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Digital Transformation Academy: secondo anno dell’iniziativa di FIEG E Google

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Google FIEG digital transformation

l programma del Digital Lab@FIEG, progetto di formazione attivo nel contesto dell’accordo triennale tra FIEG e Google, continua con successo la sua attività per favorire il processo di trasformazione digitale della stampa italiana: prende il via oggi la seconda edizione della Digital Transformation Academy, l’iniziativa nata in collaborazione con Talent Garden, la più grande piattaforma in Europa di networking e formazione per l’innovazione digitale, che la scorsa edizione ha visto il coinvolgimento di 150 professionisti del settore dell’editoria.

A fronte del positivo riscontro, per l’edizione 2018 l’Accademia si prepara al raddoppio con la partecipazione di 300 professionisti, tra giornalisti, marketing manager ed esperti di digitale, e un totale di 6 tappe in tutta Italia: Brescia (10 settembre), Roma (24 settembre), Bologna (15 ottobre), Bari (29 ottobre), Cosenza (5 novembre), Cagliari (9 novembre) e un evento conclusivo a Milano in Talent Garden Calabiana a fine anno.

Presente alla prima giornata di inaugurazione a Brescia, il Sottosegretario all’Editoria, Vito Crimi, che ha dichiarato: “Il cambiamento epocale nel modo di informarsi e comunicare rappresenta una sfida ma anche un’occasione per il settore editoriale italiano, che non deve farsi trovare impreparato. Credo sia essenziale che il prodotto editoriale venga costruito attorno alle mutate esigenze dei lettori, sempre più affamati di informazione veloce e multimediale. La vera sfida è quindi riuscire a coniugare questa esigenza di istantaneità della notizia con la verifica delle fonti e la corrispondenza al vero dei contenuti. Iniziative come quella di Talent Garden sono pertanto la giusta via da seguire”.

Tema portante dell’edizione 2018 della Digital Transformation Academy sarà l’approccio Human Centered applicato all’editoria, ovvero la progettazione di prodotti e servizi attorno alle esigenze del lettore.

Il programma delle 6 tappe vedrà l’alternarsi di lezioni frontali, brainstorming e workshop per sviluppare abilità di pensiero laterale e di utilizzo della tecnologia nei campi della creazione di contenuti, vendite e marketing. A guidare i partecipanti alcuni esperti di digitale della scuola di innovazione di Talent Garden e le testimonianze di startup e realtà innovative che stanno cambiando il modo di fare editoria oggi: Freeda, ENI Day, Viz&Chips e Socialbeat.

 

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Andrea Riffeser Monti nuovo Presidente di FIEG. Dini e Ferrauto i Vicepresidenti

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L’assemblea Fieg ha oggi all’unanimità eletto Presidente Andrea Riffeser Monti, che succede a Maurizio Costa il quale lascia la presidenza avendo svolto il numero massimo di mandati previsti dallo statuto.

Si è successivamente riunito il Consiglio Federale che ha proceduto alla definizione degli organi federali. Francesco Dini e Giuseppe Ferrauto sono stati nominati rispettivamente Vicepresidente per i quotidiani e Vicepresidente per i periodici.

Il Comitato di Presidenza sarà composto dai Presidenti delle diverse categorie di quotidiani e periodici, dai consiglieri incaricati per i diversi settori di attività e dalle personalità del mondo editoriale indicati dal nuovo Presidente.

“Sono onorato di essere stato scelto a guidare la FIEG in un periodo di grande difficoltà di tutta l’economia che tocca, in particolar modo, il nostro settore” , ha dichiarato il Presidente Andrea Riffeser Monti. “Le sfide che ci attendono ci stimolano ad aprire molteplici tavoli di confronto con le Istituzioni, gli Enti e tutte le Categorie che si interfacciano con in nostro mondo. Vogliamo tenere aperti questi tavoli di lavoro fino a quando non saranno consolidati rapporti di condivisione su tutti i cambiamenti da mettere in atto, cambiamenti assolutamente necessari e improcrastinabili per poter garantire i posti di lavoro, il ricambio generazionale e, soprattutto, il rispetto dell’articolo 21 della Costituzione Italiana”.

“E per garantire la pluralità e la libertà di stampa”, ha proseguito Riffeser, “ritengo sia fondamentale accrescere la penetrazione politica, culturale e diplomatica, in Italia ma anche negli altri Paesi. Per affermare la propria indipendenza e autorevolezza la stampa deve poter contare sul sostegno del Governo e delle Istituzioni italiane”.

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Digital Lab@FIEG: nasce la Digital Transformation Academy per l’editoria

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Il programma del Digital Lab@FIEG, progetto di formazione attivo nel contesto dell’accordo triennale tra FIEG e Google, avviato per favorire il processo di trasformazione digitale della stampa italiana, si arricchisce di nuove attività.

