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I dati Assinform e Confindustria digitale confermano la crescita del mercato digitale italiano

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Crescita mercato digitale

Nel 2016, il mercato digitale italiano (informatica, telecomunicazioni e contenuti) è cresciuto dell’1,8% raggiungendo i 66.100 milioni di euro. Nel primo trimestre dell’anno in corso la crescita ha accelerato, toccando il 2,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e avvalorando le previsioni di crescita per il triennio 2017-2019 (+2,3% a 67.652 milioni di euro nel 2017; + 2,6% a 69.432 milioni di euro nel 2018 e +2,9% a 71.453 milioni di euro del 2019). In uno scenario che conferma una ritrovata vitalità, grazie al ruolo trainante delle componenti più innovative e ad un generale salto di consapevolezza sulle potenzialità del digitale compiuto dal Paese, permangono però criticità cui occorre dare rapida risposta. La prima riguarda il passo della ripresa che, per quanto buono, non basta ancora a colmare il ritardo accumulato e a coinvolgere le tante PMI che animano il nostro tessuto produttivo. La seconda riguarda il gap di specialisti digitali, che rischia di condizionare gli investimenti delle aziende e l’effetto delle politiche di stimolo all’innovazione. Sono queste le principali evidenze del rapporto “Il digitale in Italia 2017”, condotto da Assinform in collaborazione con NetConsulting cube e Nextvalue e presentato alla stampa a Milano e Roma.

“Sino a due anni fa, il nostro paese, per carenza di investimenti in innovazione, correva il rischio di rimanere ai margini dello sviluppo digitale, protagonista dei principali trend dell’economia globale. Oggi possiamo dire che questo scenario si sta sempre più allontanando grazie all’inversione di tendenza degli investimenti in tecnologia che registriamo da due anni a questa parte e che, secondo le nostre stime, continuerà a manifestarsi per almeno i prossimi tre anni” ha affermato il presidente di Assinform Agostino Santoni. “L’impatto dell’innovazione digitale sul business è sempre più rilevante in tutti settori dell’economia italiana. Cloud, Iot, Big data, Mobile Business, Cybersecurity stanno trainando il cambiamento dei modi di produzione, di interazione con clienti e fornitori in filiere sempre più integrate. Stanno cambiando i prodotti e lo scenario competitivo, che vede l’ingresso nei mercati di nuovi operatori e piattaforme digitali che abilitano nuovi servizi”.

Lo studio Assinform non lascia dubbi al riguardo. Il Mercato Digitale Italiano si è rimesso in moto, promettendo tassi di crescita in costante miglioramento almeno sino 2019 sulla spinta dei processi di trasformazione digitale in tutti i principali settori. I tassi di crescita medio annui stimati tra il 2016 e il 2019 sono del 4,4% ogni anno nell’industria (dai 7.044 milioni di euro, +2,4%, del 2016), del 4% nelle banche (dai 6.813 milioni di euro, +3,5%, del 2016), del 4,5% nelle Utility (dai 1.576 milioni di euro, +3,5%, del 2016), del 4,2% nelle Assicurazioni (dai 1.800 milioni di euro, +3,7%, del 2016), del 3,6% nei Trasporti (dai 2.209 milioni di euro, +2,5%, del 2016), del 4,7% nella Distribuzione (dai 3.991 milioni di euro, +3,5%, dei 2016). Tutte dinamiche incoraggianti, che tuttavia trovano meno riscontro nella PA, in cui la spesa in digitale è attesa calare con un tasso di crescita medio annuo di poco meno del 2%, ad eccezione della Sanità, che invece promette un tasso medio annuo di crescita del 3% circa (dai 1.450 milioni di euro, +1,6%, del 2016). Dal punto di vista territoriale aumenta la polarizzazione nel Nord Ovest che contribuisce al 38,3% della spesa digitale complessiva del Paese con una crescita del 2,3% nel 2016.

“Se è una notizia assolutamente positiva per le prospettive di crescita dell’economia italiana che si sia ripreso a investire nel digitale, dobbiamo essere consapevoli che molto resta ancora da fare” ha commentato il presidente di Assinform. “Nel prossimo periodo sarà cruciale consolidare questo trend. Agli sforzi per far sì che la trasformazione digitale coinvolga una platea sempre più ampia di Pmi, oggi ancora troppo ristretta, vanno affiancate iniziative formative a tutti i livelli del sistema d’istruzione e formazione professionale per far fronte alla crescente domanda di competenze digitali e figure professionali specializzate. Questo è un nodo cruciale che va affrontato al più presto e in modo efficace, per evitare che causi ritardi e per creare vere opportunità per i giovani”.

Quello delle competenze digitali, secondo lo Studio Assinform, è un tema di portata strategica. Per il 2016-2018, è stimato un fabbisogno di 85.000 nuovi specialisti, 65.000 dei quali per soggetti di primo impiego, più della metà dei quali laureati e per fabbisogni che possono essere soddisfatti solo in parte. Già ora si manifestano forti criticità per i profili di Data Scientist, Business Analyst, Project Manager, il Security Analyst e altri ancora, necessari per i progetti di Trasformazione Digitale.
Sul fronte della strategia per la Crescita Digitale del Paese si registrano progressi importanti in particolare del sistema PagoPA (15.601 PA aderenti e 11.332 attive) e di quello della Fatturazione Elettronica per la PA, oramai generalizzate e best practice europea. Ma molto resta ancora da fare per accelerare sulla diffusione di SpID (con servizi in crescita, ma a fronte di solo 1,5 milioni di identità digitali rilasciate) e dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione. Altro cantiere promettente è il programma Industria 4.0, che incentiva con iper e super ammortamenti le componenti sistemistiche e digitali della nuova automazione industriale, e che già ha cominciato a incidere considerevolmente su un mercato che a fine 2016 ha raggiunto 1.831 milioni di euro (+18,2%). Secondo un’indagine condotta da Assinform presso i fornitori ICT nel primo trimestre del 2017 la domanda di prodotti e soluzioni digitali 4.0 è cresciuta tra il 10% e il 20% e manterrà una dinamica sostenuta per l’intero anno.

“La digitalizzazione , Industria 4.0, non sono solo iniziative tecnologiche” ha detto il presidente di Confindustria Digitale Elio Catania intervenendo alla conferenza stampa. “Stiamo ridisegnando l’economia italiana, la sua competitività, la sua capacità di crescere. Industria 4.0 è un grande progetto-paese, per il quale va dato atto alla collaborazione fra Governo e sistema delle imprese. E’ una grande sfida che ci accompagnerà per molti anni, su cui l’impegno di tutti deve andare ben oltre il 2018. La leggera ripresa degli investimenti nel digitale testimonia che le imprese hanno iniziato a capire l’importanza dell’innovazione e a muoversi. La strada è giusta, ma siamo solo agli inizi. Per chiudere il gap d’innovazione accumulato rispetto agli altri paesi, dobbiamo puntare a un raddoppio degli investimenti entro i prossimi cinque anni. Per questo abbiamo bisogno, oggi più che mai, oltre che all’impegno delle imprese, di un’amministrazione pubblica in grado di essere motore dell’innovazione, non freno. I piani di digitalizzazione della Pa sono sul tappeto da tempo, ma la loro attuazione è troppo, troppo lenta. Il punto chiave su cui bisogna concentrarsi è sulla trasformazione dei processi, cruciale per una spending review efficace e per dare qualità ai servizi verso i cittadini e le imprese. Ci aspettiamo, perciò, che si dia vita a una mobilitazione politica e di leadership per la Pa 4.0, al pari e con la stessa determinazione con cui Governo e sistema confindustriale stanno spingendo l’attuazione di Industria 4.0”.

