BRAND STRATEGY

“Non accettare caramelle dagli sconosciuti”, la convention di Dolcitalia all’IHM

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dolcitalia 25

Oltre 60 affiliati provenienti da tutta Italia si sono dati appuntamento a Roma per spegnere le 25 candeline di Dolcitalia, azienda di servizi leader nella distribuzione dolciaria nata nel 1993. Dolcitalia ha deciso di celebrare questo importante traguardo nel corso della convention annuale organizzata in occasione dell’International Horeca Meeting di Italgrob, la Federazione distributori Horeca, in cui è entrata lo scorso anno.

Tema della convention Dolcitalia il lavoro di squadra e la fiducia. “Non accettare caramelle dagli sconosciuti” è il claim scelto per introdurre DATA+, il progetto di misurazione del canale horeca nel mercato impulso in Italia, presentato agli affiliati nel corso dell’incontro.

“Da 25 anni Dolcitalia crea valore per i propri partner e i risultati raggiunti sono la conseguenza di un importante lavoro di squadra”, commenta Stefano Raffaglio, DG Dolcitalia. “Oggi vogliamo spingerci oltre ed intraprendere un percorso di rafforzamento delle informazioni interne al Gruppo per offrire ai nostri Affiliati e all’industria partner ulteriori strumenti a supporto del proprio business”.

Una sfida importante affidata a Cristina Papini, responsabile del progetto DATA+ che commenta: “In un mercato sempre più competitivo le capacità predittive e negoziali dei singoli imprenditori devono essere affiancate da sistemi di raccolta dati professionali e da intelligence del mercato, come solo un progetto di misurazione strutturato e modulato sulle esigenze del Gruppo può offrire.”

DATA+ è l’inizio di un nuovo modo di lavorare in Dolcitalia, un progetto di raccolta e misurazione dei dati che utilizza in maniera sinergica le informazioni dei singoli Affiliati, in modo da monitorare sistematicamente l’andamento di acquisti e vendite e gestire l’informazione in maniera profittevole.

Condividere dati è un tema sensibile e chi meglio di un allenatore può far capire l’importanza di mettere a disposizione degli obiettivi di gruppo le forze del singolo? L’intervento di Dan Peterson, il coach per eccellenza che tante squadre ha portato al successo, ha insistito sul tema della fiducia come elemento fondamentale per il successo del team.

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MEDIA

Data, Technology & Innovation di Publicis Media si allarga al Product Development

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data tecnology

Data, Technology & Innovation (DTI), la Practice di Publicis Media guidata da Cristina Ughes, si rafforza con il potenziamento di una nuova area di competenza, il Product Development. Entrano in questo team Laura Colaci, Product Development Manager, e Alexandre Obino, Product Development Specialist, supportati da Corinne Bottani (tutte e tre nella foto)per la gestione delle relazioni con i publisher e i provider di tecnologie e dati.

La Practice, specializzata nello studio e nell’attivazione di soluzioni tecnologiche basate su un utilizzo sempre crescente dei dati e dei sistemi automatizzati, per i mezzi online e offline, è cresciuta nell’ultimo anno integrando nuove piattaforme e servizi sviluppati per fornire strategie digitali customizzate sulle esigenze dei clienti.

“Grazie al potenziamento del team”, commenta Cristina Ughes, “possiamo contare oggi su un portafoglio prodotti diversificato sempre più ricco, anche in termini di media coinvolti. Questo ci dà la possibilità di fornire maggior supporto ad un numero crescente di clienti, aumentando non solo la quantità dei progetti gestiti, ma anche la qualità degli stessi. Sono contenta dei risultati raggiunti fino ad ora e ottimista sugli sviluppi che questa nuova squadra di Product Development sarà in grado di raggiungere”.

Sul mobile DTI sta lavorando già da tempo insieme alla divisione OOH di Publicis Media: dopo i primi test del 2016 con il circuito Grandi Stazioni, con cui continua a collaborare per avvalersi delle opportunità sempre nuove di pianificazione in programmatic, quest’anno sono state avviate nuove partnership che coinvolgono i circuiti negli aeroporti e nelle metropolitane. Le prime campagne pianificate hanno avuto risultati interessanti, per quanto concerne la capacità di targetizzazione.

