TECH & INNOVATION

TIM entra nel mondo della Smart Home con IoTIM. Avviate partnership con i principali player mondiali del settore

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Arriva la “Superapp” IoTIM che porta l’Internet of Things nelle case degli italiani. Un’unica App per connettere gli oggetti intelligenti, capace di integrarsi sia con soluzioni targate TIM sia con un ecosistema di prodotti dedicati.
 IoTIM è l’unica App, presente sul mercato italiano, in grado di gestire simultaneamente tutti i device presenti nell’abitazione, creando regole e preferenze d’uso per rendere più “semplice” la vita quotidiana e più “smart” le abitazioni.

Disponibile su smartphone, web, e prossimamente anche su TV attraverso le nuove funzionalità del decoder TIM BOX, IoTIM è aperta, modulare e flessibile. Con un semplice click abilita alla digital life per accedere a un set di servizi evoluti e sempre più personalizzati, in grado di offrire una user experience basata su un’interfaccia unica e immediata.

La nuova “Superapp” permette un’interazione da remoto tra le persone e gli oggetti presenti nell’ambiente domestico. In particolare, oltre alla possibilità di gestire i diversi dispositivi abilitati e farli comunicare tra loro, IoTIM offre servizi “evoluti”, a cura di partner selezionati, che prevedono una customer experience interamente digitale.

“Con il lancio di IoTIM, l’azienda aggiunge un altro pilastro alla strategia DigiTIM, entrando nelle case degli Italiani non solo per offrire servizi di connettività e di intrattenimento, ma anche per semplificare la vita quotidiana dei clienti’’, dichiara Stefano Azzi, Direttore Consumer & Small Enterprise di TIM. “L’obiettivo è quello di collegare, in un unico ambiente, tutti i dispositivi dei principali player del mondo della Smart Home e gli innovativi servizi digitali che cambieranno in pochi anni la vita delle persone. Da oggi infatti sarà possibile attivare da smartphone – con pochi semplici passaggi – servizi di vigilanza privata e assicurativi per la casa, servizi legati all’assistenza stradale e al benessere della persona. La sfida di TIM è gestire la complessità al posto del cliente ed offrire una user experience sempre personalizzata. Un importante progetto che fa leva sui nostri asset distintivi: forza commerciale del brand e della nostra rete di vendita, assistenza capillare sul territorio e capacità di garantire la sicurezza delle soluzioni proposte. Puntiamo a posizionarci come player principale in un mercato estremamente strategico come quello della Smart Home, per offrire sempre il meglio della tecnologia ai nostri clienti”.

Il primo servizio a salire a bordo di IoTIM è TIM Security, un sistema di sicurezza e antifurto 2.0 connesso sia al broadband di casa sia alla rete mobile tramite una SIM di backup. Il servizio è composto da sei dispositivi: Wifi Cam, sensore apertura/chiusura porte, sensore movimento, due telecomandi e una centralina di controllo. Il kit è facile da installare, semplice da gestire e sempre accessibile dall’App IoTIM per controllare la propria casa in ogni momento e da ogni luogo.

TIM Security è disponibile per tutti i clienti con una linea ADSL o Fibra TIM a 9,99 Euro per 48 mesi addebitati direttamente in bolletta. Sempre sull’App IoTIM, è possibile scegliere il servizio di sicurezza Sicuritalia Protezione24, che permette al cliente di inviare richieste di allarme alla Centrale di Vigilanza, attiva 24 ore su 24, con la possibilità di invio pattuglie di Guardie Giurate, soccorsi su tutto il territorio nazionale e allertare le Forze dell’Ordine.

Oltre a TIM Security, sono già disponibili e gestiti direttamente con l’App IoTIM altri dispositivi, come i termostati per ottimizzare il consumo di energia in casa, le telecamere per controllare la propria abitazione a distanza, una bilancia intelligente e un misuratore di pressione, per memorizzare, condividere e gestire i dati relativi alla propria salute con grafici, statistiche e altre informazioni.

Nei prossimi mesi l’ecosistema IoTIM si arricchirà di nuovi oggetti e servizi intelligenti: dal TIMTag, il dispositivo che informa sulla posizione dell’amico a quattro zampe e degli oggetti più cari, passando per l’assistenza vocale di casa, fino al tracker auto.

Con questa iniziativa TIM conferma l’impegno nella trasformazione digitale del Paese avviata con il Piano DigiTIM e consolida il ruolo di player nella Gigabit Society, esplorando le nuove opportunità offerte dal promettente mercato della Smart Home.

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Cresce l’IoT italiano, +32% per 3,7 miliardi nel 2017: i risultati del Politecnico di Milano

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Prosegue la crescita del mercato Internet of Things in Italia. Il segmento nel 2017 ha toccato quota 3,7 miliardi di euro, con un incremento del 32% rispetto al 2016. Questo grazie alla spinta sia dalle applicazioni più consolidate che sfruttano la “tradizionale” connettività cellulare (2,2 miliardi di euro, +29%); sia da quelle che utilizzano altre tecnologie di comunicazione (1,5 miliardi di euro, +36%). Una crescita, quella dell’IoT, che risulta in linea o superiore a quella degli altri Paesi occidentali e il cui vero motore è costituito dalla componente legata ai servizi abilitati dagli oggetti connessi, che valgono ormai 1,25 miliardi di euro (con un peso pari al 34% del mercato).

A trainare l’Internet of Things in Italia è anche per il 2017 lo Smart Metering. Questo, per effetto degli obblighi normativi per il gas (2,4 milioni di contatori gas installati presso le utenze domestiche nel 2017); e dell’installazione della seconda generazione di contatori elettrici intelligenti. Tutto questo fa totalizzare al mercato i 980 milioni di euro (26%, +3% rispetto al 2016). Subito dopo, ormai a breve distanza, troviamo la Smart Car con 810 milioni di euro (22% del mercato, +47%), grazie anche agli 11 milioni di veicoli connessi a fine 2017, oltre un quarto del parco circolante in Italia.

