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A via al Palazzo delle Stelline la quattro giorni milanese del Festival della Crescita 2018

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Festival della Crescita

Da giovedì 18 a domenica 21 ottobre 2018, il nucleo storico del Palazzo delle Stelline (in Corso Magenta 61 a Milano) ospiterà l’ultima tappa del Festival della Crescita: pensieri e condivisioni, oltre a laboratori ed esperienze dedicate al talento, all’educazione, al lavoro e alla comunicazione. Incontri visionari incroceranno progetti di crescita, personale e imprenditoriale.

Futuro + Umano” è il titolo dell’edizione di Milano 2018 e del saggio del sociologo Francesco Morace, presentato il primo giorno della manifestazione, svelando il senso e i temi di questa tappa al termine del Tour 2018. Il volume presenta un’analisi originale sul connubio, possibile e auspicato, tra potenziale umano e progetto, sempre rinnovato, del futuro comune. Scrive l’autore: “La tecnologia, raffinata espressione di creatività, quando incontra l’empatia e la responsabilità tutta umana della scelta, produce umanità alla terza potenza”.

Le 4 giornate del Festival

Nel corso delle quattro giornate del Festival, nelle diverse sale attorno al Chiostro delle Stelline si svolgeranno incontri, workshop e performance dedicati alle varie declinazioni di crescita, sviluppo e innovazione. Saranno coinvolti creativi e imprese, studenti e istituzioni.

La grande sala Visions Hall ospita maratone di dialoghi e convivi (dalla sfida della crescita felice per i nativi digitali, trattando di valori e nuove professioni, a modelli di impresa e reti di successo; dalla sinergia tra marketing e neuroscienze a casi virtuosi di economia civile) e “Call to action” per Università e Ambasciatori della Crescita.

La sala Cult Library è dedicata a incontri e workshop dedicati a temi di crescita umana, talento e formazione: dalla scuola all’azienda. Si tratta di strategie e finanziamenti di startup; connessioni di talenti e lavoro in team; crescite dall’insuccesso; geografie collaborative e importanza degli spazi per lo sviluppo di persone e progetti.

La sala Open Hub, con una programmazione curata da alcuni docenti dell’Università di Milano Bicocca, Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”, propone laboratori esperienziali dedicati a trasformazione digitale, diversità e inclusione, crescita e racconto di sé.

La sala Media Lab è seguita da un gruppo di studenti di Istituto Marangoni, che durante i quattro giorni del Festival attivano informazioni e stimoli visivi nei canali social, realizzando interviste a relatori e partecipanti, e animando con creatività la rete delle comunicazioni, sia presso il Palazzo delle Stelline sia attraverso il network del festival della Crescita.

Il progetto

Il progetto del Festival della Crescita, dalla prima tappa (ottobre 2015) a oggi, ha raggiunto 30 città italiane, continuando a mettere a fuoco progetti di innovazione, attivando connessioni tra università e imprese, cittadini e istituzioni, studenti e progettisti. Il Tour 2018, prima di Milano, ha toccato le seguenti città: Lecce (22 febbraio), Rovereto (13 marzo), Trento (14 marzo), Siena (6 aprile), Roma (12 e 13 aprile), Castelfranco Veneto (15 aprile), Napoli (3 e 4 maggio), Rimini (22 giugno), Piacenza (20 settembre), Parma (22 settembre), Vicenza (5 ottobre).

La partecipazione agli appuntamenti del Festival è gratuita, con registrazione al sito: www.festivalcrescita.it

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Il riposizionamento di Vodafone: nuovo claim e nuovo logo. Al via la più grande campagna pubblicitaria globale di sempre

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Vodafone

Il Gruppo Vodafone ha annunciato oggi la nuova strategia di posizionamento, presentando un nuovo claim e un nuovo logo. Si tratta del primo rinnovamento del brand Vodafone, uno dei più conosciuti al mondo, da quando, nel 2009, fu lanciato lo slogan “Power to you”.

La nuova strategia di comunicazione, che sarà declinata in tutti i 36 Paesi in cui Vodafone è presente, sottolinea la fiducia di Vodafone nelle nuove tecnologie e servizi digitali, che avranno un ruolo sempre più significativo nel trasformare la società e migliorare la qualità della vita delle persone nei prossimi anni.

Il nuovo posizionamento di Vodafone si concentra sul tema del futuro, espresso dal claim “The future is exciting. Ready?”. La prima parte del claim sarà tradotto nelle lingue locali dei Paesi del Gruppo, mentre la seconda parte – “Ready?” – rimarrà in inglese. In italiano sarà: “Il futuro è straordinario. Ready?”.

La nuova identità visiva darà maggiore risalto all’iconico “speech mark” di Vodafone (la “virgoletta”) creato nel 1998. In tutti i materiali di comunicazione lo “speech mark” sarà centrale nella grafica e apparirà in modalità bidimensionale anziché 3D come il logo attuale.

La strategia di posizionamento del brand è stata sviluppata dopo un periodo di approfondite ricerche e sperimentazioni, che tengono conto dei pareri quantitativi e qualitativi di oltre 30mila persone in 17 Paesi.

Dal 6 ottobre il Gruppo Vodafone avvierà la più grande campagna pubblicitaria a livello globale dei suoi 33 anni di storia. Lo spot TV – un filmato di 60 secondi che racconta come l’interazione umana rimanga una costante mentre le tecnologie evolvono nel tempo – è stato prodotto dall’agenzia “Ridley Scott Associates“.

Vodafone ha commissionato un sondaggio a YouGov su circa 13mila persone in 14 Paesi, tra cui l’Italia, per valutare come le persone percepiscono il futuro. Tra i principali risultati:

  • Indipendentemente dall’età, gli intervistati ritengono che l’innovazione tecnologica avrà un impatto molto positivo sul futuro nei prossimi 20 anni;
  • i giovani tra i 18 e i 24 anni, sono i più ottimisti riguardo al futuro, con il 62% convinto che gli standard di vita tra 20 anni saranno migliori rispetto a oggi;
  • complessivamente, gli intervistati di tutte le fasce di età ritengono che da qui a 20 anni i propri standard di vita, e quelli dei loro figli, saranno migliori rispetto a oggi.

