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Oath e IAB Europe mostrano la previsioni dei publisher sul programmatic

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publisher

Oath presenta i risultati della ricerca ‘Developing Strategies for Publishers in Programmatic’ condotta in collaborazione con IAB Europe. Lo studio mostra le previsioni dei publisher europei legate al mondo programmatic per il 2019, e anticipa un incremento delle revenue del +26% per i formati video, native e mobile per i prossimi 12 mesi. Oltre il 60% dei publisher europei afferma inoltre che questi formati sono fondamentali per il successo delle proprie attività.

La ricerca ha coinvolto i membri di IAB Europe in 30 paesi con lo scopo di analizzare opportunità e sfide che l’industria editoriale affronta quando si parla di tecnologie e adverstising in programmatic.
I risultati principali svelano che i publisher sono alla ricerca di partner per semplificare le proprie offerte, sviluppare nuove soluzioni pubblicitarie incentrate su esperienze multiutente attraverso tecnologie audio e video in-stream.

Una precedente ricerca condotta da IAB Europe ha rilevato che lo scorso anno in Europa gli inserzionisti hanno speso 12 miliardi di euro per la pubblicità in programmatic, di cui un terzo dedicato ai formati video, mentre il 57% è stato speso per soluzioni mobile (compreso il native). Non sorprende quindi che proprio questi formati rappresentino per questi publisher la migliore soluzione. Ecco alcuni parametri in dettaglio.

Il vantaggio competitivo del trading programmatico

Il trading programmatico ha una posizione di rilievo nelle agende dei publisher europei, il 76%, infatti, conferma la sua estrema importanza, mentre l’83% pensa sarà ancora più importante nei prossimi 12 mesi.
Il 52% ritiene inoltre che l’asta programmatica offra un vantaggio competitivo, sebbene permanga una notevole percentuale di publisher (30%) che si dichiara ancora incerta.
L’in-housing continua a essere un argomento caldo: secondo la ricerca, il 59% dei publisher europei sta svolgendo internamente le attività di trading programmatico.

Dare valore a ogni impression

Due terzi dei publisher europei ha identificato come principale sfida la corretta valorizzazione di ciascuna impression.
Nella lista delle preoccupazioni, la gestione del GDPR e del consenso si posiziona al 4° posto, mentre il collegamento dell’inventory a tutte le fonti di richieste e la massimizzazione dei ricavi da mobile si collocano insieme in seconda posizione (47%). Gli editori vorrebbero una semplificazione delle vendite in programmatic da parte dei partner, unitamente alla garanzia di poter attrarre investitori qualificati, così da vendere il proprio inventario a un prezzo ragionevole senza compromettere la qualità degli annunci.

Ostacoli per la crescita dell’audience e massimizzazione del valore dell’inventory

Migliore monetizzazione e annunci di qualità superiore rimangono fondamentali per ottimizzare la crescita dell’audience secondo i publisher europei.
Il 63% delle soluzioni di distribuzione dei contenuti dei publisher intervistati è on-platform, mentre il 37% è off-platform, attraverso partner come Oath, Twitter, Google e Facebook; un trend destinato a continuare per i prossimi 12 mesi.
Nei prossimi 12 mesi i publisher prevedono di investire in attività finalizzate a incrementare la crescita dell’audience: il 30% dei publisher europei sostiene che ci sarà maggiore attenzione agli earned media rispetto ai paid media.
La crescita dell’audience continua a rappresentare una sfida: il 38% dei publisher europei indica le revenue come principale preoccupazione nella guida della crescita dell’audience, a causa, inoltre, della mancanza di controllo circa il posizionamento del proprio contenuto quando è su siti di terza parte, qualità dell’inventory, fill rate e tecnologia di riproduzione video.

Uno sguardo all’Italia

Il nostro Paese è il più fiducioso in relazione al ruolo del programmatic: ben l’83% degli intervistati concorda che questa soluzione sia in grado di offrire un vantaggio competitivo.
Per il 57% dei publisher italiani, il trading programmatico rappresenta un’attività estremamente importante per la propria azienda e lo sarà ancora per i prossimi 12 mesi (86%).
I formati video, mobile e native rappresentano anche per l’Italia le soluzioni di punta per il 2019, in linea con il trend europeo.
Secondo il 35% dei publisher italiani, i formati mobile saranno le soluzioni che registreranno la maggiore crescita in termini di revenue per i prossimi 12 mesi, seguiti da video (33%) e native (26%).
Il 75% dei publisher italiani dichiara di avere una funzione programmatic in-house, mentre il 17% si affida a soluzioni in outsource e l’8% a soluzioni ibride.
Il 67% degli intervistati dichiara di utilizzare strumenti di terze parti per combattere il traffico fraudolento nel programmatic, seguito dall’utilizzo di black/white list (42%) e soluzioni in-house (17%).
Controllo (67%), prezzo/ROI (56%), reach (22%) sono le sfide più importanti in un contesto off-platform.
Il 62% in termini di budget e risorse è dedicato alle strategie di acquisizione dell’audience su earned media seguito da una percentuale pari al 38% in ambito paid media. Secondo i publisher italiani (56%) la situazione rimarrà invariata anche durante i prossimi 12 mesi.

“Il trading programmatico continua a offrire chiare opportunità di crescita per i publisher in tutta Europa, ma rimangono molte le sfide da affrontare. Massimizzare le entrate è ancora prioritario per la maggior parte dei publisher, anche se GDPR e gestione dei consensi sono task che si sono aggiunti alla lista delle preoccupazioni”, spiega Henk Van Niekerk, Head of EMEA Supply Platforms. In qualità di publisher, Oath comprende molte di queste problematiche e, grazie inoltre a ricerche come questa con IAB Europe, il nostro focus è sviluppare soluzioni come Oath Ad Platforms facendo leva su esperienza e know-how per fornire ai publisher soluzioni ottimali in grado di soddisfare al meglio i loro obiettivi di business”.

“Il nostro mercato ha recuperato terreno nell’adozione delle soluzioni programmatiche, con vantaggi per tutta la filiera, editori inclusi. Video, mobile e native – già ampiamente adottati nelle pianificazioni tradizionali – permangono i formati preferiti dagli investitori”, conclude Christina Lundari, General Manager di Oath Italia. “Si sta facendo strada anche l’audio advertising, per il quale iniziano ad essere disponibili interessanti inventory premium. Oltre a puntare ad una crescita delle proprie audience, per aumentare i ricavi gli editori stanno ampliando la distribuzione dei propri contenuti anche su siti di terze part”.

