AZIENDE

Teads e Hearst Italia: accordo di esclusiva per l’intera inventory outstream

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Hearst Italia - Teads

Teads, The Global Media Platform, ha firmato un accordo annuale con Hearst Italia, che renderà la tech company partner unico della società per il territorio nazionale, affiancando la forza vendita dell’editore sul segmento outstream. Si tratta dei video pubblicitari che compaiono in modo autonomo all’interno dei testi degli articoli, senza essere inseriti in un flusso video (instream) dell’editore, come avviene invece nel caso di preroll o postroll, collocati all’inizio o alla fine di una clip.

Hearst – che pubblica Elle, Marie Claire, Esquire, Cosmopolitan, Elle Decor, Marie Claire Maison, Gente – adotterà i formati di Teads per guidare l’incremento delle revenue provenienti dai video pubblicitari e dal display advertising rispettando, al tempo stesso, l’esperienza di navigazione dei propri utenti.

 

Da qualche anno a questa parte, Hearst ha scelto di compiere investimenti massicci sul canale digitale con elle.it, marieclaire.it, cosmopolitan.it, elledecor.it, esquire.it tra i principali siti nel panorama web italiano. Nel 2017, con Hearst Digital, la struttura digitale per i brand del gruppo, ha rafforzato la strategia con content team dedicati al digitale, elevando la qualità dei suoi contenuti. Inoltre, la grande capacità di presidio del mondo fashion e luxury ha permesso la nascita di “Elle Network”, che vede la presenza di marchi di grande prestigio in partnership con Hearst Italia.

 

Corinna Marrone Lisignoli, Publisher Director di Teads Italia, ha dichiarato: “Poter annoverare tra i propri partner in esclusiva un Publisher del calibro di Hearst è un privilegio che solo pochi player al mondo hanno. Teads, negli ultimi 12 mesi, si è impegnata – da un lato – a costruire e consolidare un’offerta unica, capace di coprire differenti verticali grazie ad accordi con gli editori più prestigiosi di ogni segmento. Dall’altro, di mettere questi stessi editori nelle condizioni di essere più competitivi rispetto ai cosiddetti “Over The Top”, senza però trascurare la user experience. E questa sarà la nostra strategia anche per il 2019.”

 

Giacomo Moletto, CEO Hearst Italia e Western Europe (nella foto), ha commentato: “La collaborazione con Teads ci sta a cuore per due ragioni: dal punto di vista degli utenti garantisce un’esperienza di qualità sugli smartphone, fornendo contenuti pubblicitari che arricchiscono la navigazione e l’ingaggio; da quello degli inserzionisti offre un contesto di fruizione sicuro, all’altezza delle loro aspettative, con certificazione di viewability, la metrica digitale standard per misurare il tasso di effettiva visualizzabilità di un annuncio. Una soluzione vincente per le nostre testate e per i marchi degli investitori”.

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AGENZIE

Clear Channel vince la gara per l’inventory pubblicitario di Mestre/Venezia

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Clear Channel

Clear Channel si è aggiudicata la gara indetta dal Comune di Venezia per la concessione, in esclusiva, della commercializzazione dell’Advertising di tutto l’inventory pubblicitario di Mestre/Venezia che consta di 138 facce di billboard e 135 stendardi, impianti specificatamente progettati per il Comune di Venezia.

Nel contratto, valido per un anno con possibilità di proroga di un altro anno, è incluso anche l’appalto relativo alla gestione degli spazi pubblicitari della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, importante evento cinematografico di rilevanza internazionale che si inquadra nel più vasto scenario della Biennale di Venezia e che si svolge annualmente nella città lagunare e nello storico Palazzo del Cinema del Lido.

Clear Channel è presente, da oltre vent’anni, al Lido di Venezia con il compito di gestire tutta la comunicazione esterna nell’ambito del Festival, grazie a un network di impianti pubblicitari collocati nei punti più strategici, in zona fronte “red carpet” e in tutta l’area riservata alla manifestazione, coniugando posizioni di assoluto valore con impianti di qualità, per consentire ai brand di dominare l’intera area garantendo una forte visibilità volta a catturare l’attenzione degli spettatori e dei più prestigiosi media internazionali.

