altri contenuti video. Negli ultimi anni sono stati introdotti i video out-stream che sono video stand-alone che appaiono dentro un testo o un’immagine, oppure un social news feed. A livello globale, il formato out-stream sta rapidamente diventando dominante nell’online video advertising, grazie alla veloce adozione di video content e pubblicità da parte dei social media. In UK, ad esempio, nel 2017 la pubblicità in-stream è stata superata dall’out-stream, rappresentando quest’ultima il 56% degli investimenti in online video advertising.

“A livello globale il video online advertising sta guidando la crescita del consumo media, grazie agli smartphone dotati di connessione dati ad alta velocità che permettono alle persone di guardare video in movimento, e alle Smart TV che offrono una scelta ampissima di contenuti disponibile nel salotto della propria casa”, ha dichiarato Jonathan Barnard, Head of Forecasting e Director of Global Intelligence in Zenith (nella foto). “L’aumento così rapido nel consumo di video porta il video online a essere il formato pubblicitario con la crescita più dinamica, creando nuove opportunità strategiche e creative. I brand che attualmente non hanno una strategia per il video online devono iniziare ad approcciarla”.

LE STIME PER L’ITALIA

Secondo le stime di Zenith relative all’Italia, nel 2018 gli utenti guarderanno video online per una media di 192 minuti al mese, 19 minuti in più rispetto al 2017. Nel 2020 la quota di tempo speso mensile dedicato al video online sarà pari a 226 minuti. Una crescita trainata dal mobile dove si concentra la maggioranza del consumo di video online. Sul fronte degli investimenti in online video advertising, includendo i video sui social network, per l’Italia è prevista una crescita del +27% nel 2018 vs 2017 e del +20% sia nel 2019 che 2020 vs i rispettivi anni precedenti.

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Magna (IPG Mediabrands): i ricavi pubblicitari globali cresceranno del 4% nel 2018

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magna

Magna, la unit di intelligence appartenente al gruppo IPG Mediabrands, analizza la situazione del settore advertising a livello globale e con particolare interesse per l’Italia, che evidenzia tre aspetti cruciali. Innazitutto la spesa pubblicitaria crescerà del +2,8 quest’anno, grazia alla stabilità dei mezzi tradizionali (con un -0,5%), mentre il comparto Digital crescerà di circa il 10%. Elemento di incertezza, invece, la lenta crescita economica e l’incertezza politica che potrebbero essere fattori di rallentamento alla dinamica del mercato pubblicitario: previsto un +1,2% per il 2019.

Fatto salvo quest’ultimo punto, tuttavia, i dati sono più ottimistici degli analoghi resi noti nella medesima giornata da Zenith: non resta che attendere qualche mese per verificarne l’attendibilità…

In Italia, comunque, la 2017 la spesa pubblicitaria è cresciuta del + 2,2% attestandosi su un valore complessivo di circa 8,1 miliardi di euro, in rallentamento rispetto all’anno precedente (+4,7%); ciò è dovuto principalmente al calo del comparto dei mezzi tradizionali (-2% rispetto al +3% dell’anno precedente) mentre è cresciuto l’ambito digitale (+12% rispetto al +9% dell’anno precedente).
Il mezzo TV ha registrato la frenata più importante con un calo dell’1,6% dopo la crescita del 5% dell’anno precedente; rimane comunque il mezzo più rilevante in Italia con una quota share del 46% a fine 2017 seguito da Internet con il 33%. Gli investimenti stampa hanno subito un ulteriore calo pari al 7,5%; in leggera flessione il comparto OOH. Buone le performance del mezzo radio che ha registrato una crescita del 5% grazie agli investimenti consistenti di settori quali automotive, retail e arredamento.
Internet è cresciuto del 12% e raggiunge i 2,6 miliardi di euro. Gli ambiti più dinamici sono stati i social media e il mobile (+ 35%) e, in misura minore, search e video (+12%); in calo la display.

Guardando al 2018-2019, la lenta crescita economica e il clima di incertezza politica potrebbero essere fattori di rallentamento in termini di fiducia dei consumatori e degli investitori. Nell’aggiornamento di aprile 2018 (prima della formazione del nuovo governo), il FMI prevedeva una crescita del PIL reale dell’1,5% quest’anno e del +1,1% l’anno prossimo, ovvero un punto al di sotto delle previsioni per la zona euro (+2,4 % nel 2018, + 2,0% nel 2019).
Magna prevede nel 2018 una crescita degli investimenti digital del + 9,6% che compenserà il calo dei mezzi tradizionali (-0,5%) andando a generare una crescita complessiva del + 2,8%.
L’assenza della nazionale Italiana di calcio dal torneo di Coppa del Mondo FIFA frenerà in parte la crescita degli investimenti legata ai grandi eventi sportivi: per la TV si prevede una crescita del +1%.
La stampa sarà ancora in calo di circa un -8%, mente cresceranno gli investimenti di OOH e radio. La crescita del mezzo OOH è limitata dal calo degli investimenti nel comparto poster. In crescita il DOOH soprattutto in ambienti “indoor”: lo sviluppo del comparto digital out of home all’esterno è subordinato alle regolamentazioni comunali, ad oggi ancora restrittive.

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MEDIA

Zenith: 2,4 miliardi di investimenti media sui Mondiali FIFA di Russia

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zenith mondiali russia

Secondo le ultime stime del centro media Zenith, nel 2018 la presenza mediatica dei Mondiali di calcio in Russia trainerà la performance del mercato pubblicitario globale, con un ricavo complessivo di 2,4 miliardi di dollari. Una previsione che tiene conto sia dell’apporto degli investimenti extra legati all’evento sportivo, sia della riduzione della spesa pubblicitaria da parte delle aziende non interessate a dedicare budget ai Mondiali.
Per l’Italia l’apporto degli investimenti extra legati all’evento sportivo si stima intorno al +1%.

Come sottolineato da Zenith, i Mondiali di calcio si confermano una grande opportunità per tutto il settore della pubblicità. La manifestazione è infatti in grado di attrarre una vasta audience – circa 3,5 miliardi di persone seguono le partite in diretta in oltre 200 Paesi -, assicurando ampia copertura agli investitori pubblicitari in un periodo che per l’emisfero settentrionale corrisponde all’estate, fisiologicamente caratterizzata da basse audience televisive. A ciò si aggiunge la capacità dell’evento di catalizzare davanti alla TV un target come quello dei giovani, abituato a trascorrere la maggioranza del tempo fuori casa e più attratto dal consumo di altri media (es. mobile).