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IAB Forum #Day1: il digital adv cresce dell’11% e sfiora nel 2018 quota 3 miliardi di euro

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IAB Forum

Il digitale è sempre più importante per lo sviluppo dell’economia italiana con il comparto del digital advertising che cresce per il decimo anno consecutivo, raggiungendo investimenti che sfiorano nel 2018 i 3 miliardi di euro (+11% rispetto al 2017). Questo valore rappresenta oltre un terzo degli investimenti pubblicitari italiani ed è secondo solo alla raccolta pubblicitaria del mezzo televisivo. TV e web insieme quest’anno infatti, arriveranno a spartirsi il 77% della raccolta complessiva. Questo, in estrema sintesi, quanto emerge dagli studi di Nielsen e dell’Osservatorio Internet Media della School of Management del Politecnico di Milano presentati oggi in anteprima all’apertura dello IAB Forum 2018, il più importante evento italiano sulla comunicazione digitale.

La componente internet, così rilevante per l’intero settore pubblicitario, è controllata da soli due player: Google e Facebook. Dal report del Polimi emerge come l’internet advertising sia un mercato iper-concentrato, all’interno del quale gli Over The Top (OTT) detengono circa il 75% del mercato (71% nel 2017) e, mai come nell’ultimo anno, sono responsabili di quasi la totalità della crescita del settore.

“A grandi poteri dovrebbero corrispondere grandi responsabilità”, ha commentato Andrea Lamperti, Direttore dell’Osservatorio Internet Media. “Anche sul mercato italiano questa cosa deve essere garantita per poter operare nella massima trasparenza e fiducia”.

Il paradosso della filiera digitale

“Questi sono dati che fanno riflettere sul futuro del digital advertising, uno dei più innovativi e dinamici comparti dell’intera industria digitale”, commenta Carlo Noseda, Presidente di IAB Italia, perché ci mettono di fronte al paradosso che vive la nostra filiera: la pubblicità digitale cresce ininterrottamente da dieci anni, passando dagli 0,8 miliardi di euro del 2008 ai quasi 3 miliardi del 2018, ma la stessa è quasi totalmente in mano ai grandi della rete che creano però meno valore, sia in termini occupazionali sia di gettito fiscale. Una situazione di mercato che urge un intervento delle Istituzioni e del Governo atto a riequilibrare gli attuali assetti concorrenziali per permettere a tutti gli operatori – editori, concessionarie, agenzie specializzate e ad-tech company – di giocare con le stesse armi”.

“Gli OTT inoltre possono contare su ingenti risorse finanziarie che derivano in grande parte dall’enorme vantaggio fiscale di cui godono nei Paesi in cui operano, poiché non assoggettati allo stesso sistema fiscale delle realtà locali. Risorse che questi colossi impiegano in sviluppo tecnologico e attività di M&A, togliendo evidentemente alle aziende domestiche ogni remota possibilità di poter competere sullo stesso piano, limitando le loro capacità di crescita o addirittura di sopravvivenza”.

Proprio per questo IAB Italia ha recentemente lanciato una campagna mediatica per sensibilizzare mercato e Istituzioni sulla necessità di modificare la web tax italiana che, così come è proposta all’interno della Legge di Bilancio 2018, rischia di accentuare ulteriormente la disparità fiscale tra i colossi del web e le aziende italiane che operano nell’advertising online.

Il Media Mix secondo Nielsen

I trend e i cambiamenti in atto nel settore della pubblicità, guidati principalmente dalla tecnologia, hanno portato a una profonda trasformazione del settore che, negli ultimi anni, trova riscontro anche nei cambiamenti dei pesi dei diversi media. In questo contesto, la TV, pur mantenendo il podio con il 45% degli investimenti, ha lasciato quote al digitale che, insieme a essa, si ripartirà nel 2018 il 77% della raccolta pubblicitaria complessiva. La radio si conferma un mezzo resiliente, con una crescita del 4,2%, mentre la stampa è ancora in decrescita (-8,3%).

Il digitale vede le aziende investitrici approcciarsi mediamente in modi differenti: la distribuzione dedica il 44% del proprio investimento in comunicazione above the line al digitale, il tempo libero solo l’11,4% all’interno di un range che vede l’automotive al 37% e le telecomunicazioni (cha aumentano il loro investimento in digitale del 14,8%) al 17,8%.

“Abbiamo cominciato a misurare il digitale alla fine degli anni 90, mettendo a punto un’informazione condivisa che abbiamo portato al mercato. È stato come costruire un puzzle con tecnologie sempre diverse. Oggi la costruzione del totale del digitale e solo una stima perché manca tutta la parte degli OTT. Ci auguriamo di poter lavorare insieme a tutti per dare delle stime collimanti con la realtà così come riusciamo a fare con tutti gli altri mezzi”, ha commentato Alberto dal Sasso, Managing Director & AD TAM – Intel Nielsen Italy

La crescita per formato pubblicitario online

In relazione ai singoli formati pubblicitari online – secondo i dati dell’Osservatorio Internet Media della School of Management del Politecnico di Milano – rimane dominante la display (che raccoglie al suo interno i banner tradizionali, i video, i diversi spazi all’interno dei social network e i nuovi formati native) che vale il 62% dell’intero mercato. Nel 2018, la sua crescita è dovuta soprattutto ai formati video, ampiamente diffusi anche sulle piattaforme social, che crescono del 24%. Cresce bene, oltre il 30%, anche la raccolta derivante dai diversi formati native, in valore assoluto però pesano ancora poco rispetto alle altre tipologie display. Segue la componente legata alla search (il 28% circa del totale investimenti in internet advertising), con un incremento stimato per fine anno appena sotto le due cifre percentuali. Completano il quadro la raccolta derivante dalla classified (in crescita nell’intorno del 7%) e dall’email (+3%). In aumento anche il programmatic che, con 482 milioni di euro di investimenti nel 2018, ha un peso sul totale internet adv del 16% (15% nel 2017).

Il ruolo degli OTT

Queste evidenze impongono agli OTT un atteggiamento più responsabile, volto a garantire condizioni di corretto funzionamento della filiera, soprattutto nei confronti delle aziende investitrici. Emerge innanzitutto la necessità di una maggiore trasparenza, che deve essere garantita anche da questi colossi attraverso il monitoraggio e la validazione degli investimenti pubblicitari, effettuati sulle loro piattaforme, da parte di enti terzi indipendenti. Allo stesso tempo, vi è un tema di brand safety che deve essere affrontato con più chiarezza da questi attori a sostegno delle politiche di marca delle imprese.

Lo IAB Quality Index

“Il tema della qualità e della trasparenza dell’advertising online è cruciale per poter attirare nuovi investimenti. Alla luce anche dell’ultimo datagate gli utenti pretendono non più solo un’esperienza di fruizione appagante ma al tempo stesso anche più trasparente, e così pure gli inserzionisti. Per questo abbiamo introdotto un indice di qualità, lo IAB Quality Index, capace di misurare in maniera standardizzata e attendibile la qualità dei bacini pubblicitari”, ha concluso Noseda.

