NUMBER

IAB Forum #Day1: il digital adv cresce dell’11% e sfiora nel 2018 quota 3 miliardi di euro

- # # # # # # # #

IAB Forum

Il digitale è sempre più importante per lo sviluppo dell’economia italiana con il comparto del digital advertising che cresce per il decimo anno consecutivo, raggiungendo investimenti che sfiorano nel 2018 i 3 miliardi di euro (+11% rispetto al 2017). Questo valore rappresenta oltre un terzo degli investimenti pubblicitari italiani ed è secondo solo alla raccolta pubblicitaria del mezzo televisivo. TV e web insieme quest’anno infatti, arriveranno a spartirsi il 77% della raccolta complessiva. Questo, in estrema sintesi, quanto emerge dagli studi di Nielsen e dell’Osservatorio Internet Media della School of Management del Politecnico di Milano presentati oggi in anteprima all’apertura dello IAB Forum 2018, il più importante evento italiano sulla comunicazione digitale.

La componente internet, così rilevante per l’intero settore pubblicitario, è controllata da soli due player: Google e Facebook. Dal report del Polimi emerge come l’internet advertising sia un mercato iper-concentrato, all’interno del quale gli Over The Top (OTT) detengono circa il 75% del mercato (71% nel 2017) e, mai come nell’ultimo anno, sono responsabili di quasi la totalità della crescita del settore.

“A grandi poteri dovrebbero corrispondere grandi responsabilità”, ha commentato Andrea Lamperti, Direttore dell’Osservatorio Internet Media. “Anche sul mercato italiano questa cosa deve essere garantita per poter operare nella massima trasparenza e fiducia”.

Il paradosso della filiera digitale

“Questi sono dati che fanno riflettere sul futuro del digital advertising, uno dei più innovativi e dinamici comparti dell’intera industria digitale”, commenta Carlo Noseda, Presidente di IAB Italia, perché ci mettono di fronte al paradosso che vive la nostra filiera: la pubblicità digitale cresce ininterrottamente da dieci anni, passando dagli 0,8 miliardi di euro del 2008 ai quasi 3 miliardi del 2018, ma la stessa è quasi totalmente in mano ai grandi della rete che creano però meno valore, sia in termini occupazionali sia di gettito fiscale. Una situazione di mercato che urge un intervento delle Istituzioni e del Governo atto a riequilibrare gli attuali assetti concorrenziali per permettere a tutti gli operatori – editori, concessionarie, agenzie specializzate e ad-tech company – di giocare con le stesse armi”.

“Gli OTT inoltre possono contare su ingenti risorse finanziarie che derivano in grande parte dall’enorme vantaggio fiscale di cui godono nei Paesi in cui operano, poiché non assoggettati allo stesso sistema fiscale delle realtà locali. Risorse che questi colossi impiegano in sviluppo tecnologico e attività di M&A, togliendo evidentemente alle aziende domestiche ogni remota possibilità di poter competere sullo stesso piano, limitando le loro capacità di crescita o addirittura di sopravvivenza”.

Proprio per questo IAB Italia ha recentemente lanciato una campagna mediatica per sensibilizzare mercato e Istituzioni sulla necessità di modificare la web tax italiana che, così come è proposta all’interno della Legge di Bilancio 2018, rischia di accentuare ulteriormente la disparità fiscale tra i colossi del web e le aziende italiane che operano nell’advertising online.

Il Media Mix secondo Nielsen

I trend e i cambiamenti in atto nel settore della pubblicità, guidati principalmente dalla tecnologia, hanno portato a una profonda trasformazione del settore che, negli ultimi anni, trova riscontro anche nei cambiamenti dei pesi dei diversi media. In questo contesto, la TV, pur mantenendo il podio con il 45% degli investimenti, ha lasciato quote al digitale che, insieme a essa, si ripartirà nel 2018 il 77% della raccolta pubblicitaria complessiva. La radio si conferma un mezzo resiliente, con una crescita del 4,2%, mentre la stampa è ancora in decrescita (-8,3%).

Il digitale vede le aziende investitrici approcciarsi mediamente in modi differenti: la distribuzione dedica il 44% del proprio investimento in comunicazione above the line al digitale, il tempo libero solo l’11,4% all’interno di un range che vede l’automotive al 37% e le telecomunicazioni (cha aumentano il loro investimento in digitale del 14,8%) al 17,8%.

“Abbiamo cominciato a misurare il digitale alla fine degli anni 90, mettendo a punto un’informazione condivisa che abbiamo portato al mercato. È stato come costruire un puzzle con tecnologie sempre diverse. Oggi la costruzione del totale del digitale e solo una stima perché manca tutta la parte degli OTT. Ci auguriamo di poter lavorare insieme a tutti per dare delle stime collimanti con la realtà così come riusciamo a fare con tutti gli altri mezzi”, ha commentato Alberto dal Sasso, Managing Director & AD TAM – Intel Nielsen Italy

La crescita per formato pubblicitario online

In relazione ai singoli formati pubblicitari online – secondo i dati dell’Osservatorio Internet Media della School of Management del Politecnico di Milano – rimane dominante la display (che raccoglie al suo interno i banner tradizionali, i video, i diversi spazi all’interno dei social network e i nuovi formati native) che vale il 62% dell’intero mercato. Nel 2018, la sua crescita è dovuta soprattutto ai formati video, ampiamente diffusi anche sulle piattaforme social, che crescono del 24%. Cresce bene, oltre il 30%, anche la raccolta derivante dai diversi formati native, in valore assoluto però pesano ancora poco rispetto alle altre tipologie display. Segue la componente legata alla search (il 28% circa del totale investimenti in internet advertising), con un incremento stimato per fine anno appena sotto le due cifre percentuali. Completano il quadro la raccolta derivante dalla classified (in crescita nell’intorno del 7%) e dall’email (+3%). In aumento anche il programmatic che, con 482 milioni di euro di investimenti nel 2018, ha un peso sul totale internet adv del 16% (15% nel 2017).

Il ruolo degli OTT

Queste evidenze impongono agli OTT un atteggiamento più responsabile, volto a garantire condizioni di corretto funzionamento della filiera, soprattutto nei confronti delle aziende investitrici. Emerge innanzitutto la necessità di una maggiore trasparenza, che deve essere garantita anche da questi colossi attraverso il monitoraggio e la validazione degli investimenti pubblicitari, effettuati sulle loro piattaforme, da parte di enti terzi indipendenti. Allo stesso tempo, vi è un tema di brand safety che deve essere affrontato con più chiarezza da questi attori a sostegno delle politiche di marca delle imprese.

