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Coppa del Mondo Fifa 2018 e 2020, MP & Silva lancia in Italia la vendita dei diritti media

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Coppa del mondo 2018

Incaricata dalla FIFA per la vendita dei diritti media in Italia della Coppa del Mondo FIFA 2018 e 2022, MP & Silva è attualmente impegnata nel facilitare i diritti di trasmissione tradizionale e digitale ed è aperta a manifestazioni di interesse da parte di potenziali offerenti.

Con il supporto della FIFA, MP & Silva discuterà nei prossimi mesi una serie di pacchetti di diritti con i media partners. La gara di apertura della prossima Coppa del Mondo è in programma allo stadio Luzhniki di Mosca il 14 giugno 2018. Il sorteggio della fase finale si svolgerà invece il prossimo 1° dicembre 2017 presso il Palazzo del Cremlino a Mosca.

A proposito della distribuzione dei diritti della Coppa del Mondo FIFA in Italia, il CEO di MP & Silva Jochen Lösch dichiara: “La Coppa del mondo Fifa è il culmine del calendario mondiale del calcio, e so che i tifosi italiani sono molto fiduciosi sulle possibilità della loro squadra di partecipare e di avere successo in Russia e quattro anni più tardi in Qatar. Attendo con ansia di impegnarmi con le emittenti italiane per garantire agli appassionati italiani di tifare per la loro squadra”.

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Appuntamento il 29 maggio con la seconda edizione dei Diversity Media Awards

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Diversity Media Awards 2017

Fare la differenza senza fare differenze: cresce tra enti e aziende l’interesse a sostenere e a partecipare ai Diversity Media Awards 2017, che si assegnano lunedì 29 maggio 2017 nella serata di gala con charity dinner all’UniCredit Pavilion di Milano. La seconda edizione dei Diversity Media Awards, il riconoscimento che premia i personaggi e i migliori contenuti media (cinema, tv, radio, web, pubblicità, stampa, tg) che nel 2016 hanno contribuito a una rappresentazione valorizzante delle persone e delle tematiche LGBTI, hanno raccolto un convinto sostegno da un gran numero di istituzioni, aziende e partner: il patrocinio della Commissione europea, dell’Ambasciata del Canada e del Comune di Milano; le partnership con American Express, Eataly, Google, Discovery Italia, Lierac, Diesel, Piaceri d’Italia, eBay, Condé Nast Live, Assocom, FICO Eataly World Alice Ristorante, Edge, Dexter, Smemoranda, Focus Management, Mongini Comunicazione, la collaborazione con l’Osservatorio di Pavia e con GLAAD, celebre associazione no-profit in prima fila dal 1985 negli USA per i diritti LGBTI.

L’evento, ideato dall’associazione no-profit Diversity presieduta da Francesca Vecchioni, è realizzato da YAM112003, che cura la produzione dell’evento, dello show e dello speciale televisivo. La serata, condotta da Fabio Canino e Carolina di Domenico e trasmessa su Real Time (Discovery Italia) mercoledì 7 giugno, alle ore 21.10, vede tra gli ospiti Lino Banfi, Ermal Meta, Paola Turci, Javier Zanetti, Malika Ayane, Paolo Genovese, Edoardo Leo, Syria, Ivan Cotroneo, Roberto Vecchioni, Ilaria Dallatana, Gino Strada, Ilenia Lazzarin, Paolo Sassanelli, Debora Villa, Oscar Farinetti, Michelangelo Tommaso, Matteo Bordone, Daniele Gattano, Antonio Ornano, Drusilla Foer, Carla Gozzi, Giacomo Mazzariol, Julian Hargreaves, oltre a numerosi contributi video, fra cui quello di Roberto Saviano; un prestigioso parterre per la premiazione del “Personaggio dell’anno” fra Maria De Filippi, Jovanotti, Luciana Littizzetto, Roberto Mancini, J-AX, Rachele Bruni e i vincitori di tutte le altre categorie, che vedono fra i nominati Michele Bravi, Lodovica Comello, Zerocalcare, Cleo Toms, Perfetti sconosciuti, Italia’s Got Talent, Un medico in famiglia, Gomorra, Un posto al sole, Stato civile, Uomini e donne, Pinocchio, Modern Family, Lateral.

Tre i premi assegnati da Diversity ai protagonisti dell’informazione: Miglior TG, Miglior Articolo di Informazione e Miglior Articolo di Costume. Un riconoscimento speciale, il Premio Media Young, è invece assegnato dalle ragazze e dai ragazzi delle scuole medie e superiori. Oltre ai brand, in sala esponenti in rappresentanza del mondo dei media: da Rai a Sky, da Discovery a Fox, da Publispei a Disney, da Netflix ad Amazon, da FremantleMedia Italia a PanamaFilm e Assocom. La direzione artistica è affidata a Fabio Canino, Gino & Michele e Nico Colonna. Condé Nast Live e Discovery Italia sono media partner. Il ricavato della charity dinner, a cura di Eataly, di Piaceri d’Italia e della chef stellata Viviana Varese di Alice, così come quello dell’asta benefica, sosterrà l’associazione Diversity, i progetti e il lavoro di ricerca (Diversity Media Report) per l’anno 2017.

