COMMERCE

Google: un aggiornamento sulle norme pubblicitarie per la rivendita dei biglietti di eventi

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secondary ticketing

Google è spesso il primo punto di riferimento per i fan dello sport, gli amanti della musica e del teatro, quando si tratta di cercare biglietti e informazioni su eventi, spettacoli e concerti. È importante che queste persone appassionate vedano risultati accurati e rilevanti, ed è per Google fondamentale offrire agli utenti la migliore esperienza possibile.

Molte attività vendono i propri biglietti direttamente, mentre altre si servono di rivenditori. Purtroppo, gli annunci di alcuni rivenditori non sono abbastanza trasparenti sui costi e sulle commissioni, così come sulla relazione che intercorre tra loro e chi organizza l’evento. La mancanza di trasparenza può ridurre la fiducia nella vendita di biglietti online e rende più difficile per le attività legittime raggiungere gli utenti interessati.

Sulla propria piattaforma, Google vuole solo quelle attività che offrono un’ottima esperienza per gli utenti. A partire da oggi, gli standard richiesti diventeranno più stringenti: a tutti i rivenditori di biglietti verrà richiesto di essere certificati e di aumentare il loro livello di trasparenza in modo sostanziale. Questo permetterà agli utenti di avere informazioni più chiare su chi rivende il biglietto e sul costo di quest’ultimo.

Per ottenere la certificazione di Google, i rivenditori di biglietti di eventi devono:

  • Non sottendere di essere il rivenditore principale
  • Indicare chiaramente di essere operatori di un mercato secondario
  • Indicare chiaramente che i prezzi potrebbero avere un prezzo superiore a quello nominale
  • Fornire il prezzo totale e la suddivisione tra commissioni e tasse prima di richiedere gli estremi per il pagamento
  • Indicare il valore nominale del biglietto venduto nella stessa valuta (questo sarà un requisito a partire da marzo 2018)

Questo aggiornamento è il risultato di una ricerca interna e di indicazioni e suggerimenti raccolte tra utenti, inserzionisti, partner e associazioni di settore. Per permettere agli inserzionisti di prepararsi per tempo, abbiamo annunciato un cambiamento sulla nostra pagina delle norme di AdWords a novembre 2017.

Trasparenza, fiducia e sicurezza degli utenti saranno sempre la maggiore priorità per Google, che continuerà a impegnarsi per fare in modo che gli annunci proposti siano utili, rilevanti e affidabili.

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AZIENDE

Facebook e Google parte del progetto B Heroes, dedicato alle start up italiane più innovative

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B Heroes

Con l’adesione di Facebook e Google al progetto promosso da Fabio Cannavale (imprenditore nel mondo dell’innovazione e CEO di lastminute.com Group) B Heroes può contare sulle migliori imprese innovative presenti in Italia per sviluppare il suo programma che ha come obiettivo di sostenere le migliori start up italiane favorendone la crescita e promuovendo una maggiore cultura d’impresa.

Si sono infatti riunite intorno al progetto un gruppo di aziende e di società di primo piano che permetteranno di offrire alle start up selezionate attraverso il tour che sta attraversando tutta l’Italia in questi giorni, un supporto completo di competenze altamente qualificate. Le partnership sono state sviluppate, infatti, con un criterio di estrema funzionalità e supporto concreto al progetto che pone al centro il tema della formazione dei nuovi imprenditori.
Grazie al supporto offerto dai partner si potrà offrire alle aziende che parteciperanno un ventaglio molto ampio di servizi e consulenze gratuite durante la fase di accelerazione: dal supporto sulle tematiche legali, alla comunicazione, dal digital advertising alla consulenza strategica

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AZIENDE

3 e Google presentano a Roma, insieme a Dentsu Aegis Newtork, il nuovo Pixel 2 XL

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Pixel 2 Xl di Google e 3 con Dentsu Aegis Newtork

L’occasione è quella della XII edizione della Festa del Cinema di Roma. Un palcoscenico esclusivo per presentare il nuovo Pixel 2 XL, lo smartphone Made by Google che arriva per la prima volta in Italia in partnership esclusiva con 3. A curare il tutto il Gruppo Dentsu Aegis Network, forte della conoscenza dei brand value del marchio 3.

La sponsorizzazione, inserita in una campagna di comunicazione integrata gestita da 3 e Google, ha visto la realizzazione della 3|Google Pixel 2 XL ROOM, la lounge dedicata al nuovo smartphone in cui addetti ai lavori e curiosi hanno potuto conoscere da vicino il nuovo Pixel 2 XL. Inaugurata con un emozionante spettacolo di proiezioni su sipario kabuki il 26 ottobre – giorno di inizio della prevendita di Pixel 2 XL in Italia, nonché giorno di apertura della Festa del Cinema – la ROOM si è trasformata in un luogo visitato da produttori, influencer e giornalisti di tutto il mondo. Oltre alla ROOM, 3 e Google si sono trasformati in veri mecenati del cinema grazie alla 3|Google CINEMA HALL, la sala cinematografica da oltre 600 posti realizzata in Via Norvegia.

Il mood di allestimento riservato alla 3|G Pixel 2 XL ROOM, nel foyer della 3|Google CINEMA HALL si esprime al suo massimo grazie agli oltre 200mq di superficie: 5 corner studiati per permettere di vivere appieno le features del nuovo Pixel 2 XL si trasformano in veri e propri momenti di experiential marketing, rafforzando la comunicazione dei brand e permettendo
l’attivazione di un Pre-Order Point dedicato ai visitatori della Festa del Cinema.

La Cinema Hall ha ospitato oltre 50 appuntamenti visti da più di 20.000 spettatori durante i 10 giorni di festival, ma soprattutto è stato il luogo in cui 600 ospiti 3 e Google hanno potuto assistere alla prima del film “Borg-McEnroe”, vincitore del premio del pubblico alla Festa del Cinema di Roma. I 2 brand sono inoltre stati parte integrante delle attività di comunicazione della Festa, che si sono articolate in out of home statica e dinamica, su canali digitali e social, prima delle proiezioni, nei
backdrop e accanto al red carpet, e in tutte le pubblicazioni correlate a cura della Fondazione del Cinema di Roma.

