AZIENDE

Due importanti incarichi a italiani nella Regione Europa Sud Orientale di 3M

- # # # #

europa

Maurizio Asti, 46 anni, e Domenico Damia (nella foto), 54 anni, sono stati nominati rispettivamente Human Resource Manager e Finance Manager del raggruppamento di nazioni denominato Regione Europa Sud Orientale di 3M.

 

La Regione riunisce sotto un’unica gestione sedici paesi lungo una direttrice geografica che, dall’Italia, si snoda lungo le coste del Mediterraneo orientale e risale quindi verso il Nord. Oltre all’Italia copre infatti Grecia, Albania, Turchia, Israele, Romania, Bulgaria, Croazia, Serbia, Slovenia, Cipro, Bosnia Erzegovina, Kosovo, Macedonia, Moldova, Montenegro.

 

Maurizio Asti, entrato in azienda subito dopo la laurea in Economia Politica in Bocconi, ha assunto il primo incarico nella funzione HR a partire dal 2002. Da allora ha ricoperto diverse posizioni di responsabilità nella gestione del personale, implementazione di progetti, integrazioni e dismissioni, nonché ruoli nell’ambito delle employee relations a livello europeo, seguendo la creazione di una società del 3M con base in Svizzera. Nel 2017 era stato nominato Direttore Risorse Umane 3M Italia ed HR Business Partner dell’Area West Europe.

 

Sposato, padre di tre figli, anche Domenico Damia si è laureato in Economia in Bocconi. Damia ha maturato un’ampia esperienza internazionale sviluppata attraverso livelli crescenti di responsabilità all’interno della corporation. Dal 1989 ricopre diverse posizioni come controller in Italia e in Europa sia nel settore manifatturiero che commerciale. Per tre anni si trasferisce quindi presso la casa madre, a St. Paul (Minnesota), dove assume l’incarico di responsabile finanziario di una delle divisioni di 3M. Tornato in sede copre la posizione di responsabile Strategia, M&A e Business Development per l’Italia.

 

Alla guida della Region EMEA Sud Est è stato infine nominato Dirk Lange, attuale presidente e amministratore delegato di 3M Italia. Lange, nato a Neuss, 49 anni, sposato e con tre figli, laureato in economia con una specializzazione in Marketing e Change Management, è in 3M da oltre 20 anni. Nella formazione della nuova regione dell’Europa sud orientale Lange collaborerà con Mert Buyukyazgan, attualmente Managing Director di 3M Turchia, e Radek Kskiekwicz, Managing Director della precedente South East Europe Region, oltre all’Integration Manager Konstantinos Spyropoulos.

(Patrizia Pastore)

articoli correlati

BRAND STRATEGY

Maxi Zoo apre il 1.500° negozio e festeggia con una campagna europea

- # # #

maxi zoo

Un imminente importante traguardo è proprio dietro l’angolo per Maxi Zoo: l’apertura del 1.500° store in Europa. L’esatta posizione del negozio rimarrà segreta fino alla metà di ottobre quando verrà ufficialmente inaugurato, ma Maxi Zoo ha già dato il via alle celebrazioni attraverso una campagna europea che coinvolgerà tutti gli 11 stati in cui il Gruppo è presente e il cui slogan recita: “1.500 negozi Maxi Zoo in Europa. Festeggia e risparmia con noi!”.

Sono passati 29 anni da quando il fondatore Torsten Toeller ha aperto il primo negozio a Erkelenz, una cittadina della Renania Settentrionale-Vestfalia, in Germania. In questi tre decenni Maxi Zoo ha avuto modo di espandersi e crescere fortemente e a oggi il gruppo è presente in 11 paesi europei con un fatturato annuo di circa 2 miliardi di euro.

L’apertura del 1.500° store verrà comunicata ai clienti attraverso una campagna outdoor attiva dal 3 al 16 settembre. Le affissioni saranno presenti in diverse città e regioni in cui si trovano i punti vendita Maxi Zoo. Inoltre la campagna verrà comunicata tramite pagine stampa sulle più importanti testate settimanali e mensili nazionali a partire da domenica 2 settembre.

Il concept grafico per le affissioni outdoor e le pagine stampa richiama i festeggiamenti per questo importante traguardo, con dei palloncini dorati che volteggiano sull’Europa, circondati da coriandoli e festoni. Sullo sfondo verde campeggia il pay off della campagna (“1.500 negozi Maxi Zoo in Europa. Festeggia e risparmia con noi!”) accompagnato da un invito a partecipare alla “festa di sconti” appositamente organizzata.

articoli correlati

NUMBER

La Brexit e il mutevole panorama “in divenire” dei marchi, tra Regno Unito ed Europa

- # # # #

eu trade mark marchi

om’era prevedibile, il referendum sulla Brexit ha avuto un effetto incredibile sulla politica, sulle imprese e sull’economia. Da quando sono iniziati i negoziati in preparazione dell’eventuale separazione del Regno Unito dall’Unione Europea (EU) prevista per marzo 2019, le ripercussioni si stanno facendo sentire in lungo e in largo, e non solo in Gran Bretagna.

Questo è l’esordio dell’articolo, a firma di Rob Davey, Senior Director di CompuMark, un brand di Clarivate Analytics, che qui riportiamo per intero.

Lo stesso vale per i diversi settori in tutte le nazioni della regione. Mentre alcuni, come il settore retail, hanno sentito gli effetti quasi immediatamente dopo il voto a giugno 2016, altri stanno iniziando lentamente ad accettare i cambiamenti che possono verificarsi a seguito della Brexit. Spostando lo sguardo alla proprietà intellettuale, ad esempio, abbondano le domande riguardo alle registrazioni dei marchi. Per quanto riguarda tutte quelle attività che vogliono operare e proteggere i propri interessi sia nel Regno Unito e che nell’Unione Europea, è sufficiente presentare una richiesta di deposito presso l’EUIPO (European Union Intellectual Property Office).

