MEDIA

Il futuro dell’adv tra formati skin e rich media. Le soluzioni di Sizmek per il programmatic

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Sizmek

Secondo i dati di Sizmek l’utilizzo dei formati skin è in forte crescita, specialmente per quanto riguarda il programmatic advertising. Solo nel 2017 l’azienda ha infatti gestito 1.500 campagne per 193 brand, raggiungendo un totale di un miliardo di impression. All’interno di questo trend, l’azienda registra un’ulteriore tendenza, che vede un crescente interesse da parte di brand e advertiser per i rich media e in particolare per il video adv.

Per anticipare queste tendenze e offrire ai propri clienti le soluzioni più all’avanguardia del mercato, Sizmek Italia ha sviluppato una soluzione specificatamente pensata per servire rich media in modalità programmatica. Il framework Rich Programmatic Unit (RPU) consente di realizzare con un unico tag diversi formati in grado di rispondere alle esigenze di DSP e publisher differenti.

La soluzione Liquid Domain Manager sviluppata da Sizmek raccoglie informazioni su oltre 1.500 siti italiani, che vengono inviate al framework RPU per creare l’ad con il setting corretto affinché non ci siano problemi di visualizzazione. Queste attività avvengono in modo automatizzato e possono essere gestite dai marketer senza alcun bisogno di competenze di programmazione.

“I rich media offrono nuovi, interessanti modi per attirare l’attenzione degli utenti e portarli alla conversione. Per questa ragione, nei primi mesi del 2018 stiamo vedendo un aumento costante delle impression servite da RPU, con una crescita mensile intorno al 30%, grazie anche allo sviluppo di nuove configurazioni compatibili con le regole della Coalition for Better Ads. Nel corso del 2018 e dei prossimi anni ci aspettiamo quindi una crescente richiesta di queste soluzioni da parte di brand e advertiser”, ha commentato Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek (nella foto). “L’evoluzione tecnologica consente di creare formati sempre più attraenti e funzionali, che però potrebbero non essere supportati da tutti i siti web. Per evitare di creare esperienze spiacevoli per gli utenti, è quindi importante assicurarsi di deliverare sempre il formato più adatto a ogni sito”.

La soluzione può essere utilizzata in combinazione con gli altri tool di Sizmek, come la DCO per selezionare i messaggi e i prodotti più interessanti per gli utenti e il motore semantico Peer 39, che consente di verificare i contenuti delle pagine nelle quali compaiono gli ad e raggiungere le persone nel momento in cui esprimono interesse per temi vicini all’azienda e sono più propense a convertire.

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AZIENDE

Sizmek svela i suoi piani di sviluppo in Italia per il 2018

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rocket fuel sizmek

Con il 2017 si è conclusa la fase di integrazione tra Sizmek e Rocket Fuel, che ha portato alla nascita di un unico team di 30 specialisti altamente qualificati guidato da Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek, e con sede a Milano. Il 2018 apre le porte a grandi opportunità per l’azienda, che prevede di crescere in Italia puntando sui tre argomenti chiave che domineranno le conversazioni di quest’anno: l’integrazione delle soluzioni, il GDPR e le novità di Chrome e Safari relativamente all’ad blocking.

Crescente integrazione

Marketer e agenzie chiedono sempre più di poter accedere a tutti i dati sulle proprie campagne da un’unica piattaforma. La fusione tra Sizmek e Rocket Fuel ha dato vita alla più grande piattaforma buy-side indipendente al mondo, caratterizzata da una capacità unica di raccogliere e analizzare tutti i dati relativi all’intero media plan per aiutare brand e marketer a creare pubblicità altamente personalizzate e raggiungere il giusto utente nel momento migliore. L’obiettivo è che da un’unica dashboard sia possibile ottenere tutte le informazioni necessarie su:
-Performance delle campagne su tutti i canali, per capire quali attività siano più performanti;
-Consumatori, per ottenere una profonda conoscenza della propria audience e consegnare il giusto messaggio a ogni utente;
-Contesto, per raggiungere le persone nel momento in cui visitano siti che trattano temi rilevanti per il brand e sono più ricettive verso il suo messaggio;
-Creatività, grazie all’ad server è possibile conoscere nel dettaglio quali creatività ottengano migliori risultati, per creare esperienze personalizzate più coinvolgenti;
-Costi delle campagne, frequenza, conversion, visibilità e frodi per gestire nel modo migliore la pubblicazione di pubblicità attraverso DSP e publisher diversi.

GDPR

Il 25 maggio 2018 entrerà in vigore il GDPR (General Data Protection Regulation), il regolamento della Commissione Europea per la protezione dei dati personali degli utenti. Tutte le aziende che gestiscono i dati di cittadini dell’Unione Europea dovranno rispettare le norme relative alla raccolta e al trattamento delle informazioni personali degli utenti. Il mancato adempimento agli obblighi comporterà multe salate per le aziende. Sizmek garantisce ai propri clienti di essere già conforme al regolamento e che i dati trattati sulla propria piattaforma verranno gestiti a norma di legge. Agenzie e marketer non dovranno quindi preoccuparsi di dover rilasciare garanzie relativamente al trattamento e alla protezione dei dati gestiti tramite le soluzioni di Sizmek.