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AZIENDE

NETCOMM “DIGITAL TRAVELLING”: 160 ZETTABYTE DI DATI PER SPINGERE L’INNOVAZIONE

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liscia netcomm

 

Il settore turistico, uno dei primi a entrare nell’era dell’e-commerce, è ben lontano dall’aver raggiunto lo stadio finale del proprio sviluppo: ci sono ancora ampi spazi per l’innovazione di prodotto e la trasformazione continua della catena del valore.
Questa mattina, nel corso convegno Netcomm Focus TravelDigital travelling: un cantiere sempre aperto” organizzato da Netcomm, si son analizzate le tendenze in atto, per tracciare un quadro attendibile di dove sta spostandosi il settore, in un futuro dove la tecnologia gioca un ruolo sempre più strategico per i player.
“Secondo stime mondiali la trasformazione digitale potrebbe generare un incremento di 305 miliardi di dollari per il comparto”, ha spiegato Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, “ma per avvantaggiarsene l’Italia deve effettuare un radicale cambio di mentalità sia a livello istituzionale che imprenditoriale, sviluppando una cultura digitale improntata ad accogliere senza esitazioni le nuove tecnologie e facendo sistema. Le sfide sono grandi ma le opportunità per le imprese e il sistema turistico italiano valgono lo sforzo”.

La rivoluzione digitale è alla base della crescita per il settore turistico. I dati provenienti dal Travel & Tourism Competitiveness Index 2017 mostrano una chiara correlazione tra ICT readiness e valore generato dai turisti. Anche i dati relativi alla crescita del mercato eTravel testimoniano la continua crescita dell’e-commerce turistico, che si prevede proseguirà la propria corsa nel prossimo futuro con un ritmo medio del +11,4% l’anno. Il trend positivo proseguirà negli Stati Uniti e in Europa,ma è in Cina che il valore dell’ecommerce turistico toccherà i 170.9 miliardi di dollari entro il 2021, mentre nel resto del mondo il valore raggiungerà i 268 miliardi di dollari entro lo stesso anno.

L’ecosistema del turismo è oggi reso particolarmente dinamico da un contesto competitivo, che vede l’ingresso di nuovi player; anche il quadro regolamentare pone sfide importanti: le nuove normative in materia di sicurezza aerea, il Codice del Turismo e il Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali sono vincoli imprescindibili, dei quali ogni azienda operante nel turismo deve tenere conto.
D’altro canto, iI nuovi strumenti messi a disposizione dalla tecnologia: marketing automation, intelligenza artificiale e big data sono elementi che possono aiutare le aziende a rispondere alle sfide innovando e offrendo servizi sempre migliori e più mirati.
Dai dati emerge in maniera lampante la necessità per le imprese del turismo di ripensare i propri modelli di business e l’allocazione delle risorse, soddisfacendo le esigenze dei nuovi viaggiatori digitali, che oggi sono meno condizionati dai prezzi rispetto al passato, ma sono alla ricerca di una user experience eccellente e il più possibile personalizzata.

Nell’immediato è fondamentale anzitutto offrire servizi ottimizzati per la fruizione da dispositivi mobile, perché questo sta rapidamente diventando il canale privilegiato dai consumatori: la percentuale del mobile booking rispetto al booking online totale cresce infatti di un impressionante 230% annuo a livello globale. Altri importanti contributi arriveranno da tecnologie come AI, IOT, stampa 3D, robotica e realtà virtuale.

“Stiamo assistendo anche nel settore del Turismo a una forte focalizzazione a comprendere l’utilizzo reale e l’efficacia dei nuovi fattori di disruption: intelligenza artificiale, big data e predictive analysis, conversional eCommerce attraverso piattaforme di messaging, Blockchain”, ha dichiarato Francesca Benati, Delegata Netcomm al Turismo e Amministratore Delegato e Direttore Generale di Amadeus Italia Spa. Al riguardo è stato citato il caso della gestione social di Delta Airlines, che ha rilevato in tempo reale un addebito dell’eccesso bagaglio ai soldati americani di ritorno dall’Afganistan, prendendo in tempo reale le contromisure per rimediare all’errore.

“Una grande porzione di turisti”, ha aggiunto Federico Capeci, Chief Digital Officer & CEO Italy, Kantar Insights, “che arrivano in Italia sono Millennials e tra 25 anni i post Millennials saranno la metà della nostra stessa popolazione. Non ha quindi senso ragionare in termini di pre o post: i Millennials saranno presto anche in Italia nostro punto di riferimento: il Millennial mindset diventa il paradigma da adottare per parlare con loro e con il nostro futuro”.
“La rivoluzione del dato non è stata immediata, ha dato il tempo di adeguarsi agli operatori”, ha ricordato Fabio Galetto, Industry head automotive & traveling di Google, “ma il tempo a disposizione adesso si va facendo sempre più scarso”.

“Al riguardo basti pensare che nel 2025 saranno disponibili Big Data per un totale di 160 Zettabyte, contro i 16 di oggi”, ha preseguito Galleto. “Una massa di dati che andrà ad alimentare tutti i device provvisti di AI e Deep Learning, che sono computer che si “abituano” a ragionare come la mente umana, imparando via via a settarsi sulle preferenze del singolo utente”.

Ha chiuso i relatori della mattinata Marco Albonetti, Director Marketing and Client Relations Klarna Italia, che ha affrontato il tema dei pagamenti per il tervelling. “Un tema complesso”, ha evidenziato, “perchè è cross borders e cross channels. Trattandosi di traveling, è essenziale che ogni pagamento, fatto online o in un’agenzia di viaggio, sia immediatamente ricevuto e confermato, a tutela della prenotazione del cliente. Ma anche il crosschannel è indispensabile, perché nei vari paesi le abitudini di pagamento e gli strumenti utilizzati cambiano. In Polonia, ad esempio, al posto delle carte di credito si impiegano strumenti bancari locali. La riconciliazione dei pagamenti diventa di conseguenza un prerequisito essenziale”.

