COMMERCE

Il nuovo eShop di Benetton è “Powered by Keros Digital”

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benetton keros

Benetton lancia il nuovo sito per lo shopping online, completamente riprogettato per offrire ai propri clienti una migliore shopping experience. Multi lingue e multi country, il nuovo e-shop di Benetton è tradotto in 7 lingue e raggiungibile da 24 paesi Europei, più Stati Uniti.

L’obiettivo dell’azienda è stato quello di attivare la gestione diretta del canale online, precedentemente affidata a un provider esterno. Nel prossimo futuro infatti, Benetton sta pianificando la sua evoluzione verso l’omnicanalità, che porterà a una migliore integrazione tra punti vendita fisici e mondo online, accompagnando così il cliente finale ovunque nel suo viaggio di acquisto attraverso i canali fisico e digitale.

Per la realizzazione del suo nuovo e-shop, Benetton ha scelto di affidarsi alla tecnologia K-OMS, Order Management System di Keros Digital.

La tecnologia di Keros Digital ha permesso di integrare il processo sofisticato di shopping online di Benetton all’interno dell’organizzazione, riducendo la complessità di numerosi aspetti legati alla gestione degli ordini e alla fatturazione in Paesi diversi. Keros Digital ha messo a disposizione di Benetton la propria competenza in materia fiscale e legale e ha fornito consulenza per ottimizzare i processi, per portare a una maggior efficacia delle consegne e alla riduzione dei costi di spedizione.

Il nuovo OMS di Benetton gestisce facilmente il catalogo, la fatturazione IVA nei diversi paesi, il magazzino, ottimizza l’assegnazione degli ordini e gestisce i resi da diverse località in tutto il mondo, tutto da un’unica soluzione software di eCommerce integrata.

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AZIENDE

Digital Impact: come guidare la trasformazione digitale. Il pensiero di Logotel

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logotel

“Niente digitalizzazione senza umanizzazione, se non lo fai di persona non funziona”. Questo è il punto di vista di Logotel, service design company indipendente che lo scorso 15 marzo ha organizzato l’evento “Digital Impact – By Humans For Humans”, presso i suoi spazi nel quartiere di Ventura Lambrate a Milano. L’evento ha fatto parte del palinsesto della Milano Digital Week, quattro giorni dedicati alla cultura dell’innovazione. Per l’occasione Logotel ha riunito persone appartenenti a 30 grandi aziende nazionali e internazionali con competenze, sguardi e prospettive diverse come ad esempio manager, imprenditori, digital specialist, learning experience designer, service designer e formatori per confrontarsi sugli impatti che il digitale sta portando e sempre più porterà nel lavoro e nella vita di tutti i giorni. Solo chi riuscirà a portare a bordo le persone riuscirà a guidare la trasformazione. Durante l’evento, i partecipanti si sono confrontati su come allenare le persone ad abilitare nuovi mindset, provando anche a dare delle risposte su come ingaggiare, motivare e supportare persone e imprese nell’evoluzione che stiamo vivendo. I diversi interventi hanno sottolineato, infatti, come le persone siano il fattore di accelerazione del cambiamento rispetto alle organizzazione.

“Perché “By Humans For Humans”? Il digitale non è solo uno strumento o il fenomeno che sta cambiando radicalmente la geografia del nostro orizzonte, è una sensibilità nel guardare la realtà che viviamo e operiamo. La sfida è culturale – afferma Cristina Favini, Strategist e Manager of Design Logotel – la trasformazione dipende dal rafforzamento dei fattori umani che riusciremo a potenziare nelle persone per gestire la crescente velocità della complessità in cui ci troviamo a vivere e operare. Dietro ogni innovazione, e dietro ogni cosa nuova, c’è “qualcuno” di nuovo. Il digitale implica un vero e proprio cambiamento culturale, per le imprese è urgente portare a bordo le persone. Il rischio? Subire la trasformazione, rimanere ai bordi, perdere l’opportunità di progettarsi il futuro con impatti sociali”.

Simone Colombo, Senior Manager e Community & Social Business Logotel, ha posto l’accento su come “siamo tutti coinvolti in questi processi di trasformazione, gli impatti sono trasversali a tutte le generazioni. Il digitale influenza le nostre interpretazioni e modifica il modo che abbiamo di interagire con la realtà. A cambiare sono anche le nostre relazioni e come instauriamo processi di fiducia consapevoli, oltre che le esperienze abilitanti che “abitiamo” con i device sempre nelle nostre mani, davanti ai nostri occhi”.

Secondo Maria Grazia Gasparoni, Manager of Education Logotel, “per le imprese è necessario mettere in campo nuovi sistemi di formazione blended (fisici – digitali) per motivare le persone ad un apprendimento continuo, dal centro alla periferia e ritorno. Occorre co-progettare insieme alle organizzazioni, sperimentare, far evolvere strumenti e metodologie, favorire un cambio di mindset delle loro persone e abilitarle ad essere ogni giorno Learner e Teacher, condividendo esperienze e best practice in un processo di apprendimento continuo”.

La motivazione delle persone è stata approfondita da Daniele Cerra, Senior Manager e Digital Innovation Officer Logotel, che ha analizzato casi aziendali e progetti sviluppati da Logotel. “Cosa trasforma le nostre intenzioni in azioni? Cosa ci coinvolge e ci attiva? Qual è lo scambio di valore tra gli attori coinvolti? È un circolo virtuoso: senza motivazione, non c’è commitment. Senza commitment, non c’è ingaggio. Senza ingaggio, la motivazione crolla. A questo punto dobbiamo concentrarci su quali siano gli elementi chiave della motivazione intrinseca. Secondo le più recenti ricerche neuroscientifiche e le più consolidate teorie della psicologia positiva sono l’autonomia, la competenza e la razionalità. Come progettisti, agiamo su questi tre asset per sviluppare eco-sistemi e ambienti digitali che favoriscano la motivazione, e la collaborazione, tra le persone”.

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MEDIA

tg|adv scelta da Radio Monte Carlo come concessionaria esclusiva delle property digitali

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Radio Monte Carlo

tg|adv è la nuova concessionaria esclusiva di tutte le property digitali di Radio Monte Carlo: la concessionaria di Trilud Group si occuperà infatti della raccolta pubblicitaria del sito www.radiomontecarlo.net, delle due app, RMC e RMC2, recentemente rinnovate, attraverso formati adv display e video, rigorosamente cross device e in linea con la Coalition for Better Ads, oltre che della raccolta pubblicitaria sul digital audio. Anche le iniziative speciali strettamente legate alle property digitali fanno parte dell’accordo.