Il 40% del pubblico potenziale non seguirà le partite in diretta a causa della differenza di fuso orario e attuerà modalità di visione alternativa, ad esempio in differita oppure fruendo contenuti in pillola sui social media. Quest’ultimi assumeranno un ruolo importante anche nelle conversazioni e nei commenti pre e post-partita, momenti in cui i brand concentreranno la propria attività di comunicazione. In generale, i Mondiali genereranno traffico aggiuntivo sui siti di news, sport e sui motori di ricerca, trainando tutto il comparto della pubblicità online. Si ipotizza che anche la stampa quotidiana e l’Out of Home beneficeranno dell’onda positiva alimentata dall’evento.

Zenith ha poi stimato l’impatto dell’evento sportivo in Russia, dove i ricavi pubblicitari legati ai Mondiali raggiungeranno quota 64 milioni di dollari, pari al 2.1% della spesa pubblicitaria raccolta sul mercato russo in tutto il 2018, grazie anche alla programmazione delle partite in orari ideali per il Paese. Secondo il centro media, sarà la Cina il Paese che mostrerà l’incremento più significativo degli investimenti in pubblicità con 835 milioni di dollari raccolti dall’evento, pari all’1% dell’intero mercato pubblicitario nazionale. Sul mercato cinese sono pochi i brand ad avere all’attivo partnership consolidate con FIFA World Cup: da quest’anno, nonostante l’assenza sul campo della nazionale cinese, gli inserzionisti hanno deciso di
invertire la tendenza e investire sull’evento in modo significativo.

Negli Stati Uniti il valore degli investimenti pubblicitari intorno ai Mondiali sarà di circa 400 milioni di dollari, pari allo 0.2% della spesa pubblicitaria annuale. La mancata qualificazione della squadra americana, per la prima volta in oltre tre decenni, unita a un fuso orario
sfavorevole alle trasmissioni, ridimensionerà l’attenzione del pubblico statunitense.

“Ogni quattro anni la Coppa del Mondo influisce positivamente sul mercato pubblicitario globale e quest’anno contribuirà alla crescita degli investimenti con un +10%”, ha dichiarato Jonathan Barnard, Responsabile degli Advertising Forecasts di Zenith (nella foto) “i Mondiali di Russia sono una vetrina importante per i brand, sia in TV che sui social media”.

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Investimenti: mercato di settembre a +3,6%, ma i primi nove mesi restano in calo

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settembre

Il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia chiude il mese di settembre in crescita del 3,6% (+2,1% senza search e social), mentre la raccolta nei primi tre trimestri (gennaio-settembre 2017) rimane in calo dello 0,6%, rispetto allo stesso periodo del 2016. Se si esclude dalla raccolta web la stima sul search e sul social, l’andamento dei nove mesi registra una contrazione del 3,3%. Lo ha comunicato oggi Nielsen, aggiornando i dati mensili pubblicati regolarmente.

“Come avevamo previsto”, spiega Alberto Dal Sasso, TAM e AIS Managing Director di Nielsen, “dopo la buona crescita di agosto, anche il mese di settembre si consolida in terreno positivo, portando il terzo trimestre in calo dell’1%, condizionato soprattutto da un mese di luglio che ha fatto registrare la peggior performance dell’anno (-8%). L’ultimo trimestre dovrebbe consolidare la ripresa e affermarsi come il migliore del 2017 in termini di crescita”.

Relativamente ai singoli mezzi, la tv recupera terreno a settembre, crescendo del 2,8% e chiudendo il periodo cumulato a -2,7%, in miglioramento rispetto ai mesi estivi, ma l’andamento della stampa continua a essere negativo: nel singolo mese, i quotidiani e i magazine perdono rispettivamente il 5% e il 2,1%, portando la raccolta nel periodo cumulato gennaio-settembre rispettivamente a -9,9% e -6,3%. Prosegue invece il buon trend della radio che chiude i nove mesi con una crescita del 4,2%, trainata da un ottimo settembre (+11,7).

Sulla base delle stime realizzate da Nielsen, la raccolta dell’intero universo del web advertising nel periodo cumulato chiude in positivo a +7,2% (0,7%, se si escludono il search e il social).
Continua il buon andamento della GoTV (+14,5%) e del transit (+3,3%) nei nove mesi, mentre l’outdoor resta negativo (-16,7%). Il cinema conferma la sua fase di recupero, attestandosi a -2%. Il direct mail chiude a -5%.

Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano 10 in crescita nei primi nove mesi dell’anno, con un apporto complessivo di circa 55 milioni di euro. Per i primi cinque comparti a livello di quote di mercato, si registrano andamenti differenti. Gli investimenti del settore automobilistico si fermano a 0,8%. Positiva la performance del pharma (+2%). Continua invece l’andamento negativo per le telecomunicazioni (-4,3%), per gli alimentari (-5,4%) e per la distribuzione (-10,6%). Limitatamente al singolo mese di settembre, un rilevante contributo alla crescita arriva dai settori Finanza/Assicurazioni, Gestione casa e Turismo/Viaggi che tornano in positivo rispettivamente del +25,7%, +15,3% e +37,2% con un apporto complessivo di circa 9 milioni di euro.

“Ci aspettiamo un autunno in buona salute: i segnali di settembre ci confermano una previsione positiva per la chiusura dell’anno”, conclude Dal Sasso. “Il trend del mercato rimane in fase di recupero nel medio periodo, seppur contenuta. La probabile chiusura in positivo di un anno privo di eventi mediatici importanti può essere un buon indicatore di stabilità anche in vista del 2018, in attesa delle novità legate alle elezioni politiche in primavera e alla partecipazione dell’Italia ai Mondiali di calcio: due temi apparentemente distanti tra di loro, ma significativi per il mercato della comunicazione”.