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NUMBER

“Best Global Brands”: i tre grandi tecnologici al vertice della classifica Interbrand

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interbrand

La diciottesima edizione dello studio “Best Global Brands”, Interbrand mostra come Apple, Google e Microsoft siano i brand a maggiore valore economico, confermando quindi il dominio dei “grandi” del settore tecnologico. Anche le new entry di quest’anno sono tre: Ferrari, in posizione 88, e Netflix e Salesforce.com, entrambe per la prima volta in classifica, rispettivamente al 78esimo e 84esimo posto.
Lo studio quest’anno si focalizza sul tema “Growth in a Changing World” e prende in esame tre fattori chiave: Persone, Tecnologia e Brand.
“Stiamo vivendo un entusiasmante periodo di cambiamento – sociale, tecnologico, industriale – che ha un impatto diretto su ogni aspetto del business e della vita”, spiega Jez Frampton, Global Chief Executive Officer di Interbrand. “In questo contesto di costante evoluzione la crescita diventa una sfida sempre più impegnativa, ed è per questo che le organizzazioni hanno bisogno dei brand come mai prima d’ora. Le aziende rappresentate in Best Global Brands riconoscono i brand come la principale piattaforma per raggiungere i propri obiettivi di crescita”.

Per il quinto anno consecutivo, Apple e Google mantengono rispettivamente il primo e il secondo posto. Il valore del brand Apple è cresciuto del 3% raggiungendo 184,154 miliardi di dollari, mentre quello di Google è salito a 141,703 miliardi di dollari, registrando un incremento del 6%. Microsoft sale sull’ultimo gradino del podio con un valore del brand di 79,999 miliardi di dollari e, contestualmente, si posiziona fra i sedici brand con una crescita percentuale a due cifre. Seguono Coca Cola al 4° posto, Amazon, Samsung, Toyota e Facebook (che fa il suo primo ingresso nella top 10 posizionandosi al numero 8), Mercedes-Benz e IBM.
I cinque brand con il più alto tasso di crescita sono Facebook, che per il secondo anno consecutivo registra un incremento del valore del brand del 48%, Amazon (+29%), Adobe (+19%), Adidas (+17%) e Starbucks (+16%).

“La classifica di quest’anno si situa al crocevia delle evoluzioni che stanno creando una divergenza tra le necessità delle persone e i settori che tradizionalmente le hanno soddisfatte: il mondo richiede crescente mobilità, ma non è detto che a offrirla sarà il settore automotive come lo conosciamo oggi”, commenta Manfredi Ricca, Chief Strategy Officer EMEA & LatAm di Interbrand. “Continuerà a esservi la necessità di servizi finanziari, ma questi potrebbero non provenire dalle istituzioni bancarie tradizionali; e così via. I brand non sono mai stati così fondamentali perché sono ormai l’unico connettore tra le possibilità offerte dalla tecnologia e le aspettative delle persone”.
L’Italia è rappresentata da Gucci, Prada e Ferrari, che rientra nella Best Global Brands in 88esima posizione. Non sorprende la performance di Gucci che conquista la posizione 51, con una crescita del valore del brand del 6% raggiungendo 9,969 miliardi di dollari. Grazie al nuovo corso posto in essere dal management e dal direttore creativo Alessandro Michele, il brand è nuovamente assurto al ruolo di autorità della moda. Ferrari, antonomasia del lusso automotive, che quest’anno celebra il suo 70esimo compleanno, registra un valore del brand pari a 4,876 miliardi di dollari, traguardo conquistato anche grazie a un forte incremento delle vendite. Seppure continui a essere un indiscusso riferimento a livello internazionale, Prada fatica a tradurre la forza del proprio brand in risultati economici, e scende in posizione 94.

“La trasformazione che Gucci ha messo in atto negli ultimi due anni ha portato il brand verso una
crescita considerevole in un settore in cui molti player si trovano ad affrontare difficili sfide, come
dimostrato da Prada” commenta Lidi Grimaldi, Executive Director dell’ufficio italiano di
Interbrand “Il rientro di Ferrari è la testimonianza di come uno dei brand più riconosciuti e desiderati
al mondo stia dando scala economica alla propria forza”.

Il settore retail quello con un maggior tasso di crescita in termini percentuali registrando un incremento del 19%, seguito dai settori abbigliamento sportivo (10%), tecnologia (8%), logistica (7%) e servizi finanziari (6%), per un valore aggregato dei 100 Best Global Brands pari a 1.871,730 miliardi di dollari, con un aumento del 4,2% rispetto al 2016.

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MEDIA

Digital Lab@FIEG: nasce la Digital Transformation Academy per l’editoria

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digital trasformation

Il programma del Digital Lab@FIEG, progetto di formazione attivo nel contesto dell’accordo triennale tra FIEG e Google, avviato per favorire il processo di trasformazione digitale della stampa italiana, si arricchisce di nuove attività.

Al via il prossimo 20 settembre la Digital Transformation Academy, una iniziativa in collaborazione con Talent Garden. L’iniziativa prevede 3 giornate di formazione nelle città di Brescia (20 settembre), Roma (5 ottobre) e Palermo (17 ottobre), e una maratona di 12 ore nella sede torinese di Talent Garden, durante la quale tutti i partecipanti potranno mettersi alla prova nella creazione di soluzioni digitali innovative applicabili al settore dell’editoria. Sono 150 i professionisti dell’editoria coinvolti in questo percorso di formazione.

Il progetto formativo. La prima fase di formazione, “Envisioning Academy”, vedrà alternarsi lezioni frontali, brainstorming e workshop per sviluppare abilità di pensiero laterale e di utilizzo della tecnologia all’interno dei diversi settori dell’editoria e sarà affidata alla guida di alcuni professionisti del settore. Tra questi Alessandro Rimassa, direttore della scuola di innovazione di Talent Garden e esperto di digitale; Pier Luca Santoro, consulente, giornalista ed esperto di social media e di data driven marketing; Alessandro Chessa, coordinatore del Master della Tag Innovation School sull’analisi dei dati e esperto di comunicazione data-driven.

L’Hackathon. Il percorso si chiuderà nel Campus di Talent Garden Fondazione Agnelli con una sfida che metterà in competizione giornalisti, marketing manager ed esperti di digitale nella produzione di progetti innovativi per la fruizione di informazione attraverso i nuovi strumenti del digitale. Nel corso di 12 ore i professionisti coinvolti nei workshop verranno organizzati in gruppi di lavoro per sfidarsi in un contest di creatività e innovazione sulle idee nate durante le giornate di formazione e trasformarle in qualcosa di pratico e potenzialmente applicabile all’interno dell’azienda.

