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OBE e Doxa lanciano Co.Bra, per la misurazione di progetti video di Branded Content & Entertainment

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osservatorio branded

OBEOsservatorio Branded Entertainment e Doxa, prima società di ricerche di mercato in Italia, presentano Co.Bra. (acronimo di Content & Brand), il primo modello di misurazione di progetti video di Branded Content & Entertainment.

 

Il modello si articola in tre parti:
1. U&A per l’individuazione e la clusterizzazione del target di riferimento del brand.
2. Analisi dei video, basata su un set di 18 KPI e features.
3. Brand&Objective Fit, per analizzare la coerenza dei risultati ottenuti, in termini valoriali e di business, rispetto agli specifici obiettivi progettuali e sulla base delle precise esigenze dei brand.

 

Caratteristica distintiva del modello, oltre alla capacità di fornire risposte puntuali sulle performance del singolo video o progetto, è la disponibilità, per brand e operatori, di un benchmark di riferimento per categoria merceologica e/o per categoria di contenuto, grazie a un monitoraggio continuo dei progetti video che OBE porta avanti dall’inizio del 2018 e che, nei prossimi mesi, supererà i 180 video analizzati.

 

Co.Bra., già disponibile in formula agevolata per gli Associati OBE, con la possibilità di acquistare pacchetti di test a prezzo scontato, costituisce un primo, concreto ed efficace strumento di lavoro che l’Osservatorio Branded Entertainment, come associazione rappresentativa della filiera degli operatori del BC&E, offre al mercato. Obiettivo: introdurre per la prima volta e rendere disponibili metriche di misurazione condivise e super partes per tutti i contenuti video digitali di branded entertainment.

 

“Sono molto felice di annunciare oggi il lancio sul mercato di Co.Bra., un modello di misurazione per il branded entertainment video digitale, sviluppato da OBE grazie al contributo e al know-how di tutti i propri associati e in collaborazione privilegiata con un partner autorevole qual è Doxa”, dichiara Laura Corbetta, Presidente di OBE e CEO di YAM112003. “Co.Bra. è un modello che diventerà il punto di riferimento condiviso della industry per approcciare in modo sempre più scientifico ed efficiente la creazione, misurazione e valutazione di questa tipologia di progetti. Una conferma del ruolo sempre più decisivo dell’Osservatorio Branded Entertainment come attore in grado di dare risposte concrete al mercato e guidare lo sviluppo del business”.

 

“La spinta verso l’innovazione di prodotto, per rispondere a un mercato in continuo cambiamento, insieme al rigore scientifico, è da sempre alla base del lavoro di Doxa”, aggiunge Vilma Scarpino, CEO di Doxa. “Proprio per questo motivo abbiamo risposto con entusiasmo alla sfida di OBE di studiare un modello di efficacia del Brand Entertainment Video Digitale e siamo orgogliosi della formula Co.Bra. messa a punto. Le nuove modalità di comunicazione che i brand stanno studiando per parlare con i consumatori quando sono online sono al centro di molti degli investimenti che Doxa sta facendo, in termini di persone e tecnologia, e siamo felici di aver contribuito a compiere un passo importante insieme a OBE nella valutazione del Brand Content & Entertainment in Italia”.

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Sale la febbre del digitale per gli italiani: il termometro e i dati del report Doxa

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doxa digitale italiani

Il 72,2% degli italiani over 18 è solito connettersi a Internet. Ma il tasso di utilizzo della rete può variare (e parecchio) da un individuo all’altro. Parola di Doxa che presenta il “termometro” digitale degli italiani. E calcola in 68% il tasso di digitalizzazione medio della popolazione a fine 2017. Registrando un balzo del 4% rispetto ai valori 2016. Per fissare l’asticella a quota 68% Doxa ha incrociato 5 maxi-voci: frequenza mensile di connessione a Internet; numero di device dai quali ci si collega; quantità e frequenza di canali visitati sul web; partecipazione attiva su blog e forum; e iscrizione e uso dei principali social network.

Sempre tra gli over 18. Con un dato forse ovvio ma ora certificato: più si è giovani più si è attivi online. Il digital gap tra i 18-24enni e gli ultra 55enni è pari a 12 punti percentuali: 73% contro il 61%. Troppo? Forse no. Anzi! L’altra buona notizia è che non vi è alcuna differenza tra maschi e femmine, entrambi posizionati a quota 68%. Quello che incide semmai sulla cultura digitale è il livello scolastico dei singoli. Tra chi ha frequentato la sola scuola dell’obbligo il tasso di digitalizzazione media non supera il 60%. Mentre tra i laureati si attesta al 72%. Tra Nord e Sud infine vince il Sud: 69% contro il 67%.

 

Recensioni, Fake News & co

Altro punto importante rilevato dalla ricerca Doxa: l’aumento del tasso di digitalizzazione degli italiani va di pari passo con l’incremento della consapevolezza lato insidie, trabocchetti o altro presenti online. Un esempio? Il 33% degli italiani digitali dichiara di non fidarsi più delle recensioni online perché conscio del fatto che “molte sono false”. Un anno fa la percentuale degli scettici non superava 25%.

Tuttavia anche tra i più attenti a eventuali “trappole” l’abitudine a dare una occhiata online è più che radicata. Tanto è vero che il 76% del totale campione prima di fare un acquisto è solito consultare Internet incrociando recensioni e commenti tra i più diversi (il 3% in più rispetto a un anno prima). E in caso di spese importanti il 66% è pronto anche a rinunciarvi se il vox populi digitale ne ha decretato l’inutilità o, peggio ancora, l’inefficienza.

 

Boom di Instagram, Linkedin e Pinterest

Non solo Facebook. Sebbene la creatura di Mark Zuckerberg resti saldamenti in cima alle preferenze degli italiani fronte social network con una penetrazione di oltre il 70% sul totale campione in linea con i risultati 2016, a fare la parte del leone in termini di crescita è Instagram (sempre gruppo Facebook, ndr.). Stando ai dati Doxa, infatti, la piattaforma di condivisione di foto, stories & co, ha archiviato il 2017 a quota 35% contro il 21% messo a segno nel 2016 guadagnandosi così la medaglia d’argento tra i social network più amati.

E ancora. Twitter cresce sì e raggiunge il 20%, ma la sua spinta propulsiva pare stia rallentando. Tanto è vero che nel 2014 viaggiava già sul 17%. A tallonare la piattaforma di microblogging che proprio nel 2017 ha messo a segno un radicale cambio di rotta abbandonando anche il limite dei 140 caratteri, è LinkedIn che vola al 19% contro il 13% di fine 2016, seguito a sorpresa da Pinterest che balza al 16% contro il 9% di 12 mesi fa.

