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“No lividi, solo colore”: spopola sul web la nuova campagna anti-femminicidio della startup filantropica Niente Paura

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Spopola sul web la campagna anti-femminicidio “No lividi, solo colore”, un video che mostra forti scene di violenza domestica riprese da telecamere nascoste e invita tutte le donne a liberarsi “dall’amore malato” e di essere “padrone del proprio destino”, come recita a chiare lettere lo slogan. Il video, realizzato grazie a un gruppo di ragazzi di Messina che hanno offerto gratuitamente la loro immagine, lancia l’allarme: 7 donne su 10 hanno subito una forma di violenza. Ma il fatto più sconcertante è il silenzio, visto che il 67% non ha sporto denuncia in caso di abusi da parte del partner.

La campagna è stata lanciata venerdì sera in occasione del “Roma Movie Lounge” dalla Niente Paura s.r.l., neonata start-up filantropica guidata da Manuel Giannini, Luca Zafarana e Barbara Benedettelli. Grazie alla vendita del nuovissimo bracciale Tatù “lei e lui”, simbolo della lotta comune contro il femminicidio, l’azienda ha devoluto il ricavato della serata ai progetti Cooperativa Be Free, che si occupa del contrasto alla tratta, alla discriminazione e alla violenza contro le donne. Ogni prodotto immesso sul mercato dalla Niente Paura va ad alimentare il conto corrente “Destinazione Sociale”, al fine di sostenere i progetti delle Organizzazioni non lucrative per la tutela delle persone in difficoltà.

Tantissimi i vip che hanno partecipato con entusiasmo a questa serata di solidarietà e glamour, tra cui Samantha De Grenet, Costanza Caracciolo, Nicolas Vaporidis, Rita Dalla Chiesa, Francesco Arca, Matteo Branciamore, Irene Capuano, Daniel Nilsson, Georgia Viero, le “professoresse” dell’Eredità di Carlo Conti e Isabella Rauti in veste ufficiale di consigliere per il Ministero degli Interni sulle politiche di contrasto alla violenza di genere. Non poteva mancare l’esibizione canora di Annalisa Minetti, strenua sostenitrice della campagna #No lividi, solo colore.

“Ciò che comunica la donna Tatù è forza, volontà di uscire da una condizione di dipendenza, violenza di entrare in una dimensione dove è padrona del suo destino, del suo presente e del suo futuro. Il braccialetto è un emblema di unione, e di fatto fa sentire queste persone meno sole. In poco più di quattro mesi abbiamo avuto risultati straordinari e questo ci dà la forza di andare avanti”, afferma Barbara Benedettelli.

Concludono Manuel Giannini e Luca Zafarana: “Per noi l’attenzione verso il sociale è importante, tanto che appena cominciato abbiamo affidato a una cooperativa di persone diversamente abili la costruzione di una parte del bracciale, e spero che crescendo si possa anche assumere persone in serie difficoltà, come le donne Vittime della violenza economica, per esempio, o i padri di famiglia che da un giorno all’altro si sono trovati senza niente”.

Nella foto Nicolas Vaporidis e Francesco Arca.

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AZIENDE

OVS partecipa a “Wall of Dolls” contro la violenza sulle donne

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OVS il fast fashion retailer di Gruppo Coin, aderisce al progetto promosso da Jo Squillo “Wall of Dolls”, un’installazione collettiva di bambole che coinvolge 50 brand rappresentativi del Made in Italy, artiste, scrittrici, cantanti e Associazioni Onlus per sensibilizzare la popolazione contro il femminicidio.

OVS ha scelto di sostenere l’iniziativa personalizzando una Lalaloopsy una bambola di pezza coloratissima e divertente, con un look ispirato ai capi venduti in esclusiva nel nuovo store di via Dante a Milano. La bambola di OVS diverrà una delle protagoniste dell’opera artistica “Wall of Dolls” che verrà presentata sabato 21 giugno al Centro Culturale di via De Amicis 2 a Milano.

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AZIENDE

Avon e Cerchi d’Acqua insieme contro la violenza sulle donne

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Avon, leader nel canale della vendita diretta di prodotti cosmetici, da sempre in prima linea nel sostegno delle donne in tutto il mondo, rinnova il proprio impegno nella lotta contro la violenza domestica sulle donne. Insieme a Cerchi d’Acqua – Cooperativa Sociale che dal 2000 opera come centro Antiviolenza a Milano – lancia la campagna di comunicazione Uomo Contro Donna: fermiamo questo match, volta a denunciare questo fenomeno negativo sempre più in crescita.

Il volto della campagna è Mauro Bergamasco, campione di uno sport definito “un gioco bestiale giocato da gentiluomini”. Il rugby è uno sport che trasmette i valori positivi di integrità, passione, solidarietà, disciplina e rispetto e Mauro, attraverso le metafore sportive, denuncia il fenomeno della violenza sulle donne e l’accettazione passiva da parte di tutti. La campagna multi soggetto sarà on air dal 22 novembre al 16 dicembre nel circuito ATM della metropolitana di Milano.

“Siamo molto contenti che Mauro abbia accettato questo importante incarico. E’ una campagna rivoluzionaria che coinvolge attivamente l’uomo e lo sport, il cui obiettivo è scuotere energicamente le coscienze di ciascuno. Abbiamo utilizzato head line molto forti, decidendo di non mostrare immagini: la violenza non è solo fisica, ma anche psicologica e si nasconde negli atteggiamenti quotidiani”, dichiara Gennaro Formisano, Presidente Avon.

