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Italia, in 5 anni raddoppiati gli smartphone users: il focus Google e Kantar TNS

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Smartphone

L’adozione degli smartphone è più che raddoppiata in soli cinque anni a livello globale. È quanto emerge da un nuovo report commissionato da Google a Kantar TNS, che raccoglie i risultati di 625.000 interviste in tutto il mondo sulle nuove abitudini dei consumatori. Da una valutazione fatta su 40 paesi diversi, nel 2012 chi aveva accesso a uno di questi device era una persona su tre. Cinque anni dopo, questo numero è salito addirittura al 70%. Oggi per esempio in Italia, il 70% delle persone possiede uno smartphone, contro il 28% del 2012, con un aumento complessivo del +42%.
Come sono cambiate le nostre abitudini in soli cinque anni? Dall’uso delle mappe alla ricerca di una notizia, una delle trasformazioni più evidenti è sicuramente il modo di accedere alle informazioni. Gli smartphone ci permettono di trovare risposte in modo molto semplice e immediato, con tempi di attesa sempre più brevi. Una persona su quattro nel mondo possiede e utilizza sia questi device, che tablet e computer. Il 58% degli utenti internet va online mentre guarda la TV. Il 51% degli utenti internet usa un motore di ricerca da smartphone almeno una volta a settimana.

 

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AZIENDE

Quando i computer imparano a riconoscere gli insulti: l’ascesa del machine learning

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Google e Jigsaw

Google e Jigsaw lanciano Perspective, una tecnologia che usa il machine learning per identificare i commenti offensivi sotto le notizie online. Qui di seguito la traduzione del blogpost a firma di Scritto da Jared Cohen, Presidente di Jigsaw, pubblicato sul blog ufficiale di Google.

Immaginate di avere una conversazione con un vostro amico su una notizia che avete letto questa mattina, ma ogni volta che dite qualcosa qualcuno vi urla in faccia, vi insulta o vi accusa di un terribile crimine. Se così fosse, probabilmente mettereste fine alla conversazione. Sfortunatamente, questo avviene sempre più frequentemente online, quando la gente cerca di esprimere le proprie opinioni sul suo sito di informazione preferito e viene invece attaccata con commenti offensivi. Il 72% degli utenti internet americani è stato testimone di episodi di questo tipo e almeno la metà di loro ha avuto un’esperienza diretta. Almeno un terzo di loro si autocensura per paura delle reazioni. Pensiamo che la tecnologia possa aiutare a risolvere questo fenomeno. Oggi Google e Jigsaw lanciano Perspective, una tecnologia ancora in fase sperimentale che usa il machine learning per identificare i commenti offensivi. Attraverso una API (un’interfaccia di programmazione) gli editori – inclusi i membri della Digital News Initiative – e le piattaforme possono avere accesso a questa tecnologia e utilizzarla per i propri siti.

Come funziona
Perspective rivede i commenti e assegna loro un punteggio basato su quanto siano simili a commenti che gli utenti hanno indicato come “tossici” o tali da spingere le persone ad abbandonare la conversazione. Per imparare a identificare un linguaggio potenzialmente ingiurioso, Perspective ha esaminato decine di migliaia di commenti che sono stati etichettati manualmente da revisori umani. Ogni volta che Perspective trova nuovi esempi di commenti potenzialmente offensivi, o la sua valutazione viene corretta dagli utenti, migliora la capacità di valutare i commenti in futuro.
Gli editori possono scegliere cosa fare con le informazioni che ottengono da Perspective. Ad esempio, un editore potrebbe decidere di segnalare i commenti ai propri moderatori in modo che questi li rivedano e decidano se includerli o meno in una conversazione. Oppure, l’editore potrebbe utilizzare questo strumento per aiutare le persone della sua community a capire l’impatto di quanto stanno scrivendo, ad esempio permettendo agli utenti che commentano di vedere il potenziale di “tossicità” dei propri commenti mentre li stanno scrivendo. Ancora, gli editori potrebbero anche solo permettere ai lettori di ordinare i commenti in base a quanto sono offensivi, facilitando così l’individuazione di conversazioni interessanti nascoste in mezzo a quelle offensive.
Abbiamo testato una versione di questa tecnologia con il New York Times, dove c’è un team che controlla e modera ogni commento prima che venga pubblicato, revisionando oltre 11mila commenti ogni giorno. Sono davvero moltissimi commenti, troppi per essere letti da un solo team. E infatti il Times offre la possibilità di commentare solo sul 10% circa dei propri articoli. Abbiamo lavorato insieme per educare dei modelli che consentano ai moderatori del Times di selezionare i commenti più velocemente e speriamo che questo possa aumentare il numero di articoli commentabili.