Per quanto riguarda invece la Radio, la Practice di Publicis Media ha collaborazioni già avviate con alcuni dei più importanti player del mercato, tra cui Spotify e Mediamond, con cui già dall’inizio del 2017 ha pianificato le prime campagne in programmatic con targetizzazioni ad hoc.

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MEDIA

RadioCompass 2017: neuroscienze e dati confermano la “forza” della radio

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radiocompass

Si è tenuto a Milano questa mattina il primo incontro dedicato a RadioCompass 2017 (il secondo, a Roma, si terrà dopodomani), organizzato da Mindshare in partnership con FCP-Assoradio e con la collaborazione delle concessionarie radiofoniche Manzoni, Mediamond, Openspace, Rai Pubblicità, RDS Advertising, System24, e Teamradio.
“La radio è un mezzo in salute”, esordisce Roberto Binaghi, “il trend degli ascoltatori registra una continua crescita. Guardando a mezzi “analoghi” come la tv e il web, la radio è il mezzo con maggiore penetrazione sul target commerciale 15-45 anni”.
Analogamente, anche il trend della raccolta pubblicitaria registra un segno positivo: la radio protetta per il 2017 una crescita di circa il 13% rispetto al 2014. Ma non è solo una questione di numeri: la radio si caratterizza per il suo essere ascoltata con maggior attenzione, rispetto ad altri pesi europei, è fonte di connessione con la marca pubblicitaria ed una credibile fonte di raccomandazione. Inoltre le campagne sulla radio aiutano i consumatori nella scelta d’acquisto e incrementano le ricerche sul web della marca pubblicizzata.
“Infine la radio è un mezzo efficiente”, aggiunge Binaghi, “la radio in Italia risulta essere vincente sia nel confronto con gli altri mezzi, sia nel confronto con gli altri paesi e in un confronto diretto con la televisione in tutte le country”.
L’analisi riprende infine il concetto di gemelli diversi per il pubblico Heavy Radio, Light TV e Heavy Web, evidenziando come profili dei tre target risultino essere assolutamente complementari.
La radio che convince
“Le stimolazioni sonore hanno un valore adattivo; la musica è in grado di produrre piacere, facilita il rilascio di dopamina nel cervello e attiva il sistema limbico e il circuito della ricompensa, come il cibo, le droghe e il sesso”. Così il prof. Vicenzo Russo, Responsabile del Centro di Ricerche di Neuromarketing, Behavior and Brain Lab IULM, che prosegue “le stimolazioni sonore agiscono anche a livello non consapevole e senza richiedere attenzione”.
“Il neuromarketing consente una misurazione oggettiva, momento per momento, delle modificazioni dell’organismo non sotto il controllo dell’individuo”, aggiunge Russo, “che riflettono le emozioni e quindi danno la possibilità di cogliere la reale reazione emotiva spontanea”.
Sulla base dei risultati si evidenzia come la radio susciti prevalentemente sorpresa e gioia e la Tv susciti soprattutto gioia, mentre il Web riesce a suscitare concentrazione a livello cognitivo, agendo in maniera differente dagli altri due media. Si è quindi proceduta a un’analisi su due spot radio, tv e web (banner) mettendo a confronto i risultati: è emerso che i tre media presentano differenze e peculiarità che li rendono complementari in termini di utilizzo e di obiettivi promozionali (azione su meccanismi emotivi/cognitivi differenti), Ne consegue che òa trasmissione dello spot su tutti e tre i media consente di raggiungere in maniera più efficace gli obiettivi pubblicitari in termini di attenzione allo spot, risposta emozionale e ricordo. Tuttavia l’inclusione della radio nel media-mix aumenta l’attenzione allo spot, l’interesse verso il messaggio pubblicitario e il ricordo vivido e dettagliato, incrementando l’efficacia pubblicitaria complessiva.
La radio che attiva
Nella precedente edizione di Radiocompass si era già parlato di come la radio fosse attuale in termini di fruizione da parte del pubblico: multipiattaforma, digitale, mobile, trova la sua estensione naturale sul web.
“Oggi vogliamo andare oltre, dimostrando come sia entrata nel mondo dei dati, permettendo di realizzare strategie di comunicazione data-driven, basate sui comportamenti dei singoli individui”, spiega Marco Brusa, Head of Data Insight Mindshare. “Lo abbiamo dimostrato attraverso l’osservazione puntuale della navigazione on-line degli ascoltatori Radio, allo scopo di individuare le differenze rispetto alla navigazione on-line di chi fruisce del mezzo televisivo o del mezzo digitale, focalizzando l’attenzione sui rispettivi comportamenti ed interessi”.
L’analisi inoltre è stata articolata per accogliere differenze ed analogie comportamentali tra chi fruisce in modo intensivo del mezzo Radio e Digitale (Heavy) e chi invece è un Light TV viewer.
La puntualità dell’analisi si è resa possibile grazie all’utilizzo della DMP (piattaforma di gestione dei dati digitali) di GroupM, la più grande DMP del mercato. L’analisi è stata estesa a tutte le classi di interesse (360) in cui sono segmentati i comportamenti di navigazione degli utenti.
Ne è risultato che gli ascoltatori della Radio presentano comportamenti di navigazione più “dinamici” rispetto alla media della popolazione on-line. Fenomeno ancora più rilevante per gli Heavy ascoltatori del mezzo, poiché per alcune classi di interesse la radio assume un ruolo “elettivo” per il consumatore rispetto agli altri mezzi. Tra queste classi troviamo delle conferme (automotive, finance, business) ma anche delle novità (shopping, style e fashion, technology).
“Grazie ai dati, la radio ha la possibilità di ottimizzare i contenuti della comunicazione per meglio rispondere agli interessi del proprio pubblico”, conclude Brusa, “Attraverso l’identificazione di aree di interesse attigue si possono trarre insight utili per l’ambientazione dei contenuti creativi”

