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GDPR: solo il 5% degli utenti europei rifiuta i cookies. Il report di Teads

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Teads

Teads inaugura oggi un report settimanale che racconta lo stato di allineamento dei publisher europei alle nuove direttive del General Data Protection Regulation (GDPR).

Questo barometro di Teads fa riferimento agli editori che lavorano sulla piattaforma e può essere considerato ampiamente rappresentativo del mercato europeo poiché riflette i due terzi dei 300 editori mondiali della classifica di comScore.

I risultati più significativi sono stati raggruppati ed elencati di seguito:

● Il 63% del traffico degli editori europei passa attraverso una piattaforma di gestione del consenso (CMP) che permette agli utenti di esprimere la propria preferenza e agli editori di adeguarsi alla normativa in vigore.
● Il 50% degli utenti di Internet di tutta Europa ha accettato o rifiutato il consenso all’utilizzo dei cookie con l’obiettivo di generare advertising targettizzato.
● Ben il 95% di questi utenti ha espresso il proprio consenso al raccoglimento di dati, contro un significativamente basso 5% che, invece, lo ha rifiutato.
● Teads è al lavoro per guidare i publisher Europei che ancora non hanno provveduto all’implementazione della Consent Management Platform nel processo di allineamento alla nuova legge.

Secondo quanto registrato da Teads, il 63% del traffico dei publisher di tutta Europa passa attraverso una piattaforma (CMP) che permette agli utenti di accettare o rifiutare l’utilizzo dei cookie ai fini di profilazione. La Spagna guida il processo di adozione della CMP con un tasso di implementazione dell’82.83%, l’Paesi Bassi si posiziona subito dopo con un 82.82%, mentre Francia e UK registrano rispettivamente il 71.08% e il 67.93% di presenza.

Quando si tratta di fornire il proprio consenso all’utilizzo dei cookie per ricevere pubblicità più personalizzate, solo una piccola percentuale di utenti rifiuta. Questo dato è notevolmente significativo, soprattutto se si considera tutto ciò che si è detto nella industry riguardo al tema privacy. La percentuale di rifiuto del consenso si aggira attorno al 5% in tutta Europa con un tasso di poco più alto in Inghilterra (7%) ed è, invece, più bassa, in Francia (4%), Paesi Bassi (3%), Spagna e Italia (2%). I dati riguardanti la situazione in Germania non sono disponibili poiché la maggior parte dei publisher tedeschi non risponde alla normativa sul consenso dell’utente ma fa ricorso al cosiddetto “legittimo interesse” per erogare pubblicità personalizzate.

Questi dati rappresentano la percentuale di adozione delle CMP all’interno della piattaforma Teads che vanta una reach superiore all’85% raggiungendo oltre 1,2 miliardi di utenti unici nei principali mercati Europei. Proprio per questo motivo, i dati riflettono in maniera altamente significativa lo stato attuale dell’ecosistema media in Europa.

“L’adozione diffusa del Consent Management Framework di IAB da parte dell’industry ha permesso di soddisfare tutti i requisiti richiesti dal GDPR in tempi record. Il nostro lavoro è da tempo focalizzato a indirizzare gli editori verso l’implementazione delle piattaforme di gestione del consenso per procedere ancora più velocemente verso questa direzione”, commenta Pierre Chappaz, Founder & Executive Chairman di Teads (nella foto).

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AZIENDE

Ravensburger e Commanders Act: partnership per una gestione dei tag conforme al GDPR

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Commanders Act

Commanders Act – fornitore europeo di soluzioni enterprise per la gestione di tag, dati e customer journey – ha acquisito tra i propri clienti Ravensburger.

La nota azienda tedesca ha, infatti, iniziato a utilizzare la soluzione di gestione dei tag TagCommander per raccogliere, attivare e inoltrare i dati relativi al comportamento e agli interessi dei propri clienti ai vari sistemi di analisi e marketing.

TagCommander permette a Ravensburger l’inserimento di tag per il tracciamento e la profilazione nell’esperienza digitale, l’acquisizione di dati relativi alle prestazioni attraverso vari canali e la capacità di reagire in modo dinamico ai nuovi requisiti dei tag in un ambiente legato alla stagionalità. Soprattutto nel periodo prenatalizio, tra ottobre e dicembre, il sito web di Ravensburger registra una quantità di visitatori particolarmente elevata. L’azienda cercava, quindi, una soluzione che fosse conforme al GDPR, flessibile e facile da utilizzare, che offrisse un’ampia gamma di funzionalità e il multi-channel tracking.