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Doxa lancia la divisione Mobility, per scoprire come gli italini vivono i mezzi di trasporto

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DOXA MOBILITY

L’88% degli italiani utilizza l’auto (personale) almeno una volta alla settimana. A questi si aggiunge un altro 4% che vi ricorre 1-2 volte al mese. In pratica la quasi totalità della popolazione è quattroruote-dipendente. Ma pure le due ruote non se la cavano male. Il 35% degli italiani va in bicicletta almeno una volta alla settimana. Per lavoro o per passione che sia. E un altro 4% fa lo stesso, ma opta per una bici elettrica.

Parola di Doxa che lancia la divisione Mobility con l’obiettivo di passare al setaccio usi e costumi degli italiani in fatto di mobilità e capire come scelgono, come “vivono” e come cambiano i propri mezzi di trasporto. “Perché l’auto (ma non solo) riveste un ruolo centrale nella vita di tutti noi”, interviene Barbara Galli, Mobility Director di Doxa e a capo dell’Osservatorio “On the Move” avviato nei mesi scorsi e ora in grado di restituire una prima fotografia inedita sulla mobilità made in Italy. Anche in fatto di consumi.

Alla base dell’Osservatorio “On the Move” ci sono 7 mila interviste fatte in Italia al target consumer, combinate con tecniche di web listening e domande proiettive analizzate con metodologie di text analytics. Ma l’analisi potrà essere replicata anche a livello internazionale.

“Doxa si avvale di Win – The Worldwide Independent Network of Market Research, presente in oltre 60 Paesi, per effettuare ricerche ad hoc o multi-client sia su target consumer sia su target business”, precisa infatti Galli, che intende ampliare lo studio proprio sulla parte business.

Numeri, dunque. Ma anche molto “vissuto”. Perché l’obiettivo dell’Osservatorio “On the Move” è misurare anche “la pancia” degli utenti, carpirne gli umori e, soprattutto, le aspettative. Si scopre così per esempio che oggi la mobilità ha un percepito dicotomico: sta per indipendenza, libertà e scoperta, da un lato; ma anche per caos, stress, inquinamento e, in definitiva, fatica dall’altro. “La buona notizia è che la mobilità di domani è sostenibile, ecologica e condivisa”, sorride Galli. Perché a cambiare sono i paradigmi stessi di consumo. Con il passaggio (progressivo) dal “possesso” all’“uso”.

Il fenomeno car sharing è però al momento prerogativa di poche grandi città. Milano, in primis. E ha ancora molto, moltissimo spazio di crescita. “Questo non significa che in futuro rinunceremo in toto all’acquisto di una auto, una bici o un qualsiasi altro mezzo di trasporto” specifica Galli. “Ne acquisteremo meno, questo sì. Ma quelle/i che acquisteremo avranno una valenza anche emotiva molto superiore a quella attuale”.
Sarà percepita addirittura come una stanza, la “nostra” stanza, all’interno del mondo che ci circonda. “Con tutto ciò che ne deriva in fatto di design, per esempio”, spiega Galli. “Con auto “tutte vetri”, con interni realizzati in materiali naturali, con accessori capaci di coinvolgere i nostri sensi”. Una bella scommessa per le case automobilistiche, l’industria del design e diversi altri attori tra cui le stesse istituzioni. E ovviamente per gli stessi automobilisti.

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ENTERTAINMENT

Doxa e ZeroStories lanciano B.E.E.R., strumento in grado di misurare l’efficacia del Branded Entertainment

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ZeroStories

Misurare l’efficacia dei progetti di branded content e branded entertainment, sempre più utilizzati nel marketing mix dalle marche, ma considerati ancora sperimentali. È l’obiettivo alla base di B.E.E.R. (Branded Entertainment Engagement Results), lo strumento sviluppato grazie alla collaborazione tra Doxa, la prima società indipendente di ricerca e analisi di mercato in Italia e ZeroStories, l’agenzia di branded content fondata da Matteo Scortegagna e parte del Gruppo Next 14.

Le due sigle hanno presentato Beer in occasione dell’incontro sul tema “Le regole del Gioco” organizzato da OBE (Osservatorio Branded Entertainment) all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

La ricerca nasce con l’obiettivo di mettere a fuoco i KPI più coerenti con gli obiettivi propri del branded entertainment, quali il livello di engagement generato dal contenuto e la conseguente ricaduta sulla percezione del brand e sull’intenzione di acquisto, rispondendo ad una precisa e sempre più frequente domanda del mercato che chiede la possibilità di valutare in modo complessivo e strutturato le ricadute del BE.

La ricerca è realizzata attraverso interviste cawi pre e post messa in onda del contenuto che vanno a individuarne le modalità di fruizione e il gradimento, per arrivare a generare due output finali: il BEI (Branded Engagment Index), ovvero il risultato indicizzato della performance del contenuto in termini di capacità di implementare i driver di brand, e il WEI, (Web Engagement Index), ovvero il risultato indicizzato di quanto e come si è parlato sul web del branded content.

“Questo tool – ha commentato Matteo Scortegagna, Co-Founder e CEO di Zerostories (nella foto) – è nato dal dialogo tra chi si occupa dell’ideazione di questo tipo di contenuti con chi si occupa poi di andare a valutarli e rappresenta una risposta importante a chi chiede più misurabilità e comparazione per i progetti di BE, per uscire dall’infanzia dei progetti speciali e rappresentare sempre più una leva strategica di comunicazione”.

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AZIENDE

Connexia, è un 2017 che vale 11 milioni di euro: la ricetta vincente e gli obiettvi per il 2018

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Treedom sceglie Connexia

Connexia, è un 2017 più che positivo: 11 milioni di euro i ricavi, con un +16% rispetto al 2016. Un 2017 premiante, quello della data driven creativity agency del Gruppo Doxa, in cui il posizionamento e gli investimenti in creatività e innovazione hanno pagato in termini di crescita del fatturato e numero di risorse dedicate.

Connexia si posiziona come una full service digital agency, con 8 linee di servizi che abbracciano l’intero processo comunicativo, dalla strategia alla creatività, dalla produzione alla distribuzione dei contenuti, dalla costruzione dei tool digitali alla misurazione di tutto il processo di marketing. Nel suo ventesimo anno di attività, l’agenzia milanese ha saputo consolidare l’innata capacità di intercettare e anticipare i trend, integrando dati, strategia, creatività e tecnologia.
E il mercato ha risposto premiando la flessibilità di Connexia e la sua capacità distintiva di fondere i processi di lavoro di stampo anglosassone con una creatività unica, tutta italiana. Ingressi di prestigio, quelli nel portfolio 2017: Decathlon, Fastweb, Conad e Mutti, solo per citare alcuni dei brand che hanno scelto Connexia come interlocutore unico e privilegiato nella definizione delle proprie strategie di comunicazione.