Contraddistinta da un target di alto profilo (adulto, colto e con un’elevata capacità di spesa), Radio Monte Carlo nel 2017 è stato uno dei best performer del panorama radiofonico nazionale con un incremento d’ascolto del 22.1% nel giorno medio. Ottimi risultati anche per le property digitali: il sito web completamente rinnovato, responsive, user friendly e strutturato in 10 sezioni tematiche, conta un’audience di 515.000 utenti unici al mese e 5 milioni di pagine viste al mese (fonte: WebTrekk – gennaio 2018); mentre sul fronte digital audio Radio Monte Carlo, può contare su 3 milioni di sessioni d’ascolto mensili (fonte: Audiometrix, gennaio 2018).

“Siamo contenti che un brand storico come Radio Monte Carlo ci abbia scelto – dichiara Alberto Gugliada, CEO di tg|adv e co-founder di Trilud Group – a dimostrazione della qualità dell’offerta consulenziale che tg|adv sa proporre ai propri partner editoriali”.

“Dopo il varo della nuova linea editoriale che nel 2017 ci ha riservato grandi soddisfazioni in Fm – spiega Monica Ponti, Direttore marketing di Radio Monte Carlo – abbiamo deciso di potenziare la nostra presenza digital rilanciando nel gennaio 2018 il sito internet e le correlate piattaforme multimediali, ben consapevoli che il futuro nel mercato dei contenuti digitali può riservare interessanti prospettive. In quest’ottica abbiamo deciso di affidare la raccolta pubblicitaria a tg|adv, una società che negli ultimi anni ha dimostrato di saper valorizzare al meglio le opportunità del mercato digitale”.

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AGENZIE

HUB09 vince la gara per la comunicazione digitale di Thyssenkrupp Home Solutions

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HUB09

A seguito di una consultazione tra più agenzie, Hub09 si è aggiudicata la gara per la gestione della comunicazione digitale 2018 di Thyssenkrupp Home Solutions, leader nel mercato dell’accessibilità grazie alla produzione di montascale dotati di tecnologia all’avanguardia.

“Il concept creativo scelto utilizza la metafora del viaggio in prima classe per esprimere la premiumness e il posizionamento leader di Thyssenkrupp Home Solutions. Il trattamento grafico, molto attuale e distintivo, unirà illustrazione e astrattismo geometrico nella creazione di un universo colorato e positivo che segna un approccio di rottura nel mercato di riferimento”, spiega Diego Braghin, Direttore Creativo di Hub09.

Sono previste cinque wave di campagna nell’arco dell’anno, con declinazione sui principali formati di Google Display ADS e display ADV, email marketing per la generazione di lead e landing page di atterraggio, dove l’utente potrà trovare le principali informazioni sul prodotto.

Credits
Direzione creativa: Diego Braghin
Art director: Elia Pittavino
Direzione clienti: Maurizio Cisi
Client manager: Giovanna Astrua

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NUMBER

Accenture: Disruption, due terzi delle grandi aziende devono imparare ad affrontarla

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disruption accenture

Secondo un nuovo studio di Accenture la disruption, cioè l’innovazione dirompente in grado di rivoluzionare interi settori industriali, non è un evento casuale, bensì un percorso che può essere identificato, compreso e anticipato.

Lo studio ha analizzato oltre 3.600 aziende, con un fatturato annuo di almeno 100 milioni di dollari, in 82 Paesi, sulla base di due parametri: livello attuale e suscettibilità futura alla disruption. Il quadro che ne emerge è chiaro, il cambiamento è divenuto parte integrante della quotidianità delle imprese: il 63% affronta già attualmente livelli elevati di disruption e il 44% lo farà in un prossimo futuro.

Nell’ambito della ricerca, Accenture ha sviluppato un “Disruption Index” raggruppando le società coinvolte nello studio, appartenenti a 20 settori industriali, secondo quattro diversi livelli o stati di disruption:

  • Durabilità: Qui la disruption è evidente, ma non mette a rischio la sopravvivenza dell’azienda; i player tradizionali godono ancora di vantaggi strutturali e ottengono risultati rilevanti. Circa un quinto (19%) delle aziende intervistate ricade all’interno di questo stadio evolutivo dell’innovazione, tipicamente appartengono al settore della vendita e fornitura di parti in ambito automobilistico, a quello delle bevande alcoliche e al chimico.
  • Vulnerabilità: L’attuale livello di disruption è moderato, ma le aziende dominanti sono sensibili alla disruption futura a causa di sfide strutturali di produttività rappresentate, per esempio, dall’elevato costo del lavoro. Questo stato comprende un quinto (19%) delle aziende, tra cui quelle operanti nel settore assicurativo, sanitario e dei discount.
  • Volatilità: Caratterizzato da una disruption violenta e improvvisa; quelli che un tempo rappresentavano punti di forza si sono ora trasformati in debolezze. Le aziende in questo stadio (il 25% di quelle coinvolte nello studio) sono prevalentemente operanti nel comparto della tecnologia di consumo, come pure in vari settori di servizi: quello bancario, della pubblicità e dei trasporti.
  • Vitalità: La disruption è costante; le fonti di vantaggio competitivo sono spesso effimere in quanto emergono continuamente nuove aziende disruptive. Questo stadio comprende più di un terzo (37%) delle aziende, tra queste emergono fornitori di software e piattaforme, telecomunicazioni, media e high-tech, nonché le case automobilistiche.

“Guardando all’evoluzione delle imprese e dei settori industriali negli ultimi anni, possiamo dire che la disruption oggi si presenta con due caratteristiche peculiari: è inevitabile, ma anche prevedibile” ha affermato Massimo Morielli Managing Director, responsabile di Accenture Digital in Italia. “In quest’ottica per i business leader è fondamentale capire dove si colloca la propria azienda nel panorama della disruption e calcolare a quale ritmo è probabile che avvenga il cambiamento. Quanto più sarà chiara la consapevolezza dei mutamenti, tanto meglio riusciranno a prevedere e individuare le opportunità, creare valore a partire dall’innovazione e in ultima analisi, “orientarsi verso il nuovo”.

