NUMBER

Il ritratto unconventional di Sanremo nella ricerca ad hoc della Unit Research & Insight di GroupM

- # # # # #

Sanremo

La ricerca su Sanremo sviluppata da GroupM parte dalla considerazione che sempre di più gli eventi live possono oggi essere interpretati come il nuovo media contemporaneo. La componente esperienziale, la possibilità di condividere le emozioni (soprattutto sui social), l’importanza della partecipazione e dell’esserci sono le motivazioni alla base dell’incremento delle presenze agli eventi live sul territorio e degli ascolti degli eventi televisivi, e Sanremo non è da meno.

 

Lo scorso anno il Festival ha registrato una share media del 52,3% con un’audience media di 10.9 milioni (totale individui con ospiti), la più alta degli ultimi anni, catturando anche i pubblici più giovani. Anche l’edizione n°69 riuscirà a raggiungere questi risultati e a superare tutte le migliori aspettative?

 

Per rispondere a queste domande, la Unit Research & Insight di GroupM ha ideato un progetto di ricerca che si sviluppa in 3 fasi, con l’obiettivo di raccontare l’evento dal punto di vista sociale e provare a capire:

• qual è l’interesse della popolazione a guardare il Festival e quali sono le motivazioni che smuovono questo interesse;
• quali sono i rituali e le abitudini legate alla visione di un evento che invade le case degli italiani;
• quale spazio possono avere le marche all’interno di questo rituale.

Oggi apriamo questo appuntamento con i risultati della prima fase di ricerca CAWI che ha visto coinvolti 500 italiani di età superiore ai 15 anni, rappresentativi della popolazione italiana per i principali criteri socio-demografici.I risultati trovano spazio all’interno di un’infografica che racconta come gli italiani si preparano ad accogliere nelle loro case Sanremo69°.

 

Sa(n)remo tutti lì
Un evento senza dubbio atteso: l’88% dichiara che guarderà la nuova edizione del Festival, e lo guarderanno proprio tutti, senza differenza di età o di generazioni.

 

Se non lo vedi non sai cosa ti perdi
Il 58% degli intervistati ne consiglia la visione agli amici e inaspettatamente la GenZ non è da meno con il 60% dei teenager che lo consiglierà sicuramente ai propri amici.

 

A ognuno il suo Sanremo
Tutti lo guarderanno, ma non tutti lo guarderanno allo stesso modo: dietro ogni generazione c’è un pubblico diverso. La GenZ ha dichiarato di seguirlo prevalentemente sui social network; i Millennial in TV a casa di amici; la GenX (35-54), che reputa Sanremo l’evento live dell’anno, lo segue rigorosamente in TV; mentre per i Baby Boomers (55-70) e la Gen0 (70+) è un rituale che fa parte della loro storia.

 

Tre personaggi in cerca di audience
La combinazione dei personaggi sembra funzionare ancora prima della partenza del Festival. Di fatti il 39% dei rispondenti considera il terzetto Baglioni-Bisio-Raffaele il migliore degli ultimi anni. I nuovi co-conduttori fanno registrare alti livelli di gradimento: Claudio Bisio piace al 68% e Virginia Raffaele al 61%. Un gradimento trasversale a tutte le generazioni. Anche la direzione artistica di Claudio Baglioni è molto apprezzata: il 41% lo ama.

 

Se vuoi capire il Paese c’è poco da fare, devi guardare Sanremo (cit. Domenico De Masi).
Per tutti il Festival è sinonimo di italianità e tradizione 70%, ma non si ferma qui. Oltre a rappresentare l’evento nazionale per eccellenza, Sanremo è anche sinonimo di costume e condivisone: per il 64% dei rispondenti è fortemente legato al mondo della moda e dello spettacolo e per il 47% alla famiglia. Tra la popolazione teenager (90%) spicca l’innovativa direzione artistica orientata alla musica emergente italiana. Una prima esplorazione che ha permesso a GroupM di entrare nelle case degli italiani per capire il loro sentiment verso il Festival.

 

Il secondo appuntamento sarà invece volto a scoprire quali i rituali e le abitudini legate alla sua visione… (stay tuned).

articoli correlati

NUMBER

IAB Forum #Day1: GroupM ridisegna l’affresco dell’Italia digitale attraverso i dati

- # # # #

GroupM

L’enorme quantità di informazioni proprietarie relative al comportamento di navigazione degli italiani ha consentito a GroupM, media holding del gruppo WPP, di rileggere l’Italia attraverso i dati. Fotografia presentata oggi, durante lo IAB Forum, grazie all’intervento di Roberto Binaghi, VP Vision GroupM Italy, e Massimo Russo, Direttore Generale della Divisione Digitale di GEDI Gruppo Editoriale.

Oltre 50 milioni di interazioni giornaliere (che si traducono in più di 350 interazioni settimanali) e più di 360 categorie di interessi hanno permesso a GroupM di innovare e ridefinire i confini della ricerca di base, elaborando informazioni per integrare metodi di ricerca sino a oggi probabilistici con approcci innovativi e deterministici. La nuova “materia prima” dei big data, che la DMP proprietaria raccoglie, è stata rielaborata attraverso le tecniche classiche di ricerca, un’analisi fattoriale e una definizione dei cluster, per restituire l’affresco dell’Italia di oggi.

Gli otto cluster individuati da GroupM

GroupM ha analizzato i dati raccolti e ha dato vita a una segmentazione della popolazione italiana suddivisa in otto cluster: dai segmenti più avanguardistici nell’utilizzo della rete (le élite digitali, ma anche le mamme digitali), a quelli più mainstream che fanno un uso semplice e meno assiduo del digitale; in mezzo diverse realtà che differenziano le loro navigazioni in base ai loro diversi interessi predominanti (economia famigliare, socializzare, vita privata ecc.).

I diversi segmenti sono stati definiti in base alla quantità del tempo speso online e sulla eterogeneità degli interessi navigati, a dimostrazione del fatto che il fattore tempo e l’interesse di navigazione rappresentano oggi caratteristiche peculiari per capire l’individuo italiano.

L’affresco dell’Italia digitale si traduce in un quadro operativo che mette a disposizione dei clienti GroupM oltre 4.500 segmenti di audience pronti a essere pianificati: dai life-stage alla fruizione media, dalle micro-tendenze ai fenomeni stagionali.

Roberto Binaghi, VP Vision GroupM Italy, commenta “Fino a ieri per capire i comportamenti e gli interessi delle persone era necessario interrogarle innescando in loro un naturale meccanismo di difesa. Oggi, invece, possiamo partire da quello che le persone fanno, per capire chi sono. Senza schermi; senza maschere. La capacità di raccogliere dati ha raggiunto oramai una massa critica sufficiente per leggere completamente la complessità della società. È questa la strada che stiamo percorrendo con la nostra DMP, una potente piattaforma di dati, grazie alla quale capiamo la realtà e troviamo soluzioni di comunicazione che trasferiscono vantaggio competitivo ai nostri clienti”.

“I dati oggi rappresentano la nuova valuta, infinitamente più precisa e definita di quanto mai accaduto in precedenza, oltre che in continuo mutamento. La parte abitata della rete racconta di noi anche ciò che non sappiamo o che non ci rendiamo conto di essere”, conclude Massimo Russo, Direttore generale della Divisione Digitale di GEDI Gruppo Editoriale.

articoli correlati

NUMBER

Con “State of Video” GroupM fa il punto sulla televisione nell’era digitale

- # # # # #

video

 

GroupM, media holding del gruppo WPP, ha pubblicato ieri la seconda edizione di “State of Video“, report di intelligence che esplora l’evoluzione internazionale della fruizione video, analizzandone le nuove tendenze, i player emergenti e lo sviluppo dell’offerta advertising.