Il futuro
Perspective si aggiunge alla libreria Open Source di TensorFlow e alla Google Cloud Machine Learning Platform come una ulteriore risorsa di machine learning che Google rende disponibile per gli sviluppatori. Questa tecnologia è ancora in fase di apprendimento, ma proprio questo rende il machine learning unico: anche se i modelli sono complessi, continueranno a migliorare nel tempo. Quando Perspective comincerà ad essere usato da un editore, sarà esposto a un maggior numero di commenti, sviluppando così una migliore comprensione di cosa rende certi commenti offensivi.
Mentre miglioriamo la tecnologia, stiamo anche lavorando per ampliarla. Il nostro primo modello è pensato per identificare il linguaggio offensivo, ma nel corso del prossimo anno ci piacerebbe avviare nuove collaborazioni per offrire modelli che funzionino anche in lingue diverse dall’inglese e che siano capaci di identificare commenti che siano attacchi personali oppure fuori tema.
Perspective offre agli editori uno strumento per ospitare discussioni inclusive fra gli utenti; nel lungo periodo, potrà fare di più che migliorare i commenti. Speriamo di poter dare il nostro contributo per rendere possibili conversazioni online migliori.

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BRAND STRATEGY

Google presenta Future Viewing, mostra di opere virtuali, sul tema della sicurezza online

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Future Viewing

Google annuncia Future Viewing, la prima mostra temporanea di opere in realtà virtuale sul tema della sicurezza online. Il percorso espositivo è formato da 10 opere realizzate con Tilt Brush, la app Google che permette di dipingere in 3D. Attraverso un visore Google Cardboard i visitatori avranno la possibilità di accedere, gratuitamente, alla mostra e passeggiare virtualmente tra le opere. Non solo, tutti sono benvenuti a dare vita alla propria creatività con Tilt Brush e realizzare un’opera che rappresenti la sicurezza online; le migliori saranno esposte.

Le opere di Future Viewing sono state realizzate da una selezione di artisti emergenti, nel corso del progetto “Vivi Internet al sicuro“, realizzato da Google insieme alla Polizia Postale e delle Comunicazioni e Altroconsumo per sensibilizzare e formare gli Italiani all’utilizzo di strumenti per la tutela della sicurezza sul web.

“Abbiamo percorso oltre 2.600 km con il nostro bus, incontrando insieme ai partner migliaia di persone in cinque città italiane – Milano, Cagliari, Napoli, Bologna e Roma – dove abbiamo effettuato oltre 4.000 controlli di sicurezza degli account Google. Oggi con Future Viewing, torniamo a ricordare agli italiani quanto sia importante dedicare anche pochi minuti alla verifica delle proprie impostazioni di privacy e sicurezza”, ha dichiarato Vincenzo Riili, Direttore Marketing di Google in Italia.

Accanto al percorso espositivo, sarà infatti possibile ricevere suggerimenti per stare sicuri online dagli esperti Google ed effettuare un controllo sicurezza del proprio account.

L’appuntamento è per il 3, 4, 5 marzo in via Vincenzo Capelli a Milano (accanto a piazza Gae Aulenti).

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Google è il brand che vale di più al mondo, scende Apple: la classifica Brand Finace Global 500

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Brand Finance Global 500: Google sorpassa Apple, bene Lego, male le banche americane

Era dal 2011 Apple dominava la classifica Brand Finance Global 500, famosa classifica annuale stilata da Brand Finance. Ebbene, il 2017 è un anno amaro per il colosso di Cupertino, visto il sorpasso maturato da parte di Google, che chiude il 2016 con un valore del marchio 109,5 miliardi di dollari. La Global 500, oltre ad ordinare i brand per valore monetario, individua anche i marchi più forti, cioè quelli che possono influenzare maggiormente la crescita dell’Enterprise Value. In questa seconda classifica Lego ha sostituito Disney diventando il marchio più forte del mondo. Per determinare il valore di un marchio, Brand Finance prima determina la forza, cioè la solidità, del brand, analizzando fattori come gli investimenti in ricerca & sviluppo, asset durevoli e marketing; il ritorno d’immagine; fatturato e margini. La forza del marchio serve a determinare la percentuale di ricavi complessivi attribuibili al marchio.
Un altro grosso scossone lo subisce anche il mondo finanziario: secondo la classifica di brand finance a oggi i brand delle banche cinesi valgono più di quelli USA, con Wells Fargo che perde il primato lo status di marchio bancario di maggiore valore al mondo a scapito della cinese ICBC.