Vodafone si è anche rivolta a Futerra  per identificare 10 dei principali trend emergenti che potrebbero trasformare le abitazioni e la vita lavorativa delle persone. Per farlo, ha coinvolto cinque affermati “futurologi“, uno per continente, che tra le principali innovazioni tecnologiche hanno individuato:

  • componenti stampati in 3D per la costruzione di alloggi, con componenti stampati in 4D in grado di evolversi nel tempo assieme alle esigenze abitative delle famiglie;
  • un aumento di cinque volte della capacità globale di produzione di energia pulita grazie all’installazione di pannelli solari non più solo sui tetti degli edifici, ma anche su finestre, pareti e persino sulle autostrade;
  • operazioni mediche personalizzate grazie alla bio-stampa 3D di organi e arti
  • nuovi sistemi di trasporto pubblico, con treni ultraveloci che collegheranno le città sfiorando i mille chilometri all’ora;
  • progetti di raccolta idrica su larga scala, come sistemi di raccolta dell’acqua piovana, reintegro delle acque freatiche e dissalazione, in grado di trasformare la vita di 1,2 miliardi di persone che vivono in aree colpite da penuria idrica;
  • crescita dell’uso dei sensori connessi in agricoltura, con conseguente aumento della produzione alimentare, e sviluppo di nuove fonti proteiche che sostituiranno sempre più la carne.

Così Serpil Timuray, Chief Commercial Operations and Strategy Officer del Gruppo Vodafone: “Crediamo ci siano molte valide ragioni per essere ottimisti riguardo al futuro, partendo dalle grandi innovazioni emergenti nella scienza e nella tecnologia, che già iniziano ad avere un profondo e positivo impatto sulla società. Vodafone può contate su una lunga storia nella diffusione di nuove tecnologie a milioni di persone in tutto il mondo, migliorando la qualità della vita e trasformando i luoghi di lavoro. Il nostro nuovo posizionamento vuole incarnare la missione di Vodafone, ovvero quella di aiutare i nostri clienti e le comunità ad accogliere e beneficiare delle straordinarie innovazioni che plasmeranno il mondo”.

Per sviluppare la sua nuova strategia di posizionamento del marchio, Vodafone ha lavorato con le agenzie MEC, Santo, Brand Union e Kantar, del gruppo WPP.

Soria di un marchio-icona

• Uno dei marchi di telecomunicazioni più riconosciuti al mondo, con un valore attribuito di 22 miliardi di dollari secondo Brand Finance
• Il logo originale Vodafone è stato creato nel 1985.
• La figura di Pegaso è stata aggiunta al logo in 1993.
• L’identità visiva della “virgoletta” Vodafone è stata creata nel 1998.
• Dal 2001 il logo incorpora una SIM card.
• La prima versione tridimensionale scheumorfica dell’identità visiva della “virgoletta” risale al 2005.
• Nel 2009 “Power to you” è diventato lo slogan di Vodafone.
• Per sviluppare la sua nuova strategia di posizionamento del marchio, Vodafone ha lavorato con le agenzie MEC, Santo, Brand Union e Kantar, del gruppo WPP.

CREDITS:
Musica: “Changing” di Sigma Feat. Paloma Faith

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MEDIA

Le cinque nuove tecnologie che cambieranno la nostra società, secondo IBM Research

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Con questo intervento, ospitato all’interno del quaderno Weconomy #11 “Quid Novi?”, Pietro Leo, IBM Italy CTO, Big Data Analytics & Watson, spiega quanto la tecnologia sia un elemento distintivo tra generazioni distanti nel tempo e il rapporto tra uomo e tecnologia diventi un tema cruciale nel dibattito.

Se ci pensate la tecnologia, nei secoli, non ha fatto altro che inventarsele di tutti i colori per collaborare con noi. Più o meno lo scopo è stato sempre quello: aiutarci a potenziare le nostre capacità e farci superare alcuni nostri limiti naturali. Sin dall’invenzione dell’aratro uomini e macchine non hanno fatto altro che ricorrere a una necessaria collaborazione artificiale. Gli occhiali che io indosso, primo modello di wearable technology diremmo, non sono che un esempio di tecnologia che collabora intimamente con me, tutti i giorni, continuamente. Mi aiutano a superare i limiti del mio astigmatismo.

La possibilità di potenziare o di ampliare i nostri sensi come individui o di disporre di più acume professionale per vedere, analizzare, sentire o valutare il mondo che ci circonda è essenzialmente il risultato di una necessaria collaborazione tra uomini e tecnologia. La collaborazione è con ogni forma e sostanza: un sistema meccanico, un dispositivo elettronico, un robot o un sistema informatico e sempre più con strumenti di intelligenza artificiale.

Lo studio di IBM Research

IBM Research ha recentemente pubblicato uno studio prospettico e intrigante nello stesso tempo dal titolo “The invisible made visible”, individuando 5 tecnologie che nei prossimi 5 anni potrebbero cambiare la nostra società e che costituiscono un esempio di come, grazie alla collaborazione artificiale, ci è permesso vedere ciò che è invisibile.

