AZIENDE

Eric Schmidt lancia “Google for Work”, nuovo brand dell’offerta business di Google

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“Passiamo molto del nostro tempo al lavoro. Per questo, in Google siamo da sempre convinti che il posto di lavoro dovrebbe essere un luogo ricco di significati — e non un monotono susseguirsi di mansioni compiute in solitudine fissando un vecchio schermo, persi in una distesa di cubicoli”, scrive questa mattina Eric Schmidt, Executive Chairman di Google, nel suo BlogPOst. “Inoltre, crediamo che la tecnologia dovrebbe rendere il lavoro migliore. Dovrebbe non solo facilitarlo ma anche permetterci di svolgerlo assieme a persone in grado di ispirarci, con i tempi e i luoghi che ci rendono più produttivi, e in modo tale da permetterci di dare un reale contributo, non importa quale sia il lavoro o il settore nel quale si opera.

Dieci anni fa, abbiamo iniziato a portare la tecnologia consumer di Google—con tutte le funzioni, i controlli e i servizi di cui hanno bisogno le aziende—nel mondo del lavoro. Siamo partiti con le funzionalità di ricerca e in seguito è stata la volta di Gmail. Oggi, con Google Maps e Google Cloud Platform, offriamo la ricchezza e l’affidabilità dell’infrastruttura Google agli sviluppatori e abbiamo anche allargato il nostro raggio d’azione all’hardware con Android e i Chromebook. Lungo il percorso abbiamo investito in ciò che è importante per i nostri clienti e partner—sicurezza, trasparenza, affidabilità e supporto. E così il nostro team, come pure l’ampiezza dell’offerta e il nostro impegno verso i clienti business sono cresciuti in modo sostanziale.

Il lavoro oggi è molto diverso da come era 10 anni fa. Il cloud computing, allora un’idea nuova, è oggi ampiamente disponibile, ed è possibile collaborare tra uffici, città, paesi e continenti diversi. Le idee possono passare dalla prima fase di prototipo, allo sviluppo, fino al lancio nel giro di pochi giorni. Lavorare da un computer, un tablet e/o uno smartphone non è più solo un trend—è realtà. E milioni di aziende, dalle più grandi alle più piccole, hanno scelto i prodotti Google perché supportassero il lancio, lo sviluppo e la trasformazione del loro business, e per aiutare ciascun membro del team a lavorare con gli stessi strumenti e servizi usati nella vita di tutti i giorni. In altre parole, il lavoro è già meglio di come era in passato.

Tuttavia, la tecnologia sul luogo di lavoro non è solo un modo migliore per fare business. Significa anche permettere a chiunque, che si tratti di uno sviluppatore che lavora a un’idea in uno scantinato, di un fornaio che realizza un cupcake migliore o di una società con migliaia di dipendenti, di dare un reale contributo. Non abbiamo mai voluto creare “aziende” nel senso tradizionale—volevamo creare un nuovo modo di lavorare. Perciò è arrivato il momento che anche il nostro nome rispecchi questo nostro obiettivo. Da oggi, ciò che prima chiamavamo Google Enterprise diventa, più semplicemente, Google for Work. Quando usiamo strumenti che ci rendono la vita più semplice—come Google Apps, le Mappe, la Ricerca, Chrome, Android, Cloud Platform e molto altro—il lavoro migliora.

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AZIENDE

Apple, oltre il brand: App Store ha creato più di mezzo milione di posti di lavoro in Europa

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Apple negli ultimi anni ha raggiunto eccellenti risultati, non solo nelle vendite di iPhone, iPad e computer Mac, ma anche in termini di brand, raggiungendo nel 2013 la vetta della classifica di Interbrand, divenendo per la prima volta il brand più potente al mondo. Ebbene, oggi la casa di Cupertino può vantare un altro traguardo, quello di aver creato quasi 630.000 posti di lavoro in Europa, grazie al suo App Store.
Apple ha infatti dedicato una intera pagina web ai risultati di una ricerca condotta da Vision Mobile, secondo la quale la casa di Cupertino, grazie al suo store di applicazioni, ha creato 629.000 posti di lavoro in Europa. In particolare, dal 2008 ha reso possibile lo sviluppo di 497.000 posti di lavoro riconducibili direttamente all’App Store e altri 132.000 supportati direttamente o indirettamente da Apple.
Inoltre, dei 20 milioni di dollari guadagnati dagli sviluppatori di tutto il mondo con le vendite su App Store, ben 6,5 milioni sono stati pagati agli sviluppatori europei. Sono insomma tutti posti di lavoro e ricavi che non sarebbero esistiti senza l’economia delle applicazioni, inventata proprio da Steve Jobs. La stessa pagina web ricorda inoltre che Apple in Europa ha 16.000 dipendenti (di cui 1.300 in Italia) e che nel vecchio continente sono stati creati circa 116.000 posti di lavoro in altre aziende grazie alla crescita di Apple (e non solo del suo store di applicazioni).
È curioso come pochi mesi fa anche l’Unione Europea abbia diffuso i risultati di uno studio centrato proprio sullo sviluppo di una “app economy made in EU”, con il vecchio continente che sta diventando una vera e propria Silicon Valley dei giochi digitali per dispositivi mobile. Sono europei infatti alcuni dei più noti brand di app di gioco: ricordiamo ad esempio Rovio nel settore dei giochi casual, William Hill nel settore delle scommesse sportive su mobile.
Ebbene, secondo lo studio commissionato dall’UE, nel 2013 l’app economy impiegava in Europa circa un milione di sviluppatori e 800 mila lavoratori in posizioni di supporto (impiegati ad esempio nel marketing e nella pubblicità delle stesse app). La previsione è che si arriverà nel 2018 a 2,7 milioni di sviluppatori e 2,1 milioni di impiegati in mansioni di supporto. Insomma, le applicazioni mobile hanno creato i brand più forti del momento, in particolare Apple e Google, ma allo stesso tempo i risultati di queste aziende si trasformano in milioni di posti di lavoro.