Lo IAB Quality Index

“Il tema della qualità e della trasparenza dell’advertising online è cruciale per poter attirare nuovi investimenti. Alla luce anche dell’ultimo datagate gli utenti pretendono non più solo un’esperienza di fruizione appagante ma al tempo stesso anche più trasparente, e così pure gli inserzionisti. Per questo abbiamo introdotto un indice di qualità, lo IAB Quality Index, capace di misurare in maniera standardizzata e attendibile la qualità dei bacini pubblicitari”, ha concluso Noseda.

L’obiettivo di questo indice è quello di offrire agli editori un parametro valido per valorizzare la propria offerta, e agli investitori un criterio di scelta oggettivo per accertare che i propri investimenti vengano associati a contesti di elevata qualità.

Il mercato della pubblicità digitale in Europa

A tracciare i confini del mercato dell’advertising online europeo è stato Constantine Kamaras, co-founder & Chairman Emeritus di IAB Europe. I dati si basano sui risultati di AdEX H1 2018, la ricerca biennale condotta da IAB Europe.

Secondo i dati il mobile supera per la prima volta la quota 10 miliardi di euro e si avvicina al 50% della spesa totale display. Il video cresce 4 volte in più rispetto al totale display, coprendone il 30% del valore.

La display cresce del 12,3% e la search del 10,2%. La display ha raggiunto oltre 10 miliardi di euro nel primo semestre 2018, rappresentando il 40% della pubblicità digitale totale, mentre la ricerca ha rappresentato il 46%.

“Grazie al rallentamento degli effetti negativi del GDPR sugli investimenti in Europa nel primo trimestre, prevediamo di chiudere l’anno a circa 53 miliardi di euro con una crescita del 13%”, commenta Constantine Kamaras.

 

 

articoli correlati

NUMBER

L’internet advertising sfonderà quota 3 miliardi nel 2018. Una crescita trainata dagli OTT… e gli altri?

- # # # # # #

internet advertising

Continua la crescita dell’internet advertising italiano che chiude il 2017 a +13% e si appresta a superare, nel 2018, i 3 miliardi di euro a valore. Un mercato sempre più concentrato, dove a farla da padrone sono gli Over The Top che coprono, a fine 2017, il 71% degli investimenti e sono responsabili dell’87% della crescita del mercato. Cresce, inoltre, la percentuale di spesa delle aziende dedicata al Mobile (41% Smartphone e 5% Tablet), che nel 2018 potrebbe raggiungere e addirittura sorpassare la quota relativa al Desktop.

È quanto emerge dai dati dell’Osservatorio Internet Media della School of Management del Politecnico di Milano, presentati questa mattina in occasione del convegno “Internet Media: avanti tutta, ma avanti tutti?”.

E proprio di concentrazione ha parlato in apertura Umberto Bertelè, Chairman degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano. “È in corso una competizione enorme tra i big del digitale (Apple, Amazon, Facebook, Google) e dai numeri si comprende che la concentrazione aiuta la crescita del mercato. Sarebbe interessante vedere anche le realtà italiane crescere, in un contesto in cui le regolamentazioni che – sperabilmente –  verranno, porranno fine a questa egemonia attualmente “poco controllata”.

Gli fa eco Giuliano Noci, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano che è convinto che – per arginare questi fenomeni – la competizione si giocherà sempre di più sugli ecosistemi. “Su questi ecosistemi si giocherà anche la partita dell’advertising online – dice – con la “forzante” della legge sulla privacy di cui il GDPR è solo il primo passo”.

Ma la “bomba” arriva quando il Professor Noci preconizza la morte del digital advertising. “Il digital advertising così com’è oggi è destinato a morire”, sostiene. “Questo non certo perché è diventato meno importante costruire progetti di valorizzazione della marca, anzi mai come in questo momento la marca ha bisogno di essere raccontata e valorizzata”.

Il cambiamento dell’architettura del digital advertising del futuro parte – secondo il Professore – anche dal cambiamento di percezione della marca: negli ecosistemi che si vanno costruendo diventa sempre più importante la prospettiva di marca come relazione. “La marca si sublima attraverso la sua capacità di rispondere appieno alle esigenze del consumatore, le cui caratteristiche sono ormai note a tutti”.

Il secondo tassello riguarda il processo di acquisto, che è cambiato e avviene sempre di più nel momento e luogo dove si manifesta il bisogno. “In futuro la casa sarà il punto vendita di elezione”, continua Giuliano Noci. “E in questo contesto il digital adv non potrà basarsi solo sul programmatic, dove Google e Facebook la fanno da stra-padrone”. In poche ed efficacissime parole il Professor Noci ci ha detto che il programmatic non può essere la soluzione esclusiva del digital advertising. Questo per tre motivi:

1) È ancora importante entrare nel “consideration set” dell’individuo e il programmatic risponde a questo solo in parte (e male) perché in realtà è l’esasperazione di un real time marketing contestuale che, alla fine, si rivela poco efficace.

2) La cosa più importante per una marca è lo storydoing, un combinato di adv multicanale, che si dipana anche e soprattutto sulla televisione, e di inclusività. Lo storydoing si gioca sulle properties aziendali in una logica di “intimità collettiva”, presupposto necessario perché quando il consumatore esprime un bisogno e uno stimolo d’acquisto la marca sia in grado di palesarsi. In tutto questo il programmatic svolge un ruolo, ma non assoluto e per di più non efficace.

3) A oggi sono mancate due condizioni fondamentali nel mercato del digital adv: la trasparenza e la reciprocità (le aziende non hanno detto cosa volevano fare dei dati e non gli hanno dato valore).

“La propensione ad accettare messaggi contestualizzati dipende dalla trasparenza”, continua Noci. “Reciprocità è darti un’informazione che ti è utile nella contingenza. Il programmatic solo in parte è in grado di fare questo. Il programmatic è utile agli OTT perché è scalabile. In altre parole se le marche continueranno a fare queste scelte c’è il serio rischio che “moriranno di programmatic sugli OTT”.

È proprio partendo da queste considerazioni che si aprono nuove – e meno catastrofiche – prospettive. “Nasceranno nuovi ecosistemi in grado di giocare la partita in competizione aperta contro gli OTT. Lato imprese, gli amministratori delegati dovranno “fare un po’ di conti” e concentrare la loro attenzione alle properties e alla valorizzazione della propria marca. Se così non sarà si genereranno nuove forme di schiavitù”, continua il Professore.

L’ultimo tema toccato da Giuliano Noci è la Data Transparency. “Non è un problema che riguarda solo gli OTT, ma anche le aziende e le concessionarie. Non è accettabile pensare che gli OTT non siano soggetti a un controllo di terze parti… Per quale motivo anche i portatori di interesse delle imprese non chiedono con forza la misurazione di quanto avviene su quelle piattaforme?”.

È partendo da queste considerazioni che si potranno ri-definire le regole del digital advertising del futuro.