Mats Lundquist, General Manager di Clear Channel Italia commenta: “Questa aggiudicazione non fa che rafforzare i buoni rapporti con il Comune di Venezia, con il quale Clear Channel collabora da oltre 20 anni. L’aver ottenuto dal nostro Headquarters di Londra il consenso a partecipare alla gara è la conferma di una rinnovata fiducia e del forte impegno di questo Board sulla necessità di dare continuità della nostra presenza a Venezia. Colgo l’occasione per ringraziare il reparto “Patrimonio & Sviluppo” di Clear Channel Italia per l’impegno profuso, un team di professionisti che gestisce con competenza oltre 25.000 impianti pubblicitari in concessione di vario formato, di cui 1500 facce in digitale e 550 contratti con privati”.

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AZIENDE

Sizmek e Sublime: partnership per campagne con forte impatto creativo su larga scala

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Sizmek - Sublime

Sizmek, la più grande e indipendente piattaforma di buy-side advertising al mondo, e Sublime, il marketplace adv globale che crea e offre esperienze pubblicitarie ad alto impatto, hanno annunciato una partnership per offrire ai clienti l’accesso a strumenti avanzati di targeting e a una inventory ampliata.

Combinando i dati, l’ottimizzazione creativa e le capacità di esecuzione sui media che mette a disposizione Sizmek basandosi su Intelligenza Artificiale, questa partnership fornisce agli inserzionisti l’accesso automatico alla rete Sublime che offre invece formati pubblicitari innovativi, in un ambiente sicuro e ben definito.

Inoltre, l’integrazione di Sublime e Sizmek consentirà di accedere non solo all’inventory di Sublime, ma anche a un migliore targeting del pubblico attraverso l’uso dell’IA di Sizmek all’interno della piattaforma Sublime. Una maggiore capacità di ottimizzare gli obiettivi dell’inserzionista cross-platform, con una creatività altamente avanzata e non invadente, risponderà a molti dei problemi che i marketer di oggi si trovano ad affrontare.

Kees de Jong, Direttore Generale di Sizmek, EMEA, ha dichiarato: “Siamo entusiasti di questa opportunità di collaborare con Sublime che, fin dall’inizio, ha dimostrato un grande entusiasmo nel costruire nuovi formati programmatici ad alto impatto. Sono certo che questa partnership sarà reciprocamente vantaggiosa per rispondere alle sfide pubblicitarie attuali e future”.

Andrew Buckman, Managing Director EMEA di Sublime, ha aggiunto: “Siamo molto contenti di collaborare con Sizmek per offrire agli inserzionisti ancora più opportunità per avere un forte impatto creativo su larga scala. Grazie all’integrazione con la tecnologia IA di Sizmek, la nostra piattaforma leader consentirà ai marketer di raggiungere il pubblico in modo ancora più efficace e di conseguenza di ottenere maggiore coinvolgimento e migliori risultati di business. Tutto questo diventa essenziale in un momento in cui i consumatori sono sempre più esigenti e le loro richieste in continua evoluzione”.

Nella foto Enrico Quaroni, Managing Director Italy Sizmek.

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AZIENDE

Sizmek: non lasciate che i vostri dati marketing finiscano in un vicolo cieco

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Sizmek - dati marketing

In un mondo basato sui dati, i responsabili aziendali sono ben consapevoli del ruolo cruciale che la conoscenza dei clienti svolge nel guidare attività commerciali o di marketing di successo. Ma quando si tratta di utilizzare questi dati per impostare le strategie e garantire il successo aziendale, sia a breve che a lungo termine, molte aziende non sanno davvero come leggerli per utilizzarli in maniera corretta. Pianificando una parte significativa della loro spesa pubblicitaria su walled garden come Facebook e Google – il 2017 ha visto i giganti digitali attrarre l’85% di tutta la spesa pubblicitaria online – i marchi non stanno semplicemente investendo denaro, ma stanno cedendo il controllo dei loro dati. Questa fiducia incondizionata che i brand hanno nei walled garden e nel fatto che riescano ad ottenere risultati comporta che, per troppi brand, non ci sia un ritorno da tutti i dati che hanno a disposizione e che, una volta terminata la campagna pubblicitaria, manchino insight, output e risultati.

Solo attraverso un approccio trasparente rispetto a quali dati vengono utilizzati, quanto viene speso e quali risultati vengono raggiunti, le aziende possono valutare accuratamente il successo della loro campagna pubblicitaria. Senza la condivisione aperta di dati e intuizioni, i marchi continueranno a trovarsi in una situazione di grave svantaggio, incapaci di conoscere i propri clienti e di costruire strategie efficaci a livello aziendale.