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Arrivano gli ‘sconfini della creatività’, punto di forza della prima edizione di IF! Italians Festival. Google è main partner

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Saranno gli “sconfini della creatività” il tema centrale della prima edizione di IF! – Italians Festival, kermesse internazionale ideata e promossa da ADCI, Art Directors Club Italiano e ASSOCOM, Associazione delle Aziende di Comunicazione, che si svolgerà al Teatro Franco Parenti di Milano dal 2 al 4 ottobre 2014 e che avrà come main partner Google, insieme al patrocinio del Comune di Milano e la presenza di alcuni importanti sponsor come il Gruppo Finelco.

Numerose le personalità che durante la tre giorni milanese contribuiranno alla divulgazione della creatività in comunicazione in senso allargato, portando sul palco del Franco Parenti esperienze multidisciplinari e autorevoli testimonianze da vari settori della società. Insieme alla presenza di affermati creativi a livello mondiale come Lee Clow, CEO e Global Director di TBWA\Worldwide, Christina Knight, Creative Director di INGO Stockholm e autrice del libro “Mad Women: Herstory of Advertising”, Jon Collins, Founder & President di Framestore New York e Micheal Yapp, Director, The Zoo, Creative Development Group e Karen Corrigan, CEO & Strategic Director di Happiness Brussels, tra gli ospiti confermati del Festival: il sociologo di fama internazionale Francesco Morace, il “guru” del Branding italiano Gaetano Grizzanti, il giornalista e scrittore anglosassone Mark Tungate, lo scrittore e sceneggiatore teatrale Raul Montanari, l’umorista e autore per la TV e il cinema Walter Fontana e una delle firme più prestigiose della narrativa italiana come Gianrico Carofiglio.

Durante la manifestazione tutte le sale del Teatro Franco Parenti ospiteranno in parallelo incontri e workshop a tema dedicati ai nuovi linguaggi, alle esperienze più innovative e sperimentali, e al rapporto tra creatività, cultura e comunicazione nella società contemporanea: dalla moda al design, dall’arte al teatro, dalla musica al cinema, la radio e la TV. E ogni sera, fino all’1 di notte, spazio al relax e al divertimento con eventi e party che chiuderanno il ricco programma quotidiano della manifestazione.

“Un parterre di ospiti davvero eccezionale – commentano gli organizzatori di IF! Italians Festival presenti alla preview ufficiale organizzata presso Gallerie d’Italia – per un evento che si pone l’obiettivo di parlare all’intero mondo della comunicazione, presentando scenari internazionali di riferimento, esempi di innovazione, casi di successo, nuove tendenze all’interno di un “sistema” che vuole focalizzarsi sulla creatività come elemento capace di generare valore e successi di business”.

“Abbiamo deciso di promuovere la realizzazione del primo festival italiano della creatività perché siamo convinti che proprio i creativi possano e debbano svolgere oggi un ruolo importante nello sviluppare, anche nel nostro paese, un approccio maturo verso il digitale”, dichiara Paola Marazzini, Agency Lead di Google Italy.

Elita curarà un’ampia sezione musicale, curata da elita, che presenta il progetto inedito dei Plaid – uno dei gruppi seminali dell’elettronica internazionale – con Mogees. Ed ancora il back to back di Lele Sacchi con un segreto special guest italiano, i live di Giorgia Angiuli e Larry Gus, talenti “italians” affermatisi all’estero quanto in Italia, lo show di Combo, progetto di sonorizzazione live con juliakent, jozefvanwissem, deathtripper.

IF! – Italians Festival sarà anche l’appuntamento ufficiale che ospiterà la migliore creatività made in Italy con la nuova edizione degli ADCI Awards, il premio più ambito dai pubblicitari italiani, che celebrerà i suoi vincitori nella giornata conclusiva di sabato 4 ottobre.

