TECH & INNOVATION

IAB Forum 2018 : da grandi poteri derivano grandi responsabilità

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IAB Forum

“Servono regole chiare, che sappiano riconoscere merito e competenze, per guidare uno sviluppo tecnologico consapevole e responsabile. Dobbiamo essere aggregatori e innovatori nell’avventura digitale che il Paese sta vivendo, promuovendo il valore culturale di questa trasformazione e una conoscenza il più possibile diffusa di quello che il digitale rappresenta”, le parole di Carlo Noseda, Presidente di IAB Italia sintetizzano al meglio il senso di IAB Forum 2018, un’edizione rinnovata nella struttura e nei contenuti.

Giunto alla sua sedicesima edizione, IAB Forum vuole essere promotore della “buona cultura” digitale a tutto tondo. Accanto a un excursus puntuale sull’andamento del settore, che continua a crescere in modo sostenuto, non sono mancati approfondimenti e riflessioni sull’etica, vera àncora della trasformazione digitale di oggi. È stata un’edizione incentrata sull’uomo e sulla sua capacità non solo di produrre innovazione tecnologica, ma anche di guidarla e governarla, abilitando un’industria digitale sostenibile e votata alla qualità e alla trasparenza dei propri servizi e prodotti per creare nel tempo valore sociale, economico e occupazionale.

Le due giornate del Forum sono state scandite dal claim “I Am Everywhere – Challenges of Mobile Society”. Più di 30 ospiti d’eccezione provenienti dal mondo scientifico, culturale, universitario, imprenditoriale, artistico e giornalistico si sono alternati sul palco per condividere visioni, riflessioni, idee creative e dirompenti. Il filo conduttore è stata la consapevolezza che l’unica comunicazione digitale efficace è quella che si rivolge alle persone e non agli utenti, che sa leggere la società, raccontare dove sta andando e prendere posizione quando è necessario farlo.

La trasparenza è la chiave di volta per il settore

In questo scenario dominato dai giganti del web il tema della qualità e della trasparenza dell’advertising online è cruciale per poter attirare nuovi investimenti. Il tema, molto dibattuto, è stato affrontato da ospiti come Gerry D’Angelo, Global Media Director P&G, Giulio Malegori, Ceo Dentsu Aegis Network EMEA, e Hamish Nicklin, Chief Revenue Officer Guardian News & Media. Dalla discussione è emerso come trasparenza e qualità rappresentino i punti fondamentali per un mercato che voglia essere realmente sostenibile. Proprio per rispondere a questa esigenza è nato lo IAB Quality Index, capace di misurare in maniera standardizzata e attendibile la qualità dei bacini pubblicitari. L’obiettivo di questo indice è di offrire agli editori uno strumento per valorizzare la propria offerta e agli investitori un criterio di scelta oggettivo per accertare che i propri investimenti vengano associati a contesti di qualità elevata e certificata.

Intelligenza artificiale ed etica

È stato molto applaudito l’intervento del filosofo Luciano Floridi, Professore Ordinario di Filosofia ed Etica dell’informazione all’università di Oxford. Intervistato da Ferruccio De Bortoli – Presidente del neo eletto Advisory Board di IAB Italia – Floridi ha insistito sull’importanza di promuovere una cultura critica verso gli utenti, che corrono il rischio di “subire” passivamente le dinamiche imposte dagli algoritmi e sull’esistenza di una grande responsabilità sul fronte dell’informazione.

Allo stesso modo Juergen Schmidhuber, tra i massimi esperti di intelligenza artificiale ha tratteggiato la storia e le prospettive dell’intelligenza artificiale, prospettando l’arrivo di una AI di capacità paragonabili a quella umana entro pochi decenni.

Semplificare, abilitare, personalizzare per città smart

Il digitale è prima di tutto una possibilità, ovvero uno strumento per migliorare lo stile di vita e la società e per sviluppare nuovi modelli culturali, partendo dalle città. Roberta Cocco, Assessore alla Trasformazione Digitale e ai Servizi Civici di Milano, chiamata a descrivere Milano in qualità di città italiana maggiormente rappresentativa del modello smart city.

“Nel mio impegno di ogni giorno c’è innanzitutto la volontà di far evolvere la città verso un modello digitale, in cui la tecnologia diventa elemento di semplificazione per ciascun cittadino. Quello a cui aspiro, è parlare di smart citizen più che di smart city, cioè di diffondere una cultura digitale in cui la tecnologia diventa alleato, abbandonando i pregiudizi”.

Per questo motivo l’amministrazione comunale si sta anche facendo promotrice di appuntamenti come quello della Digital Week, svoltasi lo scorso marzo e che, come ha annunciato in anteprima dal palco lo stesso Assessore “sarà nuovamente a Milano dal 13 al 17 marzo 2019”.

La Smart city è una dimensione che si coniuga anche con la ricerca della bellezza e con la capacità di dialogare: è così che ha affrontato il palco Daan Roosegaarde, artista e innovatore che nel suo intervento ha cercato di evidenziare come la trasformazione digitale non possa dimenticare che le città sono l’ambito di sviluppo delle relazioni sociali di chi le abita”. E, in questo contesto, “il 5G gioca un ruolo da facilitatore”, come ha affermato Ryan Soutter, Head of Sales Engineering for the Americas for the ACT (Advertising Creative Technology).

Infine, la blockchain. Paragonata a quello che rappresentava Internet più di un decennio fa, Jim Harris, autore di best-seller internazionali, ne ha tracciato un perimetro che ha permesso di comprendere meglio una tecnologia che è sulla bocca di tutti, ma che non per questo è compresa fino in fondo.

Prossimo bilancio: IAB Forum 2019, 20-21 novembre

Antonio Campo Dall’Orto, membro Advisory Board IAB Italia, sottolinea l’importanza dei contenuti quanto quelli della tecnologia e invita le aziende a ricordarsi di comunicare sì con il linguaggio del tempo, ma senza mai dimenticare la propria identità. Ferruccio De Bortoli, Presidente dell’Advisory board, lancia invece un’esortazione: “Non c’è libertà senza regole: senza valori condivisi si rischia di non andare da nessuna parte, anche nel digitale. Avere dubbi e umiltà è un buon modo per essere comunicatori efficaci”.

Carlo Noseda, Presidente di IAB Italia, lancia una call to action al settore: “Il contesto in cui operiamo non è dei più semplici, ma come IAB Italia siamo convinti che l’industria digitale si trovi in un momento storico irripetibile e che questa sia l’occasione giusta per cambiare la rotta, accompagnati da proposte e azioni collegiali a livello di sistema. Abbiamo bisogno di queste azioni. È il momento giusto per ripartire tutti insieme e più compatti di prima. Le opportunità che ci si prospettano davanti sono infinite, ma vanno guidate”.

Direttore Creativo dell’edizione 2018 è stato Massimo Coppola, conduttrice della due giorni la giornalista Barbara Serra (nella foto).

Gli Sponsor

Main Sponsor dell’evento: Sky
Diamond sponsor: E.ON, GroupM, Nexi e Pirelli
Platinum sponsor: Credit Agricole, Dentsu Aegis Media, EY, Gruppo Mondadori, Italiaonline, Ligatus, Oath, Oracle, Samsung e The Digital Box.

