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The Adecco Group lancia Snooze, la piattaforma di gaming per il prerecruiting dei candidati

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snooze

The Adecco Group ha lanciato Snooze, un’esperienza digitale di prerecruiting per potenziali candidati che sono alla ricerca dell’azienda ideale in cui fare esperienza e crescere, che rappresenta una novità assoluta nel panorama del mondo del lavoro. Snooze è una piattaforma di gaming ideata da The Adecco Group e sviluppata da Logotel, che consente al candidato, attraverso uno stile fresco e inconsueto, di immergersi in uno scenario volutamente “fantasmagico” in cui poter “incontrare” i valori di riferimento della cultura aziendale e scoprirne il significato. Uno storytelling animato condurrà poi alla scoperta delle opportunità di sviluppo e delle iniziative che il Gruppo propone, guidando il candidato nella scelta per la sua candidatura.

Perché il nome Snooze? Quando suona la sveglia vorremmo tutti rimandare l’istante in cui svegliarci e prolungare il sonno ancora per qualche minuto. Tramite la funzione, attivata appunto dal tasto snooze, possiamo concederci ancora qualche momento di riposo. Ci troviamo così in quel limbo tra il sonno e l’essere coscienti, quel momento in cui, in una condizione di dormiveglia, le nostre percezioni ancora sopite, possono continuare a dar vita a visioni oniriche, ai confini con la realtà. Questa fase del sonno che pian piano sfuma e dà inizio alla nostra giornata, è l’artificio narrativo che consente di raccontare storie surreali che si dipanano in una serie di prove (domande) per il protagonista del video.

L’esperienza della piattaforma, la cui landing page sarà direttamente collegata alla rinnovata sezione “career” del sito Adeccogroup.it, metterà l’utente di fronte a 10 quesiti, proiettandolo all’interno di un’esperienza filmica, ai confini del cortometraggio. Ognuna delle prove da affrontare rappresenta un intreccio tra un mondo metaforico e una realtà misteriosa, all’interno della quale l’utente finirà con l’identificarsi direttamente con la figura del protagonista.

Una volta terminato questo inedito viaggio, al candidato verrà restituito un profilo in cui emergeranno le attitudini e le motivazioni prevalenti. La profilazione è stata disegnata sulla base di quattro cluster principali che corrispondono a quattro valori fondamentali per il mondo del lavoro odierno e che The Adecco Group ha fatto propri.

“Come azienda leader nei servizi e consulenza per le Risorse Umane, credo sia fondamentale essere i primi a pensare e sperimentare nuove soluzioni e progetti capaci di parlare lo stesso linguaggio delle nuove generazioni e capaci di attrarre quei talenti che costruiranno il futuro della nostra azienda e del nostro Paese”, spiega Monica Magri, HR & Organization Director di The Adecco Group Italia. “In particolare tramite questo game – che è stato pensato e ideato all’interno della nostra direzione Risorse Umane, desideriamo rafforzare e dare una specifica identità al percorso di employer branding, raccontando in modo innovativo qualcosa di noi, dei valori che sono alla base della nostra cultura, delle opportunità di sviluppo e di quanto possiamo offrire a tutti i candidati che vogliono crescere insieme a noi”.

“Snooze è stato per noi l’occasione di co-progettare e realizzare un nuovo servizio e di sperimentare un linguaggio dedicato ai Millennial per farlo vivere” sottolinea Cristina Favini, Strategist della service design company Logotel. “Per noi è stata una sfida sviluppare un concept e uno storytelling ricco di metafore, con un alfabeto espressivo per ingaggiare le persone in un’esperienza coinvolgente e interpretare i valori di The Adecco Group. È stata cruciale la collaborazione tra competenze diverse, favorendo l’incontro tra discipline legate al mondo del progetto, della creatività, dell’arte e del digitale, applicando il knowhow di Logotel in termini di progettazione, di gamification e di engagement. E, fondamentale per la buona riuscita di un progetto, ci siamo divertiti”.

 

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L’agenzia 6.14 Creative Licensing firma il nuovo panettoncino “Il Salato” Motta

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Per il lancio del panettoncino “Il SalatoMotta ha scelto la boutique creativa 6.14 Creative Licensing, guidata da Lugi Focanti, per la progettazione della nuova identità visiva del prodotto.

Un progetto caratterizzato dalla volontà di intercettare i nuovi stili di consumo di un target di giovani donne e uomini alla ricerca delle novità, attenti ai trend contemporanei e che apprezza la praticità e la funzionalità.

L’identità visiva è stata studiata per essere accattivante non dimenticando il forte legame alla tradizione di un brand iconico e con una grande storia come il brand Motta.

L’agenzia si è occupata del naming, del logo design, del packaging design e di disegnare i materiali per il punto vendita dando subito una cifra stilistica identitaria al nuovo prodotto.

Per il naming è stato fatto uno studio attento del lettering “Il Salato” che si ispira alle composizioni tipografiche della tradizione Motta. Un richiamo vintage che non solo segue i trend visivi degli ultimi anni ma che è anche sinonimo di qualità. La qualità Motta nel Salato.

Il progetto ha coinvolto tre referenze di prodotto: pomodoro e olive, cipolla e formaggio, erbe provenzali e pecorino, tutte rappresentate visivamente con un’esplosione gioiosa dei singoli ingredienti che genera una composizione dal tono fresco e moderno per le nuovi occasioni di consumo: brunch, antipasti, aperitivi.