Mentre il main partner Google promuoverà un workshop dal titolo “Be successful on YouTube: Creators’ Tips and Tricks” e due premi: il “Best Use of YouTube”, riconoscimento che riguarderà le categorie “TV e altri schermi” e “Cyber” degli ADCI Awards, e il contest “YouTube 7 Days Brief” dedicato ai creativi under 28.

L’ingresso alla manifestazione sarà gratuito, mentre sarà possibile acquistare dei “Pass PRO” per avere l’accesso esclusivo a contenuti business specifici del Festival e organizzare incontri B2B all’interno di aree riservate del Teatro.

Tutte le informazioni e gli aggiornamenti sul primo Festival italiano della Creatività ideato da ADCI e ASSOCOM possono essere consultati online sul sito , attraverso la pagina Facebook www.facebook.com/IFItaliansFestival e sul profilo Twitter @IFItaliansFest tramite l’hashtag ufficiale #italiansfestival.

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AssoCom e Adci lanciano “IF! Italian Festival”, per ribadire il valore della creatività e delle idee

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IF! Italians Festival“: questo il nome del Festival Italiano della Creatività organizzato da Adci, Art Directors Club Italiano e AssoCom, Associazione delle Aziende di Comunicazione, che si terrà il 2, 3 e 4 ottobre 2014 al Teatro Franco Parenti di Milano, grazie anche al supporto di Google, partner d’eccezione che condivide lo spirito e gli obiettivi dell’iniziativa.
Obiettivo del Festival è rimettere al centro il valore delle idee e della creatività nella comunicazione: sarà una kermesse che coniugherà riflessione e cultura con creazione e divertimento, forte radicamento nel contesto italiano con grande apertura al mondo. Ospiti italiani e internazionali di primissimo rilievo, valorizzazione dei giovani, laboratori dedicati alla creatività e incontri dedicati specificamente ai diversi ambiti della comunicazione sono alcuni dei punti di forza della manifestazione.
“Quando in Adci abbiamo iniziato a immaginare questo festival – spiega Nicola Lampugnani, Consigliere Adci ed Executive Creative Director TBWA Italia – “l’abbiamo fatto pensando che l’Italia meritasse un evento tutto suo, che rimettesse al centro la creatività, dandole nuova energia, interpretandola in chiave attuale e soprattutto con una visione internazionale”. Aggiunge Davide Boscacci, Vicepresidente Adci e Group Creative Director Leo Burnett: “La formula già racconta la filosofia: i migliori creativi italiani e la più importante associazione di categoria, insieme per discutere del valore e del ruolo del talento creativo, con l’appoggio del più grande player digitale al mondo”
La rilevanza strategica dell’evento è sottolineata da AssoCom, con le parole del Presidente Marco Testa: “Una manifestazione che valorizzi la creatività italiana e che contestualmente abbia un respiro internazionale può diventare un vero e proprio marketplace per la comunicazione. È per questo che ho subito accolto e sostenuto l’iniziativa del Festival. Rilanciare la comunicazione di qualità è fondamentale non solo per la nostra industry, ma per l’intero Paese”.
IF! vede la partecipazione di Google che, in qualità di partner dell’intera manifestazione, contribuirà al palinsesto dell’evento con la partecipazione di ospiti d’eccezione e con nuove categorie di premi per valorizzare la creatività dei giovani e le migliori campagne digital su YouTube.
“Riuscire a conquistare l’attenzione del consumatore in un contesto così articolato e complesso diventa un compito sempre più sfidante, in cui la capacità  di creare contenuti originali  e sviluppare idee creative di livello è un fattore determinante” – conclude Paola Marazzini, Agency Lead di Google Italy – “Per questo riteniamo particolarmente importante per lo sviluppo dell’ecosistema della creatività italiana quest’iniziativa insieme a Adci e AssoCom volta a rappresentare un utile momento di confronto e  di ispirazione a partire dai creativi più giovani per cui abbiamo ideato insieme ad Adci una competizione dedicata.

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BrandZ Top100 Most Valuable Global Brand: Google scavalca Apple al vertice

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Dopo tre anni consecutivi di dominio incontrastato, Apple scivola dal gradino più alto del podio, riconsegnando lo scettro di brand con più valore al mondo a Google. Parla chiaro la BrandZ Top100 Most Valuable Global Brand redatta da Millward Brown Optimor per conto di WPP, la classifica cioè che stende la lista dei brand con il maggior valore al mondo: a dominare la classifica è ancora una volta la tecnologia, con le prime quattro posizioni occupato da aziende hi-tech, e Google tornata regina globale… (prosegue qui)

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AZIENDE

Due società cinesi entrano tra i “Top 30 Media Owners”. Primo Google che aumenta il distacco