A seguire troviamo le applicazioni di Smart Building (pari a 520 milioni di euro, 14% del mercato IoT); le soluzioni IoT per la logistica (360 milioni di euro, +45%); la città (320 milioni di euro, +40%); e la casa (250 milioni di euro, +35%). Smart Metering e Smart Car, insieme a Smart Home e Industrial IoT, sono gli ambiti di cui si prevedono i tassi di crescita più significativi nel 2018. Questi sono i principali risultati della Ricerca dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, presentata questa mattina a Milano al convegno “Internet of Things: connessi o estinti!”.

 

I grandi player e le startup

Si accende l’arena competitiva su scala internazionale con nuovi styer che giocano sempre più un ruolo di primo piano. Ma anche le startup sono protagoniste di questo mercato (ne sono state individuate 606 a livello globale); le offerte spesso sono complementari a quelle delle grandi aziende. Ben 426 delle startup analizzate hanno ricevuto finanziamenti da parte di investitori istituzionali nel triennio 2015-2017, per un totale di 4,8 miliardi di dollari raccolti complessivamente (+30% rispetto al 2016). Il finanziamento medio è stato raddoppiato nell’arco di soli 12 mesi, pari a 30 milioni di dollari ciascuna.

 

Smart Metering e Smart Asset Management

Dopo la crescita impetuosa che aveva registrato nel 2016 sull’onda degli obblighi normativi (+90% rispetto al 2015), si stabilizza l’andamento delle soluzioni di Smart Metering e Smart Asset Management nelle utility, che rimangono però anche nel 2017 il principale segmento del mercato IoT con una quota del 26% del totale e un valore di 980 milioni di euro nel 2017 (+3% rispetto al 2016). Sono 2,4 milioni i contatori gas installati presso le utenze domestiche, in aggiunta agli 1,8 milioni di smart meter elettrici di seconda generazione, la cui installazione è stata avviata nei primi mesi del 2017.

 

Smart Car

Al secondo posto per valore di mercato troviamo la Smart Car (22%), che negli ultimi dodici mesi ha raggiunto quota 810 milioni di euro con oltre 11 milioni di veicoli connessi in circolazione (erano 7,5 milioni nel 2016), ormai oltre un quarto del parco auto circolante in Italia. Prevalgono ancora i box GPS/GPRS per la localizzazione e la registrazione dei parametri di guida con finalità assicurative (76% del mercato Smart Car, +44% nel 2017), ma si continua a registrare un forte incremento di auto nativamente connesse (24%, +68%): il 60% dei veicoli immatricolati nel 2017 è dotato di un sistema di connessione fin dalla fase di produzione…

 

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Vodafone entra nel mercato dell’IoT Consumer con il lancio di V by Vodafone

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V by Vodafone

Consentire ai clienti di connettere milioni di prodotti per il tempo libero e la casa alla piattaforma di connettività IoT del Gruppo Vodafone: con questo obiettivo Vodafone entra nel mercato dell’Internet of Things Consumer lanciando V by Vodafone.

Gli analisti stimano che entro il 2020, saranno oltre 370 milioni gli oggetti di elettronica di consumo e smart home in grado di connettersi alle reti IoT nei Paesi in cui Vodafone è presente, rispetto ai 5o milioni di oggi.

V by Vodafone è il nuovo ecosistema che consente di connettere e gestire una varietà di oggetti IoT, alcuni dei quali scelti da Vodafone per entrare nel mercato Consumer, tra cui un dispositivo per l’auto, una videocamera 4G, un tracker per gli animali domestici e uno per oggetti come borse e valigie.

La strategia di Vodafone per l’Internet of Things Consumer fa leva sull’esperienza acquisita negli anni nel mercato Enterprise, di cui il Gruppo è leader mondiale con oltre 59 milioni di oggetti connessi (7 milioni solo in Italia) e una piattaforma per la gestione di diverse soluzioni in molteplici settori.

Vittorio Colao, CEO del Gruppo Vodafone, ha dichiarato: “L’Internet delle cose ha già iniziato a modificare il modo di fare business. Nei prossimi dieci anni, l’espansione dell’IoT nel mercato Consumer comporterà un cambiamento altrettanto radicale nel modo di vivere delle persone, nelle loro case e nel tempo libero. V by Vodafone rende semplice la connessione di un’ampia gamma di prodotti, per la sicurezza delle persone e delle cose a cui i clienti tengono. Il nostro obiettivo è mettere a disposizione delle persone la nostra esperienza e leadership globale nell’IoT per consentire loro di vivere pienamente la prossima fase della rivoluzione digitale”.

L’ecosistema V by Vodafone comprende:

V-Sim by Vodafone, una SIM specificatamente pensata per essere utilizzata all’interno di oggetti connessi, da oggi in dotazione con ciascun prodotto della linea V by Vodafone, e dal prossimo anno acquistabile anche singolarmente e presso altri rivenditori.

• L’applicazione per smartphone V by Vodafone, che consente di gestire attraverso un’unica interfaccia tutte le V-SIM dei propri dispositivi IoT, in modo semplice e intuitivo. Per attivare i prodotti basta inquadrare il QR code presente sulla confezione, selezionare il pagamento, e associare il prodotto alla propria SIM Vodafone Consumer.

• Una rete affidabile e di qualità. Grazie all’estensione della rete Vodafone, inoltre, i clienti potranno gestire ogni dispositivo in tutta Europa. Rispetto ai dispositivi funzionanti con WiFi, infatti, i prodotti V by Vodafone potranno contare su una connessione stabile, ovunque si trovi il segnale di rete mobile.

• Un unico piano tariffario, calcolato in base alla tipologia di oggetto da connettere, per rendere più semplice la gestione di più dispositivi associati allo stesso numero Vodafone, con addebito su un’unica fattura e senza costi aggiuntivi.

• Nel 2018, Vodafone lancerà un marketplace aperto a sviluppatori IoT, che consentirà di ampliare ulteriormente il portafoglio di prodotti.

La linea di prodotti V by Vodafone è stata sviluppata tenendo conto di ricerche di mercato che hanno coinvolto oltre 15 mila clienti in Germania, Italia, Spagna e Regno Unito.

I PRODOTTI V BY VODAFONE

I primi quattro prodotti V by Vodafone presentati in occasione del lancio sono V-Auto by Vodafone, V-Bag by Vodafone, V-Camera by Vodafone e V-Pet by Vodafone. Altre categorie seguiranno nel 2018. Tutti i prodotti V by Vodafone possono essere acquistati dai clienti Vodafone da oggi nei negozi Vodafone selezionati in Italia, Germania, Spagna e Regno Unito, o online.