Un panorama instabile
Il panorama dei marchi si evolve quotidianamente e di conseguenza i professionisti di questo settore adattano costantemente le proprie strategie di ricerca, validazione e monitoraggio, e ciò risulta evidente se si va a guardare la variazione del numero di registrazioni di marchi attuale.
Secondo la ricerca di CompuMark, grazie alle unità di Custom & Managed Solutions, si è registrato un incremento del 20% delle richieste di registrazione di marchi nel Regno Unito. Nei 18 mesi precedenti al referendum sulla Brexit, la media mensile di richieste per la registrazione era 4.538. Tuttavia negli 11 mesi successivi al voto è salita a 5.567.
Prendendo in esame le richieste US per marchi validi nel Regno Unito, la media delle richieste mensili negli 11 mesi successivi al referendum è stata di 261, rispetto alle 104 nei 18 mesi precedenti. Un marcato aumento del 150%.
Dal punto di vista delle aziende britanniche, prima del referendum la media di domande di registrazione dei richiedenti con sede nel Regno Unito era di 933. Dopo il voto, tuttavia, questa media è scesa a 766, un declino del 18%.
Allo stato attuale, si registra un notevole aumento di brand che registrano sia marchi UK che EU, preparandosi a un nuovo ambiente post-Brexit. Nonostante questa procedura non sia necessaria al momento, dopo marzo 2019 i brand potrebbero trattare i marchi depositati nel Regno Unito allo stesso modo di quelli registrati in Svizzera o in Norvegia, paesi che fanno parte dell’Europa ma non dell’Unione Europea. Ovviamente questo significa ulteriori sforzi e costi poiché i professionisti dovranno presentare due richieste anziché una sola.
Questo approccio non cambia necessariamente il modo in cui i marchi vengono ricercati, validati o monitorati, poiché gli strumenti, le soluzioni e i processi attualmente utilizzati continueranno a seguire le stesse procedure e ricerche per le stesse regioni.

Conversione dei marchi EU esistenti
Ciò che dovrà necessariamente cambiare è lo stato dei marchi attualmente registrati EU. Questi possono essere stati depositati nel Regno Unito ma nel post-Brexit potrebbe essere necessario convertire i marchi EU in marchi UK per garantire l’effettiva copertura in tutte le regioni.
In questo caso esiste un’alta probabilità che vengano adottate disposizioni transitorie per consentire una conversione efficacie delle registrazioni EU esistenti e di quelle in sospeso. Se tutto va bene questi processi non significheranno una perdita di priorità, date di deposito o di anzianità nelle registrazioni nazionali del Regno Unito a lungo termine, il che significa di conseguenza non perdere diritti.
Inoltre ci sarà anche un impatto sulle attività che il settore svolge con l’EUIPO, che hanno scatenato numerosi dibattiti tra i rappresentanti legali che hanno perso i propri diritti di rappresentanza presso l’ufficio. Le possibili soluzioni vanno dall’opzione politicamente improbabile che il Regno Unito aderisca allo Spazio Economico Europeo (EEA – European Economic Area), che consentirebbe ai membri di rappresentare i propri clienti prima dell’EUIPO, oppure agli avvocati britannici di ottenere la licenza per praticare in un altro paese Europeo oppure forse anche delocalizzare quegli impiegati delle compagnie nel Regno Unito che gestiscono il lavoro IP presso l’EUIPO

La risposta ufficiale
Nonostante non vi sia in atto un piano concreto, il settore e il governo britannico stanno lavorando per trovare una soluzione. Secondo il sito del Governo britannico “Il sistema del Regno Unito per la tutela dei diritti sui marchi non è influenzato dalla decisione di lasciare l’Unione Europea. Fintantoché il Regno Unito rimane un membro dell’UE i marchi comunitari (EU Trade Marks – EUTM) continueranno ad essere validi in UK. Quando il Regno Unito lascerà l’UE, i marchi EUTM rimarranno validi nei rimanenti stati EU. Siamo consapevoli che i proprietari degli esistenti marchi EU vogliano chiarire la copertura di questi diritti quando il Regno Unito lascerà l’Unione Europea. Il governo sta esplorando varie opzioni e stiamo discutendo il modo migliore per andare avanti con gli utenti del sistema. Quando il Regno Unito avrà lasciato l’Europa, le aziende britanniche continueranno a poter registrare marchi comunitari, che copriranno tutti gli stati membri dell’EU”.

Le basi restano le stesse
Nonostante il panorama mutevole, le basi della ricerca, validazione e monitoraggio rimangono le stesse. Ciò include la corretta esecuzione del processo di ricerca, validazione e registrazione, utilizzando gli strumenti corretti – a pagamento di fornitori riconosciuti –  e basandosi sull’esperienza e la competenza degli avvocati e dei professionisti dei marchi che possono consigliare sui rischi della mitigazione e dell’approccio alle best practice per richiederne di nuovi e monitorare quelli esistenti nel loro portfolio.
Questo risulta particolarmente importante in quanto la complessità dei marchi può solo aumentare man mano che ci si avvicina all’uscita del Regno Unito. I brand devono fare affidamento sull’esperienza dei professionisti di settore che sono abili a comprendere i cambiamenti e l’impatto sulle registrazioni in corso, in attesa e sui nuovi marchi.
Soprattutto, gli avvocati e i professionisti devono capire l’ambito del proprio portfolio, sapendo quali marchi sono registrati nel Regno Unito, quali in Europa e quali devono essere convertiti, di nuovo, per garantire la copertura su tutte le regioni.

