AZIENDE

Intesa Sanpaolo accelera sulla digital transformation: 2,8 miliardi di euro di investimenti entro i prossimi tre anni

- # # # # # #

Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo ha presentato questa mattina a Milano il suo percorso verso la trasformazione digitale, che l’ha portata a essere la prima banca digital del paese e ad avere obiettivi davvero ambiziosi per i prossimi tre anni.

Sono 8 milioni i clienti multicanale di Intesa Sanpaolo, di cui quasi 3 milioni sulla nuova app Intesa Sanpaolo Mobile, 56 milioni le login al mese solo su app, 53 milioni le operazioni dispositive su app da inizio anno, di cui 1,2 milioni di prelievi cardless. Inoltre, 47,3 milioni di operazioni di post vendita carte nel 2018 (es. aumento plafond carte, pin richiesti), cui si aggiunge l’enorme mole di consultazioni accessibili in ogni momento con pochi clic dal proprio smartphone.

Forrester Research, una delle più influenti, indipendenti e autorevoli società di ricerca a livello mondiale, posiziona la piattaforma digitale retail – banca online – di Intesa Sanpaolo tra le prime tre banche digital in Europa (Valutazione/Benchmark Europeo 2017). Nel 2018, inoltre, Intesa Sanpaolo Mobile si è posizionata al terzo posto come “Strong Performer” tra le sei banche analizzate dell’area Euro.

Alla base di questi traguardi, un deciso cambiamento culturale e una visione strategica centrata sulla trasformazione digitale e sulla multicanalità, in piena sintonia con i nuovi comportamenti dei clienti, con l’evoluzione delle tecnologie e con uno scenario competitivo che sta rivoluzionando il modo di fare banca.

La ricerca IPSOS

Secondo una recente indagine condotta da IPSOS (novembre 2018) sull’utilizzo degli strumenti digital e sui canali preferiti nella relazione con la propria banca, gli italiani sono sempre più connessi: il 75% si collega mensilmente a internet da mobile, scaricando un’ampia tipologia di app (fonte Audiweb – ad esempio social, eCommerce, musica, video, travel, news).

Il 54% degli intervistati dichiara di avere scaricato l’app della propria banca, il 51% ha un’app per i pagamenti in mobilità. L’evoluzione digitale fa bene all’immagine delle banche, in quanto contribuisce a renderle più innovative e attente ai giovani: e infatti sono proprio i giovani tra i 15 e i 24 anni ad avere scaricato maggiormente le app finanziarie, indicandole come lo strumento preferito per le operazioni bancarie e dichiarando un maggiore utilizzo dell’app per i pagamenti: 18% verso l’8% in media della popolazione.

L’home banking è invece il canale preferito per le fasce d’età più mature. I clienti che utilizzano app e dispositivi online mantengono, in generale, anche le visite in filiale, che resta il punto di riferimento per le operazioni più complesse e per le richieste di chiarimenti. I risparmiatori già avvezzi all’utilizzo degli strumenti digitali ritengono inoltre ancora importante il confronto con un consulente per la gestione dell’investimento, sebbene mostrino un’apertura verso l’utilizzo di un’app, affiancata alla consulenza personale.

In questo contesto, i clienti Intesa Sanpaolo risultano essere tra i più soddisfatti, sia per il percorso d’innovazione intrapreso dalla Banca, sia per le funzionalità messe a disposizione attraverso l’app Intesa Sanpaolo Mobile: il 72% è molto soddisfatto, verso il 56% della media dei clienti bancari.
La roadmap della trasformazione digitale di Intesa Sanpaolo.

L’esperienza digitale di Intesa Sanpaolo

Punti chiave di questo percorso, il completo ridisegno del sito e delle app, con la volontà di creare un’esperienza digitale di eccellenza, allineata ai migliori esempi mondiali, e una forte innovazione nel settore dei digital payment, fulcro dell’interazione quotidiana con i clienti.

La “banca di tutti i giorni” del Gruppo Intesa Sanpaolo è oggi accessibile attraverso un modello di servizio che consente libertà di canale e circolarità, autonomia e mobilità. I clienti più digitali e “fai da te” possono acquistare online quasi tutti i prodotti (l’85% del catalogo retail, tra cui il conto corrente, le carte di pagamento, i prestiti personali e anche prodotti non bancari, come smartphone, tablet e PC).

Per favorire lo sviluppo della cultura digitale dei propri clienti, Intesa Sanpaolo ha creato appositi strumenti e servizi per aiutarli a distanza nell’accesso ai nuovi canali (in chat con il proprio gestore o attraverso la Filiale Online, la nuova “banca al telefono”). Le filiali, dove ormai è stata eliminata la carta nell’85% delle operazioni bancarie e nel 98% dei contratti, restano comunque il punto di riferimento per la consulenza e per le esigenze più complesse.

Il nuovo modello delle filiali

A questo proposito, è stato avviato da oltre due anni un processo di completa rivisitazione del modello delle filiali, che prevede un nuovo allestimento per renderle luoghi aperti a incontri e iniziative e perfettamente integrati con il canale digitale grazie a soluzioni self-service evolute.

