BRAND STRATEGY

Premio CULTURA + IMPRESA: al via la sesta edizione, con Fondazione Italiana Accenture

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cultura+ impresa

Sempre più imprese scelgono le arti e la cultura per rendere più efficace la propria comunicazione, e sono premiate in crescita di reputazione, competitività e creatività diffusa in azienda. Il Premio CULTURA + IMPRESA – promosso dall’omonimo Comitato non profit fondato nel 2013 da Federculture e The Round Table – si pone l’obiettivo di individuare e valorizzare le eccellenze della collaborazione tra operatori culturali pubblici e privati, e imprese e Fondazioni erogative che investono in cultura per le proprie attività istituzionali e di comunicazione.

Giunto alla sesta edizione, si caratterizza come il principale punto di osservazione delle sponsorizzazioni culturali in Italia. Lo testimonia ad esempio la qualità e la diversità dei progetti premiati nella scorsa edizione, tra i quali: Orti al MUSE (Sponsorizzazioni e Partnership culturali – MUSE Museo delle Scienze di Trento + Ricola); Comix Games, La Parola è un Gioco (Produzioni culturali d’Impresa – Franco Cosimo Panini Editore); Mausoleo d’Augusto (Fondazioni d’Impresa – Fondazione TIM); Restauro dei Giardini Reali di Venezia (Art Bonus – Venice Gardens Foundation). Le Menzioni speciali sono state assegnate al Percorso Archeologico nell’aeroporto di Napoli GESAC e alla Digitalizzazione del Patrimonio Storico Gruppo FSFondazione FS Italiane.

In questa edizione, oltre ai Premi principali di Sezione – Sponsorizzazioni e Partnership culturali, Produzioni Culturali d’Impresa e Art Bonus – sono previste tre nuove Menzioni Speciali:
Digital Innovation in Arts”: si premia il Progetto culturale che ha meglio utilizzato e valorizzato le innovazioni tecnologiche e digitali, in collaborazione con Fondazione Italiana Accenture.

Dichiara Francesco Moneta, Presidente del Comitato CULTURA + IMPRESA: “Stiamo assistendo a un interesse crescente da parte delle Imprese a investire anche strategicamente in Arte & Cultura per la propria comunicazione. Si tratta di supportare gli imprenditori, i manager della comunicazione e gli operatori culturali a trovare occasioni e modalità di dialogo sempre più efficaci. Questo è lo scopo del Premio Cultura + Impresa’, considerato il più importante Osservatorio di Benchmarking italiano in questo settore”.

I progetti candidati dovranno pervenire entro il 28 febbraio 2019 e possono essere già caricati sulla
piattaforma ideaTRE60, grazie alla quale le fasi di informazione, acquisizione dei Progetti partecipanti,
valutazione da parte della Giuria, e di successiva divulgazione e valorizzazione dei Progetti premiati e
presentati, saranno gestite on-line, massimizzandone l’efficacia. A questo scopo ci si registra sul portale dal sito http://culturapiuimpresa.ideatre60.it/. I materiali aggiuntivi possono essere inviati all’indirizzo email: premio@culturapiuimpresa.it.

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Sostenibilità e futura classe dirigente: Astarea “indaga” tra gli universitari

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astarea

Ieri sera è stata presentata a Milano – dall’istituto di ricerca Astarea – la ricerca su “Sostenibilità e Futura Classe Dirigente”. All’incontro hanno partecipato, oltre a Laura Cantoni di Astarea che ha illustrato i risultati, Andrea Farinet, Docente Liuc Università Cattaneo, Emanuele Plata, Presidente PLEF, Rossella Sobrero, Presidente Koinetica, Ylenia Esther Yashar, Staff Credito Valtellinese.

Due le premesse da cui ha preso spunto il lavoro. Innazitutto l’essere il tema della Sostenibilità ormai mainstream: un tema di presenza mediatica soprattutto a seguito delle Conferenze mondiali sull’ambiente, ma tendenzialmente sempre più focalizzato nel dibattito istituzionale, sociale, imprenditoriale.
Poi l’evolzione in atto del concetto di Sostenibilità: figlio della cultura green, tende ora a integrare i fattori sociali ed economici che dovrebbero contribuire alla evoluzione positiva della vita e delle persone, senza impatti negativi sull’ambiente e quindi sul pianeta in senso lato e sulla società nel suo complesso.