Conclusioni
Le opinioni sulla Brexit sono diverse e sono contrastanti, come questa influirà sulle aziende e sull’economia, e quali saranno le conseguenze più ampie per il Regno Unito. A livello di settore, le organizzazioni stanno esplorando le proprie opzioni e affidandosi al governo per impostare un percorso preciso. Per il mercato dei marchi è lo stesso. Le operazioni giorno per giorno procedono e i marchi vengono ricercati, validati e monitorati costantemente. Vi è anche la consapevolezza generale che il cambiamento è prossimo, e le organizzazioni stanno già cercando proattivamente di capire questi cambiamenti e rimanere protette in tutte le regioni.

articoli correlati

AGENZIE

Circle affida a BPress il progetto per il lancio di Circle Pay sul mercato italiano

- # # # # #

diego biasi bpress circle

Circle, azienda che opera nel settore Fintech nell’ambito della tecnologia blockchain, ha affidato a BPress il progetto di comunicazione per il lancio nel mercato italiano di Circle Pay, l’applicazione leader nel campo dei pagamenti social che ha l’obiettivo di far funzionare il denaro come qualsiasi altro contenuto sul web: in maniera istantanea, gratuita, sicura, divertente e senza limiti geografici.

L’azienda ha fatto il suo ingresso in Europa nel 2016 e oltre a offrire soluzioni come Circle Pay, che nel 2016 ha gestito ben oltre 1 miliardo di dollari in transazioni, opera anche attraverso Circle Trading, la divisione di compravendita di crypto asset, che negozia 2 miliardi di dollari al mese.

“Da quando nel 2016 siamo entrati nel mercato europeo, abbiamo iniziato a diffondere il concetto di pagamenti social, senza commissioni o maggiorazioni su tassi di cambio, e siamo oggi presenti in 29 paesi europei. Da settembre scorso, anche in Italia e Francia è possibile utilizzare Circle Pay per inviare e ricevere denaro istantaneamente sia nel proprio paese che all’estero, a singoli individui o gruppi di persone, attraverso dispositivi Android e iOS”, commenta Marieke Flament, Managing Director Europe di Circle. “Entrare in un nuovo mercato è sempre una prova impegnativa, per farlo abbiamo bisogno di un partner di comunicazione come BPress, che capisca appieno il nostro business e che sappia proporci un approccio totalmente in linea con i nostri obiettivi e, al tempo stesso, adatto a raggiungere in maniera efficace le nostre community di riferimento”.

BPress è stata scelta per raggiungere due obiettivi: da un lato gestire la fase di lancio e implementare un piano di comunicazione volto a creare visibilità attorno al brand Circle e alle tecnologie ad esso collegate, dall’altro a incrementare l’acquisizione di nuovi clienti da parte di Circle Pay per farla diventare un nuovo punto di riferimento nel mercato dei pagamenti digitali.

“Sempre più aziende scelgono BPress per lanciare il loro business in Italia e siamo molto orgogliosi di essere al fianco di Circle in questa fase importante. È una realtà giovane e innovativa che sta crescendo velocemente in Europa, offrendo un contributo concreto allo sviluppo del settore FinTech” commenta Diego Biasi, fondatore e presidente di Bpress (nella foto).“Siamo entusiasti di supportare la crescita di Circle in Italia con un programma di comunicazione che include Media Relations, Digital PR e attività rivolte alle community. Quello dei pagamenti digitali è un mondo affascinante e complesso, che necessita di una grande conoscenza del settore e di un approccio integrato alla comunicazione”.

Il team Circle in BPress è seguito dalla Divisione Corporate & New Trends guidata dall’Associate Director Beatrice Caputo, con Valeria Alunni e Roberta Santangelo per le PR e Cecilia Ghisletti per i progetti speciali.

articoli correlati

AZIENDE

Netflix, 400 posti di lavoro e due nuove serie originali europee entro la fine del 2018

- # # # # #

Netflix

Netflix ha annunciato la creazione di 400 posti di lavoro nel suo nuovo centro europeo dedicato al servizio clienti che ha aperto questa settimana ad Amsterdam. Assistendo i clienti di dieci stati Europei (Belgio, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Svezia e Regno Unito) e altri mercati internazionali, il centro multilingue del servizio clienti assumerà inizialmente 170 dipendenti, per poi crescere a 345 entro la fine del 2017 e oltrepassare i 400 entro la fine del 2018.

Amsterdam è anche la sede degli headquarters del brand per l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa (EMEA), che ha raddoppiato i suoi dipendenti dall’inizio del 2016. Più di 120 dipendenti provenienti da 18 Paesi sono impiegati presso gli headquarters EMEA nei settori del business development, marketing, PR, public policy, e funzioni corporate come finanza, legale e recruiting. La continua espansione del personale di Netflix completa la crescita costante dell’investimento della compagnia nelle produzioni europee (in licenza, originali e co-produzioni). Segnando il lancio globale di Las Chicas del Cable lo scorso mese, la prima serie originale Netflix spagnola, la compagnia ha confermato il piano di annunciare almeno sei nuove serie originali Europee prima della fine del 2017. La prima di queste, Dogs of Berlin, è stata annunciata il 28 Aprile e sarà scritta, prodotta e girata in Germania, per poi essere lanciata nel 2018. La seconda, una nuova serie originale francese chiamata Osmosis, è stata annunciata oggi e l’inizio della sua produzione è previsto entro il 2018 in Francia. Netflix ha impegnato più di 1.75 miliardi di dollari nelle produzioni europee da quando è entrato nel mercato europeo nel 2012, includendo ad oggi più di 90 produzioni originali in vari stadi di sviluppo.

“Siamo lieti di annunciare la creazione di posti di lavoro in Europa e l’apertura di un nuovo centro per l’assistenza dei clienti ad Amsterdam, così come due nuove serie originali europee. L’Europa è un centro creativo per un grande storytelling che ha un’eco in tutto il mondo e noi continuiamo a investire nei contenuti europei”, afferma Reed Hastings, co-fondatore e CEO di Netflix.
“La decisione di Netflix di aggiungere un centro per il servizio clienti accanto agli headquarters EMEA di Amsterdam mostra che il nostro clima imprenditoriale è esattamente ciò che le compagnie leader cercano quando stanno investendo nel loro futuro,” ha detto Jeroen Nijland, Commissario per gli Investimenti Stranieri, Netherlands Foreign Investment Agency (NFIA). “La velocità di Internet, le forze dell’eCommerce e il talento linguistico dei Paesi Bassi rendono il nostro Paese un’ottima scelta nell’espansione di Netflix per supportare il suo crescente mercato europeo”.