Valore del marchio
Il valore del marchio Google è aumentato, nel corso 2016, del 24%, mentre quello Apple è diminuito del 27% riducendolo a $ 107,1 Mld. La società rimane leader incontrastato nella ricerca web, che è il cardine della sua raccolta pubblicitaria. I ricavi pubblicitari sono aumentati del 20% nel 2016 in quanto i budget sono sempre più orientati al web e Google ha la capacità di approfittarne. Apple ha lottato per mantenere la superiorità tecnologica, ma nuovi iPhone hanno ridotto i rendimenti e ci sono segnali che l’azienda ha raggiunto il punto di saturazione. Il mercato cinese, dove Apple ha avuto una quota di mercato dominante, sta diventando molto più competitivo con gli attori locali che entrano nel mercato in modo significativo. Secondo le previsioni degli analisti finanziari, anche Samsung, nonostante le buone quote di mercato, dovrebbe ridurre fatturato e margini…

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MEDIA

Google svela la classifica dei 10 spot più visti su YouTube nel 2016

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I 10 spot più visti su YouTube nel 2016

Ci fanno commuovere, sorridere, spesso ne ricordiamo la colonna sonora e ne ripetiamo i claim. I video pubblicitari si sono ricavati un loro posto nella cultura popolare e questo continua ad avvenire anche su YouTube, dove possiamo guardarli e condividerli in ogni momento. Con il 2016 alle spalle, Google celebra oggi gli annunci video più popolari con la YouTube Ads Leaderboard annuale europea. La classifica è determinata utilizzando i segnali più rilevanti tra le scelte di visualizzazione degli utenti. Queste dieci pubblicità da sole hanno totalizzato complessivamente oltre 500 anni di visualizzazioni, con il 60% di visite effettuate da dispositivi mobili.

Highlights
Al primo posto si posiziona Nike con #SparkBrilliance che vede protagonista il quattro volte pallone d’oro Cristiano Ronaldo, che durante una partita scambia accidentalmente la sua identità con un giovane sconosciuto. Secondo viene lo spot più famoso di Natale, Buster The Boxer di John Lewis, che è diventato un vero e proprio fenomeno culturale e vanta su YouTube numerose imitazioni e parodie. Scorrendo, quinta troviamo Coca-Cola con la colonna sonora affidata ad Avicii. È italiano invece il sesto posto, con Cornetto Algida che come da tradizione anche quest’anno celebra gli amori estivi. Il video è divenuto famoso anche grazie al successo del brano “Vorrei ma non posto” di J-Ax e Fedez, che ha dato il nome alla campagna.

La classifica completa – Europa

1. Nike Football Presents: The Switch ft. Cristiano Ronaldo, Harry Kane, Anthony Martial & More

2. John Lewis Christmas Advert 2016 – #BusterTheBoxer

3. Sainsbury’s OFFICIAL Christmas advert 2016 -The Greatest Gift

4. #Zeitschenken – EDEKA Weihnachtswerbung

5. Avicii vs. Conrad Sewell – Taste The Feeling

6. CORNETTO LOVE STORY: VORREI MA NON POSTO

7. Netto-Katzen

8. Czego szukasz w Święta? | English for beginners

9. M&S 2016 Christmas Ad: Christmas with love from Mrs Claus

10. momondo – The DNA Journey

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BRAND STRATEGY

Apple ancora al vertice della classifica Best Global Brands, davanti a Google

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global brands

1.800 miliardi di dollari: questo il valore dei primi cento brand nella classifica InterbrandBest Global Brands 2016”. Il valore complessivo è cresciuto del 4,8% rispetto all’anno scorso, ma al vertice si riconferma il podio dei Best Brands, occupato rispettivamente da Apple, Google e Coca-Cola. Lo studio di Interbrands analizza le modalità con cui i brand aiutano a far crescere il business, utilizzando un approccio di Brand Valuation, riconosciuto a livello internazionale come standard nella valutazione finanziaria dei brand e la prima ad essere certificata ISO, che permette di analizzare i molteplici modi in cui un brand influenza e crea benefici per l’azienda, dalla definizione delle aspettative dei consumatori alla generazione di risultati economici. (continua qui)

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AZIENDE

Ericsson e Google insieme per la Android TV

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ericsson

 

Ericsson e Google hanno avviato una collaborazione per portare la piattaforma MediaFirst TV della multinazionale svedese, basata sul cloud, nell’ecosistema della Android TV, il sistema operativo di Google per i set-top box.
MediaFirst è un insieme completo di soluzioni software, ottimizzate per la creazione, gestione e trasferimento della pay-TV di nuova generazione su ogni tipo di schermo, garantendo un’esperienza visiva davvero coinvolgente. L
L’integrazione della piattaforma MediaFirst TV di Ericsson con la Android TV permetterà di raggiungere un numero sempre maggiore di abbonati con nuovi servizi basati , quali i i canali live in 4K-UHD, video on-demand, catch-up TV e soluzioni DVR cloud.
Gli operatori avranno così l’opportunità di trarre benefici dalla crescente presenza della Android TV tra i sistemi operativi delle TV connesse, senza avere costi hardware aggiuntivi, essendo in in grado di lavorare insieme ai produttori dei dispositivi Android TV per offrire nuove funzionalità basate sull’hardware così come una programmazione over-the-top di nicchia o implementare nuove applicazioni all’interno del sistema operativo Android. Inoltre, la collaborazione con Google, consentirà a Ericsson di fornire soluzioni set-top box multiple, flessibili e pre-integrate che supportano configurazioni ibride per la TV via cavo, satellitare, digitale terrestre e a banda larga mobile e fissa.