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IAB Forum #Day2: il digitale vale 65 miliardi e cresce grazie a eCommerce e adv online

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EY - Mercato Digitale

“Il mercato del digitale in Italia è primo per crescita in Europa ma resta relegato al 25esimo posto per pervasività”, esordisce Andrea Paliani, Managing Partner Mercati e Clienti per la regione Mediterranea di EY, presentando i dati  dalla ricerca congiunta EY e IAB ItaliaLe infinite possibilità del digitale in Italia”, durante la seconda giornata dello IAB Forum.

L’industria digitale prosegue infatti nella sua crescita per il terzo anno consecutivo, con ripercussioni positive sia sull’economia sia sull’occupazione. Il valore del digitale a perimetro ristretto, considerando cioè solo gli investimenti in attività del tutto digitali, ammonta a 65 miliardi di euro, +11,6% rispetto all’anno scorso e +22% se paragonato al 2016. I dati emergono

La pubblicità online e l’eCommerce si confermano – per il secondo anno – i comparti che più di tutti guidano la crescita dell’intera industria con incrementi rispettivamente del 13% e 15% rispetto al 2017, anche se i pesi sul valore complessivo si attestano intorno al 4% e 44%.

“La crescita del digitale ha effetti positivi anche sull’occupazione con 285mila professionisti nel 2017 rispetto ai 253mila dell’anno precedente” – commenta Carlo Noseda, Presidente di IAB Italia. “Si tratta di persone impiegate a tempo pieno in ambiti come il digital marketing e la comunicazione interattiva, la tecnologia che permette di erogare servizi online, ma anche eCommerce, online advertising e sviluppo di app. Il valore dell’industria digitale porta con sé rinnovamento e trasformazione in tantissimi altri settori adiacenti, stimolando la produttività in aziende non necessariamente votate all’innovazione. La politica economica del Governo può e deve svolgere un ruolo più determinante e di sostegno alla digitalizzazione, per una maggiore competitività a livello di sistema, un aspetto su cui l’Italia ha ancora un gap importante rispetto al resto dell’Europa e che va colmato per uno sviluppo dell’economia a lungo termine”.

La ricerca evidenzia come il digitale porti valore anche al di fuori del suo perimetro. Se partendo dal dato del settore digitale, si aggiunge una stima del valore dei beni e servizi acquistati da consumatori attraverso canali fisici di distribuzione, ma che generati grazie alla comunicazione digitale si arriva a un indotto di oltre 89 miliardi di euro e con una stima sull’occupazione di più di 675mila persone, con professionalità anche non digitali ma che con il loro lavoro partecipano allo sviluppo del digitale.

“L’economia digitale, ha necessità di combinare nuove competenze e nuovi stili di management. Dati e tecnologie digitali rappresentano la frontiera da esplorare per ottimizzare i processi esistenti, introdurre nuovi servizi, e, soprattutto, cambiare radicalmente le catene del valore dei settori industriali e dei servizi”, commenta Andrea Paliani. “Una recente ricerca che abbiamo condotto (EY-IAB- Spencer Stuart) ha confermato la progressiva presa di coscienza delle nostre imprese, il 70% del campione ha attivato, infatti, iniziative concrete per l’integrazione culturale e organizzativa di nuovi professionisti più digitali. Il 30% delle imprese ha avviato piani di sviluppo interno delle competenze. Il 71% del campione ha implementato azioni di integrazione delle generazioni più digitali al fine di accelerare la trasmissione di competenze tecnologiche e know-how digitale all’interno dell’organizzazione; il 27% ha avviato programmi di re-skilling delle risorse, per formare persone e sviluppare competenze in grado di massimizzare il ritorno di investimento del processo di digitalizzazione delle imprese”.

Il business digitale cresce quindi sia in termini di ricavo sia in termini di occupazione ma bisogna governare il cambiamento attraverso degli stili manageriali adeguati e nuovi.

“Questi dati dimostrano che sono stati fatti passi in avanti sul fronte delle nuove competenze; occorre ancora investire molto per superare il divario culturale digitale”, continua Paliani. “Una delle frontiere da esplorare sono i nuovi stili di management richiesti per assecondare una trasformazione digitale delle aziende che valorizzi nuove e tradizionali competenze. Bisogna attivare delle Academy di formazione interne alle aziende ma i leader devono dimostrare di essere generativi, in grado di abilitare nuovi linguaggi, gestire competenze multifunzionali e diversificate, essere disposti ad ascoltare e accogliere le diversità di pensiero”.

“Ci aspetta una grande corsa e quando si ha troppa fretta si rischia di cadere. Non siamo pronti, ma non possiamo permetterci di sbagliare”, conclude Carlo Noseda. “Le competenze sono fondamentali ma le domande sono: chi sono i formatori delle nuove competenze? Oggi si parla tanto di diversity, ma non è solo una questione di genere è anche una questione di diversity of thought, diversi modi di pensiero, diversi approcci, diverse provenienze e destinazioni. Il vero tema è che siamo un Paese con aziende eccellenti ma serve aiuto da parte delle istituzioni per mettere queste aziende nelle condizioni di dare il giusto valore alle persone, recuperando chi è fuggito all’estero e accogliendo chi, nel nostro paese, è in grado di fare la differenza.

 

 

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AZIENDE

IAB Forum #Day1: etica digitale e parametri di qualità

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Da 16 anni punto di riferimento per la industry del digitale, primo evento in Italia, quarto in Europa e sempre più orientato verso l’internazionalizzazione.

Carlo Noseda, Presidente di IAB Italia, introduce così l’edizione 2018 di IAB Forum che arriva dopo un periodo piuttosto complicato – lo scandalo Cambridge Analytica – che ha messo in discussione il valore stesso del web.

È quindi proprio il valore la parola chiave al centro dell’agenda di IAB Forum. “L’etica digitale non è più una materia per soli specialisti”, dice Noseda. “Per gestire un cambiamento così importante come quello che stiamo vivendo, è necessario mettere al centro l’etica, l’uomo e il suo percorso. Un’occasione d’oro per far nascere un movimento europeo del digitale e porci come traino anche rispetto a Paesi come gli USA e la Cina”.

“Il tema della qualità e della trasparenza dell’advertising online è cruciale per poter attirare nuovi investimenti. Alla luce anche dell’ultimo datagate gli utenti pretendono non più solo un’esperienza di fruizione appagante ma al tempo stesso anche più trasparente, e così pure gli inserzionisti. Per questo abbiamo introdotto un indice di qualità, lo IAB Quality Index, capace di misurare in maniera standardizzata e attendibile la qualità dei bacini pubblicitari”, ha concluso Noseda.

Sempre in ottica di etica digitale e trasparenza vale la pena ricordare la campagna mediatica di IAB Italia – partita qualche giorno fa – per sensibilizzare mercato e Istituzioni sulla necessità di modificare la web tax italiana che, così come è proposta all’interno della Legge di Bilancio 2018, rischia di accentuare ulteriormente la disparità fiscale tra i colossi del web e le aziende italiane che operano nell’advertising online.