Secondo la ricerca, ad ognuna delle fasi sopra individuate corrisponde un diverso orientamento strategico: nello  stato di durabilità, le aziende devono reinventare le proprie attività tradizionali piuttosto che impegnarsi per preservarle, adottando provvedimenti per mantenere la leadership di costo all’interno del core business, per esempio rendendo le offerte non solo più economiche, ma anche migliori per i clienti.

Nello stato di vulnerabilità, invece, le società devono rendere più produttive le proprie attività tradizionali e predisporsi a sfruttare le innovazioni future (proprie o dei concorrenti). Dovrebbero per esempio ridurre la dipendenza dalle immobilizzazioni e monetizzare le risorse sottoutilizzate.

Nello stato di volatilità, per contro, l’unico modo per sopravvivere è cambiare lo status quo in modo deciso, ma saggio. Le aziende tradizionali devo trasformare radicalmente il proprio core business e al contempo sperimentare nuove attività, facendo attenzione a trovare il giusto equilibrio: se infatti una svolta troppo repentina potrebbe rendere la situazione economicamente insostenibile, con un cambiamento troppo lento le aziende rischierebbero di diventare obsolete.

Nello stato di vitalità, infine, le società devono mantenersi in uno stato costante di innovazione. Ciò comporta la necessità di aumentare la penetrazione di prodotti e servizi innovativi per i clienti esistenti e espandersi aggredendo mercati adiacenti o del tutto inesplorati, forti di un core business rivitalizzato e basato sull’innovazione.

 

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AGENZIE

Dopo la gara Pierre Fabre Italia si affida a Ragoo per la attività digital

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Ragooo, la nuova agenzia di “digital experience” fondata da Andrea Redaelli, è stata scelta da Pierre Fabre Italia come main partner digital a cui affidare la gestione delle attività per i brand Eau Thermale Avène, Klorane, A-derma, Ducray, Galénic, Rene Furterer.

Pierre Fabre Italia, laboratorio dermocosmetico noto a livello mondiale, dopo una consultazione tra più agenzie avvenuta a fine anno, ha scelto di affidare le attività di Media Advertising, SEO, Web Design e Data Analysis a Ragooo con l’obiettivo di individuare il customer journey digitale dei propri consumatori e di quelli in target per avvicinarli ai brand del gruppo e ai loro valori.

“Ragooo ci affiancherà nella costruzione di questo dialogo grazie al profondo know how del settore beauty e alle qualità del suo team, motivi che lo rendono un partner ideale per affrontare questa sfida” spiega Silvia Carletti, Direttore Digital e Comunicazione di Pierre Fabre Italia.

Attraverso le attività di Media Advertising e SEO, Pierre Fabre Italia punta a migliorare l’awareness e a veicolare verso i siti web traffico qualificato e interessato ai bisogni e alle tematiche legate ai 6 brand del gruppo. Grande attenzione alla raccolta di lead finalizzati ad attività di CRM e alla generazione di visite verso i punti vendita.

Il team di web Design supporterà Pierre Fabre Italia per tutte le esigenze di maintenance e creazione di contenti web con particolare attenzione alla user experience e alla navigazione da mobile. Il team di Data Analysis si occuperà di uniformare l’infrastruttura di monitoraggio dei dati fra i vari brand del gruppo, predisponendo inoltre un ecosistema di dashboard al fine di rendere semplice ed immediata l’analisi dei KPI digital da parte del team interno.

“Siamo felicissimi di accettare la sfida che Pierre Fabre Italia ci ha lanciato, affiancheremo i 6 brand del gruppo con un team strutturato su più aree, che lavoreranno insieme per garantire al cliente il raggiungimento degli obiettivi prefissati”, conclude  Andrea Redaelli, CEO di Ragooo, “L’approccio del team permetterà di fornire un contributo strategico unico, grazie alla passione con cui affrontiamo ogni nostro incarico”.

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AGENZIE

Maxi Zoo affida a Connexia tutte le attività di comunicazione digital e social in Italia

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maxi zoo e connexia

Maxi Zoo Italia, filiale del Gruppo Fressnapf, affida a Connexia la gestione di tutte le attività di comunicazione digital e social del brand. Obiettivo: supportare e incrementare la brand awareness del marchio Maxi Zoo, contribuendo al rafforzamento del suo posizionamento top level in Italia attraverso un progetto di comunicazione integrata che interessi l’intero ecosistema digitale del brand.

Nato in Germania nel 1990, il Gruppo Fressnapf è attivo con oltre 1.400 punti vendita in tutta Europa. Ogni punto vendita Maxi Zoo propone un’ampia offerta di prodotti dedicati all’alimentazione e alla cura degli animali domestici (cani, gatti, uccelli, roditori, pesci e rettili), coprendo tutte le fasce di prezzo con la garanzia della massima qualità. Grazie alla propria riconosciuta capacità di raccontare idee e valori di brand, costruire esperienze uniche e originali e coinvolgere l’intera filiera del processo di comunicazione, Connexia, a seguito di una gara che ha visto coinvolte 6 agenzie, si occuperà di definire e sviluppare l’intera strategia di comunicazione del brand Maxi Zoo, dall’analisi del posizionamento al concept creativo, dalla gestione dei siti proprietari, all’ideazione e gestione dei piani editoriali per i canali social, Facebook, Instagram, YouTube e LinkedIn. Sempre a cura di Connexia, il coordinamento delle campagne di social e digital advertising.

“E’ una grande soddisfazione per noi poter annunciare una nuova collaborazione, specialmente se con un brand conosciuto e apprezzato come è Maxi Zoo”, commenta Paolo D’Ammassa, CEO di Connexia. “Per il retailer leader nel settore dell’alimentazione e della cura degli animali Connexia si propone come partner strategico, per comunicare il sistema di valori e le caratteristiche distintive di Maxi Zoo Italia, parlando con creatività, sensibilità e semplicità a un target preciso, premuroso e attento al benessere quotidiano dei propri animali domestici. Siamo certi che sapremo supportare in maniera efficace e integrata gli obiettivi di comunicazione del marchio, traducendone nell’ecosistema digitale autenticità e coerenza”.

Maxi Zoo ha lanciato lo scorso gennaio la nuova campagna di comunicazione europea.