Gli autori di questa nuova pubblicazione – che fa parte di una serie di report annuali redatti per analizzare l’evoluzione dello scenario pubblicitario – sono Adam Smith, Futures Director GroupM, e Rob Norman, Senior Advisor. Il documento fornisce spunti e commenti approfonditi sulle principali tendenze relative al mondo Video, quali il calo della visione della TV lineare, le nuove funzionalità televisive sempre più adressable, i big player delle principali piattaforme video digitali, l’evoluzione della misurazione, e altro ancora.

Il documento “State of Video” si sofferma in primis sul cambiamento della fruizione televisiva: a livello globale è emerso che la tv lineare manifesta segni di declino, pur continuando a sostenere la domanda degli inserzionisti. Anche in Italia, paese Tv-centrico, stanno cambiando le abitudini di consumo video a favore dello sviluppo del digitale, di contenuti video sempre più premium e di player che favoriscono la user experience.

La misurazione si conferma un tema cardine soprattutto in un contesto, come quello attuale, in cui la visione video è frammentata su diversi device: l’industry deve continuare a lavorare per risolvere il gap di misurazione e per migliorare la comprensione dell’audience declinata su tutti gli schermi.

Infine, una sezione del rapporto è dedicata agli sviluppi dell’ultimo anno di Amazon, Facebook, Netflix e YouTube, le principali realtà video online, nonché competitor del mondo incumbent televisivo. All’interno del perimetro advertising, YouTube è leader anche grazie ad un numero impressionante di produttori di contenuti; Amazon e Facebook insidiano anche il mondo sportivo, e, in particolar modo il futuro nel mondo Video di quest’ultimo player non è da sottovalutare, nonostante non sia ancora ben definito l’effettivo successo della nuova sezione Watch, inserita all’interno del social.

L’intero report è disponibile qui.

articoli correlati

BRAND STRATEGY

Aviva si affida a Mybosswas e Mindshare per la nuova campagna multicanale

- # # # # # #

campagna aviva

“Molto più di un’assicurazione”: un chiaro impegno al centro della nuova campagna di comunicazione di Aviva, compagnia assicurativa leader in UK e al 7° posto in Italia, che si propone di conquistare la fiducia degli italiani con un messaggio semplice e diretto come quello di assicurare tutto ciò che si ama. Una promessa ambiziosa che si fonda sulla solidità di un grande Gruppo internazionale cui si affidano ogni giorno 33 milioni di clienti nel mondo.

Il Gruppo ha infatti deciso di puntare in alto anche nel nostro Paese con l’obiettivo dichiarato di aumentare la brand awareness del marchio Aviva e renderlo sempre più vicino ai clienti. Per fare ciò è stata creata una campagna di comunicazione articolata e con un approccio al panorama mediatico multicanale, raccontata con un tono di voce allegro, a tratti ironico e sempre brillante.

Lo spot è approdato sui canali televisivi del gruppo Sky (dalla seconda metà di ottobre a metà di novembre) e su La7 (prima metà di novembre). Nello stesso periodo a cavallo tra ottobre e novembre è prevista la diffusione on air sui canali Radio24 e RMC.

In radio lo spot punta sull’ironia, evocando clienti famosi di Aviva o ancora scherzando sulla percezione noiosa che le persone hanno delle assicurazioni. In TV la campagna si tinge di giallo, colore che rappresenta la firma del brand in tutte le sue comunicazioni. Lo spot verrà trasmesso anche nelle aree aeroportuali di Roma Ciampino, Fiumicino, Milano Linate e Malpensa e nelle stazioni ferroviarie di Milano Centrale, Roma Termini e Roma Tiburtina.

La campagna si completa sui canali online con una programmazione che include le principali testate nazionali.

Aviva si posiziona in modo innovativo e rivoluzionario per il settore anche nella comunicazione, da qui la scelta dell’agenzia creativa Mybosswas, uno studio creativo multidisciplinare che lavora a progetti su diversi media, i cui artisti e designer sono specializzati nei più svariati ambiti (dai film alla grafica, dalle foto alla soundtrack e altro ancora). La pianificazione media è stata affidata a Mindshare, agenzia di GroupM (media holding del gruppo WPP).

articoli correlati

NUMBER

GroupM, Kinetic e Ogilvy presentano i risultati del progetto LASOOH!

- # # # # #

lasooh

Dal 9 luglio al 2 settembre di quest’anno, Milano è stata invasa dai cartelloni LASOOH, affissioni di ogni genere e tipo, e oggi GroupM, insieme a Kinetic e Ogilvy, ha fatto il punto sul progetto dedicato al mondo dell’Out Of Home

“Questi appuntamenti sono parte integrante della nostra mission e hanno l’obiettivo di far riflettere – noi per primi – sull’evoluzione dei media nello scenario della comunicazione, analizzando in particolar modo quei cambiamenti che stanno ridisegnando il nostro modo di pensare, lavorare e costruire valore per i clienti e per il mercato. Si tratta di un progetto che ha visto coinvolte più realtà del Gruppo a testimonianza del percorso sinergico, di integrazione continua che contraddistingue WPP”, ha spiegato Massimo Beduschi, Chairman & CEO GroupM e COO WPP

Il progetto, che nel nome contiene un gioco di parole sull’acronimo del mezzo, è stato ideato da Kinetic e realizzato da GroupM in collaborazione con Ogilvy per richiamare l’attenzione di clienti, media community e concessionarie su un ambiente di comunicazione la cui offerta ha ancora molto da dire, dal punto di vista sia del planning sia della creatività.

Si è evidenziato come l’OOH possa andare al di là dei ruoli che tradizionalmente le vengono riservati nelle strategie di comunicazione e come possa essere considerata a tutti gli effetti un punto di accesso verso il mondo digitale. Per dimostrarlo sono state utilizzate diverse fonti, provenienti da una ricerca sulle audience che hanno transitato nelle aree centrali e periferiche della città di Milano (1.200 casi, su panel Toluna, rappresentativi per sesso ed età della popolazione di età superiore ai 15 anni residenti) e da un’analisi di neuromarketing (condotta su 40 persone sia in laboratorio che per strada) in collaborazione con il Brain&Behaviour Lab dello IULM, integrati con i dati raccolti dagli analytics del sito LASOOH.IT.

Sono stati installati oltre 2.000 impianti che hanno raggiunto il 67% della popolazione, mentre uno su due di coloro che li hanno visti ha affermato di essere riuscito a riconoscere la comunicazione. Interessante sapere che il gradimento è stato fino a 3 volte superiore rispetto al gradimento medio dell’OOH, tanto che circa 34 mila utenti hanno cercato informazioni online sul sito lasooh.it.
Il successo è stato determinato dalla semplicità e dalla sintesi della pubblicità, che hanno aiutato il percorso dell’occhio a focalizzarsi sugli elementi importanti. Secondo le ricerche effettuate in laboratorio e in strada, infatti, guardando una cartellonistica LOSOOH lo sguardo passava dalla domanda all’immagine fino ad arrivare alla call to action, soffermandosi in maniera particolare sull’impianto (il tempo medio di visione di un OOH è di 3,2 secondi).