6.14 è un’agenzia creativa nata a Milano, pensata a Caracas e impostata a Los Angeles, costruita grazie alla somma di esperienze professionali maturate tra il Sud America, gli Stati Uniti e l’Europa. Un team con competenze trasversali che abbina pensiero strategico, esperienza sul campo, intuito e talento

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Cristina Favini: “Service Design per creare impatti positivi per le persone”

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logotel service design

Quali sono i possibili scenari del design del futuro? A questo e ad altri interrogativi ha risposto Cristina Favini (nella foto), Strategist della Service Design Company Logotel, nel corso del suo intervento presentato all’interno della track Envisioning and evolving di ServDes 2018, il summit strategico internazionale di ricerca per lo scambio di conoscenze nell’ambito del Service Design e dell’Innovazione. “Nel futuro il Design avrà ancora di più un ruolo centrale nell’aiutare a creare impatti positivi e produrre esperienze significative per le persone e la società”, ha spiegato Cristina Favini, ” tutti parlano di come bisogna mettere al centro il “cliente, la persona”, in realtà dobbiamo mettere al centro “la persona con le sue relazioni”. In particolare, continua Favini; “il Servizio è utile se genera scambio di valore tra persone. Ma le persone continuano a cambiare, quindi il servizio è qualcosa di vitale perché è un processo continuo ed evolutivo. Nel tempo e nei diversi contesti cambia stato, non può essere ingessato in strumenti e griglie o in una sessione di post-it. Bisogna prendere coscienza che il servizio deve servire ad una persona o ad un gruppo di persone che sono in una trama vivente. Di conseguenza il Design non può più essere uno strumento, ma deve essere progettato fin dall’inizio come vivente, animato. Il suo posto sarà dove i bisogni delle persone generano domande e quindi relazioni di significato: per questo in Logotel ingaggiamo, motiviamo, animiamo e formiamo tutti giorni persone di 5 generazioni diverse in community di servizio nazionali e internazionali e sperimentiamo come sviluppare relazione nei servizi, accompagnando persone in uno stesso servizio da 17 anni”.

Nel futuro sono diversi i rischi che i progettisti devono evitare: prima di tutto la virtualizzazione dei bisogni reali delle persone e poi la standardizzazione del livello di servizio: “Non si può più lavorare solo sulla funzione”, sottolinea Favini, “dobbiamo invece prenderci cura dei bisogni del cliente, del suo contesto vitale, della sua interpretazione. Dobbiamo accettare il punto di vista spiazzante che garantisce coinvolgimento e unicità nel metodo, nel processo di progettazione e nel progetto di servizio. Inoltre dobbiamo evitare di usare la metodologia come fine. L’adozione degli strumenti – customer journey, touchpoints, personas, blue print, etc.- e del linguaggio tipico del service design sono procedure che ormai stanno livellando le aspettative e il rischio è che tutti producano gli stessi risultati e gli stessi servizi senza che se ne percepisca l’originalità, la differenza”.

Per la Strategist di Logotel, quindi, il rischio è l’omogeneizzazione, l’impoverimento culturale, creativo ed emotivo, nonché la perdita di originalità e la creazione di idee, servizi e progetti senz’anima. “Dobbiamo invece tornare a produrre Bellezza”, conclude Favini, “perché spiazza le persone, libera l’immaginazione, stimola la nascita di nuovi comportamenti e migliora l’esperienza. Come persone e aziende chiamate a partecipare al cambiamento dobbiamo portare “Bellezza” nelle sfide della contemporaneità e misurarci con temi come Age, Education e Training, Work, Health, Mobilità, Tecnologia, tempo libero, Environment ed etica. Lo scopo deò service design è la trasformazione e il miglioramento dell’esperienza di chi ne è coinvolto. Per questo i manuali e le procedure sono fin dall’inizio vie inadeguate. Per questo i parametri di valutazione finale devono rimanere plastici, complessi. Insomma, per creare impatto dobbiamo stare nel servizio insieme alle persone e collaborare con loro per creare esperienze positive. Quando un processo di service design è efficace diventa trasformativo, cambia le cose in misura positiva, concreta e palese”.

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Beintoo si rafforza con cinque nuovi ingressi nelle Operation e nel Design

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beintoo

Beintoo, con sedi a Milano, Roma, Londra, New York e Shanghai, amplia la propria squadra con l’arrivo di 5 nuove persone all’interno dell’headquarter meneghino. L’azienda conferma la propria crescita con l’arricchimento delle divisioni Project Management, Ad Operation e Design.

Dopo una laurea con lode in Psicologia della Comunicazione alla Sapienza di Roma e alcune esperienze lavorative in ambito marketing e comunicazione, Roberto Verrengia prosegue gli studi con un master full time in Marketing, Communication e Digital Strategy al Sole 24 Ore. In seguito all’esperienza formativa curriculare in BNL BNP Paribas, Roberto giunge in Beintoo in qualità di Junior Project Manager.

Anche Monika Izabela Cardellini ha frequentato il Master Sole 24 Ore in Marketing, Communication e Digital Strategy. Subito dopo gli studi le si presenta l’opportunità di entrare a far parte della squadra Ad Operation di Beintoo come Campaign Analyst

Classe 1990, la giovanissima Chiara Beppato proviene da una matrice ingegneristica: si laurea infatti al Politecnico di Milano presso la facoltà di Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio. Durante uno stage in Accenture scopre la sua passione per il mondo digital e riesce ad applicarla in Beintoo come Campaign Analyst.

Ksenia Agosti si laurea nel 2012 in Marketing Management presso l’Università Bocconi, prosegue in ambito lavorativo prima in Neomobile come Digital Marketing & Customer Acquisition e poi in Marriott come Digital Marketing Specialist. Oggi approda in Beintoo come Campaign Manager.

Nadzeya Valava si laurea in Design e Comunicazione presso l’Università Nazionale Bielorussa e prosegue i suoi studi in Italia in Progettazione Artistica per l’impresa presso l’Accademia Linguistica di Belle Arti. Dopo un biennio in The Industry come Art Director Junior, porta la sua vena creativa in Beintoo come Graphic Designer.

“Gli ingressi dell’ultimo trimestre rappresentano un importante passo per rendere Beintoo ancora più solida e reattiva nei confronti dei nostri clienti” commenta Andrea Campana, CEO dell’azienda. “Per una realtà delle nostre dimensioni, ogni singolo nuovo collaboratore ha un impatto immediato sui processi, sulle operations, ma soprattutto sulla contaminazione e la fermentazione di nuove idee. L’innovazione arriva sempre più spesso dai collaboratori più giovani”.

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Mondadori amplifica la propria audience sui social con l’acquisizione di Design D’Autore

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Mondadori

Design D’Autore, il sistema social internazionale leader nel design, entra a far parte del portafoglio di brand digitali del Gruppo Mondadori, il più ricco e diversificato in Italia con una audience complessiva di circa 16 milioni di utenti unici al mese.

Fondato dall’architetto e designer Ornella Sessa – che continuerà a curarne i contenuti con un’attenta selezione e ricerca delle eccellenze a livello internazionale negli ambiti dell’interior design, dell’architettura, dell’arte, della tecnologia e dell’innovazione – Design D’Autore è composto da un team di designer e esperti in grado di raccontare, seguendo una cifra stilistica fondata su emozionalità e alto valore estetico, il mondo del design e le sue molteplici sfaccettature: idee e progetti innovativi, storie di eccellenza imprenditoriale, tendenze del mercato, nuovi talenti e molto altro.