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BRAND STRATEGY

Un viaggio attraverso le connessioni: appuntamento con il IV Festival della Comunicazione

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Festival della comunicazione

Manifestazione giovane, ma già divenuta punto di riferimento nel panorama culturale nazionale, il Festival della Comunicazione torna per la sua quarta edizione a Camogli, da giovedì 7 a domenica 10 settembre. Diretto da Rosangela Bonsignorio e Danco Singer, ideato con Umberto Eco, è organizzato dal Comune di Camogli e da FRAME. Come sempre, per quattro giornate Camogli diventa centro pulsante di confronto, ricerca e scambio d’opinioni sui grandi temi che interessano il mondo odierno: dopo la Comunicazione, il Linguaggio e il Web, il tema del 2017 è le Connessioni. A confrontarsi sull’argomento sono chiamati oltre 130 esperti e studiosi di diversi ambiti e generazioni, per garantire quella ricchezza di contenuti e punti di vista che ha da sempre contraddistinto il festival e che rappresenta una delle sue caratteristiche più apprezzate. Per questa ragione alle conferenze si affiancano laboratori, panel, spettacoli, mostre, cinema, escursioni e gite in mare, tutti gratuiti: il festival ha avuto sin dall’inizio l’obiettivo di coinvolgere un pubblico eterogeneo per età, formazione e interessi e il risultato è una manifestazione che non si rivolge esclusivamente agli addetti ai lavori, ma si rivela accessibile e stimolante per tutti.Il Premio Comunicazione, quest’anno alla sua seconda edizione, è conferito al divulgatore scientifico Piero Angela, dopo l’assegnazione nel 2016 a Roberto Benigni.

Le Connessioni caratterizzano non solo il secolo ipertecnologico in cui viviamo, ma sono anche intimamente legate alla natura umana: coinvolgono in modo profondo e strutturale la società, la storia, i sistemi economici e di governo, le nostre abitudini e il nostro pensiero. “La sfida dell’edizione 2017 sarà tentare di “attraversare” tutte le connessioni per capire come orientarsi in una realtà così intricata, analizzando i modi in cui la società è arrivata all’attuale organizzazione, i possibili traguardi ed evoluzioni, i fenomeni e le forze in gioco” dichiarano Rosangela Bonsignorio e Danco Singer. Viviamo oggi in un complesso di culture, tradizioni, storie individuali e collettive, tra loro connesse, che modellano le nostre identità. L’economia è un’unica grande area transnazionale costituita da mercati finanziari interconnessi e collegati con la sfera politica, sociale e ideologica; anche le imprese nei processi produttivi condividono know-how tra settori distinti. A livello personale, i nostri stessi sistemi cognitivi e neuronali procedono per associazioni e connessioni, che sono il tessuto vitale della creatività e dell’immaginazione. Anche la conoscenza si sviluppa grazie all’“essere connessi”, inteso come capacità di superare i confini del proprio ambito disciplinare, ampliando e intrecciando saperi e competenze. Il mondo della comunicazione oggi vive di connessioni tra mezzi fisici e tecnologie immateriali: le informazioni passano da un device all’altro, utilizzando codici diversi. Tutto questo ha un impatto sulle relazioni interpersonali che intratteniamo, sulle nostre abitudini e sulle nostre possibilità espressive.

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AZIENDE

Come si evolverà il settore del marketing digitale? Le previsioni di Rocket Fuel per il 2017

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Rocket Fuel

Un’analisi di Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe e Mena Region di Rocket Fuel

Il 2017 promette una significativa crescita e maturazione del settore del marketing digitale. Vedremo più dati, più pressione sul ROI, più media che utilizzano il programmatic e una maggiore complessità del customer journey, che a sua volta richiede che venga migliorata la tecnologia in tempo reale e il marketing predittivo. Ecco cosa aspettarsi dal prossimo anno:

Il programmatic continuerà a crescere
È un momento straordinario per la pubblicità digitale in Italia: nel 2017 il programmatic diventerà la norma e non sarà più considerato una novità. L’automazione ha rivoluzionato il processo di media buying e ci attendiamo che i marchi che continueranno a comprare gli annunci manualmente resteranno indietro rispetto a quelli che supporteranno l’automazione.

L’anno del mobile è finito, adesso tocca al cross-device
Gli ultimi cinque anni sono stati gli anni del mobile, mentre il 2017 potrebbe essere l’anno del cambiamento. Questo non significa che il mobile non sarà più importante per le campagne pubblicitarie, ma inizieremo a pensare al mobile marketing in un modo completamente diverso. Il 2017 sarà l’anno in cui i marketer realizzeranno che la parte più importante del mobile non è quella di raggiungere un unico canale, ma è l’opportunità di creare esperienze significative tra brand e consumatori su tutti i dispositivi. Considerato che gli utenti hanno sempre con sé il cellulare, cercando il segnale Wi-Fi e geolocalizzandosi, i dispositivi mobile possono collegare i customer journey online e offline.
Poiché i dispositivi mobile “always on” offrono una grande quantità di dati, ci aiutano a capire quando e come coinvolgere i consumatori durante la giornata: non solo su dispositivi mobile, ma attraverso qualsiasi touchpoint digitale. Pertanto, ciò che noi oggi chiamiamo mobile è in realtà solo un passo verso una soluzione cross-device completa e full-funnel. Per fare ciò, sarà necessario fare marketing in base alle persone e non ai dispositivi.

Il programmatic diventerà la base per la creazione del brand
Mentre il programmatic advertising è stato in gran parte sinonimo di Direct Response (DR), le aziende hanno iniziato a rendersi conto che la tecnologia può aiutare ad identificare l’audience di massa e può quindi essere uno strumento molto efficace nella costruzione di un brand.
Nel 2017 il programmatic riuscirà a seguire l’intero percorso del consumatore. Le aziende hanno già iniziato ad aumentare la spesa per il programmatic, in parte per via del desiderio di contenere le spese di marketing. Questo passaggio è stato un po’ più lento nel 2016 rispetto a quanto gli analisti avevano previsto alla fine dell’anno scorso, il che è dovuto, in parte, al fatto che il passaggio definitivo avverrà verso soluzioni di programmatic full-funnel, le cui componenti principali sono il brand e il DR, invece che la semplice spesa in programmatic dell’azienda. I professionisti del marketing sono sotto pressione per dimostrare i risultati e stanno quindi cercando di condurre campagne di grande rilevanza, creative, reattive e misurabili, su larga scala. Grazie a un chiaro collegamento tra la crescita del brand e la performance del DR, più marketer inizieranno a utilizzare gli insight sia delle campagne di brand che di DR come base per le campagne media e le strategie creative.