Alla rete delle filiali si aggiunge Banca5, la banca di prossimità del Gruppo Intesa Sanpaolo con oltre 15.000 tabaccherie convenzionate.

Il piano d’impresa 2018-2021

Il modello che Intesa Sanpaolo sta sviluppando è in piena linea con il piano d’impresa 2018-2021. Il Gruppo infatti prevede circa 2,8 miliardi di euro di investimenti nella trasformazione digitale entro i prossimi tre anni, portando le attività digitalizzate dal 10% nel 2017 al 70% nel 2021.

Gli investimenti interesseranno processi, cyber security, innovazione, strumenti di Advanced Analytics (più di 100 Data Scientist dedicati nel 2021 vs. 15 nel 2017), dialogo con le FinTech, estensione di piattaforme digitali e percorsi di acquisto multicanale per le imprese.

Inoltre, nei prossimi tre anni le vendite digitali dovranno crescere dal 2,5% di fine 2017 al 15%.

Il mobile, motore dell’ecosistema digitale di Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo Mobile, l’applicazione di Intesa Sanpaolo per il mobile banking, utilizzata da quasi 3 milioni di user, è il punto di accesso unico ai servizi della “app constellation”. Dal lancio, due anni fa, ha quasi triplicato gli utenti, che si connettono in media 18 volte al mese.

Punto di forza di Intesa Sanpaolo Mobile è la semplicità della modalità di autenticazione: il cliente può accedervi e autorizzare le proprie operazioni in totale sicurezza, in conformità con la nuova normativa PSD2, sfruttando anche l’impronta digitale o il riconoscimento facciale per i telefoni di ultima generazione. Anche nel caso in cui operi dal sito, riceve una notifica su app, che indica l’operazione da autorizzare, sempre utilizzando il riconoscimento biometrico.

Anche i servizi di digital payment di Intesa Sanpaolo sono tutti integrati nell’app Intesa Sanpaolo Mobile e accessibili già in pre-login attraverso il nuovo “portafoglio digitale” XME Pay, con cui è possibile pagare nei negozi con le carte o direttamente dal conto, salvare le carte fedeltà e i documenti di identità, con la possibilità di essere anche avvisati in prossimità della scadenza e beneficiare di offerte dedicate.

Dal 20 novembre, per i clienti Intesa Sanpaolo con dispositivi iOS – sono oltre un milione – è disponibile Apple Pay, attivabile direttamente da XME Pay su tutte le carte di credito, sulle prepagate e sulle carte di debito XME Card emesse dal Gruppo.

Per i cellulari con sistema operativo Android, XME Pay permette già da tempo di collegare le proprie carte a Samsung Pay, servizio di pagamento diffuso a livello internazionale, compatibile con tutti i POS.

Inoltre, i pagamenti diventano “social” grazie a JiffyPay, che dal 1° gennaio diventerà Bancomat Pay, modalità di pagamento account to account: usando il solo numero di telefono, JiffyPay permette anche di scambiare denaro durante una conversazione in chat e di creare dei gruppi per dividere il conto di una cena o fare una colletta per un regalo agli amici.

A oggi sono 650.000 i Jiffy scambiati e più di 200.000, in soli tre mesi, i clienti che hanno attivato XME Pay su smartphone Android ed Apple.

Le offerte digital per i più giovani

Per il mondo dei giovanissimi e delle loro famiglie è disponibile XME Salvadanaio – funzione attivata da 192.000 clienti. L’app Intesa Sanpaolo Mobile accompagna i clienti a risparmiare ogni giorno piccole somme per realizzare i propri desideri, ma può essere utile anche per insegnare ai propri figli a risparmiare per il futuro.

I genitori possono infatti aprire ai propri figli, anche online, il XME Conto Up (completamente gratuito, bolli compresi), dotandolo anche della XME Card, gestibile su app e su sito attraverso un parental control con cui possono impostare una “paghetta”, definire limiti e natura delle spese. Al compimento della maggiore età, il giovane potrà continuare a utilizzare il conto come un normale XME Conto per maggiorenni, mantenendo il medesimo IBAN.

Per i più piccoli, invece, è in uscita proprio in questi giorni XME Dindi, il “salvadanaio giocattolo” disponibile in forme accattivanti per i bambini. Quando viene connesso all’app Intesa Sanpaolo Mobile, mostra sul display il saldo del conto e gli obiettivi del “salvadanaio”. Sempre sul display viene mostrata anche la ricezione di nuovi versamenti, rendendo così immediata la percezione della crescita del risparmio anche per i piccoli.

A partire dal mese di dicembre, in 16 filiali italiane, il Museo del Risparmio dedicherà laboratori di educazione finanziaria a bambini tra i 7 e i 12 anni, con la presenza interattiva in ogni evento del robot umanoide Pepper. Ai partecipanti sarà regalata la guida “Paghetta & Consigli. Conoscerla, capirla, sperimentarla”, realizzata dal Museo del Risparmio per orientare i genitori sul tema.

