AGENZIE

Cayenne: sette figure chiave dell’agenzia diventano soci

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Fin dalla sua nascita nel 2003, Cayenne, ha sempre privilegiato il proprio “capitale umano”. Una filosofia che trova ora ulteriore conferma nella nomina di ben 7 nuovi partner, che si affiancano all’’attuale socio di maggioranza e AD, Peter Michael Grosser, e ai due soci di minoranza, il direttore generale Lapo Brogi e il direttore creativo esecutivo Stefano Tumiatti.

“Da 2 anni siamo indipendenti. Abbiamo ricomprato le quote dal network Dentsu – conferma Peter Michael Grosser – e pertanto oggi più di ieri dobbiamo fare affidamento esclusivamente sulla qualità del nostro lavoro. Per contro non abbiamo l’assillo di dover perdere tempo in continui reporting e di pagare un management fee a qualche headquarter estero o di dover rinunciare ad investire perché obbligati a massimizzare i profitti di fine anno. La nostra vera forza risiede nella qualità e nell’impegno delle persone che lavorano in Cayenne che pertanto meritano di sentirsi parte integrante di un progetto comune e con prospettive di lungo termine”.

I nuovi soci, infatti, sono i direttori creativi Federico Bonriposi e Matteo Airoldi, i direttori servizio clienti Paola Rossi e Antonio Anfossi, il direttore digital Paola Naldi, il direttore IT Matteo Capretto e il direttore media Cinzia Sant’Ambrogio. Professionisti che in questi anni hanno contribuito alla costante crescita di Cayenne, portando l’agenzia dai 20 addetti iniziali ai 70 di oggi. Un andamento positivo che non è mancato neppure durante la crisi economica,  iniziata nel 2009, che ha ridotto gli investimenti pubblicitari di oltre il 30% mentre, nel medesimo periodo, Cayenne ha visto aumentare il proprio fatturato del 44%.

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BRAND STRATEGY

Moreschi sceglie Cayenne per adv, graphic design e un nuovo posizionamento

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Cayenne, l’agenzia milanese guidata da Peter Michael Grosser, amplia il proprio portafoglio clienti grazie all’acquisizione di Moreschi, calzaturificio storico nato  nel 1946 nel distretto di Vigevano, tradizionalmente cuore della produzione di calzature di qualità, che mantiene tuttora l’intera filiera della produzione completamente interna all’azienda per un prodotto 100% made in Italy.

Cayenne si occuperà di adv, graphic design e di un nuovo posizionamento del brand con l’obiettivo di rafforzare la brand image e la brand identity dell’azienda. “Questa nuova acquisizione è molto importante per noi in quanto sottolinea ancora una volta la capacità dell’agenzia di offrire servizi e strategie di comunicazione a 360° e in tutti i campi” – afferma Peter Michael Grosser, Presidente e Amministratore Delegato di Cayenne. “Inoltre siamo lieti che si affidino a noi clienti come Moreschi, uno dei marchi più prestigiosi del made in Italy dall’elevata qualità riconosciuta a livello nazionale ed internazionale”.

“Abbiamo scelto l’agenzia Cayenne perché rappresenta l’avanguardia e la creatività nel campo dell’adv e del graphic design – conclude Francesco Moreschi, Consigliere Delegato dell’azienda di famiglia – sarà una collaborazione molto dinamica e ricca di opportunità”.

 

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NUMBER

AssoCom: nel 2013 mercato a -12.5%. Persi due miliardi di investimenti in un biennio