L’obiettivo di questo indice è quello di offrire agli editori un parametro valido per valorizzare la propria offerta, e agli investitori un criterio di scelta oggettivo per accertare che i propri investimenti vengano associati a contesti di elevata qualità.

Il mercato della pubblicità digitale in Europa

A tracciare i confini del mercato dell’advertising online europeo è stato Constantine Kamaras, co-founder & Chairman Emeritus di IAB Europe. I dati si basano sui risultati di AdEX H1 2018, la ricerca biennale condotta da IAB Europe.

Secondo i dati il mobile supera per la prima volta la quota 10 miliardi di euro e si avvicina al 50% della spesa totale display. Il video cresce 4 volte in più rispetto al totale display, coprendone il 30% del valore.

La display cresce del 12,3% e la search del 10,2%. La display ha raggiunto oltre 10 miliardi di euro nel primo semestre 2018, rappresentando il 40% della pubblicità digitale totale, mentre la ricerca ha rappresentato il 46%.

“Grazie al rallentamento degli effetti negativi del GDPR sugli investimenti in Europa nel primo trimestre, prevediamo di chiudere l’anno a circa 53 miliardi di euro con una crescita del 13%”, commenta Constantine Kamaras.

 

 

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AZIENDE

Quantcast presenta la propria CMP del Transparency & Consent Framework di IAB Europa per il GDPR

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gdpr

Quantcast, che possiede e gestisce la più grande piattaforma AI-driven sul comportamento dell’audience nell’open internet, presenta Quantcast Choice, la propria CMP (Consent Management Platform) del Transparency & Consent Framework di IAB Europe per il GDPR. Il prodotto, completamente gratuito, è già stato scelto da molti publisher e inserzionisti sia in Europa sia in US, per un totale di oltre 1.200 operatori della filiera registrati alla CMP.

L’open-source Framework di IAB Europa consente ai publisher e agli inserzionisti di conformarsi alle nuove regole entrate in vigore con il GDPR lo scorso 25 maggio. Come parte attiva del Framework, Quantcast ha deciso di realizzare una piattaforma di gestione del consenso (CMP), diventando una delle 18 attualmente registrate attraverso cui verranno fornite le informazioni sul consenso del consumatore. Tra le altre CMP troviamo DMG Media, l’editore del Daily Mail UK e MailOnline.

Il GDPR ha modificato le regole sull’uso dei dati dei consumatori online. Rappresentando l’80% delle entrate per gli editori digitali, la pubblicità è oggi fondamentale per il successo dei publisher a lungo termine. Basandosi sul Transparency & Consent Framework di IAB Europa, Quantcast Choice permette a editori, inserzionisti e altri proprietari di siti web di ottenere il consenso dei consumatori e utilizzare i loro dati per misurare le loro attività e continuare ad erogare pubblicità e contenuti digitali a tutti i cittadini dell’Unione Europea, secondo le nuove direttive del GDPR.

Quando i consumatori visiteranno i siti web che hanno implementato Quantcast Choice visualizzeranno una delle numerose opzioni di interfaccia utente disponibili per l’editore o l’inserzionista, come pop-up e banner, che fornirà loro informazioni sulle finalità di raccolta dei dati e chiederà l’autorizzazione per il loro utilizzo. Dalla stessa interfaccia il consumatore potrà avere accesso anche ad altre opzioni più dettagliate sulla privacy. Il consenso, una volta dato, verrà applicato anche alle altre interazioni dell’utente col resto del sito, e condiviso con gli altri siti che utilizzano il Framework di IAB. Quantcast continuerà inoltre ad aggiornare la CMP man mano che si evolverà il Framework di IAB Europa.

“Quantcast Choice è un modo facile e gratuito per tutti i proprietari di siti web per essere conformi al GDPR. Non è solo il risultato di oltre un anno di lavoro e una stretta collaborazione con IAB Europa, ma rappresenta il giusto equilibrio tra la tutela della privacy dei consumatori, il controllo dei loro dati e la promozione di una vivace industry editoriale finanziata da annunci pubblicitari. Questo è essenziale se i consumatori vogliono continuare a beneficiare di notizie e intrattenimento di qualità gratuiti. Le soluzioni basate sugli standard del settore sono fondamentali per il mantenere sani e diversificati sia i contenuti nel digitale che l’ecosistema pubblicitario”, dichiara Sam Barnett, Chief Product Officer di Quantcast.

“Fin da subito Quantcast ha collaborato con il settore per sviluppare e rendere disponibile il nostro Transparency & Consent Framework. Alla fine del 2016, abbiamo invitato le aziende associate ad IAB Europe e alle singole IAB nazionali di tutto il mondo a unirsi allo sforzo di creare uno standard comune e open source per l’industry. Quantcast è stata una della prime realtà ad accettare l’invito. Manterremo questo approccio aperto e inclusivo man mano che lo standard evolverà e non vediamo l’ora di continuare a trarre vantaggio dall’esperienza delle società europee e di quelle di altri Paesi che sono disposte a farsi avanti in questo modo”, afferma Townsend Feehan, CEO di IAB Europa.

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TECH & INNOVATION

GDPR: l’Italia un passo avanti rispetto al resto dell’Europa

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Daniele Sesini, direttore generale IAB Italia

L’impatto dell’applicazione del Regolamento Europeo GDPR per il mercato del marketing digitale in Italia, in particolare in relazione ai cookie, sarà meno oneroso di quanto ci si potrebbe aspettare. A pochi giorni dall’entrata in vigore del Regolamento Europeo, IAB Italia fa chiarezza sul suo reale impatto nel mercato del marketing digitale.

Mentre la frenesia dell’adeguamento alle normative del GDPR colpisce la maggior parte delle aziende italiane, IAB Italia si è impegnata a sgomberare il campo da dubbi e inesattezze che circolano sul reale impatto del nuovo Regolamento europeo nel settore della pubblicità digitale.

In vista del prossimo 25 maggio, i mercati internazionali sono chiamati ad abbandonare il cosiddetto approccio “opt-out” – nel quale l’utente che non vuole che vengano tracciate le sue abitudini di navigazione deve attivarsi personalmente, entrando nelle policy di privacy di ciascun sito web visitato per esprimere la propria volontà, poiché il sito lo traccia di default senza nessuna richiesta esplicita e preventiva – e introdurre quello “opt-in”, ove viene chiesto il consenso esplicito preventivo.

Molto rumore, quando la soluzione in Italia c’è già…

“Nonostante le numerose preoccupazioni, l’applicazione del GDPR – sul fronte del tracciamento dei dati web ai fini pubblicitari – sarà per le aziende italiane del marketing sostanzialmente indolore in quanto, già nel 2015, il Garante Italiano per la Privacy ha imposto a tutti gli operatori l’adozione di un processo basato sull’informazione preventiva e sulla raccolta del consenso esplicito dell’utente che deve avvenire prima dell’erogazione dei cookie di profilazione sul sito da lui visitato”, commenta Daniele Sesini, Direttore Generale di IAB Italia (nella foto).