Ma ora parliamo di numeri, anche perché, se siete arrivati fin qui, avete gli strumenti per “decodificarli”. Invito quindi il lettore su mymarketing.net per approfondire gli aspetti quantitativi della ricerca.

 

Monica Gianotti

articoli correlati

AZIENDE

IAB Interact: digital adv, l’Italia si accoda alla crescita europea (+13,2%, 48 miliardi)

- # # #

iab interact

48 miliardi di euro nel 2017, +13,2% rispetto al 2016, per un mercato che cresce più del 10% anno su anno. Un mercato che, nel suo complesso, è cresciuto di 41 miliardi in 12 anni, conquistando (ed erodendo) un’importanza sempre maggiore. Si è parlato di digital advertising europeo questa mattina durante lo IAB Interact, appuntamento per eccellenza di IAB Europe in materia, che si è tenuto oggi e proseguirà domani a Milano presso SuperStudio Più, e che è stato organizzato per la prima volta in collaborazione con IAB Italia.

Tanti gli ospiti nazionali e internazionali che si sono susseguiti sul palco nel corso della mattinata. Hanno aperto le danze Costantine Kamaras, IAB Europe, e Rob Beeler di Beeler.Tech, il moderatore dell’intera giornata; i due hanno sottolineato come questa particolare edizione dell’evento sia influenzata dalla potente luce delle tecnologie emergenti. AI, blockchain, la prossima adozione del GDPR stanno cambiando profondamente il mercato in cui tutti gli addetti ai lavori stanno operando, e ogni mercato in Europa sta reagendo a suo modo, cosa che IAB vuole sottolineare attraverso i suoi appuntamenti.

Il primo talk della giornata è stato affidato, invece, a Rob Norman di GroupM, che ha posto l’accento su come i nuovi brand tecnologici (da Facebook a Amazon, da Google a Alibaba) non stiano operando una “disruption” del mercato, quanto piuttosto stiano costruendo ex novo dei nuovi paradigmi. Le vere sfide in questo campo saranno la regolazione dei mercati e la rilevanza agli occhi dei consumatori.

È stato Daniel Knapp, IHS Markit, a snocciolare i già citati dati sul mercato europeo. Il manager ha anche sottolineato come. in Europa, sia l’UK a fare la parte del leone, con un mercato che è due volte e mezzo rispetto al secondo più grande, quello della Germania. L’Italia, nella classifica, si posiziona quinta, dietro a Francia e Russia. Parlando di formati, Knapp svela come siano cresciute tutte le componenti digital, mentre il 40% della spesa totale è ormai destinato al mondo mobile.

Daniele Sesini, direttore generale IAB Italia, a latere ha commentato “Ci fa piacere constatare che l’Italia sia tra i paesi che crescono a doppia cifra (al + 12%, ndr), sostenendo così l’incremento del 13,2% a livello europeo, registrato soprattutto grazie all’ottima performance del comparto display advertising che ha superato quota 19 miliardi nel 2017 (+15%). Le leve di crescita del mercato europeo, confermano i trend in atto nel nostro mercato, trainato da tre componenti: mobile +40%, video +35% e social +38%. La crescita del segmento video è da imputare soprattutto ai formati outstream che crescono del 73%”.

Nelle parole di Michele Marzan, CSO di MainAd e vice Presidente IAB Italia, la lesson learned di questa edizione: “Quest’anno a IAB Interact sono emersi tre paradigmi importanti a cui gli advertiser dovranno prestare attenzione nel prossimo futuro. In primo luogo, in una società, come l’attuale, fatta di rapidi cambiamenti – dove con un click o swipe si creano i trend del futuro – coltivare il rapporto tra brand e consumer è sempre più una sfida. In questo contesto, Oath ha presentato il concetto “Brand Love”. Partendo dall’idea di costruire sulla fedeltà, “brand love” si definisce come uno stretto legame B2C basato su rispetto, fiducia e valori comuni – come in tutte le relazioni d’altro canto. Il secondo fattore è il cloud che avvicinerà i brand ai consumer su un livello pratico con due terzi dei consumer rivolti verso una connessione diretta con i brand. Infine, a cambiare le regole del gioco, la voice technology che permette di comunicare con gli utenti in modo naturale creando un senso di familiarità. Recentemente gli smart assistant hanno fatto piccoli passi per configurarsi come advertising platform del futuro. È infatti una realtà già integrata nella vita quotidiana di molti utenti offrendo l’opportunità di esplorare l’engagement attraverso voice ads”.

articoli correlati

AZIENDE

Tradelab spiega a Interact 2018 come ottimizzare l’impatto dei messaggi pubblicitari

- # # #

Interact - Tradelab

Tradelab partecipa a Interact 2018 Milano, l’evento per eccellenza di IAB Europe dedicato mondo del digital advertising che raccoglie ogni anno i maggiori esperti del settore. Ad arricchire il panel internazionale di speaker ci sarà anche Yohann Dupasquier, CEO Tradelab che salirà sul palco di Interact mercoledì 23 maggio alle ore 14.25 con il keynote dal titolo “Controllo della durata di esposizione per utente per aumentare la memorizzazione del messaggio pubblicitario”.

Come i brand possono oggi ottimizzare l’impatto dei loro messaggi pubblicitari? Numerosi studi hanno dimostrato che esiste una correlazione precisa tra tempo di esposizione alla pubblicità e memorizzazione del messaggio. Yohann Dupasquier illustrerà, attraverso un case study, come generare un uplift significativo dell’attrattività pubblicitaria con un tempo di esposizione cumulato per utente andando oltre gli standard di misurazione della viewability esistenti.

“Da diverso tempo si nota una insoddisfazione da parte degli inserzionisti sugli standard di misurazione esistenti che non sono sufficienti a massimizzare la memorizzazione del loro messaggio pubblicitario. È quindi necessario andare oltre e introdurre metodi di valutazione più evoluti e precisi rispetto alla viewability che permettano di andare più in profondità nella misurazione dell’impatto reale della pubblicità sul brand”, commenta Gaetano Polignano, Country Manager Tradelab Italia.

Il CEO durante l’evento spiegherà inoltre come è possibile aumentare le performance delle proprie campagne pubblicitarie con l’utilizzo di algoritmi costruiti su misura del proprio brand.