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MEDIA

Stanziate le risorse per l’incentivo fiscale per gli investimenti stampa. Anche online

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fieg costa

“Grande soddisfazione per una misura anticiclica, positiva per l’economia in ripresa e a lungo attesa da imprese, investitori ed editori”. Così il Presidente della FIEG, Maurizio Costa, ha commentato l’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, del decreto fiscale che stanzia le risorse per il finanziamento dell’incentivo fiscale per gli investimenti pubblicitari incrementali sulla stampa, effettuati a partire dal 24 giugno 2017.
“Una misura – ha aggiunto Costa – che riconosce il valore della stampa e che porta a conclusione gli interventi di riforma del settore avviati dal Ministro Lotti con il Tavolo per l‘Editoria”.
L’incentivo è stato oggetto di una campagna informativa, tuttora in corso su gran parte della stampa quotidiana e periodica, tesa a sottolineare l’importanza che la misura riveste per le aziende editoriali e per l’economia generale.
Inoltre, dopo un incontro tra il ministro Luca Lotti e il presidente di Anso (Associazione Nazionale Stampa Online), Marco Giovannelli, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge che inserisce a pieno titolo le testate online nel provvedimento a sostegno dell’editoria che riconosce un credito d’imposta al 75% per le imprese e i lavoratori autonomi che investono in campagne pubblicitarie su quotidiani e periodici, emittenti TV e radio locali. Agevolazione che arriva al 90% se a investire sono piccole e medie imprese, microimprese e start-up innovative.
Ovviamente, le testate digitali inserite nel provvedimento dovranno essere in linea con quanto richiesto dalla nuova legge sull’editoria, che prevede una serie di adempimenti, tra cui la registrazione in Tribunale e al ROC.

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Nielsen: mercato pubblicità in calo nei primi otto mesi dell’anno

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nielsen agosto 2017

Il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia chiude i primi otto mesi dell’anno in calo dell’1,1% rispetto allo stesso periodo del 2016. Se si esclude dalla raccolta web la stima Nielsen sul search e sul social, l’andamento registra una contrazione del 4%. Il singolo mese di agosto si attesta a +0,6% (-3,2% senza search e social).

“Seppur di poco, torna in positivo il mese di agosto 2017, anche se il modesto contributo al mercato, dovuto alla stagionalità, non è sufficiente per riportare il segno + davanti al dato cumulato degli otto mesi”, spiega Alberto Dal Sasso, TAM e AIS Managing Director di Nielsen. “L’autunno dovrebbe confermarsi e consolidarsi in crescita: sarà importante valutarne la portata nel mese di settembre come cartina di tornasole per l’intera stagione”.

Relativamente ai singoli mezzi, la tv chiude gli otto mesi a -3,5%, condizionata da un agosto  negativo (-5,3%), mentre l’andamento della stampa continua a essere in calo: nel singolo mese, i quotidiani e i magazine perdono rispettivamente il 5% e il 6,5%, portando la raccolta nel periodo cumulato gennaio-agosto rispettivamente a -10,5% e -7%. Prosegue invece il buon trend della radio che chiude i primi otto mesi con una crescita del 3,2%, nonostante il -0,3% registrato ad agosto.
Come sempre duplice il dato relativo al B: sulla base delle stime realizzate da Nielsen, la raccolta dell’intero universo advertising chiude in positivo a +6,9%, ma se si escludono il search e il social la cifra è negativa (-1%). Buono l’andamento della GoTV (+12,6%) e del transit (+1,5%) nei primi otto mesi, mentre continua il trend negativo dell’outdoor (-19,1%). Il cinema conferma la sua fase di recupero, attestandosi a -6%. Il direct mail, invece, chiude a -3,5%.

Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano otto in crescita nel periodo cumulato, con un apporto complessivo di circa 45 milioni di euro. Per i primi cinque comparti a livello di quote di mercato, si registrano andamenti differenti: gli investimenti del settore automobilistico si fermano a -0,4%, mentre appare positiva la performance del pharma (+2,8%). Continua invece l’andamento negativo per le telecomunicazioni (-4,7%), gli alimentari (-5,7%) e la distribuzione (-10,1%). Tre settori – elettrodomestici, giochi/articoli scolastici e informatica – crescono a doppia cifra, incrementando gli investimenti rispettivamente del 51,2%, 40,3% e 20,5%, con un apporto complessivo di circa 24 milioni di euro.

“Ci si muove ormai da tre anni tra segnali positivi che derivano dagli indicatori macroeconomici e timori che la ripresa non sia ancora consolidata. Il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita al +1,5% per quest’anno: +0,2% rispetto alla previsione di luglio e addirittura + 0,7% rispetto ad aprile”, conclude Dal Sasso. “Se dovessimo seguire questi trend, ci aspetteremmo un autunno in buona salute. Il trend del mercato della comunicazione rimane in fase di recupero nel medio periodo, seppur contenuta. Ci confrontiamo, inoltre, con un 2016 a due velocità, caratterizzato da una crescita di quasi 5 punti nel periodo gennaio – agosto (con Europei di calcio e Olimpiadi) che è scesa nell’autunno a +1,4%. A settembre vedremo quasi sicuramente un segno positivo, la cui portata ci indicherà con maggior precisione la chiusura del 2017”.

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BRAND STRATEGY

Tax Credits Investimenti: al via la campagna pubblicitaria sui vantaggi fiscali

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anes tax credits

“Vuoi moltiplicare i tuoi clienti e pagare meno tasse? Fai pubblicità sulla stampa specializzata” è il claim della campagna  partita nei giorni scorsi sulle oltre mille testate associate con lo scopo di informare i suoi clienti degli incentivi fiscali previsti per investimenti pubblicitari incrementali su giornali e riviste.

Potranno beneficiare degli incentivi, sotto forma di credito d’imposta, tutti coloro che investono in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica il cui valore superi almeno dell’1% quelli, di analoga natura, effettuati nell’anno precedente.

L’importo del credito d’imposta potrà arrivare fino al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, e fino al 90% nel caso di piccole e medie imprese, microimprese e start-up innovative.

In termini temporali, l’incentivo sarà attribuito a partire dal 2018, relativamente agli investimenti effettuati dal 24 giugno 2017, incrementali rispetto a quelli di analoga natura effettuati nell’anno precedente.

ANES“, sottolinea Andrea Boni, Presidente, “è stata particolarmente attiva nel promuovere e sostenere l’introduzione di questo incentivo fiscale durante i lavori del Tavolo per la Riforma del Settore Editoria, indetto nel 2015 dal Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria sotto la guida del Sottosegretario Luca Lotti, che ci ha visti impegnati per oltre un anno al fianco dei principali interlocutori di riferimento del settore”.

“La raccolta pubblicitaria”, prosegue Boni, “rappresenta la principale fonte di ricavo per i nostri editori; siamo pertanto convinti che questo strumento possa efficacemente favorire la ripartenza degli investimenti e la ripresa dell’intero sistema”.

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Il mercato pubblicitario italiano chiude il primo semestre 2017 a -0,4%. I dati Nielsen

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Dati Nielsen

Il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia chiude il primo semestre in lieve calo: -0,4% rispetto allo stesso periodo del 2016. Se si esclude dalla raccolta web la stima Nielsen sul search e sul social, l’andamento registra una contrazione del 3%, pari a circa 100 milioni di euro in meno rispetto al periodo gennaio-giugno dell’anno scorso. Il singolo mese di giugno si attesta a -4,7% (-8,6% senza search e social).