Intesa Sanpaolo Investo: la nuova app dedicata agli investimenti

L’ultima nata nella app constellation di Intesa Sanpaolo è Intesa Sanpaolo Investo, l’applicazione dedicata agli investimenti, che permette di fare trading in modo semplice, veloce e informato e tenere sotto controllo il proprio patrimonio, attraverso un’esperienza digitale vicina a quella in filiale con il proprio gestore.

Con Investo, i clienti hanno a disposizione un’ampia gamma di informazioni, che portano l’app al livello dei migliori player di mercato: possono utilizzare la ricerca avanzata per muoversi tra migliaia di titoli quotati; visualizzare per ogni azienda un corredo informativo completo di dati di bilancio, indicatori finanziari, storico quotazioni, grafici avanzati interattivi e notizie correlate; creare e gestire portafogli virtuali per simulare le strategie di trading; monitorare con la watchlist i propri titoli preferiti. È inoltre possibile attivare widget per consultare i titoli preferiti e le notizie più rilevanti, senza la necessità di accedere all’app.

A meno di un mese dal rilascio sugli store, i risultati sono importanti: il 20% degli ordini sul mercato secondario dei clienti di Intesa Sanpaolo passano infatti da Investo.

Verso la cashless society: i progetti del 2019

Lo smartphone sostituirà sempre di più nei pagamenti i tradizionali contanti e perfino le carte. In questo settore, Intesa Sanpaolo vuole essere driver e leader nazionale, in un percorso di innovazione il cui obiettivo è far diventare sempre più i pagamenti digitali un’abitudine, puntando soprattutto sugli acquisti quotidiani di piccolo importo.

Nella settimana dal 7 al 15 dicembre la Banca promuoverà, in collaborazione con Mastercard, l’iniziativa Cashless District, che incentiverà i pagamenti attraverso il portafoglio digitale XME Pay nelle quattro aree metropolitane di Torino, Milano, Roma e Napoli.

Nel 2019 è atteso il lancio di Bancomat Pay, l’iniziativa che nasce dall’accordo tra Sia e Bancomat, che permetterà ai titolari di carte PagoBancomat di saldare operazioni attraverso il cellulare, senza dover più digitare alcun codice, dando così grande impulso ai micro-pagamenti digitali.Intesa Sanpaolo supporterà l’evoluzione digitale del Bancomat, rendendo gratuita per gli esercenti le transazioni di piccolo importo.

Sempre nel 2019, il Gruppo lancerà una nuova app per esercizi commerciali, che fungerà da unico punto di accettazione di tutti i pagamenti – contactless con carte o smartphone, con Bancomat Pay, Alipay etc. – e come unico cruscotto di rendicontazione integrata multibanca, con conseguente abbattimento dei costi e maggiore engagement con i negozianti: non sarà più necessario avere un POS, per l’esercente sarà sufficiente avere un tablet o uno smartphone.

L’app fornirà anche un supporto di marketing, grazie al nuovo servizio Infovendite, utile per analizzare le dinamiche di incasso, comparare le performance rispetto alle best practice di settore presenti nel territorio, individuare le aree di ottimizzazione del proprio business.

Le nuove iniziative saranno un volano importante per la “war on cash” e per l’ulteriore diffusione dell’eCommerce.

La collaborazione con ATM e Comune di Milano

Intesa Sanpaolo è inoltre uno dei partner tecnologici di ATM Milano per abilitare l’ingresso nella metropolitana semplicemente avvicinando ai tornelli qualsiasi carta Mastercard o VISA contactless o virtualizzata sul telefono. Con la Pubblica Amministrazione la collaborazione punta ad ampliare le opportunità di pagamenti digitali e l’introduzione di nuovi servizi: ad esempio tramite l’abbinamento dell’utente con il solo numero di telefono su PagoPA e l’accettazione digitale presso l’Anagrafe del Comune di Milano.

Intesa Sanpaolo considera la sfida dei pagamenti digitali un business da network: piena disponibilità, quindi, a collaborare con gli altri operatori come sistema Paese, per favorire la riduzione dei costi e avvicinare l’Italia alle migliori pratiche europee.

Il digitale al servizio delle persone

La tecnologia al servizio della finanza cambierà sempre più e sempre in meglio i servizi, il risparmio, gli investimenti, il nostro stesso modo di essere banca. Con 2,8 miliardi di investimenti, confermiamo la trasformazione digitale quale priorità per lo sviluppo del Gruppo Intesa Sanpaolo.
Consideriamo la concorrenza delle FinTech un’opportunità per stringere alleanze strategiche e migliorare la nostra presenza digitale, nella consapevolezza che sarà proprio questo un elemento distintivo e sempre più determinante nelle scelte dei clienti. Lo scenario che stiamo immaginando e anticipando spazia dall’introduzione dei primi sistemi di intelligenza artificiale fino alle piattaforme evolute per la gestione robotizzata degli investimenti, in una logica di piena integrazione tra la componente umana e quella digitale del servizio. Quello che è certo, è che le persone – i clienti, i dipendenti – resteranno al centro, in un modello di relazione consolidato e duraturo, sempre più improntato sulla qualità e sulla fiducia”, è il commento di Stefano Barrese, Responsabile Banca dei Territori Intesa Sanpaolo.