Si tratta nello specifico di quella che viene identificata con il nome di “cookie law” – figlia della Direttiva Europea sull’e-Privacy del 2009 – che ha obbligato tutti i siti web italiani a prevedere un banner che informi preventivamente l’utente sulla raccolta e sull’utilizzo di informazioni legate alla navigazione dell’utente tramite cookie (cd. informativa breve). Il GDPR non disciplina nello specifico le modalità di tracciamento e trattamento dei dati sul web, rimandando per l’appunto alle disposizioni della Direttiva Europea e-Privacy 2009.

Il caso italiano, un esempio virtuoso per tutti gli altri paesi europei

“Se gli altri paesi europei hanno optato per un’implementazione più lasca della Direttiva Europea del 2009, l’Italia – attraverso il Garante per la Privacy – ha preferito una strada più rigida, garantendo, anche se in misura semplificata, un opt-in a tutti gli utenti del sito. Una scelta di comodo, che oggi pone però questi stessi paesi in una situazione di svantaggio rispetto all’Italia che, va ammesso, è stata lungimirante grazie al lavoro corale di IAB Italia e diverse associazioni del settore di concerto con il Garante. Va infine ricordato che il GDPR è un “Regolamento” e non una “Direttiva”, il che implica che questa volta la sua attuazione è obbligatoria per tutti gli stati membri con la possibilità per l’Europa di sanzionare coloro che non rispettano quanto espressamente richiesto”, prosegue Sesini.

Le criticità per chi lavora con partner internazionali

Nonostante la situazione italiana non richieda ulteriori adempimenti, molti operatori italiani del settore lamentano di essere costretti dai loro partner internazionali e dagli OTT ad adottare strumenti di “certificazione e condivisione” del consenso più onerosi di quanto strettamente necessario. In questi casi, IAB Italia suggerisce di adottare anche il “Consent Framework” recentemente sviluppato da IAB Europa, un sistema che permette di gestire i processi di raccolta e condivisione del consenso tra partner della filiera in modo semplice e univoco.

In particolare, IAB Italia suggerisce di integrare la CMP (“consent management platform”, la piattaforma che gestisce il consenso degli utenti) mantenendo la modalità semplificata di acquisizione del consenso – anche tramite il prosieguo della navigazione o lo scroll di pagina da parte dell’utente – come previsto dall’attuale cookie law, che rimane valida per il mercato italiano sino a quando entrerà in vigore il nuovo regolamento europeo e-Privacy.

“In una situazione di mercato in cui c’è ancora molta preoccupazione e incertezza sul tema, è importante che tutti collaborino per evitare di aumentare la confusione e per sostenere i publisher e gli operatori locali. Auspichiamo che anche gli OTT supportino e adottino unicamente la soluzione proposta da IAB Europe, che si contraddistingue per essere aperta, universale e super partes”, conclude Daniele Sesini.

La lista dei vendor che hanno sottoscritto il Consent Framework di IAB EU è riportata qui

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BRAND STRATEGY

Creatività e interattività: i messaggi chiave di Teads a interact 2018

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Teads

Teads anche quest’anno è tra i main partner di Interact Milano 2018. Il congresso annuale torna nella sua prima edizione milanese organizzato da IAB Europe in collaborazione con IAB Italia.

“Teads è in prima linea a parlare di nuovi trend e svelerà – in anteprima mondiale – i risultati di una ricerca su creatività e interattività. L’abbiamo condotta in oltre 6 paesi in tutto il mondo. L’obiettivo è cercare di capire come conquistare l’attenzione dell’utente in maniera non intrusiva, ma coinvolgente e a presentarla sarà proprio la nostra VP Research. Interact è anche l’occasione per ufficializzare che stiamo lavorando negli ambienti OTT televisivi. In Italia, dobbiamo ancora attendere per avere un’offerta concreta, tuttavia presenteremo delle case history internazionali significative al fine di intravedere gli sviluppi nel futuro prossimo”, ha dichiarato Dario Caiazzo, Managing Director di Teads Italia.

Nella prima giornata, Imran Khan, Vice President Global Strategic Development, ha partecipato al Panel intitolato “Programmatic Video: unlocking the power of automation” che ha visto i principali leader europei del settore confrontarsi sul tema del programmatic buying la cui diffusione, soprattutto nel display advertising, ha fatto emergere nuovi scenari e tendenze. Come l’automazione dei processi di media buying possa essere strategicamente direzionata al fine di sfruttarne l’effettivo potenziale, è stato il tema principale dell’appuntamento del 23 maggio.

Il 24 maggio, invece, l’Interact Milano 2018 ospita un Key Note “Creativity & Interactivity: the perfect match to win the user attention” interamente firmato Teads, durante il quale, Caroline Hugonenc, VP Research, traccerà le guidelines per combinare perfettamente tecnologie e dati al fine di conquistare l’attenzione degli utenti specialmente su mobile.

Durante le due giornate di sessioni e workshop saranno trattati tutti i trend topic del momento e le sfide dell’advertising industry: innovazione tecnologica, video, programmatic, content creation, brand safety. Si parlerà anche del GDPR, il Regolamento europeo che sta per cambiare le modalità di raccolta e trattamento dei dati personali dei cittadini europei, e di e-Privacy, il Regolamento relativo alla tutela e protezione dei dati personali degli utenti, la cui deadline è stata fissata proprio il giorno dopo la conclusione dell’evento. Teads, in tal senso, è in prima linea per sottolineare l’impegno attivo e consapevole nella definizione di un approccio intelligente su tutte le strategie data-driven e sarà disponibile per interviste per approfondire l’argomento.

Key Note | 24 Maggio, 13:40 – 14:00 | Plenary
di Caroline Hugonenc VP Research di Teads
Title: Creativity & Interactivity: the perfect match to win the user attention.

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AZIENDE

IAB Interact: digital adv, l’Italia si accoda alla crescita europea (+13,2%, 48 miliardi)

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iab interact

48 miliardi di euro nel 2017, +13,2% rispetto al 2016, per un mercato che cresce più del 10% anno su anno. Un mercato che, nel suo complesso, è cresciuto di 41 miliardi in 12 anni, conquistando (ed erodendo) un’importanza sempre maggiore. Si è parlato di digital advertising europeo questa mattina durante lo IAB Interact, appuntamento per eccellenza di IAB Europe in materia, che si è tenuto oggi e proseguirà domani a Milano presso SuperStudio Più, e che è stato organizzato per la prima volta in collaborazione con IAB Italia.