In particolare, per quanto riguarda il settore pubblicitario, il GDPR introduce una chiara distinzione tra informazioni a carattere personale, che identificano chiaramente gli utenti, e categorie di dati meno personali comunemente usati come pseudonimi e utilizzati dalle aziende per proteggere la vera identità delle persone, come ID, cookies o indirizzi IP. Le soluzioni di Sizmek non dovranno subire aggiornamenti, in quanto già si limitano a raccogliere informazioni anonimizzate relativamente al customer journey degli utenti.

Aggiornamento ad blocking di Chrome e Safari

L’aggiornamento del browser Chrome previsto per il 15 febbraio introdurrà funzionalità per il blocco delle pubblicità ritenute fastidiose dagli utenti. Questa misura è stata presa in seguito alla pubblicazione da parte della Coalition of Better Ads dell’Initial Better Ads Standard che identifica le pubblicità invadenti e indesiderate. L’aggiornamento non richiederà alcuna modifica delle impostazioni dell’ad server di Sizmek, poiché l’azienda si è sempre impegnata nell’innovazione creativa per consegnare pubblicità rilevanti e interessanti agli utenti.

Inoltre, gli aggiornamenti iOS 11 e macOS 10.13 hanno introdotto per gli utenti Safari l’Intelligent Tracking Prevention (ITP) per limitare le attività di tracciamento, proteggere la privacy degli utenti e migliorare la loro esperienza sul web. Gli aggiornamenti limitano la possibilità per le aziende di verificare e aggiornare i cookies di prima parte quando non si trovano direttamente sul sito aziendale. In altre parole, impediscono di accedere ai cookies di prima parte in un contesto di terza parte. Tuttavia, entrambi gli aggiornamenti non avranno conseguenze sull’utilizzo dell’ad server e della DSP di Sizmek, dato che entrambe le piattaforme non fanno uso di cookies di prima parte.

“Sizmek aggiorna costantemente le proprie soluzione per rimanere sempre al passo con i tempi. Dalla protezione delle informazioni personali alla creazione di pubblicità piacevoli e non intrusive, ci impegniamo per garantire agli utenti le migliori esperienze possibili, assicurando ai nostri clienti i migliori risultati per le loro campagne, possibili solo inviando il messaggio corretto alla persona giusta nel momento più adatto”, ha commentato Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek.

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Rocket Fuel: come catturare l’attenzione degli utenti

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Rocket Fuel

L’enorme quantità di informazioni disponibili online crea sempre nuove sfide per i marketer che competono per vincere l’attenzione degli utenti. Tuttavia, esiste un modo per comunicare efficacemente con i consumatori in un mondo in cui raggiungerli con il giusto messaggio sembra ormai impossibile.

“Internet è un luogo estremamente affollato, dove le pagine cambiano ogni millisecondo, gli articoli compaiono e scompaiono alla velocità della luce e gli utenti effettuano migliaia di clic ogni battito di ciglia. Per capire la dimensione del fenomeno, basta pensare che entro la fine del 2017 si prevede che verranno creati più dati che nei precedenti 5.000 anni. La grande quantità di informazioni rende sempre più difficile per le aziende raggiungere gli utenti come desiderato. Siamo entrati nell’economia dell’attenzione, dove l’interesse dei consumatori è il bene più prezioso – e sempre più scarso”, ha commentato Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe and Mena Region di Rocket Fuel.

Non sorprende che il 41% delle persone (e il 33% dei Millennial) affermi di sentirsi sopraffatto dalle infinite possibilità di scelta su internet, preferendo affidarsi ai consigli degli amici sui social network che cercare informazioni o prodotti su internet. Gli utenti vogliono essere sicuri di investire il proprio tempo guardando o leggendo contenuti che ne valgano la pena. Secondo un recente studio, i nativi digitali (coloro che sono nati dagli anni ’90 in poi) cambiano piattaforma in media 27 volte all’ora, cioè quasi una volta ogni 2 minuti. Chi è nato prima del 1990, invece, cambia piattaforma 17 volte all’ora, dato che si traduce in una riduzione del 30% della curva dell’attenzione.

Cercare di catturare l’attenzione dei consumatori, che è sempre più sfuggente, non è una novità per i marketer. Tuttavia, oggi esiste una tale quantità di contenuti e messaggi da rendere sempre più difficile per i brand cercare di non venire oscurati. Per questo motivo, per chi desidera raggiungere gli utenti nel momento giusto con contenuti interessanti, la personalizzazione e la rilevanza dei messaggi si rivelano fondamentali.

Tuttavia, molti operatori non sfruttano adeguatamente i nuovi metodi tecnologicamente avanzati ora disponibili per raggiungere e mettersi in contatto con i consumatori online. Il recente studio commissionato da Rocket Fuel a Forrester ha infatti evidenziato come solo il 30% degli specialisti del marketing dichiari di utilizzare i propri dati per comprendere le esigenze dei consumatori. Inoltre, il 63% degli intervistati ha affermato di avere difficoltà nel personalizzare le pubblicità a causa della mancanza di informazioni.

Nell’affollato mondo digitale odierno, l’unico modo per ottenere simili reach, visibilità e connessioni è affidarsi all’intelligenza artificiale. La tecnologia consente ai brand di identificare gli schemi comportamentali dei propri clienti per trovare su internet un numero quasi infinito di nuovi utenti con le stesse caratteristiche, velocemente e su vasta scala. La velocità alla quale i consumatori tendono a distrarsi rende necessaria una tecnologia in grado di riconoscere i momenti in cui sono maggiormente portati a rispondere. Il Predictive Marketing consente di organizzare un’enorme quantità di dati e usarli per scegliere i momenti più importanti per brand e consumatori.

