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Un’Italia unita nel segno dell’eCommerce, nel 2014 il settore crescerà del 17%

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Pubblico delle grandi occasioni ieri a Milano per la nona edizione dell’E-commerce Forum organizzato dal consorzio NetComm. Due sessioni plenarie e vari workshop paralleli per analizzare lo stato dell’arte di un settore che non conosce crisi e continua a crescere anche in questo periodo di vacche magrissime. Ad aprire i lavori il presidente del consorzio NetComm Roberto Liscia che ha parlato delle nuove dimensioni del commercio elettronico con particolare attenzione alle sue dinamiche di sviluppo. A guidare la locomotiva europea del commercio digitale sono i soliti noti: Uk, Germania e Francia che detengono insieme il 79% delle vendite totali europee. Liscia ha anche annunciato la nascita di Net Retail, l’osservatorio trimestrale dedicato ai comportamenti d’acquisto degli acquirenti online. Senza dimenticare che l’Ue deve dedicarsi all’armonizzazione di regole e leggi per un mercato davvero comune, come ha ribadito il Priority Paper stilato congiuntamente da Netcomm e da Ecommerce Europee, che mira anche ad armonizzare l’Iva e facilitare l’interoperabilità dei sistemi di pagamento. Ma quanto vale oggi l’e-Commerce in Italia?

PREVISIONI DI CRESCITA, IL SUCCESSO DI INFORMATICA ED EDITORIA
Secondo l’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm-Politecnico di Milano, l’eCommerce italiano crescerà del 17%, per un fatturato stimato intorno ai 13,2 miliardi di euro. I comparti maggiormente in crescita rispetto al 2013 sono: l’informatica (+32%), l’editoria (+28%), il grocery (+23%), l’abbigliamento (+21%) e il turismo (+11%). In crescita del 21% l’export, composto per il 33% dall’abbigliamento e per il 54% dal turismo, per un valore totale di oltre 2 miliardi di euro. Emerge soprattutto una crescita del comparto mobile, con gli acquisti da smartphone e tablet che raggiungono nel 2013 i 637 milioni di euro (+289%), destinati a crescere dell’85% nel 2014 per un valore complessivo che raggiungerà il miliardo di euro.

QUANTO INCIDE IL MOBILE?
Nel 2014 gli acquisti effettuati tramite smartphone e tablet raggiungeranno infatti il 19% del totale eCommerce. I device mobili abbassano le barriere d’accesso all’eCommerce e gli eShopper diventano 16 milioni.
“Stiamo, finalmente, assistendo a un forte interesse delle imprese, in particolare del Made in Italy e della grande distribuzione, che si sono rese conto delle grandi opportunità che il digitale può offrire in un momento in cui i fattori recessivi stanno mettendo in discussione i modelli di business e di vendita tradizionali. Molti progetti sono in fase di avvio in settori che finora erano rimasti indecisi senza intervenire con strategie di sviluppo innovativo.
In particolare, vale la pena di sottolineare che oltre all’abbigliamento, che è stato sicuramente il motore dello sviluppo degli ultimi anni, anche il food e l’arredamento hanno cominciato il loro percorso. Si tratta – continua Roberto Liscia – di quei settori che hanno capito l’importanza di raggiungere quei 2 miliardi di cittadini del mondo digitale che cercano prodotti di qualità e che sempre di più vogliono andare alla fonte, superando tutti i processi di intermediazione a scarso valore aggiunto. Già nel 2013 le vendite all’estero sono cresciute del 28% raggiungendo la ragguardevole cifra di 2 miliardi di euro, grazie proprio alla spinta dell’abbigliamento e del turismo. È prevedibile che nel 2014 si verifichi un incremento analogo. Questo avviene per effetto dell’offerta sempre più ampia di prodotti disponibili online e per lo sviluppo dei marketplace internazionali, che sempre più consentono ai prodotti di punta del nostro export di raggiungere i mercati di tutto il mondo”.

