AZIENDE

Criteo alla conquista del mercato con Direct Bidder: già 2mila gli editori premium

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criteo direct bidder

Criteo, ottimi i risultati per la soluzione Direct Bidder: lanciato sul mercato meno di un anno fa, il servizio è già stato adottato da 2.000 editori premium. La soluzione collega direttamente l’inventory degli editori alla domanda proveniente dall’ampio portfolio di Criteo di oltre 18.000 clienti retail e aziende a livello globale.

L’ampia adozione di Direct Bidder dimostra due chiare tendenze. Innanzitutto, gli editori desiderano un maggiore controllo sul proprio inventory e su chi può accedervi, ma allo stesso tempo aspirano a massimizzarne il valore ed eliminare le spese di terzi. In secondo luogo, gli inserzionisti ottengono grandi benefici sfruttando l’unica piattaforma di acquisto agnostica con integrazioni scalabili dirette all’editore, il che rende Criteo Direct Bidder una delle fonti di programmatic più grandi e preferite per il gruppo. Per favorire l’adozione da parte degli editori e la standardizzazione del settore, il gruppo ha ufficialmente aderito a Prebid.org, un’organizzazione indipendente progettata per garantire e promuovere un’offerta di header bidding chiara, trasparente ed efficiente in tutto il settore. In qualità di membro contribuente, Criteo si impegnerà a rendere tali integrazioni più semplici per gli editori.

“L’adozione di Criteo Direct Bidder da parte di 2.000 editori testimonia la nostra continua innovazione nello sviluppo di soluzioni di inventory per i publisher che supportano la loro monetizzazione a lungo termine e le strategie di crescita dei clienti” ha dichiarato Alberto Torre, Managing Director di Criteo Italia. “Connettendo il prezioso inventory dei nostri partner alla nostra domanda, stiamo creando uno scenario vincente per i nostri clienti e per gli editori che desiderano offrire contenuti interessanti ai lettori. Inoltre, Criteo si è unita alla community di Prebid per creare un’esperienza di header bidding semplificata per gli editori”.

AccuWeather, partner che utilizza Criteo Direct Bidder tramite Prebid, ha visto aumentare la spesa pubblicitaria del 116% anno su anno con un aumento del 57% delle impression acquistate e un aumento del 51% del tasso di successo. “Abbiamo aggiunto Criteo come nostro primo partner di header bidding all’interno di Prebid, basandoci nella scelta sulla comprovata esperienza di Criteo” ha commentato Stephen Mummey, Vice President, Programmatic Sales and Operations di AccuWeather. “I risultati sono stati finora molto positivi e abbiamo già notato un rendimento delle campagne più elevato. I rapidi tempi di risposta di Criteo Direct Bidder ci consentono di evitare la latenza, aumentando significativamente le entrate”.

Oggi le funzionalità di integrazione flessibili e senza soluzione di continuità sono fondamentali per gli editori che si trovano ad affrontare metriche di performance estremamente competitive e richieste di qualità. “Italiaonline ha scelto Prebid.js come header bidder open source in quanto soluzione aperta e neutra, includendo, fra gli altri, Criteo, partner con cui lavoriamo ormai da tempo” ha spiegato Carmine Laltrelli, Responsabile Programmatic Sales di Italiaonline. “Stiamo registrando numeri importanti e ciò di cui siamo orgogliosi è che questa crescita passa attraverso un innalzamento dell’ECPM. Se l’inventario non viene venduto a corpo, cioè a blocchi di milioni di impression indifferenziate, ma ogni impression viene invece valutata e venduta al suo valore, è evidente che il vantaggio in termini economici è e sarà sempre più consistente”.

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Zodiak Advertising, sulla piattaforma per gli editori arriva il protocollo HTTPS

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Zodiak Advertising

Zodiak Advertising ha abilitato l’utilizzo del protocollo per la comunicazione sicura sull’omonima piattaforma dedicata agli Editori in Italia, Spagna, Austria e Germania. La piattaforma, che integra le principali tecnologie di monetizzazione dei siti display, video e mobile, contiene informazioni di fondamentale importanza per gli editori che da un unico punto di accesso gestiscono il proprio network.