 

“I brand chiedono creatività, capacità di delivery e misurazione. Connexia, grazie a un approccio “realmente” data driven e full service, è stata in grado di mantenere la promessa” dichiara Paolo D’Ammassa, CEO di Connexia. “Chiudiamo il 2017 con una crescita a doppia cifra per il terzo anno di seguito, segno della solidità dell’azienda e di un team di 100 persone che hanno dato sempre il massimo. Quest’anno abbiamo scelto di investire nei talenti e nella nostra capacità di intercettare il cambiamento, rafforzando i due team creativi dell’agenzia e integrando nei nostri processi l’area innovation, a conferma del nostro DNA digitale e della grande attenzione che riserviamo a tutti i temi della digital transformation”.

 

La direzione strategica di Connexia, che Paolo D’Ammassa condivide con Massimiliano Trisolino, Chief Strategy Officer, e Letizia Giottoli, Chief Operating Officer, si conferma nei tre pillar del processo produttivo dell’agenzia: elevata qualità creativa, elevata qualità della delivery, elevata capacità di misurazione del dato. “Per il 2018 prevedo un ulteriore consolidamento del nostro posizionamento, con il proposito di continuare ad affiancare le aziende partner nei loro processi di cambiamento e di digitalizzazione della comunicazione e del business” chiosa Paolo D’Ammassa. “Nel Q1 puntiamo a finalizzare l’acquisizione di una casa di produzione per essere in grado di deliverare contenuti, foto e video quasi in tempo reale. A gennaio inaugureremo il sesto e ultimo piano del building Doxa, con uno spazio eventi dedicato e, dal prossimo mese di marzo, potremo disporre anche di uno studio di registrazione in-house”.

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BRAND STRATEGY

Doxa lancia il nuovo sito puntando su contenuti inediti e design all’avanguardia

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nuovo sito di Doxa

Doxa lancia il nuovo sito doxa.it innova la propria presenza digitale confermando una vocazione sperimentale e da apripista.

“Il nuovo sito è pensato per il futuro nel rispetto di una eredità lunga oltre 70 anni. Raccontiamo l’universo Doxa (We’re Doxa), la nostra storia (Heritage), le aree di business più strategiche (Industries + Research) e soprattutto le nostre competenze core al servizio di aziende e istituzioni (Expertise). E lo facciamo in modo chiaro puntando sulla qualità e sull’affidabilità che ci contraddistinguono e ci collocano da sempre al vertice del mercato di riferimento”, ha dichiarato Vilma Scarpino, amministratore delegato di Doxa.

Il nuovo sito comprende anche la sezione Updates con contenuti inediti e anticipazioni e/o approfondimenti di ricerche Doxa in grado di fotografare l’Italia tracciando urgenze e sogni, percezioni e aspettative, in una sorta di “specchio matematico” della realtà contingente. Nonché il segmento Press con una selezione delle principali pubblicazioni media online e offline che parlano della società italiana di ricerche di mercato con un focus sulle «uscite» di taglio corporate.

“Essenziale è stata anche la scelta del design, in una ottica di miglioramento continuo fronte grafica da tempo adottato nella messa a punto di tutti i nostri progetti e molto apprezzato dai clienti. Cruciale in questo senso è stata anche la scelta dei font, curati e assolutamente distintivi, in grado di rispecchiare il posizionamento aziendale. Il superamento del traffico mobile rispetto a quello desktop ha infine inciso sul miglioramento ulteriore del responsive design. Il sito è un sito mobile first. Appunto”, ha concluso Scarpino.

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BRAND STRATEGY

Crodino torna on air dal 2 aprile con un nuovo spot. Testimonial ancora Owen Wilson

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Crodino spot

L’appuntamento è domenica 2 aprile per il debutto on air dei nuovi soggetti dedicati a Medaglia e Millemiglia.

Da domenica 2 aprile fino a sabato 15 aprile, debuttano on-air, nel formato 30”, i nuovi soggetti dedicati ai personaggi Medaglia e Millemiglia. Contestualmente, dal 29 marzo, torna in TV anche “Il Rientro”, lo spot dedicato alle festività che ha sempre il biondo Owen Wilson come testimonial.

La rotazione dei tre flight prevede 3.170 passaggi sui principali canali generalisti, tematici e satellitari: Rai, Rai Spec, Mediaset, Mediaset Spec, La7, La7D, Sky Tematiche, SkyUno, Cielo, TV8, DMax, Real Time, Focus, Giallo, Paramount, Comedy. Inoltre, il flight Medaglia, nei formati 10” e 15”, prevede una presenza durante alcuni appuntamenti tv dedicati al calcio: Sky e Premium, Premium calcio, Sky calico, Rai e Rai Sport.

Il progetto, di J. Walter Thompson, porta la firma del Chief Creative Officer Sergio Rodriguez, dell’Art Director Pietro Lorusso e del Copywriter Salvatore Li Vecchi. Coordinatori del progetto: Barbara Maggioni, Account Director, Marco Daloiso, Account Executive, e Francesca Regali, Producer. La casa di produzione è BRW con la regia di Sebastien Grosset.

Inoltre Doxa ha effetuato una ricerca che svela quali siano le personalità più comuni che si incontrano nel bar della nuova generazione:

1. Al primo posto, con il 45%, il barista che fa da padrone in ogni situazione, a cui ruota tutt’intorno il microcosmo di personalità che ogni giorno varca la soglia del locale e che il 60% degli intervistati riconosce come il professionista capace di servire sempre con gentilezza e buonumore. Il 42% lo ritiene anche il personaggio più simpatico, a tal punto che, se il barista suggerisse di provare la novità del momento, addirittura l’89% degli italiani seguirebbe volentieri il consiglio.

2. Al secondo posto si posiziona il viaggiatore instancabile detto “Millemiglia”: infatti al 29% degli intervistati capita spesso di incontrare il globe-trotter che gira il mondo e ha sempre nuove avventure da raccontare. Capace di ammaliare tutti con le sue esotiche narrazioni, risulta essere anche il personaggio a cui il 37% degli intervistati afferma di sentirsi più simile. Forse perché è sempre un piacere parlare di viaggi e tempo libero, che è infatti l’argomento più gettonato al bar dal 62% degli italiani intervistati.

3. Il terzo posto è presidiato dall’allenatore da divano detto “Medaglia” (29%): sa tutto di sport ma non ne pratica alcuno ed è il personaggio a cui il 17% degli intervistati dichiara di assomigliare di più. Sarà perché lo sport (praticato ovviamente da altri!) è l’argomento d’intrattenimento che piace al 39% del campione coinvolto nella ricerca.

4. Al quarto posto si trova il bello del bar soprannominato “Sette bellezze” (16%): ogni conquista è un racconto, ma saranno tutte storie vere? Solo il 4% lo considera il più simpatico e il 6% dichiara di assomigliarci, quindi il dubbio che siano solo aneddoti inventati o incontri virtuali è lecito.

