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Nasce Agronauti Cosmetics: cosmesi aperta, etica, condivisa. E vegana

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A Fa’ la cosa giusta 2015, la fiera dell’economia solidale e disponibile, nasce una nuova storia di bellezza. Serissima, ma che non si prende troppo sul serio. Provocatoria e per niente spaventata all’idea di cambiare le regole del gioco, forte della qualità e unicità della propria proposta. È quella di Agronauti Cosmetics, un gruppo di esploratori-coltivatori di formule inedite, 100% naturali, da cui è nata una linea di prodotti che fanno bene al corpo, allo spirito, all’ambiente.

“Ci definiamo hacker della bellezza, perché il nostro è l’approccio di chi sa quello che vuole, ed è trasparente”, spiega Cristian Melloni, amministratore delegato della società. Che attorno a sé ha riunito un gruppo di giovani imprenditori dal background differente, accomunati dal veganesimo e dall’ambizione di parlare di cosmesi in modo inedito, dalla formulazione dei prodotti, all’approccio alla comunicazione e ai social. A tenere a battesimo il lancio di questa avventura, la veejay e rappresentante della comunità vegana in Italia, Paola Maugeri che ha rilasciato in esclusiva ad Agronauti Cosmetics una lunga intervista, testimonianza dell’importanza di uno stile di vita consapevole.
Si parte con due linee, in vendita on line, sul sito agronauticosmetics.com: Shield e Pure, composte da creme corpo, viso giorno e notte, esfolianti, correttore, shampoo, pettine, spazzole e spugne che non contengono nessun ingrediente di origine animale, né elementi potenzialmente dannosi per la pelle. Ogni proposta ha un packaging artistico e originale, completamente riciclabile: la linea Shield, in particolare, vede ogni prodotto caratterizzato da un “supereroe” pronto a difendere il corpo e la pelle dagli attacchi esterni, disegnato dall’artista messicano Sien One.

Supereroi, hacker… termini appartenenti ad altri mondi, a cui si aggiunge un’altra definizione: “Estremizzando, ci definirei i Robin Hood della cosmesi”, spiega Melloni. Agronauti Cosmetics ha infatti reso open source quello che di solito viene considerato un patrimonio da custodire gelosamente: le formulazioni dei prodotti. Libere da qualsiasi vincolo di tipo brevettuale, possono essere migliorate da chiunque decida di contribuire al progetto e di fatto rappresentano un patrimonio creativo comune con licenza Creative Commons 4.0. “Non abbiamo segreti. Anzi. Siamo ben felici di cedere ad altri le chiavi del nostro sapere. Crediamo nell’intelligenza collettiva che rappresenta la vera ricchezza di questo mondo, e nella tecnologia che ci permette di condividerla”.
In quest’ottica rientra anche la scelta dell’azienda di non aderire formalmente ad alcuno standard di certificazione (es. Cosmos, Ecocert, Veganok…), pur rispettando il più restrittivo. A validare il rispetto da parte dei prodotti dei canoni richiesti sono gli stessi consumatori, che sul sito dell’azienda trovano tutti gli elementi in grado di garantire l’adesione ai più alti standard di certificazione internazionale. “Ma non basta”, conclude Melloni. “Oltre a essere Customer Certified, lasciando così ai nostri clienti la possibilità di valutare e giudicare autonomamente il nostro lavoro, supportiamo, con i soldi risparmiati sulla certificazione, progetti in linea con la nostra filosofia, sia in modalità di pura charity, sia di sostegno finanziario allo sviluppo”.
Perché anche il profitto abbia un carattere etico.

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