articoli correlati

BRAND STRATEGY

Adacto e Sammontana: la digital transformation parte dal sito

- # # # #

sammontana

Voluto dal brand e richiesto dagli utenti, il nuovo sito Sammontana punta alla creazione di una customer experience cross device piacevole, utile e soddisfacente. Adacto ha curato l’intero progetto, affiancando l’azienda nella scelta di un framework applicativo evoluto come Adobe AEM – di cui il sito è solo la prima applicazione del percorso programmato di digital transformation – e progettando un layout che esalta immagini e video per restituire a pieno le emozioni dell’estate italiana.

Full responsive e disegnato per offrire la migliore esperienza su ciascun device, il nuovo sammontana.it porta in primo piano il prodotto con redazionali di approfondimento e con un tool di ricerca avanzata che consente di filtrare l’offerta bar e supermercato in base alla tipologia e alle caratteristiche di ciascun prodotto.

“La pubblicazione del nuovo sito – commenta Leonardo Bagnoli, AD Sammontana – è un passaggio importante per il lancio della nuova piattaforma digitale Sammontana, pensata per mettere il nostro cliente al centro. Un progetto impegnativo quello portato avanti con l’agenzia che mette a frutto il lavoro di ascolto fatto in questi anni e risponde in maniera puntuale sia alle esigenze di business che a quelle di comunicazione. Il risultato è evidente: un sito in linea con le più evolute esperienze digitali, oltre che tecnologicamente avanzato. In altre parole, un sito in grado di rispondere ai nuovi gusti dei nostri consumatori, fornendo informazioni sui gelati e sui valori più autentici della marca, ricomponendo il racconto della nostra estate italiana.”

Nel progetto grande attenzione è stata dedicata alle differenti esigenze alimentari con sezioni verticali sui gelati “senza latte” o “senza glutine”, o le proposte kids per il benessere dei più piccoli. Un taglio redazionale adottato anche per raccontare i numerosi eventi e le iniziative sponsorizzate dalla marca: un distributore di stimoli per un’estate ricca di musica, allegria e naturalmente di gusto.

 

articoli correlati

AZIENDE

NetApp è sponsor ufficiale del Ducati Team in MotoGP. Guiderà la trasformazione digitale nelle competizioni motociclistiche

- # # # #

NetApp

NetApp, che da sempre aiuta i propri clienti a trasformare il mondo attraverso i dati, annuncia oggi la sua collaborazione con Ducati (parte del Gruppo Volkswagen) per guidare la trasformazione digitale delle competizioni motociclistiche come sponsor ufficiale del Ducati Team nel Campionato del Mondo MotoGP 2018, partito il 18 marzo sul circuito di Losail in Qatar con la strepitosa vittoria di Andrea Dovizioso. Con questa partnership Ducati sarà in grado di accelerare prestazioni, stabilità e affidabilità – dentro e fuori pista.

Sin dall’alba dell’era dei quattro tempi, che nel 2002 ha aperto le porte del Campionato del Mondo MotoGP alla Ducati, l’azienda italiana di base a Bologna ha lavorato instancabilmente per migliorare le proprie moto e la propria strategia di corsa. Avendo notato che i propri dati stavano diventando sempre più distribuiti, dinamici e diversificati, Ducati si è rivolta a NetApp. Grazie a questa collaborazione, i membri del Ducati Team avranno ora un accesso rapido e affidabile ai dati in tempo reale in qualunque parte del mondo.

“NetApp è per Ducati un partner fondamentale per i progetti di trasformazione digitale, poiché i dati sono al centro della nostra strategia”, ha affermato Luigi Dall’Igna, Direttore Generale di Ducati Corse. “Con NetApp, saremo in grado di liberare il valore dei nostri dati e prendere decisioni essenziali basandoci sui Big Data provenienti da uno dei più avanzati sistemi IoT: una MotoGP. Ogni minuto di una gara ci fornirà nuove informazioni su come possiamo ottimizzare le operazioni e innovare per migliorare le prestazioni”.

Ducati farà affidamento sull’approccio Data Fabric di NetApp per il Ducati Team, che parteciperà a 19 gare in 15 paesi nei cinque continenti nell’ambito del campionato mondiale MotoGP. Inoltre, Ducati utilizzerà le soluzioni NetApp per modernizzare la propria infrastruttura IT e di protezione dei dati, migliorando la loro protezione e sicurezza e accelerando la compliance con il GDPR.

“Ducati e NetApp condividono la stessa straordinaria passione per l’innovazione”, ha affermato Henri Richard, Executive Vice President of worldwide field and customer operations di NetApp. “Non vediamo l’ora di lavorare con loro per accelerare la loro trasformazione digitale, aumentare le loro performance e potenziare la sicurezza e il valore dei loro dati”.