Questa analisi pone al centro della propria valutazione la collaborazione tra uomini e tecnologia (fatta di oggetti concreti, ma anche di algoritmi, di dati digitali, di strumenti, di apprendimento automatico) e se le 5 tecnologie matureranno ci permetteranno di vedere la realtà che ci circonda in modo nuovo e re-interpretarla, in qualche caso, un po’ come il Telescopio ha permesso a Galileo, qualche secolo fa, di dimostrare, addirittura, l’invalidità di un’importante teoria generale, quella che vedeva la Terra al centro del cosmo.
Nei prossimi 5 anni:

  • Grazie all’Intelligenza Artificiale, l’analisi del nostro linguaggio, delle parole che usiamo e di come ci esprimiamo diventerà un canale per rilevare lo stato della nostra salute mentale, quasi una nuova forma di stetoscopio per le malattie mentali.
  • L’ipervisione, combinata all’Intelligenza Artificiale, ci consentirà di avere dispositivi portatili in grado di farci vedere oltre la luce visibile. Potremmo in sostanza analizzare con i nostri occhi potenziati gli elementi nutritivi di un cibo o se un farmaco è contraffatto.
  • I macroscopi ci aiuteranno a comprendere la complessità della Terra e dei sistemi che la caratterizzano. Dopo che persone e relazioni hanno una trasposizione digitale è la volta degli elementi fisici che ci circondano. Con il macroscopio potremmo analizzare le proprietà in modo sistemico di un sistema fisico complesso combinando molteplici variabili.
  • Veri e propri Nano-Laboratori di Analisi “on-a-chip” avranno il ruolo di isolare e analizzare marcatori biologici in nano particelle (DNA, Virus, esoni) circolanti nei fluidi corporei, rilevando l’insorgenza di patologie o infezioni prima che appaiano sintomi.
  • sensori intelligenti, come degli ipernasi, saranno in grado di rilevare inquinanti nell’ambiente alla velocità della luce.

Tutti questi esempi non sono altro che una ulteriore ondata di nuove forme di collaborazione artificiale, il cui scopo è quella di fornire a noi umani o a noi professionisti nuove opzioni per risolvere un problema o semplicemente darci la possibilità di vedere l’invisibile.

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Sammontana, il gelato del futuro per sensibilizzare i bambini sul riscaldamento globale

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Sammontana gelato del futuro

In questi giorni controversi, Sammontana cerca di riportare l’attenzione sul delicatissimo tema del surriscaldamento globale. Cercando di spiegarlo, in maniera innovativa, a quelli che tra noi ne vivranno una maggiore porzione, e cioè i bambini.

Come sarà il gelato del futuro? Questa la domanda che si è posta Sammontana, che per scoprirlo ha chiesto aiuto a un focus group molto particolare, conosciuto soprattutto per le sue idee estremamente creative: i bambini. Un gruppo di bambini dai cinque agli otto anni è stato invitato a partecipare a questo test e a descrivere, attraverso disegni, racconti e sculture, la propria idea di gelato del futuro. “Sa volare!”, “Si illumina al buio”, “Suona quando lo mordo”: queste sono solo alcune delle risposte dei giovanissimi creativi. Una volta ascoltati tutti i mirabolanti progetti, i bambini sono stati sorpresi da un’incredibile rivelazione: un’anteprima del gelato del futuro esiste già, pronta per essere assaggiata per la prima volta in assoluto proprio da loro. Ma l’eccitazione e la curiosità sono state immediatamente interrotte: i bambini hanno scoperto con delusione che il gelato del futuro non era come avevano immaginato. E’ stato infatti presentato loro un gelato sciolto. Per far loro scoprire il parallelo con lo scioglimento dei ghiacciai.

Questo test è stato il pretesto per introdurre un argomento importante e spesso sconosciuto ai più piccoli: il riscaldamento globale. Ai bambini è stato quindi spiegato come l’inquinamento che produciamo ogni giorno stia innalzando sempre di più la temperatura del pianeta, mettendo a rischio non solo il gelato del futuro, ma anche i ghiacciai, le montagne… insomma l’intero pianeta. L’operazione, filmata e poi pubblicata sui social, mira a comunicare le tante iniziative a favore dell’ambiente che Sammontana sta promuovendo in tutta Italia. Dalla pulizia delle spiagge in collaborazione con Legambiente a “Barattolino Scuola Missione Green – Un Sogno per Domani”. Questo è infatti un programma di didattica a cui hanno aderito già 1500 scuole italiane e che ha l’obiettivo di educare i bambini a prendersi cura dell’ambiente, coinvolgendo anche genitori e insegnanti. I bambini saranno gli adulti di domani: sensibilizzarli alla tutela dell’ambiente è il primo passo per un futuro più green.

CREDITS
Agenzia: AUGE HEADQUARTER
Direzione Creativa: Federica Ariagno Giorgio Natale
Art Director: Veronica Ciceri
Copywriter: Antonio Mitra
Project Manager: Leonardo Zenoni
Produzione : AUGE, (h)film, the Blink Fish.
Regia: Giacomo Boeri.

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Parte la campagna “Proteggiamo il futuro” per sensibilizzare l’uso degli antibiotici in età pediatrica

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Campagna per sensibilizzare gli antibiotici

Parte oggi 18 novembre “Proteggiamo Il Futuro”, campagna realizzata dal Team Comunicazione Prodeco Pharma. L’idea del progetto prevede un percorso di consapevolezza contro l’abuso di antibiotici in età pediatrica. Lo scopo è quello di ridurne l’utilizzo, al fine di  garantire e salvaguardare la salute dei bambini e del loro futuro. Per l’occasione farmacie, parafarmacie e erboristerie,  da oggi proporranno per un mese approfondimenti e interessanti prospettive sul tema dell’antibiotico resistenza.

E’ prevista la presenza di 3 soggetti proposti in vetrofanie, cartelli vetrina, totem e opuscoli informativi che accompagnano le persone in uno storytelling articolato per approfondimenti successivi.

La campagna prevede un video, un sito dedicato e un progetto di Digital PR con l’hastag #ioproteggoilfuturo: chiunque vorrà potrà realizzare foto e video che raccontino la propria idea di futuro. Prodeco Pharma, sotto l’egida del progetto PUNTO ETICO riunisce tutte le farmacie, parafarmacie e erboristerie che condividono un’idea di mondo e società basata sull’etica dei valori.