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BRAND STRATEGY

Beintoo: generare successo di business attraverso la geolocalizzazione

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beintoo

Beintoo tra i protagonisti del Festival of Media Global, con uno speech nella giornata del 9 Maggio dal titolo “Geo-behavioral data matters: Generating business success through mobile” in cui interverrà il suo Ceo Andrea Campana. Al centro del dibattito il ruolo della geolocalizzazione nel definire le reali intenzioni di acquisto dei consumatori e le tecnologie che permettono di estrarre dati rilevanti per creare strategie media tailor-made. Durante l’intervento verrà spiegato come i brand possano abbreviare il customer journey dell’utente fino a condurlo al punto vendita, grazie a cinque caratteristiche che definiscono il mobile in maniera unica.

Geofencing. In una campagna mobile, specie se di tipo drive-to-store, è possibile attivare gli annunci solo quando i clienti in target entrano in determinate aree geografiche o si trovano in una specifica catena retail in cui un prodotto è distribuito, evitando dispersioni.

Geo-behavioral cluster. Beintoo ha sviluppato una tecnologia che permette di profilare gli utenti – in forma anonima – attraverso l’analisi dei luoghi più frequentati (dal cinema, al supermercato, alla palestra, ecc), del tempo speso in quei luoghi, della frequenza di ritorno e molto altro. Queste informazioni, incrociate con dati di terza parte (telco, content provider, e-commerce) permettono generare specifiche audience di riferimento – BarGoers, Ice Cream Lovers, Live Sport Fans, Movie Goers, etc – su cui distribuire innovative campagne mobile ad alto impatto. In termini di risultati, è stato rilevato che le stesse creatività hanno generato CTR maggiori se distribuite sui segmenti geocomportamentali.

Attribution. Il mobile consente di misurare KPI diversi in diverse aree geografiche, permettendo l’ottimizzazione in tempo reale della spesa sulla base della risposta dell’utente. Utilizzando la piattaforma BeAttribution è inoltre possibile misurare l’impatto sulle visite in store di una campagna, il tempo di visita medio, il confronto tra i punti vendita delle diverse regioni, l’analisi dell’efficacia della campagna in termini di frequenza e fascia oraria di erogazione e molto altro.