Diverse erano le tematiche e i richiami che sono stati trattati, ma alcune in particolare hanno colpito l’occhio delle persone analizzate. Due sono state le aree indagate: il ricordo e il gradimento. Se nella classifica del ricordo hanno primeggiato Zucchero (48,2), 50 Sfumature di grigio (43,8%) e House of cards (38%), nel gradimento troviamo in cima Nel blu dipinto di blu (68,1%) e The Beatles (64,8%).

Invece se stiliamo una speciale classifica “Top in mind” troviamo Nel Blu dipinto di blu che ha focalizzato lo sguardo dell’osservatore fino a circa 3,5 secondi, mentre 50 Sfumature si è attestato solo a circa 2 secondi.

Le città sono il palinsesto dell’OOH e l’evoluzione urbanistica le sta trasformando in piattaforme sempre più qualificate per la comunicazione. I brand più evoluti, che hanno guidato alcuni dei più importati progetti di riqualificazione dei territori metropolitani, hanno instaurato un dialogo con le città, sfruttando le molteplici opportunità offerte dagli impianti già esistenti, contribuendo così all’evoluzione del mezzo.

Se prima l’OOH rappresentava qualcosa che la città indossava come un vestito, oggi inizia a essere incorporata nel tessuto urbanistico, come è stato riconosciuto dal 70% degli intervistati che considerano ormai l’OOH come un touch-point irrinunciabile, parte integrante del loro paesaggio visivo quotidiano. L’OOH è, infatti, il 3° mezzo preferito dopo TV e Digital, cioè dopo quei mezzi che rappresentano la baseline di ogni pianificazione media.

“È emerso che la comunicazione OOH funziona ed è efficace su tutto il funnel, se pensata strategicamente, oltre a essere capace di superare l’adv blindness e catturare anche i target più difficili come i Millennial e la Generazione Z”, ha commentato Federica Setti, Chief Research Officer di GroupM. “Ma soprattutto si è evidenziato come l’OOH riesca a essere un entry point al mondo digitale, grazie alla sua naturale sinergia con il mobile, spingendo alla call to action e catturando l’attenzione delle audience (riducendo i tassi di bounce rate e incrementando il tempo speso online)”.

Senza dimenticare poi la centralità e l’importanza della creatività: Marco Geranzani, Client Creative Director di Ogilvy, ha sottolineato come l’idea debba essere pensata ed eseguita fin dal principio secondo le caratteristiche specifiche del mezzo. Infatti dalle analisi di neuromarketing, emerge che l’OOH deve riuscire a catturare l’attenzione per far sì di trattenere lo sguardo del passante e aumentare il tempo speso una volta che è entrata nel suo campo visivo, utilizzando i criteri di semplicità (andare dritti al punto), selezione (rinunciare a dire tutto) e ingaggio (incuriosire attraverso il rimando tra testo e immagine).

L’evento è poi proseguito con l’intervento di Alberto Mattiello -Future Thinking Project di J. Walter Thompson – che ha raccontato le prospettive future dell’OOH: sempre più digitale, interattiva (audio, corpo, voce) e integrata alle nuove smart city, che offrono nuovi modelli di business e di aggregazione, oltre che tecnologia (come 5G e open data). Spunto confermato anche dalle recenti evidenze internazionali dove i big player delle nuove piattaforme digital (da Netflix a Google fino ad Amazon) stanno acquistando network di OOH. “L’OOH del domani deve puntare sempre di più sull’emozione”, ha aggiunto Mattiello.

“Con questo evento abbiamo voluto presentare un progetto diverso e, crediamo, nuovamente rilevante per il mondo della comunicazione. Dopo aver lanciato il RealDOOH, il primo prodotto di acquisto automatizzato di Digital OOH in partnership con GroupM digital, oggi Kinetic presidia l’80% del mercato DOOH acquistato in DSP. L’importanza degli impianti Digital OOH è ulteriormente dimostrata dal fatto che attualmente rappresentano la quota più alta del nostro spending. Ma non ci fermiamo qui, stiamo già lavorando e lanceremo prossimamente una DMP dedicata all’audience buying & insight dell’OOH che presenteremo al mercato nel corso del 2019.” hanno concluso Alberto Cremaschi, Managing Director di Kinetic, e Carlo Grillo, Chief Operating Officer di Kinetic.

articoli correlati

NUMBER

Il Futuro è qui, costruito da Big Data, AI, 5G, IoT, Robot e Blockchain

- # # # #

AI

Le continue innovazioni tecnologiche di questi ultimi anni, e quelle in arrivo nei prossimi, hanno un impatto sull’ambiente competitivo e sui modelli di business dei brand e obbligano tutti i CEO a ripensare e trasformare le proprie aziende, anche in modo profondo e radicale.

Per queste ragioni GroupM, la holding che si occupa delle attività media del gruppo WPP, nel suo ruolo di leader di mercato ha avvertito l’esigenza di favorire – attraverso questa seconda edizione dell’evento annuale organizzato con The European House-Ambrosetti – un momento di approfondimento, partendo dall’analisi di quelle innovazioni tecnologiche che più di altre influiranno proprio sui consumatori e sulla comunicazione.

“Dal nostro punto di vista riflettere oggi su questi temi significa dotarsi degli strumenti per affrontare la trasformazione profonda del nostro settore. Vere e proprie sfide a cui rispondere con visione strategica, capacità di innovazione e una formazione permanente a tutti i livelli delle strutture organizzative”, dichiara Massimo Beduschi (nella foto), CEO e Chairman di GroupM e COO di WPP

“Da ormai due anni, con GroupM condividiamo l’importanza di sviluppare un focus su come digitale e tecnologia impattano sulla società, sulle aziende, sulla comunicazione e sulla leadership del futuro. Il digitale, insieme a regolamentazione e globalizzazione, sta ridisegnando lo spazio economico: i confini tra i settori tradizionalmente intesi si sgretolano, gli spazi di competenze si sovrappongono e gli ecosistemi ai quali siamo abituati collassano per dare vita a nuovi settori, competenze ed ecosistemi trasversali”, aggiunge Valerio De Molli, Managing Partner e CEO, The European House-Ambrosetti

Il format dell’evento riprende quello degli appuntamenti che WPP, sempre con The European House-Ambrosetti, organizza ogni anno a inizio autunno, affidando a un Advisory Board composto da esperti qualificati la scelta di temi e relatori. L’analisi che ne è scaturita è stata riassunta da Paolo Borzatta, Senior Partner di T.E.H. Ambrosetti, in un volume ricco di suggestioni e sintetizzata in 10 punti chiave

La trasformazione digitale non ha un impatto solo nel campo delle competenze, degli strumenti e delle nuove figure professionali, ma impone anche un cambiamento organizzativo nei processi e nel lavoro in azienda. Un’azienda strutturata in compartimenti stagni farà fatica a rimanere rilevante sul mercato. Nell’epoca digitale il vantaggio competitivo passa infatti non solo attraverso la capacità di riconoscere l’importanza dei dati, ma anche del loro utilizzo in maniera intelligente e strategica in tutte le funzioni aziendali.

Le dinamiche e i percorsi di sviluppo del mondo moderno sono strettamente connessi, se non imprescindibili, dalle dinamiche di sviluppo/rivoluzione delle tecnologie. Quando la tecnologia avanza in modo significativo, cambia la società, cambiano i consumatori e di conseguenza devono cambiare anche le aziende (e quindi i CEO) e il loro stile di comunicazione.

Dallo studio è emerso che Intelligenza Artificiale (AI), l’Internet of Things (IoT), Reti 5G, Robotica, Virtual Reality (VR) e Augmented Reality (AR) e Blockchain saranno le innovazioni tecnologiche che nei prossimi anni, più̀ di altre, impatteranno sul mondo della comunicazione.