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CCTV e Baidu entrano quest’anno nella classifica Top Thirty Global Media Owners, stilata da ZenithOptimedia: è la prima volta che succede a aziende cinesi, affiancando la brasiliana Globo come le uniche società in classifica ad avere la propria base nei mercati emergenti. In assoluto, è Google a capeggiare le classifica, con entrate che superano del 47% quelle del secondo classificato, DirecTV, che segue con qualche lunghezza di distacco. Questo divario si è ampliato rispetto al 39% registrato nella scorsa edizione del report: la funzione principale di Google – quella di motore di ricerca – ha beneficiato della rapida crescita nei volumi di ricerca provenienti da smartphone e tablet. Fra gli altri top five, Comcast conferma il quinto posto dell’anno scorso, mentre Disney va a occupare la terza piazza dopo che News Corporation si è scissa in due linee di business differenti. Una di queste – 21st Century Fox – si piazza al quarto posto nella classifica di ZenithOptimedia, mentre la nuova News Corporation è al dodicesimo posto. Cox Enterprises è salita dall’ottava alla settima posizione e BSkyB è cresciuta, passando dalla decima all’ottava. Bertelsmann è scesa dalla settima alla nona piazza, mentre CBS Corporation è passata dalla nona alla decima posizione.

Tra le new entry, CCTV, la televisione nazionale di stato cinese, entra nella classifica Top 30 al ventitreesimo posto, davanti a Facebook, vantando 22 canali gratuiti e 23 canali pay-tv e pesando per circa un quarto del mercato pubblicitario televisivo in Cina. Baidu si inserisce in ventottesima posizione, davanti a Microsoft. È il principale motore di ricerca nel paese, l’equivalente di Google, che non opera in Cina. Come Google, Baidu si è diversificata rispetto alla sola ricerca di base, offrendo mappe, piattaforme social media, servizi di risposta alle domande degli utenti e molte altre caratteristiche.

Il report Top Thirty Global Media Owners è una classifica unica nel suo genere, stilata sulle più grandi media company al mondo in base alle entrate provenienti esclusivamente dal rispettivi business media, secondo le stime di ZenithOptimedia nel caso si società che non rendono pubblici i bilanci. Tra le evidenze emerse, sica il pezo dell’internazionalizzazione delle imprese: solo sette aziende in classifica si dedicano essenzialmente a un solo mercato: Baidu, CCTV e Globo, con l’aggiunta di Cox Enterprises negli Stati Uniti e le tre aziende giapponesi Asahi Shimbun Company, Yomiuri Shimbun Holdings e Fuji Media Holdings. Altrettanto indicativo il fatto che, con l’arrivo di Baidu, ora ci sono cinque società Internet pure-play fra le maggiori trenta, in crescita rispetto alle quattro dell’anno scorso: Google, Yahoo, Facebook, Baidu e Microsoft, che nel complesso attraggono il 67% dell’investimento pubblicitario globale su Internet. Questo dimostra come il potere sul mercato pubblicitario online sia attualmente appannaggio degli intermediari – aziende che connettono i consumatori al contenuto di cui sono alla ricerca o che li connettono l’uno con l’altro – piuttosto che dai produttori stessi di contenuto. Queste cinque società valgono il 21% di tutte le media revenue generate dalle 30 più grandi media company

In allegato la classifica completa

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MEDIA

Google annuncia Play Edicola, punto di raccolta virtuale per quotidiani e riviste

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Google lancia Play Edicola, una nuova categoria del Google Play Store e una app per smartphone e tablet Android che consente di fruire delle fonti di notizie preferite in un’unica esperienza, che si tratti di quotidiani, periodici o blog. Attraverso Edicola l’utente può attivare un abbonamento, gratuito o a pagamento, a riviste, blog e giornali e Google li ottimizza perché possano essere letti da tablet o mobile.

Per citare solo alcune delle testate che sarà possibile acquistare in Play Edicola, in copia singola o con abbonamento, ricordiamo i quotidiani La Stampa e Il Sole 24 Ore, periodici di informazione come L’Espresso e Panorama, numerose riviste femminili tra cui Amica, Cosmopolitan, Donna Moderna, Elle, Grazia e Vanity Fair, periodici per le famiglie quali Gente e Famiglia Cristiana, Automobilismo e AlVolante per gli appassionati di auto, Dove e National Geographic per chi ama i viaggi e la natura e ancora Class, Focus, ma anche Starbene, Sale&Pepe, Cose di Casa, Style e tanti altri. La app Play Edicola per smartphone e tablet Android si scarica gratuitamente da Google Play Store.

“Siamo particolarmente orgogliosi che l’Italia sia il primo paese, dopo quelli di lingua inglese, a mettere a disposizione degli editori le funzioni più avanzate di Google Play”, ha dichiarato Luca Forlin, Head of International Partnerships per Google Play Newsstand. “Google Play Edicola va ad arricchire le aree di collaborazione tra Google e gli editori e offre agli utenti una soluzione davvero semplice e comoda per fruire dei contenuti di qualità che preferiscono”. “Play Edicola completa i canali di distribuzione digitali di Class Editori e consente ai nostri lettori, a partire da quelli di Class e Capital, di utilizzare l’ampio ecosistema di tablet e dispositivi mobili basati sulla piattaforme Android di Google per avere sempre disponibili online i magazine preferiti”, ha dichiarato Paolo Panerai, Amministratore Delegato del Gruppo Class Editori.