Lo IAB Quality Index

L’obiettivo di questo indice è quello di offrire agli editori un parametro valido per valorizzare la propria offerta, e agli investitori un criterio di scelta oggettivo per accertare che i propri investimenti vengano associati a contesti di elevata qualità.

“La certificazione è stata necessaria perché continuiamo a parlare di viewability e brand safety ma alla fine le aziende continuano a investire negli OTT che non danno alcuna garanzia e rappresentano il 75% del mercato internet media”, spiega Aldo Agostinelli, vice Presidente di IAB Italia.

Grazie al lavoro svolto dai partner selezionatiComScore, Integral AdScience e Meetrics (con la supervisione di EY) – in seguito al beauty contest lanciato alla fine dell’anno scorso, IAB Italia è oggi in grado di fornire agli editori del digitale gli strumenti per certificare la qualità dei bacini pubblicitari a tutto vantaggio delle aziende che investono in pubblicità che hanno così la certezza di poter contare su informazioni sempre più precise e sicure sulla pianificazione delle loro campagne.

Daniele Sesini, Direttore Generale di IAB Italia, spiega come funziona il sistema di certificazione: “il monitoraggio dei siti avviene per due settimane consecutive, con cadenza trimestrale, su desktop e, al momento, solo sul mobile browser, mentre in futuro vorremmo estenderlo anche alle app e all’Iptv”.

Sono 5 i kpi di valutazione: Viewability, Brand Sfety, Invalid Traffic, Ad clutter (affollamento) e rispetto dei principi L.E.A.N. (focalizzandosi sulla N: non invasive format).

“Alla fine – continua Sesini – forniamo il quality Index ( High Rate, Medium Rate e Low Rate), un parametro di targeting per pianificare sia in programmatic sia in forma diretta”.

“Questa certificazione darà risultati reali solo se tutto il mercato si sottoporrà alla procedura e non solo il 25% che già sta cercando di farlo”, interviene Aldo Agostinelli che sul palco accanto a lui ha una sedia vuota. “La sedia è vuota perché nessuno degli interlocutori istituzionali (editori, istituzioni politiche, associazioni) è mai voluto intervenire su questi argomenti. Questo sebbene l’elusione fiscale dei giganti del web ammonta a 53 miliardi di imponibile non pagato!”.

La nascita della Federazione del digitale

Tra le novità presentate da Carlo Noseda la nascita della Federazione del Digitale, in collaborazione con Netcomm, un organismo volto alla promozione e allo sviluppo dell’economia digitale e all’utilizzo delle nuove tecnologie a beneficio dell’innovazione del paese.

La Federazione si farà promotrice di ricerche e studi per sensibilizzare gli interlocutori privati e istituzionali, nazionali, europei e internazionali per uno sviluppo sostenibile ed etico del digitale a favore dei cittadini e delle imprese.

“La Federazione del Digitale sarà un acceleratore di conoscenza, di competitività e strumento per combattere la povertà. Il mezzo per creare uno sviluppo che passa attraverso i cittadini e le imprese”, ha dichiarato Roberto Liscia, Presidente di Netcomm.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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IAB Forum #Day1: il digital adv cresce dell’11% e sfiora nel 2018 quota 3 miliardi di euro

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IAB Forum

Il digitale è sempre più importante per lo sviluppo dell’economia italiana con il comparto del digital advertising che cresce per il decimo anno consecutivo, raggiungendo investimenti che sfiorano nel 2018 i 3 miliardi di euro (+11% rispetto al 2017). Questo valore rappresenta oltre un terzo degli investimenti pubblicitari italiani ed è secondo solo alla raccolta pubblicitaria del mezzo televisivo. TV e web insieme quest’anno infatti, arriveranno a spartirsi il 77% della raccolta complessiva. Questo, in estrema sintesi, quanto emerge dagli studi di Nielsen e dell’Osservatorio Internet Media della School of Management del Politecnico di Milano presentati oggi in anteprima all’apertura dello IAB Forum 2018, il più importante evento italiano sulla comunicazione digitale.

La componente internet, così rilevante per l’intero settore pubblicitario, è controllata da soli due player: Google e Facebook. Dal report del Polimi emerge come l’internet advertising sia un mercato iper-concentrato, all’interno del quale gli Over The Top (OTT) detengono circa il 75% del mercato (71% nel 2017) e, mai come nell’ultimo anno, sono responsabili di quasi la totalità della crescita del settore.

“A grandi poteri dovrebbero corrispondere grandi responsabilità”, ha commentato Andrea Lamperti, Direttore dell’Osservatorio Internet Media. “Anche sul mercato italiano questa cosa deve essere garantita per poter operare nella massima trasparenza e fiducia”.

Il paradosso della filiera digitale

“Questi sono dati che fanno riflettere sul futuro del digital advertising, uno dei più innovativi e dinamici comparti dell’intera industria digitale”, commenta Carlo Noseda, Presidente di IAB Italia, perché ci mettono di fronte al paradosso che vive la nostra filiera: la pubblicità digitale cresce ininterrottamente da dieci anni, passando dagli 0,8 miliardi di euro del 2008 ai quasi 3 miliardi del 2018, ma la stessa è quasi totalmente in mano ai grandi della rete che creano però meno valore, sia in termini occupazionali sia di gettito fiscale. Una situazione di mercato che urge un intervento delle Istituzioni e del Governo atto a riequilibrare gli attuali assetti concorrenziali per permettere a tutti gli operatori – editori, concessionarie, agenzie specializzate e ad-tech company – di giocare con le stesse armi”.

“Gli OTT inoltre possono contare su ingenti risorse finanziarie che derivano in grande parte dall’enorme vantaggio fiscale di cui godono nei Paesi in cui operano, poiché non assoggettati allo stesso sistema fiscale delle realtà locali. Risorse che questi colossi impiegano in sviluppo tecnologico e attività di M&A, togliendo evidentemente alle aziende domestiche ogni remota possibilità di poter competere sullo stesso piano, limitando le loro capacità di crescita o addirittura di sopravvivenza”.

Proprio per questo IAB Italia ha recentemente lanciato una campagna mediatica per sensibilizzare mercato e Istituzioni sulla necessità di modificare la web tax italiana che, così come è proposta all’interno della Legge di Bilancio 2018, rischia di accentuare ulteriormente la disparità fiscale tra i colossi del web e le aziende italiane che operano nell’advertising online.

Il Media Mix secondo Nielsen

I trend e i cambiamenti in atto nel settore della pubblicità, guidati principalmente dalla tecnologia, hanno portato a una profonda trasformazione del settore che, negli ultimi anni, trova riscontro anche nei cambiamenti dei pesi dei diversi media. In questo contesto, la TV, pur mantenendo il podio con il 45% degli investimenti, ha lasciato quote al digitale che, insieme a essa, si ripartirà nel 2018 il 77% della raccolta pubblicitaria complessiva. La radio si conferma un mezzo resiliente, con una crescita del 4,2%, mentre la stampa è ancora in decrescita (-8,3%).