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AGENZIE

Kettydo+ chiude il 2017 con una crescita del 20% e dieci nuove persone in agenzia

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Kettydo+

Numeri in crescita ma soprattutto l’affermazione di un progetto d’azienda che ha definito il modo di dare servizi e prodotti efficaci al mercato. Questi i risultati 2017 di Kettydo+, la digital agency che supporta i brand nell’implementazione di strategie digitali mirate a creare un engagement continuo dei clienti e dei consumatori attraverso piattaforme digitali connesse, interattive ed intelligenti.

La crescita è stata del 20% sul 2017 con un fatturato superiore ai 4 milioni di euro che ha coinvolto in modo simmetrico le tre aree di business dedicate alla user experience, alla creatività e alle soluzioni tecnologiche. È un chiaro segno che la strategia del modello integrato è vincente e risponde all’esigenza dei brand evoluti che necessitano di partner con una metodologia solida, completa, end to end.

Per quanto riguarda il mercato, Kettydo+ nel 2017 ha realizzato lavori per tutti i tipi di segmenti merceologici, dal food, al FMCG, al finance, al fashion, al retail. L’agenzia ha vinto oltre il 60% della gare a cui ha partecipato.

Commenta Federico Rocco, Amministratore Delegato di Kettydo+: “Tanto lavoro e tanta soddisfazione per questo ottimo risultato e ora molto entusiasmo per un 2018 che prevediamo ancora in crescita. Abbiamo una struttura dotata di talenti di grande valore e vediamo alcuni mercati davvero dinamici. Come quello del retail che ci dà la possibilità di lavorare in modo totale sulla customer experience e la relazione con il cliente finale. Ci sono poi settori, come quelli del food, del finance ed electronics che hanno raggiunto un buon livello di maturità e oggi puntano su ecosistemi digitali evoluti in cui la nostra esperienza e capacità di innovazione può esprimersi a fondo. Abbiamo pensato a quello che serviva al mercato e i nostri clienti lo hanno capito e ci hanno premiato con la scelta e la fidelizzazione”.

Il 2017 è stato anche l’inizio della collaborazione con il Politecnico di Milano per la fondazione del primo osservatorio sull’Omnichannel Customer Experience e con l’Università di Parma per l’Osservatorio Fedeltà.

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Zenith: il ROI del digital crescerà più degli investimenti sul mezzo

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zenith smatphone prigrammatic bonori

L’efficacia della pubblicità su internet ha ormai raggiunto la spesa sul mezzo: la conferma arriva da una ricerca di Zenith, che si inserisce nel dibattito in corso sull’adspend nel digitale.
Fino al 2015 i brand si sono impegnati nell’ottimizzare l’efficacia della comunicazione su internet pur incontrando difficoltà: la spesa sul mezzo infatti non eguagliava il punteggio di “brand experience”, un preciso indicatore della market share in questa analisi considerato solo in relazione alla misurazione dei media paid. Nel 2016 la pubblicità su internet è arrivata a rappresentare il 34% dei budget pubblicitari globali, producendo il 35% di brand experience. In generale, possiamo dire quindi che oggi l’internet advertising presenta un dinamismo superiore rispetto alla pubblicità su altri mezzi.

Per parecchi anni il report “Advertising Expenditure Forecast” di Zenith ha costantemente registrato aumenti considerevoli della quota destinata a internet all’interno dei budget pubblicitari. Per la prima volta, nell’edizione di dicembre 2017, Zenith pubblica anche il dato relativo al ROI della spesa sul mezzo internet. L’agenzia del gruppo Publicis ha usato il tool proprietario Touchpoints ROI Tracker per fare un confronto tra la spesa pubblicitaria su internet e la “brand experience” sviluppata sul mezzo negli ultimi anni.
Nel 2014 gli investitori hanno speso il 27% dei loro budget pubblicitari su internet, producendo solo il 21% di brand experience. Nel 2015 i brand hanno usato la pubblicità su internet in modo più efficace, raggiungendo il 30% per entrambi i budget, internet advertising e paid brand experience. Infine, nel 2016 la brand experience ha addirittura superato la quota di budget dell’internet advertising. Secondo Zenith la quota della spesa pubblicitaria su Internet continuerà a crescere, raggiungendo il 40% nel 2018 e il 44% nel 2020. Il valore crescerà dai 203 miliardi di dollari nel 2017 ai 225 miliardi di dollari nel 2020.

La quota di investimenti destinati alla pubblicità su internet varia notevolmente in tutto il mondo. Nei mercati più avanzati (Svezia e UK) nel corso del prossimo anno rappresenterà più del 60% della spesa totale, mentre in altri sei mercati sarà tra il 50% e il 60% (Australia, Canada, Cina, Danimarca, Norvegia e Taiwan).

In Italia sotto media
In Italia nel 2017 la spesa pubblicitaria su internet vale il 28,9% del mercato, al di sotto della media globale, ma Zemith prevede buone possibilità di sviluppo. Si stimia infatti che il prossimo anno il mercato italiano crescerà del +5,8%, a fronte di una crescita globale del +1,1%.
Entro il 2020 internet rappresenterà in Italia il 31,7% della spesa pubblicitaria totale.

5 piattaforme determinano la crescita digital a livello globale
Internet sta guidando la stragrande maggioranza della crescita globale della pubblicità: rappresenterà infatti il 94% della crescita della spesa pubblicitaria tra il 2017 e il 2020.
Gran parte di questa crescita è dovuta solo a cinque grandi piattaforme – Google, Facebook, e le piattaforme cinesi Baidu, Alibaba e Tencent -, che hanno incrementato i loro investimenti su internet a livello globale dal 61% al 72% tra il 2014 e il 2016, determinando l’83% della crescita della spesa su internet nel periodo. Nel dettaglio Baidu, Alibaba e Tencent hanno contribuito al 54% della crescita della spesa pubblicitaria su internet in Cina, mentre Google e Facebook hanno contribuito con il 96% nel resto del mondo. Nel 2016 Google e Facebook hanno inoltre rappresentato il 76% della spesa pubblicitaria su internet fuori dalla Cina.
In termini monetari, la gran parte della crescita della spesa pubblicitaria globale proviene da alcuni grandi mercati. Si prevede che due paesi, Stati Uniti e Cina, contribuiranno da soli con il 47% tra il 2017 e il 2020. Cinque grandi mercati varranno il 57%, Stati Uniti, Cina, Giappone, Regno Unito e Germania.