Inoltre, i marketer possono compiere un ulteriore passo avanti avvalendosi della Dynamic Creative Optimisation, l’automazione intelligente che consente di creare AD in 36 dimensioni e formati pubblicitari, coprendo tutti i principali dispositivi, senza bisogno di intervento umano. Questo processo seleziona il prodotto che ha maggiori probabilità di avere successo, inserendolo nella giusta pubblicità nel momento migliore per il giusto utente.

“Non è possibile fermare il flusso dei contenuti, l’unica soluzione è assicurarsi di fornire la giusta creatività nell’esatto momento in cui i consumatori sono pronti a riceverla. Il risultato sarà un maggiore engagement, l’aumento delle vendite e – prima ancora – la possibilità di emergere nel caos”, ha concluso Enrico Quaroni.

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I 5 principi del predictive marketing: l’analisi di Rocket Fuel

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Intelligenza artificiale

L’evoluzione è estremamente rapida nel mondo del digital advertising e, in particolar modo, in ambito programmatic, dove sempre nuovi player fanno la loro comparsa nel mercato e la trasformazione rappresenta un fattore fondamentale.

La nascita del programmatic advertising ha portato un notevole progresso nell’identificazione dei segmenti di clientela online, nella pubblicazione di annunci su larga scala e nella realizzazione di contenuti personalizzati e rilevanti per i consumatori. Tuttavia, la crescente frammentazione dei canali e delle audience, oltre al rapido aumento dei dispositivi e delle piattaforme, sta rendendo il mercato sempre più complesso. Ora, non solo i consumatori prendono decisioni d’acquisto in una frazione di secondo, ovunque si trovino, ma si aspettano anche che le aziende offrano proposte interessanti e anticipino le loro esigenze.

Dunque, per riuscire a comprendere i consumatori e comunicare con loro nel momento migliore, è ormai essenziale che le aziende passino dal programmatic al predictive marketing.

Il predictive marketing consente ai marketer di analizzare l’enorme quantità di informazioni sui consumatori in loro possesso attraverso l’intelligenza artificiale e identificare quando è più probabile che una persona si interessi a un determinato prodotto o servizio. In questo modo, le aziende potranno offrire esperienze cross-device, always-on e sempre rilevanti per gli utenti, che saranno maggiormente portati alla conversione.

“Secondo la nostra recente indagine Consumer Perceptions of AI, i giovani – e specialmente i Millennial – vedono positivamente la realizzazione di pubblicità personalizzate e rilevanti. L’80% degli intervistati tra i 25 e i 35 anni ha infatti dichiarato di comprendere il valore dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale per proporre pubblicità e offerte interessanti”, ha commentato Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe and Mena Region di Rocket Fuel (nella foto).

Inoltre, quando i marketer dividono i potenziali clienti in segmenti – identificando un ristretto gruppo di persone con determinate caratteristiche – automaticamente pongono un limite al numero di utenti che possono raggiungere. Il predictive marketing, invece, basato sul machine learning, consente di elaborare continuamente le informazioni sui propri clienti, scoprendo e raggiungendo sempre nuovi utenti che adottano comportamenti simili online.

Un’ulteriore preoccupazione dei marketer è riuscire ad avere il controllo su dove vengano pubblicate le proprie pubblicità. L’integrazione dell’intelligenza artificiale garantisce che gli ad raggiungano le persone giuste nel momento migliore in un ambiente sicuro, riducendo il rischio di bot e frodi e massimizzando il controllo su dove viene posizionata la pubblicità.

Il predictive marketing, dunque, si fonda su cinque principi:

Momenti, non segmenti: consegnare pubblicità significative che piacciano ai potenziali clienti usando l’intelligenza artificiale e il moment scoring in real-time per identificare il momento migliore in cui raggiungere l’utente.

Dati proprietari, non di terze parti: usare, organizzare e analizzare i first party data per ottenere informazioni preziose sui propri consumatori e usarle per trovare nuovi potenziali clienti che condividono con loro abitudini e comportamenti online.

Persone, non dispositivi: concentrarsi sul singolo consumatore nel momento in cui è pronto a interagire, indipendentemente dal dispositivo utilizzato.

Customer journey, non funnel: le interazioni degli utenti sono sempre più diffuse, frammentate e frequenti. È necessario superare il funnel “considerazione-acquisto” per raggiungere i potenziali clienti in qualsiasi momento del loro customer journey.

Decisioni, non dati: tutti i dati del mondo sono inutili se un’azienda non possiede la tecnologia e l’intelligenza artificiale necessarie per dar loro un senso. Una Data Management Platform consente di prendere decisioni su vasta scala in tempo reale.

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AZIENDE

Rocket Fuel integra IBM Watson Discovery nella piattaforma di predictive marketing

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Rocket Fuel partnership con IBM

Rocket Fuel annuncia l’ampliamento della partnership con IBM attraverso l’integrazione di Watson Discovery nella propria piattaforma di Predictive Marketing. La nuova funzionalità, chiamata “Brand Moments”, permette alla tecnologia di intelligenza artificiale dell’azienda di reagire in tempo reale ai sentimenti legati alle notizie di attualità. Rocket Fuel sta già testando la nuova funzionalità di intelligenza artificiale con una selezione di clienti. Completata questa fase, nel 2017, Brand Moments verrà resa disponibile a tutti i clienti.