“Un algoritmo “one size fits all” può rispondere al 70% delle necessità di due brand di settori differenti. Il restante 30% delle necessità specifiche di ciascun brand non verrà invece gestito per un semplice motivo: industry differenti non possono essere trattate allo stesso modo dal momento che hanno esigenze di marketing differenti. Per raggiungere questo 30% mancante i brand hanno bisogno di soluzioni dedicate e un set di dati applicabili alla loro specifica industry. Gli inserzionisti che decidono di adottare soluzioni su misura ne guadagnano in performance e acquisiscono quote di mercato che loro competitor che si affidano a soluzioni standard non ottengono”, aggiunge Yohann Dupasquier, CEO Tradelab.

articoli correlati

AZIENDE

Antevenio punta sull’Italia e potenzia il team. Importanti obiettivi di crescita per il 2018

- # # # #

Antevenio

Il Gruppo Antevenio, leader in Sud-Europa e Americhe per le tecnologie e i contenuti di marketing, punta sull’Italia e annuncia la crescita interna di due risorse e nuovi ingressi nel team milanese della società. Nel 2017, grazie a una strategia incentrata all’attenzione verso le attività a maggior valore, il Gruppo ha registrato marginalità record e dopo una crescita del 13% del proprio giro d’affari ha chiuso il bilancio segnando un aumento del margine commerciale del 18% e un risultato netto consolidato di 2,34 Milioni di Euro (+11% rispetto all’anno precedente). L’Italia, in seguito alla riorganizzazione e alla propria ristrutturazione, torna a crescere nella seconda metà del 2017 registrando di nuovo utili in Q4. Un risultato che ha spinto il management italiano a puntare sulla crescita delle risorse interne che hanno contribuito in modo rilevante con le nomine di Stefano Nkazi, che occuperà il ruolo di Head of Media Buying, e Fabiana Di Pietro, a capo dell’area Design (insieme nella foto).

In Antevenio dal 2016, Stefano Nkazi sarà responsabile del team di performance marketing in qualità di Head of Media Buying, con l’obiettivo di sviluppare strategie di Digital Marketing, supervisionare e realizzare campagne a performance sui canali social, programmatic e search. Stefano Nkazi vanta una profonda esperienza in ambito digital maturata in società di consulenza e aziende IT. Prima di entrare in Antevenio, Stefano ha ricoperto le cariche di SEM Specialist in MOVIA e Responsabile Web Marketing in Taal, ruoli che gli hanno permesso di occuparsi e approfondire la gestione, ottimizzazione e analisi di campagne adv per clienti premium.

Esperta di grafica pubblicitaria, Fabiana Di Pietro è stata nominata Head of Design a capo del reparto creativo di Antevenio, dopo aver ricoperto il ruolo di Web Designer dal 2016. Con questa carica avrà l’obiettivo di gestire il team di Web Design & User Experience per l’ideazione, produzione e ottimizzazione di tutta la filiera creativa delle campagne digitali gestite da Antevenio. Precedentemente, Fabiana ha lavorato come grafica e web designer per Skylabs Group e Squadra Web. Laureata presso l’Accademia di Belle Arti di Catania, Fabiana ha approfondito i suoi studi focalizzandosi sul mondo online e sulla user experience.

La squadra di Antevenio si rafforza, inoltre, con l’ingresso di Valeria Gennari in qualità di Media Buyer e Federica Celestino con la carica di Sales Account. Le due figure si occuperanno delle strategie di acquisto e di vendita, nonché della definizione della proposta commerciale e dei rapporti con centri media e clienti.

Esperta di digital advertising, web analysis e social media, prima di entrare nel Gruppo Antevenio, Valeria Gennari ha ricoperto il ruolo di Digital Advertising Specialist in Connexia con la responsabilità della gestione del portfolio clienti e dello sviluppo delle campagne online (social, display, search, mobile, programmatic).

Nonostante la giovane età, Federica Celestino vanta un’esperienza decennale nel mondo vendite, di cui gli ultimi anni focalizzati sul digital. Prima di approdare in Antevenio, Federica è stata Account in Italiaonline presso la sede di Palermo, con la responsabilità della gestione delle strategie di vendita di prodotti e servizi dell’internet company a livello locale.

“Le nomine e i nuovi ingressi sono la naturale conseguenza del nostro rilancio e riposizionamento sul mercato Italiano”, afferma Massimo Martini, General Manager per l’Italia di Antevenio. “Ci siamo posti obiettivi importanti di crescita per il 2018 e la valorizzazione delle nostre risorse e il rafforzamento del team rappresentano la base per potenziare la nostra efficacia commerciale e il riposizionamento dei nostri servizi. Il mercato italiano, lungi dall’essere maturo, costituisce una grande opportunità per Antevenio, c’è ancora molto da fare quando si parla di marketing digitale e il nostro obiettivo è aiutare i clienti a scoprire e far leva su tutte le potenzialità che il digital è in grado di offrire per stare più vicini a i propri clienti e migliorare il business”.

articoli correlati

AZIENDE

Interact 2018: per la prima volta a Milano l’appuntamento europeo con il digital advertising

- # # # # # #

Interact - IAB Europe

Interact 2018, l’appuntamento più importante di IAB Europe, si terrà a Milano il prossimo 23-24 maggio presso SuperStudio Più. “Disrupt. Adapt. Reinvent.” è il claim di quest’edizione dedicata ad approfondire un settore, che, mai come prima di ora, si trova di fronte a un punto di svolta epocale.

“La nostra industry – commenta Carlo Noseda, Presidente IAB Italia – vive un momento senza precedenti. Il digital advertising infatti, ha concesso un ruolo sempre più importante ai dati e alle nuove tecnologie, permettendo una maggiore ottimizzazione delle campagne di comunicazione. Ciò ha comportato una crescita significativa del mercato, e al tempo stesso un’inevitabile complessità della filiera che oggi richiede maggiore trasparenza e qualità nell’operato di tutti gli attori coinvolti. Due temi centrali che verranno discussi per la prima volta all’interno di un contesto europeo con leader riconosciuti a livello internazionale”.

Saranno due giorni all’insegna di dibattiti sui temi più attuali e centrali del marketing digitale tra cui GDPR, e-Privacy e nuove tecnologie. Organizzato per la prima volta in collaborazione con IAB Italia, accoglierà interventi di ospiti di rilievo come Evgeny Morozov, massimo esperto di nuovi media, giornalista e sociologo critico verso le piattaforme digitali e il loro impatto sociale, Giovanni Buttarelli, garante europeo per la protezione dei dati personali, Randall Rothenberg, Presidente e CEO IAB US, Franck Sineau, Media Group Director Richemont, Barbara Sala, CSE Connection e Media Director Coca-Cola Italia, Ben Sutherland, Chief Digital Officer Diageo, Bastien Parizot, Global Head of Consumer Engagement & Personalization Nestlé, e tanti altri che porteranno le proprie testimonianze sull’evoluzione di un settore strategico per tutti i paesi europei.