La trasparenza è fondamentale per l’engagement dei consumatori

Con il costante aumento dei canali digitali, il pubblico si sta frammentando sempre di più. Raggiungere i consumatori nel posto giusto, al momento giusto, con il contenuto giusto e nel contesto giusto non è un’impresa da poco. Per affrontare questa sfida, gli inserzionisti cercano di creare esperienze pubblicitarie personalizzate in modo da costruire un engagement costante con i consumatori. Eppure, le piattaforme su cui si concentrano prevalentemente gli annunci non sono in grado di fornire la trasparenza necessaria per uno scambio a doppio senso di informazioni di alta qualità. E senza questi dati, i brand si ritroveranno privi degli strumenti necessari per creare campagne che catturino l’attenzione dei consumatori.

La promessa di una reach più ampia non dovrebbe più essere sufficiente per giustificare spese eccessive all’interno di un walled garden. Questo è particolarmente vero se ci si ferma a pensare alla vasta gamma di inventory di spazi che esistono al di fuori di organizzazioni come Facebook e Google, dove i brand possono comunicare e interagire con i clienti.

Abbattere i muri per un maggiore successo

Il mondo dei dati non deve spaventare. Una comprensione chiara e sensata da parte dei brand, su quali dati hanno a disposizione e su come possono utilizzarli per migliorare le campagne pubblicitarie e ampliare le strategie aziendali, non dovrebbe essere un obiettivo irraggiungibile. Tuttavia, l’attuale panorama pubblicitario mostra una situazione in cui gli inserzionisti sono limitati a una conversazione a senso unico, in cui i walled garden prendono i dati dei consumatori, li utilizzano e non li condividono.

Come possono gli inserzionisti abbattere queste barriere e capitalizzare i dati a portata di mano per preparare la loro azienda al futuro? Come possono garantire che i loro dati rientrino in loro possesso? La risposta è utilizzando una piattaforma che ponga al centro la trasparenza. Per agire in maniera corretta un inserzionista, deve cercare un’azienda tecnologica, non solo un’azienda media, che possa fungere da partner strategico. Questo partner dovrebbe essere in grado – e disposto – a fornire approfondimenti sui dati raccolti, per una maggiore comprensione da parte del cliente dei risultati che si stanno ottenendo dalla campagna in corso. I risultati devono essere condivisi, non nascosti.

Dopotutto, perché avere accesso a tutti questi dati se un partner non li utilizzerà in favore dell’inserzionista e dell’utente finale? Solo in questo modo si potrà ottenere un maggiore ritorno sugli investimenti pubblicitari. Lavorando in partnership, i clienti e i loro fornitori possono rendere più intelligenti i marketer o le agenzie e garantire che ogni campagna contribuisca ad una strategia utile per costruire un business più forte e di successo.

Nella foto Enrico Quaroni, Managing Director Italy Sismek.

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MEDIA

Teads: accordo globale con BBC.com per i formati outstream

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BBC.com - Teads

Teads annuncia la partnership con BBC.com per l’erogazione dei formati outstream in tutto il mondo. BBC.com distribuisce notizie e analisi approfondite in tempo reale, 24 ore su 24 ed è in grado di raggiungere più di 95 milioni di navigatori unici mensili fuori dal Regno Unito. La piattaforma end-to-end di Teads potenzierà la scalabilità dell’inventory video di BBC.com, la quale affiderà la monetizzazione della pubblicità video outstream sia alla propria forza vendita sia alla domanda di Teads.

“È per noi motivo di orgoglio lavorare con uno dei più prestigiosi media brand al mondo e aver stretto questo accordo a livello globale”, ha commentato Emily Brewer, Head of Publishing UK di Teads (nella foto).

Grazie a questa global partnership, Teads continua nel suo percorso di creazione della più vasta rete di publisher d’eccellenza – in grado di raggiungere 1,2 miliardi di utenti unici mensili in tutto il mondo. Teads, oltre ad essere membro del Gold Standard di IAB, fornisce a brand e advertiser scalabilità all’interno di ambienti di qualità e brand-safe, attraverso numerose collaborazioni con i gruppi editoriali più conosciuti a livello globale.

Ciò che distingue Teads sul mercato è il continuo approccio d’innovazione nella pubblicità video e display – il cui esempio più recente è inRead AR, il primo formato che integra feature di realtà aumentata all’interno di annunci outstream. Questa particolare attenzione al lato creativo, attraverso nuovi asset tecnologici, non solo assicura un maggiore coinvolgimento dell’utente nell’esperienza pubblicitaria, ma rappresenta anche un importante strumento strategico per brand e advertiser nella valorizzazione delle creatività.