Al via il prossimo 20 settembre la Digital Transformation Academy, una iniziativa in collaborazione con Talent Garden. L’iniziativa prevede 3 giornate di formazione nelle città di Brescia (20 settembre), Roma (5 ottobre) e Palermo (17 ottobre), e una maratona di 12 ore nella sede torinese di Talent Garden, durante la quale tutti i partecipanti potranno mettersi alla prova nella creazione di soluzioni digitali innovative applicabili al settore dell’editoria. Sono 150 i professionisti dell’editoria coinvolti in questo percorso di formazione.

Il progetto formativo. La prima fase di formazione, “Envisioning Academy”, vedrà alternarsi lezioni frontali, brainstorming e workshop per sviluppare abilità di pensiero laterale e di utilizzo della tecnologia all’interno dei diversi settori dell’editoria e sarà affidata alla guida di alcuni professionisti del settore. Tra questi Alessandro Rimassa, direttore della scuola di innovazione di Talent Garden e esperto di digitale; Pier Luca Santoro, consulente, giornalista ed esperto di social media e di data driven marketing; Alessandro Chessa, coordinatore del Master della Tag Innovation School sull’analisi dei dati e esperto di comunicazione data-driven.

L’Hackathon. Il percorso si chiuderà nel Campus di Talent Garden Fondazione Agnelli con una sfida che metterà in competizione giornalisti, marketing manager ed esperti di digitale nella produzione di progetti innovativi per la fruizione di informazione attraverso i nuovi strumenti del digitale. Nel corso di 12 ore i professionisti coinvolti nei workshop verranno organizzati in gruppi di lavoro per sfidarsi in un contest di creatività e innovazione sulle idee nate durante le giornate di formazione e trasformarle in qualcosa di pratico e potenzialmente applicabile all’interno dell’azienda.

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Campagna Fieg per gli incentivi fiscali sugli investimenti stampa. Firma Y&R Roma

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Al via oggi sulla stampa quotidiana e periodica la campagna della FIEG (nella foto il Presidente Maurizio Costa) per informare imprese e lavoratori autonomi degli incentivi fiscali per gli investimenti pubblicitari incrementali su giornali e riviste, introdotti dall’articolo 57-bis del Decreto legge n. 50/2017, in sede di conversione in legge (Legge n. 96/2017).

A beneficiare degli incentivi, nella forma del credito d’imposta, saranno le imprese e i lavoratori autonomi che investono in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica il cui valore superi almeno dell’1% quelli, di analoga natura, effettuati nell’anno precedente.

L’importo del credito d’imposta potrà arrivare fino al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, elevato al 90% per le microimprese, piccole e medie imprese e start up innovative, nel rispetto del tetto di spesa che sarà stabilito annualmente dal DPCM di ripartizione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, utilizzato per la copertura della misura.

L’incentivo – del quale un ulteriore DPCM, entro ottobre, stabilirà modalità e criteri di attuazione – sarà attribuito a partire dal 2018, relativamente agli investimenti effettuati dal 24 giugno 2017, incrementali rispetto a quelli di analoga natura, effettuati nell’anno precedente.

La campagna, realizzata per la Fieg da Y&R Roma, che ha come slogan “Chi investe in pubblicità su stampa, ha molto più di un ritorno d’immagine”, mostra uno specchio che riflette non una, ma molteplici immagini del prodotto pubblicizzato.

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Fieg e Ferpi per un giornalismo possibile: presentato a Roma il libro sul brand journalism

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Fieg e Ferpi

Quale sarà il futuro del giornalismo, tra la sua forma più classica e tradizionale e le neonate forme del comunicare nell’era digitale? Lo hanno indagato Fieg e Ferpi, che hanno organizzato ieri a Roma, nella sede della Federazione editori, il convegno “Fieg e Ferpi sulle derive attuali dell’informare e del comunicare”. Tutti legati al mondo della comunicazione i protagonisti: Fabrizio Carotti, Direttore generale FIEG; Daniele Chieffi, Consigliere Nazionale FERPI e Head of Digital PR ENI, moderatore dell’incontro; Andrea Falessi, Direttore Relazioni Esterne OPEN FIBER; Paolo Iammatteo, Responsabile Comunicazione Poste Italiane. Lo spunto è nato dalla presentazione del manuale di Diomira Cennamo e Carlo Fornaro, naturalmente presenti all’evento, “Professore Brand Reporter. Brand journalism e nuovo storytelling nell’era digitale”, edito da Hoepli: “una sistematizzazione accurata” così Fabrizio Carotti, “dei temi trattati e un’analisi non superficiale delle nuove tendenze in atto”.

Carotti nella sua introduzione fornisce alcuni dati di sintesi sulla situazione dell’editoria oggi. I ricavi della stampa in 10 anni si sono dimezzati: un dato che incide sulla sostenibilità economica delle imprese che fanno informazione professionale e che hanno necessità di fare investimenti. Negativo anche il trend degli investimenti pubblicitari sui giornali, il 2016 sul 2015 registra una riduzione per i quotidiani del 7% e per i periodici del 4%. La diffusione dei primi 5 mesi del 2017 (dati Ads) per i quotidiani è scesa del 10% e per i periodici dell’6%. L’ultimo dato riguarda la quota di mercato della pubblicità: a fronte di una raccolta pubblicitaria dell’insieme della stampa quotidiana e periodica di 1 miliardo e 150 milioni, c’è quella, solo stimata peraltro, degli Over the top, superiore ai 2 miliardi e 400 milioni e tendenzialmente in crescita.