“Il nostro comparto riveste un’importanza decisiva per lo sviluppo dell’economia europea, e un indotto da oltre 526 miliardi di euro l’anno è una chiara dimostrazione del suo impatto attuale e prospettico. In questo quadro, l’Italia sta giocando un ruolo da protagonista emergendo tra i paesi con la maggiore crescita in termini di spesa pubblicitaria, con oltre 2,7 miliardi di euro in digital adv e un indotto economico che supera i 58 miliardi di euro”, conclude Noseda.

Accanto a workshop e sessioni dedicate agli sviluppi tecnologici in ambito mobile, programmatic, video, brand safety e content creation, ci sarà spazio anche per le premiazioni dei vincitori dei Mixx Awards e dei Research Awards: i primi celebrano le campagne di digital advertising che si sono distinte in Europa per aver ispirato l’industry e aver evidenziato nuove idee e trend futuri; i secondi premiano i migliori progetti di ricerca nel settore del digitale in Europa che si sono differenziati per aver contribuito allo sviluppo della pubblicità online.

articoli correlati

BRAND STRATEGY

Simonetta conferma Digital Angels per la gestione dell’advertising online

- # # # #

Digital Angels

Digital Angels si occuperà per tutto il 2018 della promozione di campagne digital per Simonetta, l’azienda marchigiana di abbigliamento per bambini.

Digital Angels si occupa delle campagne relative al lancio della nuova collezione in vendita su simonettashop.com. La strategia sviluppata dalla web agency ha l’obiettivo di incrementare gli acquisti, individuando nuovi e potenziali clienti e coinvolgendo nuovamente quelli già fidelizzati.

Le campagne mirano a intercettare sia gli utenti che effettuano una ricerca relativamente al brand e all’abbigliamento firmato per bambini, sia gli utenti che hanno già effettuato un acquisto o visitato il sito.

Per raggiungere questi obiettivi, e nell’ottica di massimizzare gli acquisti, sono state previste campagne search con annunci specifici sulle tipologie di capi e campagne shopping che offrono agli utenti informazioni dettagliate sui prodotti dell’eCommerce.

Il remarketing è pianificato sia sulla rete Display, con annunci dinamici, sia sulla rete di ricerca con campagne RLSA. Gli strumenti di Google e lo studio delle abitudini di acquisto dei clienti di Simonetta, permettono di clusterizzare gli utenti in audience ben definite. Le campagne di remarketing vanno a intercettare gli utenti con annunci personalizzati e promozioni mirate.

“Siamo molti contenti di rinnovare la collaborazione con Simonetta, ma soprattutto siamo soddisfatti dei grandi risultati ottenuti. Lo scorso anno abbiamo lavorato molto sul progetto, preparandoci con particolare attenzione a cavalcare i periodi caldi del settore abbigliamento: Black Friday, Cyber Monday, Natale e naturalmente i saldi. Adesso siamo pronti a cogliere le nuove sfide che ci lancerà la stagione primavera-estate”, commenta Francesca De Pascalis, Account Manager di Digital Angels.

articoli correlati

MEDIA

Italiaonline acquisisce la concessionaria di pubblicità digitale AdPulse

- # # #

Andrea Chiapponi di Italiaonline, concessionaria di Lettera43

Italiaonline rafforza il suo posizionamento nel mercato del digital advertising con l’ingresso nel suo portafoglio delle attività italiane di AdPulse, la unit di AdUX (Euronext, ISIN code: FR0012821890, ex HiMedia) specializzata in raccolta pubblicitaria in ambito digitale per conto di primari editori italiani e internazionali.

In Italia, AdPulse è concessionaria di marchi di grande visibilità e importanza come WeTransfer, ViaMichelin, GreenMe, che entrano quindi nella galassia di Italiaonline, potenziando l’offerta della concessionaria di pubblicità nazionale IOL Advertising guidata da Massimo Crotti.

Andrea Chiapponi, Direttore Business unit Large Account di Italiaonline (nella foto), ha commentato: “Con l’ingresso delle attività italiane di AdPulse, Italiaonline conferma la linea strategica di crescita per vie esterne, rafforzando il ruolo di primo digital player italiano e quindi contribuendo all’evoluzione del mercato della pubblicità digitale in Italia”.

Parallelamente, il 14 febbraio 2018 Italiaonline ha trasferito la partecipazione pari al 16.24% detenuta in 11880 Solutions Ag (ex Telegate AG), società basata in Germania che offre servizi di directory assistance e call center, per un controvalore pari a circa € 3.4 milioni.

La partecipazione, considerata non strategica, era già classificata fra le attività finanziarie disponibili per la vendita nel Bilancio al 31 dicembre 2016 di Italiaonline S.p.A. L’operazione di cessione permetterà di realizzare una plusvalenza di circa € 1,3 milioni rispetto al valore della partecipazione iscritto nel Bilancio 2016.

articoli correlati

NUMBER

Awin: nove previsioni sull’andamento dell’affiliate marketing nel 2018

- # # # #

Awin

Awin ha pubblicato le sue previsioni sull’andamento dell’affiliate marketing nei prossimi mesi esplorando in maniera più ampia tutto il mondo del digital advertising, con un’attenzione particolare sui trend e sui cambiamenti legislativi e tecnologici destinati a prendere piede.

Il 2017 non è stato un anno semplice per il mercato dell’advertising online, finito nell’occhio del ciclone per tante e diverse controversie: dalla mancata fiducia di importanti brand nelle opzioni di video advertising, a errori nella reportistica di alcune piattaforme social, fino ad arrivare all’accusa di coinvolgimento nella manipolazione russa delle elezioni presidenziali americane. Nonostante l’affiliate marketing ne sia uscito indenne, le conseguenze di questi cambiamenti radicali si faranno sentire, portando opportunità e ostacoli in egual misura.

#1 Il GDPR darà più potere alle grandi media company
Il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) inizierà ad avere efficacia dal prossimo 25 Maggio 2018 e il suo intento è dare ai consumatori più potere e controllo sull’utilizzo dei loro dati personali da parte delle aziende. Il consenso dell’utente è il cuore della nuova legislazione e, dato che sono i publisher ad entrare in contatto diretto con gli utenti, nonché i depositari della loro fiducia, questo li pone senza dubbio in una posizione di potere rispetto agli advertiser o partner di terze parti. Potrebbe dunque questo cambiamento di equilibri dare notevolmente più potere ai publisher, soprattutto a quelli con una larga e fedele base di utenti?

#2 Il dilemma dei dati
Un’altra delle conseguenze del GDPR sarà il cambiamento della definizione di dati personali. Anche chi lavora nell’affiliazione dunque, dovrà giustificare e spiegare perché necessita di questi dati per il suo lavoro, così da per poter continuare ad averne accesso. Per farlo sarà essenziale che tutta l’industry faccia fronte compatto, comunicando un messaggio univoco, e dimostrando che i dati sono essenziali per il corretto funzionamento di tutto il processo e in primis per poter dare ai consumatori esattamente quello che vogliono.