Le grandi città guidano la crescita della spesa pubblicitaria globale concentrandola in produttività, innovazione e trade. Zenith ha realizzato un’unica ricerca che attribuisce la spesa pubblicitaria alle singole città prendendo in considerazione il valore degli inserzionisti locali, nazionali e internazionali. Si stima che le prime 10 città della lista contribuiscano per il 12%
alla crescita della spesa pubblicitaria globale di quest’anno, e le prime 725 contribuiscano per il 60%.
Si prevede che tra il 2016 e il 2019 le 10 città che contribuiranno alla crescita, per un totale di 5 miliardi di dollari e che rappresentano l’11% della crescita, sono (in ordine decrescente): New York (con un aumento di 1,4 miliardi di dollari), Tokyo, Jakarta, Los Angeles, Shangai, Houston, Dallas, Beijing, Londra e Chicago (cresceranno di 0,6 miliardi di dollari).

Il ruolo della Digital Transformation
Gli investitori sentono la pressione della veloce trasformazione del loro business, esemplificata dal rapido passaggio dal marketing communication ai media online, in risposta al cambiamento del comportamento dei consumatori, e alla polarizzazione della crescita che si concentra sulle grandi piattaforme, sui grandi Paesi e sulle grandi città.
Alla fine di novembre è stata effettuata la terza edizione di una survey realizzata da Zenith intervistando i propri principali clienti sulla crescita dei brand. Su una scala da 0 a 100 – dove 0 significa che tutti si aspettano un declino nel 2018, 100 significa che tutti pensano ci sia una crescita, e 50 significa che la media degli intervistati non si aspetta una crescita – la risposta è stata 57, meno di quanto dichiarato lo scorso anno, che era 67. I brand di food e beverage hanno dichiarato un punteggio di 66 quest’anno, in calo di appena un punto rispetto ai 67 dello scorso anno. I prodotti confezionati, i retail e le telecomunicazioni sono scesi a 50, non prevedendo quindi una crescita, in calo rispetto ai punteggi positivi dello scorso anno.

“Stiamo assistendo a una battaglia nel mondo del business, del marketing e dei media tra grandi e piccoli player”, dichiara Vittorio Bonori, Global Brand President di Zenith. “La crescita arriva dai grandi mercati e dalle grandi città, e viene determinata dalle grandi piattaforme. I brand devono concentrarsi sulla strategia a monte, sulla data-informed UX planning e sulla downstream automation”.
“Internet è il più grande mezzo pubblicitario del mondo, e il principale motore di crescita”, conclude Jonathan Barnard, Head of Forecasting e Director of Global Intelligence in Zenith. “La nostra ricerca mostra che i brand hanno iniziato a utilizzare il mezzo in modo più efficace”.

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MEDIA

Radio, il futuro è roseo e digital: le opportunità del digital audio adv al Radio Goes Digital

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Radio

“Radio in crisi? No, anzi: la radio vivrà ancora a lungo, per tanti anni”. Altro che difficoltà, quindi, per il mezzo audio per eccellenza: ne è sicuro Mirko Lagonegro, che questa mattina a Milano, all’Hotel Principe di Savoia, ha aperto i lavori di “Radio Goes Digital“, appuntamento organizzato da DigitalMDE (di cui il manager è fondatore) che ha esplorato il futuro, vicino e lontano, del mezzo audio per eccellenza. Buone prospettive per il digital audio advertising, che da qui a breve tempo potrebbe rivelarsi uno dei più importanti driver della pubblicità sul mezzo digitale: su questo tema sono intervenuti esperti del settore radiofonico e dell’advertising che hanno fatto il punto, prima, sulla situazione italiana e nel mondo e, poi, sulle nuove frontiere che il Digital Audio Advertising apre al mercato pubblicitario italiano.

 

La situazione italiana

Prima, però, storytelling. Sul palco è infatti intervenuto Matteo Caccia, speaker di RAI Radio 2, che ha raccontato la potenza del mezzo radiofonico nel raccontare storie, e la passione che ha il pubblico nel sentirle. Il linguaggio audio, di cui la radio (“Il teatro della mente”, diceva Steve Allen) è il mezzo principe, rimane uno dei più potenti in circolazione, con le sue unicità e le sue caratteristiche peculiari; e gli appassionati di questo media continueranno ad amarla per questo. Le sue modalità, però, stanno cambiando, si stanno rivoluzionando, come sottolinea ancora Mirko Lagonegro: “La radio continuerà a prospepare, ma non nell’accezione più classica del termine: questi sono anni di trasformazione e di rivoluzione, in cui questo mezzo deve riuscire ad adattarsi al meglio all’ambiente che lo circonda (per citare Darwin) per riuscire a esprimere appieno il suo potenziale. Il tutto, ovviamente, in chiave digitale, poiché anche la radio, oggi, non può prescindere dalla tecnologia. Il punto però non è che la radio sta sbarcando, ora, su Internet: sul web è presente già da molti anni, il punto ora è riuscire a cogliere al meglio le opportunità che il web offre. I brand hanno l’esigenza di riuscire a padroneggiare uno strumento per raggiungere uno a uno i propri utenti”.

“Esistono alcune grandi opportunità la radio oggi sul web” racconta Daniele Sesini, Direttore Generale e coordinatore del Tavolo Digital Audio di IAB Italia. “La prima è la disponibilità di avere un’audience molto più ampia: il digitale oggi vive tantissimo di mobile, e la penetrazione di smartphone in Italia è una delle più alte al mondo, senza contare l’importanza di riuscire a presidiare il target più giovanile, molto presente sul mobile ma molto difficile da catturare per i brand. Il secondo punto è il formato: l’audio è molto interessante perché consente una fruizione a prescindere dallo schermo considerato; questo porta ad avere un rapporto 1 a 1 con l’utente, un advertising molto pianificabile, con un’importante componente di programmatic. Infine, il mercato: in Italia siamo ancora ad una fase iniziale del fenomeno, e le opportunità per emergere, in questo senso, sono moltissime”.  Il Report sul Digital Advertising di IAB U.S.A., presentato nel corso della mattinata, indica infatti il 2016 quale anno di debutto di questa categoria con oltre 1.1 miliardi di dollari di investimenti. Oltre i 2/3 degli inserzionisti americani hanno dichiarato che nel corso del 2018 aumenteranno i loro investimenti nel Digital Audio Advertising.