Il digitale vede le aziende investitrici approcciarsi mediamente in modi differenti: la distribuzione dedica il 44% del proprio investimento in comunicazione above the line al digitale, il tempo libero solo l’11,4% all’interno di un range che vede l’automotive al 37% e le telecomunicazioni (cha aumentano il loro investimento in digitale del 14,8%) al 17,8%.

“Abbiamo cominciato a misurare il digitale alla fine degli anni 90, mettendo a punto un’informazione condivisa che abbiamo portato al mercato. È stato come costruire un puzzle con tecnologie sempre diverse. Oggi la costruzione del totale del digitale e solo una stima perché manca tutta la parte degli OTT. Ci auguriamo di poter lavorare insieme a tutti per dare delle stime collimanti con la realtà così come riusciamo a fare con tutti gli altri mezzi”, ha commentato Alberto dal Sasso, Managing Director & AD TAM – Intel Nielsen Italy

La crescita per formato pubblicitario online

In relazione ai singoli formati pubblicitari online – secondo i dati dell’Osservatorio Internet Media della School of Management del Politecnico di Milano – rimane dominante la display (che raccoglie al suo interno i banner tradizionali, i video, i diversi spazi all’interno dei social network e i nuovi formati native) che vale il 62% dell’intero mercato. Nel 2018, la sua crescita è dovuta soprattutto ai formati video, ampiamente diffusi anche sulle piattaforme social, che crescono del 24%. Cresce bene, oltre il 30%, anche la raccolta derivante dai diversi formati native, in valore assoluto però pesano ancora poco rispetto alle altre tipologie display. Segue la componente legata alla search (il 28% circa del totale investimenti in internet advertising), con un incremento stimato per fine anno appena sotto le due cifre percentuali. Completano il quadro la raccolta derivante dalla classified (in crescita nell’intorno del 7%) e dall’email (+3%). In aumento anche il programmatic che, con 482 milioni di euro di investimenti nel 2018, ha un peso sul totale internet adv del 16% (15% nel 2017).

Il ruolo degli OTT

Queste evidenze impongono agli OTT un atteggiamento più responsabile, volto a garantire condizioni di corretto funzionamento della filiera, soprattutto nei confronti delle aziende investitrici. Emerge innanzitutto la necessità di una maggiore trasparenza, che deve essere garantita anche da questi colossi attraverso il monitoraggio e la validazione degli investimenti pubblicitari, effettuati sulle loro piattaforme, da parte di enti terzi indipendenti. Allo stesso tempo, vi è un tema di brand safety che deve essere affrontato con più chiarezza da questi attori a sostegno delle politiche di marca delle imprese.

Lo IAB Quality Index

“Il tema della qualità e della trasparenza dell’advertising online è cruciale per poter attirare nuovi investimenti. Alla luce anche dell’ultimo datagate gli utenti pretendono non più solo un’esperienza di fruizione appagante ma al tempo stesso anche più trasparente, e così pure gli inserzionisti. Per questo abbiamo introdotto un indice di qualità, lo IAB Quality Index, capace di misurare in maniera standardizzata e attendibile la qualità dei bacini pubblicitari”, ha concluso Noseda.

L’obiettivo di questo indice è quello di offrire agli editori un parametro valido per valorizzare la propria offerta, e agli investitori un criterio di scelta oggettivo per accertare che i propri investimenti vengano associati a contesti di elevata qualità.

Il mercato della pubblicità digitale in Europa

A tracciare i confini del mercato dell’advertising online europeo è stato Constantine Kamaras, co-founder & Chairman Emeritus di IAB Europe. I dati si basano sui risultati di AdEX H1 2018, la ricerca biennale condotta da IAB Europe.

Secondo i dati il mobile supera per la prima volta la quota 10 miliardi di euro e si avvicina al 50% della spesa totale display. Il video cresce 4 volte in più rispetto al totale display, coprendone il 30% del valore.

La display cresce del 12,3% e la search del 10,2%. La display ha raggiunto oltre 10 miliardi di euro nel primo semestre 2018, rappresentando il 40% della pubblicità digitale totale, mentre la ricerca ha rappresentato il 46%.

“Grazie al rallentamento degli effetti negativi del GDPR sugli investimenti in Europa nel primo trimestre, prevediamo di chiudere l’anno a circa 53 miliardi di euro con una crescita del 13%”, commenta Constantine Kamaras.

 

 

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BRAND STRATEGY

intarget allo IAB Forum all’insegna della crescita internazionale e del martech

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intarget

Internazionalizzazione e martech (marketing + technology) sono le due parole chiave che segnano la partecipazione di intarget alla XVI edizione di IAB Forum, dedicata a una società alle prese con una trasformazione sempre più guidata dalle tecnologie e dai dati.

La domanda da parte degli investitori pubblicitari di soluzioni di marketing automation in grado di certificare e dare valore ai dati delle visualizzazioni e di strategie adeguate ai diversi mercati internazionali sono alla base dello sviluppo strategico di intarget.

La digital company toscana ha, infatti, visto nel 2018 un consolidamento della dimensione globale dell’azienda, con il 75% del budget clienti di intarget gestito sui mercati internazionali, e si appresta entro la fine dell’anno a un nuovo investimento all’estero. intarget ha, infatti, avviato l’apertura di una nuova sede a Shanghai, dotata di un team di digital specialist madrelingua e di una rete di partner locali per supportare al meglio le aziende italiane e i brand internazionali verso il Sud Est Asiatico con lo sviluppo di contenuti e strategie realizzate appositamente per questo mercato.

“Già da diversi anni supportiamo una parte della nostra clientela nella gestione del digital marketing nel mercato cinese”, spiega Nicola Tanzini (nella foto), Founder e CEO di intarget. “Il Paese del Dragone sta diventando per i nostri clienti, in particolare nei settori Fashion e Luxury, il primo mercato per vendite. Per questo abbiamo deciso di investire in una presenza sul territorio con professionisti madre-lingua per sviluppare strategie, contenuti e campagne ancora più efficaci per il pubblico cinese”.

L’investimento verso la Cina si aggiunge a quello effettuato nel 2012 per la creazione di intarget Suisse, con sede a Lugano, in Svizzera, nata per supportare i clienti dell’area D-A-CH (Germania, Austria, Svizzera), tra cui figurano diverse aziende internazionali dei settori fashion e travel.

intarget ha inoltre creato nel corso degli anni un team sempre più internazionale nelle proprie sedi di Pisa e di Milano. Il 20% dei dipendenti è nato all’estero: Brasile, Cina, Colombia, Marocco, Russia e Serbia. Grazie a questo e alle competenze di tutto lo staff, sono 10 le lingue parlate fluentemente in azienda: francese, tedesco, inglese, serbo, russo, giapponese, cinese, portoghese, spagnolo e arabo.

Il team è già attivo nei principali mercati esteri occidentali (Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Francia), in Giappone, nel mondo arabo, e in Sud Corea per un totale di più di 60 Paesi. Il potenziamento del team dedicato alle tecnologie di marketing automation ha permesso a intarget di attestarsi nel 2018 tra i Google Marketing Platform Partners di maggiore successo.