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Future Decoded: Microsoft disegna un futuro al’insegna del Cloud intelligente e inclusivo

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future decoded

Si chiude oggi Future Decoded, la due giorni organizzata da Microsoft che ha coinvolto oltre mille sviluppatori, professionisti IT e decisori aziendali per riflettere insieme sul futuro del digitale attraverso più di 50 sessioni di formazione e un ricco palinsesto digitale. L’occasione migliore per ribadire l’impegno di Microsoft di permettere a persone e imprese di realizzare il proprio pieno potenziale grazie alle nuove tecnologie. Vocazione messa in luce anche da Scott Guthrie, Executive Vice President, Microsoft Cloud and Enterprise Group, che durante il suo keynote ha approfondito in particolare il valore strategico del Cloud Computing quale driver di Trasformazione Digitale, confermando gli importanti investimenti per il Cloud in Europa: nell’ultimo anno Microsoft ha più che raddoppiato la propria capacità cloud in Europa investendo ad oggi oltre 3 miliardi di dollari. Un impegno che vedrà il nuovo data center francese, disponibile a partire dal 2017, sommarsi alle strutture attivate nell’ultimo mese in UK e Germania e alle espansioni degli hub in Olanda, Irlanda e altri Paesi. Un investimento ad ampio raggio che potenzia l’infrastruttura globale di cento data center in 40 Paesi, offrendo una capacità cloud superiore a quella di due big player quali Google e AWS sommati insieme.

“Il Cloud Computing è uno strumento strategico al servizio della collettività, perché consente di affrontare con successo le sfide delle persone, delle organizzazioni e del Paese”, ha commentato Carlo Purassanta, AD di Microsoft Italia (nella foto). “Ecco perché Microsoft investe per garantire un cloud globale, ibrido e affidabile. Globale, grazie un network che comprende 30 regioni di datacenter già disponibili e 36 annunciate. Ibrido, per accompagnare ogni realtà in un percorso di adozione flessibile in base alle proprie esigenze. Affidabile, perché in linea con i più elevati standard di sicurezza & privacy. Un impegno a 360° con cui Microsoft intende abilitare attraverso il Cloud Computing progetti d’innovazione sostenibile e che produce risultati concreti sia per le singole organizzazioni, siano esse grandi o piccole, sia per degli approcci sistemici e di piattaforma”. L’ambizione di Microsoft è infatti quella di promuovere un “Cloud Intelligente e Inclusivo”.

Sono strategiche le opportunità offerte gli sviluppatori, ai professionisti IT e in generale alle aziende grazie al Cloud. Non è un caso che l’85% delle aziende Fortune 500 utilizzi il Cloud di Microsoft e oltre il 40% del fatturato di Azure è legato a startup e ISV. Interessanti in particolare le opportunità legate ai big data, al machine learning e all’Internet of Things in uno scenario dominato dall’esplosione dei dati, in cui grazie al Cloud Computing e alla capacità di cavalcare questi trend tecnologici è possibile dominare la complessità, traducendo tali dati in informazioni di rilievo per la società e per il business. A Future Decoded Microsoft ha confermato il proprio impegno a offrire servizi cognitivi, che consentano di integrare nelle applicazioni la capacità di vedere, sentire, parlare, comprendere e interpretare le esigenze utilizzando modalità di linguaggio naturale.
Ma se il Cloud Computing è una leva che democratizza e abilita l’innovazione, l’accessibilità e l’inclusione ne sono le naturali conseguenze. Ecco perché a Future Decoded Microsoft ha dichiarato il proprio impegno a offrire una tecnologia accessibile a tutti e che consenta di progettare software e hardware in linea con qualsiasi esigenza e abilità. Ma il Cloud deve essere inclusivo ovvero disponibile a chiunque e ovunque, a prescindere da provenienza e localizzazione geografica, età, genere, abilità e reddito.
Non solo ma inclusione significa anche interoperabilità. L’impegno di Microsoft per l’openness è volto proprio a consentire di utilizzare la tecnologia in modo più accessibile compatibilmente a quella di altri provider e ad abilitare lo sviluppo cross-platform permettendo agli sviluppatori di scegliere le piattaforma di loro preferenza e di creare innesti e migrazioni a vantaggio di tutti. Uno sforzo che ha reso open source il codice di Visual Studio e che negli ultimi mesi ha visto approdare .NET Core, PowerShell e SQL Server su Linux.

“Nello scenario attuale l’Intelligenza Artificiale è una realtà. Grazie alla disponibilità di chip, processori e sensori economici e integrabili negli oggetti che ci circondando è possibile raccogliere dati e trasformarli in informazione, ampliando le capacità umane con una nuova forma intelligenza”, ha spiegato Fabio Santini, Direttore della Divisione Developer Experience di Microsoft Italia . “In Microsoft preferiamo però parlare di Tecnologia Intelligente, una prospettiva in grado di regalare più tempo e spazio agli individui per consentir loro di portare a termine i propri progetti e di rivoluzionare il mondo business introducendo nuovi modelli operativi e relazionali”.

Future Decoded ha accolto anche manager e imprenditori per aiutarli a comprendere appieno le opportunità offerte dal digitale e le implicazioni per il mondo business. Introdurre nuove tecnologie significa dare avvio a un processo di cambiamento in grado di tradursi in maggiore efficienza, efficacia e nuovi modelli di relazione e business. Sviluppatori e professionisti IT possono essere i propulsori di questo cambiamento, ma è altrettanto importante il ruolo dei decisori aziendali a tutti livelli che devono sposare l’innovazione all’interno della propria strategia di business. Alcuni filoni dell’evento si sono quindi espressamente focalizzati sul mondo delle aziende – per esempio esplorando le prospettive della banca del futuro o approfondendo i vantaggi del Trusted Cloud, ovvero di un cloud conforme agli standard di sicurezza e privacy – il tutto con l’obiettivo di sviluppare una comune sensibilità verso le dinamiche dell’innovazione e favorire il dialogo tra IT decision maker e business decision maker incoraggiando progetti di Trasformazione Digitale.