Creatività ad hoc. Il mobile non è una semplice estensione del desktop, ma un mezzo potentissimo in grado di creare un vero valore aggiunto a una strategia media: un ruolo importante è giocato dall’uso di creatività concepite ad hoc. Interattività, intrattenimento, gamification sono solo alcune delle declinazioni di una creatività mobile vincente.

Drive-to-store. Il mobile è senza dubbio lo strumento più efficace e verificabile per portare l’utente al punto vendita. Andando a colpire solo gli utenti che si trovano vicino a uno store, oppure quelli che ci sono stati più volte nel periodo di riferimento, si genera un messaggio più rilevante per il consumatore, contestuale e meno intrusivo. Con BeAttribution è stato possibile rilevare un aumento considerevole delle visite in store in seguito a campagne mobile, con tassi di footfall uplift fino al 33%.

“Sulla base di una ricerca del 2016 di Dscout l’utente medio intrattiene 76 sessioni telefoniche distinte al giorno. Gli heavy users registrano in media 132 sessioni per un totale di 225 minuti. Usiamo gli smartphone per comunicare, ottenere informazioni, controllare il traffico, scattare foto e ascoltare la musica, generando tonnellate di informazioni su di noi, che vanno ad aggiungersi ai dati geo-comportamentali restituiti ogni giorno dai nostri spostamenti. Ecco perché possiamo considerare lo smartphone un ponte tra l’esperienza online e quella offline: non esiste altro mezzo così potente per comprendere, targettizzare e monitorare il pubblico e le sue risposte all’advertising.”, ha dichiarato Andrea Campana, CEO di Beintoo.”Attraverso la nostra esperienza vogliamo far capire alla platea internazionale del Festival che il futuro dell’advertising è nei dati e nella tecnologia che permette di controllarli”.

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AZIENDE

Hic Mobile, insieme al mobile advertising nuova soluzione per la misurazione del footfall

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Hic Mobile annuncia la possibilità di integrare nelle sue campagne di mobile advertising la misurazione del footfall generato nei punti vendita

Hic Mobile annuncia la possibilità di integrare nelle sue campagne di mobile advertising la misurazione del footfall generato nei punti vendita. La redemption di una campagna mobile per la promozione commerciale viene, infatti, da oggi quantificata grazie all’impiego di tecnologie evolute che consentono di tracciare la percentuale degli utenti che, una volta visualizzato un banner pubblicitario del brand, siano entrati all’interno del punto vendita per il tempo necessario a completare il processo d’acquisto. Il tutto con report a cadenza settimanale.

Un’ulteriore plus di questo tipo di campagna per la movimentazione dei punti vendita è la possibilità di testare in via preliminare l’efficacia di due creatività con test A/B per poi selezionare e lanciare ad ampio raggio quella più performante in termini di attrazione. Da un recente studio condotto da Hic Mobile, è emerso quanto l’esposizione ad una campagna di mobile advertising influenzi il comportamento d’acquisto degli utenti. Nei tempi di sviluppo di una campagna è stata infatti analizzata l’affluenza dei visitatori presso il negozio di un dato cliente registrando l’uplift, ovvero l’aumento effettivo della pedonalità all’interno dei punti vendita indicati, generato dalla campagna stessa.

Non solo. Oltre a misurare l’efficacia della performance promozionale della campagna, i test hanno consentito un’interessante analisi di benchmark su competitor di zona, monitorandone la footfall e dimostrando la parallela diminuzione del traffico sui loro punti vendita. “La nostra specializzazione nelle tecniche più evolute di geolocalizzazione si arricchisce oggi di un ulteriore elemento distintivo, ovvero l’analisi del footfall generato. Si tratta di un notevole passo avanti nella misurazione della performance delle campagne digitali su smartphone, che mai prima d’ora si sono spinte fino a dimostrare e quantificare l’efficacia dell’impatto sulle vendite negli store fisici”, commenta Max Willinger, Co-Founder del brand.

