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“Free Our Voice”: al via la campagna di Child Helpline International. Firma W+K

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Tutti hanno diritto di farsi sentire, ma a milioni di bambini in tutto il mondo questo elementare diritto umano è negato. Oltre 150 milioni di richieste di aiuto di bambini, negli ultimi dieci anni, non hanno ricevuto risposta perché ovunque i servizi telefonici di aiuto a loro dedicati non dispongono di risorse sufficienti. Per questo un nuovo movimento globale, Free Our Voices, sta lavorando per portare alle luce tali richieste, chiedendo alla gente di prestarvi la loro voce, attraverso un petizione internazionale interattiva.
Parte infatti oggi la campagna “Free Our Voices”, lanciata da Child Helpline International (CHI), un network di “Telefoni Azzurri” operante in 143 paesi, contattato nell’ultimo decennio da oltre 277 milioni di bambini. Il 50% di queste telefonate, molte delle quali riguardanti violenze, abbandono, suicidi e violenze sessuali, non ha avuto risposta a causa appunto della carenza di fondi.

Creata in partnership con The Kennedys (l’incubatore in-house di Wieden+Kennedy Amsterdam) e con il team digital di MPC Creative, questa campagna pro-bono chiede alle persone di “farsi sentire”, mettendoci la voce e la firma, per indurre governi, aziende e operatori telefoni a fornire gli strumenti e i fondi necessari a far si che tutte le chiamate dei bambini possano essere ascoltate.

Sul sito Free Our Voices, un software di riconoscimento vocale consente agli utenti di firmare la petizione semplicemente pronunciando e facendo registrare il proprio nome, che vien poi trasformato in una firma scritta, unica perché disegnata in funzione della frequenza, della sonorità, del ritmo e del timbro vocale di chi parla. Ogni firma può poi essere ulteriormente personalizzata in base a una determinata paletta di colori e può essere facilmente condivisa sui canali social di ogni partecipante all’iniziativa.
Tutte le firma, infine, sono renderizzate in tempo reale e “catturate” per costruire a una gallery tridimensionale a forma di volto di bambina, simbolo dei tanti che sono privi di voce. La gallery può quindi essere esplorata per ricercare la propria firma e scoprire che altro vi ha preso parte.
“Abbiamo realmente preso a cuore questa campagna”, commenta Alvaro Sotomayor, Creative Director di Wieden+Kennedy Amsterdam, “I numeri gratuiti, in molti paesi, non sono davvero gratuiti, e noi speriamo – attivando un numero significativo di “firma vocali” – di riuscire a convincere gli operatori telefonici a rinunciare a questi ricavi, e ad unirsi a noi per far sì che il diritto di farsi sentire diventi realmente un diritto basilare dell’uomo, di qualunque età”.

Oltre al sito della petizione interattiva, la campagna include un video che rappresenta persone delle più disparate provenienza che agiscono come “megafoni” per i bambini che non riescono a farsi ascoltare, grazie allo smartphone posizionato davanti alla bocca. Il video è visibile sul sito della campagna ed è “seminato” online per moltiplicare la diffusione del messaggio.

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