Le opportunità di lavoro nel nuovo centro di assistenza clienti di Netflix possono essere visionate qui; le opportunità di lavoro negli headquarters EMEA di Netflix possono essere visionate qui.

articoli correlati

AZIENDE

Il Native Advertising di Addoor si espande in Europa e punta sul mercato italiano

- # # # # #

Addoor Native Advertising

Addoor espande il proprio business ed entra anche nel mercato italiano con la sua offerta di servizi in ambito di native advertising. Il player è cresciuto negli anni grazie al suo focus sulle offerte dedicate al native advertising; grazie al forte know-how acquisito nel tempo, l’azienda ha sviluppato una piattaforma tecnologica proprietaria che assicura flessibilità e autonomia operativa ai propri team di consulenti esperti e qualificati che affiancano editori, agenzie e inserzionisti al fine di massimizzare, per tutti, il ritorno economico delle campagne. In Spagna, la società ha guadagnato ben presto significative quote di mercato attivando partnership continuative con oltre 300 editori spagnoli locali e nazionali, sui cui canali web vengono veicolate campagne di native advertising di numerose agenzie e inserzionisti legati ad Addoor da un elevato livello di fidelizzazione.
Già indiscussa protagonista anche nei mercati latino-americani, per Addoor l’ingresso in Italia è il primo passo di una strategia di espansione europea.

Agli editori partner Addoor offre un modello di native advertising di facile implementazione, grazie al quale monetizzare il traffico sui propri siti: il widget Addoor viene integrato con un adattamento personalizzato, in modo che l’aspetto grafico dei contenuti degli annunci, visibili dopo soltanto pochi minuti, sia perfettamente conforme a quello generale del sito. Il servizio Addoor, inoltre, è certificato dai più diffusi AD Blocker e consente pertanto di massimizzare i ritorni. Il tutto, inoltre, senza l’obbligo di firmare contratti che richiedano un impegno esclusivo o vincolante: gli editori possono rimuovere il widget in qualsiasi momento. Per quanto riguarda le agenzie e gli inserzionisti, questi sono costantemente supportati dal team di consulenti Addoor allo scopo di definire i criteri più performanti delle loro campagne di native advertising, sia di tipo branding che CPC e content, e per garantirne l’avvio e la gestione secondo le tempistiche più idonee e sui mezzi più congeniali al raggiungimento di elevati livelli di engagement del target.

“Siamo convinti che il mercato europeo ci offra grandi opportunità e che quello italiano abbia un ruolo cruciale per la nostra crescita” commenta Cesar Nuñez, Ceo & Founder di Addoor. “L’interesse verso il native advertising è grande e abbiamo già ricevuto riscontri positivi a conferma dell’esclusività e dell’efficacia del nostro approccio e della possibilità di affermarci presto come partner di riferimento sia per editori che per agenzie e inserzionisti anche in Italia”. La società di ricerche Enders Analysis ha previsto che entro il 2020, con una crescita del 156% all’anno, il native advertising rappresenterà il 52% del mercato del display advertising europeo. In questo contesto, l’Italia è tra i mercati più dinamici, come risulta da uno studio dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano secondo cui questa tipologia di pubblicità ha segnato una crescita del 76% dal 2015 al 2016, la più alta tra i vari formati di advertising online.

articoli correlati

MEDIA

Clear Channel International lancia in Europa il primo programmatic buying con offerta garantita

- # # # # #

Clear Channel

Clear Channel International (CCI), la divisione internazionale di Clear Channel Outdoor (CCO), lancia in Belgio il primo strumento di Programmatic Buying con offerta garantita per il mercato europeo dell’advertising.

La prima funzionalità della proposta di programmatic buying di CCI consiste nella compravendita del suo patrimonio su base automatizzata garantita – questo offre ai media buyer la possibilità di prenotare un determinato volume di impianti a un prezzo stabilito. I clienti possono avere accesso e acquistare pacchetti, creati in funzione dell’audience, di tutto il circuito out-of-home digitale (DOOH) di Clear Channel, in questo caso della BU belga, attraverso canali programmatic, fra cui figurano le principali DSP (Demand Side Platforms), Adform e una piattaforma di proprietà di Clear Channel. Il sistema è alimentato da una serie di dati esistenti sulle audience in ambito out-of-home, sia di proprietà di Clear Channel sia di terzi.

Il prossimo mercato in cui Clear Channel offrirà queste funzionalità d’acquisto automatizzate sarà il Regno Unito. Nella prima fase, i buyer avranno accesso a Storm, il patrimonio digitale out-of-home premium di Clear Channel UK, a partire da marzo. Questo step sarà seguito dall’integrazione di un portfolio digitale retail nei centri commerciali e nei supermercati e dal circuito Adshel Live, il maggior network di advertising digitale out-of-home stradale del Regno Unito.

Da quando è partita la piattaforma belga, esattamente il 9 gennaio, i media buyer hanno acquistato campagne out-of-home digitali in modo programmatic per importanti advertiser quali, : Beobank (Blue 449), Deliveroo (Kinetic) e Mercedes-Benz (ZenithOptimedia). Altri media buyer stanno usando questa piattaforma: Space, Posterscope, Outsight e Outdoor Service.