 

articoli correlati

MEDIA

Triboo rinnova PMI.it, il portale di riferimento per le piccole e medie imprese

- # # #

PMI.it - Triboo

Triboo annuncia il restyling di PMI.it, magazine del Gruppo interamente focalizzato sulla piccola e media impresa. Fedele alla propria linea editoriale, ogni giorno PMI.it offre aggiornamenti e approfondimenti a uso di manager, imprenditori, professionisti e lavoratori, sviluppando tematiche e informazioni legate al mondo dell’economia, della fiscalità e della pubblica amministrazione.

Il restyling del sito ha riguardato sia la parte tecnologica sia la veste grafica. In particolare, l’operazione di rinnovamento ha l’obiettivo di offrire una user experience ancor più coinvolgente e un’informazione completa a 360 gradi, tramite percorsi di navigazione logici e totalmente correlati all’argomento di interesse.

I tre storici canali del portale – Economia, Impresa e Tecnologia – si sono arricchiti di due nuove sezioni di approfondimento, “Professioni” e “PA”, articolate in sottocategorie a tema. Questa nuova organizzazione dei contenuti consente di mettere a disposizione di ogni lettore informazioni mirate e dettagliate, ottenendo così una visione completa sul mondo del lavoro in Italia.

È stata rivista anche la sezione l’“Esperto risponde”, un modo veloce e personalizzato di venire incontro alle diverse esigenze e ai dubbi dei lettori del magazine. Infine, sono state aggiornate anche le tante rubriche e i servizi complementari offerti dal portale: dalle directory degli uffici pubblici (sedi INPS e Agenzia delle Entrate) ai calcolatori online (pensione, mutuo, Codice Fiscale, Tasi, ISEE).

“Se è vero che PMI.it è da oltre dieci anni il portale di riferimento in Italia per ogni lettore in cerca di informazioni affidabili e puntuali sulle novità che impattano sul mondo del lavoro e sul “funzionamento” del suo ecosistema”, ha dichiarato Alessandra Gualtieri, Responsabile Editoriale di PMI.it, “è anche vero che oggi questo ecosistema sta cambiando velocemente. E PMI.it non poteva restare a guardare. Ecco perché abbiamo deciso di rinnovarci: in un mercato della piccola e media impresa sempre più legato a doppio nodo al fenomeno della Digital Transformation – dal workplace agli adempimenti verso la PA a carico di imprese e lavoratori – l’informazione di settore deve seguire i nuovi trend ed intercettare la domanda di informazione di qualità rispondendo in maniera efficace e completa”.

“Annoverare nel nostro portfolio editoriale un brand come PMI.it è per noi motivo di grande orgoglio. È un prodotto di successo che completa la nostra offerta nel segmento finanziario-economico, ambito in cui Triboo è tra i principali player italiani”, ha sottolineato Enrico Ballerini, Chief Editorial Officer di Triboo Media. “Il rinnovo di PMI.it si innesta in un processo di riorganizzazione e restyling di tutte le nostre testate proprietarie, in un’ottica di miglioramento dell’esperienza di fruizione da parte degli utenti e di organizzazione dell’advertising in pagina in linea con i nuovi dettami portati dalla coalition for better ads. Inoltre, la fusione con altri siti del Gruppo, come ManagerOnline e PubblicaAmministrazione, permetterà a PMI.it di estendere la propria copertura editoriale a tematiche come la crescita professionale e il rapporto delle imprese con le diverse istituzioni”.

articoli correlati

AZIENDE

DigiTouch e IPG Interpublic Group: insieme per un’offerta integrata di servizi innovativi

- # # # #

IPG - Gruppo DigiTouch

IPG Mediabrands e McCann Worldgroup, entrambe appartenenti a IPG, e il Gruppo DigiTouch, società specializzata nel Mar-Tech, hanno stretto una partnership commerciale. L’accordo si basa sulla reciprocità dei servizi offerti dalle due società che, lavorando a quattro mani sui progetti, potranno valorizzare le rispettive competenze e conoscenze nel mercato dell’advertising on e offline, anche sui mercati esteri, offrendo ai rispettivi clienti una gamma integrata e strutturata di servizi.

Il Gruppo DigiTouch potrà avvalersi dei servizi di IPG Mediabrands e McCann Worldgroup per lo sviluppo e la gestione di progetti advertising sui mercati internazionali, dove non è presente, in modo da poter accedere anche a brand multinazionali che hanno centri decisionali fuori dall’Italia, oltre che a poter soddisfare le esigenze dei brand italiani in portfolio, i quali sempre più spesso richiedono servizi su diversi Paesi. Ancora, IPG Mediabrands e McCann Worldgroup diventano il partner di riferimento del Gruppo DigiTouch nella realizzazione di progetti omnichannel che coinvolgono anche la componente offline, mettendo a fattor comune la propria expertise nelle pianificazioni su radio, stampa, affissioni e ambient.