“La nostra partnership con Google consentirà a tutti gli operatori di prendere il controllo e fare leva sulle molteplici opportunità di monetizzazione e collaborazione offerte dalla Android TV”, spiega Shiva Patibanda, Head of Business Line TV Platforms, Ericsson, “permettendo così loro di offrire agli spettatori esperienze che integrano perfettamente i loro servizi Pay TV con le applicazioni della Android TV e gli altri servizi OTT”
Al riguardo, infatti, il report TV and Media del ConsumerLab di Ericsson, mette in evidenza come il 56% dei consumatori preferisca ricevere servizi TV, Internet e di telefonia mobile dallo stesso operatore qualora questo comporti un risparmio, mentre il 22% lo farebbe anche se il costo fosse uguale a quello dato dalla somma dei singoli servizi. Con la crescita dei servizi video IP, questo non può che sottolineare la sfida che gli operatori si ritrovano davanti che è quella di fornire esperienze coinvolgenti nella maniera più integrata possibile. La collaborazione permetterà ai consumatori di godere di esperienze sempre più integrate e senza soluzione di continuità, con un unico prodotto per i contenuti OTT.

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MEDIA

Purple Program: Mindshare e Google analizzano il Prime Time di YouTube

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purple program mindshare

Fast&Purple2, secondo appuntamento del Purple Program 2016 (il percorso organizzato da Mindshare  per “incontrare” il mercato e condivideresui temi più caldi della Media Industry) ha visto coinvolti l’agenzia media e Google in un doppio appuntamento – a Milano e a Roma – durante il quale in modo provocatorio si è dibattuto di temi modernamente tradizionali: il Prime Time di YouTube, le Audience della Search, le nuove Video Stars.

“Il format Fast & Purple è un importante momento di condivisione dei risultati dei test e delle misurazioni che Mindshare conduce sugli aspetti più evolutivi dei media digitali, fedele alla missione di portare i propri clienti ad essere sempre più “adaptive” per costruire forti vantaggi competitivi”, ha dichiarato Adriana Ripandelli, Chief Operating Officer di Mindshare. “Sono quindi particolarmente contenta di aver potuto per la seconda volta organizzare questo appuntamento insieme a Google, nell’ambito di una importante partnership che, in Italia così come a livello globale, genera per i clienti Mindshare l’opportunità di accedere in anteprima alle principali novità sviluppate a Mountain View” – dichiara

Fast & Purple2 rappresenta per Google e Mindshare l’opportunità di aggiornare il mercato sulle ultimissime novità di Search e YouTube, due pilastri già molto noti al pubblico che sono però in costante trasformazione e evoluzione”, ha ricordato Paola Marazzini, Agency Director di Google Italy. “Per questo abbiamo sentito l’esigenza di raccontarle in un evento dedicato ai clienti, affinché il mercato possa beneficiare di queste novità che, anche grazie a Mindshare, entreranno nel media planning. Così come Google innova sul fronte tecnologico, questa evoluzione implica anche un cambiamento sul fronte media e, in questo senso, Mindshare funge da abilitatore per far comprendere al mercato come sfruttare al meglio queste opportunità. Anche quest’anno racconteremo insieme dunque quanto sia importante essere là dove è l’utente, con l’audience della Search e con i contenuti, grazie a YouTube e Google Preferred“.

Nell’occasione, Irene Montone, Agency Head di Google Italy ha illustrato gli ultimi trend del mondo YouTube soffermandosi appunto sulle novità di Google Preferred.
“Nel corso di questi mesi YouTube ha costantemente consolidato ed aumentato la qualità dei suoi contenuti e dei suoi canali. Le sue Star hanno raggiunto risultati sempre interessanti diventando i nuovi influencer, anche in Italia. Negli Stati Uniti il magazine Variety ha condotto un sondaggio secondo cui 8 su 10 delle star più riconosciute ed influenti vengono proprio dal mondo di YouTube (superando anche le celebrities di Hollywood), e rappresentando dunque i partner ideali per i brand in cerca di testimonial. Il processo di consolidamento dei contenuti di qualità di YouTube ci ha portato a creare una soluzione di advertising efficace, Google Preferred, in grado di permettere agli advertiser di essere presenti in comunicazione solo nei canali di YouTube con i contenuti che i consumatori amano di più, con più audience e più interazione da parte degli utenti”

“Per i Light TV Viewers – spettatori caratterizzati da bassa fruizione televisiva, sempre meno ingaggiati dalla TV ma sempre più esposti al digital , soprattutto mobile per  penetrazione e tempo speso – il web video è l’unico canale che permette di ampliare la copertura efficace delle campagne TV e riequilibrare il CPG del totale piano”,  ha ribadito Marco Brusa, Head of Strategy and Research di Mindshare. “I risultati di una ricerca ad hoc condotta con GFK sulla recente campagna Enel SpecialeLuce è stata fondamentale perché, grazie alla Single Source, ha permesso di misurare esattamente sugli stessi cluster di individui (L-M-H della televisione) sia l’esposizione televisiva e digitale della campagna che gli indicatori di ricordo ed immagine”.