A causa dell’elevata quantità di contenuti disponibili online, è attualmente impossibile per i marketer distinguere manualmente le notizie favorevoli da quelle dannose per la loro reputazione e le loro campagne pubblicitarie. La combinazione della tecnologia di intelligenza artificiale di Rocket Fuel e IBM Watson Discovery crea un potente strumento per le aziende che vogliono trarre a proprio vantaggio o evitare le mutevoli notizie di attualità. Inoltre, il sistema opera in real-time, permettendo alle aziende di ottenere un vantaggio competitivo e avere accesso a preziosi insight e intelligence.

“Integrando IBM Watson Discovery nella nostra piattaforma di Predictive Marketing, miglioriamo ulteriormente la nostra capacità di raggiungere gli utenti nel momento migliore. Questa novità permette ai nostri clienti di avere un miglior controllo sull’affiancamento delle loro pubblicità a determinate parole chiave o notizie e offre una migliore consapevolezza di quando e dove appare il loro brand. Immaginate di vendere soggiorni in una determinata destinazione. La nostra piattaforma, combinata con IBM Watson Discovery, è in grado di esaminare il sentiment relativo alle moltissime notizie presenti online – sia positive sia negative – su una determinata località. È quindi possibile accettare o rifiutare, presentare un’offerta (alta o bassa) o non competere affatto per un’opportunità pubblicitaria in base all’impatto che potrebbe avere sul successo del brand. Un’ottima combinazione di brand safety e performance”, ha commentato Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe and MENA Region di Rocket Fuel.

“Siamo entusiasti dell’opportunità offerta ai programmi marketing e pubblicitari dall’implementazione di Watson Discovery da parte di Rocket Fuel. Le aziende di ogni settore stanno traendo benefici dalle tecnologie cognitive di Watson e Watson Discovery è la novità più recente, che permette di offrire alle aziende possibilità illimitate”, ha aggiunto Beth Smith, general manager, IBM Watson.

I clienti che pianificano nel mercato EMEA e vogliono beneficiare della partnership di Rocket Fuel con IBM prima che Brand Moments sia disponibile possono farlo tramite UBX. Questa integrazione permette alle aziende che usano Watson Marketing per comunicazioni email, SMS, social e push (app) di creare esperienze più personalizzate e sincronizzate su canali differenti. Inoltre, il sistema può aiutare le aziende a sfruttare i dati offline raccolti, combinandoli grazie alla tecnologia di Rocket Fuel per ottenere maggior valore e ROI dalla loro spesa di marketing.

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AZIENDE

Rocket Fuel indaga il complesso customer journey dei clienti B2B che porta alla conversione

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Rocket Fuel

Le decisioni d’acquisto nelle aziende sono spesso il frutto di un lungo processo, che coinvolge persone e dispositivi diversi. Per capire come gestire al meglio le campagne dirette ai clienti B2B, Rocket Fuel ha condotto un’indagine volta a scoprire il complesso customer journey che porta alla conversione.

Rocket Fuel, grazie alla sua DSP, basata sull’intelligenza artificiale e sul machine learning, permette a brand e marketer di mostrare i loro annunci pubblicitari alle persone giuste, nel momento più appropriato e nel posto giusto, sia che si tratti di clienti B2C, sia che si tratti di clienti B2B. Ma cosa li distingue e come possiamo gestire le campagne loro rivolte? Per rispondere a questa domanda, sono stati intervistati 417 marketing manager e decision maker in Italia, Germania, Regno Unito e Francia. I risultati di questa indagine sono poi stati combinati con i dati di 22 campagne B2B condotte nel 2015 e nel 2016 attraverso la piattaforma di programmatic marketing di Rocket Fuel, per un volume totale di impression superiore a 636 milioni.

Dalla ricerca è emerso che nel 76% dei casi la decisione d’acquisto di prodotti o servizi B2B coinvolge più figure, con una media di 3 persone. Chiaramente, questo dato varia in base alle dimensioni dell’azienda: nelle piccole imprese (fino a 15 dipendenti) la media è di 2 persone coinvolte, nelle medie imprese (fino a 50 dipendenti) si sale a 3, mentre nelle grandi aziende (con più di 50 dipendenti) si arriva a 4 decision maker.

L’ultima parola di questo processo decisionale spetta principalmente al CEO o al Managing Director, che prende la decisione finale nell’85% dei casi, seguito dal responsabile della divisione finanziaria (72%). I responsabili marketing e IT, invece, la maggior parte delle volte si limitano a influenzare la decisione, potendo avere l’ultima parola rispettivamente solo nel 45% e 41% dei casi.

“Il coinvolgimento di diverse figure professionali nel processo decisionale comporta un allungamento dei tempi necessari per raggiungere la decisione d’acquisto, sebbene si tratti di una priorità per l’azienda”, ha commentato Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe e MENA Region di Rocket Fuel. “Solo nel 22% dei casi, infatti, la conversione avviene in meno di un giorno, mentre il 64% delle volte richiede fino a un mese di tempo e il 15% persino più di un mese”.