L’ultima possibilità per l’attribuzione last touch
Infine, il settore si allontanerà dall’attribuzione last touch, che aveva molto più senso in contesti “siloed”, in cui non si teneva conto delle interazioni tra brand e consumatore che possono portare al passaggio dalla consapevolezza alla conversione, né della complessità delle interazioni tra i dispositivi. Con una migliore tecnologia e una migliore modellazione, il 2017 vedrà lo sviluppo e la sperimentazione di nuovi modelli di attribuzione che si allontaneranno dal last touch verso valutazioni più complete. Questi modelli influiranno probabilmente sul modo in cui misuriamo il ROI e pianifichiamo le campagne.

Persone e non semplici dispositivi
Per garantire il successo delle future campagne di marketing digitale, individuare l’utente piuttosto che il dispositivo utilizzato sarà più importante che mai. Dal momento in cui stiamo passando ad altri modelli di attribuzione e ci stiamo spostando verso il cross-device, è fondamentale aver una visione unica del cliente. Capire il percorso dei singoli utenti permetterà di realizzare campagne pubblicitarie cross-device e contestualmente rilevanti che avranno un impatto reale.

I first party data verranno prima di tutto
Il 2017 vedrà l’ascesa dei first party data nel marketing. Questi dati hanno vantaggi significativi: sono di proprietà di una società specifica, il che significa che nessun’altra azienda ne è in possesso; forniscono insight significativi dei profili demografici e psicografici dei clienti; e possono essere combinati con dati di terze parti quando necessario. Quest’anno vedremo sempre di più la funzionalità DMP inclusa in altre tecnologie di marketing, sia in aggiunta a DMP stand-alone o in loro sostituzione. Sempre più DSP offriranno funzionalità DMP come il tagging e l’analisi integrata, e aumenteranno le aziende che cercano di ricavare un vantaggio competitivo dalla qualità dei dati che hanno raccolto.

La creatività e la personalizzazione saranno essenziali
Il programmatic si è sviluppato molto rapidamente, ma la creatività nella pubblicità non è riuscita a tenere lo stesso passo. Il 2017 sarà l’anno in cui la creatività pubblicitaria si rimetterà in pari con la distribuzione degli annunci stessi. Il programmatic creativo è essenziale per sostenere l’invio personalizzato di contenuti al consumatore, consentendo in tal modo ai messaggi di essere estremamente rilevanti, per catturare l’attenzione del destinatario e aumentare i risultati delle campagne. Con la continua crescita dei video e di altri formati creativi di grande impatto attraverso i canali programmatici, vedremo formati creativi più coinvolgenti ed espressivi.

L’Intelligenza Artificiale sarà ovunque
Il 2017 sarà un anno in cui l’intelligenza artificiale dominerà le notizie di marketing. Per tenere insieme tutti i pezzi, abbiamo bisogno di essere capaci di imparare dai dati e migliorare la specificità di una campagna in cinque modi diversi: ottenendo la creatività giusta, il pubblico giusto, il messaggio giusto, il dispositivo giusto e il momento giusto. Con il volume e la velocità a cui i dati vengono assemblati e messi in uso, l’intelligenza artificiale fornisce il modo più efficace per elaborare i dati e prendere decisioni in tempo reale. Il prossimo anno lavoreremo a nuove soluzioni di intelligenza artificiale per dare ancora maggiori vantaggi ai brand grazie al machine learning.

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AZIENDE

“Palestra delle Professioni Digitali”: assunti oltre il 70% dei giovani partecipanti

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Si è conclusa con successo la Palestra delle Professioni Digitali

Si è conclusa oggi 29 giugno l’ottava edizione di Palestra delle Professioni Digitali, il percorso formativo gratuito che ha l’obiettivo di indirizzare alle professioni digitali giovani disoccupati o inoccupati, laureati prevalentemente in materie umanistiche, e accelerare il loro inserimento nel mondo del lavoro. Dei 232 giovani talenti formati nel corso delle passate edizioni, oltre il 70% di loro ha trovato lavoro nel settore digitale a soli tre mesi dalla frequentazione del corso.

In collaborazione con Associazione Prospera e la Fondazione Italiana Accenture, Palestra delle Professioni Digitali è parte del programma internazionale di Responsabilità Sociale ‘Skills to Succeed’ di Accenture che ha l’obiettivo di formare 3 milioni di persone in tutto il mondo entro il 2020 per permettere loro di trovare lavoro. Nato nel 2012, Palestra delle Professioni Digitali è divenuto realtà attraverso la collaborazione di Associazione Prospera, Fondazione Italiana Accenture e altre aziende partner tra cui Samsung – che a partire da quest’anno ha ospitato le lezioni in aula all’interno del Samsung District – Assolombarda, Federturismo, Sportello Stage-ACTL e Trenkwalder. Tutte le iniziative di Responsabilità Sociale di Accenture sono progettate per essere scalabili, replicabili e sostenibili nel tempo. Come primo passo di scalabilità geografica, dopo le edizioni milanesi, il progetto è stato recentemente lanciato nella città di Cagliari dove è tuttora in corso con una prima edizione pilota, fino al 15 luglio.

Social Media Marketing, digital marketing analytics, Big Data, sono alcuni dei moduli affrontati durante le quattro settimane formative. I docenti sono professionisti delle aziende partner dell’iniziativa che hanno, tra i propri piani di reclutamento, risorse da inserire in ambito Digital Marketing. Ogni edizione di Palestra delle Professioni Digitali si conclude con la presentazione, da parte dei ragazzi, di project work concreti che vengono assegnati dalle stesse aziende. Oltre alle lezioni frontali il format prevede anche una fase formativa di e-learning attraverso moduli attivati sulla piattaforma digitale ideaTRE60, messa a disposizione dalla Fondazione Italiana Accenture, che procede parallela alle lezioni frontali: in questo modo tutti i partecipanti possono orientarsi in un mondo di contenuti mai affrontati prima.

Questo progetto permette ai partecipanti di scoprire competenze e interessi lontani dal loro background formativo. Come è stato per Marialuisa, 27 anni, laureata in archeologia, durante il percorso formativo ha scoperto il fascino dei big data e il loro immenso potenziale. Oggi si occupa di pubblicità online innovative in una data company che aiuta le imprese nell’ideazione e nella realizzazione di strategie volte a rendere il data marketing uno strumento centrale per le proprie attività. Un lavoro che fino a un anno fa non conosceva.