L’offerta tecnologica di intarget diventerà un fattore chiave per lo sviluppo dell’azienda anche nel 2019:
“Prevedo che la necessità per le imprese di gestire i propri dati tramite piattaforme di marketing automation per mantenere competitività – il cosiddetto martech – possa essere una tendenza sempre più decisiva nel 2019. La capacità di gestire e analizzare i dati diventerà sempre più rilevante per garantire agli investitori pubblicitari la possibilità di essere competitivi in un mercato sempre più complesso”, conclude Tanzini.

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TECH & INNOVATION

The Digital Box presenta ADA X, il Virtual Assistant integrato per l’engagement mobile

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ada x

Una piattaforma di digital-mobile marketing evoluta che permette di creare l’Assistente Virtuale perfetto per ogni tipo di attività, distribuirlo su vari canali e misurare le sue performance in real-time: dalla comunicazione interna allo sviluppo di un customer service rapido ed efficiente, fino al supporto nella pianificazione di strategie marketing performanti.

Un Assistente che aiuta marketer, professionisti e clienti finali, a prendere la decisione giusta in qualsiasi momento, anche via App, e grazie alla sua capacità di analizzare grandi quantità di dati in tempo reale, può essere impiegato per qualunque settore aziendale. È la rivoluzione del marketing moderno e la sfida frutto della convergenza digitale tra Social, Mobile e Intelligenza Artificiale (AI) lanciata da The Digital Box (TheDB), società italiana con sedi in Puglia, Campania, Toscana, Lombardia, e internazionali tra Barcellona e Palo Alto in California, che punta a diventare un’eccellenza nello sviluppo di tecnologie di Intelligenza Artificiale evolute, ma alla portata di tutti, per creare piattaforme che accelerino la crescita del business.

Quello che The Digital Box presenta a IAB Forum Milano il 12 e 13 novembre, è una vera rivoluzione nel panorama dei software per la gestione del marketing e della comunicazione aziendale: ADA X è la più innovativa piattaforma integrata esistente sul mercato europeo per l’engagement da mobile, integrata con il primo Assistente Virtuale al marketing, frutto di tecniche di Intelligenza Artificiale e grafiche (Digital Human Interface).

ADA X semplifica e rende più efficace il lavoro dei marketers, racchiudendo in un’unica piattaforma facile da usare, tutti gli strumenti di cui hanno bisogno, per creare, distribuire e misurare campagne di comunicazione coinvolgenti e performanti.

ADA Virtual Marketing Assistant è una vera guida per il lavoro quotidiano delle agenzie di comunicazione, capace di fornire informazioni e suggerimenti sul migliore utilizzo della piattaforma, analizzare i dati delle campagne e suggerire la migliore strategia da intraprendere. Ciascuno potrà infine personalizzare a proprio piacimento il collaboratore virtuale.

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BRAND STRATEGY

L’agenzia Le Balene ha interpretato il tema “Born Digital” per lo IAB Forum 2017

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Le Balene

Per il secondo anno, IAB Italia ha affidato a Le Balene la creatività del suo evento più importante, IAB Forum, l’appuntamento di riferimento del settore digitale in Italia.

L’immagine coordinata, declinata in video e formati digitali nei mesi precedenti all’evento, nell’allestimento e nelle animazioni del palco gli scorsi 29 e 30 novembre, ha interpretato il tema “Born Digital” creando un mondo onirico e futuristico. Viviamo oggi in un contesto di realtà virtuale, IoT, digitalizzazione e comunicazione online in cui è difficile tracciare il limite fra materia e digitale: questa coesistenza è incarnata dal dinamismo di voxel e fumo, e la transizione è scatenata dall’uomo, attraverso mani, volto, voce. È una nuova mentalità, una nuova umanità, che si incarna nella prima generazione di nativi digitali.

La squadra dell’agenzia quest’anno ha goduto appieno della sinergia scatenata da @Acqua su Marte, spazio di coltivazione del futuro di cui Le Balene sono centro propulsore: la creatività è stata infatti realizzata insieme al 3D artist Alessandro Facchini, membro del Garage creativo/coworking di via Alessandria, che ha sviluppato l’universo digitale ideato da Elisa Villa, art director del progetto, con la direzione creativa di Francesco Guerrera. L’immersività dei video di advertising e della sigla dell’evento è stata inoltre sostenuta da una musica composta ad hoc da Giovanni Crovetto, un viaggio anche sonoro nella rivoluzione digitale.

Il progetto è stato coordinato da Irene Bruni, account dell’agenzia, e declinato a livello grafico da Eleonora Petrolati e Marta Are.

Crediti
Direttore creativo: Francesco Guerrera
Art Director: Elisa Villa
3D Artist e regia: Alessandro Facchini
Musica: Giovanni Crovetto
Graphic Design: Eleonora Petrolati, Marta Are
Direttore cliente: Marco Andolfato
Account: Irene Brun

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IAB Forum 2017: crescono del 12% gli investimenti in digital advertising

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digital advertising

Sono stati presentati questa mattina allo IAB Forum i dati dell’Osservatorio Internet Media Politecnico di Milano e IAB Italia. Gli investimenti in digital advertising tornano a crescere a doppia cifra e registrano un aumento del 12%, raggiungendo i 2,65 miliardi di euro.

A spingere l’incremento a doppia cifra della raccolta pubblicitaria online è l’advertising sui social network e, in particolare, l’advertising video sui social, che pesa ora quasi la metà del totale su questo canale. La pubblicità su smartphone cresce ancora molto (circa del +40%), ma raccoglie meno del 40% del mercato totale dell’Internet advertising, a fronte di una quota di tempo speso sul canale mobile del 64%.

È un mercato sempre più concentrato, con un peso fortissimo dei grandi player internazionali (Google e Facebook in primis), che hanno il vantaggio di avere enormi quantità di informazioni sugli utenti online e di riuscire a raggiungere grandi audience.

Dal punto di vista dei formati pubblicitari, la display advertising rappresenta la parte più importante, come gli sorsi anni, con un peso pari al 60% dell’intero settore, un valore complessivo di circa 1,6 miliardi e una crescita del 17% rispetto al 2016. Segue la search, con il 29% sul totale e un valore di 770 milioni di euro (+5% vs 2016). Il terzo formato più diffuso è il classified advertising (8% sul totale) che supera i 210 milioni di euro (+ 7% vs 2016). Tra le altre componenti troviamo l’email advertising, che vale poco più di 30 milioni di euro (+ 3% vsl 2016) e il native advertising che, nelle sole componenti di Recommendation Widget e In-feed Unit (social network esclusi), è pari a circa 40 milioni di euro (+27% vs 2016).

Il mercato del programmatic advertising è cresciuto, con un peso sul totale degli investimenti online advertising che passa dal 13% al 15% e un valore del 25% sul totale display advertising (nel 2014 era solo il 10%). Il Programmatic vale circa 400 milioni di euro e vede una forte spinta soprattutto grazie agli spazi video, che dal 2017 sono stati venduti in maniera importante sulle piattaforme programmatiche, arrivando a pesare ben oltre il 30% del valore del mercato.