Un caso significativo di Digital Transformation al centro dell’evento è Yougenio, la nuova piattaforma per l’acquisto online di servizi professionali per la casa e la famiglia, che nasce sulla scorta di oltre 70 anni di know how di Manutencoop Facility Management S.p.A., il principale Gruppo italiano attivo nel settore della manutenzione degli immobili che si è posto l’obiettivo di offrire anche al mondo consumer i propri servizi, “in qualche modo Uberizzandosi”, ha scherzato Santini.. Grazie alla flessibilità del Cloud Computing di Azure, l’azienda è stata in grado di avviare la nuova start up in soli 5 mesi. Il portale www.Yougenio.com permette di ottimizzare i tempi di acquisto e monitorare costantemente i propri ordini, mettendo nelle mani del cliente l’intera programmazione del servizio. Yougenio destina le risorse più opportune ai singoli clienti e attraverso un’app dall’interfaccia intuitiva, i collaboratori possono prendere in carico l’ordine anche in mobilità. Attraverso questa gestione centralizzata e compartecipata al contempo, Yougenio ottiene insight preziosi sulla produttività e può schedulare le attività in modo più efficiente: il risparmio atteso si colloca tra l’8% e il 10% del budget allocato.

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AGENZIE

Ogilvy & Mother racconta l’idea di futuro di BPER Banca

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Ogilvy & Mother firma il nuovo spot BPER Banca

Oggi, dopo una gara che si è aggiudicata Ogilvy & Mather Advertising, BPER Banca ritorna in comunicazione per esprimere la sua nuova, forte identità e per spiegare la sua volontà di aprirsi ancora di più al dialogo con i propri clienti.
L’identità è frutto di un ampio e profondo processo di rinnovamento, fortemente voluto da BPER Banca per sottolineare il proprio posizionamento e per riaffermare i valori di concretezza, lealtà e responsabilità che la guidano fin dal 1867.
“Il nuovo brand esprime in modo concreto la promessa di BPER Banca di aprire un dialogo costante con le persone per ascoltare, consigliare e, quindi, agire insieme a clienti e stakeholder.” ha affermato Gian Marco Dall’Olio, Responsabile della Direzione Pianificazione e Marketing di BPER Banca. Il pay-off “Vicina. Oltre le attese.” dello spot firmato da Ogilvy & Mother lo riassume con efficacia e trasparenza. Traducendo il posizionamento e gli obiettivi a lungo termine di BPER Banca in un’immagine chiara, solida e aperta. Il simbolo di questa apertura è nel nuovo logo, in quei due punti che hanno ispirato il concept creativo. Due punti che spiegano le aspirazioni, i sogni e le ambizioni di chi ha scelto BPER Banca. E che BPER Banca è sempre pronta ad ascoltare. Anche online.   Contemporaneamente alla campagna stampa, radio e tv on air dal 29 maggio, infatti, partirà un’attivazione di engagement sul sito scopri.bper.it che coinvolgerà gli utenti, li inviterà a raccontare a BPER Banca la loro idea di futuro e li farà diventare protagonisti della campagna digital.

 

 

Credits
Chief Creative Officer: Giuseppe Mastromatteo, Paolo Iabichino
Senior Art Director: Davide Mancini
Senior Copywriter: Sara Repossini
Senior Digital Art Director: Riccardo Barbazza
Digital Art Director: Alessandro Dondero
Digital Copywriter: Alessandra Bonomo
Account Director: Ilaria Castiglioni
Account Supervisor: Alessandra Simone
Account Executive: Amira Ramadan
Tv Producer: Lorena Padovan

Regista: Igor Borghi
CDP: Enormous Films
Post produzione: Sprint
Post produzione audio: Disctodisc
Musica: Lorenzo Cosi e Yk Koi
Mastering by The Ludio

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Il Corriere della Sera compie 140 anni guardando al futuro. Con Armando Testa

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corriere della sera

Per onorare i suoi 140 anni di esistenza, il Corriere della Sera torna in comunicazione insieme ad Armando Testa, con una campagna stampa declinata in tre soggetti, tutti siglati con il concept “Guardiamo al futuro da 140 anni”. Il visual è quello di un occhio che da simbolo classico di visione e di futuro, diventa un’icona di volta in volta differente, con il trattamento artistico del body painting.

La prima icona è quella del wi-fi, simbolo della moderna connessione tra persone, perché oggi essere connessi permette lo scambio di opinioni. La seconda icona è il classico simbolo di posizione, perché da sempre la posizione del giornale è tutelare le posizioni di tutti, per dare spazio a tutti. La terza icona è l’occhio trasformato in pittogramma del “caricamento”, perché facendo proprie le nuove idee, si può pensare più liberamente.
Perché se i valori del giornale sono gli stessi di sempre, oggi vengono comunicati con mezzi anche diversi, grazie all’innovazione digitale e alla nuova offerta multimediale del quotidiano milanese, mezzi che hanno l’obiettivo di aumentare la presenza e la qualità informativa e culturale del Corriere sulle piattaforme digitali, per avere una relazione sempre maggiore con i lettori.

La campagna dei 140 anni di storia continuerà con la comunicazione del supplemento speciale di 96 pagine, in uscita venerdì 4 marzo insieme al Corriere della Sera, e della copertina eccezionale, firmata dal pittore e scultore tedesco, l’artista Anselm Kiefer, in uscita il  giorno della fondazione, sabato 5 marzo.
Per Armando Testa hanno lavorato i direttori creativi Vincenzo Celli e Dario Anania, insieme all’art director Ilaria Accornero e il copy Andrea dell’Osa. Responsabile cliente Loredana Ambrogi. La post produzione è stata curata da Hyperactive Studio.