#3 L’Affiliazione potrebbe beneficiare dall’ondata di regolamentazione del 2018
Di recente tanti e importanti player di settore, da Google a Apple a IAB, hanno lanciato diverse iniziative per migliorare gli standard della rete e riprendersi un po’ di quella fiducia degli utenti andata via via persa. Per questo, ci saranno evidenti danni collaterali per tutti quei formati pubblicitari che non rispetteranno tali normative. Anche i network, attraverso i propri termini e condizioni e regolamenti interni, stanno iniziando a imporre più severamente i dettami da far rispettare ai propri affiliati, garantendo così a tutto il canale attenzione e adeguamento ai nuovi cambiamenti in atto.

#4 Grazie al lancio del Google mobile-first index gli smartphone non accenneranno a interrompere la propria corsa
Il ranking dei siti nei risultati di ricerca di Google si è basato da sempre sulla loro versione desktop. Ma a seguito del crescente tasso di crescita della navigazione via mobile, che ha superato quella da desktop da ormai due anni, ha più che senso che Google aggiusti il suo ranking per riflettere questo cambiamento, usando la versione mobile dei siti per stilare la sua “classifica”.
Il successo dello smartphone nel resto del mondo della pubblicità digitale è stato evidente anche nell’affiliate marketing, che ha registrato enormi volumi di traffico e vendite portate dai suoi publisher. Il cambiamento dell’algoritmo di Big G sancirà la definitiva ascesa, se ce ne fosse stato ulteriore bisogno, dello smartphone, anche per gli acquisti via mobile.

#5 L’ “open Banking” potrà aprire nuove opportunità all’interno dell’industry finance dell’affiliate marketing
Un altro aggiornamento della legislazione europea, un altro enorme cambiamento per un intero settore: questa volta quello finanziario. La PSD2 è già entrata in vigore e potrebbe sovvertire radicalmente il modo in cui tutti interagiamo con i nostri soldi, permettendo ai consumatori di forzare le banche a condividere i loro dati finanziari con terze parti. Uno dei possibili risultati è che chi si occupa di affiliazione potrà approfittarne ed entrare nel mercato finanziario per offrire proprio un servizio di terze parti, fornendo ai consumatori insight sul comportamento d’acquisto o comparando i migliori conti correnti ad esempio.

#6 Si prospettano tempi duri per la pubblicità sui social con il ritorno alle origini di Facebook
Zuckerberg ha annunciato che Facebook avrebbe apportato significativi cambiamenti al contenuto che appare nel News Feed degli utenti, dando la priorità alle interazioni personali rispetto a quelle con le pagine pubbliche di celebrità o di brand e attività di business. Una notizia non da poco conto per quei publisher che usavano le piattaforme social per ingaggiare gli utenti e aumentare traffico, che dovranno quindi rivedere le loro strategie, alla luce della decisione del social network più famoso del mondo di tornare a connettere le persone tra loro, piuttosto che un mezzo per l’autopromozione dei brand.

#7 L’abrogazione della neutralità della rete potrebbe danneggiare la sopravvivenza dei publisher negli USA
La decisione dell’FCC negli Stati Uniti di abrogare il regolamento sulla neutralità della rete, che serviva ad assicurare che tutti gli Internet Service Provider (ISP) fornissero un equo accesso a internet a tutti i siti, a prescindere dalla loro dimensione, potrebbe tradursi in un altro ostacolo per le piccole start up (tra cui i publisher) che cercano di far crescere il proprio business online.
Se tutti gli ISP iniziassero a far pagare i siti internet per avere accesso ad una velocità maggiore, ovviamente a favorirne sarebbero principalmente le grandi organizzazioni che possono permettersi questi costi extra. Inutile dire che facendo tutto questo si creerà un ambiente a dir poco ostile, in cui sarà difficile avere traffico da monetizzare per far evolvere il proprio business.

#8 Le soluzioni Back-to-basics rappresenteranno il futuro dell’affiliate marketing
L’affiliazione, come il resto del digital advertising lo scorso anno, ha partecipato al fervente dibattito su come l’AI potrebbe rivoluzionare la sua efficacia. Tuttavia, l’impatto di tutti questi avanzamenti tecnologici diventerebbe reale solo se si concentrasse sugli aspetti “base” del nostro lavoro. Se i network d’affiliazione ad esempio concentrassero i loro sforzi in materia di automazione su azioni elementari come la convalida automatica delle vendite oppure l’approvazione dei publisher in attesa su un programma, il futuro di tutto il settore potrebbe essere di gran lunga più votato all’efficienza.

#9 Collaborazione è sinonimo di successo
Il 2017 verrà comunque ricordato come un anno che ci ha insegnato i rischi della mancanza di regolamentazione. Per prevenire l’intervento di enti normativi esterni è fondamentale dunque che tutti gli attori coinvolti continuino a parlare e a decidere insieme come operare. Un’idea per raggiungere questo importante obbiettivo? Stilare congiuntamente report, analisi e documenti sullo stato di salute del mondo digital. Un esempio che ci regala il Regno Unito è l’ Online Performance Marketing Study. Network, advertiser, agenzie e publisher dunque devono comunicare e lavorare insieme per far sì che il 2018 segua un corso diverso.

articoli correlati

AZIENDE

Meetrics traccia le linee guida per contrastare il fenomeno dell’Ad Fraud

- # # # # #

Ad fraud - Meetrics

Meetrics, società tedesca specializzata nella misurazione della qualità e della trasparenza del digital marketing, affronta uno dei temi più caldi del momento in termini di digital advertising: l’Ad Fraud, tracciando le linee guida per contrastare il fenomeno.

“Nel 2017 il fenomeno dell’Ad Fraud è diventato un crimine informatico da 20 miliardi di dollari e si stima che entro il 2025 la frode pubblicitaria sarà il secondo mercato illegale più grande al mondo con un costo per i contribuenti di oltre 1 trilione di dollari all’anno. L’unica buona notizia è che finalmente gli investitori hanno preso consapevolezza del problema e stanno cercando soluzioni capaci di individuarlo e prevenirlo”, afferma Simone Fortunato, Country Manager Italia di Meetrics (nella foto).

Ecco perché Meetrics ha sviluppato una soluzione per prevenire la segnalazione di Traffico Non Valido e ottenuto l’accreditamento MRC per il rilevamento e la filtrazione della Sophisticated IVT per il traffico web su desktop e mobile. Un riconoscimento che testimonia gli elevati standard forniti dalla società tedesca, uno dei leader del settore per questa gamma di competenze nel campo della misurazione.