5. Al quinto posto c’è il supersportivo che si allena sempre detto “Maratona” (14%): quando non corre per la maratona, si allena per la prossima maratona e nei pochi momenti in cui non si allena, pensa, comunque, alla maratona. Nonostante la sua dedizione alla corsa occupi gran parte delle sue giornate, ha comunque conquistato un posto nella top 5 dei personaggi che si incontrano più spesso al bar, risultando però quello a cui solo il 9% dichiara di assomigliare.

Parallelamente, la ricerca rivela che al 57% degli intervistati capita di imbattersi al bar nel “mattatore”, ovvero in colui che è l’emblema della spontaneità, conosce tutto di tutti e si diverte a raccontarlo contagiando i presenti con la sua simpatia. Il vero e proprio “collante” e “pezzo forte” del gruppo con il quale non ci si stanca mai di trascorrere del tempo.

Ma oltre che di viaggi e sport, di cosa parlano gli italiani al bar? Le conquiste e questioni sentimentali sono in discesa con il 31%, mentre si preferisce parlare di politica (34%) e di gossip (35%).

Un quadro interessante, quello emerso dalla ricerca, che delinea curiosità e personalità dei “5 personaggi da bar” più caratterizzanti. 5 personaggi che risultano anche i 5 protagonisti della nuova campagna di comunicazione Crodino, composta da altrettanti soggetti e resa irresistibile da battute e scene ironiche perfettamente in linea con il brand.

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AZIENDE

I 70 anni di Doxa: 41,1 milioni di euro di fatturato e grandi progetti per il futuro

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Doxa festeggia 70 anni

Era il 1946 quando il professor Pierpaolo Luzzatto Fegiz scelse il nome simbolo per l’azienda che avrebbe fondato: Doxa, etimologicamente dal greco antico “opinione”. Da allora sono trascorsi 70 anni e Doxa festeggia il suo anniversario, per l’occasione ha deciso di aprire per la prima volta i propri archivi fatti di centinaia e centinaia di ricerche inedite raggruppate solo in parte nei suoi bollettini di carta ormai ingiallita, uno per ogni anno, dal 1946 al 1999, quando tutto venne definitivamente digitalizzato, capaci di passare l’Italia intera ai raggi X.  Si tratta perlopiù di ricerche non commissionate ma realizzate per volontà di Doxa che ci restituiscono vizi e virtù di un Paese in continua evoluzione.

Nel 1956 Ennio Salamon, ne divenne ben presto direttore generale e vero deus ex machina. E come una consecutio temporum, anche per motivi affettivi, sua figlia Marina Salamon l’ha acquisita nel 1991  e oggi detiene il  90% di proprietà. L’altro 10% del capitale è in mano a Vilma Scarpino, anche lei entrata giovanissima come ricercatrice e oggi amministratore delegato. La terza donna al vertice dell’azienda è Adriana Calella, direttore finanziario e risorse umane.

Oggi Doxa  con ben 70 anni di esperienza alle spalle si presenta come prima società di ricerche di mercato in Italia, si è sempre posizionata ai vertici del mercato di riferimento in termini sia dimensionali sia di qualità e di affidabilità. Indirizzando e supportando con rigore scientifico assoluto le scelte strategiche di aziende, istituzioni ed enti non governativi. Perché sapere è potere.

Doxa si presenta come un gruppo consolidato a cui fanno capo anche Doxa Duepuntozero, specializzata nella gestione di panel web, web monitoring e indagini online, Doxapharma, attiva nelle ricerche in campo farmaceutico e medico-clinico, e Connexia, protagonista nella comunicazione digitale. La società, con quartiere generale a Milano, archivierà il 2016 con un fatturato consolidato a quota 41,1 milioni di euro (+41% sul 2011), ottima marginalità e 246 dipendenti (+86 sul 2011).

Il nostro merito è di avere puntato soprattutto su due fattori: le risorse umane e l’innovazione generata dall’avvento delle tecnologie digitali con acquisizioni mirate proprio in quell’area e società create ex novo per presidiare un mercato in costante cambiamento”, commenta Marina Salamon, (nella foto) che controlla Doxa attraverso la sua holding di partecipazioni Alchimia. E anticipa: “Nel medio termine intendiamo fare ulteriori investimenti e non escludo operazioni straordinarie volte a rafforzare ulteriormente la nostra posizione di leadership”.

Doxa ha integrato da tempo le ricerche di mercato con i big data, gli analytics, il marketing e la comunicazione. E punta ad allargare ulteriormente il proprio raggio d’azione. “Ma il rigore scientifico resta il nostro mantra” interviene, Vilma Scarpino. E mette l’accento su ciò che ha fatto grande Doxa: la capacità dei ricercatori di leggere la realtà. Sempre. Spaziando dai grandi studi di scenario alle analisi di misurazione, fino agli approfondimenti quali-quantitativi sui brand, sui prodotti, sulla distribuzione e sulla comunicazione. Con un focus sempre più digitale. Appunto.

Doxa  è anche membro fondatore di WIN-GIA, The Worldwide Indipendent Network of Market Research / Gallup International Association, un network di istituti di ricerca indipendenti presente in oltre 75 Paesi. Il presidente di WIN-GIA è Vilma Scarpino, amministratore delegato di Doxa.

 

 

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AZIENDE

Connexia si aggiudica il personal branding di Margot Zanni, co-founder Dalani

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Connexia si aggiudica il personal branding di Margot Zanni, creative director e co-founder Dalani

Dalani.it, con il suo team di esperti di arredamento e decorazione, sceglie Connexia, digital experience agency del Gruppo Doxa, per il personal branding di Margot Zanni, ex giornalista appassionata di design che ha portato al successo la piattaforma dedicata all’home&living selezionando personalmente i migliori prodotti italiani e internazionali, intercettando trend e atmosfere, premiando designer emergenti.

Obiettivo, supportare la Creative Director e co-founder di Dalani.it in tutte le opportunità di visibilità, le attività di incremento della propria awareness e le iniziative finalizzate al consolidamento della propria posizione di opinion leader nel mondo dell’interior design attraverso la promozione del gusto personale e della raffinatezza di proposte e selezioni.

Dalani.it ha scelto inoltre di affidarsi a Doxa, azienda leader per le ricerche e le analisi di mercato, per condurre un’analisi approfondita del consumatore nell’home&living digitale, con particolare focalizzazione sulle abitudini comportamentali e di acquisto nel mercato dell’arredamento online.
I risultati della ricerca sono stati presentati lo scorso luglio a Milano durante i lavori del Convegno Dalani @Home 2.0.