Partendo da queste considerazioni, come Istituto di ricerca che si occupa dal 1998 di questi temi, Astarea ha voluto comprendere che cosa significasse per i giovani universitari la “Sostenibilità”: non solo in senso generale, ma soprattutto in un’ottica di Impresa. In sintesi: che cosa significa per un’Impresa essere Sostenibile? Quale impatto può assumere la Sostenibilità nei vari ambiti di attività di un’Impresa, cioè nel processo produttivo, nel marketing, nella comunicazione? La ricerca è stata svolta attraverso interviste personali a 160 studenti presso sedi universitarie a Milano, Padova, Roma, Napoli, sulla base di un questionario di tipo quali-quantitativo che implicava domande a risposte chiuse e aperte.

Il primo sentiment riguardo alla Sostenibilità intesa in senso generale assume una forte connotazione ambientalista: per la maggioranza degli intervistati è salvaguardia dell’ambiente e risparmio energetico.
Altre definizioni, meno scontate, associano la Sostenibilità a innovazione e futuro, o collegano protezione ambientale e sensibilità sociale (“ambiente e sostegno solidale, “rispetto dei fattori sociali e ambientali).

Anche riguardo le attività di Impresa la Sostenibilità viene spontaneamente collegata all’impiego di risorse energetiche da fonti rinnovabili, o alle pratiche inerenti il riciclo (dall’uso di materiale riciclato alla produzione di oggetti in materiale riciclabile, alla riduzione degli imballaggi, che raccolgono tra l 60 e il 70% dei consensi).

Pochi meno (60% mediamente) collegano Sostenibilità a fattori intangibili come la riduzione dei costi variabili a vantaggio di quelli fissi, piuttosto che il benessere animale, con il medesimo punteggio del rispetto dei diritti umani.

I temi posti per Marketing/Comunicazione e Corporate vengono associati in misura molto inferiore alla Sostenibilità rispetto a quelli legati al processo produttivo.

Per l’area Corporate vengono considerate Sostenibili soprattutto le forme di finanziamento ad attività sportive, culturali, o donazioni varie (intorno al 40% e più), meno i temi legati al coinvolgimento nelle scelte dell’Impresa degli stake-holder o di altre entità territoriali (Intorno al 35%).

Analoga logica riguarda il Marketing e la Comunicazione: si associa alla Sostenibilità l’interazione informativa costante nei confronti dei propri referenti (45%) , anche se la richiesta autonoma da parte dei consumatori di qualsiasi informazione riguardo i diversi aspetti del processo produttivo viene vissuta come meno pertinente.

In sintesi: nella percezione degli intervistati la Sostenibilità viene assunta spontaneamente ancora in un’ottica principalmente “green”, anche se si intravedono segnali che spostano il concetto verso territori più ampi, e che si stia diffondendo la percezione – per lo meno a livello intuitivo – che la Sostenibilità costituisca un approccio evolutivo dell’Impresa.

In allegato i risultai completi della ricerca Astarea

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MEDIA

“Brand Revolution: c’è un’impresa che deve crescere”: l’ebook gratuito targato IED

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Si sente spessissimo pronunciare, soprattutto tra gli addetti ai lavori, la parola ‘branding’. E la maggior parte delle volte che la si usa si sottintende solo un re-design di carattere grafico dell’identità di un’azienda. In realtà operare un ‘brandind’ (o rebranding) è molto di più, rimane una delle forme più pure delle strategie di marketing, perché permette di avere una visione d’insieme, di definire strategie a medio e lungo termine e un percorso di crescita della marca. Dentro la sua accezione più estesa confluiscono molti valori che determinano il successo di un’impresa, la chiave di volta sta nel loro legame, nella capacità di coordinarli, nell’identificazione di un prodotto o di un servizio, nell’allineamento della cultura aziendale e nella definizione dei principi cardine su cui deve basarsi la marca in termini emozionali e allo stesso tempo concreti.

Questo importantissimo tema lo affronta “Brand Revolution: c’è un’impresa che deve crescere”, ebook gratuito (scaricabile qui) concepito e curato da Elena Sacco, coordinatrice del Master in Brand Management and Communication allo IED di Milano. Questo progetto, fortemente voluto da Alessandro Rimassa, direttore della Scuola di Management e Comunicazione IED, capitalizza e vuole dare voce alla produzione culturale innovativa realizzata da IED all’interno dei propri percorsi didattici. Il testo è stato presentato lo scorso lunedì 20 ottobre nell’Aula Magna dello IED (Istituto Europeo di Design): la serata, moderata da Filippo Selden (sales and marketing director Advance Medical), è stata aperta da Alessandro Rimassa, direttore della Scuola di Management e Comunicazione IED, e ha visto la partecipazione nel par-terre, oltre a Elena Sacco la presenza di Lorenzo Foffani (head of digital strategist McCann-Erickson), Benedetta Jacopetti (brand manager Red Bull) e Claudia Canossa (responsabile risorse umane Milano Sport), che hanno dibattuto di branding e fare branding in Italia e nel Mondo. Perché l’azienda che oggi ha bisogno di vincere la sfida più grande è proprio l’Italia, l’insieme cioè delle tantissime imprese del nostro Paese, la maggior parte delle quali sono piccole e medie. Ma la sfida si vince soltanto se si punta sull’italianità, sul made in Italy, sull’italian factor: la qualità prima di tutto quindi, l’insieme alla valorizzazione della nostra tradizione, cioè alla narrazione dell’unicità dei nostri prodotti e servizi, che si realizza attraverso il branding.