V Auto by Vodafone utilizza la stessa tecnologia IoT sviluppata da Vodafone per connettere alcuni modelli d’auto delle principali case automobilistiche. Il dispositivo “Plug & Drive” è compatibile con i principali modelli di auto prodotti dal 2002 in Europa. Il dispositivo “V Auto by Vodafone” può essere installato e configurato nella macchina in pochi secondi, direttamente dal cliente.Una volta connesso, V-Auto by Vodafone consente di accedere alle seguenti funzionalità: “Auto SOS”: la chiamata SOS per ricevere aiuto in caso di emergenza o di incidente; “Trova la mia auto”: per geo localizzare e monitorare la posizione del proprio veicolo; “Livello di sicurezza della guida”: il punteggio che consente al guidatore di controllare e valutare il proprio stile guida per ogni percorso. (V-Auto ha un costo iniziale di 79 euro e un canone ogni 28 giorni di 5 euro).

V-Camera by Vodafone, la video camera di sicurezza in alta definizione che si connette in automatico alla rete Vodafone. Grazie a essa, i clienti potranno monitorare e registrare da remoto qualsiasi luogo coperto da rete 3G e 4G. (V-Camera ha un costo iniziale di 379 euro e un costo fisso ogni 28 giorni di 5 euro).

V-Pet by Vodafone, il tracker per animali domestici che consente di monitorarne la posizione, i movimenti e lo stato di attività. Il dispositivo consente anche di selezionare una o più aree entro le quali l’animale può muoversi in libertà, ricevendo degli alert nel caso in cui queste fossero oltrepassate. (V-Pet by Vodafone ha un costo iniziale di 49 euro e un costo fisso ogni 28 giorni di 5 euro).

V-Bag by Vodafone, il tracker per valigie, borse a mano e zaini pensato per ridurre il rischio di furti e smarrimento. Anche in questo caso, è possibile impostare una o più aree entro le quali la borsa può essere spostata, ricevendo degli alert nel caso in cui queste fossero oltrepassate. (V-Bag by Vodafone ha un costo iniziale di 59 euro e un costo fisso ogni 28 giorni di 3 euro).

I prodotti “V by Vodafone” saranno disponibili inizialmente solo per i clienti mobili di Vodafone Italia. I nuovi clienti potranno registrarsi per l’utilizzo dei dispositivi nei prossimi mesi.

Per raccontare i nuovi prodotti partirà nei prossimi giorni una campagna digital coerente al nuovo posizionamento “Il futuro è straordinario. Ready?

 

 

 

 

 

 

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Bosch e IBM: insieme per l’industrial Internet of Things

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Bosch - IBM

IBM e Bosch hanno annunciato una collaborazione per l’industrial Internet of Things, mettendo a disposizione i servizi IoT Suite di Bosch sulla piattaforma IBM Bluemix e IBM Watson IoT basata su standard aperti per consentire ai clienti l’aggiornamento efficiente di milioni di dispositivi IoT.

Con una stima di 20,8 miliardi di oggetti connessi entro il 2020 (fonte: Gartner), i clienti si aspettano aggiornamenti costanti e miglioramenti continui delle prestazioni dei loro dispositivi. Bosch sta mettendo a disposizione il servizio “Bosch IoT Rollouts” per una gestione avanzata dei dispositivi e aggiornamenti software basati sul cloud sulla piattaforma Bluemix, integrata con la piattaforma IBM Watson IoT. I clienti di entrambe le aziende potranno così accedere ai “Bosch IoT Rollouts” tramite il cloud IBM, approfittando delle dimensioni, della flessibilità, della privacy e della sicurezza fondamentali per aggiornare i dispositivi connessi e promuovere un’innovazione continua nell’Industrial IoT.

“L’IoT sta cambiando e trasformando ogni aspetto sia dell’ambiente lavorativo sia della vita quotidiana. Solo le aziende in grado di collaborare in ecosistemi avranno successo”, ha dichiarato Rainer Kallenbach, CEO di Bosch Software Innovations. “Solo i nuovi ecosistemi forniscono la base strategica per piattaforme aperte e interoperabilità. Insieme faciliteremo e accelereremo lo sviluppo di soluzioni IoT per i nostri clienti”.

La multinazionale tedesca amplierà i servizi Bosch IoT Suite sulla piattaforma IBM Bluemix e Watson IoT per lo sviluppo di applicazioni personalizzate e il miglioramento delle prestazioni runtime. Gli sviluppatori di soluzioni IoT approfitteranno anche della perfetta integrazione con le funzionalità di Watson IoT di IBM.

“Nei prossimi anni, l’Internet delle cose sarà la più grande fonte di dati sul pianeta, con miliardi di dispositivi connessi che trasmettono informazioni sul loro stato, la loro posizione e la loro salute”, ha dichiarato Harriet Green, direttore generale di IBM Watson IoT, Cognitive Engagement and Education. “Siamo entusiasti di collaborare con Bosch per offrire ai clienti capacità innovative per fornire esperienze e servizi personalizzati sui dispositivi connessi”.

Le case automobilistiche ora possono programmare e organizzare gli aggiornamenti software per milioni di veicoli con sicurezza, efficienza e in modo controllato, senza necessità che il veicolo si rechi in officina. Un produttore di elettrodomestici può inviare aggiornamenti remoti a migliaia di lavatrici e asciugatrici, consentendo ai clienti di accedere agli ultimi aggiornamenti, servizi e offerte fra cui, per esempio, il riordino automatico di detersivo. IBM e Bosch sono entrambe convinte che l’IoT avrà successo grazie a standard aperti e all’open source, e, pertanto, continueranno a lavorare attivamente nell’Eclipse Foundation e nell’Industrial Internet Consortium per un’ulteriore diffusione nei settori chiave.