“Siamo lieti di collaborare con Ravensburger per compiere passi decisivi nella digitalizzazione e nella gestione dei tag”, afferma Andrea Bovarini, Country Manager South Europe di Commanders Act. “Ravensburger è un’azienda modello, conosciuta da tutti, sia bambini che adulti”.

La gestione dei tag

Nel marketing online, la gestione dei tag è diventata fondamentale per mantenere una visione d’insieme su tutti i canali di marketing e sui budget. Gestendo i tag in modo automatico, un’azienda è in grado di risparmiare molto tempo e denaro; senza una soluzione simile, al contrario, ogni giorno si deve inserire e validare, manualmente, ogni singolo tag.

TagCommander consente di apportare modifiche ai tag in modo semplice e veloce, senza dover ricorrere alle costose competenze di specialisti IT. Con TagCommander i responsabili marketing possono utilizzare diverse fonti di dati e implementare nuove misure attraverso vari canali in modo molto efficace.

Ravensburger esiste da 135 anni e, fin dalla sua fondazione, il gruppo ha sempre cercato di reagire con anticipo ai cambiamenti e alle novità. Questo vale anche per la digitalizzazione: quattro team lavorano fianco a fianco per garantirne il successo operativo e un continuo sviluppo. La gamma di prodotti classici di Ravensburger può essere acquistata in Germania, Austria, Francia e Stati Uniti, anche nei negozi online del marchio.

“Ogni anno diversi milioni di clienti visitano il nostro shop online”, afferma Max Meyer, System Engineer e-Business di Ravensburger. “Per gestire i tag nell’ambito della nostra offerta, complessa e ampia, abbiamo bisogno di una soluzione semplice e affidabile. Una volta scelto Commanders Act come nostro partner, la nostra sfida era quella di riuscire a effettuare l’implementazione in tempi ridotti, cioè in poche settimane. Grazie ai nostri interlocutori presso Commanders Act, che si sono dimostrati competenti, veloci e disponibili, siamo riusciti nell’impresa. La soluzione che ci hanno proposto è stata, oltre che conforme con il GDPR, chiara, intuitiva e basata su una tecnologia stabile”.

 

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AZIENDE

GDPR, un’opportunità per tutti i settori: il perché spiegato da Sizmek

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enrico quaroni, sizmek, gdpr

In questo periodo il GDPR è l’argomento più discusso in gran parte degli ambiti lavorativi. D’altra parte, considerata la natura e la portata di internet, sono pochi i settori che possono permettersi di non considerare le implicazioni del nuovo regolamento Europeo sui dati e sulla privacy. Mesi di pianificazione, ricerche, revisioni e controlli delle policy dei dati hanno ormai raggiunto il culmine in quanto si è raggiunta e superata la data di entrata in vigore del GDPR. Tuttavia, non è ancora possibile capire cosa significherà per i marketers, come sarà interpretato dai regolatori e come reagiranno i consumatori, spiega nel suo focus Sizmek.

La situazione di allarmismo include un’ampia gamma di contesti, soprattutto quelli relativi alle sanzioni finanziare che sono pari al 4% del fatturato annuo o 20 milioni di euro. Per essere più specifici nel settore adv, le voci che generano maggiori preoccupazioni sono quelle riguardanti la totale rimozioni di targeted adv e la fine del programmatic. Ora, nonostante queste preoccupazioni, sono diversi i settori che non si sono preparati adeguatamente al nuovo regolamento, anche se l’Italia appare più preparata del Regno Unito. In UK infatti solo il 46% delle aziende ha realizzato un piano concreto e strutturato per assicurarsi di essere compliant con il nuovo regolamento, mentre da un sondaggio IDC emerge che in Italia oltre il 60% delle imprese sostiene di avere approntato uno specifico programma per essere compliant.