Il Gruppo DigiTouch, a sua volta, potrà offrire la propria esperienza in diverse aree del digital marketing, come ad esempio, lead generation promossa, qualificata e iper profilata nel settore finance e automotive (tramite MutuiperlaCasa.com e Autoandplus.com) fino a prodotti ad elevata componente tecnologica, quali la Customer Data Platform Audiens e la ChatBot. Potendo contare su un portfolio clienti variegato, il Gruppo DigiTouch potrà, inoltre, proporre diverse case studies di successo nell’ambito della digital transformation e partecipare a consultazioni insieme a IPG Mediabrands e McCann Worldgroup.

“In un mercato sempre più in evoluzione sia dal punto di vista delle soluzioni che delle competenze, aver un approccio aperto a partnership qualificate che creino valore per i nostri clienti, risulta un fattore critico di successo sempre più importante”, afferma Giuseppe Caiazza, CEO IPG Mediabrands/McCann Worldgroup Italia.

“Siamo molto lieti di questo accordo perché, in un mercato altamente competitivo quale l’advertising, è fondamentale avere un’offerta di standard qualitativo elevato e ad ampio spettro, in grado di rispondere in modo efficace ed esaustivo alle esigenze di comunicazione espresse dai brand, che sempre più ricercano un partner che sappia accompagnarlo on e offline e supportarlo nella strategia adv sui mercati esteri. Questo accordo, inoltre, permetterà di portare benefici a tutte le realtà attuali del nostro Gruppo, consentendoci di valorizzare le nostre differenti expertise e di lavorare a quattro mani insieme a un team di eccellenza, quale è quello di IPG Mediabrands e McCann Worldgroup”, afferma Paolo Mardegan, CEO del Gruppo DigiTouch (nella foto).

articoli correlati

AZIENDE

EY integra Applix e conferma la leadership nella trasformazione digitale delle imprese

- # # # #

applix digital trasformation

EY accelera il percorso innovativo dei propri servizi e acquisisce la scaleup italiana, Applix, con l’obiettivo di confermare la leadership nella trasformazione digitale delle aziende e delle istituzioni pubbliche attraverso le opportunità offerte anche dalla “mobile economy”.

Creata nel 2010 da Claudio Somazzi, founder e CEO, e Marco Cirilli, co-founder e CTO, Applix è diventata rapidamente una realtà internazionale nello studio e sviluppo di soluzioni mobile per le aziende e le istituzioni, con sedi operative in Europa, America e Asia e a capo di 4 aziende leader nel campo dei progetti digitali, e oggi le apps di Applix sono scaricate in più di 120 Paesi e, in oltre 50 nazioni, hanno raggiunto la Top 10 degli store con milioni di download.

“L’accordo con Applix è una delle più innovative operazioni di incubazione di scale up nel mondo della consulenza manageriale e pone EY all’avanguardia nel suo settore in termini di Open Innovation”,. commenta Andrea Paliani, Responsabile della consulenza per EY nell’area mediterranea. “EY può ora contare su ulteriori competenze, uniche e differenzianti,  che le permettono di offrire un contributo strategico ai propri clienti, in ogni settore di business, per lo sviluppo di una strategia digitale centrata sul cliente e sulla trasformazione delle operations aziendali, in ambito Impresa 4.0”.

Il successo di Applix è stato determinato da un approccio unico verso la user experience e la user interface (fattori determinanti nella mobile economy) e dall’utilizzo di piattaforme proprietarie, tutte sviluppate nel proprio centro di innovazione in Sardegna, collegato dal 2012 all’Università di Cagliari. l’acquisizione di Applix da parte di EY è un esempio unico di open innovation a livello internazionale. Infatti, dopo esser stata selezionata attraverso un complesso processo di scouting, Applix è stata coinvolta per diversi mesi nella realizzazione di progetti digitali per i clienti EY. La naturale conclusione di questo processo di “business incubation” è stata l’integrazione delle competenze del team Applix in EY.

“L’integrazione del nostro team in EY è la logica conclusione di un processo di crescita durato sette anni, che ora può finalmente contare su un booster di business e competenze assolutamente unico”, conferma Somazzi, ora Partner di EY in Italia. “EY-Applix, infatti, avrà l’opportunità di lavorare con clienti internazionali, leader nel loro settore di riferimento, e co-creare con loro un percorso di trasformazione digitale innovativo e concreto. È una sfida importante che impatterà sul nostro modello organizzativo e di business, consentendoci di fare un salto di qualità e di servire un mercato più ampio e complesso”.

articoli correlati

AGENZIE

Amplifon sceglie SapientRazorfish come partner globale per digital strategy e user experience

- # # #

Amplifon - SapientRazorfish

Amplifon ha scelto SapientRazorfish come partner globale di riferimento per digital strategy e user experience, in seguito a una gara e dopo aver avviato con successo una serie di progetti che spaziano dalla presenza online di Amplifon alla definizione dei modelli operativi di digital governance.

Da oltre due anni Amplifon sta investendo in un processo di digital transformation, di cui l’user experience è un pilastro fondamentale, con l’obiettivo di guidare un vero e proprio cambiamento culturale nel settore, ridefinendo il modo con cui il cliente si relaziona con il proprio udito, e su come viene informato, coinvolto e servito.