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“Siamo convinti che la comunicazione sia un driver fondamentale per favorire innovazione e crescita, elementi di cui il nostro Paese ha molto bisogno e che dovrebbero essere concretamente al centro dell’agenda politica”. Con queste parole il co-Presidente ad interim di AssoCom e Ceo di Digital Magic, Enrico Gasperini, ha aperto il tradizionale appuntamento dell’Associazione “Comunicare Domani”. “Elemento chiave della concorrenza, generatore di innovazione, la comunicazione pubblicitaria ha finanziato l’innovazione dei media su tutte le piattaforme, permettendo loro di trarre il meglio dalla rivoluzione tecnologica e consentendo ai cittadini di avere accesso a forme sempre più diversificate di mezzi.
Il mercato sta attraversando una fase prolubngata di crisi, la cui componente strutturale determina cambiamenti profondi nei ruoli delle agenzie, nelle modalità di ingaggio, nelle modalità di remunerazione”.
Parlando del mercato, l’intervento di Roberto Binaghi, direttore del Centro Studi di AssoCom nonché Ceo di Mindshare, ha disegnato uno scenario di ulteriore flessione. “Fino ad aprile gli investimenti flettevano del 19% circa, ma nel secondo semestre ci attendiamo un rimbalzo tecnico, date le pessime perfornace del pari periodo 2012. A fine anno stimiamo di ciudere con un -12,5%, come l’anno scorso, pari a 7095 milioni di euro di investimenti sul totale mezzi classici. In un biennio, abbiamo perso due miliardi spending, come se fossero spariti d’incanto i primi 18 investitori nazionali”. Le previsioni per il 2013 sui diversi mezzi di comunicazione vedono una crescita solo del digital, con un +5,7 mentre diminuiscono gli investimenti sugli altri mezzi: radio -11%, TV -12%, esterna -16,5%, periodici -20,9%, quotidiani -23,9% fino al -30% del cinema.
“Delle tv crescono solo le native digital, mentre per la prima volta cala anche Sky”, ha aggiunto Binaghi.
Sul totale dello spending per il 2013 il peso percentuale maggiore lo conserva la televisione, col 51,1%; il digitale vale il 19,9%, la stampa il 17,2%, la radio il 5,9%, l’esterna il 5,4% ed il cinema lo 0,4%.
“Quest’anno vedremo il sorpasso del digitale sulla stampa, che tuttavia, nonostante il decremento superiore al 20% rimane ancora sovrarappresenta rispetto al time budget ad essa dedicato”.
“Ma qualcosa si muove”, ha concluso Binaghi. “Le aziende stanno investendo in attività che sfuggono alla rilevazione perché sono totalmente al di fuori delle categorie e degli schemi con cui ancora vengono classificati i mezzi di informazione e misurate le loro performance. È il mondo dei cosiddetti media propri, in sensibile crescita, sostenuto soprattutto dalle piccole e medie imprese”.
Si tratta degli owned media, ovvero “canali propri”, mezzi e strumenti di informazione proprietari, che l’impresa possiede e gestisce liberamente senza bisogno di investire su spazi a pagamento tradizionali (tabellari): website aziendali, uscite publiredazionali, attività di contenuti sul web ma anche flagship store ed eventi, per un valore stimato intorno ai 1500 milioni di euro. Un altro canale che sfugge alla rilevazione ma appare in crescita è l’indotto digitale del direct marketing.
A seguire, Giuliano Noci, ordinario di Marketing e Prorettore del Polo territoriale cinese del Politecnico di Milano, ha disegnato l’area competitiva all’insegna delle “4M”: Multi-screen, Multi-tasking, Multi-channel e Mobility. In questo scenario fluido, le aziende diventano “editori” e il mercato vede affacciarsi come nuovi competitor anche brand con livelli di awareness più bassa, ma sentiment molto positivi sui Social Network. Alla luce di tutto questo sono necessarie nuove competenze e servono “veri e propri consulenti della comunicazione che abbiano visione strategica e operativa integrata: non più la parte strategica che commissiona alla parte tecnica, ma approccio sinergico tra le due”.
Mario Abis, Fondatore e Presidente di Makno, Docente di statistica e ricerche di mercato IULM Milano, ha inoltre presentato la ricerca sull’evoluzione delle imprese di comunicazione, sulla base oltre 300 interviste a imprese da tutti i comparti, da cui emerge l’esigenza di un forte presidio di strategia e coordinamento come effetto della frammentazione delle leve utilizzate in comunicazione. L’attività prevalente per cui si ricorre all’ausilio di un’agenzia è ancora la pubblicità ATL. Anche il BTL conferma la sua importanza e ci si aspetta una sua sostanziale tenuta, mentre la maggioranza degli intervistati (56%) si aspetta una forte crescita delle attività legate al digitale. Alla ricerca di innovazione, si aggiunge la necessità di sperimentazione nell’affrontare modelli ancora poco consolidati. Il 51% richiede che, per dare maggiore efficacia complessiva, tutte le attività siano pensate e realizzate da subito in modo integrato. Infatti ben il 40 % delle aziende dichiara di ragionare già in modalità “convergente” per lo sviluppo della sua comunicazione. In quest’ottica, l’agenzia è in forte relazione con l’azienda e la filiera degli altri fornitori e si aprono spazi per le agenzie che sanno offrire una copertura a 360° dei servizi.
organizzativa delle singole aziende.