Ed è proprio con l’obiettivo di proteggere pienamente l’integrità e la riservatezza dei dati sensibili che i publisher scambiano con i server Zodiak, che è stato implementato il protocollo HTTPS. Le informazioni scambiate attraverso questo protocollo di comunicazione, creato nel 1994 da Netscape Communications, sono protetti attraverso tre funzionalità: crittografia, integrità dei dati e autenticazione.

Con la crittografia i dati sono protetti dalle intercettazioni indesiderate e quindi il publisher può consultare la piattaforma sicuro che nessuno possa intercettare o tenere traccia delle sue operazioni. L’integrità garantisce che i dati non possano essere modificati o danneggiati da malintenzionati durante il trasferimento da e verso l’utilizzatore della piattaforma. Infine grazie al processo di autenticazione, si dimostra che gli utenti comunicano in maniera certificata con l’applicazione Zodiak, proteggendo gli stessi da attacchi di tipo man-in-the-middle. Il protocollo è abilitato anche sul sito ufficiale di Zodiak, recentemente rinnovato nei contenuti e nel design, nelle versioni italiana ed inglese, cui si aggiungerà a breve quella spagnola.

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Disponibile la survey di Audiweb sui contenuti editoriali fruiti tramite app mobile di Facebook

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marco muraglia audiweb

Audiweb rende oggi disponibili i primi dati della nuova survey sull’audience dei contenuti editoriali fruiti all’interno dell’applicazione mobile di Facebook mediante browsing e/o Instant Articles.
La nuova survey, realizzata in collaborazione con Nielsen, consente di attribuire correttamente i dati di consumo dei contenuti editoriali visti in queste due modalità di fruizione e che sono comunque già rilevati tramite la metodologia standard di Audiweb, ma non attribuiti all’editore che ne è titolare.

I primi dati della survey sono riferiti ai consumi del mese di agosto per ciascuno dei brand/siti iscritti dai nove Publisher* che ad oggi hanno già aderito al servizio e indicando in dettaglio i seguenti dati:
– il numero di utenti unici (dai 13 anni in su) che, nel periodo di rilevazione, hanno consultato almeno una pagina oggetto della rilevazione;
– il volume totale mensile di pagine viste fruite mediante in-app Facebook browsing & Instant Articles su dispositivi mobili;
– le pagine viste per persona nel periodo di rilevazione;
– la distribuzione per genere e fasce di età degli utenti e delle pagine rilevate dalla survey.

I dati della nuova survey saranno disponibili con frequenza mensile, solo fino alla rilevazione del mese di dicembre 2016, e pubblicati sul sito Audiweb entro il mese successivo a quello oggetto di rilevazione.

“Abbiamo velocizzato il più possibile l’individuazione di una soluzione per la corretta attribuzione dei consumi dei contenuti editoriali fruiti tramite applicazione mobile di Facebook, in modalità in-app browsing e Instant Articles e ce l’abbiamo fatta, offrendo al mercato dati affidabili per stimare la portata del fenomeno”, commenta Marco Muraglia, presidente di Audiweb (nella foto). “Il sistema di rilevazione di Audiweb è nato in un momento in cui i dispositivi mobili non raggiungevano ancora significativi livelli di penetrazione, mentre oggi il 77% del tempo trascorso online dai maggiorenni è da mobile, così come il 40,5% del tempo dedicato alla fruizione delle news online e il 41,5% delle pagine consultate nel mese. Il nostro lavoro continua con grande impegno, per concludere anche la fase finale di selezione del progetto Audiweb 2.0, così da poter iniziare a lavorare concretamente sull’evoluzione del sistema entro il nuovo anno”.