 

2018: l’anno del controllo e della trasparenza

Per il settore adv, la domanda di maggiore trasparenza e chiarezza su dove e perché vengono pubblicati gli annunci cresce di giorno in giorno. La recente decisione di Cisco di pubblicare annunci su YouTube dimostra la sfiducia del mercato. Ciò che il GDPR offre è un modo efficace per capire come i dati vengono utilizzati per fornire annunci che supportano i contenuti gratuiti. Con questa comprensione e trasparenza si ottiene un maggiore controllo su quali dati possono essere forniti o scambiati con contenuti gratuiti. Il GDPR rappresenta una reale opportunità di ristabilire la fiducia ed educare i consumatori sull’importante ruolo che la tecnologia gioca nella loro vita quotidiana.

 

Costruire la fiducia tra marketer e consumatori

Il GDPR offre l’opportunità a marketers e brand di essere più aperti con i propri clienti su come utilizzano i loro dati e con quali altre organizzazioni li condividono. Il regolamento consente una migliore comprensione delle motivazioni alla base della raccolta e dell’utilizzo di dati e i brand devono ora informare gli utenti del motivo per cui devono farlo. In molti casi, la ragione è quella di fornire contenuti migliori e più personalizzati, un’esperienza di livello superiore o di proporre offerte/servizi specifici e personalizzati. Ma l’attenzione deve essere posta anche sui partner tecnologici con cui i marchi collaborano. Ora devono fornire dettagli sulle relazioni che intrattengono con altri fornitori e su come tali organizzazioni potrebbero utilizzare i dati raccolti, oltre a essere trasparenti riguardo alla loro diffusione. Tutto ciò costituisce un passo positivo verso la creazione di un clima di fiducia tra azienda e consumatore.

 

Guardando il lato migliore

Nonostante la preoccupazione e la mancanza di preparazione da parte di molte organizzazioni, il GDPR rappresenta anche un’opportunità. “Mentre entriamo in un’era regolata dal GDPR, i marchi e gli editori devono ora concentrarsi sui benefici. Il GDPR consentirà ai marketer di operare in modo più efficiente e più rapido, poiché si occuperanno di dati più “puliti” e accurati e si confronteranno con i consumatori che effettivamente vogliono essere contattati da loro” conclude Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek. “Dopo tutto, che valore ha un database di un milione di persone se solo un quarto di questi contatti ha qualche affinità con un marchio? Questo regolamento costituirà la pietra miliare del mercato volta a promuovere una maggiore apertura e trasparenza e a costruire relazioni migliori e più autentiche con i clienti. Questo non può che essere positivo per le imprese che vi operano e per i consumatori che vogliono continuare a godere o a condividere importanti contenuti”.

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AZIENDE

Quantcast presenta la propria CMP del Transparency & Consent Framework di IAB Europa per il GDPR

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gdpr

Quantcast, che possiede e gestisce la più grande piattaforma AI-driven sul comportamento dell’audience nell’open internet, presenta Quantcast Choice, la propria CMP (Consent Management Platform) del Transparency & Consent Framework di IAB Europe per il GDPR. Il prodotto, completamente gratuito, è già stato scelto da molti publisher e inserzionisti sia in Europa sia in US, per un totale di oltre 1.200 operatori della filiera registrati alla CMP.

L’open-source Framework di IAB Europa consente ai publisher e agli inserzionisti di conformarsi alle nuove regole entrate in vigore con il GDPR lo scorso 25 maggio. Come parte attiva del Framework, Quantcast ha deciso di realizzare una piattaforma di gestione del consenso (CMP), diventando una delle 18 attualmente registrate attraverso cui verranno fornite le informazioni sul consenso del consumatore. Tra le altre CMP troviamo DMG Media, l’editore del Daily Mail UK e MailOnline.

Il GDPR ha modificato le regole sull’uso dei dati dei consumatori online. Rappresentando l’80% delle entrate per gli editori digitali, la pubblicità è oggi fondamentale per il successo dei publisher a lungo termine. Basandosi sul Transparency & Consent Framework di IAB Europa, Quantcast Choice permette a editori, inserzionisti e altri proprietari di siti web di ottenere il consenso dei consumatori e utilizzare i loro dati per misurare le loro attività e continuare ad erogare pubblicità e contenuti digitali a tutti i cittadini dell’Unione Europea, secondo le nuove direttive del GDPR.