A seguito del successo ottenuto in Belgio, lo strumento programmatic di CCI continuerà a svilupparsi mediante l’integrazione di funzionalità aggiuntive, man mano che verrà implementato a livello internazionale. Il programmatic comprenderà tutti i prodotti di CCI, ivi inclusi i pannelli tradizionali e gli schermi digitali, ma si concentrerà inizialmente sul patrimonio digitale out-of-home, per la sua peculiarità di saper adattare e declinare campagne in tempo reale. Ulteriori connessioni alle DSP mediante protocollo Open Direct (il protocollo sviluppato appositamente da IAB per la compravendita automatizzata garantita) stanno, inoltre, sviluppando il supporto programmatic guaranteed per consentire l’utilizzo del protocollo OpenRTB (standard del settore per la comunicazione fra buyer di advertising e venditori di inventory dei publisher). Questo offrirà ai buyer una flessibilità d’acquisto a 360 gradi, consentendo loro di collegarsi attraverso il canale programmatic che preferiscono. Analogamente, saranno aggiunti ulteriori dati per arricchire la pianificazione e ottimizzare la campagna, il che consentirà una misurazione trasparente prima, durante e dopo la campagna che porterà ad una maggiore targetizzazione.

In considerazione del ritmo incessante con cui questo programmatic è stato adottato dagli altri media, in particolare dall’online dove nel Regno Unito, il 70% è stato acquistato in modo programmatic nel 2016, Clear Channel International sarà pronta nel 2017 a vendere il 100% della sua offerta attraverso i suoi prodotti di punta e nei propri mercati.

William Eccleshare, Presidente e CEO di Clear Channel International, afferma:  “Il programmatic buying ha rivoluzionato il processo di acquisto in molti settori chiave dei media e riteniamo che farà lo stesso nell’out-of-home. Siamo aperti a qualsiasi iniziativa che possa agevolare l’acquisto del nostro fantastico prodotto. Stiamo facilitando la pianificazione, l’acquisto, l’ottimizzazione e la misurazione del nostro mezzo mediante tecnologie di acquisto conosciute, offrendo soluzioni basate sulle audience e supportate da dati in tempo reale. Offriamo, dunque, ai nostri clienti, siano essi nuovi o già attivi, la misurabilità, la creatività e la flessibilità di cui hanno bisogno. La soluzione Programmatic di Clear Channel International consente ai brand di trasmettere il messaggio più idoneo all’audience più appropriata nel momento più opportuno. Effettivamente li connette ancora di più alla propria audience, consentendo loro, nel contempo, di ottenere una copertura e una visibilità che l’Outdoor è in grado di fornire meglio di qualsiasi altro mezzo. Il lancio della nostra soluzione di programmatic buying rappresenta un punto di svolta non solo per Clear Channel International, ma anche per l’evoluzione della stessa Out-of-Home, che ha completato la sua trasformazione, diventando un mezzo digitale del 21° secolo”.

A commento della strategia e sugli attuali piani di sviluppo per il programmatic, Stefan Lameire, Chief Customer e Revenue Officer di Clear Channel International, aggiunge: “L’annuncio di oggi è solo l’inizio del viaggio di Clear Channel International nel programmatic. La nostra visione è quella di avere una piattaforma programmatic tecnica che possa essere configurata e adattata ad ogni mercato, per rispondere alle specifiche esigenze locali di acquisto dei nostri clienti. Una volta introdotta l’attività di compravendita automatizzata in tutto il nostro business, valuteremo dove e quando immettere i nostri prodotti nei “bidder marketplace” e consentiremo ai media buyer d’integrare i loro dati sull’audience per arricchire ulteriormente il processo di targetizzazione. Saranno, quindi, i nostri clienti e non la tecnologia, a segnare il passo e a fornire i presupposti per ulteriori sviluppi del programmatic”.

articoli correlati

NUMBER

I prodotti più innovativi d’Europa e l’importanza del packaging nel nuovo report Nielsen

- # # # # # #

Il report Nielsen "Breakthrought Innovation" sui nuovi prodotti europei e il successo del packaging

Sono stati, alla fine, 11, tra i 9.900 presi in esame, i prodotti selezionati da Nielsen per studiare la formula del successo nella grande distribuzione, esposta poi nel report “Breakthrough Innovation“. I prodotti selezionati provengono da Italia, Russia, Turchia, Francia, Germania e Regno Unito.

Il design del packaging, uno degli aspetti su cui meno si focalizza l’attenzione del marketing, è stato uno degli elementi fondamentali dietro il successo di lanci di nuovi prodotti negli ultimi due anni in Europa. Il 60% delle decisioni di acquisto avviene, infatti, davanti agli scaffali della grande distribuzione. I consumatori europei vengono a conoscenza dei nuovi prodotti per il 58% da amici/famigliari, per il 56% negli store. La promozione nel punto vendita (display, adv in store e promozioni) è lo strumento più efficace (20%) per raggiungere volumi di vendita considerevoli. Il secondo driver è la promozione sui media (5%), così segmentati: web 34%, TV 31%, stampa 24%, out of home (cartellonistica – manifesti outdoor) 7%, radio 5%.

Nel 2015 in Europa sono stati lanciati 35.585 nuovi prodotti, il 9% in più rispetto al 2014. Mediamente ogni nuovo prodotto ha generato un fatturato approssimativo di 160.000 Euro nel primo anno. Si rileva un sensibile gap fra i lanci di successo e i rimanenti: il 20% dei prodotti lanciati genera l’80% del fatturato proveniente dalle vendite di nuovi prodotti. I dati emergono dall’ultimo “Breakthrough Innovation Report” di Nielsen, elaborato annualmente per individuare i lanci di maggior successo. Ognuna delle 11 iniziative selezionate ha prodotto, infatti, vendite per almeno 7,5 milioni di Euro nel primo anno di lancio (5 milioni per i lanci nell’Europa Orientale) e ha mantenuto il 90% di questa performance anche nel secondo anno.

