AGENZIE

Gruppo Banijay: Fabio fazio e magnolia insieme per “L’officina”

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Fabio Fazio

Dalla prossima stagione televisiva Fabio Fazio produrrà i suoi programmi con L’OFFICINA, una nuova società formata da lui stesso e da Magnolia.

Nasce così una collaborazione che porta anche in Italia un modello tipico del mercato europeo (in particolare francese) anche con reti del servizio pubblico: un modello che vede l’impegno produttivo diretto dei più importanti conduttori di talk show.

In questo genere di prodotto è leader riconosciuto il Banijay Group, di cui fa parte Magnolia, che contribuirà quindi con tutto il suo know how a rendere ancora più competitivi i programmi di consolidato successo a firma Fabio Fazio.

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MEDIA

Presentazione Palinsesti RAI: Fazio sempre in primo piano. Piscopo: “Raccolta a -1%”

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palinsesti rai

Questa mattina si è svolta a Milano la presentazione dei palinsesti autunnali Rai. Al di là dei singoli programmi, visibili qui per chi è curioso, hanno tenuto banco soprattutto le domande dedicate a Fabio Fazio e al suo contratto, e all’ “incognita” Massimo Giletti. L’esordio del neoDirettore Generale Mario Orfeo è stato improntato all’understatement, dedicando tutta la prima parte del suo discorso a evidenziare la capacità della RAI, in termini di risorse umane, sottolineando, senza fare nomi, la presenza di “grandi talenti” che, unitamente ai 13.000 dipendenti e alle migliaia di collaboratori, concorrevano dare vita a quella che ha definito “la prima industria culturale del Paese”. “E mentre noi eravamo impegnati nello sforzo si moltiplicare il valore di questi talenti”, ha proseguito Orfeo, “per costruire un futuro che rispettasse i valori del servizio pubblico, siamo stati oggetto di attacchi strumentali”, che non avevano “fondamento”.
“Fazio ha accettato gli stessi soldi che in passato, nonostante il passaggio da Rai 3 a Rai 1, per un impegno maggiore in video”, ha ricordato Orfeo di fronte alle domande dei giornalisti, per rispondere alle quali aveva richiamato sulla scena, tra i direttori di rete (Fabriano, Dellatana, Bignardi e Teodoli) lo stesso Fabio Fazio, che ha sostanzialmente confermato quanto detto dal Direttore Generale, portando a sostegno della propria versione il fatto che abbia aspettato fino all’ultimo momento utile, il 23 giugno, per dare alla Rai tutte le possibilità di arrivare a un accordo.
“Perché”, ha ribadito contraddicendo quanto sostenuto da molti, tra cui il vice-presidente del senato Maurizio Gasaparri, “l’offerta alternativa c’era ed era anche superiore all’accordo raggiunto con la Rai”.
Per chiudere l’argomento, Orfeo ha dichiarato che il costo “all inclusive” della trasmissione di Fazio è 450.ooo euro, meno delle fiction, che “non hanno mai suscitato vespai” di analoghe proporzioni.
Anche per l’altra “patata bollente”, Massimo Giletti, la posizione di Orfeo è trasparente, evitando però le polemiche legate al cotè politico delle trasmissioni della domenica: “Abbiamo offerto a Giletti il sabato sera, per 12 grandi eventi musicali, e l’estate, per inchieste nei luoghi dove sono presenti, con finalità di ricostruzione e di peace keeping, le forze armate italiane, Esercito e Carabinieri”.

Parlando di risorse, la parola spetta a chi contribuisce a raccoglierle: Fabrizio Piscopo, Amministratore Delegato di Rai Pubblicità. “La raccolta è un po’ sotto le attese”, speiga, “i conti del primo semestre non sono chiusi, ma stiamo viaggiando intorno al -1/-2% di raccolta. Avevamo fissato un traguardo di 670 milioni, nettizzando le cifre del 2016 degli eventi (Mondiali e Olimpiadi) più il 2% di crescita, ma per raggiungerlo servirà uno sforzo eccezione nel secondo trimestre”. Le cause di questa difficoltà sono note: la decisione i bloccare la raccolta della società di betting, in attesa delle decisione dell’Autority in merito, e la mancanza di The Voice, che valgono un 4% di mancata raccolta ciascuno. Più le impaginazioni editoriali che hanno tolto alcuni break molto redditizi (ad esempio quello che precedeva Report). “Senza contare”, aggiunge Piscopo, “i grandi eventi i cui accordi arrivano sotto data. impedendoci di sfruttarli appieno. Si pensi al concerto di Vasco Rossi, che trasmetteremo in diretta: ha raccolta 2 milioni, ma avrebbero potuto essere il doppio avendo un po’ più di tempo per lavorare”. Dopo le scontata e scherzose geremiadi sui limiti molto stretti imposti a Rai, “datemi l’8% invece del 4% attuale e non ce n’è più per nessuno”, Piscopo è passato ad analizzare lo scenario generale, partendo proprio dalle “performance” di Sky e Discovery: “I numeri vanno letti del mondo corretto: le crescita percentuali rilevanti sono dovute a un allargamento del bacino di utenza. I canali 8 e 9, che l’anno scorso non c’erano, hanno portato sostanzialmente l’intero peso della crescita”.

 

 

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BRAND STRATEGY

TIM presenta oggi la nuova identity aziendale. Tim Berners-Lee, Fabio Fazio e Pif testimonial della campagna istituzionale 2016

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TIM si trasforma e si proietta verso il futuro con la presentazione del nuovo logo, della nuova campagna istituzionale e del nuovo headquarter.