*Editori aderenti: 21st Century Fox, Caltagirone Editore, Ciaopeople, Gruppo De Agostini, Gruppo Espresso, Libero Quotidiano, Mediaset, Mondadori e Società Editrice Multimediale.

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Italiaonline entra nel network di editori premium di Outbrain

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Outbrain, la piattaforma di content discovery più grande al mondo*, annuncia  l’ingresso di Italiaonline nel proprio network di partner premium.

Italiaonline è la internet company italiana a cui fanno capo, tra gli altri brand, i portali Libero e Virgilio. Aggregando i dati di questi ultimi, la società registra numeri da record: 56% del market reach; 15,3 milioni di utenti unici al mese; 2,5 miliardi di page view mensili; 11,2 milioni di account mail attivi**. Fanno parte di Italiaonline anche i web magazine Di·Lei, TotalTech, QuiFinanza, SportStadio, MotorLife e SiViaggia, l’utility 1254, la piattaforma video ViTV, oltre alle concessionarie di web advertising nazionale e locale. Una realtà, quindi, che permette ad Outbrain di poter far leva su contenuti di qualità capaci di intercettare nuovi utenti alla ricerca di storie, articoli e news di approfondimento su qualsiasi tema di interesse: dall’attualità allo sport, dal life style, al mondo finanziario, ai viaggi.

La tecnologia all’avanguardia di Outbrain, grazie alla soluzione Outbrain Amplify, guiderà il lettore alla scoperta dei contenuti più rilevanti – testuali e multimediali – grazie all’integrazione di link personalizzati e consigliati all’interno delle pagine editoriali nelle sezioni “Potrebbe interessarti anche” su ogni tipo di device: desktop e mobile.

Alberto Mari, Country Manager di Outbrain Italia (nella foto) dichiara: “Il content marketing si sta affermando come strumento strategico per entrare in contatto con nuovi lettori: i brand si stanno accorgendo che l’attenzione dell’utente online è sempre più focalizzata sul contenuto. Quindi veicolare i contenuti giusti all’audience giusta è un fattore cruciale per stabilire un nuovo e più profondo rapporto con il consumatore finale. Con Italiaonline diffonderemo link di approfondimento e di intrattenimento di grande valore per gli utenti”.

Domenico Pascuzzi, Portal and Local Marketing Manager di Italiaonline, spiega: “I primi test realizzati con Outbrain hanno portato risultati estremamente interessanti in termini di engagement degli utenti, segno che l’introduzione di raccomandazioni di contenuto personalizzate incontra una effettiva domanda del pubblico. Inoltre Outbrain rappresenta una nuova e interessante fonte di revenue complementare ai canali tradizionali”.

* Outbrain raggiunge attualmente oltre 561 milioni di visitatori unici al mondo ogni mese (Fonte comScore Global Settembre 2014).
** Dati Audiweb media primo semestre 2014

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MEDIA

Real Time Bidding: un’opportunità da cogliere al volo per il mercato dell’adv online

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Il Real Time Bidding rappresenta oggi negli USA un elemento trainante per la pubblicità online, con un valore superiore al 30% del totale del mercato dell’advertising digitale. Una nuova opportunità, quindi, per lo sviluppo della pubblicità online anche nel nostro Paese dove il RTB vale oggi il 3% dell’advertising digitale e si stima che arriverà al 6% alla fine del 2013. È quanto è emerso dall’intervento di Simona Zanette, Presidente di IAB Italia (nella foto), in apertura del secondo appuntamento del 2013 con IAB Seminar, tenutosi oggi presso la sede de Il Sole 24 Ore. Nel corso della sua introduzione sull’ecosistema del Real Time Bidding, il Presidente dell’Associazione ha dichiarato: “L’obiettivo di IAB Italia è quello di diffondere la cultura digitale nel nostro Paese e, con questo IAB Seminar vogliamo far luce su un fenomeno emergente che non va ignorato, ma valorizzato per coglierne tutte le potenzialità”.