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Guardatustesso.it: Barilla apre le porte dei suoi stabilimenti con Young&Rubicam

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Una piattaforma digitale realizzata in collaborazione con l’agenzia Young&Rubicam che integra servizi Google (Maps e Street View) e video di National Geographic Channel per un’operazione in Europa senza precedenti all’insegna della piena trasparenza. Barilla lancia “guardatustesso.it” per entrare virtualmente in prima persona nella filiera di produzione dei sughi Barilla: dalla raccolta delle materie prime nei campi, passando per la produzione fino al prodotto finito, pronto da gustare.

Lo stabilimento apre le sue porte e mostra come ricette della tradizione Italiana si combinino con l’eccellenza industriale per un sugo buono e genuino, senza l’aggiunta di conservanti, come gli utenti avranno modo di scoprire visitando le varie sezioni del nuovo sito internet.
“Questo nuovo progetto ha come parola d’ordine la trasparenza: apriamo le nostre porte alle persone, per mostrare loro la cura e l’attenzione che poniamo in ogni fase, dal campo alla tavola – dichiara Paolo Barilla, Vice Presidente del Gruppo Barilla – Vogliamo mostrare come sia possibile creare un sugo buono, sano e senza conservanti aggiunti, partendo dalle materie prime selezionate, fino alla trasformazione in stabilimento mediante tecnologie innovative e di ultima generazione”

Attraverso la tecnologia di Google Maps sono stati mappati i campi di pomodoro e di basilico di una azienda agricola partner di Barilla per dare la possibilità alle persone di esplorarli virtualmente, così come lo stabilimento di Rubbiano (Parma) – inaugurato nell’ottobre 2012 -, dove la lavorazione delle materie prime, la cottura e l’imbottigliamento sono visibili in ogni passaggio.
National Geographic Channel, proposto agli abbonati Sky da Fox International Channels Italy, ha realizzato 6 documentari brevi da 3 minuti ciascuno, che rientrano nella linea del suo storico format Inside, in cui è offerto un inedito ed esclusivo dietro le quinte della filiera produttiva dei sughi Barilla. I documentari andranno in onda su National Geographic Channel e saranno visibili sulla piattaforma digitale guardatustesso.it così come all’interno del minisito dedicato su Natgeofan.

“La tecnologia offre oggi ad aziende e brand la possibilità di stabilire un rapporto diretto e trasparente con i propri consumatori – ha dichiarato Fabio Vaccarono, Country Director di Google in Italia. – Siamo felici di aver collaborato con Barilla per l’iniziativa guardatustesso.it che va proprio in questa direzione grazie all’integrazione della tecnologia di StreetView.”
“Abbiamo creato una piattaforma aperta, in cui un mix di tecnologie e branded contents azzerano le distanze con il bisogno di informazione del mercato.” – commenta Vicky Gitto,
EVP e Direttore Creativo Esecutivo di Y&R Group – “Si tratta di un progetto ambizioso che crea ulteriore valore per i prodotti, per la relazione con i consumatori e per l’azienda. Barilla, ancora una volta, conferma la propria tradizione di marca votata all’innovazione”.

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AZIENDE

Al via Google Creative Lab, un programma dedicato alle agenzie creative italiane

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La tecnologia oggi disponibile consente di realizzare progetti creativi impensabili anche solo qualche mese fa, capaci di rendere la pubblicità sempre più coinvolgente e interessante. Alle agenzie creative sempre più spesso è richiesto da brand e investitori di sviluppare campagne che siano in grado di esprimere con eccezionale forza creativa gli asset dei brand, ma anche che sfruttino al meglio le potenzialità dei nuovi strumenti e delle piattaforme digitali per ottenere risultati sempre più innovativi ed efficaci. E allora, come orientarsi tra le diverse opportunità e la complessità delle soluzioni tecnologiche?

Con l’obiettivo di rispondere a questa domanda, Google inaugura il progetto “Creative Lab”, un’iniziativa fatta di workshop mensili, laboratori creativi e training tecnici dove ospiti nazionali e internazionali si alterneranno per formare e ispirare i creativi italiani in un percorso aperto, approfondendo strumenti e nuovi paradigmi, esplorare casi di successo in grado di ispirare progetti innovativi e individuare soluzioni personalizzate per rispondere agli obiettivi dei brand.

I workshop, organizzati a Milano presso lo Spazio Chiossetto, avranno cadenza mensile, da febbraio a dicembre 2014 e affronteranno alcuni dei temi chiave dell’advertising digitale. Si parte mercoledi 12 febbraio con il primo appuntamento dedicato a HTML5, a cui faranno seguito sessioni focalizzate su Mobile, sui formati Rich Media e su Google+. All’interno del percorso anche una vera e propria Academy con 3 appuntamenti dedicati al mondo YouTube, il cui primo incontro è fissato per il 13 marzo. Infine, per tutti i direttori creativi dell’Art Directors Club Italiano (ADCI) saranno previsti seminari durante i quali avviare un dialogo con rappresentanti del mondo della creatività italiani e stranieri e approfondire i temi più caldi e le sfide che si pongono per la industry.