“La flessione del mese di giugno, largamente prevista e annunciata per i noti motivi di stagionalità degli anni dispari, si è manifestata ed è esattamente speculare a quanto successo nel 2015, l’anno seguente ai mondiali di calcio”, spiega Alberto Dal Sasso, TAM e AIS Managing Director di Nielsen (nella foto). “Non dimentichiamo che a giugno 2015 era da poco cominciato l’Expo e il mese di giugno si era chiuso con un 6% di decremento, che sarebbe stato probabilmente ancora più negativo se non ci fosse stata l’Esposizione Universale a trainare gli investimenti del periodo. Dovremmo cominciare a vedere una risalita già nei prossimi mesi, se non da luglio, sicuramente da settembre”.

Relativamente ai singoli mezzi, la tv chiude il semestre in calo dell’1,9%, condizionato da un mese di giugno particolarmente negativo (-10,9%).

L’andamento della stampa continua a essere negativo: nel singolo mese, i quotidiani e i magazine calano rispettivamente del 12,8% e dell’11,7%, portando il periodo cumulato rispettivamente a -10,8% e -7%. Prosegue invece il buon andamento della radio che chiude il primo semestre con una crescita del 5%, trainata da una performance molto positiva nel mese di giugno (+8,9%).

Sulla base delle stime realizzate da Nielsen, la raccolta dell’intero universo del web advertising chiude in positivo, a +6,8% (-1,7%, se si escludono il search e il social).

Buono l’andamento della GoTV (+7,6%) e del transit (+1,2%), mentre continua il trend negativo dell’outdoor (-17,2%). L’ottimo mese di giugno consente a cinema e direct mail di colmare in parte il gap negativo registrato nei mesi scorsi (rispettivamente -9,1% e -2,7%).

Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano nove in crescita, con un apporto complessivo di circa 54 milioni di euro.

Per i primi cinque comparti a livello di quote di mercato, si registrano andamenti differenti: solo le automobili e i farmaceutici hanno una performance positiva nel semestre, grazie a una raccolta che si attesta rispettivamente a +0,9% +6,8%. L’andamento è invece negativo per le telecomunicazioni (-3%), gli alimentari (-3,8%) e la distribuzione (-11,5%). Andamento molto positivo per tre settori – elettrodomestici, giochi/articoli scolastici e informatica – che incrementano il proprio fatturato rispettivamente del 51,1%, 44,1% e 31,4%, con un apporto complessivo di circa 22 milioni di euro.

“Il mercato pubblicitario è in fase di consolidamento. Nel semestre, gli investimenti dei 40 top spender sono cresciuti dell’1%, a fronte di una cosiddetta coda lunga di piccoli inserzionisti che è aumentata nel numero, ma si è ridotta nella quota di mercato e nell’investimento medio: abbiamo infatti rilevato che le aziende piccole investitrici hanno perso nel semestre il 18,8%. Uno scenario di mercato in cui le aziende si muovono a due velocità, con crescita di quelle più evolute dal punto di vista della comunicazione, fa comunque ben sperare per la seconda parte dell’anno. Ricordiamo anche le recenti correzioni al rialzo sul PIL pubblicate la scorsa settimana dal FMI, che prevedono una crescita del 1,3%, e gli ultimi dati positivi di Istat sull’occupazione”, conclude Alberto Dal Sasso.

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Nielsen: meglio delle aspettative i dati del mercato pubblicitario a maggio 2017

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Nielsen

Bene il mercato pubblicitario a maggio 2017, sia considerando tutti i primi cinque mesi del 2017 che il mese singolo. Come svela Nielsen, nel primo caso gli investimenti pubblicitari crescono dello 0,5% (qui il report sul quadrimestre) rispetto allo stesso periodo del 2016 (-1,9% se si esclude dalla raccolta web la stima del gruppo sul search e sul social); nel secondo caso il risultato rispetto allo scorso anno è del +2,7%, +1,3% senza search e social.

“A maggio il mercato è andato meglio delle aspettative e registra un segno positivo nei primi cinque mesi dell’anno nel suo perimetro totale. Nei prossimi due mesi verranno a mancare gli apporti degli eventi sportivi che hanno caratterizzato l’estate del 2016, ma la tendenza rimane positiva” spiega Alberto Dal Sasso, TAM e AIS Managing Director di Nielsen. “Avremo due mesi di stallo fisiologico, dal momento che il mese di giugno 2016 aveva fatto registrare una crescita del 9,3% trainata dagli Europei di Calcio. Già con l’inizio dell’autunno, torneremo a rivedere numeri positivi: si consideri che nel 2016, il periodo settembre-dicembre aveva segnato una crescita dell’1,4%, a differenza di un quadrimestre precedente che cresceva in termini più robusti del 4,8%”.

Relativamente ai singoli mezzi, grazie a un singolo mese di maggio positivo (+1,2%), la tv chiude il periodo gennaio-maggio in sostanziale stabilità (-0,2%). L’andamento di quotidiani e periodici a maggio è differente: continuano a calare i primi (-7,3%), mentre i magazine registrano una performance timidamente positiva (+0,8%). La raccolta nel periodo cumulato rimane comunque negativa per entrambi: quotidiani a -10,3% e periodici a -6,1%. Continua il buon andamento della radio che, grazie a un singolo mese di maggio a +14,8%, chiude i cinque mesi con una crescita del 4,1%. Sulla base delle stime realizzate da Nielsen, la raccolta dell’intero universo del web advertising chiude in positivo del 7,4% (+0,6%, se si escludono il search e il social). Buoni segnali anche dalla GoTV (+2,8%) e dal transit (+0,7%), mentre continua il trend negativo di cinema (-14,4%), outdoor (-17,6%) e direct mail (-4,7%).

Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano 11 in crescita, con un apporto complessivo di circa 81 milioni di euro. Per i primi comparti del mercato si registrano andamenti differenti: alle performance positive di automobili (+4,9%), farmaceutici (+9,8%) e abitazione (+2,3%), si contrappongono i cali delle telecomunicazioni (-7,1%) e di media/editoria (-13,9%). Andamento molto positivo per tre settori (elettrodomestici, giochi/articoli scolastici e industria/edilizia/attività) che incrementano il loro fatturato rispettivamente del 50,4%, 44,7% e 47,9%, con un apporto complessivo di circa 32 milioni di euro.