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AZIENDE

IAB Forum 2017: Moving Up insieme a Clear Channel per segnare il futuro del DOOH

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Moving Up

Moving Up, società specializzata in processi strategici di digitalizzazione per l’Editoria tradizionale e Clienti professionali, guarda al futuro del Digital Out of Home (DOOH) con un ruolo da protagonista in iniziative istituzionali e di settore a cominciare dal workshop a IAB Forum, in cui partecipa ospite di Clear Channel, di cui è digital company ufficiale da luglio di quest’anno.

Moving Up è poi in prima linea con la propria visione, unica e già riconosciuta positivamente dal mercato, nel tavolo di lavoro che coordina insieme a IAB con l’obiettivo di definire gli standard tecnici e di posizionamento per il DOOH, che si stima raccoglierà nel 2021 il 43% degli investimenti pubblicitari del mercato con un tasso di crescita pari all’11,7% (CAGR 2017-2021 – Fonte PWC). Insieme a Moving Up, partecipano al tavolo alcuni tra i player di riferimento per questo mercato – a iniziare da Clear Channel e IGPDecaux fino a Grandi Stazioni, Telesia e alle principali centrali media.

Accanto al contributo al tempo stesso analitico e di proposizione di Moving Up presso una sede decisionale importante quale è IAB, a Moving Up è riconosciuto il valore di avere saputo ideare e portare in seno ai principali player un sistema di pianificazione digitale avanzato per il DOOH in OTS (opportunity to see). Tale riconoscimento giunge in forza della possibilità che il suo modello offre di misurare in tempo reale la quantità di persone potenzialmente esposte ad uno spot erogato su impianti di digital out of home. La misurazione della quantità di persone potenzialmente esposte allo start dello spot e per ogni suo quartile avviene in tempo reale e il tutto può essere pianificato e determinato sulle principali DSP di mercato.

L’innovazione tecnologica e di visione nel DOOH è alla base della scelta della stessa Clear Channel di rivolgersi a Moving Up per implementare tra gli altri anche questo modello.

Paolo Dosi AD di Clear Channel Italy, commenta a tal proposito: “Grazie ad un know-how che definirei pressoché unico, Moving Up è per noi sia un partner tecnologico strategico, sia un partner in grado di supportarci in maniera significativa commercialmente attraverso l’attivazione di nuovi canali data driven e/o di interlocutori nativi digital”.

Le prime campagne avviate proprio insieme a Clear Channel stanno riscontrando il favore e l’interesse da parte del mercato e, soprattutto, performance significative. A questo riguardo Dosi precisa: “Moving Up è dotata non solo di una efficace visione strategica, ma anche di un forte senso pratico e pragmatico che ha favorito l’avvicinamento di mondi (web e dooh) molto distanti tra loro, che si trovano oggi ad essere decisamente più vicini, pur mantenendo le loro identità specifiche”.

Se la società specializzata in processi di digital transformation è dunque già oggi punto di riferimento qualificato per tutti i “trading desk” di aziende clienti e dei centri media che desiderano acquistare in modalità “data-driven” gli spazi digitali di un player importante come Clear Channel, è importante sottolineare anche il livello di autonomia gestionale che è in grado di garantire loro. Ogni campagna è infatti gestita mediante una SSP proprietaria Moving Up che consente a player, clienti e centri media di disporre di una piattaforma in cui possono monitorarne in tempo reale l’andamento con modalità di erogazione in OTS. I dati di ogni singola campagna possono essere monitorati mediante le principali DSP, tra cui Adform.

Marco Valenti, Ceo & Founder di Moving Up (nella foto), si dice soddisfatto del riscontro positivo che la sua visione imprenditoriale in ambito DOOH continua a ricevere e anticipa un’importante novità che verrà svelata nelle prossime settimane: “Siamo lieti di annunciare che abbiamo appena lanciato un sistema di pianificazione chiamato Drive To Store. Con questa modalità di pianificazione, siamo in grado di fornire al cliente che ha investito in una campagna DOOH il numero di persone che fisicamente si sono recate presso i suoi punti vendita dopo essere stati esposti alla campagna”.

L’appuntamento con l’innovazione in ambito DOOH è a IAB Forum il 29 novembre 2017, alle 17:15 al workshop “DOOH: La digital transformation è realtà” in GLASS room. L’incontro è realizzato da Clear Channel in collaborazione con IAB Italia, Class, IGPDecaux, Grandi Stazioni e Moving Up.

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IAB FORUM 2017: “BORN DIGITAL” L’INNOVAZIONE VISTA DAI “NATIVI DIGITALI”

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iab italia

IAB Italia svela il concept di IAB Forum 2017, che si svolgerà al MiCo |Milano Congressi il 29 e 30 novembre 2017: fil rouge dell’appuntamento di quest’anno sarà il tema “Born Digital”. Gli interventi, le demo e i panel dei due giorni offriranno molti spunti per capire come approcciare i post millennials, generazione sempre più influente nel business e nella società, nata e cresciuta in un mondo dove l’avanguardia tecnologica è sempre stata la quotidianità.

Ma cosa si aspettano i nativi digitali, che con computer, internet e smartphone hanno avuto a che fare dalla nascita e sono cresciuti a “pane e web”? IAB Italia proverà a delineare nuovi approcci e idee attraverso un’indagine – realizzata in occasione del Forum 2017 – volta ad analizzare la predisposizione mentale e le percezioni dei “nativi digitali”, abituati a relazionarsi in maniera istintiva e naturale con le tecnologie.
In occasione di IAB Forum, sarà anche presentata la seconda release della ricerca realizzata da IAB Italia in collaborazione con EY che mostrerà il valore del Digitale in Italia da un punto di vista economico e occupazionale e che sottolineerà quanto il settore sia sempre più strategico per l’economia del nostro Paese.

Il Forum, che si conferma il più autorevole appuntamento dell’anno sulla comunicazione digitale in Italia, vedrà alternarsi sul palco numerosi ospiti di eccellenza, guru di fama mondiale, momenti ispirazionali e demo live di realtà virtuale e intelligenza artificiale, in un percorso che porterà a esplorare le infinite opportunità del digitale.
A fronte di un palinsesto sempre più ricco di ospiti di respiro internazionale e di contenuti alti e consistenti, quest’anno l’accesso al Convegno Istituzionale sarà a pagamento, con un costo decisamente accessibile in linea con i principi di apertura e diffusione della cultura digitale propri di IAB Italia. L’ingresso all’area espositiva e a tutti i workshop rimarrà gratuito.

Come di consueto, il Forum sarà un’occasione privilegiata di networking per tutti i rappresentanti del mondo digitale, che avranno modo di raccogliere e condividere idee, opinioni ed esperienze per essere sempre all’avanguardia nella propria dimensione professionale.
IAB Italia conferma anche quest’anno la collaborazione con Marco Montemagno, che sarà Moderatore e Direttore Creativo della XV edizione di IAB Forum.

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AZIENDE

IAB Italia: il Forum diventa internazionale. Debutta a ottobre la Digital Week

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IAB Italia

Durante lo IAB Seminar sulla Content Strategy dello scorso 7 aprile (leggi qui l’articolo) sono stati annunciati i prossimi appuntamenti di IAB Italia e anticipate alcune importanti novità.