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AZIENDE

DigiTouch inaugura DAPcenter, nuovo agency trading desk proprietario

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Paolo Mardegan di DigiTouch

Con l’obiettivo di consolidare il proprio posizionamento sul mercato del digital marketing italiano come ad-tech group indipendente, il Gruppo DigiTouch ha realizzato internamente l’agency trading desk DAPcenter. Si tratta di una piattaforma che offre alle agenzie media la possibilità di gestire in modo strategico le pianificazioni di campagne advertising digitali su differenti canali e device, siano esse finalizzate a generare brand awareness o a portare risultati legati alle performance.
DAP sta per Data mining, Audience buying, Programmatic advertising. Queste tre keyword rappresentano le attività core svolte dal trading desk, ovvero: permettere un’approfondita analisi dei dati relativi all’audience online finalizzata all’individuazione della corretta target audience, consentire una selezione strategica dei canali e dei device su cui pianificare la pubblicità e favorire una gestione integrata, sinergica e ottimizzata delle pianificazioni advertising attraverso piattaforme automatizzate.
Grazie a un team di 4 risorse, con anni di esperienza nel digital marketing e una grande passione per le tecnologie applicate al mondo della comunicazione, DAPcenter è in grado di abilitare diverse attività di digital advertising, quali il programmatic display adv sia su premium market place che su open market, campagne di retargeting, mobile advertising, social advertising, adv con formati rich media e video, nonché pianificazioni in second screen.
«La realizzazione di un trading desk ci rende molto soddisfatti, in particolare perchè DAPcenter ci permette di rafforzare il nostro posizionamento come ad-tech group indipendente italiano; inoltre perchè sottolinea il nostro impegno nell’innovazione e nella dotazione di asset tecnologici proprietari; infine perché ci permette di portare benefici all’intera filiera poiché gli utenti ricevono messaggi pubblicitari in target, i brand raggiungono i loro obiettivi di comunicazione e le agenzie dispongono di uno strumento ottimale di gestione delle campagne», afferma Paolo Mardegan, CEO del Gruppo DigiTouch. «Crediamo che un approccio consumer centrico e basato sul binomio dati-tecnologia sia la chiave vincente per la realizzazione di campagne advertising realmente efficaci», conclude Mardegan.
DAPcenter sarà presente allo IAB Seminar Performance Marketing “The Best Is Yet To Come”, il prossimo
luglio in occasione, all’interno di un workshop dedicato, che si svolgerà in sala Green Hall dalle 16.00 alle 16.45 e nel quale interverranno i 4 componenti del team: Giacomo Landini, Head of Agency Trading Desk, Marco La Bella, Head of Agency Sales, Alessandro Lacchini, Operations & Programmatic Manager e Luca Pizio, Operations & Programmatic Manager.

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MEDIA

L’RTB al servizio dello sport invernale: i suggerimenti di Tradelab

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La settimana bianca si avvicina e Tradelab – Programmatic Marketing Platform – propone ai fornitori di attrezzatura sportiva procedure meno note dell’RTB con le quali incrementare le vendite nel periodo più propizio.

Il Real Time Bidding offre numerose possibilità di targeting e diverse condizioni di diffusione delle campagne online per aumentare le performance durante il periodo invernale. Il web è sicuramente un ottimo canale di pre-vendita infatti: il 43% degli italiani effettua ricerche online prima di comprare un prodotto, il 28% dichiara di aver scoperto proprio tramite internet un prodotto in seguito acquistato e il 29% ha effettuato il suo ultimo acquisto online (nel settore vestiti&calzature). Il web si riconferma un media strategico il cui potenziale può aumentare ulteriormente se rinforzato dall’RTB.

Grazie all’esperienza sviluppata con alcuni clienti attivi nell’ambito dell’attrezzatura, abbigliamento e impianti sportivi Tradelab evidenzia (e sintetizza nell’infografica allegata) le principali quattro scelte che possono essere effettuate per incrementare le vendite durante una campagna RTB:

1. Meteo Advertising: Sincronizzare gli annunci in tempo reale in base alla temperatura, il tasso di umidità e alle condizioni meteorologiche più in generale (sole-pioggia-neve) consente di pubblicizzare prodotti specifici per le necessità del momento del target. La possibilità di erogare – in Display, Mobile e Video – creatività adattate in funzione del tempo atmosferico, può portare ad un incremento del tasso medio di clic superiore del 50%-120% rispetto alle campagne effettuate senza Meteo Ad.