“Dal ‘Breakthrough Innovation Report’” ha dichiarato l’amministratore delegato di Nielsen Giovanni Fantasia, “emerge che uno dei driver principali per il lancio di nuovi prodotti è quello di soddisfare i bisogni espressi dai consumatori. Questa è una condizione fondamentale per sostenere e incrementare la domanda del prodotto. Tuttavia, lo sviluppo dell’idea di un prodotto ricercato e gradito al pubblico, è solo la prima metà del lavoro. La seconda parte consiste nell’implementazione del processo di vendita, che comprende packaging, pricing, azioni negli store, comunicazione. Dallo studio Nielsen – ha continuato Fantasia – risulta che l’ottimizzazione del profilo del packaging genera in media un incremento del 5,5% delle vendite rispetto a prodotti con packaging utilizzato da tempo. Il packaging costituisce uno strumento decisivo del marketing mix per accrescere il livello di conoscenza del prodotto e indurre alla prova. Per poter raggiungere questi risultati, la confezione deve essere innovativa, appealing e deve comunicare la value proposition dell’offerta, così che il consumatore possa immediatamente afferrare il concept del prodotto”.

Per la categoria Food, i vincitori sono: Sut Burger, snack fresco dell’azienda turca Eti, FrutoNyanya Na Progulku, purè di frutta e verdure della russa Efes Rus, e Zott Sahne Joghurt Mascarpone Duet, della compagnia tedesca Zott. Dalla Turchia proviene anche O’lala Sufle, torta al cioccolato.
Per quanto riguarda le bevande, il riconoscimento va alla russa Efes Rus, con la birra Gold Mine Zhivoe, la prima birra premium non pastorizzata, alla tedesca Melitta, che ha lanciato Mein Café e a Coca Cola, con l’introduzione sul mercato francese della bevanda Finley.
Il Pet Care è stato rappresentato dal prodotto Whiskas Dry Cat Food, cibo per gatti. La categoria Home Care ha visto premiato il deodorante francese per la casa Air Wick Pure. Infine, il premio al Personal Care è andato a due dentifrici: AZ Complete in Italia e Colgate Défi Zéro Carie in Francia.
Esempi vincenti di prodotti supportati da un packaging ottimale sono il dentifricio AZ Complete, la birra russa Gold Mine Zhivoe e il cibo per gatti inglese Whiskas.
Il design del packaging ha avuto un’importanza decisiva per AZ Complete di Procter & Gamble Italia. Un prodotto “due in uno” che combina la funzione di collutorio con quella di dentifricio. AZ ha esplorato molte ipotesi di design basandosi nel momento della decisione finale sull’opinione oggettiva del consumatore. Ciò ha garantito che quest’ultimo afferrasse immediatamente il valore del prodotto e i benefici premianti. Il design vincente riporta graficamente un dentifricio bianco scintillante e un collutorio che confluiscono vorticosamente nello stesso tubo di AZ. Il business generato dalle vendite nel solo 2014 è stato pari a 9,5 milioni di Euro.

Per quanto riguarda la prima birra russa premium non pastorizzata Gold Mine Zhivoe, il “Breakthrough Innovation Report” sottolinea che questa tipologia di prodotto può rimanere per breve tempo sugli scaffali ma ha un gusto più fresco e nuovo. L’azienda produttrice, di conseguenza, ha ideato una bottiglia a forma di bicchiere riempito di birra fresca. Questo “ha contribuito a creare nella mente del consumatore l’idea di associare il prodotto al gusto refrigerante della birra alla spina e a un’atmosfera da bar” ha sottolineato Ben Schubert dell’area Innovation di Nielsen e co-autore del Report. “Il packaging” ha aggiunto, “ha avuto un livello di innovatività rispetto alle birre tradizionali tale da risaltare sugli scaffali presentandosi prepotentemente agli occhi dei consumatori. Ciò induceva i retailer a fare ingenti approvvigionamenti del prodotto”. Anche Whiskas ha scelto di rinnovare il packaging del cibo per gatti. Il nuovo packaging è stato disegnato per aiutare i possessori degli animali a scegliere il giusto nutrimento in funzione dell’età del proprio gatto.

Altri esempi di prodotti innovativi di successo con packaging vincenti:
-la bevanda di Purè di frutta russa FrutoNyanya Na Progulpuk ha usato come packaging un contenitore con beccuccio disegnato in modo tale che i bambini potessero bere senza l’aiuto della mamma. Il packaging diviene così parte integrante della value proposition del prodotto
-pladis’ O’lala Sufle, prodotto turco, è stata la prima torta, in una sola porzione, ad essere confezionata assieme a un cucchiaio apportando molti benefici dal lato della comodità di consumo del prodotto
-per Air Wick’s Pure, lo spray che rinfresca l’aria senza inumidire le superfici di mobili, i vestiti o la pelle, l’azienda produttrice ha scelto come design del packaging quello di una bottiglia molto semplice per sottolineare tale attributo chiave.

articoli correlati

AZIENDE

Nielsen lancia oggi in Europa Nielsen Marketing Cloud. In Italia nei prossimi mesi

- # # # # #

nielsen marketing cloud

Nielsen lancia oggi in Europa Nielsen Marketing Cloud, per supportare i clienti regionali e globali a migliorare i risultati di marketing e a ottimizzare l’utilizzo delle risorse tra le diverse piattaforme. Già disponibile nel Regno Unito e in Francia, NMC sarà lanciato in Italia, Germania e Spagna nei prossimi mesi.

Nielsen Marketing Cloud è uno strumento che fornisce ai clienti europei approfondimenti esclusivi sulla client base, attraverso dati demografici e insight sui comportamenti e sulle intenzioni di acquisto. È possibile utilizzare queste funzionalità per costruire segmenti di audience, attivandoli in tempo reale su tutte le principali piattaforme media e marketing, compresi sistemi mobile, online, over-the-top TV, video, social media, email e content management. Nielsen Marketing Cloud integra, infatti, in un’unica piattaforma i dati di consumo e di fruizione dei media con i migliori sistemi di analisi e le più avanzate soluzioni di marketing activation.