“Sono davvero entusiasta di questa nuova collaborazione. Con il contributo di Connexia spero di individuare nuovi canali attraverso cui sviluppare ulteriormente lo storytelling e trasferire a quante più persone possibile la passione, il gusto e lo stile che sono diventati le caratteristiche principali di Dalani.it” afferma Margot Zanni, Creative Director di Dalani Home & Living.
“E’ sempre fonte di soddisfazione, oltre che un piacere, poter annunciare la collaborazione con una personalità creativa e rilevante nel panorama dei trend setter italiani come Margot Zanni, che ha contribuito a dar vita allo shopping club più originale e popolare dell’home&living nazionale” dichiara Simone Cremonini, Client Services Director di Connexia. “Siamo certi che la nostra esperienza nel settore lifestyle si rivelerà fondamentale per consolidare e accrescere ulteriormente la personal awareness di Margot, il vero ”core” di Dalani.it”.

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AGENZIE

Alcantara sceglie Connexia per la gestione dei suoi canali social

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alcantara

Connexia, la digital experience agency milanese del Gruppo Doxa, si aggiudica la gara per la gestione delle attività di social media marketing di Alcantara, brand che è garanzia di qualità ed eccellenza italiane nel mondo.

A Connexia, l’incarico di mettere a punto la strategia social multicountry di Alcantara, con l’obiettivo di rafforzare l’identità digital del marchio e aumentare le performance dei canali in termini di awareness ed engagement.

“Siamo molto orgogliosi di avere l’opportunità di collaborare con un brand straordinario, per unicità, qualità e versatilità del prodotto, come Alcantara”, dichiara Simone Cremonini, Client Services Director di Connexia (nella foto). “Supportare le azioni strategiche e il presidio dei canali social di un marchio che incarna le caratteristiche di estetica elegante e raffinata, piacevolezza tattile e comfort, affidabilità e resistenza, nonché 100% Carbon Neutral, sarà per noi uno stimolo eccezionale a far bene”.

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Profondamente rinnovata l’ edizione 2016 della ricerca “Junior” di Doxa Kids

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doxa kids

Bambini e ragazzi rappresentano in Italia una fascia di mercato molto significativa, non solo perché nella fascia di età 5-13 anni ci sono oltre cinque milioni di soggetti, ma soprattutto per la capacità di bambini e pre-teen di influenzare lo stile di vita di tutta la famiglia, intervenendo attivamente nella scelta di prodotti e servizi che un tempo erano esclusivo appannaggio degli adulti.

Doxa, con la propria business unit Doxa Kids traccia da anni (la prima edizione della ricerca risale al 1989) i comportamenti di tale target e, in occasione del lancio dell’edizione 2016 della ricerca Junior sul target 5-13 anni, propone alcuni moduli innovativi per offrire una visione ancora più ricca di un “pianeta bambino” che è sempre più intriso di digitale, ma con forti radicamenti nel gioco, nei libri e nella televisione.

“Da alcuni anni assistiamo alla crescente attenzione di molte aziende per il target di bambini e ragazzi, sempre più spesso effettivo tramite per dialogare con le loro famiglie, oltre che obiettivo diretto di molte iniziative”, spiega Vilma Scarpino, Amministratore Delegato di Doxa (nella foto) “I mercati delle industrie dedicate a giovani e giovanissimi hanno retto, meglio di altri, gli anni di crisi; addirittura, in alcuni casi, in controtendenza, abbiamo assistito a fenomeni di crescita davvero importanti. Pensiamo ad esempio al numero di film per ragazzi disponibili ogni settimana nelle sale e al loro crescente successo al box-office, al mercato dell’editoria per giovanissimi, in crescita da almeno quattro anni, alle emittenti tv, con l’affermarsi di un’offerta unica per numero di canali dedicati e ricchezza della programmazione. Ancora, al mercato del giocattolo, da due anni con segno positivo, all’industria dei videogame, al mercato dei device digitali e ai servizi loro correlati, come ad esempio le tariffe mirate, l’offerta di piattaforme per il consumo, in modalità non lineare, di serie tv e film. Mercati e settori sempre più complessi e tra loro interconnessi”.
“La nostra esperienza e il know-how maturato su questi target è al servizio anche di aziende che non puntano specificamente al mercato dei ragazzi, ma lo osservano con attenzione e curiosità”, continua Vilma Scarpino. “Possiamo infatti aiutarle a comprendere meglio il pubblico dei consumatori più giovani e consigliare loro modi e strumenti per commercializzare nella maniera più efficace i propri prodotti e servizi anche grazie ai suggerimenti dei più piccoli. Al tiguardo, la nuova edizione di Junior 5-13 rappresenta un deciso passo avanti e offre strumenti di analisi davvero innovativi”.

“La nostra business unit è nata un paio di anni fa, dall’esperienza pluriennale di Doxa, per rispondere con un servizio mirato alle esigenze delle aziende attive in questi mercati” aggiunge Fabrizio Savorani, Senior Advisor di Doxa Kids. “Abbiamo aggiornato l’offerta dei servizi, lavoriamo su scala internazionale e abbiamo costituito un team ad hoc per rappresentare il punto di riferimento nella consulenza di marketing per le industrie kids, ma anche per le aziende che desiderano un consiglio qualificato su come indirizzare la propria offerta a bambini, ragazzi e famiglie. Supportiamo le aziende nel processo di innovazione, scrivendo con loro la formula magica che trasforma gli insight in idee di prodotto uniche e attività di marketing e comunicazione di successo. Negli ultimi due anni il numero dei nostri clienti è triplicato e tra loro oggi annoveriamo multinazionali dell’entertainment e del giocattolo come Walt Disney, Lego, Mattel o SpinMaster, nonché le principali aziende del publishing, come DeAgostini, Atlantyca, Feltrinelli, Panini, Mondadori, Salani, RCS. Tra i nostri lavori più recenti possiamo inoltre citare anche quelli per aziende che operano in settori molto diversi tra loro, dallo sport al retail, dalla creazione di contenuti alla scuola, come AC Milan, Burger King, Juventus FC, Bolton Alimentari, F.i.l.a., Smemoranda, Vodafone, Leolandia, Franco Cosimo Panini e molti altri ancora”.

