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Mistral e Squadrati sperimentano la video etnografia mobile per il nuovo pack di Riso di Pasta

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Dare vita a un prodotto e un pack che parli alle persone e che si cali nelle loro abitudini di consumo e nelle loro dispense. È quello che hanno fatto Mistral, agenzia di comunicazione, e Squadrati, società di ricerche di mercato, per Riso di Pasta, brand di pasta di riso parboiled che ha da poco debuttato in grande distribuzione. Il nuovo pack di Riso di Pasta è il primo che sfrutta l’innovativa metodologia di ricerca della video etnografia mobile, elaborata dal team di Squadrati in collaborazione con l’app video D-Still. 48 consumatori salutisti distribuiti per tutta Italia hanno scaricato D-still, app che consente alle persone di girare video-risposte con il proprio smartphone, e hanno permesso ai ricercatori di “entrare nelle loro case e nelle loro dispense”, vedere i prodotti che consumano e vederli testare Riso di Pasta e le proposte di pack.

“Vedere le dispense dei consumatori ci ha aiutato a conoscere i loro consumi reali e a comprendere meglio le reazioni all’assaggio del prodotto e alle proposte di pack”, spiega Marco Podestani, Direttore Creativo di Mistral. “Dopo di che abbiamo valorizzato sul pack i pregi del prodotto percepiti dai consumatori e adottato alcuni accorgimenti comunicativi emersi dalla ricerca, in modo da rendere il pack rilevante per il target: primo fra tutti enfatizzare l’italianità del prodotto, che dalla ricerca è emerso essere un must per i consumatori di oggi”.

La video etnografia mobile è una novità che ribalta i canoni della ricerca di mercato. “È un superamento dei focus group – piega Daniele Dodaro, co-founder di Squadrati – perché ci consente di arrivare in tutti i paesini d’Italia – così come in tutti i paesi del mondo – e rompere il milanocentrismo delle ricerche; perché ci consente di non limitarci a porre domande ai consumatori, ma di osservare ciò che fanno realmente e in questo modo integra nelle ricerche il contesto d’uso, che è fondamentale per inquadrare le pratiche di consumo, ma che è tagliato fuori da focus group e questionari”.

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