“Oggi celebriamo una tappa importante del percorso di rinnovamento della nostra identità aziendale”, ha sottolineato l’Amministratore Delegato del Gruppo Telecom Italia Marco Patuano a Roma durante la presentazione. Abbiamo deciso da tempo di far convergere tutte le offerte commerciali dei nostri segmenti di mercato verso TIM, costruendo una brand experience capace di unire la solidità e la grandezza di Telecom Italia alla personalità innovativa di TIM. Un’operazione di sintesi che riflette un fenomeno concreto: la convergenza fisso-mobile abilitata da Internet, dai nuovi device, dalla tecnologia e dalle piattaforme digitali. Saremo il meglio di TIM e di Telecom Italia, da oggi con un nuovo logo che segna anche un importante cambiamento nella ridefinizione del nostro ruolo, da puro operatore telefonico a player industriale e tecnologico in grado di offrire prodotti e servizi innovativi mediante lo sviluppo di piattaforme abilitanti: dalle reti ultrabroadband fisse e mobili, al cloud computing fino all’information technology di nuova generazione“.

Ad accompagnare il nuovo logo – creato da Interbrand – è la campagna istituzionale che coinvolge tre testimonial d’eccezione: Sir Tim Berners-Lee, inventore del World Wide Web, Fabio Fazio e Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif. Attraverso il loro punto di vista, gli spot racconteranno le opportunità date dal nuovo mondo connesso grazie all’innovazione offerta da TIM.

La campagna di lancio del nuovo posizionamento di TIM – affidata a Leagas Delaney – è nata per raccontare questo nuovo mondo connesso, attraverso il coinvolgimento di tre testimonial d’eccezione che presentano il loro punto di vista.

Sir Tim Berners-Lee, l’uomo che 25 anni fa inventò il World Wide Web e lo regalò al mondo, ci parla di cosa significhi essere generosi oggi in una società in cui le idee fluiscono libere e si mischiano, convergono, per diventare qualcosa di più grande; un mondo in cui il sapere condiviso e la capacità di ascoltare gli altri può davvero fare la differenza.

Fabio Fazio, osservatore sofisticato e intelligente della società italiana in tutti i suoi aspetti, dai più leggeri ai più profondi, si interroga su quali possibilità si stanno aprendo ora che siamo liberi di esprimerci, comunicare e apprendere attraverso meccanismi completamente nuovi.

Pif, testimone curioso e ironico di un’Italia sempre più digitale, si chiede quale sia il ruolo dell’immaginazione nel mondo connesso. A lui, testimonial TIM già accreditato, viene affidata inoltre l’importante responsabilità di traghettare il pubblico, i clienti, dal vecchio al nuovo format di comunicazione, di trasmettere quindi un segnaledi continuità pur in un momento di grande cambiamento. Pif, inoltre, continuerà ad essere il testimonial della nuova campagna commerciale.

La colonna sonora è affidata a Last Goodbye di Jeff Buckley. Agli spot, firmati dal regista Michael Haussman, si affiancano la campagna stampa e affissioni sul territorio nazionale, che sottolinea i concetti espressi nei film condensandoli in titoli di forte impatto supportati daimmagini emozionali, e un’importante campagna digital e social che approfondisce quanto comunicato suimedia tradizionali.

La landing page dedicata alla campagna www.tim.it/connessioggi è ricca di contenuti inediti: interviste, pillole video, backstage. L’investimento in comunicazione per il 2016 è stimato attorno ai 250 milioni di euro.

Il nuovo marchio identificherà il Gruppo presente in Italia con 30 milioni di linee mobili e 12 milioni di collegamenti alla rete fissa, e in Brasile con oltre 72,6 milioni di clienti. TIM si conferma così tra i principali artefici dello sviluppo economico del Paese, con un programma di investimenti che prevede 10 miliardi di euro, di cui 5 esclusivamente dedicati alle tecnologie innovative digitali fisse e mobili e alla realizzazione di datacenter e infrastrutture cloud, nel triennio 2015-2017. Grazie a questo impegno TIM ha già raggiunto oggi una copertura delle unità immobiliari superiore al 41% con la fibra e oltre l’87% della popolazione con la tecnologia LTE con l’obiettivo di raggiungere nel 2017 il 95% della popolazione con LTE e il 75% con la fibra ottica.

Le novità non si fermano qui, è stato infatti presentato il progetto della nuova sede centrale della società, che sorgerà a Roma dal recupero delle Torri realizzate nel quartiere dell’EUR negli anni Cinquanta dall’architetto Cesare Ligini.

Si tratta di un importante progetto di risanamento del complesso edilizio che restituirà alla capitale un tassello fondamentale della sua storia e del suo tessuto urbano, la cui architettura diventerà, per il periodo di cantiere, l’inedito supporto per un’installazione artistica ideata da Matteo Cibic, a cura di Caroline Corbetta.

L’headquarter TIM, progettato dallo studio di architettura UNO-A che si è aggiudicato un bando rivolto ad architetti italiani under 40, adotterà i più avanzati principi di sostenibilità ambientale e di efficienza energetica, nel rispetto di quanto indicato nelle nuove linee guida predisposte dal Gruppo Telecom Italia. Rappresenterà uno dei complessi edilizi più all’avanguardia dal punto di vista architettonico e bioclimatico in Italia, realizzato secondo le tendenze più attuali dello smart working per garantire flessibilità organizzativa e qualità degli ambienti di lavoro.

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