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AZIENDE

Google sigla una partnership con il MIUR per lo sviluppo delle competenze digitali

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Google e MIUR

In occasione dell’evento “Il Piano Scuola Digitale incontra il Paese”, organizzato a Roma dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Google annuncia un nuovo accordo con il MIUR per la diffusione di programmi innovativi all’interno della scuola italiana, volti a favorire un legame più stretto tra il sistema scolastico e il mondo del lavoro. Il protocollo d’intesa ha l’obiettivo di mettere a disposizione delle istituzioni scolastiche ed educative statali, a titolo gratuito, percorsi e materiali innovativi per l’avviamento alla programmazione nelle fasce più giovani e lo sviluppo di attività preparatorie all’alternanza scuola-lavoro, attraverso programmi di formazione già sviluppati da Google in Italia e a livello internazionale.
I progetti di Google previsti per gli inizi della fase operativa sono “Eccellenze in Digitale”, piattaforma online sulle competenze digitali per il mondo del lavoro, e “Computer Science First”, un percorso online di avviamento alla programmazione per le fasce più giovani. Entrambe le piattaforme sono gratuite.

Alternanza scuola-lavoro: “Eccellenze in Digitale”
Per valorizzare la sinergia tra il sistema educativo e il mondo dell’impresa, Google mette a disposizione del MIUR il corso gratuito online “Eccellenze in Digitale”, premiato nel 2016 dalla Commissione Europea con l’European Digital Skills Award. Gli studenti che devono intraprendere il percorso di alternanza scuola-lavoro avranno a disposizione strumenti concreti sull’utilizzo del web in ottica aziendale, così da favorire l’integrazione di strumenti digitali all’interno delle imprese.
“Eccellenze in Digitale” è una piattaforma online volta alla diffusione delle competenze digitali per il mondo del lavoro. La formazione su strumenti pratici e il racconto di casi di successo permettono di sviluppare strategie concrete per promuovere la propria attività online, avviando un dialogo di lungo termine sulle opportunità economiche della Rete. Il 67% degli imprenditori che hanno partecipato al programma ha dichiarato una crescita della propria attività; un’azienda su 10 ha subito assunto persone con maggiori competenze digitali, mentre una su 4 intende farlo entro 6 mesi dalla fine del progetto.

Avviamento alla programmazione: “Computer Science First”
Al fine di diffondere un’adeguata formazione sul pensiero computazionale e sulle competenze digitali di base, Google metterà a disposizione del sistema scolastico e del MIUR il suo programma “Computer Science First”. Computer Science First è una piattaforma online gratuita che permette agli studenti tra i 9 e i 14 anni di avvicinarsi alla programmazione attraverso semplici attività didattiche. La piattaforma è pensata in modo da permettere agli insegnanti – anche privi di una preparazione specifica – di organizzare corsi formativi per favorire l’avvicinamento alla programmazione e alla risoluzione di problemi complessi, per sviluppare confidenza e curiosità verso l’uso dei computer e per dimostrare l’impatto positivo della programmazione nella vita di tutti i giorni e nel mondo del lavoro.
“La digitalizzazione può portare crescita e lavoro, ma l’Italia deve ancora cogliere il potenziale dell’economia di internet. Uno dei maggiori freni è la carenza di competenze digitali, per questo negli anni abbiamo rivolto una particolare attenzione a iniziative per la diffusione delle e-skills nel mondo dell’impresa e per i giovani in cerca di occupazione. Oggi siamo felici di annunciare questa nuova collaborazione con il MIUR, per dare il nostro contributo al Piano Nazionale Scuola Digitale. Vogliamo fornire a tutti i ragazzi la possibilità di avvicinarsi alla programmazione e agli strumenti del web, e crediamo che il digitale possa essere una chiave per costruire percorsi di alternanza scuola-lavoro proficui per gli studenti e per le imprese. Questi progetti sono solo l’inizio di un impegno comune” afferma Diego Ciulli, Public Policy Manager, Google

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MEDIA

“Transparency Breakfast” di Rubicon Project: per guardare “dentro” il programmatic

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rubicon

“A inizio di quest’anno, il Chief Brand Officer di P&G, Marc Pritchard, ha definito “creepy” lo scenario operativo del programmatic”, spiega Sara Buluggiu, managing director Italy, Spain e MENA di Rubicon Project. “Il termine non è esattamente traducibile in italiano, ma il significato negativo è evidente. Il punto è che internet non è un media, ma un protocollo di comuicazione, e l’enfasi posta da sempre sulla sua misurabilità è servita, semmai, fare ancora più confusione nel mercato nel mercato”.
Oggi vi sono alcune buzz word che vanno per la maggiore, quali ad esempio “trasparenza”, ma nei fatti si scontrano con una realtà a volte ben differente. A partire del ruolo di alcuni big player del comparto, come Facebook e Google, che in quanto fornitori di soluzioni full stack garantiscono ben poca trasparenza.
“In Italia, stante il ruolo dominante della tv, siano in una situazione un po’ diversa dagli Usa, dove si pensa che quest’anno il web sarà iI primo media per risorse pubblicitarie raccolte e il programmatic rappresenta un 80% dei budget, contro il nostro 20-25%”, prosegue Buluggio, “ma il problema in potenza è sempre presente”.
“Come Rubicon Project, ad esempio, abbiamo implementato un bidder open source, che si interfaccia con tutte le Supply Side Platform per garantire la massimo scelta disponibile”.
Il problema del programmatic come troppo spesso lo conosciamo oggi è che risulta essere un “black box” dove non vi è chiarezza sui ricavi, le audience, le campagne, e così via.
“Ma i numeri mostrano qualche cosa di diverso”, aggiunge Fabrizio Angelini, CEO di SenseMakers, società che rappresenta in esclusiva per l’Italia ComScore, “teniamo sotto esame il 97% degli annunci in rete, e vediamo che nonostante l’accento posto su ad fraud, environmental fraud e simili, in realtà solo sullo 0,67% delle impression è scattato l’allarme per il posizionamento non adeguato, mentre il traffico non-umano raggiunge appena un 1,16%”.
“Cifre ben diverse da quelle relativi all’in target (solo il 47%) e del Frequency Cap, troppo spesso parametrato sulla esposizione tv (e non web) per cui ancora tanti annunci sono visti troppo poco”, coclude Angelini, “Noi possiamo contare su un panel di oltre due milioni di individui per evidenziare i comportamenti non umani, e siamo convinti che solo un tag di terze parti, indipendenti, possa davvero certificare la viewability degli ad di un sito, nel rispetto dei parametri internazionali di 1 secondi e almeno il 50% della superficie per il display, e di 2 secondi per il video”.