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MEDIA

La pubblicità del futuro: la rivoluzione si chiama RTB e Programmatic

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È stato presentato ieri, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, il libro La pubblicità del futuro edito da Hoepli e dedicato all’ultima frontiera della pianificazione dell’advertising online: il Programmatic Buying e il Real Time Bidding.
Il libro, firmato da Antonio de Nardis, Alessandro Sisti e Layla Pavone, si incentra sulla descrizione del sistema del Programmatic Buying e del Real Time Bidding, delle piattaforme che li supportano e delle possibilità di implementazione nella strategia aziendale. Inoltre sono presenti interviste ad operatori del settore con una elevata competenza realizzate dagli studenti del master in Digital Communications Specialist che forniscono non solo insight sullo stato attuale, ma anche rilanci e suggerimenti tecnici e strategici per il futuro.
Qui le videointerviste

“Oggi è possibile utilizzare anche per la pianificazione dell’advertising online avanzatissime piattaforme tecnologiche in grado di intercettare in maniera precisa i target di riferimento basandosi sul tracciamento, il monitoraggio, la misurazione e l’analisi costante dei loro comportamenti online”, ha sottolineato Antonio de Nardis.
“Si parla molto di “big data”, ha aggiunto Alessandro Sisti aggiunge che . La crescita delle fonti informative disponibili e della relativa mole di dati prodotti, affiancata dalla disponibilità di tecnologia di elaborazione in tempi rapidissimi ed archiviazione dei dati stessi a costi sempre più marginali rappresenta una grande opportunità per le aziende”
“Real Time Bidding e Programmatic Buying”, ha precisato Layla Pavone, “sono modalità di pianificazione ed acquisto degli spazi, banner, video, rich media, che viene gestita e transata attraverso piattaforme tecnologiche che consentono di lavorare in tempo reale, raggiungendo le audience con estrema precisione, su basi non solo socio-demografiche ma soprattutto comportamentali da parte degli utenti, evitando al massimo la dispersione degli investimenti. Questa rivoluzione del punto di vista della pianificazione degli investimenti ci aspettiamo che nel prossimo futuro coinvolgerà anche altri media, come ad esempio la “connected TV” e tutto il mondo della videocomunicazione out of home”.

Nel corso della presentazione del testo, Nicoletta Vittadini, responsabile della ricerca svolta dagli studenti del master in Digital Communications Specialist (e condirettore del master con Layla Pavone) ha presentato i risultati delle interviste a una serie di testimoni privilegiati operatori del settore che hanno delineato il presente e il futuro del Programmatic Buying e del Real Time Bidding.
“Gli intervistati”, ha commentato Nicoletta Vittadini, “ci hanno chiaramente illustrato come l’introduzione del Programmatic Buying e del Real Time Bidding sia un’innovazione cruciale del settore, la cui portata viene paragonata a quella dell’introduzione del Search Advertising.
Si tratta di una rivoluzione inevitabile legata al nuovo scenario dei consumi digitali in cui la centralità dell’utente e delle sue pratiche cross-platform sembra ormai impossibile da sottovalutare. Ma è anche una rivoluzione pesante poiché investe tutti i livelli della industry: i processi di compravendita degli spazi, le relazioni tra gli operatori, le figure professionali, le dinamiche economiche e che vede emergere nuovi intermediari rappresentati dai technology provider e dai gestori dei marketplace”.
“Il mercato del digital advertising italiano”, ha concluso Michele Marzan, Vice-presidente Iab Italia, “ha raggiunto oggi una completezza in merito ai mezzi utilizzati dagli operatori; si dimostra dinamico e volenteroso di crescere, superando nel 2015 i 2 miliardi di € di investimenti. L’aspetto della formazione e ancor prima della divulgazione informativa e scientifica diventa oggi ancora più fondamentale, perchè saper scegliere e soprattutto governare correttamente le soluzioni che sono in continua trasformazione è ormai un fattore vitale. La pubblicità del futuro è quindi un progetto che copre perfettamente i bisogni del mercato, e come IAB Italia sosteniamo il progetto con l’auspicio che la pubblicità del futuro sia sempre più comprensa e comprensibile”
Il libro è patrocinato da Assocom, l’Associazione delle agenzie di comunicazione, e dallo IAB, l’Interactive Advertising Bureau Italia, che rappresenta tutta l’industry della comunicazione online.

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AZIENDE

La mostra NEED di Logotel esplora al Fuori Salone il bisogno di nutrizione del pianeta

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I designer e le alternative alimentari sono di scena alla mostra che Logotel presenta alla Milano Design Week 2015. Ecologici, abbondanti e nutrienti, gli insetti commestibili saranno il cibo del futuro? E le innovazioni introdotte dalle tecnologie all’avanguardia cambieranno il nostro modo di nutrirci?

I Critter Bitters sono dei cocktail artigianali a base di grilli tostati. Sono quattro gli aromi della gamma: grilli alla vaniglia, grilli al cacao, grilli alla mandorla tostata e, per i più audaci, grilli puri. Critter Bitters, progetto di Julia Plevin e Lucy Knops, parte dalla considerazione che le persone sono più aperte e desiderose di sperimentare e innovare attraverso l’alcol. Critter Bitters è uno dei 19 progetti realizzati da designer italiani e internazionali che la service design company Logotel ha riunito in una mostra chiamata NEED, when design empowers human potential”. La mostra evento, che dal 14 al 19 aprile si terrà nello spazio Logotel di via Ventura 15 a Milano (Lambrate) è probabilmente uno degli appuntamenti più originali della Milano Design Week. Con NEED Logotel propone un percorso di esplorazione dei “bisogni”, uno sguardo non convenzionale sul futuro che mette al centro della scena il design come strumento per riscrivere e riprogettare i bisogni individuali e collettivi. Tra questi spicca il tema cruciale di nutrire il pianeta, che come sappiamo sarà anche il cuore di Expo 2015. NEED dedica al tema delle alternative alimentari ben tre progetti.

Se con Critter Bitters, Knops e Plevin hanno trovato un modo per introdurre gli insetti nella cultura americana, con il progetto Èntomo, Lara Hanlon punta a incoraggiare le persone a scoprire gli insetti come “gustosa” alternativa nutrizionale alla carne di uso comune come quella bovina o suina. In realtà attraverso il suo progetto grafico che applica il food design agli insetti, Lara Hanlon, vuole proporci uno stile di vita più intelligente e socialmente sostenibile. Certo, in Occidente prima di assaggiare un piatto insect-based sarà necessario superare il “fattore disgusto”, e non sarà facile. Lo scorso anno al Salone del Gusto e Terra Madre di Torino, Irad Santacruz Arciniega, cuoco messicano e fiduciario della condotta Slow Food Tlaxcalam, ha mostrato al pubblico larve, uova e insetti che in Messico vengono normalmente utilizzati. L’abitudine di mangiare insetti, inoltre, è frequente in molti paesi come Africa, America Latina e Asia. A livello mondiale si stima che siano 2 miliardi le persone che si nutrono di insetti e quasi 2000 le specie commestibili.