“Sugli eventi IAB Italia è un eccellenza assoluta, il quarto evento digitale in Europa per affluenza e il primo in Italia”, ha affermato Carlo Noseda, recentemente riconfermato alla presidenza dell’associazione. “Per questo motivo, ragionando insieme ai colleghi di IAB Europe, abbiamo pensato che il Forum possa diventare un evento di richiamo internazionale: un punto di incontro e di scambio che attiri anche le industry dell’area mediterranea, affini a noi per cultura e approccio”.

Daniele Sesini, Direttore Generale di IAB Italia, ha dato appuntamento al 4 luglio con il Seminar dedicato a “Programmatic & Marketing Automation: data, transparency and quality”, anticipando un 2017 ricco di novità per gli eventi targati IAB Italia: a fine settembre ci sarà un Seminar verticale dedicato all’Automotive in collaborazione con Internet motors, mentre entro la prima metà di ottobre Milano sarà teatro della prima Digital Week che non avrà come protagonista solo l’advertising, “ma coprirà i diversi ambiti in cui la tecnologia è entrata prepotentemente nelle nostre vite, come la cultura, la musica, la mobility”.

Il seminar sulla Content Strategy è stato anche il primo appuntamento del nuovo consiglio direttivo di IAB Italia. “Il team è cresciuto negli ultimi tre anni e con il nuovo direttivo si arricchisce di nuove persone che lavoreranno insieme in maniera orizzontale e trasversale alle competenze”, ha detto Carlo Noseda.

A margine del Seminar Daniele Sesini, ha commentato: “Questo direttivo, che è fatto di persone importanti, sia per ruolo sia per aziende che rappresentanto e che operano in ambiti diversi, offre una complementarietà di competenze e di visioni che consentirà – in una direzione di continuità – da un lato di portare avanti l’eccellenza negli eventi, di spingere ancora di più l’acceleratore sul fronte della formazione e della divulgazione della cultura digitale, dall’altro, di presidiare in maniera più attenta e più forte alcuni temi delicati e fondamentali che sono quelli della trasparenza, della qualità, della catena del programmatic, che offre grandissime opportunità ma anche molte insidie e che va regolamentato e reso più trasparente. Ma ci sono altri temi molto caldi sui quali il direttivo sta cominciando a lavorare come la viewability, l’Ad blocking e la trasparenza dei bacini pubblicitari”.

“Temi sui quali è già in atto un confronto con gli altri consiglieri”, ha commentato Roberto Zanaboni, Consigliere di IAB Italia da pochi giorni: “ritengo davvero stimolante poter portare anche il mio contributo per definire standard e partecipare in maniera proattiva all’organizzazione delle iniziative dell’Associazione”.

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BRAND STRATEGY

È curata da E3 la Social Media Strategy & Amplification di IAB Forum 2016

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E3

E3, la digital agency specializzata nel marketing esperienziale e acquisita a luglio 2015 dal Gruppo DigiTouch, è Social Media Partner di IAB Forum, il principale evento italiano del digitale, che prende il via domani a Milano.

La collaborazione con IAB Italia prevede l’ideazione e la realizzazione della Social Media Strategy per la promozione dell’evento incentrandola sul claim ufficiale di IAB Forum 2016 “Limitless Possibilities”, l’esplorazione delle possibilità e l’andare oltre i limiti. E3 ha ideato e curato, a partire da metà novembre, il piano editoriale dei profili social di IAB Italia su Facebook, Twitter e Linkedin, per creare awareness e buzz su IAB Forum. I post – che hanno avuto contenuti di tipo informativo e teaser nei giorni antecedenti l’evento – forniranno una copertura live della plenaria e dei workshop e delle attività in agenda durante lo svolgimento di IAB Forum, al termine della quale saranno volti a dare eco al successo dell’evento.

E3 si è occupata inoltre della realizzazione della campagna advertising con Custom Audience su Facebook, per portare utenti interessati sulla landing page di registrazione all’evento e a sostegno le iscrizioni.

Per aumentare l’engagement dell’audience, E3 ha pensato anche all’animazione on-site. In area expo i visitatori potranno scattarsi un “Limitless Selfie” grazie a una fotocamera 360°. Le foto saranno condivise sui profili ufficiali di IAB Italia.

Il progetto prevede anche il coinvolgimento in un’attività di live twitting degli studenti del Master in Comunicazione, Marketing Digitale e Pubblicità Interattiva realizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano in collaborazione con IAB Italia. Presenti come ogni anno allo IAB Forum, gli studenti si suddivideranno per seguire i workshop e, in questa edizione, contribuiranno ad aumentare la copertura social dei workshop dai loro profili personali con gli hashtag dedicati. I loro tweet verranno ricondivisi dal profilo ufficiale di IAB Italia. Gli studenti saranno coinvolti anche nell’attività di engagement organizzate da E3 in area espositiva.

Tutti i materiali realizzati a supporto della Social Media Strategy saranno declinati sulla creatività dell’evento, per linearità e rinforzo della comunicazione.

“Siamo lieti di collaborare con IAB Italia. È per noi una grande soddisfazione mettere al servizio dell’Associazione la nostra expertise per la promozione dell’evento più rilevante in Italia nel panorama digitale. Abbiamo implementato una strategia in linea con il claim ufficiale di questa edizione di IAB Forum con l’intento di mettere in luce l’innovazione tecnologica e la potenza dei Social con i loro strumenti più recenti per creare un’esperienza sempre più immersiva per utenti e visitatori”, afferma Maurizio Mazzanti, Direttore Creativo di E3 e del Gruppo DigiTouch.

“In linea con l’obiettivo di coinvolgere sempre più i nostri Soci nelle attività di IAB Italia, siamo lieti di aver siglato una partnership con E3”, sottolinea Daniele Sesini, Direttore Generale di IAB Italia. “Curiamo e gestiamo internamente i nostri Social, quest’anno però abbiamo deciso rafforzare le attività di comunicazione coordinata sui social per offrire contenuti più strutturati, coinvolgendo Partecipanti e Associati in iniziative di engagement”.