“Proprio sui LTV, esposti con basse frequenze al planning televisivo, il digital in generale, e Google Preferred in particolare, permette di incrementare le frequenza di esposizione alla campagna, e generare risultati migliorativi sugli indicatori di ricordo ed immagine rispetto ad un planning esclusivamente televisivo, riequilibrando il gap vs medium ed heavy del mezzo”, ha concluso Brusa.

Adriana Ripandelli e Fabio Milione, Head of Search & Biddable Media dell’agenzia hanno illustrato la possibilità di programmare le campagne Search in base non più solo alle keyword ricercate dagli utenti, ma anche alle tipologie di utenti che fanno queste ricerche. Questo permette di modulare ancora più finemente sia le strategie di bidding che i messaggi della campagna in funzione delle strategie del brand.

Il workshop ha visto inoltre la partecipazione di Daniele Doesn’t Matter, che ha raccontato l’attività di Youtuber nel concreto, sottolineando come il saper incontrare i gusti del proprio pubblico attraverso uno stile di comunicazione comune sia la chiave per costruire una relazione solida.
La capacità di saper gestire le potenzialità di un canale come Youtube attraverso la creazione costante di contenuti attuali e rilevanti per i propri follower è il patrimonio che Daniele Doesn’t Matter ha saputo costruire e che le aziende ricercano per poter raggiungere consumatori a target.

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MEDIA

Performedia al Google Digital Day: digital marketing per il business

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Evento Digitouch performedia

Presentare web e digital marketing come strumenti efficaci per sostenere la crescita delle imprese.
Questa, in sintesi, la motivazione alla base del Google Digital Day svoltosi ieri sera presso lo Sheraton Diana e organizzato da Google e da Performedia, la pure digital agency con un approccio ROI-driven del Gruppo DigiTouch (uno dei maggiori gruppi indipendenti italiani attivo nel digital marketing e società quotata sul mercato AIM Italia)
Con quasi 38 milioni di italiani connessi a Internet, attraverso 6 differenti schermi (pc, tablet, smartphone, connected tv, wearable devices e connected car), i touchpoint digitali sono ormai presenti in tutte le fasi della della customer journey: dal momento dell’ispirazione, al confronto, all’acquisto sino al ri-acquisto. Essere presenti sui media digitali e farsi trovare dal consumatore diventa quindi un asset imprescindibile per un brand che vuole accelerare il proprio business.
Durante l’evento il team di Google, rappresentato da Natalie Bagnall, Director SMB italy, Andrea Bonucci, Agency Head SMB Italy e Marco Gallo, Agency Development Manager, ha illustrato le soluzioni sviluppate da Google per aiutare i brand a farsi trovare sul motore di ricerca, aumentare il livello di consideration e massimizzare le conversioni.

A seguire Annarita Olivieri, Managing Director di Performedia, ha presentato due case history di successo, esempi concreti di implementazione di una strategia efficace di promozione del brand, basata su un approccio ROI-driven, sull’integrazione tra i canali e su una continua misurazione e ottimizzazione delle campagne.
“Abbiamo presentato quanto da noi realizzato per Mukako, un eCommerce dedicato ai prodotti per l’infanzia, e per Minerva Labs, con il suo prodotto Gold Collagene”, spiega Olivieri, “Si tratta di due aziende con target molto verticali, che richiedono perciò gestioni puntuali del budget. Per Mukako abbiamo implementato una strategia online-only, mentre per Minerva Labs abbiamo affiancato i media classici al digital, sfruttando sinergicamente il meglio dei due mondi: ad esempio sottoponendo ad A/B test su YouTube gli spot tv per identificare il più efficace che poi abbiamo pianificato in televisione”.
“In termini di risultati” aggiunge Olivieri, “grazie alla nostra attività, Mukako ha registrato un +42% di ROAS, ovvero di ritorno di fatturato sul budget media investito e anche Minerva Labs ha segnato un miglioramento delle performance”.
“Siamo molto lieti di aver realizzato questo evento con il nostro partner storico Google”, è la conclusione della Managing Director di Performedia. “Crediamo molto nel digital marketing come leva per far crescere il business delle aziende e siamo sempre ben disposti a creare occasioni educational e tutorial per introdurre le aziende al digital marketing e mostrare loro i vantaggi di questo media e le sinergie che si possono creare con gli altri canali”.

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MEDIA

Scoppia la pace tra FIEG e Google: accordo su contenuti e distribuzione digitale

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google fieg

La FIEG – Federazione Italiana Editori Giornali e Google hanno annunciato oggi un accordo strategico di collaborazione volto a promuovere un approccio innovativo per la stampa italiana nell’era digitale.