Il bisogno di considerare gli insetti come una valida alternativa alimentare per il futuro del pianeta è stata al centro del rapporto 2013 della FAO. Secondo il rapporto, nel 2030 dovranno essere nutrite più di 9 miliardi di persone, assieme ai miliardi di animali. Visto che fenomeni come l’inquinamento di acque e di terreni causato dalla produzione intensiva di bestiame e la deforestazione provocata dal pascolo eccessivo contribuiranno ai cambiamenti climatici e ad altri impatti distruttivi sull’ambiente, uno dei modi per affrontare il problema della sicurezza alimentare e dei mangimi passa attraverso l’allevamento di insetti, nutrienti, con alti contenuti di proteine, grassi e minerali.

NEED, inoltre, ospita anche Bioplastic Fantastic, il progetto di Johanna Schmeer  che studiando nuovi tipi di prodotti e interazioni scaturiti da innovazioni materiali nella biotecnologia e nanotecnologia ha creato sette “dispositivi biologici” che producono tutto il cibo e l’energia che serve all’essere umano per sopravvivere (proteine, grassi, acqua, fibre, zuccheri, vitamine e minerali), semplicemente esponendosi alla luce (attraverso la fotosintesi artificiale). I dispositivi sono stati progettati come parte di uno spazio domestico influenzato biologicamente e somigliano a quella di macchine o laboratori al fine di sottolinearne la natura di oggetti di uso domestico e le possibilità di design derivanti. Il progetto nasce per porre interrogativi e generare discussioni sulle tipologie di applicazioni di biotecnologia e nanotecnologia che in futuro non tanto lontano diventeranno parte integrante della nostra vita quotidiana.

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BRAND STRATEGY

SXSW Interactive Festival 2014: cinque trend disegnano il futuro digitale

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Seguire sul posto il SXSW Interactive Festival è una full immersion di digitale, con oltre 1500 panel nei cinque giorni dell’evento focalizzati sulle novità e sull’innovazione, destinata a raggiungere l’esistenza quotidiana di molti in tempi brevi, brevissimi, praticamente domani (se non oggi…) Ce l’hanno sinteticamente raccontato oggi Giuseppe Stigliano, Head of Unconventional Media di H-ART, agenzia di marketing e comunicazione integrata parte di GroupM, e Matteo Sarzana, General Manager di VML (insieme nella foto), digital agency di Young&Rubicam Group, nella sede di via Tortona del Gruppo. “Ciò che colpisce”, hanno sottolineato i due “inviati speciali”, “è l’essere Austin – sede del Festival – solidamente incastonata nel cuore del Texas, uno stato fieramente repubblicano, forse il più conservatore in politica e nelle strutture sociali. Eppure ad Austin si è costituito un ecosistema di startupper, venture capitalist, business angels e incubatori che ne fa una frontiera avanzata dell’innovazione, terreno ideale per delineare i trend che stanno guidando l’evoluzione del digitale”.

 

Sarzana e Stigliano ne hanno individuati cinque principali.

Innanzitutto la Democratizzazione della tecnologia, cioè la possibilità per le persone comuni di fare cose che, fino a qualche tempo fa, erano appannaggio solamente di specialisti. “Si pensi ad esempio a Stephen Wolfram, l’inventore del motore di ricerca semantico WolframAlpha, che ha presentato il WolframLanguage, un software che traduce in linee di codice di programmazione le richieste espresse da chiunque in linguaggio naturale. Ogni codice generato in risposta a una specifica esigenza viene posto online, a disposizione di chiunque abbia necessità analoghe”.

Poi il Big Data che rappresenta, benchè se ne parli già molto, un trend evolutivo importante, da un lato nella sua accezione di generatore di comunicazioni non interruttive, basate sula data knowledge dell’interlocutore, e dall’altro in relazione allo sviluppo di una nuova consapevolezza dei consumatori sulla gestione della privacy. Al centro dell’attenzione ad Austin sono state messe applicazioni e piattaforme come Whisper, Confide e Wut, che riflettono la forte esigenza di protezione dei dati personali.

Anche un settore tradizionale come la Distribuzione sta per essere rivoluzionato dalle tecnologie digitali e mobili, perché proprio i punti di vendita si trasformano in contenitori di esperienze emozionali, grazie alle nuove prospettive del proximity marketing e alle tecnologie di riconoscimento.

Un altro focus è stato centrato sulle Wearable Technolgies, che stanno entrando attivamente nell’ambito medico biologico, per il monitoraggio dei parametri clinici e  per la profilazione del lifestyle, indirizzando verso comportamenti più salutari.

In ambito comunicazione, infine, una rivoluzione prossime ventura sta per investire l’OOH, che, grazie alla tecnologie di interazione digitale, si trasformerà in un vero media globale, liberato dal vincolo della “posizione fissa”.

Tra i commenti di Sarzana e Stigliano spiccano la previsione della scomparsa del brand positioning gestito dai marketers: “Il posizionamento è là dove il consumatore ti pone”, hanno ribadito; e  un cenno al futuro delle agenzie, che “dovranno sempre più inserirsi nella gestione end-to-end dello sviluppo dei prodotti e del business, in un’ottica di service design consultant e developer, più che di semplici consulenti di comunicazione di brand”.