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MEDIA 4 GOOD

Nasce il Global Internet Forum to Counter Terrorism di Twitter, Facebook, Microsoft e YouTube

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Facebook, YouTube, MIcrosoft e Twitter contro il terrorismo

Google ha annunciato, negli scorsi giorni, la nascita del Global Internet Forum to Counter Terrorism, forum nato con la collaborazione di Facebook, Twitter e Microsoft per combattere la sfida, urgentissima e critica, del terrorismo online. Riportiamo qui l’annuncio del colosso di Mountain View.

 

“Facebook, Microsoft, Twitter e YouTube annunciano la creazione del Global Internet Forum to counter terrorism, che ci aiuterà a rendere i nostri rispettivi servizi di hosting di contenuto ostili a terroristi ed estremisti violenti.

La diffusione del terrorismo e dell’estremismo violento è un problema globale urgente e una sfida critica per tutti noi. Prendiamo questi problemi molto seriamente e ognuna delle nostre aziende ha sviluppato politiche e pratiche di rimozione che ci consentono di tenere una linea dura contro i contenuti terroristici o violenti di estremisti sulle nostre piattaforme. Crediamo di poter avere un impatto maggiore sulla minaccia del contenuto terroristico online lavorando insieme e condividendo il meglio delle nostre rispettive tecnologie e modalità operative.

Questo nuovo forum si fonda su iniziative quali l’EU Internet Forum e lo Shared Industry Hash Database, su discussioni con il governo britannico e sulle conclusioni delle recenti riunioni del G7 e del Consiglio Europeo. Formalizzerà e strutturerà le aree esistenti e future della collaborazione tra le nostre aziende e promuoverà la cooperazione con le aziende tecnologiche più piccole, la società civile, gli accademici, i governi e gli organismi sovranazionali come l’UE e l’ONU.

L’ambito del nostro lavoro evolverà nel tempo, poiché dovremo essere pronti a rispondere alle tattiche, in continua evoluzione, di terroristi ed estremisti. Inizialmente, il nostro lavoro si concentrerà su:

1. Soluzioni tecnologiche: le nostre aziende lavoreranno insieme per perfezionare e migliorare progetti tecnologici congiunti già avviati, come il database Shared Industry Hash; condivideranno le best practices via via che vengono sviluppate e implementate nuove tecniche di rilevamento e classificazione dei contenuti utilizzando il machine learning; definiranno metodi standard per offrire trasparenza sulla rimozione dei contenuti terroristici.

2. Ricerca: commissioneremo studi e ricerche per guidare i nostri sforzi di counterspeech e le future decisioni tecniche e di policy relative alla rimozione del contenuto terroristico.

3. Condivisione delle conoscenze: lavoreremo con esperti di contro-terrorismo, quali governi, società civile, accademici e altre aziende per condividere le conoscenze acquisite sul terrorismo. Attraverso una partnership con lo UN Security Council Counter-Terrorism Executive Directorate (UN CTED) e l’iniziativa ICT4Peace, stiamo costituendo un’ampia rete di condivisione delle conoscenze al fine di:

Collaborare con aziende più piccole per aiutarle a sviluppare la tecnologia e i processi necessari per affrontare i contenuti terroristici e estremisti online.
Sviluppare best practice: abbiamo già stretto partnership con organizzazioni quali Center for Strategic and International Studies, Anti-Defamation League e Global Network Initiative per individuare il modo migliore per contrastare l’estremismo e l’odio online. Possiamo contribuire a diffondere queste best practice e sviluppare conoscenza condivisa su argomenti quali lo sviluppo delle linee guida e l’applicazione delle norme delle community.
Counterspeech: ognuno di noi ha già solide iniziative di counterspeech (ad esempio, Creators for Change di YouTube, Redirect Method di Jigsaw, P2P e OCCI di Facebook, le partnership di Microsoft con l’Institute for Strategic Dialogue for counter-narratives su Bing, il programma globale di formazione delle ONG di Twitter). Il forum che abbiamo creato ci permette di imparare e al tempo stesso di contribuire ai reciproci sforzi di counterspeech e di discutere di come potenziare e formare le organizzazioni della società civile e gli individui impegnati in attività simili e sostenere gli sforzi in corso, come ad esempio il Civil society empowerment project (CSEP).

Ospiteremo una serie di workshop in collaborazione con il CTED dell’ONU / ICT4Peace nella Silicon Valley e in altre parti del mondo per portare avanti queste aree di collaborazione”.

 

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BRAND STRATEGY

Sovvertire: IF! Italians Festival torna a settembre al Teatro Franco Parenti

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Sovvertire

“Sovvertire. Rovesciare la visuale, ribaltare il paradigma. Cinema, moda, letteratura, musica, arti grafiche e visive per elaborare nuove connessioni, ispirare, educare e comunicare imprimendo nuova potenza relazionale ai brand, ai loro prodotti e servizi. Arte applicata e tecnologia per sovvertire il sistema e indicare la strada a una nuova generazione di creativi e di brand”.

È il manifesto dell’attesissima quarta edizione di IF! Italians Festival, il più importante appuntamento italiano con la migliore creatività internazionale organizzato e promosso dall’Art Directors Club Italiano e ASSOCOM, in partnership con Google.

Dal 26 al 30 settembre, il Teatro Franco Parenti di Milano sarà per il quarto anno consecutivo la “casa” del Festival della Creatività che in questa edizione verterà il suo ricco e articolato programma intorno al tema #sovvertire.