2. Geotargeting Mobile: Selezionare attentamente il perimetro geografico di interesse (ad esempio impostare un raggio di 50 metri dal punto di vendita) e catturare l’attenzione degli utenti mobile appartenenti al target di riferimento indirizzando loro una pubblicità mirata, in una logica “drive to store”, può servire, ad esempio, a inviare delle offerte speciali per incrementare le vendite.

3. Investire sul Video: Il video è un formato adatto agli amanti degli sport invernali, generalmente appassionati di filmati sull’argomento. Considerando che il 19% dei video visualizzati in rete dagli italiani riguardano lo sport, questo formato si rivela tra i più indicati per colpire appassionati di sport invernali. Il consiglio è di utilizzare un formato impattante, da diffondere in pre-roll, come anticipazione di video sportivi, individuati tramite un targeting tematico.

4. Utilizzare il targeting contestuale e i DATA: Il pregio dell’RTB è che permette di affinare al massimo il target, programmando una diffusione contestuale della campagna (tramite l’analisi semantica) su siti sportivi o rubriche relative agli sport invernali grazie all’utilizzo dei segmenti di DATA sui profili affini all’offerta promossa.

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MEDIA

GroupM presenta GMI, per vincere nella “The Real Time Era”

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“Dal classico planning e buying, la definizione dell’operatività delle agenzie media sta diventando provisioning e delivery”, ha precisato Massimo Beduschi, Ceo e Chairman di GroupM introducendo oggi alla stampa la  la piattaforma strategica “The Real Time Era” del Gruppo. “Un cambiamento radicale, avvenuto attraverso la digitalizzazione della modalità di consumo dei contenuti e di accesso ai servizi e agli acquisti da parte degli utenti”. “Sino a non molto tempo fa”, ha proseguito Beduschi, “questo aveva però determinato un basso impatto sul modo in cui la pubblicità è stata acquistata e venduta. Oggi la digitalizzazione e l’automazione dei processi di gestione del media definiscono invece un nuovo paradigma, sempre meno basato sulla vendita/acquisto di spazi/tempo e sempre più su quella di audience/spettatore”.

 

Un’evoluzione tecnologica che ha rivoluzionato quindi l’ecosistema di acquisto/vendita degli spazi pubblicitari. Lato Publisher si è visto l’affermarsi di piattaforme SSP, Supply Side Platform, accanto agli advertising exchange che consentono di mettere l’inventory a disposizione su mercati virtuali, con prezzi di accesso controllati. Dall’altro lato le Media Agency, avvalendosi di sistemi di Adserving sempre più evoluti, utilizzano DSP, Demand Side Platform, come enabler tecnologico per l’acquisto delle impression in tempo reale e a target.

“E non si parla più di Remnant, ma di Inventory Premium, sia esso Display, Video o Mobile”, ha sottolineato Andrea Di Fonzo, Chief Digital Officer di GroupM. “Di qui la nascita di GMI, digital branch di GroupM, frutto della riorganizzazione di GroupM Interaction, con un rafforzamento strutturale e la creazione di un Trading Desk che opererà sul Programmatic Buying accanto alle due operative company già consolidate, Xaxis e Quisma. Con uno staff di oltre 150 persone, GMI affianca le agenzie media del Gruppo WPP e i loro clienti nella nuova dimensione del media, la Real Time Era, appunto. E lo fa con alcune novità, già operative, che rappresentano un cambio importante per il mercato italiano. Su tutte mgine, il sistema operativo che è la risposta di GroupM al mondo del programmatic buying. Unendo tecnologia DSP, data e operations, mgine è il core del Trading Desk di GroupM ed è stato creato affinché le Media Agency del Gruppo fossero in grado di proporre ai clienti la miglior pianificazione possibile in Programmatic in funzione degli obiettivi di comunicazione. Grazie ad accordi internazionali con partner tecnologici, la piattaforma è in grado di prendere decisioni real time, adottando le strategie di acquisto spazi e formati pubblicitari più avanzate: in Private Marketplace mediante deal ad hoc o in Real-Time Bidding (RTB) in asta pubblica o privata, in modo veloce e automatizzato in base a criteri qualitativi come ad esempio il contesto, gli interessi e i comportamenti del target. Questo consente di automatizzare il buying e il delivery degli spazi pubblicitari in modo puntuale, di erogare a target e di ottimizzare i budget, tutto a beneficio dei clienti.