C’è quindi l’esigenza, sostiene Carotti, di regole valide per tutti per un mercato che sia realmente competitivo e c’è l’esigenza, soprattutto, di un’adeguata tutela del diritto d’autore on line al fine della valorizzazione dei contenuti editoriali di qualità. In mancanza di questo non è possibile fare investimenti e garantire un prodotto professionale. Si valutano positivamente le recenti misure sul settore, come quella del credito d’imposta sulla pubblicità incrementale su stampa e su radio e tv locali e della liberalizzazione della rete di vendita. Il recente “Libro Bianco sulla comunicazione digitale” realizzato da Fieg, Upa e altre sei associazioni della comunicazione, sarà elemento fondamentale di guida per la trasparenza del mercato digitale. Quanto alla figura del “Brand reporter” descritta nel libro, Carotti immagina che sia una delle figure che potrebbero, avendo chiaro il legame diretto tra la realtà della notizia e i suoi effetti economici, di preservare e spiegare l’importanza della notizia che garantisca qualità e veridicità.

Anche per Andrea Falessi l’etica è un aspetto fondamentale. L’azienda ha una grande responsabilità quando deve comunicare il valore di un prodotto o di un servizio. Davvero qui il fact checking è rigoroso. Ma soprattutto le aziende possono fare brand journalism quando seguono un percorso vero di sostenibilità reale e concreta che consenta loro di presentare un prodotto o servizio altrettanto sostenibile. Da un punto di vista deontologico quindi – ha detto Falessi – serve un livello alto di utilizzo dei social media. E ha voluto anche sottolineare il taglio interessante di questo dibattito, che nasce da un libro che si concentra appunto sul brand journalism, sulla capacità e possibilità cioè di raccontare le aziende attraverso forme di comunicazione giornalistica o di narrativa tipicamente giornalistica. Qualcosa di estremamente innovativo che mette insieme la competenza e la professionalità del giornalismo, la capacità di aggregare valore intorno alle aziende e la necessità di essere sufficientemente trasparenti e credibili per farlo senza essere derivi. Un bel compito, qualcosa di nuovo da studiare e da approfondire.

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Maurizio Costa rieletto presidente Fieg

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Maurizio Costa

Si sono svolte oggi a Roma le assemblee degli organi sociali della Federazione Italiana Editori Giornali, che hanno proceduto al rinnovo di tutte le cariche per il biennio 2016-2018. Riconfermato per acclamazione Maurizio Costa Presidente della FIEG, per un secondo mandato.

Costa, nel ringraziare l’Assemblea per il rinnovo della fiducia, ha sottolineato come, in una fase di rilevanti criticità e profonda innovazione del settore, sia fondamentale una visione comune e la coesione di tutti gli associati.

“La forte unità di intenti tra gli editori – ha detto il Presidente Costa – è testimoniata dall’altissimo livello di rappresentanza degli organi federali, di cui fanno parte i vertici delle principali società editoriali italiane, e costituirà la migliore garanzia per affrontare con autorevolezza e determinazione le prossime, impegnative, scadenze”.

Il Consiglio Federale, riunitosi a valle dell’Assemblea, ha proceduto alla definizione dei componenti il Comitato di Presidenza. Sono stati eletti Vicepresidenti Massimo Cincera per i quotidiani ed Enrico Selva Coddè per i periodici e nominati i consiglieri incaricati dei diversi settori di attività: Carlo Perrone, per le relazioni internazionali; Laura Cioli, per la multimedialità e sviluppo del prodotto; Francesco Dini, per la pubblicità; Alessandro Bompieri, per la vendita e la distribuzione; Carlo Mandelli, per la tutela del prodotto; Pierpaolo Camadini, per i temi economici, legislativi e ufficio studi; Paolo Nusiner, per la formazione; Roberto Amodei, per l’editoria specializzata.

Sono stati inoltre eletti, in rappresentanza delle diverse categorie di quotidiani e periodici, Monica Mondardini, Andrea Riffeser Monti, Gabriele Del Torchio e Giuseppe Ferrauto. Lo stesso Consiglio Federale ha quindi nominato, su proposta del Presidente Costa, otto componenti in base alla loro consolidata esperienza e ampia rappresentatività di imprese: Carlo De Benedetti, Mario Ciancio Sanfilippo, John Elkann, Giampaolo Grandi, Ernesto Mauri, Urbano Cairo, Paolo Panerai e Giorgio Squinzi.
Tesoriere della Federazione è stato eletto Giacomo Moletto.

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Scoppia la pace tra FIEG e Google: accordo su contenuti e distribuzione digitale

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La FIEG – Federazione Italiana Editori Giornali e Google hanno annunciato oggi un accordo strategico di collaborazione volto a promuovere un approccio innovativo per la stampa italiana nell’era digitale.