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IBM e Visa trasformano i dispositivi connessi in potenziali “strumenti di vendita” grazie all’IoT di Watson

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IBM Watson

IBM e Visa hanno annunciato oggi una collaborazione innovativa che consentirà alle imprese di introdurre funzionalità di pagamento in modo rapido e sicuro in tutto il settore dell’Internet delle Cose (IoT). Si tratta di ben 20 miliardi di dispositivi l’accesso ai quali verrà fornito da IBM Watson l’accesso a Visa nei prossimi cinque anni

La collaborazione unisce le collaudate capacità cognitive di IBM e della piattaforma Watson IoT, utilizzata attualmente da più di 6.000 aziende, che aiutano i clienti a collegarsi a milioni di dispositivi, alle funzionalità di pagamento globali di Visa, in grado di elaborare più del 60% dei pagamenti a livello mondiale.

IBM e Visa condividono la visione di un mondo dell’IoT basato sul commerce, nel quale qualsiasi dispositivo, da un orologio a un’auto, può essere usato dai consumatori per effettuare un acquisto. Nell’ambito di questa collaborazione, le aziende acquisiranno l’accesso istantaneo a Visa Token Service tramite la piattaforma Watson IoT di IBM e potranno introdurre immediatamente funzionalità di pagamento digitale sicure e facili da usare, sull’intera linea di prodotti. IBM e Visa permetteranno così la realizzazione di pagamenti virtuali su qualsiasi tipo di dispositivo connesso, in qualunque momento e in qualunque luogo.

“L’IoT sta letteralmente trasformando il mondo che ci circonda, consentendo alle aziende di raggiungere livelli di efficienza inimmaginabili. Dietro questa trasformazione vi sono aziende come Visa e tecnologie come Watson”, afferma Harriet Green, General Manager, IBM Watson IoT. “Questa combinazione tra le tecnologie IoT di IBM e i servizi di pagamento Visa rappresenta una svolta nel commerce, permettendo l’esecuzione delle transazioni non solo sul proprio dispositivo preferito, ma su qualsiasi oggetto connesso, con la possibilità di fornire a tutti nuovi livelli di semplicità d’uso e flessibilità”.

Facciamo qualche esempio di eCommerce basati sull’IoT. Consideriamo ad esempio un’auto privata. Secondo le stime degli esperti, entro il 2021 vi saranno 380 milioni di vetture connesse. Attraverso il collegamento dell’ecosistema dell’auto alla piattaforma Watson IoT, il conducente viene avvisato quando una garanzia o un certificato sta per scadere o se uno specifico componente del veicolo, come una cinghia di trasmissione, necessita di sostituzione. Con queste informazioni, il conducente può ordinare i pezzi necessari premendo semplicemente un tasto, oppure può fissare un appuntamento presso l’officina di fiducia. Andando un passo oltre, potrebbe addirittura pagare la benzina attraverso un’interazione diretta fra l’automobile e la stazione di servizio.

Un altro esempio potrebbe riguardare un dispositivo per il fitness. Grazie a questa collaborazione, un runner appassionato con un chip wireless per la corsa potrebbe essere avvisato quando è il momento di sostituire le scarpe, dopodiché potrebbe ricevere un consiglio per ordinare il modello più recente dal rivenditore preferito direttamente tramite il dispositivo. Potrebbero essere offerte anche ulteriori proposte, tra cui il tipo di bevanda energetica sulla base della quantità di esercizio fisico, o l’abbigliamento da indossare tenendo conto delle previsioni meteorologiche locali. Il dispositivo richiederà semplicemente l’approvazione per ordinare i prodotti desiderati.

“L’Internet delle cose non solo genera un mondo più connesso, ma cambia anche il nostro modo di vivere, di acquistare e di effettuare i pagamenti, spostando il punto vendita ovunque il consumatore lo desideri”, spiega Jim McCarthy, Executive Vice President, Innovation and Strategic Partnerships, Visa Inc. “Vogliamo che l’erogazione di pagamenti sicuri sia facile e realizzabile ovunque, in modo tale che i produttori di device IoT possano concentrarsi su ciò che sanno fare meglio: creare dispositivi connessi di alto livello. Con la potenza delle tecnologie cognitive di Watson e la leadership di IBM nell’IoT e nella sicurezza, sappiamo di poter contare sul partner ideale per offrire queste funzionalità ai consumatori, rapidamente e ovunque si trovino”.

Attraverso questa collaborazione, tutti i clienti della piattaforma Watson IoT di IBM avranno accesso ai servizi Visa tramite IBM Cloud. Ora, anziché rivolgersi alle imprese singolarmente, IBM e Visa forniscono a tutti i clienti l’accesso istantaneo a queste funzionalità, permettendo loro di iniziare da subito a sperimentare esperienze di commerce più personalizzate, che tengano conto dei comportamenti di ogni consumatore e che formulino proattivamente consigli sulle basi delle esigenze specifiche.

Oltre a offrire servizi di pagamento personalizzati nel punto vendita, le aziende assicureranno anche che tutte le informazioni dei consumatori rimangano protette, grazie al servizio Token di Visa. Il servizio fornisce un ulteriore livello di sicurezza, sostituendo le informazioni sensibili riportate sulle carte di pagamento, come il numero di 16 cifre, la data di scadenza e il codice di sicurezza, con un identificativo digitale unico, utilizzabile per elaborare i pagamenti senza mostrare gli effettivi dettagli del conto.

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BRAND STRATEGY

Life Is On: la nuova strategia di brand Schneider Electric mette al centro la connettività

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Schneider Electric, lo specialista globale nella gestione dell’energia e dell’automazione, ha presentato oggi la sua nuova strategia di brand globale: un annuncio che arriva in un momento critico di transizione, segnato dalla trasformazione degli scenari sociali ed economici causata dall’urbanizzazione, dalla digitalizzazione e dall’industrializzazione.

La strategia, denominata Life Is On, è alimentata dall’approccio di Schneider Electric all’IoT, basato sull’Operational Intelligence. Questo approccio cambierà il modo in cui si consuma energia; si tradurrà in migliori forme di automatizzazione dei processi industriali e in migliori misure di business; migliorerà le vite di tutti.

Schneider Electric definisce questo approccio “costruire l’Operational Intelligence”: si basa sull’ottimizzazione di automazione e controllo, su modelli innovativi di gestione da remoto, sulla manutenzione predittiva, sulla possibilità di attivare servizi gestiti, su funzionalità di analisi evolute, sulla possibilità di generare informazioni utili a guidare le nostre decisioni – nelle case, negli impianti produttivi, nei data center, negli edifici, nelle città.