Quando i consumatori visiteranno i siti web che hanno implementato Quantcast Choice visualizzeranno una delle numerose opzioni di interfaccia utente disponibili per l’editore o l’inserzionista, come pop-up e banner, che fornirà loro informazioni sulle finalità di raccolta dei dati e chiederà l’autorizzazione per il loro utilizzo. Dalla stessa interfaccia il consumatore potrà avere accesso anche ad altre opzioni più dettagliate sulla privacy. Il consenso, una volta dato, verrà applicato anche alle altre interazioni dell’utente col resto del sito, e condiviso con gli altri siti che utilizzano il Framework di IAB. Quantcast continuerà inoltre ad aggiornare la CMP man mano che si evolverà il Framework di IAB Europa.

“Quantcast Choice è un modo facile e gratuito per tutti i proprietari di siti web per essere conformi al GDPR. Non è solo il risultato di oltre un anno di lavoro e una stretta collaborazione con IAB Europa, ma rappresenta il giusto equilibrio tra la tutela della privacy dei consumatori, il controllo dei loro dati e la promozione di una vivace industry editoriale finanziata da annunci pubblicitari. Questo è essenziale se i consumatori vogliono continuare a beneficiare di notizie e intrattenimento di qualità gratuiti. Le soluzioni basate sugli standard del settore sono fondamentali per il mantenere sani e diversificati sia i contenuti nel digitale che l’ecosistema pubblicitario”, dichiara Sam Barnett, Chief Product Officer di Quantcast.

“Fin da subito Quantcast ha collaborato con il settore per sviluppare e rendere disponibile il nostro Transparency & Consent Framework. Alla fine del 2016, abbiamo invitato le aziende associate ad IAB Europe e alle singole IAB nazionali di tutto il mondo a unirsi allo sforzo di creare uno standard comune e open source per l’industry. Quantcast è stata una della prime realtà ad accettare l’invito. Manterremo questo approccio aperto e inclusivo man mano che lo standard evolverà e non vediamo l’ora di continuare a trarre vantaggio dall’esperienza delle società europee e di quelle di altri Paesi che sono disposte a farsi avanti in questo modo”, afferma Townsend Feehan, CEO di IAB Europa.

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TECH & INNOVATION

GDPR: l’Italia un passo avanti rispetto al resto dell’Europa

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Daniele Sesini, direttore generale IAB Italia

L’impatto dell’applicazione del Regolamento Europeo GDPR per il mercato del marketing digitale in Italia, in particolare in relazione ai cookie, sarà meno oneroso di quanto ci si potrebbe aspettare. A pochi giorni dall’entrata in vigore del Regolamento Europeo, IAB Italia fa chiarezza sul suo reale impatto nel mercato del marketing digitale.

Mentre la frenesia dell’adeguamento alle normative del GDPR colpisce la maggior parte delle aziende italiane, IAB Italia si è impegnata a sgomberare il campo da dubbi e inesattezze che circolano sul reale impatto del nuovo Regolamento europeo nel settore della pubblicità digitale.

In vista del prossimo 25 maggio, i mercati internazionali sono chiamati ad abbandonare il cosiddetto approccio “opt-out” – nel quale l’utente che non vuole che vengano tracciate le sue abitudini di navigazione deve attivarsi personalmente, entrando nelle policy di privacy di ciascun sito web visitato per esprimere la propria volontà, poiché il sito lo traccia di default senza nessuna richiesta esplicita e preventiva – e introdurre quello “opt-in”, ove viene chiesto il consenso esplicito preventivo.

Molto rumore, quando la soluzione in Italia c’è già…

“Nonostante le numerose preoccupazioni, l’applicazione del GDPR – sul fronte del tracciamento dei dati web ai fini pubblicitari – sarà per le aziende italiane del marketing sostanzialmente indolore in quanto, già nel 2015, il Garante Italiano per la Privacy ha imposto a tutti gli operatori l’adozione di un processo basato sull’informazione preventiva e sulla raccolta del consenso esplicito dell’utente che deve avvenire prima dell’erogazione dei cookie di profilazione sul sito da lui visitato”, commenta Daniele Sesini, Direttore Generale di IAB Italia (nella foto).