Il tempo necessario affinché i clienti business raggiungano la decisione d’acquisto è strettamente legato al numero di pubblicità necessarie prima di ottenere la conversione. In ambito B2B, infatti, in un caso su tre (31%) sono necessarie più di 10 pubblicità prima che venga scelto un prodotto o servizio, mentre più della metà dei clienti consumer prende la decisione d’acquisto dopo aver visto una (32%) o due pubblicità (20%). Durante questo lungo processo, gli utenti B2B effettuano ricerche da diversi dispositivi, ma il PC sembra il device preferito quando si tratta di effettuare l’acquisto. Secondo gli intervistati, infatti, il computer viene utilizzato nel 67% dei casi per comprare prodotti o servizi, mentre tablet e smartphone sono principalmente dedicati alla navigazione e alla ricerca, con una percentuale rispettivamente del 46% e del 60%. Queste cifre sono confermate dai dati su impression e conversioni in possesso di Rocket Fuel: mentre i dispositivi mobile e i tablet contribuiscono per il 24% alle impression, il 95% delle conversioni avviene su PC.

“Solo grazie a soluzioni che si basano sull’intelligenza artificiale e sul machine learning è possibile riconoscere lo stesso utente su ogni dispositivo e apprendere dal suo customer journey per comprendere quale sia il momento migliore per inviare il messaggio giusto”, ha concluso Quaroni. “La nostra DSP permette di sfruttare al meglio la grande quantità di dati in possesso delle aziende, creando momenti significativi per gli utenti e permettendo ai marketer di incrementare il ROI”.

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AZIENDE

Rocket Fuel lancia la piattaforma Demand-Side basata sull’intelligenza artificiale

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Rocket Fuel ha sviluppato DSP

Rocket Fuel ha sviluppato una DSP (Demand-Side Platform) self-service di nuova generazione per gli advertiser. Basata sull’intelligenza artificiale, la DSP di Rocket Fuel permette ad agenzie e brand di sfruttare al massimo il volume e la velocità dei dati a loro disposizione per ottenere insight significativi e migliori risultati.

La DSP di Rocket Fuel è basata sulla tecnologia Moment Scoring che impara dal comportamento degli utenti ed è in grado di prevedere i prossimi passi del loro percorso. Raccogliendo e analizzando miliardi di data point, i marketer possono ora monetizzare il valore del momento, inviando i giusti messaggi di marketing con il giusto tempismo, riducendo il costo per acquisizione e incrementando il ROI della pubblicità.

I marketer possono impostare specifici KPI e ottimizzare le loro campagne orientando le attività verso specifici utenti anziché dispositivi. Questo approccio ottimizzato guida le campagne e la performance del business, rendendo più semplice che mai offrire insight dettagliati, permettendo ai planner e ai media buyer di focalizzarsi sulla strategia e di aggiungere valore concreto che si traduce in risultati.

Angela Mottram Breeze, Director of Real Time Trading, House of Kaizen, ha commentato: “Ora possiamo gestire oltre 45 campagne al mese, impegnare meno tempo nell’ottimizzazione manuale poco efficace e concentrarci invece sugli insight e le analysis, che portano benefici alle attività di marketing di tutti i nostri clienti. La piattaforma di Rocket Fuel permette di guadagnare tempo da dedicare alla formazione dello staff e dei clienti sul programmatic e di focalizzarci sulla pianificazione altamente strategica”.

Enrico Quaroni, (nella foto) Regional Director Southern Europe e MENA Region di Rocket Fuel ha commentato, “La principale sfida per le aziende è comprendere i loro clienti in tempo reale. Il loro non è un percorso lineare ed è quindi necessaria una piattaforma basata sull’intelligenza artificiale per comprendere gli utenti in uno specifico momento. La DSP di Rocket Fuel non utilizza segmenti pre-definiti, ma si relaziona con le persone in modo granulare, rilevante e contestuale, consegnando le giuste pubblicità a persone reali”.

“Un’attività di marketing così sofisticata porterà a un migliore ROI e creerà clienti più fedeli, trasformando in realtà il marketing predittivo. Il sogno di ogni marketer sarà così realizzato. Rocket Fuel, pioniere nell’intelligenza artificiale, ora permette ad agenzie e brand di fare tutto questo in autonomia.”

Quaroni ha aggiunto, “Il volume e la velocità dei dati sono un problema importante per il settore. Essere in grado di gestire la velocità alla quale si muovono i dati e la loro grande quantità è essenziale per il successo di ogni azienda. E questo può essere fatto solo con l’intelligenza artificiale”.

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AZIENDE

Come si evolverà il settore del marketing digitale? Le previsioni di Rocket Fuel per il 2017

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Rocket Fuel

Un’analisi di Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe e Mena Region di Rocket Fuel

Il 2017 promette una significativa crescita e maturazione del settore del marketing digitale. Vedremo più dati, più pressione sul ROI, più media che utilizzano il programmatic e una maggiore complessità del customer journey, che a sua volta richiede che venga migliorata la tecnologia in tempo reale e il marketing predittivo. Ecco cosa aspettarsi dal prossimo anno:

Il programmatic continuerà a crescere
È un momento straordinario per la pubblicità digitale in Italia: nel 2017 il programmatic diventerà la norma e non sarà più considerato una novità. L’automazione ha rivoluzionato il processo di media buying e ci attendiamo che i marchi che continueranno a comprare gli annunci manualmente resteranno indietro rispetto a quelli che supporteranno l’automazione.

