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Total digital audience: ad aprile 30,4 milioni gli italiani online. La ricerca Audiweb

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Total Digital Audience di Audiweb

30,4 i milioni di italiani dai 2 anni in su almeno una volta online ad aprile, collegati almeno una volta dai device rilevati (pc, smartphone e tablet). A renderlo noto è l’ultima ricerca targata Audiweb, che pubblica tutti i dati relativi alla Total Digital Audience: gli abitanti del bel paese sono rimasti collegati, complessivamente, per circa 2 giorni e 8 ore, o 56 ore e 24 minuti. Nel giorno medio sono stati 23,7 milioni gli italiani che hanno navigato dai device rilevati (PC e mobile – smartphone e tablet -, al netto delle sovrapposizioni tra i device), collegandosi in media per 2 ore e 25 minuti. Più in dettaglio, nel giorno medio sono stati 10,2 milioni gli italiani (2+ anni) che hanno navigato da un computer desktop e 21,2 milioni (18-74 anni) da mobile (smartphone e/o tablet), con 13,5 milioni di 18- 74enni che hanno navigato esclusivamente da mobile.

Dai dati sul profilo degli utenti online nel giorno medio risulta quanto sia molto diffuso l’uso abituale di internet tra i più giovani, in particolare tramite mobile. Infatti, sono online quotidianamente il 69% dei 24enni e il 67% dei 25-34enni, mentre la fruizione abituale di internet si attesta a poco più della metà dei 35-54enni (il 59,5%) e al 31,7% degli over 55 che abbattono la media complessiva nazionale. La composizione dell’audience si riflette anche sui dati di consumo. Sono ancora i giovani di 18-24 anni a dedicare più tempo alla fruizione a internet, raggiungendo le 2 ore e 48 minuti, seguiti dai 25-34enni – online in media per 2 ore e 35 minuti – e dai 35-54enni – online per 2 ore e 27 minuti. Per quanto riguarda la distribuzione del tempo trascorso online, nel mese di aprile risulta che circa l’80% del tempo totale online è stato generato dalla navigazione da mobile (smartphone e tablet). Per i 18-24enni la fruizione di internet è principalmente da mobile, considerando che il 91,5% del tempo totale trascorso online da questo segmento è basato sul consumo in mobilità.

Ma la navigazione da mobile è preferita in modo trasversale da tutti i profili, in particolare dalle donne maggiorenni, che ad aprile hanno dedicato l’84,8% del proprio tempo online alla fruizione da mobile, al pari dei 25-34enni, che vi hanno dedicato l’84,6% del tempo totale online. Gli italiani online ad aprile, dopo “Search” (93,7% degli utenti nel mese), “General Interest Portals & Communities” (90,9% degli utenti), “Member Communities” e “Internet Tools / Web Services” (circa l’87% degli utenti), hanno preferito i contenuti video, nell’83,4% dei casi (categoria Video/Movies, con 25,4 milioni di utenti nel mese), i servizi di messaggistica da mobile, nel 77,5% dei casi (“Cellular Paging”, con 23,6 milioni di utenti nel mese), l’e-commerce, nel 72,8% dei casi (Mass Merchandiser, con 22,2 milioni di utenti.

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AZIENDE

Sublime Skinz, appuntamento al Mobile World Congress con la soluzione per device M-Skinz

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Sublime Skinz

Sublime Skinz, appuntamento dal 27 febbraio al 2 marzo con una importante novità dedicata ai dispositivi mobile. Nasce infatti M-Skinz, nuova soluzione che verrà presentata dall’azienda nella prestigiosa cornice del Mobile World Congress di Barcellona; questa nuova funzionalità consente di rispondere alle attuali problematiche della pubblicità sul Web mobile. Fornisce un formato accattivante, potente e industrializzato, che garantisce una buona visibilità del marchio ed evita i falsi click non ricoprendo il contenuto editoriale della pagina. Sublime Skinz offre un formato intelligente per campagne pubblicitarie su dispositivi mobili, valorizzando i messaggi e rispettando la platea dei clienti. Il formato mobile M-Skinz combina l’aspetto non invasivo di un banner mobile non statico e l’impatto di una pubblicità interstiziale. Le campagne invitano gli utenti a lasciarsi trasportare nell’universo del marchio, senza arrecare disturbo.