Per contrastare il fenomeno bisogna però innanzitutto conoscerlo. Meetrics individua cinque frodi pubblicitarie più comuni: la suspicious page, ossia pagine web che mostrano elementi sospetti, il botnet trafic, quando si trovano possibili visitatori non umani, il suspicious behaviour, quando gli utenti manifestano un comportamento sospetto sulla pagina, il browser malware, quanto vengono rilevate tracce di malware e infine l’incentivized surfbar, quando si evidenziano indicazioni per traffico a pagamento.

L’ad fraud si manifesta quindi sotto molteplici aspetti ma come possiamo prevenirlo? A questa domanda Meetrics risponde con 5 consigli utili:
1. Verificare i prezzi, se troppo bassi la fonte potrebbe non essere attendibile
2. Esaminare con attenzione i dettagli di analisi
3. Affidarsi a società di verifica e insistere per ads.txt
4. Utilizzare black e white list con le società di verifica per tenerle aggiornate
5. Non aspettare che se ne prende cura qualcun altro

Per identificare le frodi pubblicitarie, Meetrics offre ai propri clienti Ad Fraud Prevention, uno dei quattro tool di misurazione che caratterizzano Ad Attention Manager Suite, la soluzione principale della società. Questo strumento si traduce in un approccio duplice contro l’attività fraudolenta perché utilizza dati sia comportamentali che biometrici per identificare comportamenti sospetti per ogni singola impression.

Nel dettaglio, le incoerenze nei dati trasmessi (ad esempio l’utente dichiarato non corrisponde al comportamento di rendering) e gli strani valori aggregati (ad esempio la distribuzione temporale delle visualizzazioni o la confusione di annunci) vengono utilizzati per identificare i siti sospetti, mentre un’analisi approfondita basata su dati biometrici permette di convalidare gli avvisi di frode. La moltitudine di parametri di input registrati rende quasi impossibile agli sviluppatori di bot simulare il comportamento umano.

articoli correlati

NUMBER

IAB Forum 2017: crescono del 12% gli investimenti in digital advertising

- # # # # #

digital advertising

Sono stati presentati questa mattina allo IAB Forum i dati dell’Osservatorio Internet Media Politecnico di Milano e IAB Italia. Gli investimenti in digital advertising tornano a crescere a doppia cifra e registrano un aumento del 12%, raggiungendo i 2,65 miliardi di euro.

A spingere l’incremento a doppia cifra della raccolta pubblicitaria online è l’advertising sui social network e, in particolare, l’advertising video sui social, che pesa ora quasi la metà del totale su questo canale. La pubblicità su smartphone cresce ancora molto (circa del +40%), ma raccoglie meno del 40% del mercato totale dell’Internet advertising, a fronte di una quota di tempo speso sul canale mobile del 64%.

È un mercato sempre più concentrato, con un peso fortissimo dei grandi player internazionali (Google e Facebook in primis), che hanno il vantaggio di avere enormi quantità di informazioni sugli utenti online e di riuscire a raggiungere grandi audience.

Dal punto di vista dei formati pubblicitari, la display advertising rappresenta la parte più importante, come gli sorsi anni, con un peso pari al 60% dell’intero settore, un valore complessivo di circa 1,6 miliardi e una crescita del 17% rispetto al 2016. Segue la search, con il 29% sul totale e un valore di 770 milioni di euro (+5% vs 2016). Il terzo formato più diffuso è il classified advertising (8% sul totale) che supera i 210 milioni di euro (+ 7% vs 2016). Tra le altre componenti troviamo l’email advertising, che vale poco più di 30 milioni di euro (+ 3% vsl 2016) e il native advertising che, nelle sole componenti di Recommendation Widget e In-feed Unit (social network esclusi), è pari a circa 40 milioni di euro (+27% vs 2016).

Il mercato del programmatic advertising è cresciuto, con un peso sul totale degli investimenti online advertising che passa dal 13% al 15% e un valore del 25% sul totale display advertising (nel 2014 era solo il 10%). Il Programmatic vale circa 400 milioni di euro e vede una forte spinta soprattutto grazie agli spazi video, che dal 2017 sono stati venduti in maniera importante sulle piattaforme programmatiche, arrivando a pesare ben oltre il 30% del valore del mercato.

articoli correlati

AGENZIE

PayClick chiude il 2016 a +7,19% e trasferisce la sede nel nuovo headquarter di Cerved

- # # #

Cerved

PayClick cresce ancora e chiude il 2016 a 8,409 milioni di euro, con un incremento del 7,19% rispetto al fatturato del 2015. Per il 2017 è prevista un’ulteriore crescita anche grazie alle sinergie instaurate con il Gruppo Cerved nel primo anno di lavoro dopo l’acquisizione. Sinergie che hanno portato in breve tempo a una riorganizzazione della struttura commerciale e al prossimo trasferimento degli uffici di Milano di PayClick all’interno del nuovo headquarter Cerved a San Donato Milanese (Milano).

“Si tratta di una scelta strategica che mira ad intensificare le sinergie commerciali con il Gruppo Cerved – commenta Luca Formicola, Amministratore delegato di PayClick (nella foto) – e che rafforza ulteriormente i rapporti con centri media e agenzie, anche in funzione di nuovi prodotti e soluzioni tecnologiche il cui rilascio è previsto nei prossimi mesi”.

I nuovi uffici di PayClick avranno sede in una struttura nuovissima, inaugurata quest’anno e progettata per offrire spazi innovativi perfettamente in linea con la vision dell’azienda e del
Gruppo Cerved.

Le novità recentemente introdotte consentiranno dunque a PayClick di incrementare il proprio business e di potenziare la cooperazione con il Gruppo Cerved accelerando il processo di integrazione mediante la piena condivisione di spazi, idee e competenze.

articoli correlati

AGENZIE

Al Gruppo Digitouch la strategia e la gestione del digital advertising di Weygo

- # # # # #

Al Gruppo Digitouch la strategia e la gestione del digital advertising di Weygo

Weygo.com, sito di e-commerce dedicato alla spesa online con consegna a domicilio, ha stretto un accordo con il Gruppo DigiTouch, società quotata sul mercato AIM Italia e uno dei principali player attivi nel digital marketing, per la definizione strategica e la gestione della campagna di comunicazione di Weygo.
Il presente accordo si integra con il contratto già attivo con Optimized Group – agenzia web acquisita a luglio 2016 dal Gruppo DigiTouch – che prevede la gestione delle attività SEO/SEM, del digital PR e del social content.
Con l’obiettivo di creare sinergie tra i vari canali di advertising volti a portare traffico di qualità sul sito di Weygo e aumentare le vendite, Weygo ha ricercato un partner che avesse differenti specializzazioni al suo interno e una solida expertise. E lo ha trovato nel Gruppo DigiTouch che, con le sue quattro agenzie, riesce a coprire l’intera rosa di competenze nella comunicazione online.
Optimized Group continuerà ad occuparsi del SEO e del content marketing, e ad essa si affiancherà Performedia, l’agenzia del Gruppo che ha in portfolio diversi brand del settore e-commerce e che curerà la strategia e la gestione del piano advertising online di Weygo, prendendosi in carico anche il SEM, al fine di garantire una gestione coordinata di tutti i canali.
«Siamo contenti della fiducia accordataci e lieti di poter mettere a disposizione di Weygo l’esperienza che il nostro Gruppo ha maturato nel digital marketing. L’accentramento della gestione di tutto l’advertising online permette la creazione di sinergie tra i canali e consente di massimizzare l’obiettivo della campagna: promuovere il nuovo sito di Weygo e spingerne le vendite», afferma Annarita Olivieri, Managing Director di Performedia.