“L’edizione 2016 di Junior verrà realizzata nel prossimo autunno ma il progetto, già disponibile, permette di apprezzarne alcune consistenti novità”, sottolinea Cristina Liverani, Quantitative Research Manager di Doxa Kids. “Alla solida e storica ricerca di base – che prevede 1.500 interviste personali a un campione rappresentativo della popolazione di bambini e ragazzi di 5-13 anni – si affiancano quattro moduli speciali. Un’evoluzione dell’impianto che si rende necessaria per le evidenze su numerosi cambiamenti in atto nella società i cui effetti sono sempre più evidenti di anno in anno.
Abbiamo perciò deciso di far crescere la nostra Junior 5-13 implementando il nuovo modulo di ricerca Junior Smart Family, pensato su un campione di 500 genitori del panel on-line di Doxa, chiamati a rispondere alle molte domande sui consumi e abitudini della famiglia italiana per intercettare gusti e tendenze di quella fascia di popolazione più innovativa e aperta al cambiamento. Risposte a nuove domande, rivolte a un target di genitori particolarmente coinvolto e smart”.
“Fondamentale anche il modulo “nuovi italiani”, che traccia i contorni di consumi e abitudini di 800.000 minori figli di immigrati e iscritti nelle scuole italiane”, conclude Liverani. “Rappresentano una nuova Italia che non conosciamo bene. Ha radici diverse? Abitudini differenti? Un target nuovo, che presenta, nei segmenti più integrati, parallelismi importanti con la popolazione italiana, dal punto di vista dei consumi e della fruizione dei media o del gradimento dei personaggi noti. Infine, sulla scorta di numerosi stimoli pervenutici direttamente dal mercato, prevediamo la compilazione, da parte di due campioni omogenei di oltre 500 famiglie, di un diario entertainment (TV, smartphone, tablet, console, gaming etc) e di un diario consumi alimentari settimanale, grazie al quale siamo in grado di descrivere i comportamenti reali: quali elementi influiscono sulle scelte alimentari per bambini e ragazzi, il livello di penetrazione dei vari prodotti nei 5 pasti della giornata, le informazioni sull’origine dei prodotti consumati e molti altri elementi utili a definire contesti e abitudini”.

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AZIENDE

Doxa & Connexia lanciano #ReThink

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rethink

#ReThink è la nuova offerta di digital transformation a firma Doxa e Connexia per promuovere il cambio di mindset nelle aziende; offerta articolata in quattro moduli – Innovation Workshop, Business Hack, Business Competition e Transformation Experience – interamente pensata per le figure manageriali aziendali, per accompagnarle ma anche spronarle ad un profondo cambiamento di approccio al mercato e di mentalità rispetto ai criteri di gestione del business.
Perché il business corre velocissimo, così come i competitor. Doxa e Connexia possiedono l’esperienza e le competenze digitali, la capacità di interpretare dati e contesti, la flessibilità di team di lavoro interdisciplinari:elementi-chiave di ogni sfida che vada nella direzione del cambiamento che le aziende sono inevitabilmente chiamate ad affrontare per restare con successo sul mercato.

ReThink rappresenta quindi un invito a ripensare business model, customer experience e comunicazione aziendale.  L’offerta si articola  in quattro moduli, indipendenti l’uno dall’altro, tutti in grado di guidare il management aziendale attraverso quelle trasformazioni di pensiero e processo che da sempre necessitano di estreme capacità di analisi e di grande visione.

Innovation Workshop: uno stimolo verso l’inspirational thinking, per spingere il management a pensare in maniera disruptive, attraverso contaminazioni sull’innovation culture di player come Facebook e Uber e la condivisione degli insight legati a logiche e dinamiche proprie delle organizzazioni esponenziali.

Business Hack: vero e proprio hackathon, due giornate di lavori che coinvolgono i collaboratori dell’azienda nell’analisi di gruppo e nel confronto sul business per generare nuove idee e nuovi modelli di sviluppo attraverso la condivisione di obiettivi e tecniche.

Business Competition, sia interna sia esterna all’azienda, per stimolare il pensiero digitale e disruptive dei manager. Si tratta di competizioni della durata massima di due mesi, che coinvolgono team numericamente ristretti incentivati da un premio finale destinato al gruppo di lavoro che avrà saputo distinguersi per originalità, efficacia e sostenibilità della proposta.

Transformation Experience, un vero e proprio digital safari nella Silicon Valley che coinvolge i partecipanti organizzando per loro una full immersion di incontri, workshop e occasioni di confronto con i maggiori player che la digital transformation hanno saputo intercettarla e guidarla, per far vivere in presa diretta il cambiamento e offrire un differente punto di vista che sia di ispirazione nella trasformazione delle organizzazioni aziendali.

# ReThink è basata su casi di successo già realizzati con Welcome Travel, illycaffè e Yamaha, che arricchisce ulteriormente l’offerta del Gruppo e rappresenta un veicolo importante per approcciare le più importanti realtà industriali del Paese”, spiegaVilma Scarpino, CEO di Doxa.

“I processi di trasformazione digitale impattano su ogni tipologia di business”, aggiunge Paolo D’Ammassa, CEO di Connexia. “La sfida è cominciata e i cambiamenti sono in atto. Noi abbiamo esperienza e competenze per aiutare le organizzazioni aziendali e i loro manager a cogliere tutte le opportunità e a calcolare i rischi connessi all’innovazione”.

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NUMBER

L’internet advertising in Italia a quota 2,4 miliardi di euro nel 2016

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osservatorio

Dopo molti anni di contrazione, il mercato italiano dei Media (pay tv e advertising) chiude il 2015 a quota 15,3 miliardi di euro, in linea con il valore 2014. Mentre la Tv chiude in pareggio e la Stampa registra un calo del 5%, gli Internet Media crescono dell’11% arrivando a valere quasi 2,3 miliardi di euro. Il 95% di quest’ultimo mercato è legato alla pubblicità; la restante parte è legata all’acquisto da parte degli utenti italiani di news online e di servizi in abbonamento legati a Video e musica in streaming. Nel 2016 ci si attende che gli Internet Media mantengano lo stesso andamento, con un trend di crescita analogo all’anno precedente.

Questo è quanto emerge dai dati presentati oggi da Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano in occasione del convegno “Internet Media: il dato è tratto”.

“Il mercato pubblicitario complessivo nel 2015 vale 7,4 miliardi di euro, in leggera crescita (+3%) rispetto al 2014”, precisa infatti Marta Valsecchi, Direttore dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano. “L’Internet advertising ha raggiunto i 2,15 miliardi di euro (+11%), rafforzando così la sua posizione di secondo mezzo pubblicitario italiano con una quota del 29% (rispetto al 27% nel 2014), alle spalle della Televisione, che continua a valere il 49% (50% nel 2014) ma sempre davanti alla Stampa che scende al 17% (18% nel 2014) e alla Radio (stabile al 5%). Nel 2016 abbiamo stimato che l’Internet advertising crescerà ancora di circa l’11% avvicinandosi ai 2,4 miliardi di euro”.

“I dati confermano un media mix diverso da quello osservato in Europa, dove la Stampa continua ad avere un ruolo ben più rilevante che in Italia, attestandosi su una quota pari al 25%, a scapito della Televisione che vale il 33%, e dove Internet nel 2015 è diventato il primo mezzo (36% di quota), in particolare grazie al mercato UK nel quale l’advertising online pesa il 43% del totale mezzi4”, sottolinea Daniele Sesini, General Manager di IAB Italia.

