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2manyApps si unisce a IAP per un influencer marketing trasparente e regolamentato

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2manyApps - IAP

L’aumento degli investimenti nell’influencer marketing ha portato all’ingresso nel mercato pubblicitario online di nuovi soggetti, accomunati tutti dalle attività svolte all’interno dell’universo degli influencer ma in assenza di un regolamento ufficiale comune da seguire in queste attività, che escono dagli schemi classici dell’advertising.

 

IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria – ha sottolineato l’importanza dell’Autodisciplina per lo sviluppo del settore, con particolare riferimento alla salvaguardia della trasparenza – la riconoscibilità della natura commerciale della comunicazione – e alla tutela della brand safety aziendale.

 

A tale scopo IAP ha realizzato nel 2016 la “Digital Chart”, un documento che raccoglie le indicazioni affinché anche la comunicazione commerciale online rispetti il Codice di Autodisciplina. Questo percorso ha condotto l’Istituto a voler coinvolgere direttamente influencer, talent agency e influencer marketing agency invitandoli ad associarsi allo IAP quali soci sostenitori.

 

Le prime richieste di adesione da parte di operatori del settore, già approvate dal Consiglio Direttivo dell’Istituto e operative dal 1 gennaio 2019, sono quelle di: TBS Crew (The Blond Salad), la società fondata e guidata da Chiara Ferragni, e Openinfluence.
 A queste si è aggiunta anche 2manyApps, giovane influencer marketing agency che ha visto una crescita costante nell’ultimo anno con alle spalle collaborazioni importanti con grossi brand quali Mercedes-Benz, Unilever, Pringles, Motivi e Universal Picture per citarne alcuni.

 

“Per noi di 2manyApps diventare soci sostenitori di IAP è stato un percorso che possiamo definire naturale e siamo contenti ed orgogliosi del risultato”, spiega Marco Parolin, co-founder e CMO di 2manyApps (nella foto). “Fin dai nostri primi progetti, quando ancora non era stata definita la Digital Chart, abbiamo cercato di seguire le indicazioni che provenivano da oltre oceano dove nel mercato USA la FTC (Federal Trade Commission) aveva già dato il via alla regolamentazione specifica delle attività di influencer marketing, essendo quello statunitense un mercato ormai molto maturo, al pari di quello canadese e britannico. Seguendo quindi queste indicazioni, le abbiamo adattate ai progetti specifici e alle attività che stavamo svolgendo. In seguito l’uscita della DigitalChart di IAP, che a sua volta ha recepito molte delle indicazioni della FTC, ha permesso di avere un quadro regolamentare uniforme e chiaro per il mercato italiano”.

 

“L’influencer marketing è una forma di advertising “recente” e con un tasso di dinamicità ed evoluzione altissimo” – sottolinea ancora Marco Parolin – “quindi è fondamentale tenere il passo e dove possibile cercare di anticipare le mosse.
Proprio a causa del boom che il mondo influencer sta avendo, la professionalità e competenza dei player coinvolti è un valore importantissimo e fondamentale per poter far crescere in modo sano questo mercato e ottenere i migliori risultati, se associati ad una strategia di successo, ed è proprio quello che i nostri clienti e partner ci chiedono e apprezzano nei progetti su cui collaboriamo.
Diventare soci sostenitori di IAP è quindi per noi un ulteriore passo verso questa visone dell’influencer marketing dove regole precise e strutturate, unite alla competenza, sono gli ingredienti fondamentali per collaborazioni di successo”.

 

Finalità della partnership è sensibilizzare influencer, consumatori e le società che oggi utilizzano gli strumenti dell’influencer marketing ad avere un rapporto corretto con i social e con le regole di trasparenza e correttezza nella comunicazione pubblicitaria.

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BRAND STRATEGY

Buzzoole: in crescita l’uso degli hashtag #AD e #ADV. A giugno +45% rispetto al mese precedente

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È passato quasi un anno da quando l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha raccomandato a VIP e creator l’uso di hashtag specifici per rendere più chiara la partecipazione ad attività sponsorizzate e di influencer marketing.