Più in particolare, nel medio periodo l’Intelligenza Artificiale (AI) ricoprirà un ruolo di primo piano tra le tecnologie che rivoluzioneranno l’attività economica all’interno delle imprese e anche la comunicazione sarà profondamente trasformata, in virtù della capacità dell’AI di abilitare nuove opportunità nell’ingaggio del consumatore.

In realtà la crescente disponibilità dei dati e l’evoluzione tecnologica stanno già trasformando profondamente anche pubblicità, comunicazione e media, delineando i media business di successo.

Sempre più ogni media business del futuro avrà molte più sfaccettature che in passato: dovrà infatti essere in primis un data business per sfruttare tutta la potenzialità dei dati che rete e interazioni ci mettono a disposizione; ma anche un prediction business, non limitandosi ad analizzare le risposte dei consumatori, ma spingendosi a comunicare con loro basandosi sulle previsioni dei loro comportamenti e un automation business, basato su sistemi tecnologici intelligenti, che affiancheranno l’essere umano sollevandolo dallo svolgere attività ripetitive e di scarso valore aggiunto, per coprire ogni passo del consumer journey.

Un contesto in cui quanto più è difficile e complesso occuparsi di comunicazione, tanto più diventa strategico per le aziende saperlo fare.

Il cambio di prospettiva ha portato GroupM a riconoscere tecnologie e dati sia come strumenti utili alle aziende per conoscere più a fondo i propri consumatori, sia come abilitatori funzionali e predittivi, in grado di anticiparne le esigenze e soddisfarne i bisogni.

“Conoscenza, questa, che affianchiamo alla nostra expertise su tutti i mezzi (tradizionali e nuovi o nuovissimi), con la garanzia di collocare i brand in ambienti sicuri nelle pianificazioni online e con una visione di insieme che abbraccia tutti i canali di comunicazione, per offrire una perfetta copertura del consumer journey”, prosegue Baduschi. “Abbiamo inoltre scelto di ovviare alla criticità rappresentata da strutture eccessivamente verticalizzate, che sono sempre più spesso un ostacolo alla creazione di valore, integrando ancora di più le competenze e liberando energie e potenzialità tra le varie anime del mondo WPP”.

“In questo momento, guardando avanti, si possono disegnare le traccie di un futuro possibile”, interviene Cosimo Accoto dell’MIT. “Al posto del tradizionale line up che parte dall’azienda, come produttore di valore, a arriva al consumatore, il “distruttore” del valore, attraverso prodotti, brand e media, si staglia il nuovo paradigma in cui ai due capi ci sono beneficiari del valore e in mezzo le platfirm (crasi tra platform e firm) che lavorano attraverso service creator, internet of things e algorithm power”.

“Si dice che i dati valgono come il petrolio”, continua Alberto Mattielli, dell’Università Bocconi. “In realtà valgono molto di più. Si pensi ad esempio a Trov , un’assicurazione on demand che ha superato da tempo la fase di start up, ed è attiva in Australia, negli Stati Uniti e in UK: assicura tutto, dalla macchina fotografica per le due ore d’uso alle bicicletta per la giornata di escursione. E rimborsa il danno senza perizie o denunce. Il suo valore non sono i pochi euro riscossi per ogni copertura attivata, ma la conoscenza di tutti gli articoli disponibili in famiglia, degli eventi imprevisti, della necessità di una sostituzione e così via. Un DB immenso da mettere a disposizione dei vendor”.

“Perché, se la capacità di leggere l’immensa mole dei dati oggi disponibili consente di conoscere il consumatore e raggiungerlo nel momento giusto e con il giusto device”, conclude Beduschi, “collegare strettamente questa parte di lavoro con quella di definizione creativa del messaggio significa poter fornire ai clienti uno straordinario valore aggiunto, in termini non solo di velocità ma anche di precisione dell’output rispetto alle aspettative del consumatore”.

I 10 punti più importanti dello Studio Strategico

  1. La velocità con cui si propagano le innovazioni tecnologiche è esponenziale e gli impatti dei cambiamenti tecnologici sulla società sono irreversibili.
  2. AI, IoT, 5G, Robotica, AR e VR, Blockchain sono le innovazioni tecnologiche che, più di altre, avranno impatto nei prossimi anni sul mondo della comunicazione.
  3. L’AI abiliterà nuove opportunità nell’ingaggio del consumatore, trasformando profondamente la comunicazione che sarà sempre più personalizzata e rilevante.
  4. I sistemi di AI hanno raggiunto performance vicine a quelle degli esseri umani in attività considerate da sempre una dote quasi esclusiva di questi ultimi:
  5. L’enorme disponibilità di dati generati dalla rete e dalle piattaforme modifica il paradigma di riferimento di comunicazione e media che da simbolico diventa algoritmo, da archivio diventa oracolo, da estensione astensione.
  6. Il ruolo sempre più importante dei dati impone ai CEO di affrontare la trasformazione digitale non più nel campo delle competenze e degli strumenti, ma soprattutto dal punto di vista culturale e dei processi aziendali.
  7. I silos costituiscono un ostacolo importante per la piena creazione di valore che dati e tecnologie renderebbero possibile.
  8. La tecnologia ha cambiato anche la formula della comunicazione, accorciando i tempi di ciclo fino a microsecondi e trasformando ogni elemento che la compone.
  9. Nella nuova formula della comunicazione il trasmettitore non è più necessariamente un’azienda: anche gli individui comunicano con le aziende e i loro pari; il messaggio affidato all’AI è multiplo; il ricevente è interattivo, esigente e in grado di esprimere in modo immediato gradimento o insoddisfazione; il canale si è moltiplicato grazie anche alla disponibilità di nuove modalità di trasmissione come AR e VR, live streaming, i robot umanoidi; il feedback si è moltiplicato e non riguarda più solo il trasmettitore.
  10. Altri mega-trend contribuiscono a ridisegnare gli scenari futuri: la migrazione di potere e influenza da Ovest a Est incidono su economia e società; la crescita della popolazione mondiale e la progressiva urbanizzazione ridisegnano la demografia; l’aumento del fabbisogno di risorse – acqua, cibo, energia – e la diffusione di un modello di economia circolare ricadono sull’ambiente.
  11. Questi megatrend stanno cambiando in modo radicale il Mondo e con esso le aziende, che devono adeguarsi ai nuovi scenari. Affinché ciò accada è necessario un coinvolgimento dei CEO, che devono essere i protagonisti e i maggiori portavoce di questa trasformazione.

articoli correlati

AGENZIE

Da GroupM uno Steering Committee per collaborare nelle specifiche differenze

- # # #

steering committee

GroupM Italia annuncia la costituzione di uno Steering Committee per migliorare i servizi offerti ai clienti in una industry che si muove verso un marketing sempre più automatizzato, data-driven e full funnel. L’iniziativa garantirà a tutti i clienti delle agenzie di beneficiare del meglio delle expertise presenti in GroupM, grazie al duplice ruolo ricoperto dai CEO delle singole agenzie. I CEO di Mindshare, MediaCom e Wavemaker, pur mantenendo il proprio ruolo, diverranno anche Senior Advisor in aree funzionali chiave, sotto la supervisione del Chairman & CEO di GroupM Italia e COO di WPP Italia, Massimo Beduschi.