L’anno del mobile è finito, adesso tocca al cross-device
Gli ultimi cinque anni sono stati gli anni del mobile, mentre il 2017 potrebbe essere l’anno del cambiamento. Questo non significa che il mobile non sarà più importante per le campagne pubblicitarie, ma inizieremo a pensare al mobile marketing in un modo completamente diverso. Il 2017 sarà l’anno in cui i marketer realizzeranno che la parte più importante del mobile non è quella di raggiungere un unico canale, ma è l’opportunità di creare esperienze significative tra brand e consumatori su tutti i dispositivi. Considerato che gli utenti hanno sempre con sé il cellulare, cercando il segnale Wi-Fi e geolocalizzandosi, i dispositivi mobile possono collegare i customer journey online e offline.
Poiché i dispositivi mobile “always on” offrono una grande quantità di dati, ci aiutano a capire quando e come coinvolgere i consumatori durante la giornata: non solo su dispositivi mobile, ma attraverso qualsiasi touchpoint digitale. Pertanto, ciò che noi oggi chiamiamo mobile è in realtà solo un passo verso una soluzione cross-device completa e full-funnel. Per fare ciò, sarà necessario fare marketing in base alle persone e non ai dispositivi.

Il programmatic diventerà la base per la creazione del brand
Mentre il programmatic advertising è stato in gran parte sinonimo di Direct Response (DR), le aziende hanno iniziato a rendersi conto che la tecnologia può aiutare ad identificare l’audience di massa e può quindi essere uno strumento molto efficace nella costruzione di un brand.
Nel 2017 il programmatic riuscirà a seguire l’intero percorso del consumatore. Le aziende hanno già iniziato ad aumentare la spesa per il programmatic, in parte per via del desiderio di contenere le spese di marketing. Questo passaggio è stato un po’ più lento nel 2016 rispetto a quanto gli analisti avevano previsto alla fine dell’anno scorso, il che è dovuto, in parte, al fatto che il passaggio definitivo avverrà verso soluzioni di programmatic full-funnel, le cui componenti principali sono il brand e il DR, invece che la semplice spesa in programmatic dell’azienda. I professionisti del marketing sono sotto pressione per dimostrare i risultati e stanno quindi cercando di condurre campagne di grande rilevanza, creative, reattive e misurabili, su larga scala. Grazie a un chiaro collegamento tra la crescita del brand e la performance del DR, più marketer inizieranno a utilizzare gli insight sia delle campagne di brand che di DR come base per le campagne media e le strategie creative.

L’ultima possibilità per l’attribuzione last touch
Infine, il settore si allontanerà dall’attribuzione last touch, che aveva molto più senso in contesti “siloed”, in cui non si teneva conto delle interazioni tra brand e consumatore che possono portare al passaggio dalla consapevolezza alla conversione, né della complessità delle interazioni tra i dispositivi. Con una migliore tecnologia e una migliore modellazione, il 2017 vedrà lo sviluppo e la sperimentazione di nuovi modelli di attribuzione che si allontaneranno dal last touch verso valutazioni più complete. Questi modelli influiranno probabilmente sul modo in cui misuriamo il ROI e pianifichiamo le campagne.

Persone e non semplici dispositivi
Per garantire il successo delle future campagne di marketing digitale, individuare l’utente piuttosto che il dispositivo utilizzato sarà più importante che mai. Dal momento in cui stiamo passando ad altri modelli di attribuzione e ci stiamo spostando verso il cross-device, è fondamentale aver una visione unica del cliente. Capire il percorso dei singoli utenti permetterà di realizzare campagne pubblicitarie cross-device e contestualmente rilevanti che avranno un impatto reale.

I first party data verranno prima di tutto
Il 2017 vedrà l’ascesa dei first party data nel marketing. Questi dati hanno vantaggi significativi: sono di proprietà di una società specifica, il che significa che nessun’altra azienda ne è in possesso; forniscono insight significativi dei profili demografici e psicografici dei clienti; e possono essere combinati con dati di terze parti quando necessario. Quest’anno vedremo sempre di più la funzionalità DMP inclusa in altre tecnologie di marketing, sia in aggiunta a DMP stand-alone o in loro sostituzione. Sempre più DSP offriranno funzionalità DMP come il tagging e l’analisi integrata, e aumenteranno le aziende che cercano di ricavare un vantaggio competitivo dalla qualità dei dati che hanno raccolto.

La creatività e la personalizzazione saranno essenziali
Il programmatic si è sviluppato molto rapidamente, ma la creatività nella pubblicità non è riuscita a tenere lo stesso passo. Il 2017 sarà l’anno in cui la creatività pubblicitaria si rimetterà in pari con la distribuzione degli annunci stessi. Il programmatic creativo è essenziale per sostenere l’invio personalizzato di contenuti al consumatore, consentendo in tal modo ai messaggi di essere estremamente rilevanti, per catturare l’attenzione del destinatario e aumentare i risultati delle campagne. Con la continua crescita dei video e di altri formati creativi di grande impatto attraverso i canali programmatici, vedremo formati creativi più coinvolgenti ed espressivi.

L’Intelligenza Artificiale sarà ovunque
Il 2017 sarà un anno in cui l’intelligenza artificiale dominerà le notizie di marketing. Per tenere insieme tutti i pezzi, abbiamo bisogno di essere capaci di imparare dai dati e migliorare la specificità di una campagna in cinque modi diversi: ottenendo la creatività giusta, il pubblico giusto, il messaggio giusto, il dispositivo giusto e il momento giusto. Con il volume e la velocità a cui i dati vengono assemblati e messi in uso, l’intelligenza artificiale fornisce il modo più efficace per elaborare i dati e prendere decisioni in tempo reale. Il prossimo anno lavoreremo a nuove soluzioni di intelligenza artificiale per dare ancora maggiori vantaggi ai brand grazie al machine learning.