“Palestra delle Professioni Digitali è uno dei progetti di responsabilità sociale parte del programma internazionale Skills to Succeed di Accenture, che ha l’obiettivo di fornire a persone non occupate le competenze necessarie per trovare lavoro o sviluppare competenze imprenditoriali. Con Palestra delle professioni digitali Accenture si impegna a sfatare un adagio che vede le lauree umanistiche svantaggiate nel mercato del lavoro” ha spiegato Francesca Patellani, Human Capital & Diversity Lead di Accenture: “Noi pensiamo che le competenze digitali, unite a una formazione umanistica, completino figure professionali oggi strategiche. Il successo professionale legato ad una formazione completa è alla base del modello organizzativo di Accenture in cui la multidisciplinarietà è una delle caratteristiche principali. In azienda favoriamo la presenza di team costituiti da professionisti con esperienze e background differenti, fonte di creatività e innovazione per i nostri clienti. Denominatore comune delle persone che cerchiamo è la passione per le nuove tecnologie e l’innovazione digitale”.

“In Samsung ci stiamo impegnando a fondo per aiutare in modo concreto la collettività e lo facciamo con iniziative in grado favorire l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro e valorizzando il loro talento”, spiega Mario Levratto, Head of Marketing and External Relations Samsung Electronics Italia. “La nostra collaborazione nell’ambito di Palestra delle Professioni Digitali ambisce proprio a questo: aiutare i giovani neolaureati che faticano a trovare un’occupazione ad acquisire competenze in linea con i trend del mercato e con la rivoluzione digitale in atto. I risultati positivi dimostrano che ci stiamo muovendo nella direzione giusta, sostenendo un’occupazione qualificata e diffondendo una cultura del digitale in Italia“.

“L’idea di preparare gruppi di giovani laureati in discipline non tecniche a mestieri centrati su competenze digitali si dimostra estremamente efficace. Il tasso di occupazione nella fase successiva ai corsi sta a confermarlo” dice Roberto Pellegrini, Presidente del Comitato di Palestra delle Professioni Digitali e membro dell’Associazione Prospera “Noi di Prospera siamo molto orgogliosi e soddisfatti di questi risultati, soprattutto perché ripetuti in ogni edizione di Palestra delle Professioni Digitali. L’entusiasmo dei giovani partecipanti e la professionalità dei docenti evidenziano la solidità dell’iniziativa, alla sua ottava edizione a Milano e alla sua prima a Cagliari. La formazione rimane un momento irrinunciabile per lo sviluppo del Paese ed essere parte attiva di questo progetto ci gratifica immensamente”.

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AZIENDE

Pampers diventa multicanale e digitale: il nuovo programma di fidelity è firmato da Cemit

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Pampers diventa multicanale e digitale con Cemit

Si rinnova e si amplia la collaborazione tra Fater, da oltre 50 anni nelle famiglie italiane grazie ai pannolini e alle salviettine per bambini Pampers, e Cemit, azienda del Gruppo Mondadori,  leader in Italia nel Marketing Relazionale, per la collection “Regali dei desideri 2.0” Pampers.
Cemit, che da oltre 20 anni si occupa di molte delle attività promozionali e di fidelizzazione di Pampers, ha sviluppato, integrando il know-how in digital engagement di Kiver (oggi parte di Cemit), un sistema multicanale che prevede la possibilità di affiancare la tradizionale raccolta punti cartacea ai canali digitali web, app e mobile (SMS). Iniziativa estremamente innovativa resa possibile dalla codifica univoca di ogni singola confezione di prodotto coinvolta nell’iniziativa da parte di Fater, e dallo sviluppo di una piattaforma in grado di dialogare con i sistemi dell’azienda cliente, da parte di Cemit.
Cemit si è occupata con Fater del design, della creatività e dell’implementazione tecnologica della piattaforma di social loyalty  mobile e web.

Regali dei desideri 2.0 è la prima collection multicanale di Pampers che introduce nel progetto di fidelizzazione una coinvolgente componente di gamification che permette di guadagnare punti aggiuntivi con le “Baby Mission”: rispondendo a sondaggi online, invitando amici a partecipare alla raccolta, condividendo sui social un contenuto, partecipando ai giochi o diventando Ambasciatrice Pampers, è possibile ricevere ulteriori punti omaggio.

Inoltre, attraverso il sito corporate, via SMS e con la Pampers App, gli acquirenti possono partecipare all’iniziativa in modo semplice e particolarmente premiante: infatti, utilizzando questi canali, si ricevono subito 2 punti  in omaggio. In seguito, una volta acquistati i prodotti, si procede con la registrazione dei codici Pampers (Pannolini, Salviette e Teli) e la collezione dei “punti digitali”.

L’integrazione delle competenze sulle strategie di loyalty di Cemit, unitamente alla profonda esperienza nello sviluppo di piattaforme di gestione e di analisi comportamentale, rende possibile la gestione di una meccanica complessa che punta a raggiungere i consumatori online e offline spingendo sulle leve della  multicanalità.

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AGENZIE

JCDecaux: sempre più digitale e innovazione con JCDecaux Dynamic

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jcdecaux dynamic

JCDecaux, azienda leader globale nella comunicazione esterna, apre il proprio hub londinese dedicato alla creazione digitale, JCDecaux Dynamic, nominandone al vertice Alex Matthews e di Rick Burgess, dell’agenzia BBH, rispettivamente in qualità di Direttore Generale e di CTO.

La mission della nuova struttura è quella di concentrarsi sull’aspetto creativo dei contenuti digitali e sull’innovazione tecnica in materia di comunicazione esterna, al fine di offrire ai clienti di JCDecaux delle strategie innovative e creative, adattate all’ambiente del consumatore.

La multinazionale francese specialista della comunicazione esterna, che gestisce 49.300 schermi digitali in 30 paesi, ha unito le proprie forze alle qualità creative e alla professionalità tecnica di tali persone di talento, già dell’agenzia BBH, al fine di promuovere un’offerta digitale in grado di proporre ai brand delle nuove soluzioni per attrarre il loro pubblico.

 

Alex Matthews e Rick Burgess entreranno in carica il 1° febbraio. Rick Burgess riferirà ad Alex Matthews, il quale a sua volta riferirà al Presidente del Direttorio e Co-direttore Generale di JCDecaux, Jean-François Decaux, che dichiara: “Il lancio del nostro nuovo hub londinese dedicato alla creazione digitale, JCDecaux Dynamic, fa seguito all’assegnazione, nel 2015, da parte di Tfl, del più importante contratto al mondo relativo a pensiline pubblicitarie. L’installazione di 1.000 nuovi schermi digitali sulle pensiline londinesi, che si aggiungono agli schermi già presenti nelle stazioni, nei centri commerciali, nei supermercati, lungo le strade e negli aeroporti, unita alla creazione di JCDecaux Dynamic, avrà l’effetto di accrescere in modo significativo la nostra offerta digitale. Stimiamo che il digitale, entro il 2017, giungerà a costituire il 50% del nostro fatturato pubblicitario nel Regno Unito. Alex e Rick hanno entrambi un enorme talento, e non vedo l’ora di scoprire le tecnologie innovative e le strategie creative che svilupperanno per JCDecaux”.