Si tratta nello specifico di quella che viene identificata con il nome di “cookie law” – figlia della Direttiva Europea sull’e-Privacy del 2009 – che ha obbligato tutti i siti web italiani a prevedere un banner che informi preventivamente l’utente sulla raccolta e sull’utilizzo di informazioni legate alla navigazione dell’utente tramite cookie (cd. informativa breve). Il GDPR non disciplina nello specifico le modalità di tracciamento e trattamento dei dati sul web, rimandando per l’appunto alle disposizioni della Direttiva Europea e-Privacy 2009.

Il caso italiano, un esempio virtuoso per tutti gli altri paesi europei

“Se gli altri paesi europei hanno optato per un’implementazione più lasca della Direttiva Europea del 2009, l’Italia – attraverso il Garante per la Privacy – ha preferito una strada più rigida, garantendo, anche se in misura semplificata, un opt-in a tutti gli utenti del sito. Una scelta di comodo, che oggi pone però questi stessi paesi in una situazione di svantaggio rispetto all’Italia che, va ammesso, è stata lungimirante grazie al lavoro corale di IAB Italia e diverse associazioni del settore di concerto con il Garante. Va infine ricordato che il GDPR è un “Regolamento” e non una “Direttiva”, il che implica che questa volta la sua attuazione è obbligatoria per tutti gli stati membri con la possibilità per l’Europa di sanzionare coloro che non rispettano quanto espressamente richiesto”, prosegue Sesini.

Le criticità per chi lavora con partner internazionali

Nonostante la situazione italiana non richieda ulteriori adempimenti, molti operatori italiani del settore lamentano di essere costretti dai loro partner internazionali e dagli OTT ad adottare strumenti di “certificazione e condivisione” del consenso più onerosi di quanto strettamente necessario. In questi casi, IAB Italia suggerisce di adottare anche il “Consent Framework” recentemente sviluppato da IAB Europa, un sistema che permette di gestire i processi di raccolta e condivisione del consenso tra partner della filiera in modo semplice e univoco.

In particolare, IAB Italia suggerisce di integrare la CMP (“consent management platform”, la piattaforma che gestisce il consenso degli utenti) mantenendo la modalità semplificata di acquisizione del consenso – anche tramite il prosieguo della navigazione o lo scroll di pagina da parte dell’utente – come previsto dall’attuale cookie law, che rimane valida per il mercato italiano sino a quando entrerà in vigore il nuovo regolamento europeo e-Privacy.

“In una situazione di mercato in cui c’è ancora molta preoccupazione e incertezza sul tema, è importante che tutti collaborino per evitare di aumentare la confusione e per sostenere i publisher e gli operatori locali. Auspichiamo che anche gli OTT supportino e adottino unicamente la soluzione proposta da IAB Europe, che si contraddistingue per essere aperta, universale e super partes”, conclude Daniele Sesini.

La lista dei vendor che hanno sottoscritto il Consent Framework di IAB EU è riportata qui

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BRAND STRATEGY

Sizmek: le opportunità del GDPR nel settore del digital adv. La check list per arrivare preparati al 25 maggio

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Sizmek - GDPR

Il settore del programmatic adv usa varie fonti di dati e il suo successo si fonda proprio sulla capacità di utilizzare questi dati in maniera intelligente, per realizzare campagne particolarmente rilevanti per il target di riferimento dei clienti. I budget pubblicitari che i diversi brand investono vanno a creare annunci che si integrano in maniera diretta con i contenuti e i servizi che gli utenti utilizzano per informarsi, divertirsi e connettersi con gli altri. A poche settimane dall’entrata in vigore del GDPR, le aziende ancora non hanno nessuna certezza su come questa nuova regolamentazione influirà sul loro business e, di conseguenza, quali saranno le azioni che dovranno intraprendere.

C’è ancora molta incertezza relativamente al modo in cui il GDPR verrà interpretato dalle autorità di controllo e ci sono diverse aree della legge che non sono ancora molto chiare. In ogni caso, le agenzie media devono iniziare a prepararsi fin da ora. Secondo Sizmek, la più grande piattaforma pubblicitaria buy-side indipendente, la tendenza rilevata è quelle che molte aziende non si stiano preparando in maniera adeguata all’integrazione della legge. Cosa significa per le agenzie, per i brand e per i pubblicitari? Cosa si deve fare?