Creative Lab conferma l’impegno di Google, avviato nel corso degli anni con i progetti “Art, Copy and Code” e “Project Re:brief”, nel collaborare con brand e agenzie per portare il meglio della tecnologia in progetti coinvolgenti e originali che uniscono creatività e innovazione.

“Siamo felici di inaugurare Creative Lab, un progetto di collaborazione con il mondo delle agenzie che ci auguriamo possa fornire spunti sulle ultime novità e momenti di incontro affinché la tecnologia possa diventare un fattore abilitante per l’immenso potenziale creativo del nostro Paese”, ha dichiarato Paola Marazzini, Agency Head di Google Italy. “Non solo, crediamo che nella definizione delle strategie di comunicazione le agenzie creative giochino un ruolo sempre più rilevante ed è per questo motivo che desideriamo fornire loro un supporto utile alla conoscenza e all’utilizzo delle nostre piattaforme tecnologiche.  La collaborazione con questi importanti partner è tra le nostre priorità da tempo e ci auguriamo che questa iniziativa possa ulteriormente rafforzare la collaborazione e portare ulteriori benefici all’intero ecosistema”.

“Trovo estremamente intelligente e utile il progetto Creative Lab. Come Art Directors Club Italiano non possiamo che partecipare con entusiasmo a questa iniziativa.  È l’inizio di una cooperazione volta a diffondere una maggiore cultura digitale”, dichiara Massimo Guastini, Presidente dell’Art Directors Club Italiano. Poterlo fare con un player come Google è un’iniezione di fiducia, in un periodo complesso quanto ricco di opportunità”.

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MEDIA

Le Grandi Stazioni visitabili anche grazie al servizio Google Street View

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13 stazioni gestite dal network Grandi Stazioni sono state inserite nel servizio Street View di Google Maps. Nella sua nuova veste, infatti, Street View si arricchisce con 16 aeroporti internazionali e 59 stazioni ferroviarie in tutto il mondo, e di queste ben 13 appartengono al network di Grandi Stazioni. Attraverso Google Maps le stazioni sono visitabili direttamente da pc, tablet o smartphone. Un tour virtuale che include anche i negozi presenti nelle stazioni, per avere una mappa dettagliata della ricca offerta commerciale.

 

Il progetto è in una fase di roll out e Grandi Stazioni è impegnata a lavorare a fianco di Google per correggere eventuali errori, arricchire il servizio e migliorarlo con ulteriori dettagli e location.

 

Il nuovo Street View, oltre a numerose fotografie, propone anche diversi tour virtuali per accompagnare i viaggiatori e i cittadini all’interno e nelle vicinanze delle stazioni, e aiutarli in uno studio preliminare degli ambienti.

 

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BRAND STRATEGY

È della 21enne Tessa Rose Jackson la colonna sonora dello spot del nuovo Google Nexus 5

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Il colosso di Mountain View ha scelto la musica della giovanissima Tessa Rose Jakson per lo spot del nuovo Google Nexus 5. La cantante olandese a 21 anni può già vantare importanti collaborazioni internazionali, sue canzoni sono già apparse in uno spot LG per il mercato brasiliano e in una campagna Ikea in Germania.

 

 

Lo spot ha già fatto il pieno di clic su YouTube, con oltre 1 milione e mezzo di visualizzazioni uniche. Le note della Jakson, apprezzata e riconosciuta in Olanda, sono arrivate tra le pareti del marketing di Google grazie agli sforzi della sua etichetta discografica, la Monacle che ha collaborato con l’agenzia Sizzer di Amsterdarm.

 

Il produttore Riyadh Drebika della Sizzer non nasconde il suo entusiasmo: “Essendo io stesso americano, sono felice di aver portato a casa mia un po’ della musica di Tesse, soprattutto per uno dei brand più famosi al mondo”.

 

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MOBILE

Waze & Lumata: il geomarketing va al cinema con il film d’animazione Turbo

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Lumata, leader mondiale del mobile marketing e advertising, ha realizzato una campagna promozionale per il lancio del lungometraggio di animazione Turbo, prodotto dalla DreamWorks e distribuito dalla 20th Century Fox anche in 3D. La campagna è stata veicolata attraverso l’app di social navigation per eccellenza, Waze, acquistata da Google nel giugno di quest’anno, e la cui raccolta pubblicitaria è gestita in esclusiva per l’Italia da Lumata. Waze si differenzia dai tradizionali programmi di navigazione GPS in quanto, grazie alle informazioni fornite dagli utilizzatori, offre, aggiornamenti sul traffico o altri avvenimenti significativi in tempo reale e permette agli utilizzatori stessi di modificare e aggiornare le mappe attraverso il map editor messo a disposizione nel sito.
L’iniziativa si è articolata in due fasi distinte nel corso del mese di agosto, a supporto, rispettivamente dell’anteprima e del lancio ufficiale del film: 2 giorni prima del suo lancio sono comparse sulle mappe Waze dei pin con indicato il “countdown” ai giorni dell’uscita. La creatività del pin cambiava giornalmente e durante la proiezione nelle sale, lo scorso 19 agosto, sono state mappate ben 355 sale cinematografiche in tutta Italia: nella sezione di info aggiuntive l’utente ha avuto anche la possibilità di visualizzare il trailer del film. Si è trattato della prima campagna di promozione per un film veicolata attraverso Waze.