“Costruiamo tecnologie per la gestione dell’energia e per l’automazione che fanno in modo che ovunque, per tutti, in qualunque momento, si possa dire: Life is On, la vita è “sempre accesa”. Pensiamo che l’accesso all’energia sia un diritto fondamentale per ogni abitante del pianeta, e realizziamo soluzioni per rendere l’energia sicura, efficiente, sostenibile e connessa”, ha dichiarato Jean-Pascal Tricoire, Presidente e CEO di Schneider Electric. “Investiamo pesantemente in innovazione, collegando i nostri prodotti e sistemi attraverso l’Internet of Things alla nostra offerta software e rendendo l’energia più distribuita e interconnessa. Le nostre soluzioni sono rivolte, in tutto il mondo, ai mercati più importanti: residenziale, edifici commerciali, data center e reti, energia e infrastrutture, industria. Ci impegniamo per aiutare i nostri clienti ad avere successo nella nuova realtà in cui viviamo, trasformando il proprio modo di fare business e la propria organizzazione per diventare aziende più interconnesse – forti di capacità di Operational Intelligence estese e disponibili in tempo reale”.

A maggiore supporto della sua visione di Operational Intelligence basata sull’IoT, Schneider Electric oggi ha annunciato che l’azienda è entrata a far parte dello steering committee di Industrial Internet Consortium (IIC). In questo modo, Schneider Electric potrà assumere un ruolo più centrale nello sviluppo di raccomandazioni per specifiche industriali e di framework che possano accelerare l’adozione di tecnologie per l’industrial Internet of Things in tutto il mondo; ponendosi al fianco di leader quali AT&T, Cisco, General Electric, IBM e Intel. Secondo McKinsey, il mercato legato all’IoT crescerà di 10.000 miliardi di dollari all’anno entro il 2025: questo avverrà perché l’Internet of Things può attivare maggior livello di collaborazione, cambiare il mondo della produzione, influenzare il modo in cui si lavora.

Oltre a questo, l’azienda ha anche annunciato di aver aperto una collaborazione con Hong Kong University of Science and Technology-Massachusetts Institute of Technology (HKUST-MIT) Research Alliance Consortium, per incentivare l’evoluzione e l’adizione di soluzioni IoT.

Altri elementi chiave della strategia di brand Life Is On includono l’offerta di nuove soluzioni e servizi che estenderanno l’impegno di Schneider Electric a creare connettività, sostenibilità, efficienza, affidabilità e sicurezza.

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AZIENDE

SAP è partner del Gruppo Piaggio e Aprilia Racing per l’internet of things e i big data

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Il Gruppo Piaggio sta sviluppando una partnership tecnologia con Sap al fine di attivare la trasformazione digitale del proprio business.  Oggi SAP è quindi Official Technology Partner di Piaggio e di Aprilia Racing.

Il Gruppo Piaggio, grazie alla collaborazione con SAP, potrà usufruire di tecnologie e soluzioni per migliorare l’esperienza e il coinvolgimento dei clienti, offrire nuovi servizi, sviluppare nuovi prodotti e raggiungere nuovi mercati, attraverso una piattaforma che supporta l’operatività e i processi decisionali in tempo reale, con un sensibile miglioramento dell’efficienza operativa.

Più specificamente Piaggio si avvale di una serie di tecnologie e soluzioni innovative tra cui SAP HANA, SAP Predictive Analysis, SAP Mobile Platform e hybris for Marketing and Commerce per supportare il proprio processo di trasformazione verso il digitale e la real-time enterprise in linea con i propri obiettivi strategici. La collaborazione tra SAP e Gruppo Piaggio vede due aree di intervento principali: Internet of Things e Digital Customer Journey:

La prima area favorirà l’implementazione di soluzioni Internet of Things su veicoli Piaggio e permetterà la creazione di nuovi servizi e modelli di business basati sull’analisi dei Big Data. Il portfolio delle soluzioni SAP per il Data Management permetterà a Piaggio di rilevare, integrare e disporre di informazioni accurate e complete in tempo reale su qualsiasi dispositivo. SAP aiuterà Piaggio a definire un approccio innovativo per la gestione dei dati provenienti dai veicoli e dai clienti.

Nella seconda area di intervento, invece, le soluzioni di SAP consentiranno a Piaggio di interpretare in modo veloce e agile i desideri dei consumatori. Le soluzioni renderanno possibile l’elaborazione delle esperienze dei clienti senza interruzioni e attraverso tutti i punti di contatto nel percorso di acquisto, con un considerevole miglioramento del tasso di conversione e della fedeltà dei clienti.

“Portare sul mercato quello che c’è in gara, trovare nuove interazioni tra pilota, veicolo e ambiente circostante, avvicinare i clienti al mondo Piaggio con esperienze uniche e memorabili, sono questi gli obiettivi che ci siamo posti di raggiungere con la casa di Pontedera”, ha dichiarato Luisa Arienti, Amministratore delegato SAP Italia. “Grazie all’adozione di SAP HANA e di soluzioni innovative per analisi predittive, e-commerce e mobile vogliamo aiutare Piaggio a sviluppare prodotti, modelli di ingaggio e offerte per i propri clienti ad oggi inimmaginabili”.

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AZIENDE

IoT: Accordo Microsoft – ST Microelectronics per lo sviluppo Sensors-to-Cloud in Italia

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“L’Internet of Things determinerà nel sistema economico-produttivo quella svolta in termini di produttività e di adozione tecnologica che l’IT classico è sono in parte riuscito a indurre. Non è un caso che – a livello di imprese – la diffusione dell’ICT in senso allargato sia la metà che in Francia e in Germania, e addirittura un terzo se confronotato con il Nord Europa”. Così Carlo Purassanta (nella foto), AD di Microsoft Italia, in occasione dell’incontro con la stampa dedicato alla vision Made in Redmond dell’IoT, che ha fatto da cornice alla firme dell’accordo di collaborazione con ST Microelectronics S.r.l., volto a promuovere la diffusione dell’Internet of Things in Italia. Capitalizzando il proprio know-how di leader tecnologici, le due aziende intendono supportare la produzione e la gestione di grandi volumi di dati e le esigenze di elaborazione di informazioni, aiutando gli ingegneri e le aziende italiane a creare prototipi e casi applicativi che connettano device basati sull’STM32 Open Development Environment (ambiente di sviluppo aperto) alle soluzioni cloud di Microsoft. Obiettivo del progetto, che prende avvio a livello locale, è quello di concretizzare un ecosistema di sviluppo “sensor-to-cloud” flessibile e scalabile, che consenta alle aziende di creare e prototipizzare applicazioni IoT sicure e scalabili da integrare in molteplici settori verticali, dai wearable alle smart city, dallo smart metering alla smart home, fino agli ambienti industriali intelligenti.