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AGENZIE

A E3 la gestione della comunicazione dell’identità digitale di Multiprotexion

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L’azienda Multiprotexion sceglie E3 (agenzia entrata a far parte del Gruppo DigiTouch a luglio 2015) come partner per l’ideazione e lo sviluppo della comunicazione digitale del brand. Rifacimento del sito web, realizzazione di video clip informative e animazione di una mascotte 3d sono i tre progetti sinora sviluppati da E3 per Multiprotexion.
Per rendere facilmente comprensibile il core business di Multiprotexion e creare engagement e sentiment positivo nei confronti della marca, E3 ha realizzato due clip informative semplici e divertenti che illustrano i servizi di sicurezza offerti dall’azienda. Il concept creativo sviluppato dall’Agenzia è legato ai mattoncini Lego, unità con cui sono ricostruiti i camion e i protagonisti dei video, animati tramite la tecnica della “telestration” per costruire uno storytelling intorno a due principali prodotti di Multiprotexion: soluzioni mobili e videosorveglianza. Un secondo ambito di intervento di E3 è stato quello di ridisegnare il sito web dell’azienda, producendo un sito multilingua fruibile sia da desktop che da mobile e secondo le logiche del SEO. E’ infatti fondamentale per un brand che offre prodotti molto verticali avere un sito ben indicizzato.
Protagonista principale del sito, nonché della comunicazione offline di Multiprotexion, è la mascotte cyborg in 3d che rappresenta la metafora dell’innovazione tecnologica su cui l’azienda fonda il suo core business e che contribuisce a rendere la navigazione più user-friendly. Il suo ruolo è quello di accompagnare l’utente nell’esplorazione delle varie sezioni del sito, ognuna delle quali lo colloca in situazioni differenti all’interno di header a tema con la sezione corrispondente. Nella sezione “Soluzioni mobili” ad esempio, che illustra i servizi di antifurto e antirapina per veicoli commerciali e industriali, l’header animato mostra il cyborg alla guida di un camion. Ogni header caratterizza così l’area dove l’utente si trova in modo da rendere la navigazione ancora più intuitiva e user-friendly. “La sfida per E3 è stata quella di rendere appealing un brand che offre prodotti emotion-less ed evidenziare al contempo le loro caratteristiche di sicurezza e qualità. Abbiamo sfruttato potenzialità di storytelling, engagement e usability proprie dei media digitali.” commenta Fabio Racchini, co-founder di E3.

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MOBILE

NewsApp di Applix Digital Publishing supera la “lettura statica” dei giornali

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Applix Digital Publishing lancia NewsApp, la prima vera esperienza mobile vicina alle esigenze dei lettori che supera definitivamente il concetto di lettura statica di quotidiani e riviste.
Non per nulla dati recenti del Reuters Institute evidenziano come consumo di informazioni in mobilità sia ormai per tutti attività abituale: due utenti smartphone su tre utilizzano il loro device per accedere alle news ogni settimana. Anche l’Osservatorio New Media & New Internet del Politecnico di Milano conferma questo trend: dalle loro analisi, infatti, emerge che il 44% di chi accede a news da smartphone, tablet o PC lo fa attraverso l’app di un quotidiano o di un magazine o di un aggregatore di notizie.

NewsApp, presentato in anteprima ad Amburgo all’inizio di ottobre al World Publishing Expo, la Conferenza Internazionale dell’Industria Editoriale e della Stampa, è appunto un’applicazione mobile che integra la tradizionale digital edition della testata con contenuti digitali real-time in continuo aggiornamento provenienti dai diversi canali di distribuzione dell’editore, compresi quelli social. Il tutto organizzato e presentato al cliente/lettore secondo logiche semantiche.
“Con NewsApp ogni utente ha la possibilità di personalizzare la visualizzazione dei diversi argomenti e vivere le news in maniera “liquida”, cambiandone la distribuzione in base alle proprie esigenze di lettura e avendo così subito a disposizione le informazioni più rilevanti per i propri interessi” spiega Federico Vittadello, Business & Product Development di Applix Digital Publishing. “News e contenuti diventano così i protagonisti principali dell’App, l’aggiornamento in tempo reale il suo cardine, la versione digitale del quotidiano il suo cuore.”

Importante novità è la possibilità per gli editori di integrare nell’App qualsiasi servizio aggiuntivo parte del loro network come meteo, eventi, annunci e canali televisivi e radiofonici così da offrire ai lettori un unico spazio news, radio e tv da poter fruire ovunque si trovino.
NewsApp dà all’editore la massima libertà di decide il business model, quali canali integrare e quali rendere disponibili in modalità free o premium, incluse innovative soluzioni di native advertising.
NewsApp è distribuibile su gran parte degli Store digitali: iTunes, Google Play, Samsung Apps, Amazon App

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AZIENDE

Logotel supporta Autogrill nel lancio di e-Invoicing, il servizio di fatturazione digitale

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In un mondo in continua trasformazione, caratterizzato da un’accelerazione costante e da un’overdose di contenuti, sono sempre di più i messaggi che riceviamo e subiamo, selezioniamo, memorizziamo e spesso dimentichiamo. Messaggi che arrivano dai canali più diversi e disparati e in contesti sempre più differenti. Solo quello che ci dà realmente valore, e che migliora un qualsiasi aspetto della nostra vita “resta”. In quest’ottica, anche il ruolo della comunicazione deve evolvere per diventare un “servizio” utile a generare valore e creare utilità per le persone.

Logotel, Service Design Company, ha supportato Autogrill nel lancio di e-Invoicing, il nuovo servizio di fattura digitale, disponibile al momento per una prima fase pilota e da novembre su tutta la rete. e-Invoicing è un servizio nato per venire incontro alle persone che per motivi di lavoro, viaggiando molto, hanno l’esigenza di avere una modalità di fatturazione che sia facile e veloce e immediata in modo digitale. “La sfida, nel caso del servizio e-Invoicing”, spiega Priyanka Deshpande, project designer Logotel, “era quella di lavorare in tempi molto brevi per sviluppare un sistema di relazione con il cliente/utente che lo accompagnasse nell’esperienza: dalla scoperta del servizio all’accesso, la fase on boarding, all’uso” prendendo in considerazione tutti i touch point digitali e fisici.

“Ogni anno in Autogrill” afferma Vito Brunetti, Market Research Manager Autogrill SpA “lanciamo nuovi servizi che mettono al centro il Cliente, seguendo sempre la nostra filosofia Feeling Good on the move. Abbiamo progettato il servizio e-Invoicing proprio per questo: garantire il benessere dei Clienti in movimento, dando loro la possibilità di risparmiare tempo e di godersi al meglio le pause all’interno dei nostri Punti Vendita. e-Invoicing rientra in un processo di digitalizzazione dei servizi in cui Autogrill è tra i primi a muoversi in ambito Retail”.

“Da oltre 20 anni Logotel accompagna le Imprese in percorsi di innovazione e trasformazione collaborativa con un forte impatto sulla loro azione commerciale e organizzativa in scenari di forte cambiamento”, spiega Cristina Favini, Strategist e Manager of Design in Logotel. “Quello con Autogrill® è un rapporto di collaborazione e co-progettazione che ci vede impegnati da oltre 3 anni su progetti nazionali e di respiro internazionale. La comunicazione è un “pezzo del servizio” e non può essere progettata separata ma integrata nel processo di experience”.