Numerose le novità di questa edizione. A cominciare dal format dell’evento che si svilupperà su 5 giorni (uno in più rispetto al 2016) con le prime due giornate interamente dedicate alla formazione: martedì 26 con un focus specifico sul digitale e mercoledì 27 sulle arti applicate.

Mentre si segnala un nuovo ingresso nel Comitato Organizzatore di IF!: quello di Stefano Capraro che affianca Emanuele Nenna, Nicola Lampugnani, Alessandra Lanza e Davide Boscacci.

IF! Italians Festival si avvale quest’anno di alcune collaborazioni eccellenti come quella di Marco Mancuso, critico, curatore e direttore di Digicult, nuovo consulente sui contenuti di cultura digitale del programma. Insieme a Mancuso, si segnalano le conferme del creativo Francesco Guerrera, Responsabile dell’immagine coordinata di IF! e del giornalista e project manager culturale Dino Lupelli (Elita), responsabile del programma Entertainment.

A gestire le attività di ufficio stampa anche quest’anno ci sarà un team di PR HUB, che si conferma partner dell’evento.

Il Festival della Creatività riserverà un doppio, imperdibile, appuntamento con il più importante riconoscimento alla migliore creatività italiana, gli ADCI Awards: l’IF! Short List Party con l’esposizione delle short list del premio durante l’opening ufficiale di giovedì 28 settembre, e l’atteso Show di premiazione che chiuderà la cinque giorni milanese nella serata di sabato 30 settembre.

Per il quarto anno consecutivo, Google è vicino al mondo dei creativi italiani per promuovere la collaborazione tra creatività e tecnologia. Insieme a speaker d’eccezione, tra le attività in programma nella nuova edizione del festival sono già confermati i workshop sulle piattaforme Google, il premio “Best Use of YouTube” all’interno degli ADCI Awards, e una rassegna delle migliori campagne pubblicitarie 2017 su YouTube.

 

CREDITS

IF! Italians Festival
26-30 settembre 2017 – Teatro Franco Parenti – Milano

Promoted by ADCI e ASSOCOM
Main Partner: Google

Organigramma
Comitato Organizzatore: Emanuele Nenna, Nicola Lampugnani, Alessandra Lanza, Davide Boscacci e Stefano Capraro.
Consulente Contenuti Cultura Digitale: Marco Mancuso
Responsabile Entertainment: Dino Lupelli (Elita)
Immagine Coordinata: Francesco Guerrera
Fundraising: Valentina Eva Tosato (Ideal Comunicazione)
Ufficio Stampa: PR HUB (Assocom)
Comunicazione digital e social: We Are Social

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NUMBER

Mercato pubblicitario, Google e Facebook valgono il 20%: la ricerca Zenith

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Google e Facebook, i dati di Zenith

Sono Google e Facebook i veri trionfatori del mercato pubblicitario di oggi: Zenith rende nota la nuova edizione Top 30 Global Media Owners, classifica in cui il gruppo aggiorna la metodologia di rilevazione sulle concessionarie, concentrandosi esclusivamente sulle revenue dell’advertising ed escludendo quelle derivanti dalle altre attività. Google e Facebook nel 2016 hanno rappresentato il 20% del mercato pubblicitario a livello globale, in crescita rispetto all’11% del 2012. Insieme le due aziende hanno rappresentato il 64% della crescita globale del mercato tra il 2012 e il 2016.

Nella Top Thirty di Zenith, Google (parte della holding Alphabet) nel 2016 è stata la concessionaria digital al primo posto, con 79,4 miliardi di dollari di entrate pubblicitarie, seguita da Facebook con  26,9 miliardi di dollari. Mentre al terzo posto con 12,9 miliardi di dollari troviamo Comcast, considerata la concessionaria più grande sui mezzi tradizionali. Come anticipato nella pubblicazione trimestrale di Zenith, Advertising Expenditure Forecasts, la comunicazione pubblicitaria digital supererà quella televisiva diventando il mezzo più importante nel panorama media globale di quest’anno. Lo rileviamo anche nella Top 30 Global Media Owners dove le concessionarie esclusivamente digitali dominano la classifica. Oltre ad Alphabet/Google e Facebook, ne vengono rilevate altre cinque: Baidu, Microsoft, Yahoo, Verizon e Twitter. Nel 2016 queste sette aziende hanno generato complessivamente 132 miliardi di dollari di entrate pubblicitarie: il 73% del totale digital e il 24% del totale mezzi…

 

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COMMERCE

“Think Omnichannel”: Google e Netcomm per l’integrazione tra online e offline

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Lo scenario omnicanale, la centralità del consumatore e il valore della trasformazione digitale sono i temi al centro di ThinkOmnichannel, l’evento organizzato oggi da Google in collaborazione con Netcomm sullo stato dell’arte dell’omnicanalità, ovvero l’integrazione strategica di tutti i canali online e offline a disposizione dei brand, per offrire un’esperienza uniforme ed efficace lungo il percorso d’acquisto dei consumatori.

Di pari passo con al diffusione degli smartphone, che cambiano drasticamente il modo in cui le persone raccolgono le informazioni su prodotti offerti dalla impresa, si trasformano anche le aspettative dei consumatori nei confronti dei brand. Si diffonde la necessità di creare percorsi in grado di rispondere alle esigenze del “consumatore iperconnesso”. Ma se le innovazioni tecnologiche consentono di raggiungere le persone in modo nuovo, sono ancora poche le aziende italiane che hanno saputo trarne tutti i vantaggi.

“L’evoluzione digitale non riguarda solo il futuro delle aziende, ma è un cambiamento da intraprendere fin d’ora” commenta Roberto Liscia, Presidente di Netcomm. “Un cambiamento talmente permeante l’assetto di un’azienda che, solo se intrapreso nella sua totalità, può davvero portare a cogliere le straordinarie opportunità offerte dal digitale” continua Liscia. Ripensare la propria relazione con il cliente e configurare una customer experience dove il consumatore sia attore del processo decisionale, non significa infatti solo ridefinire la proposizione di valore da offrire, ma anche e soprattutto trasformare tutti i processi interni che concorrono alla sua erogazione: dalle tecnologie agli aspetti produttivi, dalla logistica alle strategie di marketing.