Tra i punti qualificanti dell’accordo spiccano il riconoscimento dell’importanza del diritto d’autore e la valorizzazione dei contenuti editoriali con l’utilizzo, attraverso formule di revenue share, della soluzione di distribuzione mobile Google Play Newsstand e della piattaforma video YouTube; nonché il riconoscimento dell’importanza per gli editori di disporre ed utilizzare informazioni di valore strategico sul percorso degli utenti che navigano sui loro prodotti digitali, attraverso l’uso avanzato degli strumenti Google Analytics.

L’accordo di collaborazione potrà andare a vantaggio degli editori associati FIEG e si concentrerà sulle quattro aree strategiche del mobile e video, analytics, strumenti di tutela del diritto d’autore e formazione.

L’accordo prevede anche un investimento di base di 12 milioni di Euro da parte di Google nel triennio che verrà realizzato in collaborazione con gli editori associati FIEG, i quali avranno accesso a strumenti e formazione su temi sopraelencati. p

Previsto inoltre l’avvio di un’azione congiunta per la protezione dei contenuti online, a tutela del copyright dell’editore, attraverso gli strumenti messi a disposizione da Google, Verrà inoltre creato Digital Lab@FIEG, per trasferimento e condivisione di know how.

“Si tratta di un accordo quadro”, spiega il Presidente della FIEG Maurizio Costa (a dx nella foto), “che consente ai nostri associati, interessati a sfruttare le condizioni offerte, di ottenere significativi vantaggi, per un valore complessivo, stimato in caso di adesione di una parte rilevante degli editori FIEG, di circa 40 milioni di Euro al terzo anno. Un’intesa che facilita ulteriori prospettive di crescita per le aziende editoriali italiane, rafforzando la tutela e la valorizzazione dei loro prodotti e la loro capacità di sviluppare forme di comunicazione multimediale”.

“Oggi è un buon giorno per l’innovazione e la collaborazione”, aggiunge Carlo D’Asaro Biondo, Presidente Strategic Relations EMEA di Google. “L’innovazione nasce dalla collaborazione e la partnership strategica tra Google e FIEG dimostra che quando si condividono obiettivi e valori, ne deriva innovazione come risultato; innovazione volta ad accelerare la digitalizzazione degli editori FIEG mettendo a loro disposizione le nostre competenze e i nostri strumenti”.

“In sostanza”, conclude D’Asaro Biondo, “la FIEG e Google hanno fatto causa comune su diverse aree dell’online, dallo sviluppo di nuove modalità di interazione con gli utenti al raggiungimento di audience più grandi, fino alla protezione dei contenuti”.

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Sgravi fiscali su investimenti pubblicitari incrementali su stampa e a favore della lettura

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Si è svolto oggi a Roma l’incontro pubblico “Più Lettura, Più Comunicazione”, nel corso del quale sono state presentate dalle Associazioni della Filiera della Carta, Editoria, Stampa e Trasformazione (Acimga, Aie, Argi, Asig, Assocarta, Assografici e Fieg, le proposte di introdurre sgravi fiscali a favore della lettura e degli investimenti pubblicitari incrementali  sulla stampa.

La prima delle due misura è stata illustrata dal Direttore dell’AIE, Alfieri Lorenzon (nella foto): una detrazione dalle imposte sul reddito delle persone fisiche per gli acquisti di libri, quotidiani e periodici in formato cartaceo o digitale, pari al 19% dell’importo speso nel corso dell’anno. “I timidi segnali di miglioramento del mercato libraio e degli indici di lettura da ultimo registrati – ha spiegato Lorenzon – devono essere sostenuti con una misura strutturale: la detrazione delle spese di acquisto di libri, come di quotidiani e periodici, è utile per una promozione stabile della lettura e per sostenere lo stesso diritto allo studio e alla conoscenza dal cui esercizio si sviluppa il sapere e il futuro sociale ed economico del nostro Paese”.

Il Direttore Generale della FIEG, Fabrizio Carotti, ha presentato in aggiunta una proposta mirata a ottenere un duplice effetto: “rilanciare gli investimenti pubblicitari”, con la loro funzione “prociclica di spinta ai consumi” e, nello stesso tempo, “garantire risorse a quotidiani e periodici, veicolo di cultura e libertà”.

“La detassazione degli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani e periodici”, ha ricordato l’esponente Fieg, “è contenuta come criterio di delega del DDL sull’editoria che inizia in questi giorni il suo percorso parlamentare al Senato, dopo l’approvazione da parte della Camera. Sarebbe auspicabile trasformare il criterio di delega in puntuale disposizione di legge per rendere immediatamente operativa la misura e cogliere e potenziare l’avvio della ripresa economica”.