L’incontro è stato inaugurato dal General Manager di IAB Italia, Fabiano Lazzarini che ha sottolineato come l’obiettivo concreto del Seminar sia quello di fare informazione attraverso la voce degli esperti e di fornire degli strumenti immediatamente applicabili per un utilizzo corretto dello strumento RTB. Aziende, operatori ed esperti del settore si sono alternati per analizzare tutti gli aspetti del nuovo protocollo di online advertising, che consente a Editori e Concessionarie di mettere l’inventory a disposizione su mercati virtuali dedicati in cui, attraverso tecnologie avanzate, molteplici acquirenti concorrono per le singole impression, con un sistema di “asta in tempo reale”.

Il primo intervento è stato quello di Pierre Naggar, General Manager EU di Turn, focalizzato su “Real Time Bidding: Successi, Sfide e Opportunità”. Naggar ha sottolineato come il RTB “sta cambiando il modo di acquisto degli spazi su internet dando la possibilità di acquistare le impression, una alla volta, in tempo reale (stiamo parlando di decimi di secondo), attraverso delle offerte mirate. La decisione d’acquisto si sposta così dall’editore agli inserzionisti, che sono in questo modo in grado di far combaciare il cliente desiderato con il giusto messaggio sul supporto corretto”. Un fenomeno destabilizzante, a giudizio del General Manager, perché porta con sé un cambiamento forte a livello di infrastrutture “costringendo” le aziende a creare nuovi staff operativi con funzioni combinate di comunicazione, marketing e tecnologia. Naggar ho poi analizzato due “falsi miti” che circondano il Real Time Bidding. Il primo è la convinzione che il RTB funzioni soltanto per le campagne direct response, il secondo è che il traffico disponibile sia di scarsa qualità. “In realtà – sostiene Naggar – il RTB funziona anche per generare brand awareness nell’intero canale decisionale dando la possibilità agli editori di selezionare gli acquisti e di controllare il prezzo attraverso i “private marketplace”, luoghi virtuali dove domanda e offerta si incontrano, per generare, in un ambiente controllato e trasparente, la migliore combinazione possibile tra messaggio e audience.

Patrizio Zanatta, Sales Director Southern Europe di Rubicon Project, ha fatto un intervento dedicato a “La verità su RTB e Private Marketplace”. In particolare Zanatta ha messo l’accento sull’attuale inefficienza dei processi di media buying, suggerendo l’automazione dei processi di transazione proprio attraverso la combinazione di RTB e Private Marketplace. Secondo Zanatta “entro 3/5 anni la maggioranza del digital spending avverrà tramite le piattaforme e l’online adv è destinato a svilupparsi in maniera programmatica”.

Duncan Hammond, Monetisation Development Manager di The Guardian (che già solo con la sua carica da un senso al suo intervento ndr), ha invece portato una testimonianza concreta di Real time opportunity, raccontando l’esperienza della sua realtà: il RTB si è dimostrato un elemento essenziale nella strategia di monetizzazione digitale del quotidiano britannico, consentendo una gestione efficace e una ottimizzazione dei ricavi.

Cristina Pianura, Country Manager Italy Prime Real Time, con una presentazione focalizzata sul Private Market Place e in particolare su come valorizzare il secondary premium, ha posto l’accento su quelli che ha definito i “magic trends” del RTB: la qualità, il video, il programmatic buying, i premium marketplace, il targeting e i data. Pur nella convinzione che nei prossimi 5 anni l’adv online sarà sempre più attratto dal RTB, Pianura sostiene che “attualmente questo ecosistema è ancora poco efficace. L’offerta deve tornare a essere protagonista e i publisher devono essere proattivi, smart, conoscere il valore della propria inventory e le opportunità legate al posizionamento di un’offerta “ben confezionata” e non generica”. Per la Country Manager “oggi non è più la quantità che fa la differenza, ma la qualità dei contenuti, delle informazioni e delle relazioni”. Cambia anche il modello di vendita che deve essere ripensato in un’ottica di approccio olistico tra le componenti premium (la vendita diretta, il rapporto personale), secondary premium (il bacino di audience “programmatiche” e remnant (l’open market). “Il RTB – conclude Pianura – risponde alla necessità di avere audience qualificate, di essere velocemente abilitati a negoziare budget e di favorire la vendita con finalità non solo di response ma anche di branding”.