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AZIENDE

Ligatus sul palco di IAB Forum 2016 con il top management italiano e un nuovo workshop

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Francesca Romagnoli, Head of Operations di Ligatus Italia

Ligatus conferma la partecipazione all’edizione 2016 di IAB Forum ‘Limitless Possibilities’, dove porterà testimonianza dei successi conseguiti in questo anno presentando il nuovo profilo del top management italiano che da fine estate si compone delle figure di Francesca Romagnoli, Head of Operations, e Simone Pepino, Sales Director per l’Italia.
Nella due giorni di manifestazione, i prossimi 29 e 30 novembre, il gruppo presenterà in particolare a Partner, Editori e ai numerosi visitatori attesi il suo Network Premium e trasparente e le soluzioni di Native e Programmatic marketing per campagne a performance di successo.  All’appuntamento di riferimento per l’intera industry, Ligatus si presenta con un intento chiaro e deciso: quello di portare sul palco del MiCo di Milano dati e previsioni sullo scenario del Native Programmatic advertising con un focus specifico sulla Brand Safety e sul valore di un Network Premium a tutela dei brand e dei loro contenuti online.
Con una crescita costante mese su mese, il primo Native Network europeo illustrerà in Agorà per voce del Sales Director, Simone Pepino, i contenuti della sua offerta unica nel panorama italiano del digital advertising: l’unica a contraddistinguersi per una piattaforma ad-server full-stack completa e per le soluzioni di Programmatic Native advertising integrate al servizio di Inserzionisti, Editori, agenzie e utenti web. “Il 2016 è stato l’anno della crescita per Ligatus in Italia, che mantiene prioritaria l’interpretazione dell’evoluzione del mercato digitale e delle tecnologie che a questo sottendono fornendo soluzioni e risposte pertinenti in tema di AdBlock, Brand Safety, trasparenza, engagement e strategie di lead generation” afferma Simone Pepino, Sales Director di Ligatus Italia.
La Sala Blu ospiterà infatti alle 14:15 il Workshop VIP dal titolo “Native e Programmatic: dati, trend ed evoluzione” che vedrà alternarsi le testimonianze e i contributi di Daniele Costenaro di Adform, Fabrizio Angelini di ComScore, Carlo de Lieto Vollaro di ConTe.it (Admiral Group), Monica Belgeri de Il Fatto Quotidiano e Andrea Marcolin di Media Italia.
Francesca Romagnoli, Head of Operations di Ligatus, e moderatrice della Tavola Rotonda, commenta “Siamo lieti per le adesioni che la nostra proposta di workshop ha ricevuto da parte di esponenti di così rilievo per il mercato. Siamo certi che il loro contributo darà un vero valore aggiunto a tutti gli operatori per far fronte alle evoluzioni del mercato pubblicitario online e per identificare la strada migliore da percorrere in vista del 2017”.
Appuntamento il 29-30 novembre 2016 al MiCo Ala Nord a Milano, Gate 14 – Via Gattamelata 5.

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Appuntamento il 29 e 30 novembre con lo IAB Forum 2016, all’insegna del “limitless”

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Appuntamento il 29 e 30 novembre con lo IAB Forum 2016, all'insegna del "limitless"

IAB Italia svela il concept di IAB Forum 2016 (MiCo |Milano Congressi – Ala Nord Gate 14 il 29 e 30 novembre): ad accomunare i due giorni ricchi di appuntamenti e ospiti sarà il concetto delle “LIMITLESS POSSIBILITIES”, che si concretizzano al moltiplicarsi di IOT e “always on” in infinite possibilità contatto e, a loro volta, in infinite possibilità comunicazione.

Da oggi è possibile iscriversi online per partecipare gratuitamente all’evento che, oltre a confermarsi l’appuntamento di riferimento per la Industry del digital advertising, rappresenterà un momento di riflessione e arricchimento per tutti i player che operano nel mondo del digitale e delle innovazioni tecnologiche. Tanti gli interlocutori di prestigio ad avvicendarsi sul palco, che affronteranno le tematiche più “calde” del mondo interattivo: si parlerà del futuro digitale che si sta configurando grazie al moltiplicarsi dei dispositivi connessi, di creatività esponenziale e modelli “disruptive”, della mobilità “senza limiti“ resa possibile dalle tecnologie “hyper”, dell’importanza dei nuovi modelli relazionali tra azienda-consumatore. Senza dimenticare numerosi altri temi rilevanti per il mondo del digitale e dell’advertising, come sono la realtà virtuale, l’intelligenza artificiale e i bot. Tra gli special guest del Forum 2016, Iab annuncia la presenza di Stephen Attenborough di Virgin Galactic, che parlerà di come i viaggi-vacanza spaziali estenderanno oltre i limiti la realtà di persone e aziende, delineando scenari innovativi anche per il mondo del digital advertising.
“Innovazione ed evoluzione vanno di pari passo. IAB Forum sta sempre di più affermandosi come hub capace di accogliere i protagonisti e gli autori di questo cambiamento. E mai come quest’anno vogliamo portare creatività ed energia nel mondo dell’advertising, che rappresenta molto per il nostro paese, soprattutto in termini di innovazione digitale” ha dichiarato Carlo Noseda, Presidente di IAB Italia. “‘Limitless Possibilities’ perchè dobbiamo davvero capire, approfondire e ridiscutere il modo in cui lavoriamo. Sono troppe le occasioni che ci aspettano e non possiamo perderne nessuna”.
Come sempre, IAB Forum diventerà un momento esclusivo di ispirazioni e networking per i protagonisti dei media digitali, imprenditori e start-up, rappresentando il luogo ideale dove cogliere le infinite possibilità dello scenario digitale.
Diamond Sponsor di IAB Forum 2016 sono CheBanca!, Fastweb e SKY. Platinum Sponsor sono AOL., Caffeina, Ligatus, Mediamond, OVH, Radiumone e RocketFuel. IAB Italia e Marco Montemagno, lavorando ancora una volta insieme, metteranno a disposizione esperienze e competenze per rendere le due giornate del Forum un’esperienza immersiva.

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AZIENDE

Ligatus punta alla market share verticale con gli eventi d’autunno

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ligatus, dmexco

Ligatus, il #1 Native Performance Network d’Europa, investe in una stagione autunnale di eventi e fiere estendendo il market-share verticale.
Il programma stagionale comincia con l’edizione 2016 di Dmexco, a cui Ligatus ha partecipato insieme a Bertelsmann – una delle principali media company al mondo a cui fanno capo RTL Group e SportX e lo stesso editore Gruner+Jahr – per rispondere alle esigenze del pubblico di operatori del settore Marketing e Digital alla luce anche delle partnership recenti in ambito Programmatic.
Nell’arena internazionale più prestigiosa per il settore del Digital Business, Ligatus è stato protagonista nella seconda giornata del 15 settembre scorso con un intervento allo Speaker’s Corner dal titolo “Beyond the buzzword, why is Native so trendy?“, a voce di Victor Charpin VP Publishers Development di Ligatus.

In Italia, la società sarà poi presente a vario titolo ad eventi trade per portare a mercati verticali il contributo delle proprie soluzioni native per l’advertising online a supporto delle esigenze di promozione e visibilità per comparti che si stanno sempre più aprendo al digital marketing e al web quale ambito privilegiato di investimento.
Tra i primi appuntamenti in calendario, il 9° Forum Banca del 28 settembre e l’evento organizzato dall’OPA Europe per un confronto con gli operatori sui big data nell’editoria digitale, in programma a Pisa il 6 e 7 ottobre prossimi, per chiudere con lo IAB Forum del 29 e 30 novembre a Milano.
Secondo Sebastiano Cappa, Country Manager di Ligatus Italia (nella foto): “Investire in ricerca e sviluppo di tecnologie è di fondamentale importanza per una realtà come quella di Ligatus. Al suo fianco riteniamo debba esserci parallelamente la condivisione di soluzioni, strategie e case studies con quanti desiderano soddisfare i propri bisogni di performance, content marketing e riconoscibilità per crescere nei propri mercati di riferimento con consapevolezza e sana competitività”.

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