L’illustrazione delle proposte è stata preceduta da quella dei dati complessivi del settore da parte dei Direttori di ASSOCARTA, Massimo Medugno, e ASSOGRAFICI, Claudio Covini, che ne hanno ribadito l’importanza strategica all’interno della economia italiana e il notevole impatto dal punto di vista anche occupazionale. “Anche nel 2015, dei circa 31 miliardi di fatturato complessivo, circa 9,5 sono stati realizzati con l’export con un saldo attivo di poco meno di 4. Il mercato interno rimane il vero tallone d’Achille. Infatti, nel 2015 è andata appena meglio del 2014 che insieme al 2008 (“annus horribilis”) rappresentano i minimi storici”. Commenta così Claudio Covini. E aggiunge Massimo Medugno: “Una Filiera unica e irripetibile che innerva tutta l’Italia e che dà voce e veste anche al Made in Italy: oggi già ricicla il 55% di quanto immette sul mercato e rappresenta il 5% dell’occupazione manifatturiera, circa 200.000 addetti, che arrivano a 680.000 con l’indotto”.

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Italia Creativa: un comparto che vale 47 miliardi

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italia creativa

Quarantasette miliardi di euro e quasi un milione di occupati: queste le cifre chiave che emergono dallo studio Italia Creativa, realizzato da EY (Ernst &Young) con il supporto di tutte le principali associazioni di categoria, guidate da Mibact e SIAE, e presentato oggi alla Triennale di Milano.

Nel dettaglio, Italia Creativa fotografa per l’Industria della Cultura e della Creatività italiana cifre decisamente rilevanti. Per il 2014 (anno di riferimento), il valore economico complessivo è pari a 47 miliardi di euro, il 2,9% del prodotto interno lordo nazionale. Sotto il profilo occupazionale l’incidenza è ancora più significativa: quasi un milione di addetti a livello complessivo. Inoltre, il 41% degli occupati nell’Industria della Cultura e della Creatività in Italia sono giovani fra i 15 e i 39 anni, contro una media del circa 37% in tutti i settori dell’economia del Paese. Dai numeri emersi, risulta chiaro che si tratta di un’industria human intensive, fondata in larga parte sull’apporto intellettuale.

“Italia Creativa dimostra esattamente quanto i diversi settori dell’industria culturale italiana contribuiscano all’economia del Paese in termini di occupazione e fatturato. È nostro preciso dovere”, spiega il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschinii, “adoperarci per favorire al massimo ogni espressione di questo settore, garantendo le corrette condizioni di mercato, contrastando pirateria e contraffazione e riconoscendo il giusto compenso a chi vi opera”.

La ricerca di EY ha misurato gli undici settori maggiormente rappresentativi dell’Industria della Cultura e della Creatività: Architettura, Arti performative, Arti Visive, Cinema, Libri, Musica, Pubblicità, Quotidiani e Periodici, Radio, Televisione e Home Entertainment, Videogiochi.

“Italia Creativa è il cuore e il cervello del corpo economico del nostro Paese. Il settore culturale e creativo”, dichiara il Presidente SIAE Filippo Sugar, “è infatti pieno di start up: ogni autore, ogni artista che inizia a pensare di dedicare la sua vita alla creatività o comunque a realizzare opere nuove è, di fatto, una start up. Quindi da sempre questa è un’industria fortemente legata all’innovazione, e l’innovazione è fonte di rottura, di pensieri nuovi, di libertà”.

Diciannove le associazioni di categoria che hanno collaborato allo studio: AESVI (Associazione editori sviluppatori videogiochi italiani), AGIS (Associazione generale italiana dello spettacolo), AIE (Associazione italiana editori), ANEM (Associazione nazionale editori musicali), ANES (Associazione nazionale editoria periodica specializzata), ANICA (Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e multimediali), APT (Associazione produttori televisivi), CNAPPC (Consiglio nazionale architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori), Confcultura – Associazione imprese private per la valorizzazione del Cultural Heritage, Confindustria Cultura Italia, Confindustria Radio Televisioni, DISMAMUSICA (Distribuzione industria strumenti musicali e artigianato), FEM (Federazione editori musicali), FIEG (Federazione italiana editori giornali), FIMI (Federazione industria musicale italiana), NUOVOIMAIE (Nuovo istituto mutualistico per la tutela dei diritti degli artisti interpreti esecutori), PMI (Produttori musicali indipendenti), SIAE (Società italiana degli autori ed editori), UNIVIDEO (Unione italiana editoria audiovisiva media digitali e online).

Oltre sessanta personalità di primo piano dell’industria creativa e culturale del nostro Paese hanno sostenuto Italia Creativa con le loro testimonianze, tra cui: Rosario Fiorello, Fabio Fazio, Lorenzo Suraci, Dacia Maraini, Stefano Boeri, Lillo e Greg, Malika Ayane, Maurizio Costa, Linus, Luigi de Laurentiis, Marco Mengoni, Nina Zilli, Giancarlo De Cataldo, Walter Veltroni, Gianni Letta, Luigi Vicinanza, Mario Cucinella, Andrea Zappia, Tilde Corsi, Ferruccio De Bortoli, Paolo Virzì, Michelangelo Pistoletto, Beppe Severgnini, Carlo Perrone, Mogol e molti altri ancora.