Anche IAP dal giugno 2016 ha varato la Digital Chart (rieditata nel 2017) nella quale, oltre alla mappatura delle principali forme di comunicazione commerciale digitale, l’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria fornisce, per ciascuna di esse, indicazioni su come renderle trasparenti. Per capire, quindi, l’impatto avuto sul mercato italiano da questa azione di moral suasion, Buzzoole, influencer marketing solution provider in grado di connettere i brand ai content creator attraverso l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, ha analizzato l’uso dei due hashtag più utilizzati in questo tipo di attività, ossia #ad e #adv, dal 1° febbraio al 30 giugno 2018 su Instagram, Twitter e Facebook.

In questi ultimi cinque mesi i post in italiano contenenti questi “hashtag della trasparenza” sono stati 55.000 generati da 15.200 account e hanno suscitato 42 milioni di interazioni sui social media. Il dato interessante è che nell’ultimo mese si è registrata una crescita di questi post del +45% rispetto al mese precedente. Un dato che segnala un incremento inedito che lascia ben sperare e che può essere frutto anche dell’azione combinata di diversi soggetti che hanno abbracciato la bandiera della trasparenza: autorità, associazioni, aziende del settore come Buzzoole.

Il luogo principale in cui vengono condivisi i messaggi promozionali è Instagram dove è stato prodotto il 50% dei post totali. Segue Twitter con il 39% e Facebook con l’11% (quest’ultimo è sicuramente un dato sottostimato dato che il social è prevalentemente chiuso, dunque difficile da monitorare). Ma se si guarda all’engagement generato dai post si scopre che il 98% di tutte le interazioni legate alle campagne analizzate avviene su Instagram.

I settori nei quali si è riscontrato il maggior uso degli hashtag “ad” e “adv” sono l’abbigliamento (e scarpe) per il 35%, il beauty (cosmetici, profumi) per il 22%, accessori (gioielli e orologi) il 13% e Food & Beverage 12%.

Gli influencer che hanno partecipato a campagne trasparenti e che hanno generato il maggior numero di interazioni sono stati: Cecilia Rodriguez che con 17 post nel periodo ha generato 1,4 milioni di interazioni, Paola Turani che con 37 post ha ottenuto 1,3 milioni di like e commenti, Beatrice Valli che con 23 post ha ricevuto 1,1 milioni di interazioni. Dentro la soglia del milione seguono Ludovica Pagani e Ludovica Bizzaglia.

“La nostra esperienza ci insegna che la scelta del creator è fondamentale per riuscire a raggiungere il giusto target e, soprattutto, stimolare le interazioni con i consumatori. Nell’ottica di un approccio consulenziale che da sempre ci contraddistingue, consigliamo di porre attenzione anche agli aspetti formali nella scelta del content creator, e quindi di privilegiare chi applica gli hashtag di trasparenza che il mercato richiede e che vanno a portare benefici a tutta la filiera. Il creator capace di aggiungere un tocco personale e creativo è senz’altro apprezzato, ma grazie alla nostra tecnologia, si possono facilmente individuare i profili che, oltre alla creatività, sanno anche rispettare le regole”, dichiara Vincenzo Cosenza, Head of Marketing Italy di Buzzoole.

“Inoltre, dall’analisi emerge che spesso le aziende preferiscono puntare sulle Celebrity lasciando in secondo piano il concept creativo della campagna e la brand affinity. In questo modo si ottengono molti like, ma si rischia di penalizzare il prodotto che non rimane adeguatamente impresso nella memoria dei follower”, aggiunge Cosenza.

“Uno degli aspetti più importanti che, come Unione Nazionale Consumatori, abbiamo riscontrato è una nuova attenzione per la trasparenza da parte dell’influencer marketing ma ancora non basta, come dimostra la stessa analisi condotta da Buzzoole”, dichiara Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Dal nostro osservatorio possiamo affermare che lo scenario è ancora in continua evoluzione: da un lato troviamo influencer più scrupolosi che utilizzano l’hashtag #ad, ma d’altro canto sono ancora molti coloro che trascurano questa regola. La strada per una totale trasparenza è ancora lunga e passa attraverso iniziative di monitoraggio utili per rafforzare la compliance alle nuove esigenze di rispetto dei consumatori”.

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