“Il mercato della comunicazione continua a evolvere, diventando sempre più complesso. È essenziale poter offrire ai clienti del Gruppo WPP innovazione continua affiancata alle migliori competenze e capacità, per supportare lo sviluppo e la crescita dei loro brand in Italia”, ha commentato Massimo Beduschi. “È nostro compito modellare prodotti e servizi in funzione delle esigenze dei clienti ed è questo l’obiettivo che intendiamo raggiungere con la creazione dello Steering Committee di GroupM. Oggi possiamo dire di aver messo a fattor comune le migliori competenze e la squadra più forte possibile”.

Un nuovo modus operandi, che nasce esclusivamente come progetto locale per le peculiarità del mercato italiano, in cui ciascun CEO continuerà a guidare la rispettiva agenzia aggiungendo un nuovo duplice ruolo in GroupM, nella specifica area di competenza.
Roberto Binaghi, CEO di Mindshare Italia, guiderà la vision di GroupM, per presidiare con maggiore competenza un mercato media in evoluzione. Binaghi si occuperà di monitorare i consumi media e le tendenze per orientare l’innovazione di GroupM, offrendo preziose opportunità di first mover e un vantaggio competitivo ai clienti rispetto ai loro concorrenti nel mercato italiano. Binaghi assume l’incarico di Vice President, Vision, di GroupM Italia.
Luca Vergani, CEO di Wavemaker Italia, si concentrerà sui servizi a valore aggiunto di GroupM e sulla proposition commerciale di buying, trading, content, sport ed eventi per fornire soluzioni integrate alle aziende che scelgono le agenzie di GroupM. I brand stanno affrontando problemi sempre più complessi che richiedono soluzioni completamente integrate che Vergani dirigerà con il ruolo di Vice President, Commercial di GroupM Italy.
Zeno Mottura, CEO di MediaCom Italia, accelererà lo sviluppo dei servizi digitali in tutto il Gruppo, dedicandosi allo sviluppo di [m]PLATFORM in Italia. Mottura è stato nominato Vice President, Digital, di GroupM Italia per garantire ai clienti competenze digitali, dati e tecnologie senza rivali, potenziando il loro successo nel raggiungere i consumatori italiani digitalmente connessi.

“Da una parte è sempre più importante che le nostre tre agenzie competano sul mercato con una loro precisa e differente personalità, dall’altra credo che la collaborazione tra i nostri leader di talento si dimostrerà una mossa vincente per rendere senza eguali il valore offerto da GroupM” conclude Beduschi “Saremo pragmatici: compito dello Steering Committee sarà quello di identificare le scelte strategiche di GroupM per affrontare al meglio opportunità e sfide, per offrire, come WPP, una più efficace collaborazione con tutte le agenzie del Gruppo”.

articoli correlati

NUMBER

Brand Safety: l’opinione internazionale, secondo GroupM e John Montgomery, EVP

- # # # # #

john montgomery

Anche in Italia stiamo assistendo al consolidamento del mercato pubblicitario digitale; un mercato che oggi GroupM, media holding del gruppo WPP, stima valere nel nostro Paese circa 2.2 miliardi di euro e rappresentare il 28% di market share grazie alla forte spinta data da mobile, social e dalla componente video.

Accanto alla continua attenzione su temi centrali, come quelli legati ai dati e alla profilazione oppure alla misurazione e all’evoluzione dei modelli di attribuzione, stanno aumentando le opportunità e le sfide che orientano verso un mercato pubblicitario digitale sempre più sostenibile e “pulito”. A tal fine è importante saper gestire l’online advertising nel rispetto di principi e regole di condotta imprescindibili così da garantire ai singoli investitori la massima tutela del proprio brand.

“Riteniamo essenziale non solo monitorare questi nuovi aspetti del mercato digitale, ma anche fare continua educazione all’industry su temi sensibili come quelli legati alla Brand Safety, per definire al meglio i reali impatti sul mondo della comunicazione e l’evoluzione che gli strumenti e le procedure stanno avendo a riguardo”, commenta Fides Tosoni, Chief Digital Transformation Officer di GroupM Italia. “Abbiamo voluto cogliere l’occasione della presenza in Italia di John Montgomery, Executive Vice President per la Brand Safety di GroupM Global, per fare chiarezza e affrontare queste tematiche dalla giusta prospettiva”.

È comunque importante inquadrare il tema non solo dal punto di vista globale, ma anche nelle implicazioni dirette sul mercato italiano, dove il fenomeno della Brand Safety non sembra aver raggiunto livelli preoccupanti rispetto ad altri Paesi. Risultati che GroupM ha raggiunto soprattutto grazie all’adozione di pratiche e tecnologie volte a garantire una inventory di qualità, frutto di un’azione sinergica su differenti fronti – dall’utilizzo prevalente dei private deal in programmatic, alla forte enfasi su misurazione e certificazione della qualità dell’inventory, al ricorso di formati pubblicitari non invasivi e dal contenuto nativo.
“I dati su Ad-Fraud e Brand Safety in Italia ci preoccupano relativamente: secondo nostri benchmark 2017 misurati con tool di adverification IAS e Moat, l’Ad Fraud è pari allo 0,7% e la Brand Safety (gli annunci inseriti in contesti particolarmente sensibili) raggiunge il 3,6%”, commenta Federica Setti, Chief Research Officer di GroupM Italia. “È è corretto continuare a occuparsene sempre per non perdere di vista sfumature essenziali. Lavorare per migliorare la user-experience con formati pubblicitari meno invasivi, incrementare il coinvolgimento del consumatore catturando la sua attenzione e comunicare in contesti sicuri: sono queste le nuove issue che ci aspettano e che ci impongono una attenzione crescente per gli anni a venire”.

Molti studi affermando che la sicurezza e l’integrità del marchio risultano essere tra le principali preoccupazioni e priorità per i Chief Marketing Officer nel 2018. “La preoccupazione più urgente dei clienti a livello globale riguarda la garanzia di inserimento del marchio in contesti appropriati e non sconvenienti. Per quanto ci si applichi per garantire continuamente che l’intero ecosistema digitale rimanga il più sicuro possibile, l’enorme scala e la velocità con cui gli annunci vengono serviti e consumati rendono inevitabile una certa misura di rischio. Per dare un esempio ogni minuto vengono caricati su YouTube oltre 500 ore di video”, sottolinea John Montgomery, Executive Vice President per la Brand Safety, GroupM Global (nella foto). “Il problema di fondo è legato alla qualità dell’inventory digitale: è essenziale per GroupM portare avanti un lavoro di filiera per rendere tutte le piattaforme digitali sicure, affiancando i clienti e supportandoli sulla opportuna valutazione del rischio del sistema. Ora disponiamo di un team global specializzato in Brand Safety in Asia, in Europa e in America, con una rete di “ambassador” locali presenti in ogni agenzia e in tutti i Paesi in cui operiamo”.

“Il dato del costo per CPM, che si abbassa continuamente, è una “vanity metric”, è la conclusione di Montgomery, “adesso è il momento di introdurre nella rilevazione metriche di qualità, perché così sia possibile stabilire il trade off tra Brand Protection, viewability, audience umana, contesto e costo”.

 

articoli correlati

BRAND STRATEGY

Bio Presto torna come sponsor al Giro d’Italia per il quinto anno consecutivo

- # # # #

bio presto giro d'italia

Nell’anno del suo cinquantesimo anniversario, Bio Presto torna per la quinta volta al Giro d’Italia come sponsor, con la qualifica di Fornitore Ufficiale. Come nelle edizioni precedenti, il progetto porta la firma di Access, la unit specialist di Live Communication di GroupM, in collaborazione con GroupM ESP, unit di sport marketing di GroupM.