Tra i punti qualificanti dell’accordo spiccano il riconoscimento dell’importanza del diritto d’autore e la valorizzazione dei contenuti editoriali con l’utilizzo, attraverso formule di revenue share, della soluzione di distribuzione mobile Google Play Newsstand e della piattaforma video YouTube; nonché il riconoscimento dell’importanza per gli editori di disporre ed utilizzare informazioni di valore strategico sul percorso degli utenti che navigano sui loro prodotti digitali, attraverso l’uso avanzato degli strumenti Google Analytics.

L’accordo di collaborazione potrà andare a vantaggio degli editori associati FIEG e si concentrerà sulle quattro aree strategiche del mobile e video, analytics, strumenti di tutela del diritto d’autore e formazione.

L’accordo prevede anche un investimento di base di 12 milioni di Euro da parte di Google nel triennio che verrà realizzato in collaborazione con gli editori associati FIEG, i quali avranno accesso a strumenti e formazione su temi sopraelencati. p

Previsto inoltre l’avvio di un’azione congiunta per la protezione dei contenuti online, a tutela del copyright dell’editore, attraverso gli strumenti messi a disposizione da Google, Verrà inoltre creato Digital Lab@FIEG, per trasferimento e condivisione di know how.

“Si tratta di un accordo quadro”, spiega il Presidente della FIEG Maurizio Costa (a dx nella foto), “che consente ai nostri associati, interessati a sfruttare le condizioni offerte, di ottenere significativi vantaggi, per un valore complessivo, stimato in caso di adesione di una parte rilevante degli editori FIEG, di circa 40 milioni di Euro al terzo anno. Un’intesa che facilita ulteriori prospettive di crescita per le aziende editoriali italiane, rafforzando la tutela e la valorizzazione dei loro prodotti e la loro capacità di sviluppare forme di comunicazione multimediale”.

“Oggi è un buon giorno per l’innovazione e la collaborazione”, aggiunge Carlo D’Asaro Biondo, Presidente Strategic Relations EMEA di Google. “L’innovazione nasce dalla collaborazione e la partnership strategica tra Google e FIEG dimostra che quando si condividono obiettivi e valori, ne deriva innovazione come risultato; innovazione volta ad accelerare la digitalizzazione degli editori FIEG mettendo a loro disposizione le nostre competenze e i nostri strumenti”.

“In sostanza”, conclude D’Asaro Biondo, “la FIEG e Google hanno fatto causa comune su diverse aree dell’online, dallo sviluppo di nuove modalità di interazione con gli utenti al raggiungimento di audience più grandi, fino alla protezione dei contenuti”.

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MOBILE

App content: nasce il content marketing mirato al mondo delle app

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App content

Con l’introduzione da parte di Google della nuova funzionalità App Indexing il content marketing è diventato strategico anche per le app, che per essere trovate e, quindi, scaricate più frequentemente, devono presentare contenuti sempre aggiornati e rispondenti a determinate caratteristiche in termini qualitativi e di indicizzazione. Per garantire tutti i vantaggi di un content marketing mirato al mondo delle app è nato App content, un servizio innovativo finalizzato a realizzare contenuti di qualità e ottimizzati in ottica SEO mobile, con l’obiettivo di assicurare alle app maggiori opportunità di essere visualizzate durante le ricerche su web e, quindi, installate.

Oltre all’ottimizzazione dei contenuti per l’indicizzazione, App content assicura che le news e i testi realizzati siano di elevato livello qualitativo, nonché redatti appositamente e con la frequenza ideale per guadagnare l’attenzione del più elevato numero di utenti. Alle spalle di App content ci sono, infatti, ben quaranta collaboratori, suddivisi in differenti aree di specializzazione e tutti con diversi anni di esperienza nella redazione di contenuti per giornali e riviste, anche online, e di testi in ottica SEO.

“È oramai chiaro che, per il successo di un’app, un’idea brillante, una buona usabilità e la presenza negli store, diversamente da quanto poteva succedere solo alcuni anni fa, da sole non bastino più. Il panorama è attualmente molto affollato, quindi, diventa complicato far trovare la propria app e ancor più farla regolamente utilizzare dopo l’installazione”, ha commentato Andrea Fattori, Operations Managing Director di App content, che ha concluso: “La presenza di contenuti interessanti, costantemente aggiornati e ottimizzati, anche in base alle nuove tecnologie di Google, è oggi davvero strategica e i servizi di App content, quindi, possono rappresentare una componente decisiva nel fare emergere un’app tra tutte le altre”.