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Twosides – Il lato verde della carta: al via la campagna 2016 realizzata da Studio Marani

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Twosides - Il lato verde della carta

Parte oggi la nuova campagna di Twosides – Il lato verde della carta, un’iniziativa della filiera italiana della comunicazione su carta* che mira a sfatare, presso il pubblico dei consumatori e in particolare dei giovani, i luoghi comuni che tendono ad associare la carta con la deforestazione. Un luogo comune che la filiera della carta e dell’informazione intende contrastare con informazioni chiare a trasparenti.

Su questo punta la nuova campagna “Non è vero che la carta è nemica delle foreste”, che intende essere prima di tutto uno strumento di informazione sul mondo della carta e della sua filiera. Le pagine ADV verranno pubblicate su quotidiani, periodici e stampa specializzata grazie alla collaborazione delle associazioni degli editori FIEG e ANES e potranno essere visualizzate unitamente ai contenuti informativi anche sul sito e sui social network Facebook e Twitter.

Il visual della pagina ADV è chiaramente riconoscibile da un albero simbolico, bilanciato fra chioma e radici. I due estremi dell’albero coincidono, nella pagina, con i due estremi del pensiero: sulla chioma c’è il luogo comune, ma se si torna alle radici troviamo la verità supportata da evidenze scientifiche.

La produzione cartaria è uno dei fiori all’occhiello dell’industria europea. Secondo produttore mondiale di carta con 91 milioni di tonnellate prodotte nel 2014, l’industria cartaria europea è il più grande “riciclatore” di carta del mondo con un tasso di riciclo del 70% (ERPC 2015). Inoltre l’industria cartaria europea supporta la gestione sostenibile delle foreste e la certificazione forestale, che è lo strumento che consente di dimostrare ai consumatori che le foreste sono gestite in modo sostenibile e che i prodotti importati in Europa provengono da foreste gestite in modo responsabile.

La nuova campagna di TwoSides 2016 è stata realizzata da Studio Marani.

*La filiera italiana della comunicazione su carta è riunita in Print Power Italy, un’organizzazione – coordinata da Assocarta – che si inserisce nel più ampio progetto europeo Print Power Europe al quale hanno aderito ben dodici Paesi europei.

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La stampa tiene e ha un futuro, parola di Fieg e Upa: la ricerca di Episteme

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È stata presentata ieri a Milano la ricerca “Quotidiani e periodici a pagamento: ruolo, valori e prospettive evolutive”, condotta da Episteme e promossa da Fieg e Upa.

La ricerca ha voluto indagare a fondo il ruolo delle testate quotidiane e periodiche e i loro lettori e fornire uno strumento di riflessione, ma anche di lavoro, al mercato. Interessante e innovativa la metodologia adotta da Episteme che ha raccolto e analizzato 160 storie di lettori, che hanno raccontato giorno per giorno il loro rapporto con la lettura dei giornali nell’arco di due settimane.

Una relazione “intima”, un coinvolgimento “emotivo”, il riconoscimento della propria “identità”, sentimenti di “fiducia e complicità”: sono le prime evidenze interpretative della ricerca. Quello della lettura è risultato un momento “sacro”, dedicato a se stessi e difeso dalle ingerenze esterne di ogni tipo. I giornali cartacei vengono, oltre che letti, “manipolati, staccati, ritagliati, archiviati, collezionati, riletti e riutilizzati”. E la “lentezza” connessa alla loro fruizione favorisce la comprensione e l’assimilazione dei contenuti.

“Da qualche tempo captiamo segnali di ritorno di interesse verso la carta stampata, soprattutto dagli Stati Uniti”, ha affermato Maurizio Costa, Presidente Fieg (nella foto insieme a Lorenzo Sassoli de Bianchi), speigando la genesi della ricerca. “Questo ci ha spinti a fare una riflessione sul mercato italiano e a rivolgerci a un istituto di ricerca – Episteme – per approfondire l’argomento e avere un riscontro tangibile a questi segnali”. “Tuttavia – ha continuato Costa – questo non significa che l’editoria si arrocca su posizioni conservative, aggrappandosi a modelli qualitativi che ormai non esistono più, semplicemente ritengo che la carta stampata può tranquillamente convivere con il digitale, a patto che tutto avvenga in un clima di trasparenza e collaborazione, cosa che al momento ancora non avviene”.

La ricerca ha individuato quattro tipologie di lettori, illustrate da Monica Fabris, Presidente di Episteme: il lettore curioso, il lettore social, il lettore spensierato e il lettore impegnato, ciascuno con un proprio, peculiare, rapporto con le testate. Tutti comunque accomunati dalla persuasione di essere messi al riparo, con il proprio giornale cartaceo, dallo stordimento informativo che deriva dalla navigazione senza bussole nel flusso ininterrotto delle informazioni. Un ruolo di riconosciuta autorevolezza questo, che si trasferisce dalla testata alle marche dei prodotti pubblicizzati, e viceversa. Il senso di appartenenza a una comunità di lettori, infatti, implica anche il riconoscersi in un certo paniere di beni. Nel prossimo futuro? Le testate dovranno rivendicare la propria diversità fatta di “primato della parola”, grande articolazione dei punti di vista e alto tasso di cooperazione interpretativa da parte del lettore. Si tratterà di presidiare questi valori in maniera ancor più rigorosa e di portare avanti con ancora maggior convinzione il mandato della qualità giornalistica e dell’unicità dell’esperienza fornita.