Diverse le aree di entertainment Bio Presto previste lungo il percorso: dal Villaggio di partenza con i photoboot con i set-up Non esiste una foto impossibile! e la più tradizionale Foto in ammollo, fino al Villaggio di arrivo caratterizzato dal concept Centra la macchia. Non manca, al seguito della carovana, il veicolo brandizzato, dotato quest’anno di un maxi-cesto con il flacone gigante Bio Presto e i moke-up dei panni lavati.

La sponsorship 2018 di Bio Presto al Giro d’Italia prevede anche una ricca attività di hospitality per clienti e stakeholder, per offrire agli ospiti emozionanti drive and fly experience al centro della gara sportiva.
Come ogni anno, i valori espressi dall’intero progetto sono quelli di tradizione, fiducia, familiarità e capacità di rinnovarsi nel tempo, pienamente percepiti dal pubblico di appassionati che sta accogliendo con grande entusiasmo la carovana ciclistica più famosa d’Italia nella sua ultima settimana di gara.

articoli correlati

BRAND STRATEGY

“La Notte del Maestro”: la partita d’addio di Andrea Pirlo diventa un evento multimediale

- # # # # #

maestro

Sarà una serata di grande calcio, speciale e dalle emozioni forti. Lunedì 21 maggio Andrea Pirlo celebrerà la sua partita di addio con una magnifica festa insieme ai campioni che ha incontrato durante la sua carriera. “La Notte del Maestro”, questo il nome dell’evento, è vedrà, infatti, i suoi ex compagni, da quelli che insieme a lui hanno indossato le maglie di Brescia, Reggina, Inter e New York City, a quelli delle due Champions League con il Milan e degli scudetti con la Juventus , fino agli eroi di Berlino, che il 9 luglio 2006 alzarono al cielo la Coppa del Mondo: Gianluigi Buffon, Mauro German Camoranesi, Fabio Cannavaro, Daniele De Rossi, Gennaro Gattuso, Fabio Grosso, Filippo Inzaghi, Marco Materazzi, Alessandro Nesta, Massimo Oddo, Simone Perrotta, Luca Toni, Francesco Totti e Gianluca Zambrotta. Gli altri nomi illustri saranno svelati nelle prossime settimane.
Oltre a riabbracciare le tante stelle che calcheranno il prato di San Siro, il desiderio di Pirlo sarà anche quello di vedere un clima di festa sugli spalti: “Mi piace l’idea di una serata di festa per le famiglie e per gli appassionati di calcio””, ha affermato il Maestro. “Dall’esperienza americana ho portato con me la voglia di giocare in un clima amichevole e di sano tifo. Mi auguro che questa occasione sia quella giusta per ricreare a San Siro la stessa atmosfera”.

Il ricavato della serata, in parte, sarà devoluto alla Fondazione Vialli e Mauro e a Il Volo di Pietro Onlus. La prima destinerà la propria somma alla costruzione del Centro Clinico Nemo di Brescia per la cura delle persone affette da malattie neuromuscolari come la SLA, SMA e distrofie muscolari. “Finanziare la ricerca è il nostro Sport preferito, Il Volo di Pietro Onlus, invece, utilizzerà il ricavato per contribuire alla riqualificazione del reparto di Radiologia Pediatrica dell’Ospedale dei Bambini, presso l’ASST Spedali Civili di Brescia, sia per i progetti in corso presso il nostro orfanotrofio Meru children’s home sito in Nkabune, Meru County, Kenya.

Importantissimo anche il contributo fornito all’evento da Charity Stars, il charity partner dell’evento che gestirà la raccolta fondi a favore de il Volo di Pietro Onlus e Fondazione Vialli e Mauro, mentre “La Notte” sarà anche un’ottima occasione per mettere alla prova gli studenti del Master “Comunicare lo Sport” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e del Master in “Marketing e Comunicazione dello Sport” dell’Università IULM. I ragazzi, infatti, guidati dalla Professoressa Nicoletta Vittadini per la Cattolica e dal Dott. Errico Cecchetti per la IULM, presenteranno tre piani di promozione dell’evento, mettendo in pratica, quindi, quanto appreso durante il corso. Il premio sarà un “meet and greet” con Andrea Pirlo la sera del 21 maggio prima del fischio d’inizio del match.
“Scenderanno in campo” con Andrea Pirlo anche due prestigiosi partner come Intesa San Paolo e Wind Tre SpA, mentre Media Partner dell’evento saranno La Gazzetta dello Sport, Radio Italia e Sky Sport. L’emittente dedicherà un’ampia copertura all’evento con la diretta su Sky Sport 1, Sky Sport Mix e Sky Supercalcio a partire dalle 20. La serata sarà live anche in chiaro su TV8.
L’evento “La Notte del Maestro” è organizzato da Stars On Field, agenzia che gestisce i diritti di immagine di Andrea Pirlo, in collaborazione con GroupM ESP Italy, agenzia di Sport marketing di GroupM,

Per comunicare l’appuntamento, l’agenzia Grey inoltre ha ideato una campagna integrata con diversi touch point offline e online: anche il naming dell’evento, “La Notte del Maestro”, insieme al relativo logo sono stati ideati da Grey: li ritroviamo nell’URL del sito dedicato, nelle varie declinazioni di campagna, fino alle maglie che i campioni indosseranno durante il match.
Il visual di campagna è protagonista su stampa quotidiana, su web e social, nell’allestimento e nei materiali relativi alla conferenza stampa di presentazione dell’evento: il video sarà pianificato sulla piattaforma Sky, su TV8 e visibile online.

articoli correlati

BRAND STRATEGY

RED Robiglio&Dematteis firma il nuovo format di comunicazione Aboca

- # # # # #

Aboca - RED

Aboca è un’eccellenza italiana. I suoi prodotti sono leader nelle farmacie in Italia e in Europa e sono il frutto di un lavoro di ricerca avviato 40 anni fa. Grintuss, Neobianacid, Colilen sono solo alcuni dei brand che contribuiscono al successo di Aboca. Prodotti a base di complessi molecolari naturali che stanno cambiando il modo in cui si può dare oggi una risposta efficace a molti dei disturbi di salute più diffusi.

Per Aboca l’agenzia RED Robiglio &Dematteis ha studiato un nuovo format di comunicazione, che ne enfatizza il linguaggio da leader, allo stesso tempo scientifico e umanistico. Il primo film è dedicato a Colilen IBS, un composto molecolare che combatte la sindrome dell’intestino irritabile. Al centro di uno spazio indefinito c’è una donna intorno alla quale si muove la grafica raccontando i sintomi e dando di questi una lettura più profonda ed evoluta. Seguendo lo schema problema-soluzione, la scena si sposta nei laboratori Aboca, dove hanno recitato i veri ricercatori dell’azienda, quelli che realmente hanno studiato e messo a punto la formulazione. Negli schermi dei loro computer seguiamo una demo in 3d dell’azione del prodotto. La chiusura è dedicata a una sintesi della promessa di prodotto e al pay-off Aboca che è rimasto invariato: Innovazione per la salute.