“L’aggancio alla ripresa economica europea da parte dell’Italia, ancora in lieve difficoltà, soprattutto dal punto di vista occupazionale, sarà fondamentale per il mercato della comunicazione. Ugualmente, lo saranno probabilmente del medio termine anche le iniziative tattiche come il Tax Credit” conclude Dal Sasso. “I segnali di ottimismo in termini previsionali
emersi dalla recente Assemblea dell’UPA, insieme agli indicatori di cui riportiamo la consueta sintesi, ci consentono di confermare una chiusura d’anno in crescita, seppur contenuta. Si tratta di un risultato importante, considerate le condizioni strutturali di un anno privo di eventi mediatici rilevanti”.

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AZIENDE

Un 2016 di consolidamento per TheFork, tra crescita mondiale, investimenti e innovazione

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TheFork, il 2016 è un anno di consolidamento

Il 2016 è stato per TheFork un anno di consolidamento, durante il quale l’azienda ha rafforzato la propria posizione sul mercato, pur continuando a cogliere le opportunità di sviluppo più rilevanti attraverso alcuni investimenti strategici. In particolare, TheFork, attiva in Italia da febbraio 2015,  si è affacciata al mercato asiatico attraverso un importante investimento di minoranza in Eatigo, piattaforma leader nello yield management e nella prenotazione online dei ristoranti in Thailandia e a Singapore. TheFork ha inoltre acquisito Couverts, secondo player olandese nel mercato del booking online dei ristoranti e Sneat, giovane applicazione francese che permette di prenotare, anche last minute, un tavolo nei locali più richiesti di Parigi. Questi nuovi acquisti rafforzano lo posizione di TheFork quale prima piattaforma nel mercato del booking online dei ristoranti con circa sei milioni di opinioni  e 40.000 ristoranti Partner a livello globale. Anche in Italia, TheFork ha consolidato il suo network composto da 8.000 ristoranti distribuiti su tutto il territorio italiano ed è stata scelta dal 14% dei Top Chef[1] nazionali. Sempre in Italia la piattaforma ha più che triplicato le prenotazioni anno su anno. Questa fase di consolidamento segue la forte espansione internazionale del 2015. Già presente in Francia, Svizzera, Belgio e Spagna, lo scorso anno TheFork ha lanciato il proprio servizio nei Paesi Bassi attraverso l’acquisizione di Iens, in Italia con l’acquisizione di restOpolis e MyTable, in Portogallo, Brasile, Turchia, Svezia e Danimarca e in Australia, con l’acquisizione della piattaforma di booking online Dimmi.

Nuove integrazioni tecnologiche e partnership  
L’anno che si avvia alla conclusione è stato segnato da importanti Partnership. A livello internazionale, è stata  significativa l’integrazione di TheFork con Apple Maps, che ha permesso agli utenti di prenotare un tavolo direttamente dall’applicazione. Grazie al software iOS 10, gli utilizzatori di iPhone e iPad possono oggi facilmente scoprire e prenotare oltre 40.000 ristoranti in Europa e Sud America. In Italia, Gambero Rosso, ha incluso all’interno della propria offerta digitale, il servizio di prenotazione di TheFork come Partner esclusivo nella propria app. I ristoranti presenti nella Guida “Ristoranti d’Italia 2017” che fanno attualmente parte del network di TheFork saranno dunque prenotabili anche tramite l’applicazione “Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso” disponibile per iOs e Android. Queste Partnership sono un’ulteriore dimostrazione del successo del servizio mobile di TheFork. Con circa 6 milioni di download, l’applicazione ha portato più del 57 % delle prenotazioni del 2016 a livello globale, mentre a livello italiano ad arrivare via mobile è stato l’77% dei booking.  Il 2016 è segnato anche dalla collaborazione con la Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi, l’associazione della ristorazione, dell’intrattenimento e del turismo che rappresenta oltre 360mila imprese per un milione circa di addetti e un valore aggiunto di oltre 38 miliardi di euro1.  Tale collaborazione si è sviluppata attraverso la stesura di un focus della collana Le Bussole dedicato alle Prenotazioni on line al ristorante e la realizzazione di un roadshow sul territorio italiano che ha coinvolto Fipe, TheFork e TripAdvisor. Gli incontri, che si sono svolti a Roma, Milano, Bologna, Genova, Torino, Padova, Venezia e Firenze, hanno approfondito i temi delle recensioni e prenotazioni on line dei ristoranti e continueranno anche all’inizio del 2017 nell’ottica di fornire agli operatori dei pubblici esercizi gli strumenti idonei e un’adeguata preparazione per incrementare il business e consolidare il rapporto con la clientela attraverso le tecnologie digitali”.

TheFork, un decennio di innovazione e dinamismo per una community in continua crescita 
TheFork festeggia nel 2017 il suo decimo compleanno. Fondata nel 2007 a Parigi da professionisti ed esperti di digitale e horeca, TheFork continua a dare il suo contributo al settore della ristorazione. Per le strutture, fornisce il software TheFork Manager, che consente di ottimizzare le prenotazioni e le operazioni, migliorando così i livelli di servizio e i ricavi. L’agenda digitale delle prenotazioni introdotta da TheFork permette di applicare al settore ristorativo i principi dello Yield Management, utilizzati con successo nel settore turistico. Questo sistema consente al ristorante di variare i prezzi a seconda delle disponibilità al fine di raggiungere sempre il massimo tasso di riempimento del locale. Per gli utenti, TheFork si sta affermando come strumento di riferimento per cercare e prenotare un ristorante. L’obiettivo principale del 2017 a livello internazionale è proseguire in questa direzione, continuando a migliorare l’offerta e l’esperienza utente attraverso nuove funzionalità sia per gli utenti sia per i ristoranti.

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Nielsen: autunno di bonaccia. Ma l’area allargata cresce del 3,8% nei dieci mesi

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I primi dieci mesi dell’anno vedono il mercato degli investimenti pubblicitari raggiungere un +2,0% a valore rispetto allo stesso periodo del 2015. In ottobre, invece, la raccolta è in calo dell’1,7%. Se però si aggiungesse a tale valore anche la stima sulla porzione di web attualmente non monitorata da Nielsen (principalmente search e social), il mercato chiuderebbe il mese di ottobre a +0,9% e il periodo consolidato in crescita del 3,8%. Lo ha reso noto la consueta rilevazione mensile dell’istituto di ricerca.