“In Italia la penetrazione dell’eCommerce sul totale del mercato retail sta crescendo e passa dal 3 al 3,6% nell’ultimo anno”, ha spiegato Alessandro Perego, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio eCommerce B2C Netcomm – Politecnico di Milano. “Rimane ancora limitata rispetto a quella di altri Paesi Europei con una più lunga tradizione di eCommerce, ma è supportata da un tasso di crescita dell’eCommerce importante. In Francia, il tasso di penetrazione dell’eCommerce si conferma in fati al 6,1%, in Germania tocca 8,5% e in UK il 15%; oltreoceano, invece, si attesta negli usa all’11%. Tuttavia nei paesi in cui l’eCommerce ha raggiunto una maggiore maturità, la crescita è compresa tra il 10% (USA, Germania, Francia) e l’11% UK, mentre in Italia tocca il 18%. La crescita impetuosa del Mobile Commerce risulta determinate in questo incremento: le vendite mediante smartphone sfonderanno il tetto del miliardo di euro e, assieme a quelle dei tablet, supereranno complessivamente i 2,5 miliardi. Attraverso questi device passa il 19% del mercato eCommerce. Parallelamente, le strategie multicanale, che prevedono l’utilizzo congiunto e integrato di canale fisico e canale online anche attraverso Smartphone e Tablet, hanno portato molti benefici: maggiore efficacia nel trasferimento delle informazioni grazie all’Infocommerce, incremento nell’efficienza dei processi di punto vendita mediante il “Prenota online e ritira in negozio” e miglioramento del servizio al cliente con l’acquisto online e l’assistenza in-store.”

ITALIA FANALINO DI CODA
Le vendite di servizi continuano a crescere ma sotto la media del mercato: +11% per Turismo e +2% per le Assicurazioni grazie agli operatori del trasporto aereo e dei portali di hotel nel primo caso e alle prestazioni positive di tutti i principali operatori del mercato (soprattutto compagnie dirette), nel secondo. Turismo e abbigliamento si confermano inoltre i due comparti con cui l’eCommerce italiano si afferma nel mondo: rappresentano rispettivamente il 54% e il 33% dell’export, che cresce del 21% nel 2014 e arriva a toccare una quota prossima ai 2,5 miliardi di euro.
“Il ritardo, malgrado i fattori positivi che stiamo osservando, però, rimane e l’Italia è ultima in quasi tutte le classifiche su tutti i fattori che condizionano lo sviluppo. Poche sono le imprese italiane che competono sul mercato internazionale online e il nostro Paese è, di fatto, assente nella competizione internazionale. Stiamo perdendo competitività a livello globale e non riusciamo a sfruttare il potenziale del Made in Italy che potrebbe trovare più facilmente sbocchi su questi mercati. Si prevede che nel 2018 le vendite cross country, nel mondo, raggiungeranno i 307 miliardi di dollari, coinvolgendo oltre 130 milioni di acquirenti. Ovvero eShopper evoluti di cui le nostre imprese dovranno saper intercettare bisogni e richieste, perché la via digitale è ormai connaturata ai nostri tempi e nel Net Retail che stiamo osservando è divenuta imprescindibile”.

NEL SEGNO DELL’INNOVAZIONE
Particolare attenzione è stato riservato alla vexata quaestio dei pagamenti elettronici, con la perdurante sfiducia degli italiani per utilizzare le carte di credito. In tal senso risulta interessante la partnership siglata tra HiPay e Sisal che permetterà ai merchant di avere un’altra forma di pagamento nella loro offerta, con l’acquisto che potrà essere finalizzato in una delle 40mila ricevitorie Sisal, al costo di due euro, anche attraverso POS.
Ad arricchire il forum anche il corridoio delle start-up con giovani imprenditori che hanno presentato le loro idee per potenziare il servizio, come IndaBox, una rete di bar in cui è possibile ritirare i pacchi e passarli a ritirare quando puoi in tutta comodità. TNT Express Italy e InPost hanno invece siglato un accordo strategico destinato a cambiare radicalmente l’e-commerce in Italia: TNT sarà, infatti, il partner logistico del primo network di parcel locker presente nel nostro Paese, totem digitali in cui ritirare il prodotto in piena autonomia grazie al codice che si riceverà ad acquisto concluso. Perché, come ama ricordare il presidente Liscia, la “consegna del prodotto fa parte a pieno titolo del prodotto stesso” e il pagamento rimane uno dei touchpoint fondamentali per il successo dell’eCommerce.

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