“Il mezzo stampa ha dei plus, che trovano conferma negli studi più recenti, ma anche nei numeri che realizza: credibilità e attendibilità, inclusività, fisicità, esclusività della fruizione”, commenta Murizio Costa. “Leggere e informarsi sulla carta favorisce l’attenzione, riduce il rischio di distrazione, consente più che nel web una scelta attiva tarata su propri interessi e passioni. Nella sinergia con gli altri media e per le peculiarità che le sono proprie, prima fra tutte la forza della parola scritta, la stampa completa e anzi aumenta l’efficacia complessiva della comunicazione”.

“La stampa è e sarà un mezzo strategico per chi investe in pubblicità”, ha commentato il Presidente Upa, Lorenzo Sassoli de Bianchi, a margine della presentazione della ricerca, “e ciò perché: a) vi è trasferimento di autorevolezza reciproco tra mezzi e campagne pubblicitarie, b) perché attraverso la stampa si rafforza la reputazione di marca e c) perché la stampa permette di approfondire più di ogni altro mezzo creando una connessione concreta tra bisogno e soluzione. È evidente che il mondo della comunicazione sta diventando sempre più orizzontale, un mondo dove tutti comunicano tutto… In questo contesto la funzione della stampa come controllore della veridicità dei fatti è essenziale”. E ha poi aggiunto: “Per il futuro è evidente che si integreranno sempre più carta stampata e strumenti digitali, una integrazione vista con interesse e favore dagli investitori. È questa la strada da seguire”.

Sul valore della carta stampata si sono espressi anche i rappresentanti di tre grandi aziende protagoniste della comunicazione: Francesca Cotelli, Vice Presidente del Gruppo Artsana; Cristina Scocchia, AD L’Oreal; e Vittorio Meloni, Head of External Relations di Intesa Sanpaolo. Tutti si sono trovati d’accordo nell’affermare che “anche con la carta si possono creare nuove forme sfidanti di narrazione pubblicitaria, lontane dalle logiche della semplice “tabellare” e che “occorre dare la “forma” giusta ai contenuti che vanno distribuiti sulle varie piattaforme, di cui anche la carta stampata fa parte”. Quello che si chiede agli editori è di “essere creativi nel proporre modi nuovi e originali di parlare ai propri lettori”.

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58 editori contro le violazioni del diritto d’autore dell’Eco della Stampa e Data Stampa

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Dopo tre anni di trattative, giro di vite da parte di 58 editori di più di 430 testate contro i servizi di rassegna stampa delle società Eco della Stampa e Data Stampa per ripetute violazioni del diritto d’autore. Dopo un tavolo di consultazione in Fieg nel 2010 e la costituzione del Repertorio Promopress, l’unica strada possibile è stata ricorrere alle vie legali con l’assistenza dello Studio DLA Piper.

 

Gli editori che hanno aderito al Repertorio Promopress chiedono per le due società l’immediata inibizione alla prosecuzione delle attività e la condanna al risarcimento del danno, anche per il pregresso.

“La tutela dei diritti d’autore degli editori sugli articoli dei giornali è stata a più riprese affermata dalla giurisprudenza di merito e confermata dalla Suprema Corte. L’interesse dell’editore che ha reso possibile, attraverso i suoi investimenti, la realizzazione del giornale deve prevalere sull’interesse del compilatore della rassegna che, a costo zero, con la riproduzione e comunicazione degli articoli, realizza profitti. Tanto più oggi che i costitutori di rassegne stampa hanno la possibilità di acquisire lecitamente gli articoli aderendo al Repertorio Promopress” ha dichiarato l’avv. Roberto Valenti, partner dello Studio DLA Piper.

 

Fin dal 1° luglio 2012 è, infatti, disponibile anche in Italia un modello di licenza per la lecita riproduzione ed utilizzazione degli articoli di giornale, analogo ai sistemi da tempo operanti a livello europeo ed internazionale e tutti rappresentati nel consorzio mondiale del PDLN (Press Database Licensing Network): su mandato degli editori titolari dei relativi diritti di utilizzazione economica, il Repertorio prevede un modello semplificato per la gestione dei diritti d’autore in rassegne stampa, mediante pagamento di un corrispettivo per le licenze d’uso dei contenuti editoriali (www.repertoriopromopress.it).