Seguito da oltre 3,8 milioni di fan su Facebook e 130 mila su Instagram, Design D’Autore raggiunge 10 milioni di persone in tutto il mondo e genera 2 milioni di interazioni e 5,4 milioni di visualizzazioni video ogni mese.

Questa operazione rappresenta una ulteriore conferma del percorso di crescita che Mondadori ha scelto di intraprendere nel mercato digital. Con l’acquisizione di Design D’Autore infatti, il Gruppo consolida il proprio posizionamento nel settore design e arredamento, dove è già leader di mercato grazie a un polo di brand autorevoli e di successo, tra cui Icon Design e Interni, ampliando notevolmente l’audience sui social in un’ottica di stretta sinergia tra brand di alta gamma.

Inoltre, con l’ingresso di Design D’Autore nel portafoglio di brand del Gruppo Mondadori, la concessionaria Mediamond lancia sul mercato una nuova offerta di native advertising per il design che integra il sistema social e i prodotti editoriali, offrendo ai partner una nuova opportunità di aumentare l’efficacia della comunicazione rivolgendosi a un target anche internazionale di professionisti e non.

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Retail Visions: compie dieci anni l’incontro annuale del Retail Institute

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retail instiute vision

Ieri Mattina si è svolta a Milano, nella sede della Triennale, la decima edizione di Retail Visions – The Design Conference, l’evento organizzato da Retail Institute Italy, nel contesto di un mondo del retail che sta cambiando radicalmente. Nuovi modelli di business, nuovi concept, spesso digitali, stanno modificando il modo in cui le persone si relazionano con il punto vendita. I consumatori hanno decretato la fine dei modelli di vendita tradizionali e della customer journey lineare.

Il punto vendita fisico resta comunque sempre l’anima del brand, massima espressione della customer experience, in grado di offrire una completa fidelizzazione dello shopper. Per questo deve, oggi, deve essere progettato secondo una sinergia fra retail design e visual merchandising, tecnologia e comunicazione Instore.

“Oggi la distizione è tra aziende veloci, ad accoglierei cambiamenti e a rispondere in maniera almeno proattiva”, ha commentato Marco Turinetto, archietto e docente al Politecnico di Milano, “e aziende lente, destinate a non avere futuro nel contesto attuale, in cui ad esempio  si vanno affermando come brand le città, non gli Stati, nell’ottica di un riconoscimento pubblico delle specificità territoriali. Stiamo passando da un mercato di massa alla massa dei mercati”.

RED rappresenta per Feltrinelli una finestra su futuro, un progetto in continuo divenire”, ha spiegato Claudio Baitelli, General Manager F&B Librerie Feltrinelli. “Il tentativo di imporre un nuovo brand che unisce il meglio dei libri , del food e degli eventi ha suscitato entusiasmo sin dall’inizio, ma per proseguire è necessario sviluppare nel tempo una coerenza che faccia superare ai clienti lo “spiazzamento” di ritrovare i classici volumi di fianco alla qualità di una cucina appositamente concepita, nel contesto spesso di un evento one shot. I consumatori ormai vogliono scegliere, non subire le decisioni del brand”.

Diversa la storia in Italia di Under Armor, che ha debuttato nel nostro mercato solo quest’anno, con i due Store di Piazza Gae Aulenti a Milano e dell’Orio Center a Bergamo: “Il nostro marchio è presente in tutto il mondo, ma sviluppa ancora l’85% delle vendite negli USA”, ha precisato il Brand Manager Michele Rossi, illustrando la strategie commerciale che prevede l’apertura di un totale di 20 punti vendita entro la fine del 2019. “A livello globale l’obiettivo è raggiungere i 10 miliardi di dollari di fattura nel 2020 (oggi siamo a cinque); in Italia dobbiamo crescere molto – per citare un dato, l’awareness spontanea del nostra brand è intorno al 3% – puntando sui nostri quattro pilastri: grande prodotto, grandi storie, grande servizio e grande squadra”.

Diversa ancora l’esperienza di Paolo Locatelli, Marketing Director LG Electronics, alle prese con il lancio di una linea di prodotto, LG Signature, dalle prestazioni all’avanguardia ma dal price tag in proporzione. “Il nostro problema principale è legato al fatto che, soprattutto per il bianco – lavatrici e frigoriferi – le grandi catene non offrono il contesto emozionale adatto per proporre un prodotto come il nostro tv Oled (di cui siamo i soli produttori mondiali) da 77 pollici a circa 20.000 euro di prezzo. La nostra risposta è stata duplice: abbiamo fatto accordi con una quarantina di partner della distribuzione per creare “angoli emozionali” per i prodotti, e abbiamo aperto per sei mesi un nostro negozio esclusivo in via Durini a Milano, a stretto contatto con i marchi dell’arredo di fascia alta”.

Mattia Longhin, Lab Visual and Designer di Pinko, ha presentato la Pinko Store Experience, come modello operativo nel fashion retail. “Posizionati come siamo nell’entry to luxury”, ha sintetizzato, “abbiamo scelto per ogni punto vendita un arredo che si ispirasse a un raffinato salotto alto borghese di ciascuna località prescelta. Una decisione che si è tratta in arredi personalizzati per ognuno dei flagship store: il visual merchanising è il momento di “cattura” del cliente, abhce se la attivtà di CRM, sempre più basate sui dati, sono un supporto imprescindibile”.

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Appuntamento il 21 giugno con Experience Matters, primo evento dedicato ai dark pattern

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Dark patterns in rete

Oggi design e marketing non devono essere più considerati come ambiti separati, ma piuttosto come un binomio sinergico e in forte sviluppo orientato a migliorare le performance digitali in ogni settore, della rete e non. In quest’ottica POLI.design – Experience Design Academy, centro di ricerca e sviluppo per l’UX Design; GreatPixel, agenzia innovativa che si occupa di design; e Conversion Rate Optimization e Personalive, società di consulenza strategica di marketing multicanale, daranno vita all’evento “Experience Matters: Marketing+Design nuovi pattern per la convergenza digitale”.