“Autunno di bonaccia per il mercato: nulla di imprevisto da parte degli operatori”, ha commentato Alberto Dal Sasso, TAM e AIS Managing Director di Nielsen. “Sicuramente l’incertezza generale nel Paese e di una Europa in attesa di tornate elettorali rilevanti ha giocato e gioca un ruolo importante. Non dimentichiamo gli aspetti più tecnici e propri delle dinamiche del mercato della comunicazione tipici dei periodi successivi agli eventi “clou”. La TV sta vivendo un fermento generale e si dimostra più resiliente anche in autunno, così come i colossi del web di oltre oceano stando alle stime interne di Nielsen. L’anno scorso avevamo avuto un novembre piatto e un dicembre interessante: confrontandoci con questi andamenti, l’anno non dovrebbe discostarsi da quel 3% che avevamo previsto e che si va confermando”.

Relativamente ai singoli mezzi, la tv a ottobre cresce del 3,1%, chiudendo il periodo cumulato a +6,4%. Sempre in segno negativo la stampa: quotidiani e periodici calano nel singolo mese rispettivamente del 15,0% e del 4,1%, attestandosi nei dieci mesi a -7,2% e -3,8%. A causa di un ottobre negativo (-2,8%), nel periodo gennaio-ottobre la radio riduce l’incremento della raccolta a + 0,2%.

La crescita di internet è dovuta principalmente agli investimenti in search e social: sulla  base del perimetro attualmente monitorato in dettaglio, infatti, Nielsen rileva un decremento del web del 2,8%% nel periodo cumulato e un calo del 5,6% a ottobre. Tuttavia, allargando il perimetro all’intero universo del web advertising, la raccolta nei dieci mesi chiude a +8,0%.

Nonostante l’andamento negativo per il cinema a ottobre, il mezzo continua ad assestarsi in terreno positivo nel periodo cumulato, crescendo del 2,8%. Il transit risente ancora della presenza di Expo nel confronto con i mesi corrispondenti del 2015, a differenza della GoTv che torna in positivo. I due mezzi si attestano rispettivamente a -8,8% e -4,4% nel periodo gennaio-ottobre. In lieve segno negativo l’outdoor (0,7%).

“Cominciamo a guardare al prossimo anno con fiducia”, sottolinea Dal sasso, “anche se il clima di incertezza, influenzato soprattutto dalla fragile stabilità politica in Italia e non solo, non sembra dissolversi, tra previsioni di flebile ripresa del PIL e possibili nuove elezioni. Sarà importante valutare i primi mesi del 2017 come significativo indicatore del termometro degli investimenti”.

Per quanto riguarda i settori merceologici, solo 8 hanno un segno negativo. Per i primi comparti del mercato, si registrano andamenti degli investimenti differenziati nel periodo gennaio – ottobre: crescono le telecomunicazioni (+7,8%), la distribuzione (+13,7%) e i farmaceutici/sanitari (+11,1%), cui si contrappongono i cali della finanza (-12,2%) e dell’abbigliamento (-9,5%). Tra gli altri che contribuiscono alla crescita, si segnalano le buone performance del mercato delle automobili (+8,5%), industria/edilizia (+35,4%), turismo/viaggi (+7,9%), tempo libero (+16,8%), abitazione (+6,6%) e bevande (+4,2%).

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Nielsen: nove mesi di crescita a +4.3%. Ma Settembre è in flessione

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Nei primi nove mesi dell’anno, il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia si attesta a +2,5%, rispetto allo stesso periodo del 2015. Nel mese di settembre la raccolta è in calo del 2,4%. Se si aggiungesse anche la stima sulla porzione di web attualmente non monitorata (principalmente search e social), il mercato chiuderebbe il mese di settembre con un lieve calo dello 0,6% e i primi nove mesi in crescita del 4,3%.

Lo ha reso noto oggi Nielsen, diffondendo le proprie rilevazioni mensili del media spending.

“Secondo le nostre stime”, spiega Alberto Dal Sasso, TAM e AIS Managing Director di Nielsen. “il valore apportato a settembre ammonta a quasi 700 milioni, sostanzialmente in linea con quanto raccolto nello stesso mese del 2015, che si era distinto per un’ottima performance, tanto da imporsi come il miglior mese dell’anno in termini di incremento in valore assoluto. La stagione dei grandi eventi sportivi, dunque, si è definitivamente chiusa con una crescita significativa, in linea con le previsioni, stabilizzandosi dopo l’estate”.

“Constatiamo nove mesi di fila in crescita, che confermano pienamente le nostre previsioni di una chiusura dell’anno sopra il 3%”. ha aggiunto il Presidente di UPA, Lorenzo sassoli. “Ci aspettavamo un rallentamento autunnale, soprattutto per i rilevanti fattori esogeni di incertezza politico-economica internazionale e nazionale, ma questi almeno fino a settembre hanno avuto effetti meno rilevanti, anche se non consentono di fare previsioni, ad oggi, sullo scenario del prossimo anno”.

Relativamente ai singoli mezzi, la tv rallenta rispetto a quanto fatto registrare nel resto dell’anno. A settembre cresce dell’1,2%, chiudendo i nove mesi a +7,0%. Sempre in segno negativo la stampa: quotidiani e periodici calano nel singolo mese rispettivamente del 10,1% e del 5,3%, attestandosi nel periodo cumulato a -6% e -3,8%. A causa di un settembre negativo (-4,6%), la radio riduce l’incremento della sua raccolta nel periodo gennaio-settembre (+0,6%), rimanendo comunque in terreno positivo.

La crescita di internet è dovuta principalmente a search e social, sulla base delle stime realizzate da Nielsen. Relativamente al perimetro attualmente monitorato in dettaglio, infatti, il web registra un decremento del 2,2%% nel periodo cumulato e un calo a settembre del 6,3%. Allargando il perimetro all’intero universo del web advertising, i primi nove mesi dell’anno chiudono a +8,1%.

Seppur il mese sia stato negativo per il cinema, il mezzo continua ad assestarsi in terreno positivo nel periodo cumulato, crescendo dell’8,6%. Go tv e Transit risentono ancora della presenza di Expo nel confronto con il periodo corrispondente del 2015, attestandosi nei primi nove mesi rispettivamente a -10,4% e -3,4%. Torna a crescere l’outdoor, segnando un +0,4% nella crescita cumulata.

Per quanto riguarda i settori merceologici, sette continuano ad avere un segno negativo.