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AZIENDE

È on line Wineforgood, l’e-commerce di vino italiano che sostiene progetti umanitari

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Promosso dall’impresa sociale Ekuò dei Missionari Giuseppini del Murialdo, Wineforgood si ispira al motto “fare il bene e farlo bene” vuole offrire ai consumatori un buon prodotto/servizio e un valore sociale superiore di rispetto e condivisione, insito nella cultura del vino stesso.

L’obiettivo di Ekuò è quello di associare alla solidarietà un modus operandi imprenditoriale in grado di generare autosostentamento economico e sviluppo nel medio e lungo termine, realizzando attività come botteghe, bar, ristoranti, cinema, catering e travelling e oltretutto inserendo nel proprio organico anche persone più bisognose.

“Autogenerare risorse economiche da indirizzare a progetti umanitari dando lavoro anche ai giovani è la sfida che l’impresa sociale Ekuò sta affrontando”, spiega Alessandro Pellizzari, direttore di Ekuò. “A mio avviso Wineforgood.com rappresenta una straordinaria occasione per tutti di acquistare bene facendo del bene! Quindi invitiamo i consumatori a bere sempre più responsabilmente, condividendo con gli altri e soprattutto nella giusta misura”.

Il portale vuole dare un contributo concreto a favore di iniziative solidali in Italia e all’estero donando il 5% del valore degli acquisti in vino a sostegno di iniziative benefiche.

Gli utenti direttamente sul sito www.wineforgood.com potranno decidere quale progetto finanziare tra: Aggiungi un Posto a Tavola, a sostentamento dell’attività ricreativa, educativa ed alimentare dei minori e delle loro famiglie che vivono in povertà a Medellin in Colombia, oppure sostenere il progetto Borsa Lavoro We Wanna Work che favorisce l’inserimento e l’integrazione lavorativa in Italia dei giovani indigenti al fine di aiutarli a crescere con dignità.

Per il 2014 le aziende partner di Wineforgood.com si impegnano a donare 50.000 euro per l’avvio dei progetti, mentre per Ekuò l’impegno è quello di mantenere i costi di gestione degli stessi entro un limite del 10%.

I vini proposti da www.wineforgood.com sono prevalentemente in bottiglie più ecologiche e leggere, che conservano tutti i pregi del vetro quali compattezza, trasparenza e inerzia, migliorando da una parte l’efficienza dei costi di produzione e dall’altra riducendo notevolmente le emissioni di CO₂.

Queste bottiglie in vetro alleggerito, grazie anche al loro minor costo, hanno permesso alle aziende produttrici partner di Wineforgood.com di contribuire negli ultimi quattro anni alla realizzazione di 31 pozzi di acqua potabile in Sierra Leone, dove si stima che oltre 30 milioni di litri d’acqua annui vengano garantiti alle popolazioni locali per i prossimi 30 anni.

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MEDIA

Logotel celebra l’economia Local nel sesto numero dei suoi ‘Quaderni d’impresa’