“I due terzi del mercato dell’Internet advertising in Italia sono riconducibili ai grandi Over The Top internazionali (e in particolare a Google e Facebook)”, aggiunge Valsecchi. “che crescono del 16% nel 2015 e del 12% nel 2016, grazie, soprattutto, ai numeri di audience raggiunti, alla semplicità nella pianificazione e all’ampia disponibilità di dati profilati. Audience, dati e tecnologia stanno, quindi, diventando i principali ambiti di competizione nel mercato pubblicitario online”.

I formati pubblicitari online: la crescita è trainata dai Video
La Display advertising, principalmente banner e Video, resta la componente dominante (57% nel 2015 e 59% nel 2016), raggiungendo un valore di 1,2 miliardi nel 2015 (+15% sul 2014) e di 1,4 miliardi di euro nel 2016 (+13% rispetto al 2015). Per l’acquisto di visibilità nei motori di ricerca (Search), nel 2015 sono stati spesi 702 milioni di euro, in crescita del 5% e si prevede un’ulteriore crescita del 3% nel 2016 fino a superare i 720 milioni.

All’interno della Display advertising, il Video advertising stimiamo crescerà del 34% nel 2016 arrivando a quasi 490 milioni di euro, dopo aver ottenuto già nel 2015 una crescita del 25% e un valore assoluto di 364 milioni di euro. Questo valore è la somma di due componenti: da un lato, la raccolta derivante da YouTube e dai Social network, che nel 2015 vale circa i due terzi del totale Video e cresce del 40% circa; dall’altro lato, la raccolta sui siti degli editori/Media Company italiani e sui portali verticali, che vale un terzo del totale ed è complessivamente stabile in valore assoluto nel 2015.

“Per la prima volta, abbiamo stimato anche il valore di mercato del Native advertising: in senso stretto, ossia considerando solo i formati cosiddetti Recommendation Widget e In-feed Unit, stiamo parlando dell’1% del totale mercato Internet advertising”, afferma Andrea Lamperti, Direttore dell’Osservatorio Internet Media. “Se consideriamo però l’accezione più ampia, includendo anche la Search, il Classified, i post sponsorizzati all’interno dei Social network e i lavori realizzati a quattro mani con l’editore (come i pubbliredazionali e gli advertorial indicati come contenuto sponsorizzato) scopriamo che il mercato del Native advertising in Italia vale già più della metà del totale (56% nel 2015)”.

I device: un quarto del mercato Internet advertising è Mobile
Nel 2015 l’Internet advertising su Smartphone è cresciuto del 54% arrivando a 452 milioni di euro, mentre quello legato alle App per Tablet è cresciuto del 35% arrivando a quota 84 milioni. I trend positivi sono previsti anche per il 2016: “Lo Smartphone è il device con il maggiore impatto sulla crescita complessiva del mercato: crescerà con un tasso pari al 48% nel 2016, a causa del costante e continuo spostamento dell’audience su questo canale. Arriverà così a valere quasi 670 milioni di euro con un peso pari al 28% dell’Internet advertising complessivo: il 95% dei circa 230 milioni di aumento rispetto al 2015 verranno raccolti qui”, afferma Lamperti. “Il Tablet (solo App) rimane marginale (5% del mercato pubblicitario online nel 2016), ma cresce del 45%. I due canali Mobile quindi passano da circa un quarto (nel 2015) ad un terzo del mercato pubblicitario online (nel 2016)”.

Il Programmatic advertising varrà il 22% della Display advertising nel 2016
Il Programmatic advertising, dopo essere cresciuto nel 2015 del 113%, fino a valere 234 milioni di euro, l’Osservatorio prevede che nel 2016 crescerà poco più del 30%, superando i 300 milioni di euro: la crescita è inferiore alle stime di fine 2015, anche perché gli investitori stanno cercando di valutare i benefici di queste piattaforme, vista l’entità non irrisoria delle fee tecnologiche e dei costi di gestione. L’incidenza sul totale Display adv inizia ad essere rilevante: 22% nel 2016.

I Video crescono anche tra i contenuti pay
A differenza dell’advertising, il mercato dei Media a pagamento registra un segno negativo nel 2015 (-3%), per un valore assoluto di 7,9 miliardi di euro. Inoltre, la componente derivante da Internet vale poco più dell’1% del totale, ossia 112 milioni di euro. La crescita del mercato Internet Media pay nel 2015 è del 24%. In particolare, la spesa dei consumatori (al netto IVA) per i contenuti Video online (SVOD, abbonamenti di contenuti Video On Demand) cresce del 27% e vale poco meno della metà del totale mercato Internet Media a pagamento; seguono i ricavi pay online legati alle news, che pesano poco più del 30%, ma calano del 2%. Completano il quadro i ricavi per gli abbonamenti a servizi musicali, che valgono oltre il 20% del totale e crescono dell’87%.

I dati sul comportamento degli utenti Internet italiani confermano i trend in atto. “I Video si stanno affermando come formato privilegiato di consumo dei contenuti Media”, ribadisce infatti Guido Argieri, Telco & Media Director di Doxa. “L’80% degli utenti Internet guarda Video brevi online, soprattutto attraverso YouTube (74% degli utenti internet) e Facebook (50%) ma anche da siti e App dei quotidiani (14%). La presenza dei Video aumenta il tempo speso online: in particolare, grazie ai Video il 31% del campione passa più tempo sui siti dei quotidiani, mentre il 29% su Facebook. Online vengono visti anche film e programmi Tv dal 46% degli utenti Internet; stiamo parlando soprattutto di serie Tv, film meno recenti ma anche film appena usciti al cinema. Infine abbiamo stimato che 3,2 milioni di italiani utilizzano un servizio in abbonamento per contenuti Video online (TIMvision, Infinity, Sky Online e Netflix); tale valore include anche chi sta provando gratuitamente questi servizi”.

 

 

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BRAND STRATEGY

Doxa e Connexia lanciano Brand ON, una nuova piattaforma per la social data analysis

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Connexia e Doxa lanciano Brand ON

Doxa e Connexia uniscono le forze per BRAND ON, una piattaforma che permette a marketer & communication manager di conoscere, approfondire e derivare insight dai comportamenti delle audience di riferimento sui social network.

Il framework, sviluppato a quattro mani dagli analisti di Doxa e Connexia, si compone di quattro moduli complementari:

• BRAND PERCEPTION – know your digital sentiment: un’istantanea del sentiment del brand, scattata identificando le conversazioni attinenti, analizzando il conversato, verificando il sentiment di prodotti e servizi.

• BEHAVIOR ANALYSIS – know your social audience: un’analisi puntuale degli utenti attivi e con interesse effettivo verso il brand.