Integrato nell’offerta di Sublime Skinz, M-Skinz risponde oggi all’annuncio di Google che penalizza dal 10 gennaio le referenze dei siti mobili il cui contenuto editoriale sia coperto da pubblicità. Questo formato è composto da banner pubblicitari nella parte superiore e inferiore della pagina, che scompaiono quando l’utente accede al contenuto editoriale. In tal modo, le pubblicità sono visibili e coinvolgenti, ma non interferiscono tra l’utente e il contenuto al quale vuole accedere. Il formato M-Skinz risponde anche al desiderio di coinvolgere l’utente nell’esperienza pubblicitaria mobile, lasciando a lui decidere se interagire con la pubblicità e calarsi innanzi tutto nell’universo del marchio. “Swippando” il contenuto editoriale, si avrà accesso a un pannello di visualizzazione a pieno schermo che può incorporare un’immagine o un ambiente HTML5.
Lo sviluppo e l’implementazione di M-Skinz sono facili da realizzare sia per gli editori, sia per le agenzie e gli inserzionisti. M-Skinz offre molti vantaggi, come i report del giorno successivo alla fine della campagna, con i risultati dettagliati per giorno quali le visualizzazioni, i click per banner, la percentuale di “swipe”, i siti di diffusione.
“Stiamo creando un mercato attorno alla diffusione su larga scala di questo formato sia in Francia, sia a livello internazionale, attraverso lo sviluppo di una tecnologia innovativa per la distribuzione semplificata, istantanea e industrializzata di elementi creativi pubblicitari sul Web mobile. Lavoriamo con la vendita diretta e programmatica con i principali inserzionisti, editori, agenzie media e piattaforme di trading per consentire ai marchi di capitalizzare il supporto digitale più utilizzato dai loro clienti”, spiega Marc Rouanet, Presidente della Sublime Skinz Francia.

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AZIENDE

Adobe lancia 14 release desktop Creative Cloud, 3 App mobili e debutta nell’hardware

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Adobe continua a sviluppare l’innovazione di Creative Cloud, cha ha superato, secondo i dati dichiarati, i 2,3 milioni di abbonamenti attivi. Oggi è stata infatti annunciata la disponibilità di 14 nuove versioni di app CC per desktop, compresi alcuni strumenti essenziali quali Adobe Photoshop CC, Adobe Illustrator CC, Adobe Dreamweaver CC e Adobe Premiere Pro CC. Si tratta della più vasta release di software Adobe dopo il lancio, due anni fa, della versione CS6. Le novità presentate includono anche quattro nuove app mobili e la disponibilità immediata di strumenti hardware creativi: il “debutto” di Adobe in questo settore si concretizza in due device, Adobe Ink e Adobe Slide, rispettivamente una penna e un righello digitale, che assicurano ampia libertà creativa e funzionalità ai dispositivi mobili. Viene così confermato l’impegno dell’azienda californiana nel comparto Mobile, che si arricchisce da oggi anche di tre nuove app per iPad – Adobe Sketch, Adobe Line e Adobe Photoshop Mix – che sono state sviluppate utilizzando un Adobe Creative SDK (Software Development Kit) che sfrutta oltre 20 anni d’innovazione Adobe, mettendola per la prima volta a disposizione sui dispositivi mobili. Le nuove app sono di qualità professionale ma anche facilmente utilizzabili da chiunque, proprio come Lightroom mobile per i fotografi, lanciato recentemente e da oggi disponibile anche su iPhone, e Adobe Voice, la nuova app per creare storie con video animati, entrambe aggiornate con questa release. Sono tutte app di uso intuitivo, che aggiungono molte nuove funzioni mobile a Creative Cloud, inserendo per la prima volta i tablet nel pieno del workflow creativo. Adobe Sketch e Adobe Line offrono nuovissime funzioni per schizzi e disegno di precisione su iPad e sono entrambe ottimizzate per supportare i nuovi strumenti hardware. Una terza app, Adobe Photoshop Mix, offre un nuovo flusso di lavoro da mobile connesso a Creative Cloud a chiunque voglia accedere a potenti strumenti creativi per le immagini attraverso il proprio dispositivo mobile, superando così i limiti di tablet e smartphone, poiché l’elaborazione delle immagini e le altre funzioni “pesanti” sono effettuate direttamente sul Cloud dai server Adobe. Tra le novità odierne, infine, va segnalato anche Adobe Creative Cloud Photography, una soluzione studiata per chiunque sia interessato alla fotografia che riunisce Photoshop CC e Lightroom 5 – due strumenti che hanno esercitato un profondo impatto sul modo in cui foto e immagini plasmano la nostra cultura visiva – oltre alle app mobile avanzate di Lightroom device mobile. Le nuove app CC per desktop, le app mobile e gli strumenti hardware sono strettamente integrati tra loro attraverso i servizi Creative Cloud. Questa integrazione contribuisce a facilitare il processo creativo, consentendo agli utenti di accedere e gestire tutto quanto costituisce il proprio profilo creativo – file, foto, caratteri, colori, comunità e molto altro – in qualsiasi luogo si trovino a lavorare. Oggi è stata presentata infatti anche la nuova app Creative Cloud per iPhone e iPad, che consente all’utente di accedere e gestire file, strumenti e molto altro dal dispositivo mobile. Va ricordato infine che i tool mobili di Adobe sono realizzati solo per iOs, in quanto – spiegano in azienda – “i numeri dei professionisti delle creatività presenti sulle altre piattaforme (Android e Windows Mobile) sono ancora irrisori”.