L’iniziativa fonda le sue analisi partendo dai risultati della prima ricerca condotta in Italia, che affronta la convergenza strategica in rete fra marketing multicanale e design: in particolare verrà posta attenzione ai cosiddetti “dark pattern”, ovvero tutte quelle strategie che vengono adottate durante la progettazione di un’interfaccia di navigazione al fine di indurre gli utenti a rispondere inconsapevolmente a determinati stimoli. I risultati della ricerca online sono frutto dell’analisi di un campione di 1000 utenti italiani, maggiori di 18 anni, rappresentativi di oltre 12 milioni di italiani heavy user di e-commerce cioè coloro che acquistano online almeno 1 volta al mese negli ultimi 12 mesi.

La giornata riserverà, oltre all’intervento di Venanzio Arquilla, Professore Associato Politecnico di Milano/POLI.design; di Giovanni Pola, CEO e Founder di GreatPixel e di Andrea Boaretto, Founder & CEO Personalive, anche un momento di confronto per marketers e designers con la tavola rotonda moderata da Roberto Liscia, presidente di Netcomm, che condurrà una riflessione sulla ricerca insieme a Roberto Chieppa, Head of Marketing di Fastweb; Francesco Sala, Chief Marketing Officer di Jetcost gruppo Lastminute.com ed Elena Guglierame, E-commerce Program manager di Leroy Merlin.

L’evento conta sulla collaborazione di Netcomm, il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano e il patrocinio della Scuola e il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano e AICEX – Associazione Italiana Customer Experience. L’appuntamento è per il 21 Giugno 2017 presso l’Aula Fratelli Castiglioni del Politecnico di Milano dalle 9.00 alle 13 in via Candiani 72, Edificio B1, terzo piano. La partecipazione è gratuita a posti limitati. Per iscriversi http://www.experiencematters.it/#ticket

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AGENZIE

Folli Follie affida a Boraso la consulenza e la progettazione dell’ecommerce TheDoubleF

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Folli Follie

TheDoubleF nasce per iniziativa di Folli Follie, storico multibrand del settore luxury&fashion, che conta otto punti vendita nelle principali città del nord Italia. TheDoubleF rappresenta per Folli Follie l’ evoluzione digitale della pluriennale attività svolta negli store fisici. Il tutto come naturale conseguenza della moderna concezione di multicanalità che si sta imponendo nel settore del fashion e del lusso.

Grazie al nuovo eCommerce TheDoubleF, Folli Follie allarga a tutti mercati, nazionali e internazionali, le sue proposte, che rappresentano un mix perfetto tra marchi del panorama fashion mondiale e un attento scouting e ricerca di brand emergenti, sempre all’insegna del lusso, della tendenza e della qualità. Il coinvolgimento di Boraso è iniziato, fin dall’idea iniziale dell’Imprenditore, con una prima fase di consulenza atta ad individuare la corretta strategia commerciale e la realizzazione del business plan per l’eCommerce . Queste analisi hanno evidenziato lo scenario competitivo e gli obiettivi del cliente. Un’intensa attività di workshop tra Folli Follie e Boraso che ha permesso di delineare il progetto e i suoi sviluppi futuri. Un’utile guida che ha evidenziato le ipotesi di investimenti necessari al raggiungimento dei traguardi di business.

Sono poi seguite le attività di progettazione in termini di ricerca e design UX. In prima istanza sono state organizzate delle interviste con i clienti presso le boutique di Folli Follie. Attività di confronto con gli utenti per la ricerca e l’individuazione dei problemi che affrontano, come li risolvono e quali soluzioni si potrebbero offrire tramite l’eCommerce da progettare. Parallelamente a queste, sono state condotte anche attività lato SEO, nello specifico analisi, strategia della concorrenza, keyword research e specifiche onsite volte ad identificare criticità e opportunità da considerare per indirizzare il traffico organico e qualificato verso l’eCommerce. È inoltre stato attivato Google Tag Manager al fine di monitorare con attenzione il funnel del cliente, e poter sviluppare strategie efficaci, chiare e performanti.

Generalmente Boraso sviluppa progetti full service di Conversion Marketing. Nel caso di TheDoubleF l’agenzia milanese ha lavorato invece a stretto contatto con il coinvolgimento di altre agenzie. Il risultato è un successo corale che ha soddisfatto le aspettative del cliente, che ha saputo condurre un’attività di Project Management complessa, vista la durata del progetto e quantità di soggetti coinvolti. “TheDoubleF è l’evoluzione naturale della storia retail di Folli Follie, perché oggi l’universo digitale è fondamentale se si vuole parlare al mondo intero. TheDoubleF nasce da uno studio approfondito, non era ipotizzabile andare online con una piattaforma basica. Abbiamo condotto focus group, richiesto a target specifici quali siano le caratteristiche dell’e-commerce ideale, sviscerato le evidenze e investito su tecnologia e sviluppo. In questa fase, il nostro obiettivo è diventare un punto di riferimento degli online shopper che ricerchino prodotti iconici ed esclusivi. Ma è solo l’inizio” dichiara Francesco Galli, AD di Folli Follie e TheDoubleF.

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Protocube Reply e Poltrona Frau lanciano il configuratore 3D al Salone del Mobile

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Poltrona Frau

Protocube Reply, società del gruppo Reply specializzata in soluzioni 3D integrate, ha realizzato per Poltrona Frau, uno dei più autorevoli brand nell’ambito dell’arredamento di alta gamma, un’innovativa piattaforma di configurazione 3D che consente di personalizzare le icone e le nuove collezioni del marchio attraverso una User Experience basata sul più avanzato livello di realismo.

“L’obiettivo della collaborazione tra Poltrona Frau e Protocube Reply è quello di espandere l’esperienza dell’utente nella sua interazione con il prodotto Poltrona Frau per renderla personale ed esclusiva. Andare oltre il livello dell’immaginazione, per toccare e ridefinire virtualmente secondo le proprie necessità, gusti e preferenze, un prodotto destinato a diventare parte integrante dei propri spazi, della propria casa, della propria vita. La ricerca di un’esperienza unica ed esclusiva nell’interazione con il prodotto, accompagnata al massimo realismo consentito dalla tecnologia, è la missione su cui si basa il processo creativo della nuova Digital Experience di Poltrona Frau”, ha dichiarato Nicola Coropulis, General Manager di Poltrona Frau.