 

La radio nel mondo

 

Una panoramica sui trend di crescita del Digital Audio nel resto del mondo e l’impatto sul media mix è stato fornito da Benjamin Masse, Market Development & Product Strategy di Triton Digital. “Secondo gli studi di Edison Research, nel 2017 il 53% degli americani con un’età superiore ai 12 anni ha ascoltato una radio online nell’ultima settimana, con una crescita di oltre il 50% rispetto al 2016. Durante gli ultimi 7 anni l’audience complessiva è cresciuta del 575% e si stima che il 57% degli americani (155 milioni) ascoltino mensilmente contenuti Digital Audio”. Il Digital Audio non è un fenomeno unicamente americano: in UK 21.7 milioni di persone ogni settimana fruiscono di contenuti audio in streaming, mentre secondo IAB Espana nel 2017 il 50% degli internauti con un’età superiore ai 18 anni ha dichiarato di ascoltare Digital Audio negli ultimi 30 giorni, mentre in Germania Webradiomonitor ha rilevato che il 71% degli utenti connessi alla rete, tra i 14 e i 69 anni, ha ascoltato una stazione radio via browser o app.

 

Evoluzione e nuovi contesti d’uso

Sulle opportunità editoriali e pubblicitarie che la radio può cogliere dalla trasformazione digitale e di come gestirle e capitalizzarle ha parlato Davide Panza, CMO & Co-Founder di DigitalMDE che ha dichiarato: “L’evoluzione tecnologica, l’introduzione del consumo audio on demand, unitamente all’arrivo di nuovi devices digitali, non solo smartphone ma anche wifi speaker, smart tv, decoder, passando per i preziosissimi dashbord delle connected cars fino ad arrivare agli smart speaker di prossima commercializzazione, sono le premesse per un importante cambio nelle modalità di fruizione del media radiofonico tradizionale e aprono la strada a nuove ed interessanti prospettive pubblicitarie. La forza del linguaggio audio unito alla possibilità di targetizzare le campagne e misurane puntualmente le performance, consentirà al Digital Audio di entrare nel media mix di tutti gli investitori, portando una perfetta complementarietà delle strategie di promozione”. In questo senso sembra che i rapporti di forza tra display e audio potrebbero subire profondissimi cambiamenti. “Basta guardare alla direzione a cui stanno puntando tutti i colossi digitali in questo momento. I nuovi smart speaker, come Alexa di Amazon o Google Home, gli assistenti virtuali del futuro, non sono dotati di schermo ma funzionano esclusivamente con la nostra voce. Questa è un’opportunità grandissima per l’audio advertising, per la radio: con lo schermo fuori gioco, l’audio advertising non può che beneficiarne”.

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BRAND STRATEGY

Stuffer, un anno a tutto adv, per un web marketing all’insegna dell’innovazione

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Comunicazione Stuffer

Stuffer, azienda di Bolzano specializzata nella produzione di yogurt, bevande e dessert a base di latte, formaggi e piatti pronti, mette in campo un piano di marketing integrato per rafforzare il brand, un progetto capace di potenziare la comunicazione on line e off line. Un approccio nuovo che contribuirà a consolidare l’immagine tramite tutti gli strumenti della comunicazione e per trarne la maggiore efficacia in termini di brand awareness.

La brand identity verrà rafforzata attraverso contenuti ed azioni di marketing performanti, posti su differenti canali di comunicazione: sarà il nuovo sito web a fare da apripista, sotto un profilo più aggiornato ed accattivante, finalizzato a coinvolgere direttamente il consumatore tramite contenuti di interesse. L’accurato grado di usability faciliterà l’interazione con gli utenti approfondendo tutti gli aspetti dell’azienda: dall’ampia gamma di prodotti, alla filosofia aziendale, alla sezione dedicata alle ricette. Il sito web interattivo e dinamico sarà portabandiera di una strategia integrata che consoliderà anche i social media, le digital pr, oltre la presenza nelle più autorevoli rubriche e trasmissioni di cucina. Un piano elaborato, che si pone degli obiettivi chiari, nell’ottica di un’unica visione aziendale. Un occhio di riguardo verrà dato anche ai social network, Facebook e Instagram, canali di comunicazione performanti per gestire e incentivare il dialogo con il cliente, coinvolgendolo in un modo più diretto.

Largo spazio anche alla campagna media: da aprile, e fino alla fine dell’anno, un mix di periodici familiari e di cucina daranno risalto alle linee dei prodotti, al fine di consolidare l’immagine del marchio tramite un linguaggio adatto al suo pubblico. L’obiettivo dell’investimento è favorire il flusso di visitatori verso i canali social.  A completamento del progetto Stuffer conferma anche la pianificazione in alcuni programmi di cucina televisivi, in cui sarà presente per oltre quattro settimane. Billboard di apertura e chiusura, oltre a ricette realizzate con i prodotti dell’azienda permetteranno di ottimizzare ulteriormente l’esteso piano di comunicazione in programma, nel quadro di ulteriori attività previste nel corso dell’anno.
Non mancheranno infine le campagne outdoor mirate, a supporto della strategia di marketing e della brand identity.

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BRAND STRATEGY

Fabbri 1905, online la nuova piattaforma web, tra customer care e ecommerce

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Fabbri 1905

Una nuovissima piattaforma web per l’azienda bolognese Fabbri 1905, che dà una nuova “casa digitale” agli oltre 1.200 prodotti dedicati a gelateria, pasticceria, mixology e retail. Oltre che, naturalmente, al suo prodotto più celebrato nel mondo: Amarena Fabbri.

L’indirizzo è sempre lo stesso, mentre a cambiare è la piattaforma, online da pochi giorni per permettere a migliaia di clienti e appassionati di tutto il mondo di dialogare con l’azienda, informarsi, curiosare, fare acquisti online. Più in generale, è il più recente tassello di un percorso che, negli ultimi anni, ha visto un rafforzamento della presenza sul web dell’azienda di Bologna e lo sviluppo di una nuova strategia digitale globale. Stile sobrio ma elegante, virato nelle tinte del blu, il nuovo sito web è stato progettato con approccio flat e un design responsive: immagini e riquadri di navigazione privi di ombre e spessori conferiscono un’esperienza di navigazione moderna e intuitiva, in grado di adattarsi automaticamente all’utilizzo da qualsiasi piattaforma, ma mettendo al primo posto l’esperienza utente Mobile, che naviga la rete da tablet o smartphone.