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I porti del futuro passano per il digitale: al via il nuovo progetto di Marinanow e Navigo

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In tutti i paesi del mondo l’ingresso di una imbarcazione in un porto straniero è vincolato a una lunga serie di limitazioni e doveri, un dispendio di tempo ed energie che con il passaggio al digitale potrebbe essere facilmente evitato. Proprio da queste premesse nasce la collaborazione tra Marinanow, piattaforma online per la ricerca e il noleggio di barche e posti barca in tutto il Mediterraneo, e Navigodigitale, piattaforma digitale di Navigo – Centro per l’innovazione e lo sviluppo della nautica, con l’obiettivo finale di fornire ai porti dell’area mediterranea un sistema completo di digitalizzazione degli scambi documentali necessari alle navi da diporto per la fase di entrata e uscita. Il progetto è attualmente in fase di analisi e testing e partirà con la fase sperimentale orientativamente a ottobre 2015.

“La sperimentazione ci darà conto della complessità del progetto e anche della pesantezza della burocrazia portuale che tenteremo di snellire” commenta Pietro Angelini, direttore di Navigo toscana, soggetto titolare di Navigodigitale, “si tratta infatti di un lavoro che potrà richiedere molto tempo, a seconda del grado attuale di digitalizzazione dei singoli porti del Mediterraneo e dei processi che ciascuna marina mette in atto per raccogliere i documenti delle imbarcazione e delle capitanerie”.

La fotografia attuale è infatti abbastanza variegata, con pochi casi eccellenti di adeguamento tecnologico. “Il settore nautico di per sé è ancora vincolato ai sistemi tradizionali e la nostra missione è stata quella di accompagnarlo verso il digitale fin dalla nostra nascita nel 2012” commenta Alessandro Sestini, founder di Marinanow. “Se all’inizio è stata dura, dallo scorso anno a oggi abbiamo triplicato il numero delle marine affiliate e le richieste totali in piattaforma, chiaro segnale di un sistema che finalmente sta cambiando. La sperimentazione con Navigodigitale sarà un ulteriore passo in avanti, perché andremo a fornire alle marine la documentazione necessaria ancor prima che l’imbarcazione arrivi in porto. Un progetto molto ambizioso di cui c’è necessità e in cui tutti noi crediamo fortemente”.

Della sperimentazione si attendono vantaggi abbastanza evidenti: risparmio fino all’80% dei tempi di gestione delle pratiche, eliminazione di circa 2000 fogli di carta da ciascun ufficio, maggiore tracciabilità e controllo delle domande in tempo reale, possibilità di accedere a un archivio delle pratiche sempre ordinato delle richieste e possibilità di effettuare i pagamenti direttamente online. “Se tutto andrà secondo i tempi stabiliti i primi porti a sperimentare il nuovo sistema saranno quelli che si renderanno disponibili a partire dalla Toscana e della Sardegna” conclude Pietro Angelini. “Ovviamente la prudenza è d’obbligo ma siamo molto fiduciosi”.

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Nasce la nuova frontiera del turismo digitale: ecco la start up (tutta italiana) Bidtotrip

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Si chiama Bidtotrip la nuova frontiera italiana del turismo online, che permette a tutte le tasche di accaparrarsi soggiorni di lusso spendendo solo pochi euro. Nata dall’idea di tre professionisti romagnoli appena trentenni, l’imprenditrice Sara Brunelli, l’avvocato Augusto Grandi e la docente di informatica Chiara Fusaroli, la start up ha creato un sito di aste online con caratteristiche assolutamente inedite nel panorama mondiale.

Grazie a un meccanismo sociale di iscrizione e condivisione, gli utenti possono puntare sui vari soggiorni inseriti nel sito, senza che ci sia una base d’asta predefinita. E’ possibile aggiudicarsi soggiorni con sconti fino al 98% rispetto al valore. I non vincitori si vedono restituire per intero il valore delle puntate effettuate, ad esclusione del costo di iscrizione all’asta, che in media è di pochi euro. I vincitori possono godersi il buono di viaggio vinto all’asta, valido per 6 mesi, senza alcun vincolo di fruibilità, anche in periodo di ponti, festività ecc. Se non ha vinto la vacanza, e se l’hotel partner acconsente è possibile attivare un sistema di vendita flash sale successivo alla chiusura dell’asta: terminata quest’ultima, il sistema invierà via e-mail un’offerta speciale dedicata e personalizzata a tutti gli utenti che hanno partecipato all’asta senza vincerla. Tali utenti, quindi, avranno ancora la possibilità di effettuare il soggiorno a condizioni di grande convenienza.

Online da poche settimane, Bidtotrip offre pacchetti di soggiorno da 1 a 3 notti presso le più rinomate strutture turistiche europee, dalle 4 stelle alle 5 stelle superior, il tutto veicolato attraverso il sito web e le sue dinamiche di marketing relazionale. “Nell’area Europa 27 si registrano circa 1 miliardo di viaggi all’anno di cui circa 6 milioni compresi fra 1 e 3 notti” racconta Sara Brunelli, Ceo di Bidtotrip. “Allo stesso tempo oltre 1 milione di posti letto per giorno rimangono invenduti nelle strutture di lusso mentre proliferano le offerte di viaggi low-cost. Il nostro sito nasce con l’obiettivo di risolvere questo problema”.

A differenza di tutti gli altri siti di aste, però, le strutture convenzionate ricevono per intero, direttamente da Bidtotrip, il corrispettivo preventivamente concordato. “In questo modo non spogliamo gli operatori del settore dei propri guadagni” spiega Augusto Grandi, che in Bidtotrip è Chief Legal Officer, “anzi, glieli garantiamo. Nessuna commissione, nè rischi di mancato ricavo o ribassi eccessivi per le strutture alberghiere”. Bidtotrip richiede quotazioni per le tipologie di camera Superior/Deluxe/Junior Suite o Suite e non per la tipologia di camera Classic. In questo modo l’hotel partner riesce a mantenere un livello di ricavo medio camera elevato. “La start-up è ora in fase di ricerca di nuovi finanziatori, che permettano ulteriori investimenti – conclude Chiara Fusaroli, Chief Technical Officer. – L’obiettivo è quello di raggiungere i 100.000 utenti entro la fine del 2015”.

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Audipress: aumentano i lettori di quotidiani, settimanali e mensili su carta e digitale

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I giornali raggiungono 46.509.000 di italiani: quasi il 90% della popolazione ha letto almeno un titolo stampa (su carta o digitale) negli ultimi 30 giorni: questi i dati raccolti: questi i risultati dell’indagine ufficiale per la lettura della stampa approvati oggi dal consiglio di amministrazione di Audipress, presieduto da Maurizio Costa.