“In un mondo sempre più connesso dove gli oggetti comunicano tra loro”, ha aggiunto Purassanta, “stiamo assistendo a una crescente proliferazione dei dati che è necessario valorizzare: la partnership con ST si pone proprio l’obiettivo di aiutare le aziende italiane a cogliere il potenziale dell’Internet of Things. Le nostre tecnologie sono complementari e integrando le nostre expertise svilupperemo un ecosistema sensors-to-cloud e progetti applicativi volti a rendere le aziende sempre più smart. Fondamentale l’impegno congiunto in iniziative di formazione e simulazione con cui intendiamo contribuire alla diffusione dell’IoT in Italia, facendo leva anche sul Centro di Competenza che abbiamo creato in collaborazione con l’Istituto Superiore Mario Boella di Torino”.

ST e Microsoft intendono infatti mettere a disposizione delle aziende italiane le proprie soluzioni e la propria expertise tecnologica. Dal punto di vista dell’hardware, ST offre l’ampia gamma di microcontrollori STM32 leader di settore basati su ARM che coprono molteplici esigenze applicative, dall’ultra-low-power all’high performance, una gamma completa di sensori, attuatori, connettività low-power, componenti analogiche di gestione dell’energia e l’ambiente di sviluppo hardware e software flessibile e aperto STM32 ODE (Open Development Environment) per una rapida prototipizzazione e validazione. Dal punto di vista software, Microsoft è leader nel mercato del Cloud Computing e delle soluzioni di data analytics, e le sue piattaforme cloud forniscono strumenti per raccogliere, archiviare, elaborare e analizzare il crescente volume e la varietà di dati generati dagli oggetti connessi. Grazie a Microsoft Azure è infatti possibile garantire scalabilità, geo-referenziazione, disponibilità continuativa del servizio, elevati Service Level Agreements, disaster recovery, gestione dei device e monitoraggio. In particolare la nuova Microsoft Azure IoT Suite è una soluzione integrata che consente a clienti e partner di connettere device, catturare dati eterogenei e voluminosi, orchestrare il flusso di dati e gestirli e analizzarli trasformandoli in informazioni strategiche che permettano alle persone di prendere decisioni più ragionate.

“Oltre ai nostri successi continui in collaborazione con grandi aziende, a livello globale, vediamo sempre più nuove applicazioni create a livello locale da imprese di tutte le dimensioni per soddisfare le esigenze dei clienti, in contesti o aree geografiche molto specifiche”, ha dichiarato Alessandro Cremonesi, Group Vice President e Direttore Generale, ST Central Labs di STMicroelectronics. “In linea con questa tendenza, anche in Italia l’adozione e lo sviluppo di Internet of Things sta cominciando ad esplodere, perché offre ad aziende italiane sia nuove sia consolidate un’opportunità irripetibile di innovazione. Da parte nostra stiamo contribuendo a questa crescita entusiasmante, rendendo i nostri prodotti e tecnologie più accessibili a sviluppatori professionisti e a tutti coloro interessati ad utilizzare o aiutare a costruire l’Internet of Things offrendo loro accesso al nostro network di partnerships. La collaborazione con Microsoft si inquadra in questo scenario. La creatività italiana, riconosciuta in tutto il mondo per la bellezza delle cose che sa costruire, troverà grandi possibilità di espressione nell’utilizzo dei nostri componenti elettronici per creare nuovi prodotti IoT ricercati dai consumatori di oggi e di domani”.

“Mi piace pensare”, ha concluso Cremonesi, “che in tale prospettiva l’Internet of Things rappresenterà in futuro, specialmente in Italia, il nuovo “artigianato” dell’elettronica”.

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Internet of Things: Il 97% delle donne italiane è favorevole

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Quasi 9 su 10 donne in Italia (97%) sono disposte a fare uso dell’Internet delle cose. Questa la fotografia che emerge dal sondaggio condotto dalla Digital Market Reseach Agency Toluna.

Dal sondaggio emerge che in Italia, la metà della popolazione (81%), indipendentemente dall’età, sesso o livello di reddito, vede in maniera positiva l’uso dell’IoT.
Più della metà dei consumatori in Italiani (72%) dicono di essere attratti dalla prospettiva di risparmiare tempo grazie all’uso delle nuove tecnologie, rispetto a solo il 50% dei consumatori americani. Allo stesso modo, il 56% si dichiara di essere attratto dall’opportunitá di organizzare la propria vita più facilmente. È interessante notare che é il genere femminile ad essere più entusiasto dall’Internet delle Cose e tra le ragioni principali emerge: “mi permette di migliorare la mia efficienza quotidiana” (2 donne su 5) e “mi aiuta a ricordare ció che devo fare“ (1 donna su 3). Le donne possono quindi essere considerate early adopters della tecnologia dell’IoC in quanto promette un modo semplificato e più intelligente di vivere.