Il sito è infatti progettato per offrire un’esperienza unica ai due grandi macro-target dell’azienda: il pubblico dei consumatori finali e i maestri artigiani del dolce e del beverage. Ai primi è dedicata un’intera sezione che spazia sugli innumerevoli prodotti Fabbri pensati per loro, completata da un ricco database di ricette, costantemente aggiornato a far da continuo stimolo per la fantasia in cucina. Per i professionisti, invece, Fabbri ha approntato quattro aree dedicate rispettivamente a Gelateria, Pasticceria, Ristorazione, Bar e Caffetteria. Oltre alla presentazioni dei prodotti specifici, ogni pagina è corredata da idee e proposte di ricettazione. Non manca uno spazio dedicato alla formazione, da sempre uno dei tanti punti di orgoglio per l’azienda. Nello specifico, un’intera area è dedicata al progetto Fabbri Master Class che ogni anno propone a centinaia di professionisti i suoi numerosi corsi, in Italia come negli 11 paesi in cui Fabbri è presente con le sue filiali. Completano il Menu una sezione dedicata a news e curiosità, con le notizie più recenti da casa Fabbri, e una press area.

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BRAND STRATEGY

Parmacotto, è un rilancio digital con “stile sottile” quello firmato da JacLeRoi

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Parmacotto

Una nuova strategia sui canali digital, uno stile di comunicazione radicalmente nuovo: Parmacotto si rinnova e affida a JacLeRoi, agenzia di comunicazione specializzata nel food & wine, il suo riposizionamento sull’online, che contemporaneo e delicato trova la sua espressione nella brand signature “Stile Sottile”. L’obiettivo primario della social media strategy è quello di costruire una forte presenza a livello digital, al fine di coinvolgere target più ampi e di aumentare il buzz intorno al brand Parmacotto.

“La sfida era rivitalizzare un brand – caratterizzato da un’elevatissima notorietà – reinterpretandolo in chiave contemporanea e arricchendolo di nuovi significati, di nuovi contenuti” commenta Gaia Gualerzi, Marketing Manager di Parmacotto. “Parmacotto è in linea coi tempi e accompagna il consumatore nel suo percorso di vita, ogni volta raccontando in modo coerente e realistico la società del tempo. L’eleganza delle grandi firme italiane, una storia di stile e qualità. Un gioiello della salumeria italiana. La garanzia di una grande marca. La sicurezza di una lista di ingredienti corta”.

“La sfida che è stata sottoposta a JacLeRoi è complessa e ambiziosa: con una strategia di brand positioning forte, cosciente del passato ma in grado di riposizionare la marca nei prossimi anni. Il ruolo di JacLeRoi è quello di partner strategico e creativo in grado di accompagnare la marca nel rilancio di Parmacotto partendo dei canali digital” commenta Enza Bergantino, Managing Director di JacLeRoi, “la nuova brand signature “Stile Sottile” coglie esattamente i valori di Parmacotto, la garanzia di alta qualità e di grande tradizione; un prodotto leggero ma gustoso, conviviale e contemporaneo, con lo stile di sempre. Un taglio sartoriale per tutti, sinonimo di versatilità e di mangiar bene, adatto per ogni occasione”.

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AZIENDE

Media Consultants con Sizmek e GroupM per la semplificazione dei processi digital

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Sizmek, GroupM e Media Consultants

Con l’intento di contribuire alla semplificazione dei processi operativi nel mercato pubblicitario digitale e di ridurre gli interventi manuali di planning e trafficking grazie alla fornitura di soluzioni ad hoc Media Consultants, Sizmek e GroupM hanno attivamente collaborato ai fini dell’ottimizzazione del processo di preparazione, attivazione e monitoraggio delle campagne pubblicitarie digitali.

Nello specifico, le tre aziende hanno implementato una soluzione innovativa nell’ambito dello scambio delle informazioni e dei dati tra la piattaforma di adserving, gestione, tracking e ottimizzazione delle campagne online di Sizmek e NetBox, il tool di media planning, management e administration per il mezzo digitale appartenente alla suite Adbox di Media Consultants.

Il progetto ha visto Media Consultants e Sizmek impegnate negli sviluppi, nell’allineamento delle reciproche banche dati e nell’automatizzazione delle comunicazioni tra i due servizi tecnologici con GroupM nella veste di cliente pilota e validatore delle soluzioni approntate. Un efficiente lavoro di squadra che ha portato a una semplificazione significativa delle operazioni quotidianamente gestite dai media planner e dai traffic manager: la completa automazione di invio, modifica e ricezione delle campagne online tra i due sistemi insieme alla robotizzazione dell’aggiornamento dei principali KPI di erogazione direttamente nel tool gestionale NetBox. Il tutto con un notevole risparmio di tempo nei flussi di lavoro e nel monitoraggio delle campagne attive.

“Siamo estremamente soddisfatti di aver reso disponibile questa possibilità per i reciproci clienti”, dichiarano Paolo Ganzi e Rodolfo Rotta Gentile di Media Consultants: “già alcuni anni fa abbiamo rilasciato implementazioni di questo tipo, allora ritenendo di essere in anticipo sui tempi e oggi con la consapevolezza della estrema necessità di automazione per questa parte
di operatività del comparto digital. Da sempre ci occupiamo di sviluppare e rendere disponibili tool volti al miglioramento dell’efficienza e alla semplificazione di processo per la filiera del Media Planning, coprendo tutti gli ambiti di research, planning, administration e management. Siamo infatti convinti che le sfide poste quotidianamente dal mercato siano proprio l’ottimizzazione delle risorse, l’automazione delle procedure e il potenziamento dello scambio di informazioni. Sappiamo che questo è solo un altro passo in un territorio in cui c’è ancora tanto da implementare e siamo decisi ad andare avanti in questa direzione, raccogliendo le sfide e le opportunità che incontreremo strada facendo”.

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AZIENDE

Continua la crescita di The Big Now: 7,5 milioni di fatturato previsti nel 2017, una forte vocazione digitale

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The Big Now

The Big Now continua a crescere: l’agenzia indipendente, dopo aver registrato nel 2016 il miglior anno della propria storia, parte di slancio nel 2017, chiudendo il primo quarter con un +30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Dopo otto anni di crescita costante, quest’anno l’agenzia supererà il tetto dei 100 collaboratori nel suo headquarter milanese, che si sommano al team della sede di Roma e ai 28 professionisti che da Accra (Ghana) gestiscono i clienti Africani del Gruppo.