Su carta o digitale ogni giorno si raggiungono quasi 30 milioni di letture per i quotidiani (per 19.387.000 lettori), ogni settimana 32,5 milioni di letture per i settimanali (18.149.000 lettori) e ogni mese 32,4 milioni di letture per i mensili (16.545.000 lettori). La lettura dei giornali mostra poi segnali interessanti di crescita (a parità di mercato rispetto alla precedente pubblicazione: lettori quotidiani +0.4%, lettori settimanali +1.7%, lettori mensili +0.2%). Oltre 2,5 milioni di italiani hanno scelto il formato digitale per le proprie letture. L’analisi della composizione dei lettori offre altri indicatori importanti: la “qualità” è dimostrata nello spostamento verso una readership più attiva e consapevole (aumenta la quota dei lettori di copie comprate) e, in particolare nel caso dei quotidiani, verso una maggior fedeltà di lettura, a riconoscimento dell’importante relazione lettore/testata. I dati dell’edizione Audipress 2014/III sono il risultato dell’indagine ufficiale per la lettura della stampa quotidiana e periodica in Italia. Esplorando le modalità di lettura degli italiani, Audipress fornisce un ampio patrimonio informativo sulla readership e sulla fruizione delle testate. Con l’obiettivo di ampliare le informazioni fornite, ai due target “Lettori carta e/o replica” e “Lettori carta” si affianca per la prima volta anche il dato relativo ai “Lettori della copia Replica”. Oltre ai dati per testata, la pubblicazione si arricchisce dei dati di scenario sulla lettura (per quotidiani e periodici nel complesso e per stampa nel complesso), utile complemento alle analisi sul fenomeno. I dati sono il risultato di 50.202 interviste personali, condotte con il sistema CAPI Doppio Schermo, su un campione rappresentativo della popolazione italiana di 14 anni e oltre. Le interviste sono state realizzate lungo un calendario di 35 settimane complessive, dal 27 gennaio 14 dicembre 2014. Gli Istituti esecutori del field sono Doxa ed Ipsos; il disegno del campione e l’elaborazione dei dati sono stati effettuati da Doxa; i controlli sono a cura di Reply.

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“Effetto Digitale”, il digitale e il lavoro nel nuovo libro di Andrea Boscaro e Riccardo Porta

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Da Dick Fosbury, celebre “inventore” del salto in alto moderno (per intenderci, quello fatto “di schiena”), alla perfetta padronanza della rete per il proprio lavoro, per la propria carriera, per il proprio successo. Un salto logico importante, quello fatto da Andrea Boscaro e Riccardo Porta nel loro “Effetto Digitale” (edito da FrancoAngeli), dietro un unico filo conduttore: l’importanza dell’innovazione.

Quello dei due esperti di marketing non è, infatti, nè un libro sul lavoro nè un libro sulla rete, o sulla tecnologia in generale. “Effetto Digitale” è un libro sull’innovazione, su come sfruttare questi nuovi strumenti digitali per avere successo nella propria carriera. E, in questo, la rete in questo può essere una forte alleata. Che si stia cercando di capire meglio le opportunità professionali che offre la Rete, se si vuole portare un cambiamento in azienda, innovando il modo di pensare e gli stessi processi produttivi, questo è il libro adatto. Google, Facebook, Youtube, Twitter o Linkedin aprono diverse opportunità che bisogna conoscere, dominare e sfruttare a proprio vantaggio. Il testo affronta con spunti strategici, ma soprattutto con esempi pratici, come il digitale cambi il mondo del lavoro introducendo nuove professionalità e offrendo ad aziende e professionisti modelli ed opportunità, ma anche minacce ed aree di attenzione per le quali è necessario prestare la massima cautela a partire dalla gestione della reputazione online. Il volume si pone come una guida alla scoperta delle modalità con le quali misurarsi con il mondo del digitale e come un manuale concreto per entrarvi a farne parte. Il testo traccia prima di tutto un elenco delle nuove professioni del digitale e dei percorsi formativi per accedervi; mostra poi quanto e come il digitale sia entrato nelle aziende e abbia modificato le mansioni di chi ci lavora. In tutti i settori. Nella seconda parte l’attenzione è invece dedicata agli strumenti digitali che è importante conoscere per informarsi, comunicare e collaborare al meglio; si spiega infine come utilizzare i motori di ricerca (Google) e i social media (Facebook, Twitter, Linkedin, YouTube …) per far emergere il proprio “marchio” personale o aziendale.

Un esempio perfetto è nella prefazione, scritta dal famoso giornalista sportivo Gianluca Di Marzio, noto conduttore e telecronista di Sky. Riportando qui alcune sue parole, “io avevo solo Facebook e lo usavo per mettere le foto al mare. Oggi la mia vita è cambiata, lo ammetto. Non ho figli naturali, ma uno virtuale. Proprio quel sito Internet diventato brand, come dicono i moderni. E la mattina, appena mi sveglio, apro Twitter per vedere cosa è successo durante la notte e se i miei follower hanno gradito/commentato (anche criticato) i miei post o interventi serali. Poi, dopo la colazione, c’è Instagram per controllare se la foto del giorno può servirmi da spunto per un pezzo in tv o per sapere che pesce ha preso Ibra nella sua mattinata libera al Psg. Già. Non tornerei più indietro, lo confesso. Anche se adesso ho meno segreti per tutti quelli che mi seguono e il mio mondo ha le finestre quasi sempre aperte sull’utenza. Non tornerei indietro perché non mi sento mai solo. Ho sempre qualcuno (che non conosco) con cui confrontarmi, scherzare, anche litigare, sì. Ho poi l’opportunità di conoscere tante altre persone, grazie al web. […] Ho coltivato e custodisco una parte del mio pubblico, l’ho fatto consapevolmente perché credo nella forza del rapporto e della sinergia con chi deve valorizzare o comprare il prodotto che fornisco. Rispondo ogni giorno a decine di domande, ringrazio per i complimenti e puntualizzo dopo le critiche. Ci sono. Sempre. Di giorno e pure di notte, quando a volte coinvolgo tante persone fino a tardi con indovinelli sul prossimo colpo della Juve o del Milan. Loro mi sentono vicino, sì. Sanno di poter chiacchierare con un personaggio pubblico come fosse a casa. Di poterlo menzionare e ricevere forse una sua risposta. Come se whatsappassero (si dice così?) con la fidanzata o mandassero un sms di famiglia. E io mi sento coccolato, considerato, seguito, attenzionato. Di più, mettendola sul materiale: mi porto dietro un portafoglio clienti dal potenziale interessante, circa 760.000 persone tra Twitter, Facebook e Instagram. Una volta ho persino pensato di coinvolgerli tutti organizzando una mega festa. Ho rinunciato, non so nemmeno come e dove poterli ospitare tutti”.

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Nel 2015 sarà il consumatore a scegliere mezzi e contenuti: i trend di Hotwire

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La possibilità di avere a disposizione tantissimi contenuti, e tantissimi mezzi su cui fuirne, metterà il consumatore di fronte a più scelte. È questo uno dei trend più importanti emersi dal sesto report di Hotwire, ‘Best Technology PR Agency Worldwide’, sui trend digitali dell’anno appena iniziato. Con questa indagine, Hotwire evidenzia come la ‘possibilità di scelta’ sia il catalizzatore che informa la maggior parte dei trend digitali del momento, ritenendo che il 2015 sarà l’anno del CYOC: Choose Your Own Content.