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MEDIA

Video Advertising: nuovo trend del digital marketing. L’opinione di Rocket Fuel

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In occasione dello Iab Seminar dedicato al video advertising di ieri, riceviamo e volentieri pubblichiamo un commento sul tema  di Enrico Quaroni (nella foto), Managing Director di Rocket Fuel Italia, Spagna e Mena Region,

Nel mercato del digital marketing, uno degli argomenti che viene trattato sempre più frequentemente è il programmatic video. Questo trend di sviluppo in ambito programmatic brand spinge i marketer a mettere sempre più budget dei loro piani media su attività tramite il programmatic video.
Questo trend di crescita del video è evidenziato dai risultati della ricerca condotta in occasione di un nuovo rapporto di eMarketer* sul tema. Seconda questa ricerca il 60% della spesa complessiva in pubblicità video negli Stati Uniti sarà transato attraverso i canali programmatici; si tratta di un sostanziale aumento rispetto al 39% di Programmatic video registrato nel 2015.
Il video è un comparto molto importante per l’intero panorama pubblicitario italiano, anche a causa della tipicità del nostro mercato in cui, più che in qualsiasi altro Paese, vi è un dominio quasi assoluto della televisione. Partendo da questo presupposto, Rocket Fuel si è strutturata sia a livello locale che internazionale per poter offrire il miglior prodotto e la soluzione più innovativa per quanto riguarda questo particolare canale.
Rocket Fuel mette a disposizione uno strumento molto preciso e puntuale per l’ottimizzazione delle metriche sempre più richieste in questo momento e cioè l’in-target, la viewability e la conversion rate optimization. Il punto forte di Rocket Fuel è la possibilità di sfruttare, anche per questo speciale canale, la potenza del proprio strumento di calcolo: l’algoritmo che permette di ottimizzare in modo estremamente preciso e rapido le campagne, per poter raggiungere gli obiettivi in maniera puntuale. La possibilità di avere uno strumento in grado di ottimizzare le campagne in maniera automatizzata 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, lascia quindi a Rocket Fuel la possibilità di concentrarsi sulle parti più qualitative e meno quantitative delle campagne, potendo garantire al cliente un maggiore servizio.
L’algoritmo di Rocket Fuel, inoltre, funziona sia su desktop sia su mobile che, giocando un ruolo sempre più importante, non può essere trascurato neanche quando si parla di video. Ciò che rende difficile gestire il mobile è la mancanza di strumenti adatti per una sua misurazione puntuale a differenza del desktop che invece può vantare metriche più evolute. Rocket Fuel sta lavorando in questa direzione e ha sviluppato una soluzione cross device che permette di identificare lo stesso utente su canali differenti: Cross Device Optimisation. Rocket Fuel, attraverso questa soluzione, riesce a riconoscere in maniera statistica un singolo utente su differenti dispositivi, permettendo così ai marketer di raggiungere un individuo nel momento di maggiore “influenzabilità”.
“Visto il trend positivo dello sviluppo del video advertising sarebbe un errore strategico non partecipare alla corsa al video e non mettere sul mercato soluzioni ad hoc che ci rendano appetibili sulla base delle esigenze di questo settore”, dichiara Enrico Quaroni, Managing Director di Rocket Fuel Italia, Spagna e Mena Region. “Con i nostri prodotti puntiamo ad aiutare i marketer ad utilizzare questo canale in maniera più efficiente possibile e raggiungere i loro obiettivi”.

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BRAND STRATEGY

“Advertising That Learns”: operazione street marketing firmata Rocket Fuel

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Rocket Fuel, il fornitore di soluzioni di adv con l’intelligenza artificiale per il marketing digitale, ha lanciato un’operazione di street marketing per le vie di Milano per colpire in maniera originale il proprio target di riferimento.

Il razzo, icona dell’azienda, è stato disegnato sui marciapiedi in 40 punti chiave della città per Rocket Fuel, incorniciato dal claim “Advertising That Learns – Emea.Rocketfuel.com”. Si dice che non si smette mai di imparare e per Rocket Fuel, l’Advertising That Learns, questo concetto è più calzante che mai. La multinazionale americana nata nel 2008 a Redwood Shores, in California, e sbarcata in Italia a luglio 2013, ha l’obiettivo di imparare quanto più possibile dal mercato adv italiano per mettere a disposizione la propria offerta di bidding in tempo reale e di ottimizzazione dei servizi di “brand advertising” a tutti coloro che investono sul mercato italiano.

“Abbiamo deciso di fare quest’attività per essere sempre nella mente delle persone”, ha dichiarato Enrico Quaroni, Country Manager di Rocket Fuel Italia. “È un vero esercizio di branding, soprattutto per farci conoscere dalle persone e dalle società di nostro interesse che non hanno ancora una familiarità con noi, ma non solo. E’ anche un richiamo amichevole a quelli che ci conoscono già e lavorano con noi per ricordargli che siamo a Milano e siamo pronti a rinnovare la nostra collaborazione con loro. Proprio per questo motivo sono state selezionate le location chiave che rappresentano per noi i nostri clienti attuali e i prospect”.

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MOBILE

Il business via mobile sarà presto misurabile. Parola di Rocket Fuel

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Lo scorso è stato un anno di grandi cambiamenti per Rocket Fuel, una delle principali piattaforme programmatiche di media-buying per gli inserzionisti. La tesi base di Rocket Fuel è che le richieste degli investitori nel mondo mobile non siano poi diverse da quelle fatte per le altre forme di adv, la piattaforma tecnologica utilizzata è facilmente adattabile per soddisfare i bisogni di questo tipo di inserzionisti.