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Generazione Y contro le politiche aziendali BYOD: i dati della ricerca Fortinet

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Generazione Y sempre più inclini a usare i propri dispotivi sul lavoro, infrangendo spesso anche le regole aziendali: è questo il leitmotiv che mostra l’ultima ricerca globale condotta da Fortinet, tra i leader mondiali nella fornitura di soluzioni per la sicurezza di rete ad alte prestazioni.
I risultati della survey indipendente, che ha coinvolto 3.200 dipendenti di età compresa tra i 21 e i 32 anni in 20 paesi nell’ottobre 2013, indicano un aumento del 42% nella propensione a infrangere le regole di utilizzo rispetto a un sondaggio Fortinet simile condotto lo scorso anno. La nuova ricerca descrive anche la misura in cui la Generazione Y è stata colpita dal cybercrime sui propri dispositivi, la preparazione in materia di minacce e la pratica diffusa che prevede l’archiviazione di risorse aziendali su account cloud personali.
Nonostante l’opinione positiva nei confronti dell’implementazione di politiche BYOD (Bring Your Own Cloud) da parte dei propri datori di lavoro, con il 45% degli interpellati che concorda che tali pratiche  aumentano le proprie capacità, in totale, il 51% degli intervistati ( il 52% in Italia) ha dichiarato di essere disposto a infrangere qualsiasi policy in atto che vieti l’uso di dispositivi personali al lavoro o per motivi di lavoro. Questa  allarmante propensione a ignorare misure concepite per proteggere datori di lavoro e dipendenti si estende anche ad altri ambiti riguardanti l’uso personale dell’IT. Il 36% degli interpellati che utilizza account di archiviazione cloud personali (ad esempio, DropBox) per motivi di lavoro, ha dichiarato di essere disposto a infrangere qualsiasi regola implementata per vietare questa prassi, percentuale che in Italia raggiunge il 50%. Per quanto riguarda le tecnologie emergenti, come Google Glass e smartwatch, quasi la metà degli intervistati worldwide, pari al 48%, violerebbe qualsiasi policy che ne ostacoli l’utilizzo al lavoro, percentuale leggermente superiore nel nostro paese, che arriva al 58%.
Alla domanda su quanto tempo occorrerà prima che la wearable technology si diffonda al lavoro o per motivi di lavoro, il 16% ha risposto “immediatamente” e il 33% “quando i costi diminuiranno”. Solo l’8% dell’intero campione ritiene che questa tecnologia non arriverà a un uso diffuso. Nel nostro paese si sono registrate percentuali simili, il 19% ha risposto “immediatamente” e il 37% “quando i costi diminuiranno”, mentre il 7% ha risposto che la tecnologia non si diffonderà.
L’89% del campione dispone di un account personale per almeno un servizio di archiviazione cloud, con DropBox che raggiunge il 38% del campione totale. Il 70% dei detentori di account personali li ha utilizzati per motivi di lavoro. Con questi account, il 12% di questo gruppo ammette di memorizzare password di lavoro, il 16% informazioni finanziarie, il 22% documenti privati critici come contratti/piani commerciali, mentre un terzo (33%) archivia dati relativi ai clienti. In Italia le percentuali sono superiori, infatti il 23% ammette di memorizzare password di lavoro, il 26%informazioni finanziarie, il 34% documenti privati critici e ben il 46% archivia dati relativi ai clienti.
Quasi un terzo (32%) degli utenti dei servizi di archiviazione cloud intervistati ha dichiarato di avere totale fiducia nel cloud per l’archiviazione dei propri dati personali, con solo il 6% che si dice restio a causa di mancanza di fiducia. Nel nostro paese la percentuale relativa alla fiducia nell’ambiente cloud per l’archiviazione dei propri dati personali cresce fino a raggiungere il 52%, mentre coloro che non lo usano per mancanza di fiducia sono pari solamente al 3%.

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