Inoltre, Nielsen Marketing Cloud dispone di uno dei più grandi grafici di previsione sui dispositivi a livello globale, che copre oltre 6 miliardi di dispositivi, consentendo ai clienti regionali e globali di sviluppare un’unica visione omnichannel dei loro clienti. Tutto ciò rende possibile un marketing multi-canale più rilevante e tempestivo e miglioramenti significativi nel ROI delle iniziative di marketing.

I clienti europei hanno accesso alla suite principale delle applicazioni di Nielsen Marketing Cloud, che include la piattaforma della gestione dati di Nielsen (Nielsen Data Management Platform, DMP), Data-as-a-Service (DaaS), nonché integrazioni con oltre 150 piattaforme media di terze parti e applicazioni di marketing. Ulteriori applicazioni Nielsen e di terze parti, compreso Nielsen Media Impact per la pianificazione dei media tra piattaforme e soluzioni di sales effectiveness, saranno disponibili nei prossimi mesi.

Nielsen Marketing Cloud è attualmente usata da clienti Nielsen in tutto il mondo in diversi settori, compreso il settore alimentare, cura della persona, animali domestici, alcolici, digital media, cinema, broadcast, out-of-home e vendita al dettaglio.

articoli correlati

BRAND STRATEGY

Suki Waterhouse è il volto della campagna europea di Amazon Moda

- # # #

Amazon Moda ha svelato il primo volto europeo per la sua campagna pubblicitaria in collaborazione con la nuova ambasciatrice del brand, l’attrice inglese Suki Waterhouse. La campagna è in corso in questi mesi, da settembre a novembre, in Inghilterra, Francia, Germania, Spagna e Italia.

La campagna mostra Suki Waterhouse che indossa i suoi capi preferiti scelti tra le collezioni di Amazon dell’Autunno/Inverno 2015 e promuove lo slogan “Don’t look like me, look like you” che incoraggia i fruitori di Amazon Moda ad abbracciare il proprio stile personale.

“Abbiamo lavorato con un team fantastico per creare questa campagna pubblicitaria, inclusi il fotografo Cass Bird, la stilista Julia Sarr-Jamois e Suki Waterhouse”, racconta Juliet Warkentin, Brand and Creative Director, Amazon Fashion EU. “Crediamo che le persone dovrebbero esprimere la propria individualità attraverso la moda e abbracciare il loro stile personale. Amiamo l’attitudine che Suki ha per la moda”.

La campagna è stata scattata nel nuovo multi-milionario studio fotografico europeo di Amazon, nel quartiere londinese Shoredicth. Lo studio, uno dei più grandi nel suo genere in Europa, è stato aperto nel luglio 2015 al fine di produrre scatti fotografici per seguire la rapida ascesa europea di Amazon nel fashion.

articoli correlati

NUMBER

Quasi 3 miliardi di euro con esportazioni europee: i dati dell’Amazon Marketplace

- # # # # #

Amazon ha annunciato oggi che lo scorso anno le imprese che hanno venduto sui siti europei del gruppo hanno generato un fatturato record di 2,8 miliardi di euro dalle esportazioni nei diversi paesi dell’Unione Europea. Questo risultato si aggiunge ai miliardi di euro generati dalle vendite verso clienti Amazon residenti nel paese in cui il venditore ha la propria sede (es. vendite da venditore italiano a cliente italiano) e al di fuori dell’UE (es. vendite da venditore italiano a cliente americano).

Amazon ha inoltre annunciato che il numero di imprese europee che, attraverso Amazon Marketplace, esportano i loro prodotti al di fuori del loro paese d’origine è aumentato di quasi il 50% negli ultimi 12 mesi. “Amazon ha considerato l’Europa come un mercato unico sin dal lancio in questo continente più di 15 anni fa. La piattaforma marketplace è disponibile in cinque lingue con oltre 100 milioni di prodotti. E spediamo i prodotti ai clienti in Europa da 28 centri di distribuzione sia per Amazon, sia per conto dei nostri venditori” ha affermato Francois Saugier, Amazon EU Seller Services Director. “Le aziende europee possono vendere su ciascuno dei nostri siti web, a qualsiasi cliente, ovunque in Europa. Inoltre, molte di queste aziende utilizzano Logistica di Amazon; ciò significa che devono semplicemente inviare i prodotti a uno dei nostri centri di distribuzione in Europa e noi ci prendiamo cura del resto, garantendo consegne veloci ai clienti in Europa e nel mondo”.

articoli correlati

AGENZIE

Grey vince l’incarico a livello europeo per Generali Investments.

- # # # # #

A seguito di una gara indetta per la gestione del re-branding e della comunicazione integrata della Società, Grey è stata incaricata dello sviluppo del progetto a livello europeo.

“Siamo estremamente lieti di essere stati nominati agenzia di Generali Investments e non vediamo l’ora di iniziare a sviluppare il brand nei principali mercati europei”, ha commentato Alastair Whittle di Grey EMEA. “La gestione patrimoniale attraversa una fase di fondamentali cambiamenti ed è uno stimolante momento storico per contribuire a rimodellare il brand e la sua comunicazione”.

Oltre a Grey di Düsseldorf, lead Agency, gli uffici di Parigi e Milano sono stati parte molto attiva durante lo svolgimento della gara.

