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GQ E Gucci insieme per il lancio di “The Performers” a cura di Dylan Jones

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“The Performers”

GQ e Gucci ha annunciato ieri 2 febbraio, una collaborazione per il lancio di nuova serie di cortometraggi in cinque parti: dal titolo “The Performers” a cura di Dylan Jones, direttore di British GQ.

“The Performers” è stato presentato in anteprima in un evento di lancio ieri presso la Serpentine Sackler Gallery di Londra. I primi due atti sono stati presentati dal cantante e compositore dei Primal Scream Bobby Gillespie e dallo chef stellato Massimo Bottura (nella foto) entrambi vestiti Gucci da Alessandro Michele.

La serie di cortometraggi documenta il pellegrinaggio di cinque uomini influenti in luoghi inaspettati che hanno segnato il loro spirito e il loro modo di vedere il mondo; è una serie in cinque parti, che segue il viaggio di cinque uomini: un attore, architetto, artista, chef e musicista, attraverso varie località hanno personalmente scelto che riflettono la loro creatività e ispirazione.

I primi due cortometraggi, che sono entrambi molto meno di cinque minuti, saranno proiettati oggi, mentre i soggetti dei seguenti tre film saranno svelati nel mese di aprile.

Il primo atto apre la serie dei film con Bobby Gillespie, in viaggio verso Tangeri, in Marocco per ripercorrere le tappe del suo eroe personale, Jean Genet, scrittore e poeta francese. Genet ha scritto il suo ultimo romanzo, Prisoner of Love, a Tangeri e ha scelto di essere sepolto in Marocco

Gilliespie racconta come Genet abbia influenzato il suo lavoro e spiega: “È stato arrestato. Era un ladro. Ha usato il suo linguaggio personale per descrivere la sua fuga dal carcere; abbiamo sognato insieme come lasciare Glasgow. “Il film culmina con Bobby che guarda verso il mare, offrendo un’osservazione poetica sulla vita di Genet. “Genet, ha fatto del tradimento una virtù. Non ha mai voluto essere controllato da niente e nessuno. Credeva moltissimo nella libertà individuale. Penso che sia cosa straordinaria. Non si può schiacciare lo spirito umano. Vivi e lascia vivere.”

Le peculiarità di Massimo Bottura nel secondo atto, portano ad un variopinto dialogo sull’Italia, il jazz e la creatività. Viaggiando tra le locations di Milano e Modena, Massimo fa luce sulla sua affinità per il jazz e afferma “questa è la mia vita da quando avevo 14 anni. Ho iniziato ad ascoltare il jazz e quando sei immerso nel jazz non puoi più lasciarlo. Lo chef, proprietario del  ristorante, Osteria francescana a Modena, è stato eletto il migliore al mondo per il 2016, è un fan di Thelonius Monk la legenda del jazz. “Monk conosce molto bene la tecnica ma rompe tutte le regole. Lui strappa in mille pezzi il regolamento”, conclude Bottura. ” E come Monk, Bottura non si limita alle regole, ma infonde il suo approccio innovativo alla cucina tradizionale italiana ed ai suoi ingredienti.

I prossimi tre atti di “The Performers” saranno rivelati nel mese di aprile.

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