Se da un lato le aziende italiane sono ancora frenate nel perseguire strategie omnicanale, dall’altro i consumatori sono sempre più protagonisti nella creazione di un percorso d’acquisto personalizzato, dove ogni canale dell’azienda riveste un ruolo fondamentale nell’esperienza complessiva. Basti pensare agli acquisti via smartphone: secondo una ricerca elaborata da Human Highway per Netcomm, dal 2015 al 2016 sono cresciuti dell’80% e ad oggi rappresentano quasi il 20% degli acquisti effettuati online. Non solo, i cosiddetti “everywhere shoppers”, ossia coloro che effettuano acquisti online da PC, tablet e smartphone hanno una maggiore predisposizione di spesa rispetto alla media degli e-shopper. Questa categoria di acquirenti inoltre interagisce in maniera sinergica tra i canali online e offline: il 33,7% di loro dichiara infatti di utilizzare lo smartphone per orientarsi nell’acquisto in negozio. Gli “everywhere shopper” rappresentano in senso pieno il consumatore omnicanale: un consumatore evoluto, che non distingue online da offline, né dispositivo fisso da mobile, ma che crea da sé il miglior percorso di acquisto e di relazione con l’azienda.

“Il digitale è una potente leva trasformativa che sempre più si integra con i canali tradizionali e ne diventa un abilitatore”, interviene Fabio Vaccarono, Managing Director Google Italia. “La possibilità di interagire da qualunque luogo e su molti dispositivi è diventata un’abitudine che il consumatore ricerca e pretende. Infatti, le persone passano da punti di contatto fisici a punti di contatto virtuali senza soluzione di continuità, ma soprattutto esprimono online bisogni chiari che le aziende devono saper interpretare e anticipare. Si tratta di un cambiamento culturale che, una volta riconosciuto e orientato correttamente, libererà il potenziale delle innovazioni tecnologiche con effetti positivi di lungo termine.”

Un esempio di successo è quello di Max Mara Fashion Group, che dal 2015 ha cominciato un percorso trasformativo in ottica omnicanale. Antonio Farini (Ad Diffusione Tessile e Group CIO di Max Mara) presenta a Think Omnichannel un “decalogo per l’omnicanalità” e le modalità di collaborazione con Google per l’adozione tecnologica, dalle piattaforme per il marketing all’online-to-store, dall’utilizzo del cloud per gli analytics agli strumenti di collaborazione e condivisione per lo smart working.

Durante la giornata organizzata a Palazzo Mezzanotte di Milano, intervengono Fabio Vaccarono (Managing Director Google Italia), Roberto Liscia (Presidente Consorzio Netcomm), Giulio Finzi (Segretario Generale Consorzio Netcomm), Giovanni Fantasia (CEO Nielsen Italia), Giacomo Fusina (CEO Human Highway), Antonio Farini (Ad Diffusione Tessile e Group CIO Max Mara), Alessandro Diana (Managing Director di Accenture Interactive), Roberto Catanzaro (Direttore Business Development CartaSi), Simona Lertora (Head of Marketing & Business Development DHL), Mariano Di Benedetto (CEO iProspect Italia) e Valter Violini (Web Analytics Manager VF Corporation).

 

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MEDIA

Publicis Media contro l’adfraud: accordo con Google e intervento diretto per la brand safety

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publicis media

Alla luce degli eventi di questi giorni che hanno visto casi di erogazione di banner di investitori pubblicitari su Youtube e Google Display Network (GDN) in presenza di contenuti inopportuni, in primis legati al terrorismo internazionale, Publicis Media, insieme alle agenzie parte del Gruppo (Zenith, Starcom, Blue 449, Mediavest|Spark e Performics) si sono attivate con Google perché quest’ultimo metta in atto azioni concrete al fine di garantire la brand safety degli advertiser.
Sono arrivati i primi risultati: Google ha implementato con effetto immediato alcune azioni, assumendo una
posizione più rigida riguardo ai contenuti dispregiativi e offensivi, attraverso l’applicazione di una serie di filtri che preverranno la visione degli ads affiancata a contenuti che possano essere offensivi, riguardanti età, religione, razza, orientamento sessuale, identità e nazionalità.
Google ha garantito di continuare nella propria azione, aumentando il livello di servizio e gli strumenti a tutela degli investitori utilizzando algoritmi di machine learning per migliorare la targetizzazione dei video, oltre a impegnarsi a rimuovere questi ultimi entro 2 ore dal reporting nel caso vengano associati a contenuti inappropriati.
Publicis Media mantiene quindi aperto il dialogo con Google, attendendosi piena collaborazione.
Nel frattempo, per garantire maggiormente gli investitori pubblicitari, Publicis Media ha deciso di lanciare un’operazione su larga scala a favore della brand safety e contro l’adfraud.
Tutte le agenzie del Gruppo attiveranno per i propri clienti un servizio brand safety e anti adfraud, sviluppato in partnership con alcune piattaforme tecnologiche, su tutte le campagne gestite.
Il servizio in questione non solo attiverà funzioni di brand safety sfruttando il blacklisting, ma aggiungerà un servizio di keyword sensitive e di controllo semantico con aggiornamento giornaliero dei topic ritenuti unsafe.
A questo si unisce il controllo di tutto il traffico non umano, per combattere i fenomeni di adfraud, e il non in-geo traffic. Non da ultimo, il servizio includerà di default il tracking della viewability, con l’obiettivo di garantire erogazioni di qualità.
“La trasparenza ed un uso corretto delle tecnologie permettono di massimizzare l’efficacia del digitale, controllando eventuali problemi ed evitando rischi” dichiara Andrea Di Fonzo, CEO di Blue 449.
“La sicurezza e la protezione del brand sono priorità assolute in ogni forma di comunicazione, non solo digital” continua Luca Cavalli, CEO di Zenith. “La soluzione che proponiamo testimonia il nostro impegno a garantire ai nostri clienti il massimo livello di servizio a tutela e valorizzazione dei loro brand”.
“La nostra responsabilità come Gruppo è quella di lavorare con tutti i player del settore, Google incluso”, conclude Vita Piccinini, CEO di Starcom, “per garantire livelli di safety sempre maggiori, e i nostri clienti devono ricevere da noi un servizio che vada oltre e che in maniera neutrale e trasparente garantisca investimenti sicuri”.