“Crediamo sia necessaria una riflessione comune tra uomini e donne per promuovere la cultura del rispetto e costruire un cambiamento nella relazione tra i generi”, dichiara Graziella Mazzoli, Presidente del centro antiviolenza Cerchi d’Acqua.

“Il rugby è uno sport da sempre attento al mondo sociale,  per FIR è stato un passo naturale dare il patrocinio a questa campagna. Tutte le società di rugby, i giocatori e i nostri tifosi hanno osservato un minuto di silenzio su tutti i campi in segno di rispetto a tutte le donne vittime di violenza domestica”, ha dichiarato Alfredo Gavazzi, Presidente F.I.R.

“Non può e non deve più esistere Uomo contro Donna: è un match al quale nessuno di noi può e deve assistere. Fermiamolo insieme, tutti”, dichiara Mauro Bergamasco, giocatore internazionale di rugby.

CREDITS
Agenzia Creativa: Quindicizerotre
Direttore Creativo: Stefano Borsani – Davide Clerici
Copywriter: Alessandro Omini
Art Director: Giovanni Banfi
Fotografia: Paolo Cecchin
Pianificazione: Foxbury Outdoors
Media Relation: Francesca Anelli

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AZIENDE

Il fumetto dice basta. Gli eroi delle nuvole parlanti scendono in campo contro il femminicidio

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A fianco delle donne maltrattate scendono in campo gli eroi dei fumetti per la nuova Comics Collection delle cartoline Postcardcult. Un’iniziativa che coinvolgerà in futuro anche i personaggi dello sport e dello spettacolo. Sono 13 soggetti e una cover, alcuni dei più importanti personaggi a fumetti delle case editrici nazionali e non ad immagini create ad hoc da parte di autori di riferimento fino alle cover di alcune graphic novel tristemente in tema con questo tragico argomento.

 

Alla collezione è abbinata una raccolta fondi sulla piattaforma di crowdfunding Eppela, le cartoline saranno distribuite nelle location milanesi per una campagna di sensibilizzazione (per informazioni: postcardcult@gmail.com)

 

Eva Kant, l’eterna fidanzata di Diabolik, che proprio quest’anno compie cinquant’anni; Asso, l’alter ego di Roberto Recchioni, uno dei fumettisti più importanti a livello nazionale, neo curatore di Dylan Dog e papà della miniserie Orfani della Sergio Bonelli Editore; proprio l’Indagatore dell’Incubo grazie ad una magistrale interpretazione di Gigi Simeoni; Julia, la detective di casa Bonelli, una vera eroina del Fumetto. E ancora: ‘A Panda Piace’, la divertentissima creatura di Giacomo Bevilacqua che fra poco sbarcherà in edicola ma che nel frattempo un sorriso, anche se amaro, ha saputo strapparcelo; una fanciulla di Milo Manara, non discinta come al solito ma armata di pistola e pronta a difendersi; due graphic novel purtroppo in tema, come Inès di ReNoir e Io so’ Carmela di Becco Giallo. Il protagonista de Il Corvo in una posa già vista ma con autorizzazione diretta di James O’ Barr (grazie ad Edizioni BD), e la cruda ma efficace immagine di Alessandro ‘Ganassa’ Mazzetti, un altro che ci delizia con le sue fanciulle ma che oggi ci ha riservato un vero pugno allo stomaco. Chiudiamo con colui che difende i più deboli, alias Long Wei di Diego Cajelli, con la protagonista de L’Insonne e con il testimonial (quasi) in carne ed ossa: Francesco Facchinetti non ha esitato a metterci la faccia. Per restare in tema, si è anche fatto disegnare dalla fumettista Lola Airaghi.

 

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BRAND STRATEGY

Studio Aperto e TG4 aderiscono alla campagna contro il femminicidio

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Studio Aperto e Tg4 aderiscono alla campagna contro il femminicidio promossa dal Ministero degli Interni, facendo indossare durante tutte le edizioni dei due telegiornali in onda oggi delle specialissime magliette alle proprie conduttrici. Oggi, Sabrina Pieragostini e Alessandra Viero nei notiziari delle 12,25 e delle 18,30 del tg di Italia 1; Diletta Petronio e Monica Gasparini in tutti gli odierni appuntamenti del Tg,  indosseranno le magliette con il monito “No more feminicide – Don’t turn your back”. Oltre alle conduttrici dei Tg di questa giornata, tutte le giornaliste di Studio Aperto e Tg4 presteranno il loro volto a questa campagna.

Queste particolari T-shirt sono state realizzate dal Ministero dell’Interno nell’ambito della riunione dei Ministri dell’Interno dei Paesi del G6, che si svolgerà a partire da questo pomeriggio presso la Prefettura di Roma. Durante il vertice, per la prima volta, una intera sessione, quella di questa sera, sarà dedicata al tema del femminicidio. “Abbiamo scelto di aderire in modo convinto alla battaglia del G6 contro il femminicidio – commenta Giovanni Toti, Direttore di TG4 e Studio Aperto – mettendo in campo tutti i  volti dei nostri telegiornali. Credo che il mondo dell’informazione non possa assistere passivamente all’escalation di violenza contro tutte le donne, cui stiamo assistendo ormai da troppo tempo – questa è una battaglia di civiltà a cui tutti sono chiamati a dare il proprio contibuto”.

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