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Nessuno è disabile alla felicità, la campagna della fondazione Ariel per la PCI

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“Quando nasce un bimbo con una paralisi cerebrale, insieme a lui è colpita tutta la sua famiglia. Il lavoro, i rapporti sociali, il tempo libero… Per questo dal 2003, esiste Fondazione Ariel. Per garantire a queste famiglie sostegno sociale, medico, psicologico. Dai ad Ariel il tuo aiuto… Parola di tata.” Francesca Valla, la tata della TV spiega la mission di Fondazione nella body dell’annuncio stampa della campagna di comunicazione realizzata per la sensibilizzazione e la raccolta fondi con SMS solidale (dal 12 aprile al 3 maggio 2015 si donano 2 euro con SMS o chiamata da rete fissa al 45507).
Sotto la direzione creativa di Aragorn, la campagna di comunicazione di Fondazione Ariel si declina anche su altri media: tv, radio, stampa BTL tradizionale e web.

Nel spot tv di 30’’, spicca in primo piano la semplicità del setting, evidenziato da un lungo piano sequenza su un gruppo di fotografie in cornice, un angolo come ce n’è in tutte le case. Una di queste cornici è elettronica, dentro vi scorrono le foto salienti di una vita familiare: il fidanzamento, il matrimonio, l’attesa di una bambina… Ma proprio quando appare la bambina in questione, il dispositivo sembra andare in tilt, la foto si ripete sempre uguale, due volte, tre, quattro… “Quando nasce un bimbo con una Paralisi Cerebrale”, spiega il testo, “per la sua famiglia tutto si ferma. Ogni vita normale, ogni sogno futuro”. Da qui l’appello ad aiutare la fondazione che da sempre si batte per migliorare la vita della famiglie con bambini affetti da PCI. Realizzato nel 2014 dalla CdP Les Enfants, con la regia di Pierre Navoni, il film si avvale della voce narrante dell’attore Lorenzo Scattorin. 

Francesca Valla è anche la voce dello spot radio di 30’’ ha prestato la sua voce Francesca Valla, che ha partecipato con grande coinvolgimento anche alla stesura del testo da speakerare, sentendo la vicinanza della mission di Ariel con il suo ruolo e lavoro quotidiano di educatrice.

Grazie ai fondi raccolti dalla campagna, Ariel potrà realizzare il nuovo progetto “Ho dovuto diventare ottimista”, che ha l’obiettivo di agevolare la partecipazione dei bambini con disabilità alla vita culturale, alla ricreazione, al tempo libero e allo sport. Proprio come sancito dall’articolo 30 comma 5 della Convenzione ONU.
Il nome del progetto deriva da una frase pronunciata dalla mamma di Ginevra, bimba di 7 anni affetta da PCI, che da tempo lotta affinché la sua bimba possa giocare, divertirsi e fare sport nella sua città, con la stessa facilità con cui giocano, si divertono e fanno sport tutti i suoi coetanei, senza quindi doversi per forza rivolgere ai centri specializzati.

Come rendere possibile questo sogno? Ariel ha pianificato numerose attività, da realizzare tra settembre 2015 e giugno 2016, che permetteranno a molti bambini con disabilità di mettersi in gioco. Nello specifico: attività sportive, ludico-ricreative e di pet therapy (con il coinvolgimento di almeno 50 bambini con paralisi cerebrale infantile), seminari di sensibilizzazione e formazione (7 seminari per circa 700 individui, tra famiglie, operatori e volontari), ampliamento del servizio psicologico di sostegno alla famiglia (per almeno 50 coppie di genitori). Inoltre, Ariel vuole dare vita a un fondo economico destinato a garantire queste attività nel tempo per i bambini delle famiglie più bisognose.

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AGENZIE

On air la campagna di Fondazione Ariel “Nessuno è disabile alla felicità”

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“Quando nasce un bimbo con una paralisi cerebrale, insieme a lui è colpita tutta la sua famiglia. Il lavoro, i rapporti sociali, il tempo libero, tutto si blocca attorno alla disabilità. Per questo dal 2003 esiste Fondazione Ariel. Per dare a queste famiglie sostegno sociale, medico, psicologico. Perché quando una famiglia sa di non essere isolata è più forte, attiva e vitale. Dacci il tuo sostegno. Lo ritroverai riflesso nella felicità di un bimbo che può anche essere disabile quasi a tutto, ma non all’affetto e all’amore di una famiglia serena”.

La mission della Fondazione Ariel viene raccontata nella body dell’annuncio stampa della campagna di comunicazione realizzata per la sensibilizzazione e la raccolta fondi con SMS solidale (dal 7 al 21 aprile 2013 si donano 2 euro con SMS o chiamata da rete fissa al 45501). Ariel, infatti, da 10 anni offre sostegno di tipo medico, psicologico e sociale alle famiglie con bambini affetti da Paralisi Cerebrale Infantile (PCI), malattia neuromotoria che conta 50mila casi in Italia. E sempre nell’annuncio stampa, accanto al sorriso di una bambina, campeggia il claim della campagna: “Nessuno è disabile alla felicità”.

Sotto la direzione creativa di Aragorn, la campagna di comunicazione di Fondazione Ariel si declina anche su altri media: tv, radio, stampa below-the-line tradizionale e web. Nel spot tv di 30’’, spicca in primo piano la semplicità del setting, evidenziato da un lungo piano sequenza su un gruppo di fotografie in cornice, un angolo come ce n’è in tutte le case. Una di queste cornici è elettronica, dentro vi scorrono le foto salienti di una vita familiare: il fidanzamento, il matrimonio, l’attesa di una bambina… Ma proprio quando appare la bambina in questione, il dispositivo sembra andare in tilt, la foto si ripete sempre uguale, due volte, tre, quattro… “Quando nasce un bimbo con una Paralisi Cerebrale”, spiega il testo, “per la sua famiglia tutto si ferma. Ogni vita normale, ogni sogno futuro”. Da qui l’appello ad aiutare una fondazione che da sempre si batte per migliorare la vita della famiglie con bambini affetti da PCI. Realizzato dalla CdP Les Enfants, con la regia di Pierre Navoni, il film si avvale della voce narrante dell’attore Lorenzo Scattorin.

www.fondazioneariel.it

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