Tanti gli ospiti nazionali e internazionali che si sono susseguiti sul palco nel corso della mattinata. Hanno aperto le danze Costantine Kamaras, IAB Europe, e Rob Beeler di Beeler.Tech, il moderatore dell’intera giornata; i due hanno sottolineato come questa particolare edizione dell’evento sia influenzata dalla potente luce delle tecnologie emergenti. AI, blockchain, la prossima adozione del GDPR stanno cambiando profondamente il mercato in cui tutti gli addetti ai lavori stanno operando, e ogni mercato in Europa sta reagendo a suo modo, cosa che IAB vuole sottolineare attraverso i suoi appuntamenti.

Il primo talk della giornata è stato affidato, invece, a Rob Norman di GroupM, che ha posto l’accento su come i nuovi brand tecnologici (da Facebook a Amazon, da Google a Alibaba) non stiano operando una “disruption” del mercato, quanto piuttosto stiano costruendo ex novo dei nuovi paradigmi. Le vere sfide in questo campo saranno la regolazione dei mercati e la rilevanza agli occhi dei consumatori.

È stato Daniel Knapp, IHS Markit, a snocciolare i già citati dati sul mercato europeo. Il manager ha anche sottolineato come. in Europa, sia l’UK a fare la parte del leone, con un mercato che è due volte e mezzo rispetto al secondo più grande, quello della Germania. L’Italia, nella classifica, si posiziona quinta, dietro a Francia e Russia. Parlando di formati, Knapp svela come siano cresciute tutte le componenti digital, mentre il 40% della spesa totale è ormai destinato al mondo mobile.

Daniele Sesini, direttore generale IAB Italia, a latere ha commentato “Ci fa piacere constatare che l’Italia sia tra i paesi che crescono a doppia cifra (al + 12%, ndr), sostenendo così l’incremento del 13,2% a livello europeo, registrato soprattutto grazie all’ottima performance del comparto display advertising che ha superato quota 19 miliardi nel 2017 (+15%). Le leve di crescita del mercato europeo, confermano i trend in atto nel nostro mercato, trainato da tre componenti: mobile +40%, video +35% e social +38%. La crescita del segmento video è da imputare soprattutto ai formati outstream che crescono del 73%”.

Nelle parole di Michele Marzan, CSO di MainAd e vice Presidente IAB Italia, la lesson learned di questa edizione: “Quest’anno a IAB Interact sono emersi tre paradigmi importanti a cui gli advertiser dovranno prestare attenzione nel prossimo futuro. In primo luogo, in una società, come l’attuale, fatta di rapidi cambiamenti – dove con un click o swipe si creano i trend del futuro – coltivare il rapporto tra brand e consumer è sempre più una sfida. In questo contesto, Oath ha presentato il concetto “Brand Love”. Partendo dall’idea di costruire sulla fedeltà, “brand love” si definisce come uno stretto legame B2C basato su rispetto, fiducia e valori comuni – come in tutte le relazioni d’altro canto. Il secondo fattore è il cloud che avvicinerà i brand ai consumer su un livello pratico con due terzi dei consumer rivolti verso una connessione diretta con i brand. Infine, a cambiare le regole del gioco, la voice technology che permette di comunicare con gli utenti in modo naturale creando un senso di familiarità. Recentemente gli smart assistant hanno fatto piccoli passi per configurarsi come advertising platform del futuro. È infatti una realtà già integrata nella vita quotidiana di molti utenti offrendo l’opportunità di esplorare l’engagement attraverso voice ads”.

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AZIENDE

Awin è Gold Sponsor allo IAB Interact 2018

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Awin

Da oltre 12 anni, IAB Interact è il più importante evento internazionale dedicato esclusivamente al mondo della pubblicità digitale. Quest’anno Milano ha il piacere di ospitare questa importante manifestazione, che si terrà il 23-24 Maggio presso il Superstudio Più di Via Tortona.

Punto di incontro e dibattito per i digital marketer di tutta Europa, nel corso della prima giornata Kevin Edwards, Global Client Strategy Director Awin Global, si unirà a un panel di esperti per parlare di dati e misurazione in una sessione dal titolo “Dalla complessità alla qualità“. L’appuntamento è in sala plenaria alle 16.10.

IAB Europe inoltre ospiterà lo IAB Europe Research Awards 2018, durante il quale verranno presentati progetti di ricerca digitale di alto valore, che hanno contribuito allo sviluppo del digitale. Awin è lieta di essere in lizza nella categoria Digital Advertising Formats (che racchiude progetti e campagne declinati sui differenti formati digitali) con il suo “The Awin Report 2017“, che racconta il potere dell’affiliate marketing negli oltre 15 mercati in cui il network opera. Di recente è stata anche presentata la nuova edizione aggiornata per il 2018, con tanti nuovi contenuti: un approfondimento sui numeri realizzati in occasione del Black Friday e il Singles Day, D&R con esperti locali, case study e un glossario dei termini specifici del settore.

La premiazione avverrà durante la cena di gala il 23 Maggio, serata alla quale parteciperanno advertiser e publisher invitati dal network.

È possibile seguire gli highlights dell’evento sui social usando l’hashtag #AwinInteractIAB.

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AZIENDE

Interact 2018: per la prima volta a Milano l’appuntamento europeo con il digital advertising

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Interact - IAB Europe

Interact 2018, l’appuntamento più importante di IAB Europe, si terrà a Milano il prossimo 23-24 maggio presso SuperStudio Più. “Disrupt. Adapt. Reinvent.” è il claim di quest’edizione dedicata ad approfondire un settore, che, mai come prima di ora, si trova di fronte a un punto di svolta epocale.

“La nostra industry – commenta Carlo Noseda, Presidente IAB Italia – vive un momento senza precedenti. Il digital advertising infatti, ha concesso un ruolo sempre più importante ai dati e alle nuove tecnologie, permettendo una maggiore ottimizzazione delle campagne di comunicazione. Ciò ha comportato una crescita significativa del mercato, e al tempo stesso un’inevitabile complessità della filiera che oggi richiede maggiore trasparenza e qualità nell’operato di tutti gli attori coinvolti. Due temi centrali che verranno discussi per la prima volta all’interno di un contesto europeo con leader riconosciuti a livello internazionale”.

Saranno due giorni all’insegna di dibattiti sui temi più attuali e centrali del marketing digitale tra cui GDPR, e-Privacy e nuove tecnologie. Organizzato per la prima volta in collaborazione con IAB Italia, accoglierà interventi di ospiti di rilievo come Evgeny Morozov, massimo esperto di nuovi media, giornalista e sociologo critico verso le piattaforme digitali e il loro impatto sociale, Giovanni Buttarelli, garante europeo per la protezione dei dati personali, Randall Rothenberg, Presidente e CEO IAB US, Franck Sineau, Media Group Director Richemont, Barbara Sala, CSE Connection e Media Director Coca-Cola Italia, Ben Sutherland, Chief Digital Officer Diageo, Bastien Parizot, Global Head of Consumer Engagement & Personalization Nestlé, e tanti altri che porteranno le proprie testimonianze sull’evoluzione di un settore strategico per tutti i paesi europei.