Le nomination dei Diversity Media Awards sono il frutto del Diversity Media Report 2016 (DMR), l’analisi qualitativa effettuata su 226 prodotti media da un gruppo di ricerca coordinato da una commissione di 12 docenti provenienti da 9 tra i principali atenei italiani. Il DMR è diviso in due sezioni: Entertainment e Informazione. Nella prima sono presi in analisi i prodotti cinematografici, televisivi, radiofonici e adv, mentre la seconda misura l’accuratezza dell’informazione TV e stampa. In un Paese, l’Italia, in cui le notizie LGBTI nel 2016 sono più che triplicate rispetto all’anno precedente, i Diversity Media Awards assumono una doppia valenza: da una parte promuovono la mappatura delle ‘buone pratiche’, degli esempi di una rispettosa rappresentazione di temi e persone LGBTI nei media; dall’altra vogliono contribuire a indicare linee guida, a generare un cambiamento, a indicare in che modo sia possibile fare la differenza.

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“E se il tuo amore fosse illegale?”: Lush e All Out lanciano la nuova campagna #GayIsOK

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“E se il tuo amore fosse illegale?” si chiede Lush nella sua nuova campagna dedicata al riconoscimento dei diritti LGBT, campagna lanciata insieme all’agenzia All Out e che accompagna l’uscita del nuovo prodotto, il sapone Amore. Dal 25 giugno al 5 luglio, 825 negozi Lush in tutto il mondo chiederanno ai propri clienti di rispondere alla semplice quanto incisiva domanda, e li incoraggeranno a postare sui propri canali social un selfie con il sapone dorato, simbolo della campagna, per mostrare al mondo perchè #GayIsOk.

Acquistando il sapone dorato, chiamato per l’occasione Amore, si supporteranno le associazioni LGBT che lottano ogni giorno per il riconoscimento di pari diritti. La campagna #GayIsOk si pone l’obiettivo di raccogliere £250,000 attraverso la vendita del sapone Amore. £50,000 saranno interamente devoluti all’associazione All Out per la continua battaglia in difesa dell’amore e dell’uguaglianza. Il resto dei profitti sarà interamente suddiviso tra quei gruppi LGBT che invieranno richiesta di sovvenzione – fino a un massimo £10,000 – tramite il sito web di All Out.

Il sapone Amore può essere considerato illegale in alcuni mercati dal momento che promuove un’immagine positiva dei diritti gay. Oltre 100 negozi Lush nel mondo, inoltre, non potranno venderlo per via delle leggi anti-gay vigenti in alcuni paesi.

Alessandro Commisso di Lush Cosmetic, commenta: “I nostri dipendenti e i nostri clienti hanno molto a cuore le tematiche LGBT. Crediamo sia giunto il momento di fare una dichiarazione forte a livello globale: i diritti omosessuali non sono un’opzione, sono diritti umani fondamentali.”

Il Direttore Esecutivo di All Out, Andre Banks, aggiunge: “I 2.2 milioni di membri di All Out lavorano ogni giorno per costruire un mondo dove nessuna persona debba sacrificare la propria libertà o dignità per quello che è o per le persone che ama. Grazie a Lush, possiamo assicurarci che milioni di persone vengano a conoscenza di questa crisi dei diritti umani e possiamo raccogliere fondi da devolvere ad associazioni che lottano per l’amore e l’uguaglianza in tutto il mondo”.

La campagna #GayIsOK si svolgerà on-line e in 825 negozi Lush dal 25 giugno al 5 luglio 2015; a dare il via alla campagna, una maratona di 24 ore di attività in tutto il mondo. La campagna si propone di raggiungere entro il 5 luglio 10,000,000 di persone sui social media grazie al messaggio #GayIsOK

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Sassoli all’Assemblea UPA: “Tax Credit sugli investimenti incrementali in comunicazione. Cancellare i Diritti di Negoziazione”

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“Viviamo un momento in cui il Paese manca di una idea di futuro, caratterizzato dall’inutilità di una sospensione perenne”. Con queste parole il Presidente di Upa, Lorenzo Sassoli de Bianchi ha aperto oggi pomeriggio la sua relazione davanti agli oltre 600 presenti all’Assemblea annuale dell’associazione, nel Teatro Strehler a Milano. Tema dell’incontro: “L’urgenza di un progetto”, indispensabile per uscire dalla stasi socioeconomica in cui langue il Paese da troppi mesi.