“C’è stato molto allarmismo riguardo al GDPR, con molte aziende che stanno diffondendo voci sul fatto che le targeted ads verranno rimosse e che allo stesso tempo verrà ostacolata la funzione del programmatic”, ha commentato Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek. “Nonostante queste voci, i brand e i pubblicitari non devono vedere il GDPR come una minaccia al settore, ma come un’opportunità. Il GDPR porterà a consumatori, publisher e aziende trasparenza e controllo, su siti e app solitamente supportati da adv, in cui le persone hanno libero accesso a informazioni e servizi gratuiti”.

Nel nostro settore, abbiamo sempre più richieste per fornire maggiore trasparenza e chiarezza su dove le adv vengono posizionate e perché. In uno speech allo IAB Annual Leadership Meeting, il CMO di Unilever, Keith Weed, ha dichiarato che per policy non vogliono che “le loro campagne siano su piattaforme che non diano un contributo positivo alla società”. Quello che porterà il GDPR è un effettivo modo di comprendere come i dati personali siano utilizzati per deliverare le campagne adv che supportano contenuti gratuiti. Con questa maggiore comprensione e con la transparency ci sarà maggiore controllo su come e quando i dati personali verranno scambiati in cambio di contenuti free.

Il GDPR presenta inoltre significative implicazioni finanziarie per tutti quelli che non si adegueranno a questa nuova legge. In ogni caso, i brand che dimostrano conformità con il GDPR possono migliorare la loro reputazione, guadagnando la fiducia dei consumatori e dimostrando grande responsabilità.

Entro il 25 maggio, molte aziende probabilmente non avranno fatto tutto ciò che è necessario o non avranno preso le giuste precauzioni per assicurarsi di essere pronti per il GDPR. Questo richiederà un lavoro molto impegnativo e la deadline si avvicina velocemente. In ogni caso, ci sono alcuni semplici punti che i brand e i pubblicitari dovrebbero seguire per assicurarsi che stiano facendo il giusto percorso per essere in linea con la regolamentazione. Questa è la check list necessaria per il GDPR:

1) Documentarsi su quali siano le basi legittime per processare i dati personali
2) Determinare se si è un “responsabile del trattamento dei dati” o un “incaricato del trattamento dei dati”
3) Avere un processo per rispondere alle richieste in merito ai diritti dei diversi soggetti
4) Nominare un responsabile per la protezione dei dati
5) Assicurarsi che i propri sistemi integrino by design la privacy e che ciò sia documentato

Per concludere, il GDPR porterà maggiore controllo e affidabilità per tutti, garantendo un mondo adv più trasparente. In questa nuova era, i marketers devono essere attenti a lavorare con partner che abbiano a loro volta trattato i dati usati per le loro campagne adv in maniera conforme alla normativa. Se questo non viene fatto, i brand non solo possono ricevere multe molto salate, ma potrebbero avere implicazioni anche sulla loro reputazione. La compliance al GDPR porterà invece benefici alle aziende.

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AZIENDE

Interact 2018: per la prima volta a Milano l’appuntamento europeo con il digital advertising

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Interact - IAB Europe

Interact 2018, l’appuntamento più importante di IAB Europe, si terrà a Milano il prossimo 23-24 maggio presso SuperStudio Più. “Disrupt. Adapt. Reinvent.” è il claim di quest’edizione dedicata ad approfondire un settore, che, mai come prima di ora, si trova di fronte a un punto di svolta epocale.

“La nostra industry – commenta Carlo Noseda, Presidente IAB Italia – vive un momento senza precedenti. Il digital advertising infatti, ha concesso un ruolo sempre più importante ai dati e alle nuove tecnologie, permettendo una maggiore ottimizzazione delle campagne di comunicazione. Ciò ha comportato una crescita significativa del mercato, e al tempo stesso un’inevitabile complessità della filiera che oggi richiede maggiore trasparenza e qualità nell’operato di tutti gli attori coinvolti. Due temi centrali che verranno discussi per la prima volta all’interno di un contesto europeo con leader riconosciuti a livello internazionale”.