“Siamo felici di aver individuato un partner che si pone come nostro collaboratore, avendo definito insieme un modello di remunerazione che prevede anche una fee variabile in base al raggiungimento dei risultati. Lo apprezziamo molto perché in questo modo il nostro obiettivo coincide con l’obiettivo del nostro partner e ci permetterà di lavorare in una logica di team”, afferma Silvia Sommariva, Responsabile Comunicazione di Weygo.
Il piano di advertising online che Performedia curerà avrà una targettizzazione specifica su Milano, dove è attualmente attivo il servizio di Weygo, e coinvolgerà sia i canali a performance più tradizionali che i canali più interattivi con l’utilizzo di formati impattanti e a maggiore engagement dell’utente. Per rispondere alla varietà del target di Weygo (composto da lavoratori, casalinghe, studenti e cinesi in Italia) l’agenzia creerà differenti campagne con messaggi customizzati per ciascun segmento, valorizzando di volta in volta uno dei tanti plus dell’offerta di Weygo: la velocità, la varietà, la convenienza, la profondità di gamma, con un’ampia disponibilità anche di prodotti etnici/biologici, etc.
Grazie all’expertise del Gruppo nelle tecnologie applicate alla strategia media, l’advertising verrà poi distribuito ai target specifici, massimizzando l’efficacia dell’attività.

articoli correlati

AGENZIE

Mukako affida le attività di digital advertising 2016 a Performedia

- # # # # # #

Performedia

Mukako, start-up fondata a luglio 2015 da Martina Cusano ed Elisa Tattoni e che ha lanciato un eCommerce per prodotti della prima infanzia, ha scelto Performedia, agenzia media parte del Gruppo DigiTouch per lo sviluppo e la gestione delle attività di digital advertising del brand nel 2016.

Con il duplice obiettivo di creare brand awareness e spingere le vendite sull’eCommerce, Performedia ha arricchito e ottimizzato la strategia media esistente per portare traffico di qualità su Mukako.com. A tal fine ha definito un piano advertising cross-media (smartphone, tablet e pc) e cross-channel che, da un lato ha integrato le attività adv già in essere quali il SEM e il retargeting e dall’altro ha introdotto nuove leve di marketing nel media mix, quali il display adv in programmatic, le DEM, il native advertising e l’adv su Facebook mediante custom audience.

Grazie a una strategia di audience targeting, l’advertising di Mukako viene così esposto a utenti in target (genitori che ricercano la comodità dell’eCommerce per rifornirsi di pannolini, accessori, giocattoli per i propri bimbi), ovunque essi stiano navigando e con qualsiasi device e con la comodità di ricevere i prodotti a casa, in qualsiasi parte d’Italia abitino.

“Per un sito di eCommerce farsi conoscere da un pubblico online ed in target è fondamentale. Abbiamo apprezzato molto l’approccio consulenziale e l’orientamento ai risultati di Performedia e questi due aspetti ci hanno portato a sceglierlo quale partner per aiutarci a promuovere il nostro e-commerce alla nostra target audience”, afferma Martina Cusano, co-founder di Mukako.

“Siamo molto contenti di questo riconoscimento e con grande entusiasmo abbiamo colto l’opportunità che Mukako ci ha offerto. Crediamo che l’introduzione di nuovi canali, la gestione sinergica delle attività di advertising e la costante ottimizzazione delle campagne possano consentire a Mukako di farsi conoscere sull’intero territorio italiano, generare un sentiment positivo nei confronti del brand e aumentare di conseguenza le vendite sul proprio eCommerce”, afferma Annarita Olivieri, Managing Director di Performedia.

articoli correlati

MEDIA

Il digital advertising è “Tell to Touch”: sbarca in Italia Good Move

- # # # # #

Fa il suo ingresso nel mondo dell’online media Good Move, concessionaria di Programmatic Advertising, nata dall’ambizioso progetto di due professionisti d’eccezione: Alessandro Mandelli e Massimo Vimini, entrambi con una solida e variegata esperienza nei servizi media e digital alle spalle, maturate rispettivamente nel settore Media & Advertising e nell’Online Industry.

A pochi mesi dalla partenza, una base a Milano e un occhio rivolto sempre più all’Europa per l’apertura di nuove sedi, Good Move ha già toccato i 20 Milioni di utenti unici in Potential Reach e conta attualmente al suo interno una unit di 8 professionisti pronta ad ampliarsi a breve e oltre 600 siti di riferimento per i vertical principali Smart Woman, Advanced Entertainment e Engaging Automotive.

Filosofia e mission di Good Move si fondono nel claim “Tell to touch”: offrire tecnologie sempre più innovative – anche grazie all’ausilio di una Data Management Platform, garantire strategiche contaminazioni sociali e veicolare i messaggi più efficaci per creare un dialogo capace di raccontare i brand coinvolgendo, emozionando e “toccando” il pubblico.

Good Move assicura ai propri clienti un’inventory premium gestita sia in Private Market che in Reservation così da poter ottenere performance tipiche delle piattaforme programmatiche combinate ad un’operatività da concessionaria pubblicitaria esclusiva fortemente legata ai dati e contenuti native dei suoi editori.

“Good Move è una start-up che riflette a pieno la domanda di ricerca di contenuti verticali e user profilati da raggiungere con le soluzione tecnologiche più avanzate avvalendosi di un’architettura di sistema supportata dalle piattaforme più evolute per toccare i consumatori nel momento del loro maggior interesse e coinvolgimento”, afferma Alessandro Mandelli, co-fondatore di Good Move, “tanto che in poco più di 6 mesi il nostro parco clienti si è sviluppato velocemente e noi orgogliosi e convinti di aver dato il via a un progetto destinato ad essere sempre più solido e radicato come realtà dell’advertising online”.

Ad oggi GoodMove ha lavorato con una cinquantina di brand tra i top player dei settori Automotive, Food, Entertainment, Telco e Assicurazioni ed è stata scelta come partner dai più importanti centri media del momento.

articoli correlati