A chiudere la prima parte della mattinata Massimo Pattano, Sales & Mktg @ Simply e Gareth Holmes, Commercial Director EMEA @ PubMatic, che sono stati protagonisti della sessione dedicata al ruolo dei RTB Publishers: Leading or Supporting role? Per Massimo Pattano “l’editore ha sicuramente un ruolo da protagonista ma deve crescere in consapevolezza e avere più fiducia nella tecnologia”. “Il RTB non porta via forza lavoro, come tanti temono, anzi, crea maggiori opportunità soprattutto per i giovani e rafforza il valore dell’inventory”. Pattano sostiene che sia necessaria un’alfabetizzazione soprattutto dei piccoli e medi editori e a questo proposito cita il Club degli Editori Digitali (www.editoridigitali.org), nato proprio con lo scopo di creare un network per dare voce ai Piccoli Medi Editori italiani organizzando occasione di confronto tra publisher con il coinvolgimento di tecnologia e investitori.

Dopo il coffee break i lavori sono ripresi con Sacha Berlik, General Manager Europe di DataXu, che ha parlato della “rivoluzione” del Programmatic Marketing, puntando l’attenzione sul passaggio dai little ai big data. “I comportamenti dei consumatori stanno creando i big data che, da statici, sono diventati dinamici (perché raccolti attraverso le chat, i social, il gaming, il mobile…). E proprio i big data – prosegue Berlik – stanno trasformando il marketing perché, se usati correttamente, sono in grado di generare la miglior user experience e di misurare ogni interazione con il brand, dando vita a quello che possiamo definire “big data marketing” o “programmatic marketing”.

Infine Umberto Bottesini, Partner & Founder di Simple Agency, ha presentato un interessante intervento sulla “Teoria evoluzionista del digital advertising: dal Media Planner al Data Planner”. Bottesini si è chiesto quale potesse essere il vantaggio competitivo del RTB, lato cliente, e se questa fosse la solita moda di cui si parla per un po’ e poi tutto finisce. La risposta è no. “Il RTB non è una moda ma un mezzo tremendamente tecnico e strutturato che dovrebbe portare a un cambiamento epocale nell’adv online”, sostiene Bottesini. “Il vantaggio competitivo è quello di rendere più efficiente il percorso decisionale del cliente (il c.d. customer journey), in modalità trasversale su tutti i device, garantendo la massima efficacia ed efficienza”. “La sfida – conclude Bottesini – è quella di collezionare, organizzare e sfruttare al meglio la quantità e la qualità dei dati disponibili (data complexity)”. A questo riguardo Bottesini parla di un passaggio dal web adv alla digital inclusion, passaggio che ha visto trasformarsi nel tempo il concetto stesso di media planning. “In un’era “geologica” che va dal 1998 a oggi possiamo definire 6 step di traformazione della figura del media planner: il planner habilis del 1998, senza nessuno  – o quasi – strumento di profilazione; il planner erectus del 2003 che poteva contare almeno sui google adsense; il planner sapiens del 2008 che “scopre” gli strumenti di re-targeting; il planner sapiens sapiens del 2012 cui vengono svelate le opportunità del RTB e, infine, il Data planner – quello di oggi e di domani – che possiede tutti gli strumenti utili a identificare in ogni momento della giornata, su ogni device un’unica figura di riferimento (Bottesini parla di “riconciliazione”) che rappresenta il suo utente ideale.

di Monica Gianotti

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