 

Le società di rassegne stampa che, accettando un percorso condiviso di legalità per il prosieguo della loro attività, hanno firmato l’accordo sono 12 e sono triplicate rispetto alla data di avvio dell’iniziativa: 109 Press S.r.l., Buon Vento S.r.l., Dailyou (SimplyBiz S.r.l.), Infojuice (Euregio S.r.l.), Intermedia Service Soc. Coop., Mimesi Srl (DBInformation S.p.A.), Novaetica Soc. Coop.va, Pressline (Kikloi S.r.l.), PressToday (PressToday S.r.l.), Selpress Media Monitoring & Newsbank s.r.l., Telpress Italia S.p.A. e VoloPress (Volocom S.r.l.).

 

Il Repertorio Promopress è una realtà consolidata e in rapida espansione, riconosciuta a livello internazionale: le testate quotidiane che, ad oggi, vi hanno aderito rappresentano oltre il 96% del mercato di riferimento (dati ADS), i periodici coprono di fatto l’intero panorama dei giornali d’opinione e d’attualità e delle principali fonti utilizzate nelle rassegne stampa.

 

 

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MEDIA

Ambient Media per il progetto Twosides “Naturalmente io amo la carta”

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Dal lancio della campagna istituzionale Twosides “Naturalmente io amo la carta” lo scorso gennaio sono oltre 550 le pagine ADV pubblicate grazie al supporto di FIEG e ANES. Numerosi anche i banner web della campagna veicolati dai portali delle istituzioni aderenti al progetto e dai siti ambientali.

“Naturalmente io amo la carta” ha l’obiettivo di informare i consumatori sul carattere naturale e rinnovabile del legno, materia prima che, insieme alla carta da macero, è utilizzata per produrre carta. Il 70% della carta utilizzata in Europa viene raccolta e riciclata: con 2000 kg trasformati al secondo, la carta è il materiale più riciclato a livello europeo (ERPC 2010). Inoltre, la superficie forestale in Europa è cresciuta del 30% rispetto al 1950:  ogni anno le foreste aumentano di un’area pari a 1,5 milioni di campi da calcio (circa  850.000ha – FAO 2010)

Per rafforzare il messaggio della campagna in particolare presso il target giovani, Twosides ha scelto di declinare la campagna su 20.000 cartoline pubblicitarie finalizzando un’operazione in co-branding  con Ambient Media che le ha diffuse attraverso il proprio circuito di locali a Milano e Roma.

Le cartoline, stampate da Press Service su carta Fedrigoni, riproducono alcuni soggetti della campagna, ciascuno focalizzato su un mezzo stampa, che associano i dati di crescita forestale e di riciclo ai punti di forza della carta stampata quali l’autorevolezza e l’approfondimento dell’informazione (Head: 100% Informazione), lo stile delle riviste patinate (Head: 100% Stile), l’esperienza tattile che coinvolge il lettore, stimolandone l’immaginazione (Head: 100% Immaginazione) e la capacità di memorizzare i contenuti (Head: 100% Memorizzato).

Ogni cartolina è fatta per essere conservata, regalata o spedita. Per questo sul retro è stato lasciato lo spazio per inserire il destinatario e per scrivere un messaggio, che comincia con le parole prestampate “Naturalmente  io amo”.

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BRAND STRATEGY

La “filiera della carta” in campagna stampa per sfatare i luoghi comuni

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Un anno fa venne lanciata la prima campagna istituzionale TwoSides “Naturale, rinnovabile, riciclabile: è il lato verde della carta” con oltre 100 pagine pubblicate su quotidiani, riviste e stampa specializzata. Oggi arriva la seconda “puntata” caratterizzata dal claim “Naturalmente io amo la carta”, che gioca sull’ormai globalmente adottato simbolo del cuore come sinonimo del verbo. L’iniziativa della filiera italiana della comunicazione su carta punta a sfatare, presso il grande pubblico dei consumatori e in particolare i giovani, i luoghi comuni che vedono la carta come sinonimo di deforestazione e inquinamento.

La campagna ha infatti l’obiettivo di informare i consumatori sul carattere naturale e rinnovabile del legno, materia prima che insieme alla carta da macero è impiegata per produrre carta. Il 70% della carta utilizzata in Europa viene, infatti, raccolta e riciclata: con 2000 kg riciclati al secondo, la carta è il materiale più riciclato a livello europeo. Inoltre la superficie forestale in Europa è cresciuta del 30% rispetto al 1950: ogni anno le foreste aumentano di un’area pari a 1,5 milioni di campi da calcio (circa 850.000 ha).

La campagna si articola in 9 soggetti ciascuno focalizzato su di un mezzo stampa e 8 head che associano ai dati di crescita forestale (FAO 2010) e di riciclo (ERPC 2010) alcuni punti di forza della carta stampata quali l’autorevolezza e l’approfondimento dell’informazione, l’esperienza tattile che coinvolge il lettore stimolando l’immaginazione e la capacità di memorizzarne i contenuti.
Per chi volesse saperne di più sulle caratteristiche di sostenibilità della comunicazione su carta, è online il sito www.twosides.info/it  dal quale è possibile accedere ai relativi profili Facebook e Twitter.

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