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BRAND STRATEGY

Diversity Media Awards 2016: il premio per i contenuti media sui temi LGBT

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logo Diversity Media Awards

Da Fedez a Frozen, passando per Pechino Express con un salto nella Seattle in cui si svolgono le storie di Grey’s Anatomy. Sono questi alcuni dei nomi che compaiono tra le nomination della prima edizione dei Diversity Media Awards, presentata oggi a Milano alla presenza dell’assessore alle Politiche Sociali e Cultura della Salute del Comune di Milano Pierfrancesco Majorino. Il progetto nasce da un’idea di Francesca Vecchioni, presidente di Diversity. Durante la presentazione è stato inoltre presentato il Diversity Media Report che ha scandagliato la rappresentazione che i media danno della realtà LGBT. Perché, come ha sottolineato, Francesca Vecchioni: “Ogni persona è un mondo. Questo mondo è importante che si ritrovi nella rappresentazione mediatica. Si esiste nel momento in cui ci si può riconoscere. Dobbiamo dare un’immagine ampia ma vera del mondo che, per brevità, chiamiamo LGBT ma che include ogni forma d’amore. Il nostro è un progetto che unisce tante teste, tante persone, tanti cuori”.

Uno degli scopi di Diversity è infatti sempre stato quello di promuovere una rappresentazione accurata delle persone LGBT per combattere l’omofobia e la discriminazione basata sull’identità di genere.
I Diversity Media Awards, pensati sul modello dei GLAAD Awards, vogliono premiare i prodotti mediali che, nel corso dell’anno, si sono distinti nel rappresentare in modo attento e rispettoso le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali.
Cardine del progetto è la realizzazione di una ricerca qualitativa annuale che, studiando i prodotti mediali (TV, radio, stampa, pubblicità), comporrà un termometro degli atteggiamenti espressi sui temi LGBT, valutando l’impatto sociale dei media in Italia.
La ricerca è frutto della collaborazione attiva di vari atenei italiani e centri di ricerca che attraverso indici internazionalmente condivisi esamineranno il materiale media raccolto.
Una Commissione scientifica multidisciplinare composta da accademici di 9 atenei differenti si occuperà infatti di verificare i parametri e stilare le conclusioni. Dalla ricerca emergeranno le produzioni mediali divise per categorie che nel 2014 meglio avranno trattato il tema LGBT.
Un evento finale vedrà come protagonisti i media italiani, coinvolti in una competizione che si concluderà con la premiazione di chi meglio avrà trattato il tema della diversità.

Sponsor dell’evento è Google Italia, Media Partner è Discovery Italia. Per la media company l’attenzione a tematiche sociali è infatti un pilastro fondamentale della sua programmazione. La volontà di sensibilizzare il pubblico su aspetti sociali difficili da raccontare, la speranza di dare un contributo concreto al miglioramento di una società aperta a tutti e totalmente priva di discrimazioni, fanno di Discovery Italia uno dei broadcaster più attenti e ricettivi verso la società civile.

Di seguito le nomination per le 8 categorie

CINEMA: Miglior Film italiano
Io e lei (Produzione Indigo Films)
Né Giulietta né Romeo (Produzione Pigra)
Vergine Giurata (Vivo Film e Colorado Film)

RADIO – Miglior programma radio
Pinocchio – Radio Deejay
Caterpillar AM – Radio2
Lateral – Radio Capital

PUBBLICITÀ – Miglior Campagna
Milioni di passioni – Tim Vision (Leagas Delaney)
Microonde e gustose sorprese – Findus (Havas Worldwide)
Buone Feste dalla famiglia Frozen – Disney Junior

TV – Miglior Serie Italiana
Un posto al sole – Rai Tre (Produzione FremantleMedia Italia e Rai Fiction)
È arrivata la felicità – Rai Uno (Produzione Publispei)
Ragion di Stato – Rai Uno (Produzione Rai Fiction e Cattleya)

TV – Miglior Serie Straniera
Grey’s Anatomy – La7 e Fox Life
Beautiful – Canale 5
Faking It – MTV Next e MTV8

TV – Miglior Programma
Che Tempo che Fa – Rai Tre
Pechino Express – Rai Due
Italia’s Got Talent – Sky Uno
Sconosciuti – Rai Tre
Vite Divergenti – Real Time

WEB – Miglior Produzione Video
10percento Badhole Video
Fuori!
The Jackal

PEOPLE – Personaggio dell’anno – Chi si è distinto nel rappresentare la realtà LGBT sostenendo la causa contro pregiudizi e discriminazioni
Mika
Laura Pausini
Tiziano Ferro
Barbara D’Urso
Fedez
Daria Bignardi

PREMIO MEDIA YOUNG – Assegnato dai ragazzi delle scuole superiori che partecipano all’analisi utilizzando gli stessi strumenti di valutazione della ricerca qualitativa.

LGBT AT WORK – Un premio per chi rappresenta le persone LGBT in contesti lavorativi in termini valorizzanti, anche in ragione dei bisogni di cui esse e le loro famiglie possono essere portatrici.