La differenza sul mercato la sta facendo la natura di The Big Now, che si presenta come agenzia creativa full-service pensata per l’era digitale: la forte vocazione digitale, che consente all’agenzia di giocare in un contesto competitivo sempre più specializzato, viene coltivata in un ambiente che mette strategia e creatività al centro, e viene integrata con skill complementari che arricchiscono e completano l’offerta.

All’interno della struttura, ad esempio, sono state create una casa di produzione video – fondamentale per proporre contenuti digital di alta qualità con un’efficienza e una velocità adeguate alle richieste del mercato – una unit media (social, search e programmatic), un’area dedicata alla data intelligence e al digital publishing. Insieme a competenze più tradizionali, che spaziano dall’atl all’organizzazione di eventi.

“In Italia molte aziende tendono ancora a scegliere come main agency la sigla che negli anni ha gestito la loro parte di advertising, principalmente TV”, spiega Stefano Pagani, co-Founder e Managing Partner. “Vista l’attuale centralità del digital nelle strategie di comunicazione, le agenzie tradizionali si sono strutturate per aggiungere il digitale alla propria offerta, ma fanno grande fatica. Il nostro è il percorso opposto, e ci sta ripagando: il DNA di The Big Now è digitale, ma la nostra visione è molto più ampia. Così possiamo essere partner strategici per tutte le aziende – sempre di più – che sposano un approccio digital-centrico, e ci chiedono di supportarle nel raggiungimento dei loro obiettivi di business e di comunicazione. E allora in agenzia mettiamo in campo (e stiamo attenti a misurarle in real time) strategie digitali che sfruttino al massimo le singole specificità dei diversi mezzi (dal web al mobile, dal social media alle digital PR, dalla creazione di progetti di branded content fino alla loro distribuzione sui mezzi digitali)”.

Per farlo l’agenzia ha rafforzato recentemente i propri skill a partire dall’organizzazione interna: dopo l’ingresso – nel 2016 – di Rossella Ferrara (Digital Strategy & Innovation Director) che ha affiancato Stefano Morelli (ECD) nello sviluppo del nuovo modello organizzativo, negli ultimi mesi si sono uniti alle fila di The Big Now 14 nuovi professionisti.

“Il digital per troppo tempo è stato “tattico”, e questo lo ha penalizzato nei confronti delle altre discipline più mature come l’atl, e continua a farlo in alcuni casi, oggi, con l’alibi dei social media”, commenta Rossella Ferrara (nella foto insieme a Stefano Morelli). “Noi crediamo che la rivoluzione che è sotto gli occhi di tutti debba portare le agenzie a ragionare diversamente, per elevare il settore, innovare, essere dei partner che non solo comunicano i brand attraverso il digitale, ma li costruiscano grazie ad esso. È per questo che il nostro è un approccio strategico-creativo: investiamo ore su ricerca e analisi, trend, vision e creatività per puntare sul now, essere rilevanti oggi ma allo stesso tempo costruire per il futuro. Nel frattempo costruiamo un know-how condiviso con i clienti unico e differenziante, che internamente definiamo know-now”.

“A fronte di una forte crescita che questo modello ci sta portando, abbiamo deciso di investire sull’ingresso di nuove figure con un’attenta selezione dei talenti. Tra i tanti nuovi ingressi Federico Mancin e Samanta Giuliani entrati come Digital Strategy Manager, entrambi con alle spalle una decina di anni di esperienza in agenzie quali H-Art/AKQA, MSL, DLV BBDO, McCANN. Nell’area social media due figure senior, Francesca Del Torre con esperienza in DLV e Publicis, e Giulia Tebaldi, proveniente da Doing. Per il futuro prossimo stiamo già lavorando a nuovi progetti, come un Innovation Hub che consentirà ai nostri clienti di essere sempre sul pezzo rispetto ai tanti cambiamenti in corso e di supportarli nel definire le loro customer journey con nuovi touchpoint che permettano di innovare. Sempre con l’approccio making things happen”, prosegue Ferrara.

“Oggi è impensabile concepire una creatività priva di competenze strategiche o di capacità di analisi dei dati. Dal dialogo tra queste diverse anime si misura la capacità di un’agenzia di creare davvero qualcosa di diverso e rilevante per il cliente”, aggiunge Stefano Morelli. “Ecco perché in The Big Now lo sviluppo di un progetto impegna da subito, a quattro mani, sia figure strategiche sia creative in un flusso non di staffetta ma di cooperazione e responsabilità condivisa. Rendere questo processo “naturale” e fluido è stata la sfida principale degli ultimi mesi ma ne abbiamo visto subito i risultati”.

“Risultati che ci sono stati riconosciuti anche a livello internazionale”, prosegue Stefano Morelli. “Basti citare il caso “Umarells” di Burger King che, tra gli altri premi, ha ottenuto il GrandPrix Relational Strategies e un importante riconoscimento agli IMC Awards. Un progetto in cui la strategia coglie un insight “popolare” per rispondere creativamente a un brief tattico. O come in #FollowContador, un progetto pensato per Polartec. In questo caso la sfida è stata ragionare in ottica multiscreen sviluppando un progetto mobile first di gamification che ha coinvolto 10 paesi europei. Idea, grande attenzione alla ux e competenze tecnologiche sono i tre pillar su cui abbiamo impostato il lavoro e che hanno portato il reparto a un continuo dialogo tra competenze diverse; in questo caso tra designer e sviluppatori.”

“Sul fronte new business il primo quarter è stato decisamente positivo grazie alla vittoria di diverse gare digital tra cui Viacom international (con i brand MTV, Nickelodeon, VH1, Paramount, Comedy Central), UnipolSai, Mediaworld, Rowenta e Moulinex. A questo si aggiungono tre brand di Danone Italia (Danette, Activia e Oikos) e due di Coca Cola (Powerade e Lilia) e la quasi totalità di riconferme da parte dei clienti esistenti. Senza citare i tanti nuovi progetti nel mondo fashion – gestiti dalla nostra unit LOW – o il rinnovo della fiducia da parte di diversi clienti su campagne integrate come Oleificio Zucchi o Sud Tirol”, conclude Stefano Pagani.

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