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In occasione della Design Week dello scorso aprile, la service design company Logotel ha presentato, durante l’evento “Timescapes” dedicato al fattore tempo, l’ultimo arrivato nella collana dei “Quaderni d’impresa”, ovvero il sesto numero “Local: Talent, Community, Making” a cura della service design company milanese “Making Weconomy”.
“Local”: un’unica parola-chiave (che va ad aggiungersi alle 11 tematiche fin qui esplorate nelle uscite precedenti, dalla A di Auto-organizzazione fino alla I di “Info – Indie – Inter”) e tre differenti declinazioni di un tema sempre più presente nelle agende delle aziende contemporanee, piccole o grandi che siano. Si va dal talento territoriale – con i contributi della Manager of Education Logotel Laura Bartolini e di un autore di caratura internazionale come Joost Beunderman – all’argomento delle comunità locali (con articoli a cura del Prof. Francesco Zurlo e, per Logotel, di Lorenzo Luceri e Luisella Peroni), fino al “making” di prodotti e servizi del quale hanno scritto la giornalista di Radio24 Marialuisa Pezzali e la service designer Alice Manzoni.
Il Quaderno si completa inoltre dell’inserto “Made in Lambrate”, in coincidenza con il lancio ufficiale dell’omonima iniziativa territoriale di cui Logotel fa parte. Una selezione di co-autori basati nell’emergente distretto milanese – Nicola Zanardi di Hublab, Massimo Carraro di Cowo, Stefania Bandini di Crowdyxity e Andrea Gianni di Subalterno 1 – ha dato quindi voce al “quartiere che vive, progetta e produce 365 giorni l’anno”, come recita il claim di questo “local network” collaborativo.
“L’ambito locale, insomma” – chiosa il Direttore Generale di Logotel Nicola Favini nella sua consueta postfazione (o meglio, “final lap”) del Quaderno – “come dimensione sulla quale allenare nuovi equilibri, (…) spazio in cui l’impresa si fa invadere dalla community georeferenziata dei clienti”. E nella quale – in linea del resto con l’approccio design-driven su cui si basa la stessa Logotel – “progettare offerta, palinsesti, prodotti e servizi sapendo che si tratta di sistemi aperti che verranno completati solo localmente”.
La collana dei Quaderni Weconomy si inserisce in un progetto di cultura d’impresa che Logotel ha lanciato nel 2010 con la pubblicazione del libro “Weconomy – L’economia riparte dal Noi”, un compendio di teorie e pratiche sulle nuove frontiere dell’economia collaborativa. In linea con lo spirito aperto del progetto, tutti i materiali sono gratuitamente scaricabili dal sito ufficiale weconomy.it e dalle omonime app iOS/Android grazie alla licenza Creative Commons; l’ultimo Quaderno, in particolare, è disponibile all’indirizzo weconomy.it/making06.

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MEDIA

Nasce buongiornobrasile.com, web magazine che guarda al Brasile con l’occhio dell’impresa

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Mentre in Brasile fervono i preparativi del “mundial”, la febbre da calciomania sale mese dopo mese e già si pensa alle Olimpiadi che si terranno nel 2016, in Italia nasce buongiornobrasile.com un giornale online per ora supplemento del quotidiano economico online www.btboresette.com. Alla nuova realtà web, diretta da Domenico Megali, collaborano per ora Maiza Furtado, Lea Valori, Guido Berger, Antonio Barbangelo.

L’obiettivo di è quello di informare i lettori italiani di tutto quello che accade in Brasile dal 2014 alla fine del 2016 in corrispondenza dei prossimi Campionati del Mondo di Calcio e delle Olimpiadi del 2016. Diviso in tre grandi aree: sport, economia e cultura/viaggi/turismo il giornale si rivolge sia ai tifosi sia agli imprenditori italiani e brasiliani.

“Nella sezione sport in questi mesi tratteremo notizie e approfondimenti riguardanti il calcio internazionale e nazionale, personaggi ed eventi dei Mondiali, con articoli su personaggi ed eventi della cronaca calcistica nazionale e internazionale”, spiega Domenico Megali, “mentre nella sezione economia vengono trattate le opportunità che il Brasile offre alle aziende italiane che intendono avere relazioni commerciali, produttive o di distribuzione con quel Paese”. Verranno illustrati gli eventi economici, le manifestazioni fieristiche, gli appuntamenti internazionali che si svolgono in Brasile. Sarà dato risalto alle aziende italiane che già operano in Brasile e che possono stimolare l’interesse da parte delle Pmi italiane verso quel mercato. Ma sarà anche raccontata l’economia “sommersa” delle medie e piccole imprese locali e di quelle italiane che intendono conoscere quella realtà prima di commercializzare i loro prodotti/servizi.

“Nella sezione cultura/viaggi/turismo”, conclude megali, “raccontiamo il cambiamento e le difficoltà che la società brasiliana sta affrontando in occasione di queste due manifestazioni sportive. Racconteremo la cronaca sociale che magari i nostri media tradizionali evitano di raccontare. Naturalmente saranno segnalati e recensiti eventi culturali di levatura internazionale e locale. Proporremo inoltre itinerari di viaggi fuori dal comune”.

La redazione sta cercando altri collaboratori italiani e brasiliani che vogliono raccontare le loro storie. Chi è interessato può contattare la redazione direzione@buongiornobrasile.com

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