Come leader di settore, Amplifon è determinata ad anticipare le esigenze di clienti sempre più giovani e connessi, sviluppando un ulteriore potenziale di crescita attraverso una strategia completamente centrata sul cliente.

L’obiettivo della partnership tra Amplifon e SapientRazorfish è reinventare le modalità con cui le persone entrano in relazione con la marca attraverso tutti i touchpoint digitali. L’attività è iniziata con la definizione del framework di user experience a livello globale, sulla base dei princìpi di atomic design e grazie ai risultati di più cicli di ricerca sul campo svolti in Europa, Stati Uniti e Australia.

La creazione di un insieme di “Personas” e lo sviluppo dei customer journey e la prototipazione continua sono tra gli elementi essenziali del lavoro svolto da SapientRazorfish per Amplifon, secondo i modelli e i valori tipici del design thinking.

“Con SapientRazorfish abbiamo selezionato un partner allineato al nostro approccio globale improntato alla digital disruption di Amplifon e del settore”, spiega Cristiano Grassini Grimaldi, Digital Transformation Director Amplifon. “È una disruption guidata dall’innovazione e da una comprensione profonda dei clienti attraverso i dati. Siamo fortemente convinti che il design thinking sia un approccio che ci permetterà di esplorare nuove interazioni ed esperienze”.

“Amplifon è il cliente che tutti vorremmo avere: ha riconosciuto in modo radicale l’esigenza della digital business transformation e la sta davvero vivendo”, commenta Wolf Ingomar Faecks, Senior Vice President e Managing Director Continental Europe SapientRazorfish. “Con la nostra capacità ed esperienza su tecnologie, piattaforme e creatività, accanto ai nostri partner di Amplifon, svilupperemo strategie, prodotti e servizi che contribuiranno a raggiungere gli obiettivi dell’azienda, aprendo nuove opportunità di business e guidando un vero e proprio cambiamento nell’intera industria”.

articoli correlati

AZIENDE

Pernod Ricard e DigitasLBi insieme per incoraggiare la digital transformation

- # # # #

Pernod Ricard Italia ha affidato alla sede milanese di DigitasLBi, l’incarico di collaborare con il Marketing & Industrial Director, Costas Manoleas, e lo Strategic Planning, Media & Digital Manager, Simone Oltolina, per diffondere, rafforzare e stimolare la cultura digitale in azienda.

La partnership è iniziata nel 2014 con una serie di giornate di workshop nel corso delle quali alcune figure chiave dell’agenzia – dall’Executive Creative Director, Fabio Paracchini, all’Head of Strategy, Paolo Possenti, dalla Client Partner, Laura Ponasso, al CTO, Gianfranco Pocecai – hanno coinvolto una trentina di persone degli uffici marketing e comunicazione di Pernod Ricard nell’esplorazione delle sfide e delle opportunità della trasformazione digitale per brand “social by design” come Havana Club, Absolut, Ramazzotti, Mumm, Malibu, Jameson e altri ancora.

Il cocktail dei workshop di trasformazione digitale è composto da una parte di presentazioni e best practice strategiche e creative, da una parte di esperienza diretta con tecnologie e modalità di interazione particolarmente interessanti tra il mondo digitale e quello fisico e da due parti di lavoro di gruppo, con brief assegnati a diversi team multidisciplinari per comprendere insieme come iniettare un “digital mindset” nella vita presente e futura dei brand del gruppo.

“Aiutare le aziende e i brand ad affrontare al meglio la trasformazione digitale, da qualsiasi punto essi partano, è una delle cose che ci viene meglio in DigitasLBi”, afferma Fabio Paracchini, Executive Creative Director di DigitasLBi. “Ed è anche un ottimo punto di partenza per lavorare sui grandi temi del digital in modo meno tattico di quanto purtroppo non accada molto spesso. La cosa fondamentale che hanno capito in Pernod Ricard è che il digital non è un canale ma un pensiero, un punto di vista sul mondo e sulle relazioni tra i brand e le persone. Ed è un punto di vista imprescindibile anche se si fa qualcosa di teoricamente non-digital: pensate a tutti i TVC del Superbowl di quest’anno: erano commercial o operazioni digitali? Molto semplicemente erano entrambe le cose insieme”.