 

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MEDIA

Oath si aggiudica la gestione dell’inventory pubblicitaria di Warner Music Italia

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oath - warner music

Oath annuncia la partnership con Warner Music Italia. L’accordo prevede per Oath la gestione dell’inventory pubblicitario di Warner Music in Italia, e permette ai brand di selezionare gli artisti più affini per le proprie campagne di digital video advertising.

Grazie a questa partnership, Oath avrà il diritto di vendita degli spazi pubblicitari su tutti i servizi che Warner offre alla propria audience in Italia. Gli inserzionisti potranno raggiungere i target di riferimento in un ambiente brand safe, con operazioni di contextual adv, ad elevati livelli di engagement, selezionando solo gli artisti più in linea con i propri brand. Inoltre, potranno scegliere i formati e le modalità di adv migliori rispetto ai propri obiettivi, tra cui campagne pre-roll da 6 o 20 secondi, oppure costruire insieme alla divisione Ryot Studio di Oath progetti ad hoc con gli stessi artisti, sviluppare con Warner Music contenuti originali oppure sponsorizzare contenuti come le note interviste della serie #Warnersquad.

Warner è stata la prima major a intessere una collaborazione strategica con YouTube. Il canale YouTube di Warner Music Italy vanta oltre 3 milioni di iscritti, 225 milioni di video visti al mese di cui il 60% da mobile. Oltre ai videoclip degli artisti, offre anche un format creato ad hoc chiamato #Warnersquad con lo scopo di unire artisti locali, produttori, musicisti, firmati o connessi con Warner Music Italia, con artisti internazionali di Warner Music.

“La nostra esperienza ci insegna che questo tipo di inventory presenta performance migliori su KPI come awareness, percezione del prodotto e intenzione di acquisto rispetto ad altri media”, afferma Christina Lundari, General Manager Oath Italia (nella foto). “Infatti, l’elemento che differenzia le iniziative erogate su queste inventory è proprio il ricordo del messaggio pubblicitario, come dichiarato da una percentuale importante degli utenti esposti, aspetto fondamentale che determina l’efficacia o meno di una campagna”.

“Warner Music è impegnata a offrire ai propri artisti le migliori opportunità del mercato, volte a valorizzare i loro contenuti e la loro creatività”, aggiunge Enrico Pugni, Head of Digital, Consumer Strategy and Content Development di Warner Music Italia. “La partnership con Oath creerà nuove occasioni di sinergia tra artisti, pubblico e brand”.

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AZIENDE

WebAds chiude l’anno con una crescita del 25% e annuncia novità per il 2017

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WebAds

Chiusura di anno positiva per WebAds, premium audience network e partner esclusivo per l’Italia di alcuni dei maggiori Publisher nazionali e internazionali. Con un +25% di crescita la società, guidata in Italia da Constantijn Vereecken, sta raccogliendo i frutti di una strategia di lungo termine che già da diversi anni l’ha vista puntare sui maggiori trend di mercato, prima di tutto sul programmatic.

Nelle parole del Managing Partner Constantijn Vereecken: “Abbiamo raggiunto gli obiettivi stabiliti ad inizio anno, e la vendita in programmatic è stata molto significativa, ma non solo. Stiamo ampliando la nostra inventory, rafforzando l’area video e rinnovato partnership con importanti editori. Stiamo inoltre lavorando sulla nostra DMP interna, per integrare con i nostri first party data le campagne dei nostri inserzionisti, fornendo anche un valore aggiunto ai Publisher.

“Il nuovo anno inizierà con una novità per WebAds, con l’obiettivo di presentare la nostra offerta in maniera sempre più coerente per il nostro posizionamento”.

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MEDIA

Adform introduce la gestione delle campagne in programmatic native

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Adform

Adform arricchisce la propria piattaforma Adform Demand Side introducendo la gestione delle campagne in programmatic native, fornendo così ai propri clienti un ulteriore strumento per la pianificazione di campagne cross-channel.

Con un flag, il native programmatic di Adform, disponibile da oggi anche in Italia, permette di selezionare l’inventory di alcuni degli exchange leader di mercato tra cui: Ligatus, Sharethrough, TripleLift, MoPub. In questo modo è possibile gestire campagne di native in programmatic su desktop, su mobile e mobile in-app.