Poltrona Frau ha deciso di avvalersi del pluriennale know-how di Protocube Reply nello sviluppo di soluzioni digitali per la rappresentazione del prodotto. Il Configuratore 3D consente al cliente di vivere un’esperienza virtuale in grado di recepire i minuscoli dettagli e le naturali imperfezioni del mondo reale, traducendoli in qualcosa di digitalmente “vero”, in grado di azzerare la distanza percettiva tra se e il prodotto fisico. Infatti, all’elevato grado di definizione dei modelli 3D che riproducono gli arredi, si aggiunge un fattore decisivo: la simulazione e la resa delle collezioni di Pelle Frau.

Il configuratore 3D simula digitalmente ogni aspetto dei materiali in modo fisicamente corretto, per trasmettere l’eleganza delle collezioni Poltrona Frau come una qualità percepibile. L’utente è assolutamente libero di interagire con i prodotti in catalogo, scegliendoli, esplorandoli in 3D da ogni angolazione, personalizzandoli con le finiture che preferisce, confrontando soluzioni differenti attraverso un’interfaccia che consente di visualizzare in tempo reale più configurazioni dello stesso prodotto.

Design e tecnologie 3D consentono a Poltrona Frau di dare luogo ad una Digital Experience in grado di portare una ventata di innovazione nell’ambito della comunicazione del prodotto e del coinvolgimento dell’utente, entrando a pieno titolo nell’era della Mass Customization.

Poltrona Frau presenta in anteprima assoluta il nuovo configuratore 3D sviluppato in collaborazione con Protocube Reply al Salone del Mobile 2017, in programma dal 4 al 9 aprile a Rho-Fiera Milano Hall 20 – Stand C01 – F06.

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Bonaldo, al via da questo mese una nuova campagna adv internazionale

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Screen dalla campagna Bonaldo

Al via da questo mese la nuova campagna adv di Bonaldo, che quest’anno celebra il suo ottantesimo anniversario. Il brand ha deciso infatti di lanciare a livello internazionale una campagna multisoggetto, che avrà diverse declinazioni su carta stampata, online e su Facebook, Pinterest e Instagram, la cui prima fase sarà on air da luglio a dicembre.

Set d’eccezione per gli scatti della campagna – realizzati da Alessandro Pasinelli – il trentunesimo piano del grattacielo Pirelli, manufatto di vetro e cemento e luogo simbolo della Milano contemporanea. Il concept della nuova campagna pubblicitaria che unisce trasversalmente architettura, design e moda, si lega direttamente sia alla città di Milano sia all’iconico grattacielo progettato da Gio Ponti nel 1950.

Progettazione, design, architetti, materiali: gli elementi distintivi del Pirellone si riconnettono idealmente alla produzione Bonaldo, caratterizzata da una costante spinta verso la ricerca e l’innovazione, rappresentando il fulcro della campagna stessa.

Per il mercato italiano, il focus prodotto della campagna pubblicitaria è il tavolo AX, insieme alle sedie Flute – presentati entrambi in occasione dell’ultimo Salone del Mobile – che connotano la prestigiosa location del Pirellone con stile e raffinatezza. Linee pure e linguaggio geometrico sono gli elementi distintivi del tavolo progettato da Gino Carollo, che prende il nome dalla forma della base, costituita da due elementi che si incrociano andando a formare una X. Disegnata da Mauro Lipparini, la sedia Flute racchiude in sé l’armonia di forme fluide, sottolineata dalla tridimensionalità dinamica dello schienale, di cui si riesce a intuire facilmente il comfort.

A rappresentare allo stesso tempo il ‘vissuto’ e l’anima degli arredi Bonaldo, un’elegante figura maschile, comprimaria della scena. Sullo sfondo, il suggestivo skyline milanese al tramonto, visibile attraverso le ampie vetrate del grattacielo, enfatizza il legame tra la modernità, il progresso e l’alto livello in termini di qualità e ricerca che caratterizza da sempre i progetti Bonaldo.

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Logotel: la Service Design Generation va in scena nel suo secondo appuntamento a Roma

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Logotel sbarca a Roma per il suo ciclo di appuntamenti dedicato alla service design generation

Dopo la data milanese di ottobre, il ciclo di appuntamenti “Service Design Generation, nuova generazione di servizi per nuove generazioni“, curato da Logotel, è approdato a Roma. L’evento organizzato dalla service design company per continuare il dialogo sui temi del Service Design – e in particolare su come si possano rendere più unici e distintivi i servizi per le aziende e per i clienti finali – ha visto la partecipazione di 26 tra manager e imprenditori di 18 importanti aziende nazionali ed internazionali che già si avvalgono dei servizi e delle competenze di Logotel.

All’appuntamento di Roma hanno fatto da chairman Cristina Favini, Strategist e Manager of Design di Logotel e Daniele Cerra, Digital Innovation Officer di Logotel. “Se è vero che il service design è un approccio sistemico, multidisciplinare e integrativo, l’accento è posto sempre sulle persone: infatti, è proprio alle persone che i servizi devono adattarsi, seguendole nelle diverse fasi della loro esperienza” ha spiegato Cristina Favini, “dopotutto, che cos’è il design, se non immedesimarsi nei bisogni delle persone? Bisogna avere un occhio sempre attento ai vari touchpoint con cui le persone interagiscono: ogni punto di contatto è infatti una opportunità di servizio che non può essere persa e che deve essere progettata dalle aziende. Perché il servizio che non si fa conoscere, ‘che non parla’, non esiste”.

Inquadrato all’interno di un percorso che ha l’obiettivo di condividere elementi sulla visione di Logotel circa il Service Design e in particolare su come i suoi strumenti possano essere applicati concretamente alle imprese e ai loro business, l’incontro romano ha affrontato il tema delle ‘urgenze’: prodotti, piattaforme intelligenti di servizio, ipercompetizione, ipercanalità, instant, ibridazione, per poi proseguire delineando i confini del service design e la sua grammatica. Sono state inoltre presentate alcune case history di aziende nazionali e internazionali che grazie al Service Design hanno originato servizi distintivi. “I servizi che funzionano ‘bene’ sono parte integrante della nostra vita al punto che non li percepiamo più” ha continuato Cristina Favini, “hanno caratteristiche specifiche difficili da decodificare. Ma i servizi che non funzionano, si capisce subito perché”.