“Il nostro comparto riveste un’importanza decisiva per lo sviluppo dell’economia europea, e un indotto da oltre 526 miliardi di euro l’anno è una chiara dimostrazione del suo impatto attuale e prospettico. In questo quadro, l’Italia sta giocando un ruolo da protagonista emergendo tra i paesi con la maggiore crescita in termini di spesa pubblicitaria, con oltre 2,7 miliardi di euro in digital adv e un indotto economico che supera i 58 miliardi di euro”, conclude Noseda.

Accanto a workshop e sessioni dedicate agli sviluppi tecnologici in ambito mobile, programmatic, video, brand safety e content creation, ci sarà spazio anche per le premiazioni dei vincitori dei Mixx Awards e dei Research Awards: i primi celebrano le campagne di digital advertising che si sono distinte in Europa per aver ispirato l’industry e aver evidenziato nuove idee e trend futuri; i secondi premiano i migliori progetti di ricerca nel settore del digitale in Europa che si sono differenziati per aver contribuito allo sviluppo della pubblicità online.

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IAB Europe: l’online adv a 41,8 miliardi. L’Italia nel Board con Sebastiano Cappa

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Nella sua conferenza annuale IAB Europe annuncia che l’online advertising supera i 41.8 miliardi, con una crescita anno su anno del 12,2%, diventando il media dominante nel contenente. Lo studio AdEx Benchmark conferma infatti che l’online adv continua a superare la tv, mentre tutti i mercati rilevato mostrano il segno “più”: 20 mercati crescono a doppi cifra, mentre tre (Romania, Slovenia e Irlanda) addirittura si posizionano sopra il +30%.
Sebastiano Cappa, Consigliere di IAB Italia (nella foto), è stato eletto all’interno del Board di IAB Europe, che resterà in carica per il biennio 2017/2018. Il rappresentante italiano contribuirà a stimolare il dibattito sui grandi temi e trend della comunicazione digitale e sulla definizione di standard condivisi per argomenti chiave, indispensabili per una cultura del digitale contemporanea e quindi orientata alla qualità e alla trasparenza, quali la viewability o l’approccio verso l’AdBlocking.
“Far parte del Board di IAB Europe permetterà a IAB Italia di contribuire, in un contesto internazionale, alla definizione delle priorità e delle linee guida per lo sviluppo dell’advertising digitale”, spiega Cappa, “Credo che IAB Italia, forte del grande successo di questi ultimi anni nell’ambito della formazione e dell’organizzazione di eventi di eccellenza, possa portare idee e proposte concrete su molti fronti: penso, ad esempio, al nuovo regolamento europeo GDPR, ai tavoli legati ai temi Quality & Transparency, alla Coalition for Better Ads – l’alleanza di cui fanno parte i principali operatori dell’industria digitale, che si propone di definire nuovi standard qualitativi per gli annunci online”.

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AdEx Benchmark: l’Italia è al quarto posto con investimenti per 1,9 miliardi di euro

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Il mercato europeo della pubblicità online raggiunge i 30,7 miliardi di euro e segna un soddisfacente +11,6% nel 2014: sono questi i valori record del mercato europeo della pubblicità online messi in luce dall’AdEx Benchmark, il rapporto annuale di IAB Europe sullo stato dell’arte del mercato europeo della pubblicità online.

L’Italia conquista una posizione nel Top Ranking dei primi 10 paesi europei che investono in adv online, raggiungendo il 4° posto, dietro a UK, Germania e Francia. Non solo, la crescita italiana, del 12%, è superiore sia alla media europea dell’11,6%, sia alla crescita di paesi che registrano un valore di mercato più elevato e che occupano posizioni più alte in classifica, come Germania (+9,3%) e Francia (+6,6%), a conferma del momento positivo che il nostro Paese sta vivendo.

Il mobile e il video che continuano nel loro percorso di crescita e sono sempre più strategici nel segmento display e search. Il mercato italiano, per quanto riguarda il display, segna una crescita maggiore, del 17,4%, rispetto alla media europea del 15.2%. Questo tipo di risultati rispecchia da un lato la sempre maggiore diffusione delle nuove tecnologie e dei nuovi dispositivi e dall’altro un cambiamento dei consumi del pubblico e l’innovazione da parte degli stakeholder della pubblicità.

“Siamo davvero soddisfatti della fotografia del mercato italiano che ci restituisce l’AdEx Benchmark. Non solo siamo in linea con i principali paesi europei, e anzi in alcuni casi registriamo una crescita più alta, ma siamo anche riusciti a conquistare una posizione, raggiungendo il 4° posto.” Ha commentato Carlo Noseda, Presidente di IAB Italia. “Questo importante risultato conferma la strategicità della nostra Industry e il valore per la crescita del Sistema Paese. L’Advertising online è una grande opportunità che dobbiamo essere sempre più in grado di cavalcare. La nostra Associazione ha lavorato per stimolare l’interesse delle aziende investitrici verso il mondo della pubblicità online, penso all’ingresso di nuovi soci del segmento investitori. Un risultato che ci conferma che il percorso che stiamoseguendo è la strada da perseguire per contribuire alla crescita del nostro mercato.” Ha concluso Noseda.

Top 10 Paesi Europei per investimenti in online adv:

1. UK – 8.9 miliardi

2. Germania – 5.4 miliardi

3. Francia – 3.7 miliardi

4. Italia – 1.9 miliardi

5. Russia- 1.8 miliardi

6. Olanda – 1.5 miliardi

7. Svezia – 1 miliardi

8. Spagna – 0.9 miliardi

9. Danimarca – 0.7 miliardi

10. Norvegia – 0.7 miliardi

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Iab Italia presenta i risultati italiani delle ricerca europea sul mobile advertising

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Uno strumento sempre più cruciale, da conoscere e utilizzare, in grado di attrarre nuovi budget: questa la fotografia emersa dalla ricerca condotta da IAB Europe sul Mobile Advertising in Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito.

Il Mobile Advertising è stato tra i protagonisti dello scorso anno, come dimostra la crescita degli investimenti pubblicitari italiani, che nel 2014 hanno registrato un incremento del 50% con un valore di 290 milioni di euro, pari al 14,5% di tutto l’Internet Advertising. È anche alla luce di questi risultati che IAB Italia ha svolto, nell’ambito della ricerca di IAB Europe, un approfondimento sui comportamenti e il sentiment degli addetti ai lavori nei confronti del Mobile Advertising, che è ormai diventato parte integrante delle proposte commerciali per il 70% degli intervistati.