La musica originale è di Vittorio Cosma che, oltre a essere uno dei migliori compositori italiani (nonché tastierista di Elio e le Storie tese all’ultimo Sanremo), con il gruppo Deproducers sta sviluppando da anni musica innovativa legata alle tematiche e alle visioni delle scienze e delle tecnologie più evolute. La produzione è di Bedeschi Film. Federico Salvi executive producer. La regia è di Edoardo Lugari. Pianifica GroupM.

articoli correlati

BRAND STRATEGY

Oggi a Milano ha debuttato la comunicazione integrata di Fuzetea, il nuovo tè freddo

- # # # #

fuzetea

È partito questa mattina il lancio di Fuzetea, il nuovo tè freddo nato dalla fusione di elementi inaspettati: un perfetto incontro tra il gusto del tè e della frutta, con una nota di erbe o fiori, con un evento che ha avuto luogo all’Arco della Pace a Milano. Il prodotto è in distribuzione da gennaio, ma il primo passo dell’articolato piano di comunicazione integrata è stato il  LabyrinTEA,una sorprendente e originale installazione in cui lasciarsi sorprendere da un’esperienza multisensoriale e dove  le persone sono invitate a perdersi e ritrovarsi immerse nei profumi e nel verde, avvolte nella realtà mista della tecnologia Microsoft HoloLensFifthIngenium S.r.l.s. si è occupata della creazione olografica dell’esperienza con HoloLens. L’installazione sarà aperta al pubblico dal 7 al 13 marzo, con ingresso gratuito.

Poi, a partire dal 18 marzo, sarà on air lo spot TV: un 30” in cui le fusioni inaspettate di tè, frutta, erbe o fiori risvegliano i sensi e invitano i consumatori a prendersi un momento per ritrovare sé stessi. La creatività è stata sviluppta internazionalmente, mentre la localizazione dello spot è a cura di McCann WorldGroup Italia.
La pianificazione include le principali reti televisive e una videostrategy online, ed è stato elaborata da MediaCom MBA in collaborazione con Access, unit specialist di Live Communication di GroupM, che ha seguito la produzione del LabyrinTEA. Parallelamente è previsto un importante supporto Digital (Programmatic e Social Media). Nel periodo estivo, partiranno inoltre alcuni flight di OOH dinamica, mentre per far scoprire il gusto delizioso di Fuzetea, è stato organizzato un piano di sampling esperienziale nelle maggiori città italiane, opera di All Communication, attiva nell’experiential sampling.

Sarà inoltre possibile vivere la LabyrinTEA experience, in versione semplificata, durante alcuni eventi selezionati. In particolare a Milano durante il Fuorisalone (aprile), a Torino in occasione del Salone Internazionale del Libro (maggio) e nei principali outlet di McArthurGlen in occasione dei saldi estivi (luglio).

Sui social Martina Pinto, Alice De Togni, Matteo Acitelli e Giulio Tolli sono gli Ambassador del brand e, attraverso la creazione di contenuti su Instagram, racconteranno il nuovo prodotto e inviteranno gli utenti a prendersi un momento per sé stessi sorseggiandolo. The Big Now è l’agenzia digital e social mentre Showreel si è occupata dell’attività di influencer engagement.

 

articoli correlati

BRAND STRATEGY

Nivea e Share’ngo raccontano i benefici della nuova linea Urban Skin. Firma Access

- # # # # # #

Access

All’interno delle diverse iniziative per il lancio della nuova linea Nivea Urban Skin, Beiersdorf SpA ha scelto di coinvolgere la città di Milano come area di attivazione di una campagna di guerilla marketing che promuove, con una modalità innovativa, i nuovi prodotti ad azione detox di Nivea, specificamente studiati per proteggere la pelle del viso dall’inquinamento.

Per raccontare una linea pensata per la “city routine” delle donne che vivono in città, Beiersdorf SpA ha voluto un partner inedito: il servizio di car sharing elettrico e a impatto zero Share’ngo che, con la sua mission legata alla mobilità sostenibile in città, lavora per ridurre i danni causati dello smog e dall’inquinamento, esattamente come la linea Nivea Urban Skin.

Dal 1 febbraio al 30 aprile, cinquanta auto Share’ngo interamente brandizzate Nivea Urban Skin sono a disposizione di tutti i cittadini milanesi che desiderano utilizzare per la prima volta il servizio di car sharing. Ogni nuovo iscritto – grazie alla partneship con Nivea – riceve in omaggio quindici minuti di corsa in aggiunta ai quindici regalati abitualmente da Share’ngo per ogni nuova registrazione.

Per l’attivazione del progetto Nivea ha acquistato 90.000 minuti di noleggio, che corrispondono a circa 4.500 corse e che sono automaticamente attribuiti – courtesy by Nivea Urban Skin – a tutti i nuovi clienti Share’ngo, che effettuano la loro prima corsa.

L’ideazione e l’execution portano la firma di Access, unit specialist nella live communication di GroupM.

articoli correlati

MEDIA

GroupM lancia l’area Data&Insight all’interno di [m]PLATFORM. Alla guida c’è Marco Brusa

- # # # #

GroupM

Proseguono gli sviluppi e le nuove nomine all’interno della recente organizzazione di GroupM, [m]PLATFORM, l’ecosistema che offre prodotti e servizi digitali innovativi alle agenzie della media holding di WPP. È stato infatti annunciato oggi il lancio di Data&Insight, nuova area che racchiude al suo interno un team interdisciplinare di data scientist, analisti, statistici e sviluppatori in grado di poter affrontare le nuove sfide del mercato per aiutare i clienti del Gruppo a raggiungere i propri obiettivi grazie a informazioni solide, tecnologie avanzate e analisi evolute.

A capo di un team che conta più di 50 persone, Marco Brusa assume il ruolo di Managing Director della nuova area di [m]PLATFORM. Brusa vanta 12 anni di esperienza maturata in ambito misurazione e strategia in Mindshare – una delle Agenzie di GroupM – nella quale ha incrementato competenze fino a ricoprire il ruolo di Head of Strategy and Data Science.

“L’industry media è in una fase di trasformazione. Nel campo dei Big Data, GroupM ha da sempre precorso i tempi, distinguendosi sul mercato per essere stata la prima holding media a dotarsi di una Data Management Platform proprietaria. A corredo della profilazione, le aziende si aspettano di poter generare consumer insight più profondi e di avere a disposizione dati accessibili e comprensibili per poter prendere decisioni quotidiane: i cosiddetti Smart Data, ovvero quei dati che derivano da una corretta interpretazione dei Big Data e che sono in grado di fornire ai clienti importanti e significativi insight e informazioni. La nuova unit e il nuovo ruolo di Marco rispondono alla volontà di GroupM di potenziare un’area di business sempre più strategica per offrire i migliori servizi di consulenza in data management presenti a oggi sul mercato”, dichiara Giovanna Loi, Managing Director [m]PLATFORM, GroupM Italy.

Data&Insight è una struttura trasversale a tutte le agenzie del Gruppo ed è costituita da 4 aree chiave:

DATA – con l’obiettivo di fornire servizi di consulenza nella scelta e nell’implementazione delle piattaforme di Data Management, fino all’affiancamento nel loro utilizzo (con inclusa la formazione dei Data Manager in azienda) al fine di sviluppare strumenti di business intelligence che aiutino le aziende a prendere decisioni immediate grazie al monitoraggio in tempo reale di tutti i KPI di marca;

SVILUPPO PRODOTTO – raccoglie le esigenze dei clienti con la finalità di sviluppare nuovi tool in ambito di analytics avanzato e di attribution modeling, che possano portare un reale vantaggio competitivo;

DIGITAL CONSULTING – supporta i clienti sulle tematiche di web analytics, attribution modeling e nella scelta delle piattaforme tecnologiche di advertising e marketing;

MEASUREMENT – permette di fornire tutte le analisi inerenti al tema del ritorno sull’investimento, sui modelli econometrici evoluti e sulle stime dei risultati di business.