Per i primi comparti del mercato, si registrano andamenti differenti nel periodo gennaio – settembre: crescono le telecomunicazioni (+9,6%), la distribuzione (+17,2%) e i farmaceutici/sanitari (+10,4%), cui si contrappongono i cali della finanza (-13,7%) e dell’abbigliamento (-6,5%). Tra gli altri che contribuiscono alla crescita, si segnalano le buone performance del mercato delle automobili (+8%), industria/edilizia (+34,6%), turismo/viaggi (+11,2%), tempo libero (+18%), abitazione (+9,1%) e bevande (+7%).

“A fronte di un autunno 2015 particolarmente positivo e dopo le crescite di questa estate” – conclude Dal Sasso – “avevamo previsto un autunno più cauto. I prossimi mesi da qui a fine anno potrebbero chiudersi in linea con lo stesso periodo o in leggero calo, ma possiamo confermare che il 2016 si conluderà in positivo. Il susseguirsi di eventi come la Brexit, le elezioni presidenziali americane o il Referendum costituzionale, per citarne alcuni, non aiuta gli operatori a investire con tranquillità nell’immediato futuro, la cui stabilità è tutta da interpretare e da costruire soprattutto in ottica 2017”.

 

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Nielsen: da gennaio gli investimenti “allargati” viaggiano a +4,8%

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investimenti spending

Il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia nei primi otto mesi dell’anno si attesta a +3,2%, rispetto allo stesso periodo del 2015. Nel mese di agosto la raccolta è in calo del 2,1%. Se si aggiungesse anche la stima sulla porzione di web attualmente non monitorata (principalmente search e social), il mercato chiuderebbe il mese di agosto quasi stabile a +0,2% e i primi 8 mesi a +4,8%. Lo segnalano le rilevazioni perioche di Nielsen, rese note questa mattina.

“Con il +4,8% messo a segno, i primi otto mesi confermano il trend di crescita del mercato pubblicitario”, commenta il Presidente Upa Lorenzo Sassoli. “Nonostante le incertezze dell’autunno la chiusura dell’anno si prevede sopra il 3%. Sull’autunno gravano diverse incertezze sia sul piano nazionale (esiti politici, consolidamento della ripresa e della occupazione), sia sul piano internazionale, con le incognite della elezioni USA, degli scenari di guerra e del terrorismo. Tuttavia, le nostre previsioni sono positive per la chiusura dell’anno; mentre per il 2017 è prematuro intravedere indicazioni”.
“La stagione dei grandi eventi sportivi si è dunque chiusa con una crescita significativa in linea con le previsioni”, aggiunge Alberto Dal Sasso, TAM e AIS Managing Director di Nielsen. “L’autunno si confronta con un periodo corrispondente nel 2015 già in crescita del 2,8%: nei prossimi mesi non ci possiamo aspettare una spinta ma un fisiologico trend leggermente negativo, come succede sempre negli anni pari”.

Relativamente ai singoli mezzi, si registra ancora una performance positiva per la tv che, grazie alle Olimpiadi, cresce ad agosto del 3,6%, chiudendo i primi otto mesi a +7,8%. Segno negativo per i quotidiani e per i periodici, che consolidano il periodo gennaio–agosto rispettivamente a -5,4% e – 3,6%. Il singolo mese per la stampa si chiude a -19,1% e -11% per i magazine. Negli otto mesi la radio rimane in positivo a +1,3%, grazie alla buona performance del mese di agosto (+7%). La crescita di internet è dovuta principalmente a search e social, sulla base delle stime realizzate da Nielsen. Relativamente al perimetro attualmente monitorato in dettaglio, invece, il web registra un decremento dell’1,6% nel periodo cumulato e un calo ad agosto del 5,2%, più che compensato dalle crescite dell’extra perimetro che portano gli otto mesi della raccolta online in terreno positivo. Seppur il mese sia stato negativo per il cinema, il mezzo continua ad assestarsi in terreno positivo nel periodo cumulato, crescendo dell’11,5%. Go tv e transit risentono ancora della presenza di Expo nel confronto con il periodo corrispondente del 2015, attestandosi nei primi otto mesi rispettivamente a -8,0% e -2,7%. Torna a crescere l’outdoor segnando un +0,6% nella crescita cumulata.

“In questi anni di grandi eventi sportivi”, conclude Dal Sasso, “l’autunno rappresenta sull’anno una quota più ridotta rispetto alle annate dispari. Già dall’andamento di settembre, potremo vedere quanto la crescita media dei budget o l’anticipo degli stessi nei mesi estivi – che sono le due componenti del trend – avranno contribuito alla variazione di fine anno”.

Per quanto riguarda i settori merceologici, solo sei continuano ad avere un segno negativo. Per i primi comparti del mercato, si registrano andamenti differenti nel periodo gennaio-agosto: crescono le telecomunicazioni (+10,2%), la distribuzione (+16,8%) e i farmaceutici/sanitari (+9,1%), cui si contrappongono i cali della finanza (-12,8%) e dell’abbigliamento (-7,6%). Tra gli altri che contribuiscono alla crescita, si segnalano le buone performance del mercato delle automobili (+9,7%), media/editoria (+8%), turismo (+11,8%), tempo libero (+19,2%) e bevande (+10%).

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Nielsen: investimenti pubblicitari su del 5% nel primo semestre. Giugno a +9%

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nielsen investimenti pubblicitari

Secondo i dati Nielsen diffusi oggi, il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia è cresciuto nel mese di giugno dell’8,1%, mentre l’intero primo semestre si attesta a +3,5%, rispetto allo stesso periodo del 2015, grazie a un incremento nella raccolta di circa 113 milioni di euro. Se a tali cifre si aggiungesse anche la stima della raccolta sulla porzione di web attualmente non monitorata (principalmente search e social), il mercato chiuderebbe il mese di giugno a +9,1% e il primo semestre a +5,1%.
“Nei primi sei mesi” commenta Alberto Dal Sasso, TAM e AIS Managing Director di Nielsen “il mercato si è dimostrato in linea con le aspettative di crescita grazie al traino degli Europei di calcio e a un trend economico che sembra aver lentamente ridato fiducia alle aziende e alla loro propensione all’investimento. Ricordando che mentre il primo semestre dello scorso anno era stato in parità e la seconda parte dell’anno era in crescita in maniera robusta (+4% considerando il perimetro allargato), per il 2016, a meno di debacle difficili da prevedere al momento, se il secondo semestre dovesse viaggiare in terreno appena positivo – diciamo vicino al +1% – si confermerebbe una chiusura attorno alla cifra del +3%”.
Altrettanto ottimistica la visione di Lorenzo Sassoli de Bianchi, Presidente UPA, che sottolinea: “L’Istat ha recentemente confermato la “tendenza positiva” dell’economia italiana, in questa il mercato della comunicazione pubblicitaria ribadisce nel primo semestre dell’anno il suo ruolo di traino crescendo a ritmi multipli rispetto al PIL: +5%. Una ulteriore conferma anche di quanto le imprese che investono in comunicazione credano nella ripresa economica del Paese, così come testimoniato chiaramente nella recente assemblea degli investitori in luglio”.