• SOCIAL CRM – know your customer: una conoscenza sempre più approfondita di clienti/fan, fondamentale per studiare azioni di comunicazioni mirate, effettuare review editoriali periodiche identificando argomenti di sicuro interesse per le audience di riferimento, pianificare, grazie all’analisi dei cluster di utenti, azioni di adv customizzata attraverso lo strumento delle custom audience.

• SOCIAL INTELLIGENCE – know your industry: un’analisi oggettiva comparativa per determinare le performance dei competitors identificati, valutarne il posizionamento sul mercato, la social media strategy, le iniziative di fidelizzazione.

La piattaforma di social data analysis, che integra perfettamente le competenze di Doxa e Connexia, consente infatti di definire i cluster di utenti e perfezionare i target di riferimento per mettere a punto strategie di ADV e contenuti sempre più efficaci, ottenendo così dati e insight che permettono di esplorare nuove aree di business.

“Analizzare le conversazioni online e i comportamenti di clienti, brand lovers e prospect sulle proprie social properties vuol dire conoscere sempre più a fondo il proprio brand, le abitudini dei propri consumatori, i competitor e la reale perception delle audience in modo da definire efficaci strategie di comunicazione on e off line – dichiara Vilma Scarpino , CEO di Doxa – BRAND ON offre alle marche un reale vantaggio competitivo poiché garantisce di intercettare, analizzare e capitalizzare il differenziale distintivo di ciascun brand rispetto al mercato di riferimento.”

“I marketers ci chiedono strategie di marketing e comunicazione basate sui dati e non sulla pancia del direttore creativo. – spiega Paolo D’Ammassa, CEO di Connexia – Brand On è la nostra risposta al mercato, che rafforza il legame con Doxa e rappresenta la naturale conferma del nostro approccio distintivo: riservare massima attenzione ai differenti cluster e ai loro comportamenti, settando le azioni di comunicazione e di marketing sulla base di analisi e dati oggettivi. Dall’affinity di brand, per esempio, è possibile intercettare link tra una marca e l’altra, analizzare il comportamento dell’utenza e costruire iniziative di co – marketing davvero efficaci. Una possibilità di orientamento di strategie e azioni destinata a diventare il vero valore aggiunto per i brand”.

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AZIENDE

Kids Marketing Days: cresce il peso di licensing e promozioni

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È iniziato oggi e continuerà anche domani Kids Marketing Days presso la sede di Doxa di via Panizza 7 a Milano. Un appuntamento prezioso per approfondire la conoscenza di un target volubile, difficile da sorprendere, informatissimo e molto esigente. Bambini e ragazzi dai 5 ai 16 anni, che hanno acquisito un crescente potere nel definire i gusti e le preferenze della famiglia, fino ad agire come effettivi decision maker.

All’interno di Kids Marketing Days saranno discusse le più recenti innovazioni nel campo del licensing e delle promozioni, le due possenti “catapulte” che proiettano le strategie di marketing verso il successo.
Come dimostra il successo dei Rollinz Star Wars di Esselunga sono infatti special promotion, short collection, giochi online, gamification, conquistano e avvincono il giovane target soprattutto quando sono abbinate ai collezionabili di character e personaggi famosi, o supportate dall’impiego di testimonal la cui forza seduttiva non è arginabile, tanto che alcune campagne promozionali della gdo, basate su personaggi di film di animazione, hanno avuto riscontri di milioni di pezzi distribuiti.

Il licensing muove consistenti investimenti che hanno ricadute sull’industria cinematografica (in genere, ma soprattutto d’animazione), sull’editoria, sui giochi (perfino quelli tradizionali) e su molti altri settori che non si limitano ad applicare un marchio, o un personaggio famoso su un prodotto, ma creano nuove alleanze produttive e distributive. L’industria del licensing negli USA ha fatturato, nel 2014, circa 94 miliardi di dollari a cui si aggiungono 62 miliardi di dollari nel resto del mondo (fonte Licensing Letter). In Italia, globalmente il mercato del licensing è vicino ai 9 milioni di euro di fatturato.

Oggi si è discusso del potere degli influencer di YouTube sempre più ambiti dalle grandi marche per comunicare ad un target e sono state esaminate le tecniche e gli strumenti che l’industria di marca e la distribuzione hanno a disposizione per intercettare, trattenere e intrattenere i target più giovani e i loro genitori.

Del ricco programma di domani, segnaliamo:

Giovedì 3 marzo
10:00 – 11:30
Workshop
“The digital family”.
Partecipano
Cristina Liverani, Research Manager Doxa Kids
Barbara Forresi, Psicologa e responsabile Centro Studi Telefono Azzurro
Roberto Corbellini, marketing manager LEGO
Contenuti
Circa l’80% delle famiglie con ragazzi tra i 5 e i 13 anni possiede un PC (erano la metà nel 2000), il 60% dei ragazzi usa da solo il PC; questo dato è in crescita su tutte le fasce di età. La penetrazione del tablet è cresciuta e ha raggiunto ormai circa 1/4 delle famiglie italiane. Ma è lo smartphone a godere della performance più eclatante. Ben oltre l’80% dei ragazzi tra i 12 e i 13 anni oggi ha un cellulare personale e oltre il 60% ha ormai uno smartphone. (Dati Doxa Kids – Doxa Junior). È in questo scenario che si devono muovere genitori e aziende. Tutti ponendo attenzione a ciò che i ragazzi possono fare con i device a loro disposizione oggi, talvolta in piena indipendenza. In questo contesto digitale si comunica con i ragazzi in modalità sempre più immediata, i giocattoli tradizionali acquisiscono nuove potenzialità e nuova vita, nuove forme di intrattenimento emergono. Le testimonianze di questo workshop e altri dati forniranno uno spaccato della nuova famiglia italiana.

12:00 – 13:30
Workshop
“I personaggi della fantasia: nascita, sviluppo e successi planetari. Dalla creazione della property alla sua diffusione nel cinema, sugli schermi, nel publishing, nell’entertainment”.
Partecipano
Stefano Salis, Executive Director Warner Bros Consumer Products Italy
Mauro Lepore, Division Director Disney Licensed Products
Fabrizio Savorani, Senior Advisor Doxa Kids
Contenuti
Character is the king. Negli ultimi anni il numero di film per bambini e ragazzi è andato crescendo esponenzialmente. Il numero di canali televisivi dedicati ai ragazzi anche. Il publishing gode di buona salute, in particolare quello rivolto ai bambini in età pre-scolare e ai cosiddetti “young adults”. App e i videogame sono ormai capaci di generare proprietà intellettuali di successo pluriennale. Di conseguenza, il licensing ne trae beneficio così come tutte le aziende che lo sanno sfruttare al meglio. Come si genera un character di successo e, soprattutto, di quali piattaforme deve beneficiare per raggiungere quella dimensione di notorietà adeguata a farne un fenomeno capace di suscitare passione nel pubblico e risultati economici per tutti i protagonisti della filiera?

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