“Pensiamo che il 2013 sia stato l’anno dove le questioni sul Real Time Bidding via mobile e l’utilizzo di dati di terze parti siano stati dei punti focali, ma quest’anno, pensiamo che il business via mobile diventerà misurabile e si agirà come negli altri spazi digitali”, afferma Enrico Quaroni, Country Manager di Rocket Fuel Italia (nella foto). “Nell’adv mobile c’è la stessa richiesta di avere ROI positivo così come accade nell’adv via display e nel mondo social, il focus dunque si conferma quello di avere una misurazione della risposta diretta per verificare il costo per azione, ma noi stiamo spingendo il cost-per-impression come uno standard per l’acquisto di spazi pubblicitari su mobile, pensando che diventerà il modello di business di riferimento come è successo per la display adv”.

Elemento fondamentale per il mondo mobile è la geo-localizzazione, ovvero il collocamento geografico dell’utente che sta navigando, per questo motivo Rocket Fuel ha creato modelli di business per trarre vantaggio dai dati di localizzazione. Il geo-targeting è stato efficace per i retailers che cercano di spingere promozioni last minute, ma si pensa che sia una versione 1.0. Quello che sarà maggiormente applicabile a spazi pubblicitari più ampi e porterà un miglioramento della performance è l’utilizzo della geo-localizzazione per comprendere meglio il comportamento dei consumatori.

“I dati di geo-localizzazione sono diventati una questione critica per ogni venditore, per questo motivo Rocket Fuel supporta gli standard di opt-out utilizzati sul web e nel mondo delle applicazioni”, continua Quaroni. “Nello specifico per quel che riguarda la geo-localizzazione, Rocket Fuel utilizza i dati forniti da latitudine e longitudine solo quando è l’utente stesso a dare l’autorizzazione”.

Così come noi siamo in grado di costruire il profilo degli interessi di un anonimo utente sulla base del suo comportamento online, possiamo fare lo stesso in ambito mobile. Per esempio, abbiamo creato profili di individui che passano molto tempo a fare attività ricreative o all’aperto come escursioni o allenamenti in palestra, come anche persone interessate all’atletica che sono in linea con gli obiettivi di alcune campagne. Una delle cose che rende unica la tecnologia di Rocket Fuel è la sua abilità nell’utilizzare criteri multipli per la qualificazione di un anonimo utente e decidere così in modo molto preciso quali siano i profili migliori a cui mostrare un messaggio pubblicitario e  quanto valga la pena che vengano raggiunti da un advertiser.

Con l’adv mobile vengono dunque doppiamente soddisfatte le esigenze di consumatore e investitore. Il primo riceverà, solo se ha dato l’autorizzazione, delle inserzioni legate alla sua localizzazione in quel momento, quindi maggiormente utili e apprezzate e meno invasive. Il secondo avrà a disposizione un canale in forte crescita, dove si sta investendo sempre di più per ottenere metriche di monitoraggio sempre più precise.

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AZIENDE

Sbarca in Italia l’‘advertising that learns’ di Rocket Fuel

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Rocket Fuel è un algoritmo, una tecnologia in grado di utilizzare i big data in maniera efficiente e, soprattutto cross channel, per finalità sia di branding sia di direct response”, spiega Enrico Quaroni (nella foto), recentemente nominato Country Manager dell’azienda sbarcata in Italia lo scorso 7 luglio.

L’azienda con sede a Redwood Shores, nella Silicon Valley Californiana, ha creato infatti un nuovo metodo di calcolo che sintetizza ricerca e sviluppo all’avanguardia nel campo dell’intelligenza artificiale, big data, apprendimento automatico e scienza della decisione; una piattaforma di real time bidding in grado di risolvere uno dei problemi primari del marketing, quello cioè di riuscire a deliverare il messaggio pubblicitario giusto, alla persona giusta, nel momento giusto, utilizzando tutti i media disponibili, su una scala davvero innovativa nella storia del marketing tecnologico. Rocket Fuel Italia metterà a disposizione la propria offerta completa di bidding in tempo reale e di ottimizzazione dei servizi di “brand advertising” e campagne a risposta diretta, includendo analisi e attribuzione avanzate.

“Rocket Fuel è in grado di “apprendere” nel corso della campagna e di “modificarla” in tempo reale in base ai risultati di efficienza misurati”, continua Quaroni. “Il risultato è un’attività di marketing misurabile con una granularità 1 to 1 e un’efficacia delle impression su tutti funnel e su tutti i canali pubblicitari”.

La piattaforma è infatti in grado di apprendere in modo automatico, rendendo sempre più mirata ogni successiva decisione di investimento pubblicitario. I programmi di advertising, grazie all’algoritmo, diventano così intelligenti forme di vita computazionale che si adattano continuamente e in tempo reale ai flussi di dati che cambiano ed evolvono, agli indicatori di performance e in base all’ambiente mediatico.

Con un fatturato di 107 milioni di  dollari nel 2012, Rocket Fuel è stata classificata al 4°posto nella lista delle aziende più promettenti del 2013 stilata da Forbes e vanta  un tasso di rinnovo clienti del +94%. Fondata nel 2008 da persone con lunga esperienza nell’online advertising e persone che arrivano dalla NASA, Yahoo!, Salesforce.com e DoubleClick, impiega oltre 512 dipendenti in 19 uffici in tutto il mondo tra cui New York, Londra, Parigi e Amburgo.

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