“I workshop che abbiamo studiato a quattro mani con DigitasLBi – continua Simone Oltolina, Strategic Planning, Media & Digital Manager di Pernord Ricard Italia – sono un modo per incoraggiare un utilizzo evoluto del “mezzo” 2.0: ritorniamo alla centralità delle idee e chiediamoci come il digital, lavorando in sinergia con le altre leve del marketing, possa aiutarci a creare contenuti migliori e strategie di diffusione o engagement più efficaci. Insomma, un digital orientato alla creazione di valore e non dominato dalla “fear of missing out”.

articoli correlati

AGENZIE

Alkemy apre il 2015 con una nuova acquisizione. TSC Consulting entra a far parte del gruppo

- # # # # #

Alkemy mette a segno la sua seconda acquisizione a poco più di due anni dalla costituzione. Entra a far parte del gruppo – che integra all’interno di un’unica struttura servizi di Digital Advisory, eCommerce, Digital Media Planning, Performance Marketing, Social Media & Digital PR, Agency – TSC Consulting, società romana, con sedi anche a Milano, Cagliari e Rende (Cosenza), specializzata in system integration (open source & cloud services soprattutto), R&S di tecnologie di frontiera e service per l’area communication ed eCommerce (innovation lab di Cagliari) e quelle abilitanti progetti di comunicazione integrata.

Francesco Beraldi, insieme ai manager della società, conferiscono infatti il 100% di TSC Consulting – 80 persone e 7 milioni di fatturato – nella società milanese guidata da Duccio Vitali (Amministratore Delegato) diventando socio con una quota di circa il 15%. Grazie a questa operazione Alkemy raggiunge dimensioni di oltre 30 milioni di euro per fatturato aggregato e 200 persone per membri dello staff, rafforza inoltre le quote della società in mano al management. L’acquisizione consente inoltre alla società di consolidare le proprie competenze in ambito tecnologico e di affacciarsi sul mercato della digital transformation, caratterizzato da ampi tassi di sviluppo.

La crescita costante registrata da Alkemy in questi due anni dalla nascita, conferma la validità dei presupposti e della visione di fondatori e management: la rilevanza sempre crescente del digitale nello sviluppo del business delle aziende – il
comparto cresce infatti a ritmi del 15% l’anno e che supera il miliardo di euro di valore – insieme alla mancanza, sul mercato, di un attore forte che incorporasse più aree di specializzazione del digitale.

“Con TSC Consulting a bordo rafforziamo le nostre competenze in ambito tecnologico ed entriamo anche nel settore della digital transformation. Il mercato cioè che ricomprende le tecnologie, la consulenza e le operations a supporto del
digitale. A poco più di due anni dalla nostra nascita, direi che Alkemy si posiziona come la realtà più rilevante, in Italia, in questo mercato”, ha dichiarato Duccio Vitali, Amministratore Delegato di Alkemy.

“L’ingresso in Alkemy consente a TSC di affiancare alla nostra area di specializzazione una visione più ampia, e maggiormente d’insieme, del mercato che ci aiuterà a sviluppare, insieme, soluzioni sempre più all’avanguardia”, dichiarano Francesco Beraldi – ora Presidente della società e board member di Alkemy – insieme ad Alessandra Spada, imprenditori e fondatori di TSC Consulting. Alessandro Mattiacci, Vice Presidente di Alkemy, guiderà lo sviluppo della BU Digital
Transformation come Amministratore Delegato di TSC.

 

articoli correlati

NUMBER

Capgemini Consulting: le imprese e la Digital Trasformation

- # #

Più di 1500 gli executive coinvolti, provenienti da 106 diversi Paesi, sono questi i numeri dell’ultima ricerca svolta da Capgemini Consulting con MIT Sloan Management Review dal titolo “Embracing Digital Technology: A New Strategic Imperative”. Una rivoluzione le cui motivazioni sono chiare ma non altrettanto le modalità e la direzione da seguire per realizzarla.

 

Il 78% del campione intervistato ritiene infatti che nel giro di due anni la Digital Transformation giocherà un ruolo critico nelle rispettive aziende. Dove la trasformazione digitale è una voce sempre presente nell’agenda del management, l’81% degli intervistati la reputa una soluzione in grado di fornire un forte vantaggio competitivo al business. Nonostante tale livello di convincimento, i business leader faticano a tradurre l’opportunità in una visione di cambiamento o in una roadmap di intervento. Per il 63% degli intervistati la propria azienda adotta infatti un ritmo di evoluzione tecnologica troppo lento.

 

Uno degli ostacoli principali sembra essere la mancanza di urgenza, o l’assenza di una situazione disastrosa. Inoltre, solo il 36% dei dirigenti ha condiviso con i dipendenti una visione a supporto della Digital Transformation (ma di questo terzo che lo ha fatto, il 93% dei dipendenti risulta sostenerla con convinzione).  Solo metà delle imprese crea dei business case a supporto degli investimenti nel digitale. Nel 40% dei casi, gli intervistati hanno affermato di non disporre di alcuna pratica di governance formale a supporto della Digital Transformation; attualmente solo il 26% fa leva sui KPI per valutare i progressi.

 

Lo studio cita Starbucks quale società che ha compiuto un grande passo nella giusta direzione; ha infatti creato la posizione di Vice President of Digital Ventures, affidandola ad Adam Brotman. La prima decisione di Brotman è stata quella di mettere a disposizione collegamenti Wi-Fi gratuiti nei vari punti vendita Starbucks unitamente a una landing page digitale con diverse opzioni di consultazione, ad esempio la possibilità di accedere gratuitamente ai contenuti di importanti pubblicazioni come The Economist. 

 

articoli correlati