 

“Dopo aver dimostrato le sue potenzialità con grandi brand consumer come Reebok, Hyundai e Cornetto Algida, Waze ha affrontato brillantemente la sfida di un altro settore, totalmente nuovo, come la promozione cinematografica”, sottolinea Filippo Arroni, Head of Advertising di Lumata. “Le sinergie tra app, geo-localizzazione e nuovi formati offre possibilità di call-to-action verso i consumatori di grande efficacia, e Lumata si è posta ancora una volta all’avanguardia nell’implementazione di queste genere di iniziative” .

 

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AZIENDE

L’era del “tutto connesso” è già arrivata. Google spiega come coglierne le opportunità

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Quali le sfide per cogliere al meglio le molteplici opportunità offerte dal digitale? Come riconcepire l’antica arte della narrazione? Per rispondere a queste domande Google ha organizzato questa mattina a Milano un momento di incontro con aziende, agenzie creative e centri media per confrontarsi sulle nuove opportunità offerte dal digitale.

“Oggi in Italia – ha spiegato Fabio Vaccarono, Country Director di Google Italy – si è passati dalla fase dell’evangelizzazione digitale a quella della consapevolezza”. Ormai internet è una realtà; i brand sanno di avere l’opportunità di coinvolgere le persone in modo più profondo, di poter esprimere meglio la propria personalità e i propri valori, di poter parlare direttamente con i consumatori, coinvolgendoli nella creazione dei propri prodotti. “Tuttavia – continua Vaccarono – esiste ancora una fase di inerzia da colmare per cogliere al meglio tutte le opportunità del digitale. Bisogna aiutare le aziende di marca a recuperare il prestigio dell’epoca d’oro del mass market restituendo loro l’antico ruolo di “educatrici” dei consumi e la loro capacità di narrazione”.

Oggi in effetti, sembra proprio avvenire il contrario. Sono le aziende che inseguono i consumatori, spesso più tecnologicamente avanzati, sicuramente più intereconnessi.

“La tecnologia – spiega Fabio Vaccarono – sta cambiando le regole del gioco. Tutto è digitale. Il web è il nuovo ecosistema per marche, consumatori e media. Le marche non possono più starne fuori senza rinunciare a grandi opportunità. Il rischio è l’irrilevanza. L’era del “tutto è connesso” è già arrivata, e chi lo ha compreso sta conseguendo un enorme vantaggio competitivo”.

Si tratta di un vero e proprio cambiamento di paradigma. Le aziende si trovano a interagire con un’intera generazione cresciuta costruendo una relazione simbiotica con i contenuti digitali. “È quella che in Google definiamo Generation C – commenta Fabio Vaccarono – la generazione fatta da persone che condividono interessi e stili di vita che possono essere riassunti attraverso 4C: Creation, Curation, Connection e Community”.

In questo contesto le piattaforme digitali diventeranno sempre più rilevanti per interagire con gli utenti. Già oggi 35 dei primi top 50 brand italiani utilizzano YouTube per le proprie campagne video e grazie ai nuovi formati pubblicitari riescono a raggiungere risultati migliori spendendo meno rispetto a una pianificazione solo tradizionale.

“Mi piace definire internet il ‘Marco Polo 2.0’ – continua Vaccarono. E in questo senso l’impegno di Google in Italia è quello di fare conoscere al mondo “affamato” di Made in Italy tutto il potenziale della realtà italiana”.

“Vi aiuterò a creare un’Italian Valley”, ha affermato solo un paio di settimane fa a Roma l’Executive Chairman di Google Eric Schmidt. L’idea di fondo è quella di offrirsi come “facilitatore” per un salto digitale indispensabile che si snoderà su tre direttrici di sviluppo e investimento: portare tutta l’eccellenza italiana su internet; favorire l’evangelizzazione digitale dell’ecosistema produttivo delle PMI; aiutare il Sistema-Paese a beneficiare dell’economia digitale in termini di crescita e anche in termini di impatto positivo sull’occupazione giovanile.

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APCO Insight: ecco i 100 marchi più amati al mondo, nessun brand italiano in classifica

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Il favoloso mondo di Walt Disney è in vetta, secondo posto per Yahoo! e terzo gradino del podio per Google. Questo il podio della classifica dei 100 marchi più amati al mondo stilata da APCO Insight. La Mela morsicata di Steve Jobs si piazza al nono posto. A far la parte di leone sul modelloEmotional LinkingSM – redatto su 8 emozioni fondamentali per un’efficace comunicazione di marchio: Comprensione, Accessibilità, Rilevanza, Ammirazione, Curiosità, Identificazione, Legittimazione e Orgoglio – è il mondo tecnologico che rappresenta il settore più presente nella classifica.