Generali Investments Europe S.p.A. SGR è il principale gestore patrimoniale del Gruppo Generali e offre un’ampia scelta di soluzioni di investimento personalizzate per clienti istituzionali e privati, dai mandati istituzionali fino ai comuni fondi di investimento.
Con più di 370 miliardi di euro di patrimoni in gestione, Generali Investments Europe Spa SGR è uno dei maggiori gestori finanziari in Europa.

articoli correlati

AZIENDE

Apple, oltre il brand: App Store ha creato più di mezzo milione di posti di lavoro in Europa

- # # # # # # # #

Apple negli ultimi anni ha raggiunto eccellenti risultati, non solo nelle vendite di iPhone, iPad e computer Mac, ma anche in termini di brand, raggiungendo nel 2013 la vetta della classifica di Interbrand, divenendo per la prima volta il brand più potente al mondo. Ebbene, oggi la casa di Cupertino può vantare un altro traguardo, quello di aver creato quasi 630.000 posti di lavoro in Europa, grazie al suo App Store.
Apple ha infatti dedicato una intera pagina web ai risultati di una ricerca condotta da Vision Mobile, secondo la quale la casa di Cupertino, grazie al suo store di applicazioni, ha creato 629.000 posti di lavoro in Europa. In particolare, dal 2008 ha reso possibile lo sviluppo di 497.000 posti di lavoro riconducibili direttamente all’App Store e altri 132.000 supportati direttamente o indirettamente da Apple.
Inoltre, dei 20 milioni di dollari guadagnati dagli sviluppatori di tutto il mondo con le vendite su App Store, ben 6,5 milioni sono stati pagati agli sviluppatori europei. Sono insomma tutti posti di lavoro e ricavi che non sarebbero esistiti senza l’economia delle applicazioni, inventata proprio da Steve Jobs. La stessa pagina web ricorda inoltre che Apple in Europa ha 16.000 dipendenti (di cui 1.300 in Italia) e che nel vecchio continente sono stati creati circa 116.000 posti di lavoro in altre aziende grazie alla crescita di Apple (e non solo del suo store di applicazioni).
È curioso come pochi mesi fa anche l’Unione Europea abbia diffuso i risultati di uno studio centrato proprio sullo sviluppo di una “app economy made in EU”, con il vecchio continente che sta diventando una vera e propria Silicon Valley dei giochi digitali per dispositivi mobile. Sono europei infatti alcuni dei più noti brand di app di gioco: ricordiamo ad esempio Rovio nel settore dei giochi casual, William Hill nel settore delle scommesse sportive su mobile.
Ebbene, secondo lo studio commissionato dall’UE, nel 2013 l’app economy impiegava in Europa circa un milione di sviluppatori e 800 mila lavoratori in posizioni di supporto (impiegati ad esempio nel marketing e nella pubblicità delle stesse app). La previsione è che si arriverà nel 2018 a 2,7 milioni di sviluppatori e 2,1 milioni di impiegati in mansioni di supporto. Insomma, le applicazioni mobile hanno creato i brand più forti del momento, in particolare Apple e Google, ma allo stesso tempo i risultati di queste aziende si trasformano in milioni di posti di lavoro.

articoli correlati

BRAND STRATEGY

Hyundai completa la trilogia della campagna “Ispiration. Engineered” con il modello i30

- # # # # #

Innocean Worldwide Europe ha firmato anche l’ultimo film della campagna paneuropea di Hyundai, diretta dal premiatissimo regista Frank Budgen. Strutturata su tre spot, la campagna si sviluppa intorno al pay off “Ispiration. Engineered”. In particolare, questo spot, dedicato alla i30, si focalizza sull’aspetto ingegneristico dell’ispirazione del costruttore coreano, in contrasto con i precedenti due nei quali prevaleva un’atmosfera più spensierata e giocosa.
Le parti che costituiscano la vettura sono infatti prima meticolosamente ordinate e abilmente assemblate, quasi fossero molecole o costellazioni, per diventare alla fine, con il sottofondo audio che ricorda il rumore della macchina sulla linea di produzione, la nuova i30, splendidamente ingegnerizzata.
“L’ultimo episodio della trilogia”, spiega Jamie Colonna, Chief Creative Officer for Inocean Worldwide Europe, “esplora un ulteriore aspetto della personalità del brand Hyundai, proseguendo lo sviluppo del tema creativo, della big idea “Made of More”. In questa occasione abbiamo portato in primo piano la precisione, l’attenzione, l’abilità tecnica e produttiva che vanno a “costruire” ogni vettura, così da sottolineare gli altissimi standard raggiunti dalla i30 e dalle sua sorelle”.

articoli correlati

BRAND STRATEGY

Mosaicoon rappresenta l’Italia nell’European Business Awards 2013/2014

- # # # # # # # # #

Mosaicoon è tra i Campioni Nazionali degli European Business Awards (www.businessawardseurope.com), la più prestigiosa Business Competition d’Europa che da 7 anni promuove l’eccellenza e l’innovazione tra le società di 30 paesi del panorama europeo. La viral media company italiana è stata selezionata tra oltre 15.000 imprese in tutta Europa per rappresentare l’Italia insieme a Enel, Bnl, Eni, Wind Telecomunicazioni.

La fase iniziale del Premio si è conclusa con l’annuncio dei National Champions per i rispettivi Paesi di appartenenza, scelti in base alla loro capacità di dimostrare i tre principi fondamentali degli Awards: innovazione, business e sostenibilità. Le imprese ammesse alla seconda fase del programma di premiazione possono vantare un fatturato complessivo di oltre 1000 miliardi di euro e oltre 2,7 milioni di dipendenti in tutto il continente.

Mosaicoon competerà, quindi, insieme a oltre 500 aziende tra le più brillanti d’Europa, per l’ambito riconoscimento Ruban d’Honneur. Si tratta di una nuova sfida per la Viral Media Company riconosciuta come una delle start up più innovative d’Europa e insignita nel corso degli ultimi anni di numerosi riconoscimenti, tra i quali di recente il “Premio dei Premi” per l’innovazione consegnato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Gli European Business Awards, giunti alla 7° edizione, hanno come obiettivo quello di accrescere la visibilità di aziende dalle eccellenti capacità innovative, in grado di raggiungere risultati commerciali di successo e contraddistinte da un approccio sostenibile e responsabile.

articoli correlati