“È tanto l’entusiasmo sia nel team sia nei clienti a cui abbiamo presentato i vari servizi offerti. Questo nuovo reparto racchiude, tra le Agenzie del Gruppo, i migliori talenti nella gestione, nell’analisi e nella conoscenza del dato e di stack tecnologici di Digital Marketing. In un organico che crescerà nel corso del 2018, abbiamo messo a fattore comune best practice e tool esclusivi che nel tempo sono stati sviluppati per aderire ai bisogni diversificati dei clienti in ambito analytics e misurazione. Essere leader in Italia per billing e numero di clienti gestiti comporta la responsabilità di offrire eccellenza alla industry: rigore metodologico e trasparenza si confermano essere ancora una volta i due valori cardine che caratterizzeranno un servizio senza eguali per i nostri clienti”, Marco Brusa, Managing Director Data&Insight di [m]PLATFORM.

articoli correlati

BRAND STRATEGY

Toyota: campagna globale che promuove la mobilità per tutti. Con il Toyota Team e GroupM ESP

- # # #

Toyota

Toyota lancia in Italia l’iniziativa corporate “Start Your Impossible”, la prima campagna globale, diffusa a livello mondiale, ispirata alla partnership con i Comitati dei prossimi Giochi Olimpici e Paralimpici, che segna l’inizio di un nuovo percorso del brand che vuole affermarsi, sempre di più come Mobility brand: un operatore di mobilità a 360 gradi.

Toyota è impegnata infatti ad offrire, attraverso l’uso integrato di vetture, tecnologia avanzata, innovazione e robotica, la migliore mobilità possibile per tutti.
Toyota crede nella realizzazione di una società totalmente sostenibile in cui ognuno sia in grado di superare i propri limiti, avvalendosi di sistemi di mobilità che non siano limitati alle automobili e che consentano di muoversi liberamente e senza ostacoli, sociali o fisici che siano.

“Start Your Impossibile” è proprio questo il tema della campagna: un nuovo percorso, un modo nuovo di affrontare le sfide e superare i propri limiti, cambiamento coraggioso ma fondamentale.
Toyota è oggi un brand impegnato nell’assicurare libertà di movimento per tutti, con lo scopo di assicurare migliori condizioni di vita a chiunque, compreso chi è affetto da forme di disabilità più o meno importanti.

Attraverso i valori dello sport, promuove una società libera da discriminazioni, in cui ognuno possa affrontare le proprie sfide e, in qualità di primo “Mobility Partner” dei Giochi Olimpici e Paralimpici punta ad offrire servizi di mobilità di nuova generazione, soluzioni di trasporto e tecnologie avanzate al servizio delle persone, anche all’interno delle mura domestiche.

In linea con lo spirito di Start Your Impossible, è stato scelto in Italia e presentato oggi, un Ambassador Team: il Toyota Team, formato da atleti italiani appartenenti alle varie discipline Olimpiche e Paralimpiche italiane del calibro di: Bebe Vio (Scherma), Ivan Zaytsev, (Volley), Arianna Fontana (Short Track, portabandiera italiana alle prossime Olimpiadi di Pyeongchang 2018), Paolo Lorenzi (Tennis), Andrea Pusateri (Ciclismo), Filippo Tortu (Atletica), Anna Cappellini/Luca Lanotte (Pattinaggio di figura), Para Hockey Club Torino Tori Seduti (Hockey su ghiaccio) , Gabriele Detti (Nuoto).

Questi atleti incarnano al meglio i valori Toyota, l’applicazione dello spirito Kaizen legato alla sfida continua, al superamento dei propri limiti, al rispetto delle persone e al lavoro di squadra.
Toyota Motor Italia si è avvalsa della consulenza di GroupM ESP (Entertainment & Sports Partnerships), agenzia di Sport Marketing di GroupM, per il supporto nella selezione degli atleti del Toyota Team e per il raggiungimento dei massimi obiettivi di comunicazione grazie al corretto utilizzo dei diritti di immagine.

GroupM ESP si occuperà inoltre, insieme con The&Partnership dell’attivazione, amplificazione e misurazione dei ritorni del Toyota Team Italia, l’Ambassador team, nel nostro paese, della campagna globale Start Your Impossible.

“La storia di Toyota è fatta da sempre di passione, coraggio e innovazione per rendere possibile l’impossibile. Abbiamo iniziato con sfide lontane: nel 1997 quando fu introdotto per la prima volta l’ibrido con Prius nessuno credeva che avremmo raggiunto i risultati di oggi. Non ci siamo mai tirati indietro e, coraggiosamente, ci siamo sempre posti grandi obiettivi. Abbiamo continuato con l’idrogeno e nel 2014 creato Mirai, la nostra berlina di serie alimentata con questa risorsa. Oggi con Start Your Impossibile, Toyota raggiunge un traguardo fondamentale: affermiamo ancora una volta il nostro essere un vero e proprio Mobility brand che diffonde un concetto di mobilità fatta di vetture, di tecnologia, di innovazione, di intelligenza artificiale e robotica da mettere al servizio di tutte le persone, anche con disabilità, per migliorarne la qualità di vita.
Il lavoro portato avanti a livello nazionale con il CONI e il CIP, e la scelta di un Toyota team, rappresenta la conferma dell’esistenza di una comunione di intenti, basata su elementi come il miglioramento continuo che per noi rappresenta un valore fondamentale per garantire quella che il nostro presidente Akio Toyoda chiama “Ever Better Mobility for all” (Una mobilità per tutti sempre migliore)”, ha commentato Andrea Carlucci, Amministratore Delegato Toyota Motor Italia.

“Desidero ringraziare Toyota Italia e Andrea Carlucci per la straordinaria opportunità che viene offerta al Comitato Italiano Paralimpico e, più in generale, allo sport italiano. Credo che mai come in questo caso il claim della campagna, “Start your impossible”, si sposi perfettamente con la personalità di ognuno dei nostri atleti paralimpici, sempre a caccia di nuove sfide e di limiti spesso ritenuti invalicabili. La loro sfida all’impossibile è quotidiana. È fatta di elementi come la determinazione, il sacrificio, una quasi ossessiva ricerca di nuovi traguardi, il tutto attraverso la ricerca di nuove e più performanti tecnologie, da trasferire poi al servizio di tutti. Sapere che esistono partner che fanno degli stessi principi le loro caratteristiche di vita, è per loro e per noi tutti un ulteriore stimolo a crescere, non solo sportivamente, ma anche nello sviluppo di quel concetto di inclusione che fa parte del dna di tutti noi”, ha dichiarato il presidente del CIP Luca Pancalli.

“L’automobile mi ha insegnato molto. Se sono Presidente del CONI, infatti, è perché la mia società di famiglia ha avuto un ritorno dalle auto. Negli anni ho lavorato con quasi tutti i marchi dell’automobile, anche se all’epoca non riuscimmo a trovare un accordo con Toyota. A distanza di anni posso affermare che avevamo ragione entrambi perché Toyota voleva qualcuno che si dedicasse full time al loro progetto e noi invece eravamo già troppo impegnati con altri marchi. Toyota Motori Italia ci hai dato fiducia fino al 2024: è un attestato estremamente importante e darà loro ragione. Devo ringraziare il CIO perché è proprio grazie al Comitato Olimpico Internazionale che siamo qui”, ha spiegato Giovanni Malagò.

articoli correlati