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AGENZIE

The Future of Now: la parola ai protagonisti della SMW 2014

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‘The Future of Now: Always-On, Always Connected’. È questo il claim del Social Media Week 2014, prestigioso appuntamento che ha preso il via ieri a Milano, per il secondo anno consecutivo nel capoluogo lombardo. Che intende, come sottolineato da Gianfranco Chicco, direttore dell’evento, ai microfoni di Tvn Media Group nel corso della prima giornata, “analizzare i cambiamenti sia in positivo sia in negativo della veloce trasformazione che è in atto, appunto, ‘Now’. E capire come affrontare questa situazione”.

“La Social Media Week si conferma lo spazio dove fare dibattito costruttivo e competente e Milano si conferma città che ospita la rete in modo apolitico e acritico, lasciando che la rete porti il suo contributo di cambiamento”, ha commentato Marco Massarotto, partner di Hagakure, organizzatrice dell’evento. “I social media e le tecnologie mobili hanno aperto la strada a nuove frontiere di relazioni riempiendo ogni secondo della nostra vita” ha aggiunto Gianfranco Chicco. “L’intento è quello di esplorare le ultime idee e le tendenze più originali del ‘vivere’ connessi e le sue implicazioni nella sfera personale, sociale e lavorativa”. La manifestazione si svolge in più location del capoluogo lombardo: Palazzo Reale, l’Urban Center in Galleria Vittorio Emanuele e lo Spazio Eventi Mondadori in Duomo. “Milano è una delle otto città mondiali, tra cui Tokio, Amburgo, Lagos e New York, ‘interconnesse’ per una settimana intera – ha proseguito Marco Massarotto, partner di Hagakure -, ma questo è un evento nazionale grazie alle infinite possibilità di fruizione da tutti i device”.

Per interagire attivamente, si possono utilizzare gli hashtag #SMWmilan e #vivereconnessi. Agli utenti sarà chiesto di spiegare come immaginano il futuro. “L’obiettivo è quello di dare spazio e visibilità alla rete qual è, in modo che chiunque in Italia lavori sul web, e chi ci si voglia avvicinare, possa utilizzare questo evento e le infrastrutture che il Comune di Milano e i partner mettono a diposizione per farsi raccontare lo status quo”, ha spiegato Massarotto. Nokia è anche quest’anno è City Headline Sponsor; main partner Tim e Philips; partner Coca-Cola, Widiba, Microsoft, Yahoo, Europe Assistance; media partner Corriere della Sera, Mondadori, Wired, Radio Deejay, Zero, Spam Magazine, Ebuzzing, TVN Media Group. Alla conferenza stampa di apertura che si è svolta ieri erano presenti Philips, Tim e Nokia. L’azienda di illuminazione ha presentato ‘Hue Social Light’ il progetto che, grazie alla potenza della rete, farà vivere la luce come qualcosa con cui interagire. Tim partecipa alla SMW con il doppio ruolo di abilitatore e di sperimentatore di rete, proponendo 4 panel: ‘Social Media Expo 2015’, ‘Social Tv: l’audience ha un’audience’, ‘Open Innovation: la chiave del cambiamento’ e ‘Smart  e mobile: Milano verso il futuro’. ‘Nokia Now Studio’ è l’iniziativa del colosso della telefonia mobile: si tratta di incontri nei quali Nokia racconterà come realizzare il miglior reportage possibile in 7”, piuttosto che come scattare la miglior foto al proprio piatto, invitando gli utilizzatori  a esprimere la propria creatività.

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AZIENDE

Che futuro ci aspetta? È online il secondo video spot della campagna Food We Want

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Ognuno di noi spreca quasi due quintali di cibo all’anno. Allo stesso tempo, ogni giorno, circa un miliardo di persone non hanno abbastanza da mangiare. Istituto Oikos ha lanciato il secondo spot di una serie di tre video di un minuto per riflettere su questo assurdo paradosso, incoraggiando l’adozione di soluzioni concrete e sostenibili. In “Che futuro ci aspetta?” , un finale a sorpresa interrompe un bambino che gioca in un prato. Gli spot propongono idee semplici per ridurre gli sprechi alimentari domestici. L’ironia è usata come strumento per colpire l’immaginazione e trasmettere il messaggio.

In Italia, solo considerando gli sprechi che avvengono in casa, ogni famiglia butta 49 chili di cibo all’anno, per distrazione o pigrizia. Buttare cibo significa sprecare le risorse naturali usate per produrlo. Nel mondo, il cibo che ogni anno viene prodotto, ma non consumato, sperpera tanta acqua quanto quella che scorre annualmente in un fiume come il Volga; utilizza quasi 1/3 della superficie agricola mondiale e produce 3,3 miliardi di tonnellate di gas serra. Buona parte degli sprechi avviene nelle nostre case: possiamo arginare questo fenomeno partendo dalle nostre cucine. Come? Facendo attenzione a non esagerare con le porzioni e imparando a preparare gustosi piatti con gli avanzi.

Il video è parte della campagna di sensibilizzazione Food We Want promossa da Istituto Oikos e realizzato da Romborosa e ilVespaio.

Food We Want è una campagna di sensibilizzazione finanziata dall’Unione Europea che si svolge in 8 paesi (Italia, Polonia, Portogallo, Spagna, UK, Kenya, Mozambico, Tanzania), con l’obiettivo di condividere idee, promuovere soluzioni comuni e stimolare il dibattito sul futuro del cibo e su un’agricoltura più equa e sostenibile. (www.foodwewant.org)

Istituto Oikos è un’organizzazione non‐profit, laica e indipendente. Dal 1996 è impegnata in Europa e nei paesi in via di sviluppo nella tutela della biodiversità, per una gestione responsabile delle risorse naturali, per la diffusione di modelli di vita più sostenibili come strumenti di sviluppo sociale ed economico e di lotta alla povertà. (www.istituto‐oikos.org)

Romborosa è più di uno studio di design: è un laboratorio aperto a scambi di idee e collaborazioni, in cui convergono giovani professionisti con interessi e competenze complementari. (www.romborosa.it)

ilVespaio è un network di professionisti che si occupa di eco‐design e sostenibilità ambientale. Organizza workshop, mostre e laboratori per bambini incentrati su temi ambientali e sociali. (www.ilvespaio.eu)

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