Durante l’evento, sono state attivate conversazioni collaborative, nelle quali gli ospiti hanno approfondito le dimensioni multidisciplinari del Service Design by Logotel. Inoltre i partecipanti sono stati chiamati a esprimere la loro opinione sulla nuova generazione di servizi: durante l’evento, è stata consegnata loro una mappa su cui erano indicate le sei tematiche portanti di Service Design Generation: Organizzazione che impara, Scambio di valore, Persone e non users, Concretezza del servizio, Ripensare il linguaggio, Progettare il progetto. “Il mondo dei servizi, intesi come risposte efficaci alla vita delle persone, è in continua mutazione, come lo sono le persone stesse, i loro bisogni e i contesti in cui si inseriscono e agiscono. Per questo” ha concluso Cristina Favini, “il Service Design diventa necessario, specialmente nella misura in cui nuove generazioni si affacciano sulla scena”.

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MEDIA

Il gioco di squadra e la forza dei singoli, nel decimo numero di Weconomy di Logotel

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Logotel lancia il decimo numero di Weconomy

Il punto di vista dell’astrofisico Marco Bersanelli, più altri 11 autori inediti, per leggere le complesse dinamiche di un team e scoprire come la Persona sia sempre il fattore centrale tra i moltiplicatori della collaborazione. Ecco il decimo numero di Weconomy, il progetto editoriale della service design company Logotel scaricabile gratuitamente online e che promuove una nuova cultura per l’impresa collaborativa ‘P.O.P. Collaboration: Point of Presence’, titolo del decimo quaderno della collana Making Weconomy, esplora come i processi collaborativi dipendano da ciascuna persona. La dimensione necessaria per innescare, costruire, accompagnare un approccio collaborativo efficace ed efficiente sono le persone che sviluppano consistenza e capacità di relazione a 360°. Hyperself e Integrated Self: queste le 2 differenti declinazioni del tema SELF/PERSONA sempre più presente nelle imprese contemporanee, piccole o grandi che siano.
Un punto di vista interessante sull’Hyperself è quello dell’astrofisico Marco Bersanelli, professore ordinario presso l’Università Statale di Milano con all’attivo due spedizioni scientifiche al Polo Sud e membro del Planck Science Team. Il prof. Bersanelli ci spiega come in ambienti in cui la complessità è elevatissima, le persone devono sentire l’altro come un bene. E il ruolo più difficile del leader, o capo come vogliamo definirlo, è quello di riconoscere il SÉ delle persone per saper valorizzare il singolo e creare empatia con lo scopo che si deve raggiungere. Anche Maria Grazia Gasparoni, Education Director di Logotel, contribuisce alla riflessione definendo come la persona consistente, oggi, debba essere sempre più carismatica aggiungendo, integrando e sostituendo le nostre competenze e allenandoci a nuove dimensioni, nuove identità personali e professionali (slashing).

Quando le persone creano connessioni sinergiche non forzate ma naturali provocano collaborazioni produttive. L’interpretazione di questa dimensione è affidata ad Alfonso Molina, Professore e Direttore Scientifico della Fondazione Mondo Digitale, che sottolinea che la formazione del SÉ è un viaggio che coinvolge altre persone che imparano a collaborare con l’ecosistema circostante. In questa dimensione collaborativa oggi le nuove tecnologie diventano un elemento da tenere in considerazione per sviluppare metodi di apprendimento complementari all’esperienze.

Gli altri autori del quaderno #10 di Weconomy sono: Matteo Amori – Docente di Business Ethics UCSC International, Sara Bongini – Instructional Designer Logotel, Simone Colombo – Senior Manager Community & Social Business, Sandra Corradi -Trainer & Coach Logotel, Thomas Bialas – Futurist, Cristina Favini – Strategist, Manager of Design Logotel e responsabile del progetto Weconomy, Giuliano Favini – Impresario Logotel, Nicola Favini – Direttore Generale e Manager of Communities Logotel, Antonio Russo, Senior Trainer & Coach Logotel.

Il decimo numero è arricchito da uno speciale “When…meet…” dalla forte componente visuale che descrive alcune delle sfaccettature del Self secondo Logotel, una serie di pictures che fotografano alcune combinazioni di competenze da allenare per potenziare la Persona, quali: Quando l’apprendimento incontra la tecnologia, Quando la mente incontra la liquidità, Quando il cervello incontra la giocoleria, etc.

Il quaderno #10 è scaricabile gratuitamente dal sito www.weconomy.it in italiano, inglese e presto anche in francese (file .pdf, licenza Creative Commons). Il decimo quaderno, stampato anche in versione cartacea, è parte del progetto “Making Weconomy”, riflessioni e strumenti open source al servizio di chi vuole fare impresa collaborativa.

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MEDIA

Corriere lancia Corriere UP, la nuova applicazione per iOS e Android

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Corriere lancia la nuova app Corriere Up

Con Corriere UP un nuovo prodotto digitale entra a far parte dell’offerta del quotidiano. Pochi mesi dopo il lancio della membership, il quotidiano di via Solferino presenta la sua nuova app, una ulteriore tappa del percorso di innovazione avviato con la Digital Edition in settembre e con C+, la nuova offerta digitale, in gennaio.

Corriere UP, disponibile per iOS e Android, è pensata per soddisfare le diverse esigenze di lettura su smartphone, con contenuti selezionati per il lettore e curati da una redazione ad hoc; notizie disponibili sia in ordine cronologico che per canali tematici; percorsi di lettura personalizzati; grande spazio alle immagini e ai video.

“Sapere subito le ultime notizie e riconoscere le più importanti, ma anche scegliere quali leggere e quando: con la nuova app vogliamo dare questo doppio servizio ai nostri lettori che ci seguono su smartphone. E abbiamo unito la velocità di sfoglio e il gusto per le immagini, perché leggere il Corriere in mobilità non è solo un’esigenza ormai irrinunciabile ma deve essere anche un grande piacere” dice il direttore Luciano Fontana. “Nell’ultimo anno abbiamo profondamente rinnovato i modi e i tempi del giornale: un processo molto impegnativo, che ci ha permesso di rilasciare prodotti all’avanguardia e ci sta dando grandi soddisfazioni. Intendiamo proseguire su questa strada, con offerte costantemente innovative: con Corriere Up siamo il primo quotidiano in Italia a dedicare una redazione al mondo mobile”.