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AZIENDE

PwC e Google si uniscono per “reinventare” il lavoro

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pwc google

PwC e Google for Work uniscono le forze con “Re-Inventing Work“: una suite di servizi di consulenza e soluzioni tecnologiche per aiutare le imprese a innovarsi e a gestire i processi di digital trasformation progettando modi di lavorare sempre più efficaci. Con la crescente diffusione dei dispositivi mobili cambiano infatti  radicalmente le modalità e i luoghi in cui si lavora. Le aziende che utilizzano attivamente il digitale nei propri processi possono aumentare la redditività di oltre il 26% e il proprio valore di mercato di circa il 12% (fonte: CapGemini/MIT). Secondo altre ricerche, inoltre, servizi cloud migliorano i processi inefficienti: il 56% delle aziende dichiara di aver aumentato la produttività grazie a questa tecnologia e la metà di aver rafforzato il proprio business grazie al cloud.

Insieme, PwC e Google con “Re-Inventing Work” permetteranno alle aziende di evolvere il proprio modello di business avvalendosi della consulenza strategica di PwC e della tecnologia Google for Work per essere più produttive, più efficienti nel servizio ai propri clienti e integrate.

PwC, come parte di questa collaborazione, fornirà ai clienti la consulenza aziendale per ottimizzare il passaggio al cloud. L’obiettivo è aiutare le organizzazioni a progettare e realizzare un nuovo modo di “lavorare insieme”: l’ufficio, l’utilizzo di dispositivi in mobilità, la collaborazione, la condivisione delle idee e della conoscenza, la semplificazione delle attività e dei modelli organizzativi che permettono tutto ciò.

Google for Work, dal canto suo, metterà a disposizione delle aziende soluzioni innovative che favoriscono la comunicazione e la collaborazione aziendale. Le aziende potranno inoltre sfruttare le potenzialità combinate delle intuizioni analitiche di PwC e della potenza di Google Cloud Platform per ottimizzare la gestione delle informazioni e aumentare la propria competitività sul mercato.

“Aziende di ogni dimensione si affidano alla tecnologia di Google nella fase di lancio, durante la propria crescita o la propria trasformazione” dichiara Fabio Fregi, Country Manager Google for Work in Italia. “Siamo entusiasti di inaugurare anche in Italia questa collaborazione con un leader della consulenza in tutto il mondo come PwC, per portare il meglio di Google alle aziende del nostro Paese e aiutarle a innovare. Vedere PwC muoversi in questa direzione è un segnale molto positivo per il mercato: offrirà una marcia in più all’utilizzo delle tecnologie cloud e mobile, fruibili sia dalla soluzione Android for Work pensata per le aziende, che da tutte le altre piattaforme mobili. Ciò porterà a una collaborazione migliore e più rapida e trasformerà il business delle imprese per prepararlo all’era digitale che stiamo vivendo”.

“Nonostante la forte focalizzazione del mercato sulle tecnologie digitali”, aggiunge Massimo Pellegrino, Partner PwC, “la maggioranza delle aziende sta investendo per migliorare ed espandere il modello di business esistente e non invece per crearne di nuovi che possano radicalmente cambiare le regole del gioco. Mantenere, però, la leadership comporta pensare e agire con la flessibilità di una start-up, dove i team sono organizzati più a rete che per gerarchie, la collaborazione è l’elemento fondante dell’innovazione e della produttività e l’ufficio non è dove fisicamente si lavora ma l’insieme degli strumenti a disposizione in qualsiasi luogo ci si trovi. Noi pensiamo che Google for Work sia la piattaforma tecnologia che meglio di qualsiasi altra è in grado di facilitare i significativi cambiamenti – soprattutto culturali – che ogni organizzazione è chiamata ad affrontare.”

 

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Andrea Rogani, Co-Founder e CEO di Mamadigital a IAB Forum 2015 “Ci occupiamo del posizionamento dell’identità digitale dei brand per proteggere i marchi su Google, lo spazio di visibilità più utilizzato da chi usa la rete per cercare informazioni”

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Google e Mediaset hanno diffuso stamattina un comunicato congiunto che pone fine ad anni di contenziosi, in particolare relativi ai programmi del Biscione diffusi su YouTube, e inaugura una nuova era di collaborazione.
“Google/YouTube e il Gruppo Mediaset – recita infatti il comunicato – hanno concluso oggi un significativo accordo di collaborazione. L’intesa apre nuove prospettive nei rapporti tra i due player e pone contemporaneamente fine a quasi otto anni di contenziosi. L’accordo mira allo sviluppo della presenza digitale dei contenuti Mediaset attraverso una partnership con YouTube e con Google Play. Si avvia inoltre una strategia congiunta per la protezione dei contenuti in ordine alla massima tutela del copyright dell’editore”.
“Google/YouTube e il Gruppo Mediaset – conclude la dichiarazione congiunta – si danno reciprocamente atto dello spirito positivo con cui si è giunti a una collaborazione proficua e soddisfacente per il futuro delle due società”.

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