Un’ulteriore conferma della crescita del Mobile Advertising e della sua efficacia in termini strategici è rappresentata dai movimenti che stanno interessando i budget: il 55% degli investimenti su Mobile infatti proviene da investimenti che negli anni passati erano destinati ad altri media e ben il 30% è invece rappresentato da nuovi budget, stanziati appositamente per questo segmento.

È infine soprattutto la Mobile Privacy l’aspetto che il 47% degli intervistati vorrebbe approfondire, seguito dalla pianificazione su Mobile con il 41% e dalla Brand Safety con il 35%.

“Il Mobile ha fatto registrare negli ultimi anni ottime performance. Insieme al Programmatic e al Video è certamente uno dei trend trainanti di tutto il nostro comparto”, ha dichiarato Michele Marzan, Vice Presidente Iab Italia (nella foto). “Allo stesso tempo, però, la ricerca ha evidenziato l’esistenza di barriere da superare: prima fra tutte la scarsa comprensione dei vantaggi del mobile Adv da parte del cliente, seguita da una mancanza di integrazione nelle campagne a più ampio spettro e soprattutto di sistemi chiari di misurazione. Come Associazione il nostro compito è quello di supportare tutta la Industry con attività di formazione mirate e di lavorare insieme a tutti gli stakeholder nella definizione di metriche standard per la misurazione dei risultati. I dati sono sicuramente incoraggianti ed è quindi importante continuare a valorizzare questo segmento”.

La ricerca europea è disponibile a questo link

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Internet Advertising: l’Italia si conferma il quinto mercato in Europa secondo l’AdEx Benchmark

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Il mercato europeo della pubblicità online ha registrato il nuovo record di 27.3 miliardi di euro. L’Italia si conferma il quinto mercato in Europa con una crescita del +13%, raggiungendo un valore di mercato di 1.7 miliardi di euro, con un incremento superiore alla media europea, che è stata dell’11.9%. A dirlo è l’AdEx Benchmark, il rapporto annuale di IAB Europe sullo stato dell’arte del mercato europeo della pubblicità online.

In linea con l’Europa, in Italia il Display è stato il settore che ha segnato la crescita maggiore fra le diverse categorie analizzate (Display, Search, Classifieds and Directories), con un aumento del +25% ed un valore pari a 867 milioni di euro, crescita ancor più significativa se si considera che la media europea è stata del +14.9%. A influenzare la crescita, l’evoluzione dei modelli di consumo e di utilizzo diverse tipologie di device.

Il segmento Classifieds and Directories, che in Europa è rimasto relativamente stabile, con 4.6 miliardi di euro e una crescita del 3.6%, ha registrato in Italia una lieve flessione, dello 0.6%, che lascia comunque il valore del segmento ad oltre 317 milioni di euro.

Nel segmento Search, che in Europa ha mostrato una crescita del 13% per un valore di mercato pari 13.4 miliardi, l’Italia si posiziona con una crescita del 6% per un valore di mercato pari a 519 milioni di euro.
Il trend conferma sia in Italia sia in Europa una crescita significativa di Video e Mobile.

Il Video Advertising ha mostrato una forte crescita, soprattutto il comparto in- stream Video (pre, mid e post roll) che registra un incremento del +46% e raggiungendo i 130 milioni di euro. Anche questo risultato conferma un andamento in linea con il resto d’Europa, se si considera che la crescita media europea è stata del 45.4% nel 2013, sfiorando per la prima volta la quota di 1.19 miliardi di euro.

Il Mobile Advertising in Italia è cresciuto del 41%, portando il valore del comparto a circa 80 milioni di euro, legata alla diffusione di tablet e smartphone nella popolazione e all’aumento del tempo speso online dai consumatori, cui ha fatto seguito un progressivo spostamento di budget di investimenti pubblicitari su questi canali. Particolarmente brillante i risultati del Mobile Display (+63%).

Carlo Noseda (nella foto), Presidente di IAB Italia, nel sottolineare l’importanza del digitale per la crescita economica dell’Italia, ha aggiunto: “Questi risultati confermano il valore crescente della pubblicità digitale ci spingono a confermare le stime di crescita per il 2014. I player hanno saputo cogliere la sfida rappresentata dal mobile, dal social e dall’utilizzo cross-device, ripensando i modelli e le loro strategie. Siamo convinti che sia importante offrire informazioni sempre più chiare e strumenti utili per supportare gli investitori pubblicitari nelle decisioni di pianificazione. Proprio in quest’ottica, ci stiamo confrontando attivamente con università e terze parti per arrivare ad una mappatura esaustiva e comprensiva di tutto il mercato”.

Di seguito sono elencati i 10 mercati che hanno registrato la performance migliore. L’Italia si conferma al quinto posto.

Top 10 Ranking
1. UK – 7.4 miliardi
2. Germania – 4.7 miliardi
3. Francia – 3.5 miliardi
4. Russia – 1.8 miliardi
5. Italia- 1.7 miliardi
6. Paesi Bassi – 1.3 miliardi
7. Svezia – 0.9 miliardi
8. Spagna – 0.9 miliardi
9. Norvegia – 0.7 miliardi
10.    Danimarca – 0.6 miliardi

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Brand Builders, ecco i 6 formati pubblicitari raccomandati da Iab Europe

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Sei formati adv in grado di esprimere la massima potenzialità per le campagne di branding, a questo puntano i Brand Builders, frutto della survey condotta dal Brand Advertising Framework di IAB Europe che ha elaborato il parere di oltre 300 editori, agenzie e network pubblicitari in tutta Europa. L’indagine ha analizzato sia i formati più diffusi attualmente sia quelli che ci si attende saranno i trend del prossimo futuro. Lo studio ha inoltre identificato i formati maggiormente ricercati dal lato della domanda in un confronto con quelli invece più disponibili dal lato dell’offerta.

Per offrire una varietà di scelta agli inserzionisti nella pianificazione delle loro campagne, sono stati inclusi nella suite sia i formati pubblicitari statici che quelli dinamici:

Formati pubblicitari statici:
1. 300×600 Halfpage (static) (IAB US Rising Star dimension)
2. 728×90 + 160×600 Wallpaper (static)
3. 728×410 Landscape (static, new dimension, 16:9 compatible)

Formati pubblicitari dinamici:

4. 300×250 → 728×410 Expandable Rectangle (float/slide 16:9)
5. 728×90 → 728×410 Expandable Leaderboard (float/slide,16:9)
6. 160×600 → 300×600 Expandable Skyscraper (float/slide)

La piattaforma è stata pensata in un’ottica di flessibilità. L’unica limitazione è infatti quella relativa alla dimensione del pixel, il resto è tutto da decidere a discrezione dell’inserzionista/agenzia creativa.