 

“I migliori brand sono quelli che generano un attaccamento emotivo forte e duraturo con i consumatori”, ha commentato Bryan Dumont, Presidente di APCO Insight. “Oltre ad agire come strumento altamente predittivo delle scelte di acquisto dei consumatori, il modello ‘Emotional Linking SM’ ha dimostrato di essere un mezzo eccellente per aiutare le aziende a riorientare le loro campagne con l’obiettivo di costruire forti legami emotivi tra i loro principali target e i loro marchi”.

 

“Da decenni ormai si sa come le emozioni siano capaci di guidare la scelta verso un determinato marchio, ma perché è importante? Abbiamo bisogno di sapere quali emozioni incideranno sul successo di un brand e APCO Insight ne ha finalmente individuato la chiave di lettura”, ha aggiunto Nancy Bachrach, già direttore generale del marketing di Grey Advertising. “APCO Insight ha misurato con parametri quantitativi quali emozioni impattino sui risultati di un brand, settore per settore, target per target”.

 

Nessun brand italiano è presente nella classifica: “Dai risultati della ricerca – spiega Paolo Compostella, Managing Director di APCO in Italia – emerge la totale assenza dei brand italiani e soprattutto di quei marchi internazionali capaci di trainare e veicolare l’immagine del nostro Paese all’estero. Un dato – aggiunge Compostella – che dovrebbe far riflettere tanto le grandi aziende quanto le istituzioni, chiamate a supportare l’italianità di prodotti e marchi nei mercati oltreconfine, vero volano e opportunità per la stagnante economia nazionale”.

 

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AZIENDE

Winning Workplace, la rivoluzione di Whirlpool con le Google Apps

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“Il lavoro somiglierà sempre meno al lavoro come lo abbiamo tradizionalmente vissuto e sempre più alla nostra vita quotidiana”. Questo, in sintesi, nelle parole di Kathy Nelson vice presidente Risorse umane e Corporate communication di Whirlpool EMEA, l’obiettivo del progetto globale Winning Workplace che arriva anche a Comerio, nel centro EMEA della multinazionale. Un cambiamento radicale che coinvolge un partner del calibro di Google con un investimento iniziale di 20 milioni di dollari a livello globale per i prossimi 5 anni, con possibilità di ulteriore estensione. Entro nove mesi sarà completato nel centro EMEA il passaggio alla nuova piattaforma Google Apps for Business che grazie al cloud permette di dimezzare i tempi decisionali e il numero delle riunioni.

“L’obiettivo del nostro progetto globale Winning Workplace è che ognuno sia messo nelle condizioni di esprimersi al meglio nel lavoro” – ha dichiarato la Nelson –  “E questo non significa soltanto avere a disposizione gli strumenti e le tecnologie migliori, ma compiere una svolta in termini culturali, di abitudini, quindi avere la possibilità di lavorare insieme nei modi e nei tempi più opportuni per ognuno, sia in ufficio, sia a casa o in viaggio, superando così gli ostacoli dovuti alla distanza e ai diversi fusi orari della nostra organizzazione globale e migliorando al contempo l’equilibrio tra vita privata e lavoro”.

Il tutto sarà possibile con un notevole risparmio nei tempi di adozione, come ha sottolineato il Country Manager Google Enterprise Italy Luca Giuratrabocchetta: “i dipendenti Whirlpool continueranno ad utilizzare al lavoro quegli strumenti che già conoscono e apprezzano come Gmail, Google+, l’hangout per le videoconferenze. La tecnologia diventa così elemento abilitante in un progetto finalizzato a innescare un cambiamento di cultura aziendale”.

Un cambio di rotta che fa leva anche sui social, come ha ricordato Roberta Vanetti Interactive Communications, Education and Social Media Manager di Whirlpool EMEA che ha fortemente voluto che la rivoluzione digitale coinvolgesse tutti i dipendenti e non solo quelli dell’area marketing. Un progetto che ha avuto inizio con la Digital School avviata con la consulenza di H-ART che mira ad aprirsi al territorio, come ha spiegato Andrea Pia, direttore generale H-ART. Oltre ad aver già pubblicato le prime dispense su http://www.slideshare.net/EMEAHQ, la nuova rotta ha ridisegnato il Whirlpool C@fè, il nuovo spazio ubicato nella reception del Centro direzionale europeo di Comerio che fonde il vecchio bar della Ignis con lo show-room aziendale con colori pastello, pouf, divanetti, un’emeroteca, wi-fi libero, schermi in cui scorrono i video del Whirlpool Channel e gli scaffali della biblioteca per diffondere il book-crossing tra i dipendenti. Uno spazio fisico che mira a intensificare anche concretamente al di là dei vari schermi lo spirito di gruppo tra i dipendenti del quartier generale europeo dell’azienda. (A.P.)

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