“È tempo di introdurre un metrica nuova del digital adv”, ha aggiunto Di Fonzo. “L’eCPM, cioè l’efficient CPM, ottimizzato in funzione della delivery e della delivery dei soli target richiesti”. “La Real Time Era si fonda su quatto asset”, ha concluso. “Data, Technology, Biddable Media e Programmatic”. accesso a tutti i social data dei maggiori social network mondiali per costruire insight sui consumatori e poterli utilizzare attivamente per targeting efficaci. Per quanto riguarda la tecnologia, da anni GMI ha costruito un pool di specialisti focalizzati sulle tecnologie media, in primis di adserving, con il maniacale approccio di usarle al 100% delle loro potenzialità e spesso andando oltre, spingendo i propri partner tecnologici a fare sviluppi ad hoc. Basti citare lo sviluppo dell’Mvideo, caso di successo a livello europeo. In merito al bidding e al programmatic, infine, GMI ha creato un team dedicato ai Biddable Media dei grandi walled garden, Google, Facebook, Amazon, Twitter. Un team di professionisti che oggi rappresentano il più grande hub del genere in Italia.

 

“Le novità per il 2014 non finiscono qui”, ha chiosato Beduschi. “Abbiamo in programma un’importante novità nell’ambito del mobile e un’altra sul terreno delle M&A”. Al termine della presentazione, GroupM ha rilasciato le proprie previsioni per il 2014, che vedono un mercato media italiano in calo dello 0,3%, un dato rivisto dopo che i mesi di gennaio, febbraio e marzo hanno mostrato segni di raffreddamento. Il media split, invece, vede in crescita rilevante il digitale (+7,4%), con la TV a +1,7%, la Radio stabile, la Stampa a –13% e l’OOH a –3,8%.

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AZIENDE

AudienceRate annuncia la partnership da 33 milioni di utenti unici con Tekka Date

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AudienceRate, audience service provider leader a livello mondiale,  ha annunciato un importante ampliamento della propria offerta grazie all’accordo di data partnership siglato con Tekka Date. In base all’accordo Tekka Date metterà a disposizione di AudienceRate, in totale osservanza delle più recenti e stringenti normative sulla privacy, i dati riguardanti gli utilizzatori delle diverse community, per un totale di quasi 33 milioni di utenti unici.

Tekka Date sviluppa e gestisce community web internazionali come Onedate, Casual Club, Life in Two e Niik. Presente in oltre 25 Paesi, e con ritmi di crescita che prevedono entro fine giugno il lancio dei propri servizi in 7 nuovi Stati tra cui la Cina, Tekka Date raccoglie utenti dall’America Latina all’Asia passando per il Nord Europa e l’Africa. Questo si traduce in una quantità estremamente significativa di dati di qualità e di estremo valore che, da oggi, AudienceRate potrà offrire ai propri clienti.

“Poter collaborare con un’azienda innovativa come AudienceRate è motivo di profondo orgoglio”, ha dichiarato Giulio Lingua, CEO di Tekka Date. “Stiamo registrando una crescita costante a livello mondiale e questo accordo si iscrive perfettamente nella nostra prospettiva di continuo sviluppo e collaborazione con importanti player di mercato.”

“I dati sono il cuore del nostro business. Poter disporre di informazioni altamente profilate e attendibili relative ad un audience molto vasto ci permette di assicurare un elevato valore aggiunto ai nostri clienti. L’obiettivo primario di ogni campagna è la sua efficacia e il nostro intento è poter assicurare un’offerta sempre più in linea con questa esigenza”, ha affermato Eva Michalikova, Client Director Worldwide di AudienceRate. “Grazie al data partnership agreement con Tekka Group oggi siamo in grado di rispondere in maniera concreta a questo bisogno del mercato”.

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