Saranno due giorni all’insegna di dibattiti sui temi più attuali e centrali del marketing digitale tra cui GDPR, e-Privacy e nuove tecnologie. Organizzato per la prima volta in collaborazione con IAB Italia, accoglierà interventi di ospiti di rilievo come Evgeny Morozov, massimo esperto di nuovi media, giornalista e sociologo critico verso le piattaforme digitali e il loro impatto sociale, Giovanni Buttarelli, garante europeo per la protezione dei dati personali, Randall Rothenberg, Presidente e CEO IAB US, Franck Sineau, Media Group Director Richemont, Barbara Sala, CSE Connection e Media Director Coca-Cola Italia, Ben Sutherland, Chief Digital Officer Diageo, Bastien Parizot, Global Head of Consumer Engagement & Personalization Nestlé, e tanti altri che porteranno le proprie testimonianze sull’evoluzione di un settore strategico per tutti i paesi europei.

“Il nostro comparto riveste un’importanza decisiva per lo sviluppo dell’economia europea, e un indotto da oltre 526 miliardi di euro l’anno è una chiara dimostrazione del suo impatto attuale e prospettico. In questo quadro, l’Italia sta giocando un ruolo da protagonista emergendo tra i paesi con la maggiore crescita in termini di spesa pubblicitaria, con oltre 2,7 miliardi di euro in digital adv e un indotto economico che supera i 58 miliardi di euro”, conclude Noseda.

Accanto a workshop e sessioni dedicate agli sviluppi tecnologici in ambito mobile, programmatic, video, brand safety e content creation, ci sarà spazio anche per le premiazioni dei vincitori dei Mixx Awards e dei Research Awards: i primi celebrano le campagne di digital advertising che si sono distinte in Europa per aver ispirato l’industry e aver evidenziato nuove idee e trend futuri; i secondi premiano i migliori progetti di ricerca nel settore del digitale in Europa che si sono differenziati per aver contribuito allo sviluppo della pubblicità online.

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AGENZIE

GDPR ed e-Privacy – dalla teoria alla pratica. Un successo la primo IAB Digital Academy

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Daniele Sesini, direttore generale IAB Italia

Sold out il primo corso in aula della IAB Digital Academy, intitolato “GDPR ed e-Privacy – dalla teoria alla pratica”, in programma per il 26 gennaio presso lo Spazio Copernico – Via Copernico 38, Milano. Fissata per martedì 13 febbraio la seconda edizione della quale potrete trovare dettagli e informazioni già nei prossimi giorni sul sito IAB Italia.

IAB Digital Academy, iniziativa annunciata nel corso di IAB Forum 2017, amplia la gamma di proposte formative di IAB Italia e offre un format modulare, poiché conta sull’esperienza di docenti indipendenti e super partes individuati dall’associazione, e certificato attraverso un attestato assegnato dopo un test finale ideato da IAB Italia insieme ai docenti coinvolti.

Oggetto di studio all’interno dell’Academy saranno gli aspetti pratici e l’impatto sul business delle tecnologie più all’avanguardia e delle nuove normative del settore, analizzando rischi e opportunità connessi alla nuova economia digitale.
L’appuntamento della IAB Digital Academy, di cui è possibile consultare online il programma, è strutturato per venire incontro alle necessità degli operatori del settore digitale, dei professionisti e delle aziende che devono adeguare le proprie operazioni, o quelle dei clienti, ai nuovi Regolamenti europei in tema di Privacy. In aula saranno presenti gli esperti provenienti dal dipartimento ICT&IP dello Studio Legale DGRS: Lapo Curini Galletti, Giulia Sala, Anna Maria Lorito e Alessandra Titone, che collaborano con IAB Italia anche alla realizzazione di approfondimenti dedicati a tematiche legislative legate al settore del digitale consultabili gratuitamente sul sito web dell’associazione.

“Siamo fortemente convinti che la formazione e la divulgazione di una cultura digitale all’interno delle imprese italiane di ogni dimensione rappresentino due fattori strategici, in grado di far evolvere l’economia del nostro Paese, in particolar modo per quanto riguarda il settore del Digitale” ha dichiarato Daniele Sesini, Direttore Generale di IAB Italia (nella foto) “IAB Digital Academy è un nuovo tassello di un’offerta sempre più completa, personalizzata secondo le esigenze delle aziende. L’iniziativa risponde, inoltre, ad una necessità messa in luce dal Governo Italiano che, attraverso gli incentivi alla formazione digitale previsti all’interno della Legge di Stabilità, mira a supportare il superamento del gap di competenze tecnologiche e digitali che ancora frena il paese”.

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