“Abbiamo osservato il modo in cui i brand stanno sviluppando le proprie strategie digitali e abbiamo utilizzato il nostro strumento proprietario ‘Listening Post’ per analizzare le conversazioni social in quest’ambito. Ciò che emerge in modo molto chiaro dall’indagine è che quest’anno la possibilità, per i consumatori, di scegliere uno stile personalizzato di fruizione dei contenuti sarà destinata ad avere un enorme impatto nel settore della comunicazione” afferma Beatrice Agostinacchio, Country Manager di Hotwire in Italia.

A seguire il dettaglio dell’intera Top 10 dei trend digitali individuati per il 2015:

1. Scelta di contenuti personalizzati
La possibilità di scegliere la modalità di fruizione del contenuto – che sia scritto, visivo o audio – rappresenterà una delle tendenze più importanti dell’anno: contraddistingue i consumatori come individui e li unisce nell’esigenza comune di controllare il modo in cui i brand interagiscono con loro…

 

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IAB Forum 2014: come l’economia digitale può far crescere l’Italia  

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Alla dodicesima edizione di IAB Forum “Insipiring Digital Ideas”, in programma presso il Mico Milano Congressi di Milano il 25 e 26 novembre, saranno i protagonisti dell’economia digitale a riflettere e confrontarsi sul contributo che l’innovazione digitale e la comunicazione interattiva possono offrire alla crescita economica e all’evoluzione della società.

A fare gli onori di casa sarà Carlo Noseda, Presidente di IAB Italia, che aprirà i lavori di entrambe le giornate, articolate intorno alle parole chiave “inspiring, digital opportunities, digital communication” la prima, mentre la seconda si focalizzerà su “start up, innovazione, passioni & digitale”.
Nella due giorni, infatti, la platea avrà l’occasione di approfondire il punto di vista della industry della comunicazione digitale attraverso analisi di andamento e principali trend, la prospettiva delle aziende, che condivideranno casi di successo e priorità del mondo dell’impresa, la visione dei guru internazionali, le opportunità delineate dai venture capitalist, il ruolo chiave dell’innovazione per le Istituzioni italiane, e le riflessioni di ospiti prestigiosi sull’evoluzione dei linguaggi e della comunicazione nell’era contemporanea.

La prima giornata (25 novembre) si aprirà con una tavola rotonda tra i maggiori esperti in Europa e in Italia, a confronto su evoluzione delle audience e dati e trend del mercato, con l’obiettivo di  offrire un’analisi esaustiva – una “bussola” – alle aziende italiane, grandi e piccole, per investire con sempre maggiore efficacia nel digitale. Sarà, infatti, Townsend Feehan, Ceo IAB Europe, ad intervenire per prima, cui seguirà il contributo di Enrico Gasperini, Presidente di Audiweb, osservatorio privilegiato dell’evoluzione dell’audience in Italia. Michele Marzan, Vice President di IAB Italia si confronterà quindi con Alberto Dal Sasso, Advertising Information Services Business Unit Director The Nielsen Company e Marta Valsecchi, Responsabile della Ricerca dell’Osservatorio New Media & New Internet Politecnico di Milano, per fare il punto sul mercato in Italia, nell’ottica del confronto e dell’identificazione di metriche e standard condivisi.
Sarà quindi il momento dei contributi internazionali: Josh Partridge, Director EMEA Advertising Shazam, Dan Wright, Director Media Group Europe Amazon e Bernardo Hernandez, Ceo Flickr tracceranno le sfide future di un mercato costantemente in evoluzione, mettendo in luce le opportunità offerte da un uso sapiente e maturo della comunicazione.
La mattinata si  concluderà con un focus su un’altra anima del panorama digitale, quella dell’entertainment online. Protagonisti saranno Gabriele Immirzi, COO Fremantlemedia Italia e la giovanissima web star Favij: un maestro dell’intrattenimento video si confronterà con la rivelazione italiana degli Youtubers, che annovera più di 130 milioni di contatti in tutto il mondo, per illustrare le nuove frontiere della comunicazione video su internet. Con loro Luca Casadei, Founder webstarschannel che ha supportato con la sua agenzia di Talent Managing la crescita di molti volti noti del web. Roberto Saviano, ad oggi lo scrittore italiano più seguito sul web, che in collegamento dagli Stati Uniti affronterà con Paola Marinone, Co-Founder & CEO BuzzMyVideos Network, il tema del video online come nuovo strumento e opportunità complementare al tradizionale contesto televisivo.

L’innovazione come opportunità e le start up quali motore del possibile cambiamento sono i temi della seconda giornata di IAB Forum 2014.
L’analisi dello stato dell’arte di un vero e proprio segmento di mercato, quello delle start up, sarà a cura di Stefano Portu, Consigliere IAB Italia, e Andrea Rangone, Responsabile Scientifico Osservatorio Startup Hi-Tech, School of Management Politecnico di Milano e Italia Startup.
Sarà poi la volta di ascoltare, dalla voce dei principali venture capitalist italiani e imprenditori di internet, la loro ricetta per il successo a lungo termine: Fausto Boni, Co-founder and General Partner of 360° Capital Partners, Massimiliano Magrini, Co-Founder Managing Partner United Ventures, Andrea Di Camillo, Founder P101, Mauro Del Rio, Chairman & Founder Buongiorno, Alberto Genovese, Founder Facile.it e Carlo Giordano, Amministratore Delegato immobiliare.it.

Ospite d’eccezione di questa sessione sarà  Chris Anderson, ex Direttore di Wired e oggi  Co-founder  CEO di 3D Robotics, uno dei manager internazionali più abili nell’interpretazione del business e dei nuovi modelli economici e commerciali.

IAB Forum 2014 ospiterà, inoltre, Paolo Barberis, Consigliere per l’innovazione del Presidente del Consiglio approfondirà il percorso e l’accelerazione che il nostro Paese, in una stretta collaborazione pubblico privato, sta facendo sul tema dell’agenda digitale e sull’innovazione come chiave per crescita delle aziende e per la creazione di posti di lavoro.

Il confronto proseguirà tra Antonio Bosio, Head of Product & Solution Samsung, e Massimo Russo, Direttore Wired Italia sull’affascinante scenario dell’internet of things.  A chiudere la due giorni, il conduttore televisivo, attore e regista Pif, che approfondirà la sua esperienza professionale tra internet e tv.
Moderatore di IAB Forum sarà Marco Montemagno, giornalista e imprenditore del mondo digital, che condurrà l’evento quest’anno ancora più interattivo e vivace. Tramite l’hashtag ufficiale #iabforum, IAB Italia raccoglierà infatti, nei giorni precedenti il Forum e live nel corso dell’evento, le domande che saranno poi sottoposte ai diversi ospiti.

E’ possibile accreditarsi gratuitamente all’evento sul sito www.iabforum.it e costruire la propria agenda personalizzata organizzando la partecipazione a workshop formativi e pianificando gli incontri con gli interlocutori più in linea con i propri obiettivi di business e di networking.

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