Inoltre c’è una preponderanza tutta rosa: sono le donne più favorevole a sfruttare più device connessi in rete in modo da aver un controllo sulle attività quotidiane: per esempio, monitorare le rimanenze in frigorifero e ricevere una notifica nel momento in cui un alimento sta per esaurirsi.
Si è inoltre constatato che sia donne che uomini sono a favore dell’adozione di tecnologia in ambito di l’assistenza sanitaria, per esempio, box di medicinali connessi in rete in grado di pianificare gli appuntamenti con il proprio medico di maniera automatica. Dal punto di vista social, più donne (47%) rispetto agli uomini (41%) ritengono che l’IoC possa dare un impulso positivo alla vita sociale, per esempio per prenotare un tavolo al ristorante all’ultimo minuto, biglietti del cinema, e altro ancora.
E la sicurezza e affidabilità? Possiamo ritenerli i tasti dolenti dell’IoT? Dai dati emerge che più di due terzi delle donne italiane é preoccupata da questo aspetto: infatti il 73% teme che gli hacker possano accedere ai dati personali, il 72% circa l’affidabilità dell’IoC e il 35% si dichiara di essere particolarmente preoccupata nel caso in cui la tecnologia non funzioni.

Gli uomini, all’opposto, sono invece più preoccupati, rispetto alle donne (35% e 23%) sulla possibilità che le azioni private vengano rese pubbliche molto più facilmente attraverso l’uso di più dispositivi collegati.
“Sicuramente possiamo affermare che i progressi tecnologici producono un impatto sempre più crescente sulla nostra vita. Tramite questa indagine abbiamo voluto scoprire cosa pensano i consumatori italiani circa la prospettiva dell’Internet delle cose e quali sono le implicazioni di avere molteplici dispositvi connessi alla rete”, dichiara Marco Gastaut, Managing Director South Europe in Toluna.
Marco ha aggiunto: “Nonostante le aspettavive, é stato interessante scoprire come il genere femminile sia quello più disposto a sfruttare i benefici offerti dalla tecnologia. Tuttavia, come é emerso dallo studio, i passi da compiere per per raggiungere il pieno potenziale tecnologico sono ancora molti, specialmente in riferimento ad aspetti relativi alla tutela della privacy e all’affidabilità della tecnologia”.
Altri risultati dello studio:
– Il 93% dei consumatori italiani sono a conoscenza del concetto di “Connected life” – rispetto a solo il 71% negli Stati Uniti
– È interessante notare che, anche se il più alto livello di conoscenza del concetto è tra il gruppo di età più giovane (sotto i 35 anni) al 63%, il secondo più alto nella fascia 35-54 (56%).
– Mentre il 56% dei consumatori ritiene che la tecnologia renda la vita più facile e più organizzata, più della metà (51%) non vorrebbe tecnologia aggiuntiva nella propria vita.
– Contrariamente agli Stati Uniti, dove solo il 37% dei consumatori sono interessati all’uso di tecnologia collegata per aiutare nella guida, piú della metà (62%) dei consumatori in Italia vorrebbe guidare un’automobile intelligente.
– Quasi la metá (44%) dei consumatori vorrebbe vedere prodotte automobili volanti in futuro

L’indagine è stata condotta attraverso il tool QuickSurveys su un campione rappresentativo di 500 consumatori in Italia, si è posta l’obiettivo di scoprire quale sia l’opinione degli italiani circa la prospettiva di “connected life” e il livello di conoscenza dell’ espressione “Internet delle cose”. Uno studio comparativo è stato effettuato anche negli Stati Uniti, Spana, Regno Unito e Asia Pacifico.
Svolta a dicembre 2014 su un campione rappresentativo nazionale di 1.000 adulti (+18). Gli intervistati sono stati selezionati tra coloro che hanno accettato di partecipare a sondaggi Toluna.

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NUMBER

La Mobile Economy varrà 40 miliardi del 2016, pari al 2,5% del PIL

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Una scossa che tutto attraversa e tutto trasforma, il mobile divelle ogni reparto conosciuto dell’economia, scardinando giganti e più che collaudate certezze monolitiche. È sufficiente analizzare il caso di Whatsapp che è riuscita a polverizzare il mercato degli sms in appena 4 anni, trasformando l’investimento iniziale di 60 milioni di dollari in un’operazione senza precedenti. Secondo l’ultima edizione dell’Osservatorio Mobile & App Economy del Politecnico di Milano, il reparto crescerà dagli attuali 25 sino ai 40 miliardi di euro nel 2016. A mutare radicalmente sono i consumi e gli investimenti delle aziende, travolti dalla carica dei mobile surfer. Secondo gli analisti dell’Osservatorio, i mobile surfer italiani diventeranno 30 milioni entro la fine del 2014, sempre più connessi, grazie ai 12 milioni di tablet e ai 45 milioni di smartphone che saranno attivi nel Belpaese entro la fine dell’anno.

LA RELAZIONE DIVENTA MOBILE Un drappello di sempre più sottili e accessoriati device in cui installare app o fare shopping. 1 Mobile Surfer su 3 ha infatti scaricato applicazioni a pagamento sul proprio smartphone e 1 su 5 ha acquistato almeno un prodotto o servizio, 4 su 5 interagiscono con la pubblicità da questo device e 1 su 2 vorrebbe utilizzarlo anche come strumento di pagamento al posto della carta di credito. Si aprono infinite possibilità per le imprese: “Questa domanda ha abilitato opportunità innumerevoli per le imprese per gestire via Mobile la relazione con i propri consumatori e per automatizzare e rendere più efficienti i propri processi aziendali. Sta sviluppandosi quindi una nuova porzione di economia che chiamiamo Mobile & App Economy e che nel 2013 vale già 25,4 miliardi di euro, pari all’1,6% del PIL” afferma Andrea Rangone, Coordinatore Osservatori ICT del Politecnico di Milano. “Questo mercato è destinato a crescere significativamente nei prossimi anni arrivando a raggiungere i 40 miliardi di €, pari al 2,5% del PIL, grazie soprattutto alla spinta generata dall’utilizzo crescente di soluzioni di Mobile Commerce e Mobile Payment”.