Relativamente ai singoli mezzi, Nielsen segnala l’ottimo risultato della TV che, trainata dagli Europei di calcio, cresce a giugno del +17,8% e del +7,8% nel primo semestre. Ancora segno negativo per i quotidiani, che chiudono il mese a -3,6%, consolidando il periodo gennaio-giugno a -4,9%. L’andamento del singolo mese è invece positivo per i periodici: giugno a +1% (ma il semestre a -3,0%). Il mese di giugno è negativo per il mezzo radio, in calo del -4,8%, ma non per il semestre che si consolida a +0,6%. Internet, relativamente al perimetro attualmente monitorato in dettaglio, registra un decremento di investimenti pubblicitari dell’1,9% nel periodo cumulato e un calo a giugno del -2,1%. Integrando tuttavia il dato con le stime desk di Nielsen sull’intero mondo del web advertising (aggiungendo principalmente search e social), i primi sei mesi chiuderebbero a +8,3% (giugno a +9%). Sempre buone le performance per il cinema, che cresce del +18,4%. L’outdoor chiude il semestre a +1,6%, il transit a +3,5%. La GO tv (già out of home tv) scende del 3,1%.

Per quanto riguarda infine i settori merceologici, solo sei continuano ad avere un segno negativo. Per i primi comparti del mercato, si registrano andamenti differenti nel periodo gennaio-giugno: crescono gli investimenti pubblicitari di telecomunicazioni (+11,6%), distribuzione (+20,2%), e farmaceutici e sanitari (+10,1%), cui si contrappongono i cali della finanza (-14,8%) e dell’abbigliamento (-7,2%). Tra gli altri comparti che contribuiscono alla crescita, si segnalano le buone performance del mercato delle automobili (+9%), di media/editoria (+10,1%), turismo (+17,6%) e tempo libero (+25,4%).

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Zenith: nella fruizione video il mobile supera il fisso

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Il 2016 sarà l’anno in cui dispositivi mobili supereranno quelli fissi come piattaforma principale per la visione di video online. Lo rivela  il report Online Video Forecasts 2016, pubblicato oggi da Zenith, che quest’anno copre 57 mercati chiave, 17 in più rispetto ai 40 della prima edizione, l’anno scorso.

La rapida crescita nel consumo di mobile video, come individua il report di Zenith, è guidata dalla sempre maggiore diffusione di dispositivi mobili, in particolare dispositivi a basso costo nei paesi con un minore reddito; altri fattori fondamentali sono lo sviluppo di schermi migliori per i dispositivi in mobilità e la diffusione di connessioni dati ad alta velocità, in particolare la connessione 4G.

Zenith prevede che il consumo di mobile video crescerà del 33% nel 2017 e del 27% nel 2018, fino a raggiungere i 33,4 minuti al giorno. I dispositivi mobile peseranno per un 64% sulla visione complessiva di video online nel 2018, mentre il consumo di video su dispositivi fissi crescerà del 13% nel 2017 e del 3% nel 2018, raggiungendo i 18,7 minuti di fruizione – questo per via della sempre più comune adozione di smart TV.

“La diffusione di dispositivi mobili e di connessioni ad alta velocità porteranno i consumatori ad avere contenuti video online sempre a portata di mano nel corso dell’intera giornata” ha dichiarato Jonathan Barnard, Head of Forecasting di Zenith (nella foto). “Questa condizione crea nuove opportunità per gli inserzionisti, che possono comunicare coi consumatori utilizzando l’online video advertising per combinare il potere di brand building tipico della pubblicità audiovisiva con la personalizzazione e il targeting preciso tipici del digital”-

Una evoluzione che si riflette anche sulle dinamiche dei budget degli inserzionisti, che nel 2015 hanno investito 17,5 miliardi di dollari USA in pubblicità tramite online video, dato in crescita rispetto ai 13,4 miliardi del 2014. Zenith prevede che la spesa pubblicitaria in online video crescerà a un tasso medio del 19,8% l’anno, raggiungendo i 30,1 miliardi di dollari nel 2018. Questo porterà a un maggiore peso dell’online video sul totale della spesa pubblicitaria in digital display con una quota del 31,3%, in crescita rispetto al 26,7% del 2015. L’online video (insieme coi social media) sta guadagnando rapidamente quota di mercato a scapito dei banner tradizionali, che sono meno efficaci e meno graditi dai consumatori, specie su dispositivi in mobilità.
Tuttavia, nonostante la gran parte del consumo di video online avvenga su mobile, la maggioranza della spesa pubblicitaria in online video è allocata a dispositivi fissi e continuerà ad essere così nel 2017. Zenith stima che la pubblicità video su dispositivi fissi peserà per il 68% sul totale online video advertising quest’anno, in discesa rispetto al 75% dello scorso anno, e si dovrà aspettare fino al 2018 per vedere il mobile advertising pesare quanto il suo omologo su dispositivi fissi. Le pubblicità video sono più coinvolgenti ed efficaci su schermi più grandi, motivo per cui gli inserzionisti continueranno a pagare un sostanziale extra per le pubblicità video su dispositivi fissi.

Per quanto concerne infine la strategie di pianificazione, il Report sottolinea che, in molti mercati, sta diventando abitudine dei brand trattare l’online video come uno strumento complementare alla televisione tradizionale, piuttosto che come un suo concorrente. L’online video può aggiungere copertura incrementale alle campagne televisive, in particolare fra i consumatori giovani e agiati che tendono ad essere gli utenti più assidui dell’online video. In mercati più piccoli gli inserzionisti spesso si limitano a riutilizzare i propri annunci televisivi, anche se questo non è il modo più efficace per utilizzare gli online video: i messaggi pubblicitari di questo tipo, infatti, solitamente funzionano meglio quando sono più corti rispetto agli spot tradizionali da 30 secondi. Alcuni brand hanno trovato il successo nell’utilizzo di online video per fornire contenuti aggiuntivi rivolti a consumatori interessati – ampliando la storia raccontata da una campagna televisiva, per esempio.

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