Gli annunci nativi si integrano con il contenuto originale e permettono sia agli editori, sia agli inserzionisti di offrire ai lettori un’esperienza più coinvolgente e senza interruzioni. Questo tipo di pubblicità, non intrusiva, si rivela più efficace per attirare l’attenzione dei consumatori, pertanto è sempre più richiesta dagli inserzionisti. Il native advertising è destinato a crescere: in uno studio Business Insider, infatti, stima una spesa per questa forma di pubblicità di 16.8 miliardi di dollari nel 2016 e il raggiungimento di 36,3 miliardi di dollari entro il 2021. Ciò significa che gli annunci nativi rappresenteranno il 74% di tutte le entrate pubblicitarie entro il 2021.

“La possibilità di supportare campagne di native advertising sulla nostra DSP è una grande notizia per i nostri clienti che ci rende particolarmente entusiasti”, ha dichiarato Alfonso Mariniello, Country Manager di Adform Italia. “Gli annunci nativi seguono il comportamento dell’utente moderno perché si integrano in modo fluido all’interno del contenuto che il lettore sta fruendo offrendo una brand experience coinvolgente, in modo non intrusivo. Il native advertising ci permette di raccontare una storia in modo coerente sui diversi device e migliora le prestazioni, con livelli di coinvolgimento superiori rispetto alla pubblicità standard”.

Negli ultimi due anni, Adform ha sostenuto gli inserzionisti e gli editori realizzando formati nativi personalizzati in grado di migliorare l’esperienza dell’utente e, contemporaneamente, ha lavorato per rispondere alle necessità del marketing per l’integrazione su larga scala dei dati first-party. Raggiungere il pubblico su larga scala con la pubblicità nativa è stata per lungo tempo una grande sfida per tutto il settore. Poco tempo fa, però, IAB – Internet Advertising Bureau – ha pubblicato il documento di linee guida OpenRTB 2.3 che include anche la standardizzazione per gli annunci nativi. Questo ha permesso agli operatori di disporre di precise indicazioni su come acquistare e vendere annunci nativi in modalità programmatica su larga scala. Lo standard, quindi, ha permesso ad aziende ad-tech di poter includere annunci nativi nelle loro piattaforme di gestione delle campagne RTB.

Dal punto di vista creativo, Adform offre il proprio supporto native integrando contenuti pubblicitari in modalità in-feed, in linea con il contenuto principale. Gli inserzionisti devono solo aggiungere il nome del proprio brand, titolo, testo, immagini e logo.

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AZIENDE

teads & videology: partnership per la pubblicità video outstream in programmatic

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Teads - Videology

Teads, ideatore della pubblicità video outstream e primo video advertising marketplace al mondo, oggi annuncia la partnership con Videology, società leader nella fornitura di software per “converged” TV e video advertising online. La partnership sarà operativa in tutti i paesi della regione EMEA, all’interno dei quali Videology offrirà l’accesso all’inventory video premium di Teads.

Secondo comScore, Teads è la prima piattaforma video SSP a livello globale, con una reach dell’audience di 820 milioni di visitatori unici. Questo permette agli advertiser di avere accesso all’inventory dei Publisher di Teads (come ad esempuo Le Monde, Les Echos, Reuters, Die Welt, Vogue, Nzz, Le Temps, Forbes, Washington Post, El Pais, El Mundo, Nikkei, Asahi, Sankei, CNN, Euronews, Corriere della Sera, The Guardian, Telegraph, Business Insider e molti altri) attraverso la piattaforma di Videology.

“Siamo felici di accelerare la nostra partnership con Videology, una piattaforma video leader per molti brand e agenzie. Siamo inoltre onorati di essere stati posizionati al primo posto della classifica di comScore, come primo ecosistema di video Ad ma, siamo convinti che sia comunque ugualmente importante evidenziare il nostro portfolio di publisher premium e i nostri formati video, opt-in per l’utente. In più, il nostro inventario video è, ora, per il 50% mobile, il che significa che possiamo offrire una distribuzione realmente cross-screen. Crediamo che gli advertiser non cerchino solamente la reach, ma soprattutto una garanzia di qualità e il rispetto per gli utenti, che si può ottenere utilizzando formati skippabili”, commenta Todd Tran, Global SVP, Mobile and Programmatic, Teads (nella foto).

“Sono felice di annunciare la nostra partnership con Teads, che porterà qualità nella nostra offerta video outstream cross-screen. Videology continuerà ad ampliare e diversificare l’accesso alla propria inventory su tutto il territorio europeo e questa partnership porterà qualità nei contesti e formati nativi outstream”, afferma Jana Eisenstein, Managing Director Director EMEA, Videology.