“Una caratteristica fondamentale della suite è che offre una dimensione (x410) compatibile con il formato TV 16:9, con l’obiettivo di rendere la brand advertising più semplice su tv e digital media. Fornendo una dimensione compatibile con il formato TV 16:9, la suite è infatti in grado di supportare video advertising in-page. Alimentando la crescita dell’inventory di alta qualità per i brand advertiser di larga scala, IAB Europe prevede anche un aumento dell’uso della negoziazione programmatica della pubblicità digitale premium.” Ha dichiarato Karim Attia, CEO di nugg.ad e Chairman del Brand Advertising Committee.

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Il General Manager Fabiano Lazzarini lascia IAB Italia per una nuova sfida professionale

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Dopo i rumors circolati ieri, arriva la conferma ufficiale: il General Manager Fabiano Lazzarini lascia IAB Italia per intraprendere una nuova sfida professionale a partire dall’1 agosto.

 

Lazzarini era anche Rappresentante italiano nel Consiglio Direttivo di IAB Europe e, da giugno 2013, anche all’interno dell’Executive Committee. Lazzarini è stato responsabile dello sviluppo strategico di IAB Italia, curando e coordinando le attività indirizzate ai soci, le relazioni con il mercato locale e i rapporti internazionali con IAB Europe, i progetti di formazione rivolti agli operatori dell’advertising online e al mondo accademico, nonché la gestione finanziaria e amministrativa. In questi anni, Lazzarini ha operato in prima linea per la diffusione della cultura e per lo sviluppo dell’economia digitale, promuovendo e tutelando i molteplici interessi dei player della comunicazione digitale interattiva in Europa, quale interlocutore di riferimento per i diversi stakeholder istituzionali a livello nazionale ed internazionale coinvolti nel processo evolutivo di internet.

 

Simona Zanette, Presidente di IAB Italia “Ringrazio Fabiano per l’eccellente lavoro svolto in tutti questi anni di associazione e personalmente per il supporto e la collaborazione durante il mio mandato. Lascerà sicuramente un vuoto pur rimanendo nella industry e quindi sicuramente con l’opportunità di rivederci. A lui va il mio in bocca al lupo e quello di tutto il direttivo e lo staff di IAB Italia”

“Sono entusiasta di intraprendere questa nuova sfida, certo che il cambiamento sia sempre foriero di crescita. Resterò sicuramente molto legato a IAB Italia, che ha rappresentato un’esperienza significativa, formativa e stimolante sia dal punto di vista professionale che personale. Ringrazio il Presidente Simona Zanette, il Consiglio Direttivo, i soci e i Board che si sono avvicendati, per la fiducia accordatami negli anni, che mi ha consentito di crescere fino ad accreditarmi come portavoce della industry in cui credo fortemente e che continuerò a seguire. Un grazie anche al team che ha lavorato con me. Sono fiducioso che, nel ruolo che andrò a ricoprire, non mancheranno nuove future occasioni di collaborazione con la realtà di IAB.” Ha commentato Fabiano Lazzarini.

 

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Fabiano Lazzarini entra nell’Executive Committee del Board di Iab Europe

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Nel corso dell’Assemblea Generale di IAB Europe tenutasi recentemente a Barcellona, è stato eletto il nuovo Board che guiderà l’Associazione per il prossimo biennio. Il General Manager di IAB Italia, Fabiano Lazzarini, oltre a essere stato rieletto nel Consiglio Direttivo di IAB Europe, rappresenterà l’Italia direttamente all’interno dell’Executive Committee.

 

Un risultato che rappresenta un’ulteriore conferma del ruolo sempre più strategico del nostro Paese nel panorama della comunicazione digitale interattiva in Europa. Composto dai rappresentanti delle associazioni IAB nazionali e da esponenti di aziende leader nel settore, il Board di IAB Europe promuove e tutela i molteplici interessi dei player della comunicazione digitale interattiva in Europa, impegnandosi nello sviluppo del mercato del digitale e favorendo la cultura dell’advertising online attraverso la divulgazione di dati, regole e best practice.

 

“Sono onorato di questo nuovo importante ruolo all’interno di IAB Europe, che mi darà l’opportunità di lavorare in prima linea per portare avanti gli obiettivi dell’Associazione in un’ottica sempre più globale. IAB Europe è la voce rappresentativa di tutta la digital industry, rappresenta oltre 5.500 tra associazioni nazionali e aziende leader nel settore, ed è oggi l’interlocutore di riferimento del mercato verso tutti gli stakeholder di rilievo a livello mondiale. In questa cornice, l’Italia rappresenta un tassello importante e sono certo che, grazie alle expertise dei nostri soci e partner, potremo mettere a fattor comune il nostro know-how nell’ambito dello sviluppo del mercato del digitale, nell’ottica di creare una forte sinergia a diversi livelli.” Ha commentato il General Manager di IAB Italia Fabiano Lazzarini.

 

Per il biennio 2013-2014 il Board di IAB Europe sarà così strutturato: Constantine Kamaras, membro del Board di IAB Grecia, sarà il Presidente del Board, affiancato dal Vice Presidente Stéphanie Hospital, Executive Vice President di Orange Digital; i due, insieme a Didier Ongena, General Manager Microsoft Advertising Western Europe (Tesoriere), Fabiano Lazzarini, General Manager IAB Italia, e Thomas Schauf, Head of European and International Affairs BVDW (IAB Germania) costituiranno l’Executive Committee. Thomas Duhr, Executive Vice President Interactive IP Deutschland, Patrick Marck, General Manager IAB Belgio, Guy Phillipson, CEO di IAB UK, Mike Read, SVP e Managing Director comScore Europe, e Antonio Traugott, General Manager IAB Spagna, che facevano già parte del Board di IAB Europe, sono stati ri-eletti per un altro mandato. I nuovi membri del Board, rappresentanti delle associazioni IAB nazionali, sono: Ioana Anescu, Managing Director IAB Romania, Neslihan Mesutoglu, Presidente IAB Turchia, e Wlodzimierz Schmidt, Presidente IAB Polonia. Le aziende che entrano a far parte del Board di IAB Europe per la prima volta sono rappresentate da: Anne Goodman, Senior VP Marketing Ad Sales BBC Worldwide; Ben Humphry, Managing Director UK/Ireland, nugg.ad; Janneke Niessen Co-founder e CIO di Improve Digital; Marc Panic, COO EMEA GroupM, e Estelle Werth, Legal Director, Commercial and Privacy Criteo. Infine, del Brand Advertising Committee di IAB Europe fanno parte: Karim Attia, Chairman e CEO of Nugg (Presidente) e Manfred Mareck, rappresentante di Publicitas Digital (Vice Presidente).

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