 

Gerarchia redazionale: “Selezionati per te”
Corriere UP si apre sulla sezione “Selezionati per te”, dove la redazione mobile propone nel corso della giornata le storie più interessanti, quelle che aiutano a capire e informare velocemente sui fatti, dando anche la chiave di lettura del Corriere. Le notizie sono impaginate con impatto fotografico, appositamente per la homepage di Corriere Up. Con un tap su una notizia si accede al dettaglio dell’articolo. I lettori possono sempre accedere all’archivio con le notizie delle giornate precedenti. A ogni atterraggio sulla homepage, è presente per alcuni secondi un alert che segnala la eventuale presenza di nuovi articoli “Scelti dalla Redazione” o di dirette video.

 

Cronologia: “Tutte le notizie”
La sezione “Tutte le notizie” offre una modalità di navigazione con news proposte in ordine cronologico e sempre aggiornate: per rispondere all’esigenza di chi è costantemente alla ricerca dell’ultima notizia, la redazione mette i nuovi articoli in testa ai lanci principali della giornata, e propone stream di news ordinate nei principali canali tematici (Opinioni, Politica, Economia, Esteri, etc).

 

Personalizzazione: “Il mio Corriere”
Dalla frequenza con cui vengono aperti i vari canali e dalle preferenze espresse dagli utenti, Corriere UP è in grado di offrire una personalizzazione: “Il mio Corriere” è la sezione che propone, secondo l’ordine di pubblicazione, tutti gli articoli di Corriere relativi ai canali tematici scelti dall’utente. Ma non solo: un motore semantico è in grado di analizzare le scelte di lettura e di proporre contenuti coerenti. Nella sezione “Il mio Corriere” l’opzione salvatempo “I miei preferiti” consente di selezionare una serie di articoli da leggere in seguito, con calma, e soprattutto offline, risparmiando banda. Oltre a leggere un articolo, è possibile condividerlo sui principali canali social.

 

Design innovativo
Il design di Corriere Up è pensato per gli schermi verticali dei dispositivi mobili. Nella sezione “Selezionati per te” tutte le copertine hanno foto verticali perfettamente adattate agli schermi degli smartphone. I contenuti multimediali presenti all’interno degli articoli – immagini, gallerie fotografiche e video – possono essere visualizzati direttamente in pagina o lanciati in modalità fullscreen, in orizzontale. La nuova app è stata disegnata con la collaborazione dell’agenzia H-Art, la startup italiana confluita nel network di Akqa, con l’obiettivo di rivolgersi a un pubblico giovane, dinamico e smart, proponendogli sia l’autorevolezza del Corriere della Sera sia un’ampia offerta di argomenti trattati con aggiornamenti frequenti e possibilità di personalizzazione.

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NUMBER

Fjord Trends 2016: cresce il ruolo del design dei servizi in aziende, settore pubblico e società

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Accenture rende noti i risultati del Fjord Trends 2016

Un’analisi dei 10 trend digitali più significativi che trasformeranno i servizi, le organizzazioni e la società per l’anno appena iniziato è stata condotta da Accenture nel rapporto annuale Fjord Trends 2016.

Alla base delle nuove tendenze secondo Accenture c’è una spinta continua verso i Living Services: una nuova generazione di servizi digitali evoluti, in grado di apprendere e adattarsi in tempo reale alle esigenze degli utenti e del contesto d’utilizzo. Queste tendenze non riguardano solo la tecnologia: emerge infatti l’utilità del service design, ossia della progettazione dei servizi, per promuovere il cambiamento sociale, frutto di una fondamentale trasformazione culturale che sta prendendo piede in molte organizzazioni.

“Alla luce di un’innovazione che avanza con ritmi sempre più serrati e delle aspettative crescenti dei consumatori, è diventata sempre più importante per le aziende la capacità di individuare i trend digitali che nel prossimo futuro impatteranno sul business” ha dichiarato Massimo Morielli, Responsabile di Accenture Digital. “Solo così le aziende saranno in grado di dotarsi delle competenze e professionalità digitali necessarie per affrontare il cambiamento”.

Secondo il rapporto Fjord Trends 2016, l’esigenza di personalizzazione e la necessità di risposte real time sono i meta-temi che metteranno il service design di fronte a una serie di sfide e opportunità, richiedendo alle organizzazioni leader soluzioni concrete che vadano in questa direzione.

“Il rapporto Fjord Trends mira a provocare, informare e ispirare, ma, soprattutto, a fornire soluzioni pratiche, adottabili nel mondo dell’experience design, in rapida evoluzione. Mano a mano che la digitalizzazione cambierà la nostra idea di servizio e che il mondo diventerà sempre più connesso, le aziende avranno bisogno di comprendere come operare in questo nuovo contesto e trasformare i cambiamenti in opportunità”, ha commentato Alessandro Diana, Responsabile di Accenture Interactive.

“Nel mercato si sente parlare molto e con toni entusiasti del design thinking,” ha dichiarato Ashley Benigno Responsabile di Fjord in Italia. “Ai nostri clienti suggeriamo di passare dal design thinking al design doing: tutto sta diventando sempre più piccolo e veloce, questo richiede alle aziende di cambiare rapidamente, di rendere flessibile la loro tecnologia e di evolvere il loro approccio al design”.

 

Ecco i 10 presentati nel Fjord Trends 2016.