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MEDIA

VEE Hyper Mobile: Veesible lancia la nuova offerta di tecnologia mobile

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Vee Hyper Mobile

Veesible, la concessionaria digital del Gruppo Tiscali, presenta Vee Hyper Mobile – in partnership con Senxation – lo strumento che permette ai brand di raggiungere l’audience più rilevante attraverso l’acquisto di utenti geolocalizzati e geotargettizzati.

Grazie a una piattaforma tecnologica di soluzioni hyperlocal che dialoga con l’inventory mobile di Veesible, infatti, è possibile rilevare l’utente in aree geografiche circoscritte e/o attraverso la definizione di un target estremamente preciso e mirato che, di volta in volta, può essere configurato e personalizzato sulla base delle esigenze del cliente. Non solo, incrociando i dati geografici con le abitudini degli utenti in mobilità e i loro reali interessi, i brand possono entrare efficacemente in contatto con un’audience targettizzata come mai prima d’ora; un’opportunità irrinunciabile per gli inserzionisti.

Vee Hyper Mobile, infatti, sfrutta una innovativa piattaforma tecnologica lavorando su due differenti livelli:
GeoContextual: attraverso l’individuazione di un’area geografica circoscritta, il target viene definito all’interno di un raggio che delimita il campo d’azione in cui il brand può raggiungere gli utenti come, ad esempio, quelli che abitano entro quel determinato perimetro oppure quelli che vi transitano intorno o all’interno di quella specifica area;
GeoBehavioural: la piattaforma raccoglie ed elabora i dati relativi ai movimenti e ai comportamenti degli utenti presenti nel database, attraverso una tecnologia che permette di conoscere i movimenti fisici dei singoli utenti, cosa fanno e quali sono i loro interessi, tracciando così un accurato e prezioso profilo di consumo.

Uno strumento di comunicazione che ha delle forti potenzialità, poiché oltre a essere uno strumento tattico che consente di ampliare la reach di utenti in target e raggiungere nuovi bacini di utenza dei brand, tatticamente permette di ottimizzare gli investimenti dei brand che possono così entrare in contatto direttamente con i prospect attraverso progetti di brand activation con la logica del “drive to store”.

Il nuovo prodotto adv Vee Hyper Mobile offre la possibilità di sviluppare campagne adv personalizzabili attraverso la scelta di inserire fino a cinque call to action nella creatività, per ingaggiare gli utenti in maniera mirata e ottenere così una reportistica con kpi’s meno tradizionali e più interessanti per i marketers, come gli utenti unici localizzati sul territorio, l’engagement rate e il numero degli utenti in prossimità degli store.

Da maggio 2016 già diversi e importanti brand appartenenti a categorie merceologiche strategiche (largo consumo, fashion, automotive, telco…) hanno realizzato campagne di successo grazie a Vee Hyper Mobile: Benetton, Eurospin, McDonald’s, Mercedes, Wind e Procter&Gamble, con i brand Dash, Head&Shoulder e Gillette.

Massimo Crotti, General Manager di Veesible (nella foto), ha commentato: “Questo nuovo prodotto, in partnership con Senxation, ci consente di estendere le nostre properties e valorizzare al meglio la nostra inventory mobile, confermando il nostro know-how sull’area mobile. Siamo estremamente orgogliosi di presentare in una maniera assolutamente innovativa, soluzioni su misura che possono essere configurate in base alle esigenze degli advertiser che potranno così dialogare con una più ampia panoramica di utenti profilati”.

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MEDIA

Yahoo! Japan annuncia la migrazione del suo Video Online In-Stream su Videology

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L’intera inventory di Video Online In-Stream di Yahoo! Japan ha completato la proprio migrazione su Videology, provider di tecnologia pubblicitaria. Il passaggio alla tecnologia di Videology rafforzerà la capacità di Yahoo! Japan di offrire al mercato della digital advertising giapponese un buying riservato garantito, un solido forecasting e gruppi di annunci pubblicitari sul modello televisivo, conosciuti come AdPod.
L’introduzione di AdPod consente a Yahoo! Japan di eliminare la duplicazione creative e introduce una separazione dei mercati concorrenti nell’ambito di specifici slot pubblicitari per aumentare la fiducia degli advertiser nell’offerta di campagne di video online.

Yahoo! Japan è uno dei siti internet più trafficati del Giappone: con la sua offerta di oltre 100 servizi, tra cui ricerca, news ed e-commerce tramite PC e smart device, serve, in media, più di 80 milioni di browser unici al giorno, per un totale di 64 miliardi di pagine visualizzate al mese.
La migrazione è effettiva dall’1 ottobre 2015 e in futuro, i due partner continueranno a collaborare per rafforzare la soluzione di digital marketing offerta da Yahoo! Japan e per espandere ulteriormente il mercato del video advertising online.