Dopo una tavola rotonda sui temi esposti finio al momento, che ha visto la pèartecipazione di Vittoria Cristofaro, Global Brand Communication Manager Vodafone Group, Federico Merla, Business Director at Innocean Worldwide Italy, Emanuele Nenna, Socio fondatore di Now Available Italia e Africa, Carlo Panella, Direttore Generale WeBank, Layla Pavone, Managing Director lsobar Communications – Gruppo Aegis e Andrea Stillacci, Fondatore e Presidente di Herezie Parigi, è stato l’altro co-Presidente ad interim di AssoCom e AD di Cayenne, Peter Michael Grosser, trarre le sintetiche conclusioni.
“Non esiste un modello unico per l’agenzia del futuro. Già da tempo, comunque, con le altre associazioni a livello europeo è iniziato un dibattito su quelle che potrebbero essere le caratteristiche vincenti dell’agenzia di domani, che AssoCom condivide, sintetizzabili nelle tra “A” di Accountable, Audacious e Adorable. In altri termini: Responsabilità, che significa misurabilità e trasparenza; Coraggio nell’esplorare nuovi territori della comunicazione, ma anche nell’impostare il rapporto con la committenza, creando vere partnership, identificando nuovi sistemi di remunerazione come ad esempio il profit sharing. Infine, l’agenzia del futuro dovrà tornare ad essere un ambiente stimolante per i suoi collaboratori, quindi deve essere impegnata a creare un contesto ideale di lavoro, rispettosa delle esigenze delle persone e attiva nell’aiutarle a trovare di un equilibrio fra lavoro e vita privata”.

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AGENZIE

AssoCom: interim a Grosser e Gasperini. Leo Burnett lascia l’Associazione

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A seguito delle dimissioni del presidente Massimo Costa, il Consiglio Direttivo di AssoCom, riunitosi ieri, affida la rappresentanza legale e operativa dell’associazione ai vice-Presidenti Enrico Gasperini e Peter Grosser e decide di portare a compimento in tempi brevi il rinnovamento della politica associativa avviato dopo il road show di ascolto, confronto e dialogo con gli associati.

Il rilancio dell’attività associativa, che si rende ancora più urgente considerata la grave crisi del mercato, prevede il potenziamento delle attività di Formazione, Informazione e Consulenza. A queste iniziative, che stanno già portando importanti risultati concreti, si affiancherà l’azione di difesa dei diritti degli associati e di valorizzazione del ruolo delle aziende di comunicazione.

Il Consiglio Direttivo conferma inoltre la necessità che la Commissione al lavoro per definire la nuova governace porti presto a conclusione la fase di analisi per arrivare prima dell’estate a una proposta che riveda anche il patto associativo, la rappresentanza, i servizi, la presenza territoriale. Sarà inoltre completato lo studio di settore, rafforzato il confronto con le altre associazioni, riformato lo Statuto che dovrà sottolineare il cambiamento della politica associativa.

Nel pomeriggio di oggi, infine, l’agenzia guidata da Giorgio Brenna ha reso noto il suo “divorzio” dall’associazione con uno scarno comunicato ufficiale di una riga: “Leo  Burnett  Italia comunica  la sua uscita da AssoCom con effetto immediato”.

 

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