1) Guarda. Gli oggetti ti ascoltano. Oggi molti di noi utilizzano device che ci incoraggiano a correre di più o mangiare meglio. Dai wearables ai nearables, gli ultimi device di oggi ascoltano e rispondono. Che si tratti letteralmente di ascoltare i nostri comandi vocali, oppure i flussi di dati che creiamo, i device apprendono dagli utenti e rispondono in tempo reale attraverso la creazione di esperienze ad hoc, “micro-momenti”.
2) I servizi e le “buone maniere”. La crescita dei big data impone una straordinaria responsabilità. Le aziende leader di mercato sanno che la fiducia digitale va guadagnata. Realtà come Microsoft hanno abbracciato il concetto di “Privacy by design”, e stanno integrando da subito gli standard sulla privacy nelle nuove tecnologie e prodotti.
3) B2We (Business to working experience). Le aspettative “liquide” si stanno riversando nella nostra vita lavorativa, ora ci si aspetta di poter avere gli stessi livelli di consumer experience anche sul posto di lavoro. C’è una nuova attenzione all’employee experience (EX) design che sta rinnovando i processi, la struttura e la cultura del posto di lavoro.
4) La scomparsa delle app. Tutta quella quantità di applicazioni monouso della nostra vita quotidiana sparirà man mano che esse verranno distribuite su piattaforme o atomizzate in servizi di terze parti. La prossima ondata di app potrebbe anche non richiedere l’interazione umana per essere attivata.
5) La democratizzazione del lusso. La digital experience ha democratizzato il lusso ed elevato il nostro standard di vita – rendendo accessibili a tutti servizi una volta appannaggio di poche persone come l’autista personale (vedi Lyft) o l’assistente virtuale (vedi Facebook M).
6) Con il design la Pubblica Amministrazione si avvicina. I governi stanno ripensando la citizen experience, passando da un approccio unico valido per tutti a servizi su misura personalizzati in base ai bisogni individuali. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito la pubblica amministrazione ha ridisegnato l’esperienza digitale dei cittadini, producendo anche delle guide dettagliate in merito.
7) Salute, la nuova ricchezza. La capacità di monitorare, attraverso la tecnologia, il proprio stato di salute non è più dominio di un piccolo gruppo di esperti, sono sempre di più i consumatori che usano la tecnologia per misurare il loro benessere. Negli Stati Uniti agenzie assicurative come Kaiser Permanente ed Aetna stanno aprendo le loro piattaforme a terze parti per consentire la creazione di servizi di Quantified Self, sulla base dei dati a loro disposizione integrati con wearables, app e servizi di terze parti.
8) La Realtà Virtuale (VR) diventa realtà. Non più una fantasia futuristica, la VR farà nel 2016 il suo debutto nel mainstream, con le prime versioni consumer di prodotti come Sony, Oculus e Samsung pronte a entrare sul mercato. La VR supererà i confini del gioco per trovare nuovi utilizzi, dalla ricerca scientifica al turismo virtuale, all’apprendimento immersivo.
9) Dover pensare a meno cose. La velocità dell’innovazione porta con sé un ciclo senza fine di decisioni e scelte. I servizi in grado di anticipare le esigenze dei consumatori suggerendo soluzioni o automatizzando le decisioni più semplici, come Google “Now on Tap”, possono facilitare la vita dei consumatori.
10) Verso il Design Doing. Le aziende stanno usando il design thinking per promuovere internamente il cambiamento. L’adozione di un approccio incentrato sulle persone e sul service design può infatti permettere loro di trovare nuove soluzioni per processi all’interno dell’organizzazione. Tuttavia è con il passaggio al design doing che ci sarà il vero cambiamento.

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MEDIA

Nasce il ‘design pirouette’ Twirl, un invito a esplorare molteplici possibilità creative

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Nasce il portale Twirl

Laura Polinoro lancia www.twirl.academy: ricercatrice, creativa e coordinatrice del Centro Studi Alessi dal 1990, Laura Polinoro è Art Director metaprogettista e designer di LPWK Design Studio. In Twirl ha voluto condividere i suoi 25 anni di esperienza nel mondo del design contemporaneo, attraverso un racconto e un dialogo che si sviluppa in progress.
Nel 1990, con la nascita del Centro Studi Alessi Laura inizia a sperimentare la progettazione fondata sulla metaprogettazione e sul workshop. Per meglio approfondire e sviluppare questo tipo di approccio al design, nel 2000, apre LPWK Design Studio dove, creando workshop internazionali, sviluppa concept capaci di dialogare con culture differenti.
Ora, nel 2016, mettendosi ancora una volta alla prova Laura, lancia Twirl, che abbattendo ogni tipo di barriera, permette di ampliare nuovamente le possibilità del metaprogettare sfruttando l’illimitato spazio virtuale per sviluppare nuovi concept dando la possibilità a chi lo desidera di comunicare, fornendo input utili per il processo creativo attraverso i Social Network.
Twirl raccoglie progetti diretti da Laura con team di designer da tutto il mondo e sarà una piattaforma multimediale in cui i progettisti, creativi e pensatori potranno condividere la ricerca e l’esperienza. Un Rendez vous internazionale tra il passato e il presente, alcune delle collaborazioni più innovative nel panorama del design italiano. Il suo obiettivo è quello di esplorare nuove forme di comunicazione e una continua ricerca attraverso un’indagine e una riflessione sul tema inesauribile e affascinante della cultura degli oggetti. “Twirl è un ‘design pirouette’, in cui si raccontano storie di prodotti, di persone, di ricordi e d’ incontri. Più che un viaggio nella memoria, è un luogo in cui possiamo continuare ad esplorare e indagare il mondo creativo. E’ un movimento fluido che conduce in un modo di progettare che continua nel tempo, cambiando e trasformandosi.”
La storia si concentra sul lungo percorso di collaborazione di Laura (19 metaprogetti creati e 400 prodotti in produzione) con Alessi, azienda di riferimento nel mondo del design industriale internazionale. Questo viaggio comincia nel 1990 con la creazione del Centro Studi Alessi (CSA), un laboratorio e officina d’idee dove Laura ha lavorato come Art Director. Attraverso una serie di workshop e seminari di progettazione con studenti e designer internazionali, il CSA ha dato luogo a una vasta gamma di prodotti indimenticabili che sono diventati vere e proprie icone del design contemporaneo. Twirl ripercorre le tappe importanti di questo viaggio, dal FFF (Family Follows Fiction) progetto del 1993 ai laboratori più recenti come “Concrete in Design” nel 2014 o “Souvenir d’Italie “ del 2015 all’interno di LPWK Design Studio, e diventerà un nuovo contenitore di ricerca sperimentale e progettuale.
Un contenitore web dedicato al dialogo, ai progetti e alla comunicazione, finalizzato a sviluppare nuovi concept con uno sguardo costante ai nuovi life style e ai nuovi bisogni. “La mia collaborazione con Alberto Alessi e Alessandro Mendini rappresentò un esempio di ‘trasmissione progettuale’. Tecniche e discipline appartenenti a diversi campi sono state trasferite al mondo della produzione in modo ‘metaprogettuale’, portando l’Umanesimo italiano nel mondo industriale.” Ora, Laura Polinoro comunica con il suo progetto Twirl proposte uniche e riflessioni mai sviluppate prima, in cui l’utente è invitato in un viaggio profondo e colorato nel passato, ma è anche stimolato a farsi guidare in un viaggio nel futuro, in un processo creativo senza fine.

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