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InstaBrand presenta due nuove funzioni per la sua piattaforma Intermix

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InstaBrand

InstaBrand svela due nuove funzioni della piattaforma proprietaria di Influencer Marketing, prima e unica nel suo genere. Da una ricerca, effettuata da Marketing and Communication Professionals Worldwide, è emerso che la principale sfida per i brand che decidono di integrare l’influencer marketing nelle proprie strategie di comunicazione è l’identificazione del giusto influencer (75% delle risposte). Partendo da questo presupposto il gruppo si è sempre contraddistinta per una forte componente tecnologica, in grado di fornire dati alle aziende, utili a valutare la scelta di un digital ambassador piuttosto che un altro.

Un anno fa veniva lanciata la prima versione del search tool di InstaBrand, denominato Intermix, che permetteva una selezione degli influencer attraverso gli hashtag utilizzati, prendendo in considerazione la reazione delle loro audience alle diverse tematiche trattate nei post. Molte piattaforme lavorano per “categorie”, ma per un brand è più importante sapere se un determinato argomento genera “ingaggio”. Una lifestyle blogger o un fotografo possono infatti essere anche più rilevante di un food blogger quando parla di ricette, nel momento in cui i dati dimostrano che il suo pubblico reagisce maggiormente quando vengono pubblicate foto di pietanze.

InstaBrand presenta l’evoluzione di Intermix, integrando due importanti funzioni. La prima permette ai clienti di avere informazioni ancora più dettagliate sulle audience degli influencer: sesso, età e nazionalità. L’analisi viene fatta cross-platform, tenendo conto di tutti i profili social su cui l’influencer è attivo, non solo Instagram. Anche qui vengono seguite le indicazioni ricevute dei brand in 4 anni di esperienza “Se ad esempio dobbiamo scegliere una celebrity femminile” spiega Karim De Martino, VP Business Development Europa, “per promuovere un prodotto beauty è importante che il suo pubblico sia prevalermene femminile, anziché maschile. Questo non si può sapere senza un accesso ai dati e rappresenta una trappola per i brand quando si guarda solo ai numeri e non alla sostanza”.

La seconda novità riguarda l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale per riconoscere i contenuti delle immagini postate su Instagram. Un algoritmo riconosce e cataloga gli oggetti presenti nelle immagini, come ad esempio vestiti, scarpe, paesaggi, monumenti, animali, borse e occhiali con un dettaglio tale da arrivare al colore dei capelli o alla differenza tra un piatto di pasta e un hamburger. “Il lancio di questa funzione” continua De Martino, “apre uno scenario ricco di possibilità fino a pochi mesi fa impensabili. Un cliente del settore cosmesi potrà ad esempio avere una selezione di influencer che pubblicano foto di rossetti, con una audience femminile tra i 24-35 anni, prevalentemente in Italia, con un engagement rate sopra la media quando tratta #makeup e #beauty. Oppure un’azienda di occhiali potrà individuare influencer in tutto il mondo che indossano occhiali da vista (il software li distingue dagli occhiali da sole) e con un pubblico interessato all’arte, al design e all’architettura”.

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