COME CAMBIANO LE ABITUDINI Al proliferare di device si aggiungono anche gli sviluppi tecnici, con la banda sempre più larga che permette di veicolare dati a velocità crescenti; a cui si aggiunge il proliferare di offerte bundle a prezzi in caduta libera; le Applicazioni disponibili negli store hanno toccato quota 2,5 milioni e aumentano le soluzioni Mobile sviluppate all’interno delle imprese o delle pubbliche amministrazioni.
Una rivoluzione che ridisegna le abitudini di consumo, mandando in pensione i vecchi pc: “Tra gli effetti generati sul consumatore dalla maturità dell’ecosistema Mobile è stato riscontrato anzitutto un incremento del tempo trascorso dagli italiani su Internet dai Mobile device, che sottrae quote alla navigazione da Pc: stiamo parlando di 75 minuti medi giornalieri per lo Smartphone e 66 per il Tablet contro i 106 minuti (-14% sull’anno precedente) del Pc portatile” afferma Guido Argieri, Telco & Media Director Doxa. “La maggior parte delle attività (circa la metà nel caso dei Tablet e addirittura due terzi nel caso degli Smartphone) è svolta tramite Applicazioni piuttosto che siti Web. Oltre a Social, Gaming, Meteo e Mappe, tra le Applicazioni scaricate dagli utenti ci sono anche quelle delle imprese di cui loro sono consumatori: al primo posto troviamo le Applicazioni legate a trasporti e viaggi, seguite da quelle del settore finanziario e da quelle dei retailer dell’elettronica di consumo.”

LE PROSPETTIVE PER L’ADV Si aprono nuove possibilità anche per gli investitori pubblicitari; già l’85% dei navigatori Internet da Smartphone vede annunci pubblicitari all’interno di siti o applicazioni e la metà li clicca più o meno consapevolmente. Tre quarti dei Mobile Surfer sono interessati al Mobile Couponing ossia vorrebbero ricevere i buoni sconto sullo Smartphone ed, inoltre, più della metà sono propensi all’utilizzo dello Smartphone come sostituto della carta di credito per i pagamenti nei punti vendita fisici.

LO SCENARIO DEI PROSSIMI 3 ANNI La valanga mobile ha travolto settori che devono reinventarsi per non soccombere, come quello delle Telco che sono in forte contrazione, con l’abbandono dei servizi di Voce e Sms in favore del traffico dati.
Oltre l’80% della Mobile & App Economy proviene dai consumi diretti di consumatori e imprese, che complessivamente hanno speso oltre 20 miliardi di euro; la restante parte fa riferimento agli investimenti delle imprese in reti mobili, nello sviluppo di soluzioni software Mobile rivolte ai consumatori o ai propri dipendenti, in soluzioni che sfruttano gli “oggetti intelligenti” (Internet of Things) per migliorare i processi aziendali o offrire nuovi prodotti e servizi e in attività di Marketing tramite device mobili (Mobile Marketing).
Le stime dell’Osservatorio per il 2016 puntano soprattutto sulla crescita del Mobile Commerce, che potrebbe superare i 7 miliardi di euro, rappresentando in un prossimo futuro il 40% del totale eCommerce e soprattutto sugli sviluppi delMobile Proximity Payment che potrebbe lievitare sino a 4 miliardi di euro. A questo si aggiunge il mercato dei Mobile POS, ovvero le transazioni legate a beni e servizi che verranno accettate da dispositivi Mobile (Smartphone e Tablet), che stimiamo potrebbero valere circa 2 miliardi di euro.

Non sarà da meno la spesa delle imprese in attività di Marketing tramite i nuovi device (Smartphone e Tablet), trainati in particolare dalla Pubblicità, ma anche dalla nascita dei servizi di Mobile Couponing. Ma la grande scommessa è sugli “oggetti intelligenti”: dalle Smart Car che potrebbero crescere dell’80% in 3 anni).
Sempre più peso avranno le startup, capaci di offrire nuovi modelli di business rivolti direttamente al consumatore finale e di supportare le imprese nel loro processo di trasformazione digitale e Mobile. Sono oltre 600, infatti, le startup finanziate a livello internazionale in questi ambiti nel corso del 2013, di cui 36 in Italia.

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AZIENDE

Vivere una partita con occhi nuovi: I Sacramento Kings in campo con i Google Glass

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Saranno i giocatori di pallacanestro della squadra NBA dei Sacramento Kings i primi a utilizzare le potenzialità dei Google Glass per il live-streaming della partita, rendendo possibile un inedito punto di vista su quanto succede in campo. Lo sport scopre così le nuove frontiere della tecnologia per vedere con occhi nuovi una partita. Il progetto rivoluzionario è frutto di un accordo con CrowdOptic, software company della Silicon Valley, che trasmetterà in diretta, sullo schermo jumbotron presente all’interno della Train Arena, l’inedito punto di vista dei Google Glass durante le partite casalinghe.
La prima trasmissione via Google Glass è prevista per il prossimo 24 gennaio per il match casalingo dei Kings contro gli Indiana Pacers. I Kings hanno avuto modo di testare la soluzione tecnologica durante la partita con i Cleveland Cavaliers lo scorso 12 gennaio, in quella occasione è stato realizzato anche un video di preview diffuso sui canali social.
Gli occhiali saranno indossati dal leone Slamson (la mascotte della squadra), delle Kings Dancers, dei reporter a bordo campo e di tutti coloro che si trovano davvero vicino al cuore del match, che “offriranno” in streaming live tutto quello che osserveranno in prima persona attraverso i Google Glass. La ripresa attraverso i Glass è solo l’ultima tecnologia che i Kings stanno testando per migliorare l’esperienza di tutti i fan.

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AGENZIE

Connexia lancia THINGS, la prima agenzia italiana per Internet of Things

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THINGS è una “design and innovation agency” focalizzata su The Internet of Things, fondata a settembre 2012 e guidata da Pier Bardoni (nella foto), esperto di strategie digitali per le aziende. La missione principale di THINGS è quella di affiancare i brand e le organizzazioni nell’innovazione del business e delle strategie di prodotto e servizio. THINGS progetta e realizza con le aziende “ecosistemi ibridi” dove mondo fisico e digitale si fondono per ottenere una esperienza innovativa e maggiormente efficace per i consumatori, inventa nuovi comportamenti di prodotto e servizio, sviluppa strategie di brand su “oggetti connessi”.

La metodologia di THINGS è centrata su open innovation e community creation con il supporto di un workspace che sarà luogo di formazione e avviamento al lavoro dove consolidare una community aperta di individui, microsocietà, designer, maker e artigiani digitali. THINGS vuole diventare un riferimento per queste nuove professionalità costruendo e accelerando il business che li riguarda.

THINGS è partecipata da Connexia, della holding Alchimia, controllata al 100% da Marina Salamon.

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