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MEDIA

Real Time Bidding: un’opportunità da cogliere al volo per il mercato dell’adv online

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Il Real Time Bidding rappresenta oggi negli USA un elemento trainante per la pubblicità online, con un valore superiore al 30% del totale del mercato dell’advertising digitale. Una nuova opportunità, quindi, per lo sviluppo della pubblicità online anche nel nostro Paese dove il RTB vale oggi il 3% dell’advertising digitale e si stima che arriverà al 6% alla fine del 2013. È quanto è emerso dall’intervento di Simona Zanette, Presidente di IAB Italia (nella foto), in apertura del secondo appuntamento del 2013 con IAB Seminar, tenutosi oggi presso la sede de Il Sole 24 Ore. Nel corso della sua introduzione sull’ecosistema del Real Time Bidding, il Presidente dell’Associazione ha dichiarato: “L’obiettivo di IAB Italia è quello di diffondere la cultura digitale nel nostro Paese e, con questo IAB Seminar vogliamo far luce su un fenomeno emergente che non va ignorato, ma valorizzato per coglierne tutte le potenzialità”.

L’incontro è stato inaugurato dal General Manager di IAB Italia, Fabiano Lazzarini che ha sottolineato come l’obiettivo concreto del Seminar sia quello di fare informazione attraverso la voce degli esperti e di fornire degli strumenti immediatamente applicabili per un utilizzo corretto dello strumento RTB. Aziende, operatori ed esperti del settore si sono alternati per analizzare tutti gli aspetti del nuovo protocollo di online advertising, che consente a Editori e Concessionarie di mettere l’inventory a disposizione su mercati virtuali dedicati in cui, attraverso tecnologie avanzate, molteplici acquirenti concorrono per le singole impression, con un sistema di “asta in tempo reale”.

Il primo intervento è stato quello di Pierre Naggar, General Manager EU di Turn, focalizzato su “Real Time Bidding: Successi, Sfide e Opportunità”. Naggar ha sottolineato come il RTB “sta cambiando il modo di acquisto degli spazi su internet dando la possibilità di acquistare le impression, una alla volta, in tempo reale (stiamo parlando di decimi di secondo), attraverso delle offerte mirate. La decisione d’acquisto si sposta così dall’editore agli inserzionisti, che sono in questo modo in grado di far combaciare il cliente desiderato con il giusto messaggio sul supporto corretto”. Un fenomeno destabilizzante, a giudizio del General Manager, perché porta con sé un cambiamento forte a livello di infrastrutture “costringendo” le aziende a creare nuovi staff operativi con funzioni combinate di comunicazione, marketing e tecnologia. Naggar ho poi analizzato due “falsi miti” che circondano il Real Time Bidding. Il primo è la convinzione che il RTB funzioni soltanto per le campagne direct response, il secondo è che il traffico disponibile sia di scarsa qualità. “In realtà – sostiene Naggar – il RTB funziona anche per generare brand awareness nell’intero canale decisionale dando la possibilità agli editori di selezionare gli acquisti e di controllare il prezzo attraverso i “private marketplace”, luoghi virtuali dove domanda e offerta si incontrano, per generare, in un ambiente controllato e trasparente, la migliore combinazione possibile tra messaggio e audience.

Patrizio Zanatta, Sales Director Southern Europe di Rubicon Project, ha fatto un intervento dedicato a “La verità su RTB e Private Marketplace”. In particolare Zanatta ha messo l’accento sull’attuale inefficienza dei processi di media buying, suggerendo l’automazione dei processi di transazione proprio attraverso la combinazione di RTB e Private Marketplace. Secondo Zanatta “entro 3/5 anni la maggioranza del digital spending avverrà tramite le piattaforme e l’online adv è destinato a svilupparsi in maniera programmatica”.

Duncan Hammond, Monetisation Development Manager di The Guardian (che già solo con la sua carica da un senso al suo intervento ndr), ha invece portato una testimonianza concreta di Real time opportunity, raccontando l’esperienza della sua realtà: il RTB si è dimostrato un elemento essenziale nella strategia di monetizzazione digitale del quotidiano britannico, consentendo una gestione efficace e una ottimizzazione dei ricavi.