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AZIENDE

Jeep, Accenture Interactive, Lenovo e Google lanciano l’applicazione in realtà aumentata Jeep Compass Visualiser

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Nuova Jeep Compass

Il marchio Jeep lancia un’innovativa customer experience presso i propri concessionari: grazie a un’esperienza tecnologica di ”realtà aumentata”, infatti, i clienti potranno interagire con la nuova Compass, girare intorno alla vettura e guardare al suo interno, anche se non fisicamente esposta negli show room.

Il Jeep Compass Visualiser è una nuova applicazione, di facile utilizzo, in grado di ricreare un esemplare virtuale della Jeep Compass davanti agli occhi dei clienti, in scala 1:1, consentendo loro di scoprire questo nuovo modello e di interagire con esso prima del suo debutto fisico in concessionaria.

L’applicazione, sviluppata in collaborazione con Accenture Interactive, la digital agency parte di Accenture Digital, si basa su Tango, la tecnologia per la realtà aumentata con smartphone di Google che consente ai dispositivi mobili di ‘navigare’ nel mondo reale interagendo con la realtà virtuale, ed è stata ottimizzata per lo smartphone Lenovo Phab 2 Pro, il primo dispositivo compatibile con Tango.

Fiat Chrysler Automobiles (FCA), Lenovo e Accenture hanno presentato un prototipo di questa applicazione al Mobile World Congress di Barcellona nel febbraio 2016. Si è trattato di un’anteprima incentrata su come la realtà aumentata possa rivoluzionare la customer experience, consentendo la visualizzazione e l’interazione con una versione virtuale in scala 1:1 dell’automobile a cui si è interessati.

Il Jeep Compass Visualiser è già disponibile nei concessionari Jeep di alcuni mercati europei (oltre all’Italia, Austria, Belgio, Francia, Germania, Olanda, Spagna e Svizzera) e verrà introdotto in tutta l’area europea entro la fine dell’estate.

Il Jeep Compass Visualiser attraverso un dispositivo compatibile con Tango dà la possibilità agli utenti di scegliere e cambiare il colore della carrozzeria e la configurazione dei cerchi. Con un semplice tocco sullo schermo del dispositivo si possono cambiare i colori dei rivestimenti interni. Mentre la vettura è visualizzata sullo schermo del dispositivo, l’esemplare virtuale si sposta in relazione ai movimenti dell’osservatore.

I clienti che visiteranno i concessionari Jeep saranno in grado di configurare a proprio piacimento la Jeep Compass, scegliendo tra due diversi allestimenti degli interni (Urbex o Ski Grey) e due tipologie di materiali (in pelle o nella combinazione pelle/tessuto). Grazie alla realtà aumentata, la configurazione selezionata apparirà davanti ai loro occhi in formato 3D.

Tango utilizza la visione computerizzata per consentire al dispositivo mobile di rilevare la propria posizione nel mondo reale, riducendo così la distanza tra il mondo digitale in 2D e il mondo fisico in 3D. In questo modo, il dispositivo mobile è in grado di mappare l’ambiente che lo circonda a 360° e di navigare nel mondo reale proprio come fanno gli esseri umani.

La App relativa alla tecnologia Tango si basa su sensori integrati, rilevamento del movimento, apprendimento di area e percezione della profondità per generare le interazioni. Non è necessaria alcuna connettività internet o GPS: una volta installata la App può essere lanciata praticamente ovunque, garantendo una user experience realizzata su misura per la realtà aumentata.

Lenovo ha sviluppato il Phab 2 Pro, il primo smartphone al mondo compatibile con Tango, proprio per ospitare tale tecnologia su un dispositivo destinato al pubblico, e rendere così la realtà aumentata accessibile al maggior numero di persone. Lo schermo da oltre 6 pollici del Phab 2 Pro è dotato di risoluzione QHD ad elevata nitidezza ed offre ai clienti la possibilità di vivere un’esperienza della nuova automobile in versione virtuale, ma a grandezza naturale.

Il primo tassello dell’arrivo della nuova Compass in Europa, già ordinabile presso tutti gli show room, è la Opening Edition, che offre la perfetta combinazione di carattere, design e tecnologia in una soluzione completa in termini di offerta finanziaria e dotazioni di serie.

Dal punto di vista dell’infotainment su Compass Opening Edition è di serie il sistema di navigazione Uconnect con display touchscreen da 8,4” con Apple CarPlay che consente agli utenti iPhone di accedere ad Apple Maps, Messaggi, telefono e Apple Music tramite i comandi vocali di Siri, e Android AutoTM per un accesso facile e sicuro ad applicazioni come Google MapsTM e a Google Play MusicTM.

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AGENZIE

Piano B firma “Future Viewing” di Google, la prima mostra di opere in realtà virtuale

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Google Future Views

Piano B produce per GoogleFuture Viewing”, la prima mostra di opere in realtà virtuale, e registra oltre 5.000 visitatori nei tre giorni di apertura gratuita al pubblico (dal 3 al 5 marzo 2017). Il percorso espositivo è formato da 10 creazioni realizzate con il Tilt Brush, il pennello virtuale per disegnare in 3D. Le creazioni sono state progettate da artisti emergenti sul Google Bus durante il road show “Vivi internet al sicuro”, la campagna sul tema della sicurezza on line che ha attraversato l’Italia, percorrendo oltre 2.600 chilometri e facendo tappa a Milano, Cagliari, Napoli, Bologna e Roma.

La mostra, organizzata in forma di labirinto e pannelli trasparenti, sembra vuota, non esserci, ma indossando un visore Google Cardboard, le opere compaiono come per magia davanti agli occhi dei visitatori. Via Vincenzo Capelli a Milano, accanto piazza Gae Aulenti, lì dove il tour del Google Bus è partito, è la sede dell’allestimento. “Future Viewing” ha rappresentato anche una nuova occasione per tutti di mettere alla prova la propria creatività sperimentando il Tilt Brush ed effettuare il controllo di sicurezza del proprio account con un team di esperti qualificati.

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