Di fronte a un mercato della comunicazione attraversato da una dinamica negativa che ha portato a perdere 3 miliardi di investimenti in cinque anni – e anche “quest’anno chiuderemo a -12/-13%”, ha affermato il presidente condividendo le previsioni presentate qualche giorno fa da AssoCom – la prima proposta di Upa consiste in un tax credit per gli investimenti pubblicitari incrementali, fino a un tetto del 10%. La ripresa degli investimenti in pubblicità metterebbe al riparo tutta l’editoria italiana da una crisi senza precedenti che rischia di minare la stessa garanzia democratica. “La ripresa della comunicazione pubblicitaria è alla base di ripresa dei consumi , motore della crescita economica”, ha aggiunto Sassoli. “Occorre agire prontamente in in tal senso”.
Il secondo tema, ormai annoso, è la banda larga: un gap che ci pone all’87esimo posto al mondo per velocità di connessione: artigiani con prodotti innovativi impossibilitati a comunicarli, interi distretti isolati e tagliati fuori dalle autostrade digitali. E fondi nominalmente stanziati già da sei anni che rimangono un miraggio.
Una proposta-provocazione (per riprendere le parole di Sassoli) è quella di spostare rapidamente le deleghe sul turismo e sui beni culturali al Ministero dello Sviluppo economico, abolendo il MiBac. “La cultura deve essere il nostro petrolio”, ma oggi tutti i musei italiani, insieme, incassano meno del solo Louvre. “Non è un attacco all’attuale ministro”, ha puntualizzato Sassoli, “se 50 delle 70 domus di Pompei sono tuttora chiuse non è certo colpa di chi si è insediatoti pochi mesi fa. Dobbiamo però riflette sul fatto che poche pietre di Pompei, esposte a Londra, hanno attratto folle di visitatori, mentre in Italia il sito è rimasto chiuso per questioni sindacali in piena stagione turistica”.
Sassoli è tornato anche sulla già illustrata proposta di riforma della Rai. Una Rai pubblica conferita a una Fondazione in cui siano rappresentati tutti i settori socioeconomici e territoriali del Paese. Una rete generalista senza pubblicità, sostenuto economicamente da un canone reso obbligatorio dal pagamento nella bolletta elettrica.
La quinta proposta è di una virata culturale sul ruolo della donna nella pubblicità. L’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria interviene sempre con efficacia sanzionando le campagne a sfondo discriminatorio. Tuttavia ciò non basta a eliminare una residua zona grigia, difficile da regolamentare se non con una costante azione di tipo culturale che parta dall’educazione nelle scuole, e coinvolga l’intero sistema della comunicazione.
Per chiudere, l’Upa ha focalizzato l’attenzione sulla formazione dei comunicatori di domani e quindi i giovani, sempre al centro del dibattito e ai margini delle proposte. Negli ultimi 15 anni il nostro Paese ha perso circa 2 milioni di giovani qualificati, forse qualcosa non funziona, ed occorre riflettere su quali saranno le competenze dei professionisti della comunicazione 3.0. “Purtroppo al momento abbiamo una pletora di facoltà che sfornano illusioni e offrono professionalità non sempre interessanti per un mercato già saturo”.
Più legate alla industry della comunicazione, invece, la richiesta di focalizzare l’attenzione sulle ricerche che misurano le audience dei media, auspicando che queste evolvano di pari passo all’evoluzione straordinaria dei media, e la volontà di risolvere definitivamente la querelle dei diritti di negoziazione. “Siamo pronti a riconoscere ai centri media un fee adeguato (tra il 2,5 e il 3% del budget, ndr) a fronte della totale cancellazione degli attuali diritti di negoziazione, che auspichiamo spariscano già dal prossimo gennaio”, ha concluso Sassoli. “Sono un elemento opaco, vischioso, che mina il rapporto di fiducia tra l’azienda e la struttura media. Confidiamo di trovare una posizione condivisa, ma ove ciò fosse impossibile potremmo richiedere un intervento normativo, come accaduto in Francia”.
Il vice-Ministro per lo Sviluppo Economico, Antonio Catricalà, presente come relatore all’assemblea Upa, ha colto l’occasione per rispondere alle proposte illustrate da Sassoli, garantendo la massima attenzione del Governo “a tutte le iniziative concrete volte a stimolare lo sviluppo, in prima fila il Tax Credit sull’aumento degli investimenti in comunicazione”. “Una norma”, ha aggiunto, “che non dovrebbe avere problemi di copertura finanziaria in quanto legata a future decisioni di business e con un tetto al 10%”.
In merito ai diritti di negoziazione, il vice-Ministro si è dichiarato favorevole a “una autoregolamentazione governata da un’autorità terza”, mentre parlando della Rai Catricalà ha ricordata la data chiave del 6 maggio 2016, quando scadrà l’attuale concessione rilasciata all’emittente pubblica. “È una concessione rilasciata per legge, e serve una legge per rinnovarla. La scadenza impone tempi rapidi di intervento (in UK in una situazione analoga sono serviti tre anni per rinnovare il “contratto” con la BBC”, ha affermato, “Per trovare la migliore soluzione possibile serve non solo un ampio dibattito parlamentare, ma il concreto coinvolgimento degli stakeholder, così da arrivare a una nuova Rai che “giustifichi” il canone e la sua stessa missione non solo in termini di servizi pubblico, ma attraverso un contributo attivo allo sviluppo culturale ed economico del paese”.

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