Cristina Pianura, Country Manager Italy Prime Real Time, con una presentazione focalizzata sul Private Market Place e in particolare su come valorizzare il secondary premium, ha posto l’accento su quelli che ha definito i “magic trends” del RTB: la qualità, il video, il programmatic buying, i premium marketplace, il targeting e i data. Pur nella convinzione che nei prossimi 5 anni l’adv online sarà sempre più attratto dal RTB, Pianura sostiene che “attualmente questo ecosistema è ancora poco efficace. L’offerta deve tornare a essere protagonista e i publisher devono essere proattivi, smart, conoscere il valore della propria inventory e le opportunità legate al posizionamento di un’offerta “ben confezionata” e non generica”. Per la Country Manager “oggi non è più la quantità che fa la differenza, ma la qualità dei contenuti, delle informazioni e delle relazioni”. Cambia anche il modello di vendita che deve essere ripensato in un’ottica di approccio olistico tra le componenti premium (la vendita diretta, il rapporto personale), secondary premium (il bacino di audience “programmatiche” e remnant (l’open market). “Il RTB – conclude Pianura – risponde alla necessità di avere audience qualificate, di essere velocemente abilitati a negoziare budget e di favorire la vendita con finalità non solo di response ma anche di branding”.

A chiudere la prima parte della mattinata Massimo Pattano, Sales & Mktg @ Simply e Gareth Holmes, Commercial Director EMEA @ PubMatic, che sono stati protagonisti della sessione dedicata al ruolo dei RTB Publishers: Leading or Supporting role? Per Massimo Pattano “l’editore ha sicuramente un ruolo da protagonista ma deve crescere in consapevolezza e avere più fiducia nella tecnologia”. “Il RTB non porta via forza lavoro, come tanti temono, anzi, crea maggiori opportunità soprattutto per i giovani e rafforza il valore dell’inventory”. Pattano sostiene che sia necessaria un’alfabetizzazione soprattutto dei piccoli e medi editori e a questo proposito cita il Club degli Editori Digitali (www.editoridigitali.org), nato proprio con lo scopo di creare un network per dare voce ai Piccoli Medi Editori italiani organizzando occasione di confronto tra publisher con il coinvolgimento di tecnologia e investitori.

Dopo il coffee break i lavori sono ripresi con Sacha Berlik, General Manager Europe di DataXu, che ha parlato della “rivoluzione” del Programmatic Marketing, puntando l’attenzione sul passaggio dai little ai big data. “I comportamenti dei consumatori stanno creando i big data che, da statici, sono diventati dinamici (perché raccolti attraverso le chat, i social, il gaming, il mobile…). E proprio i big data – prosegue Berlik – stanno trasformando il marketing perché, se usati correttamente, sono in grado di generare la miglior user experience e di misurare ogni interazione con il brand, dando vita a quello che possiamo definire “big data marketing” o “programmatic marketing”.

Infine Umberto Bottesini, Partner & Founder di Simple Agency, ha presentato un interessante intervento sulla “Teoria evoluzionista del digital advertising: dal Media Planner al Data Planner”. Bottesini si è chiesto quale potesse essere il vantaggio competitivo del RTB, lato cliente, e se questa fosse la solita moda di cui si parla per un po’ e poi tutto finisce. La risposta è no. “Il RTB non è una moda ma un mezzo tremendamente tecnico e strutturato che dovrebbe portare a un cambiamento epocale nell’adv online”, sostiene Bottesini. “Il vantaggio competitivo è quello di rendere più efficiente il percorso decisionale del cliente (il c.d. customer journey), in modalità trasversale su tutti i device, garantendo la massima efficacia ed efficienza”. “La sfida – conclude Bottesini – è quella di collezionare, organizzare e sfruttare al meglio la quantità e la qualità dei dati disponibili (data complexity)”. A questo riguardo Bottesini parla di un passaggio dal web adv alla digital inclusion, passaggio che ha visto trasformarsi nel tempo il concetto stesso di media planning. “In un’era “geologica” che va dal 1998 a oggi possiamo definire 6 step di traformazione della figura del media planner: il planner habilis del 1998, senza nessuno  – o quasi – strumento di profilazione; il planner erectus del 2003 che poteva contare almeno sui google adsense; il planner sapiens del 2008 che “scopre” gli strumenti di re-targeting; il planner sapiens sapiens del 2012 cui vengono svelate le opportunità del RTB e, infine, il Data planner – quello di oggi e di domani – che possiede tutti gli strumenti utili a identificare in ogni momento della giornata, su ogni device un’unica figura di riferimento (Bottesini parla di “riconciliazione”) che rappresenta il suo utente ideale.

di Monica Gianotti

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