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Criptomining: nasce nel cuore di Milano la fabbrica di bitcoin italiana

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criptomining

Nata nel febbraio 2018, proprio nel cuore di Milano a due passi dal Duomo, Criptomining.online produce criptovalute su scala industriale attraverso un processo informatico noto come mining. Grazie all’accordo con Treedom, la startup è 100% green.

“Grazie a sinergie e importanti accordi commerciali possiano ritenere marginale il costo dell’energia elettrica, quindi concentrarci sulla produzione delle macchine. CriptoMining attualmente non vende le macchine, lo faremo in futuro, ma lei stessa fa mining. Abbiamo al momento 12 macchine dedicate all’attività – spiega l’Avv. Elio Viola, socio fondatore – e ognuna è in grado di generare circa 0,0014 Bitcoin al giorno. Potrebbe essere poco, ma numerosi sono i progetti che stanno nascendo sulla blockchain e che avranno bisogno delle nostre macchine. Molto dipende anche dal valore del Bitcoin, lo scorso dicembre, quando superò quota 19 mila dollari, qualcuno è arrivato addirittura a pronosticare valori vicini al milione di euro”.

“Siamo orgogliosi – afferma Viola – di essere a Milano, il cuore finanziario d’Italia. Andare all’estero poteva essere una scelta, “facile”, ma qui abbiamo trovato le sinergie giuste che servono. Nel pieno centro di Milano, la struttura che ci ospita al piano -3 dello stabile mette a disposizione tutto quello che serve: spazi, sorveglianza h24 e basse temperature per mantenere stabili i sistemi. Nella sala di 60 metri quadri possiamo ospitare a regime circa 250 macchine, nostro obiettivo di realizzazione. Come in ogni rivoluzione tecnologica, a grandissimi rischi corrispondono grandissime opportunità. Ma qui ci crediamo davvero, infatti abbiamo investito personalmente, non solo denaro ma anche know-how, tempo e notevoli sacrifici. Creare la struttura attuale ha portato investimenti per circa 50.000 euro, ma stiamo crescendo molto rapidamente anche grazie ai proventi quotidiani dell’attività di mining. Crediamo fermamente che le valute digitali siano solo l’inizio di una svolta tecnologica che rivoluzionerà tutti i settori industriali e finanziari, e accelererà l’internet delle cose. Se succederà potremmo dire che noi c’eravamo in prima persona”.

“Aspiriamo a essere il progetto industriale più grande d’italia e ci stiamo muovendo su diversi fronti”, afferma Matteo Moretti, co-fondatore di CriptoMinig. “Ci hanno valutato 1,5 milioni di euro e stiamo dialogando, da un lato per il possibile ingresso di grossi investitori già attivi sulle Cryptovalute, dall’altro l’intenzione di avvicinarci all’equity crowdfunding per far partecipare chi fosse interessato al nostro progetto in modo attivo. Ci piacerebbe rendere “social” il mining di criptovalute. Forti delle nostre esperienze siamo convinti di poter diventare una realtà che crea valore e lavoro”.

Matteo Moretti è property trader per un grosso broker europeo con diverse esperienze in startup. È investitore e finanziatore di molti progetti vincenti e in criptomining raccoglie tutta la sua esperienza finanziaria e strategica.
 Elio Viola, milanese di adozione, è avvocato specializzato in startup. Lavora con alcune tra le più importanti startup milanesi.

Leggi qui il nostro approfondimento su blockchain e criptovalute.

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Arriva in Italia Circle Pay, la app mobile per i pagamenti social e gratuiti

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Oggi è stato ufficialmente lanciato anche in Italia la mobile app di Circle Pay, per i pagamenti social, già attiva in USA, UK, Irlanda, Spagna e dall’inizio della settimana in Francia.

Utilizzabile sia dai dispositivi Android sia iOS, consente di traferire denaro tra privati, anche transfrontalieri, senza commissioni o maggiorazioni sui cambi applicati. I dati di Circle mostrano una crescita dei consumatori europei superiore all’800%: un incremento molto rilevante anche se accompagnato dall’espansione territoriale del servizio.

“Per il momento Circle è autorizzato da 48 stati americani (gli altri due – New Mexico e Montana – non richiedono licenza per l’attività) come società di Money Transfer, e nello spazio europeo come operatore di e-money”, sottolinea il co-Fondatore Jeremy Allaire (nella foto sx con il socio al centro). “Ovviamente i regolamenti autorizzativi sono differenti stato per stato: ci aspettiamo comunque di lanciare Circle in tutti i paesi entro fine d’anno, o al massimo entro i primi mesi del 2018”,
“Non è solo questione di autorizzazioni”, interviene l’altro co-Fondatore Sean Neville. “vanno valutati anche gli atteggiamenti dei consumatori: in Italia, il nostro target (per il 90% rappresentato da under 35 e per il 65% da under 25) apprezza molto la semplictà d’uso e la semplicità di Circle Pay, mentre in Germania sono disposti a attese maggiori ma non transigono sulla sicurezza”.

Sicurezza che è peraltro insita nella app, in cui i pagamenti avvengono in maniera naturale durante le fasi di interazione sociale, previa autenticazione sul mobile tramite fingerprint o via PIN. Da questa settimana, inoltre, è avviata anche la fuzione “Gruppi”, che premette di inviare – e richiedere – danaro all’interno di una singola conversazione tra amici, commensali o coinquilini.

L’infrastuttura su cui si appoggia Circle è quella delle cryptovalute e della blockchain, i cui dettagli non sono però visibili all’utente che opera sempre in valute nazionali: una consumatore europeo può inviare una somma in euro che verrà ricevuta in rupie del suo corrispondente indiano, senza che si necessario che ogni singolo passaggio della transazione venga mostrato.

Circle è attualmente impegnato nello sviluppo di nuovi protocolli di trasmissione, e della componente di crypto asset, in quali di più grande operatore a livello globale di questo mercato. Negli ultimi 4 anni, Circle ha costruito un’attività di trading e di tesoreria che abbraccia i mercati delle cryotovalute e delle monete fiat, e offre una significativa scalabilità nel mercato Over The Counter: solo nell’agosto di quest’anno Circle ha scambiato direttamente oltre 2 miliardi di dollari in crypto asset.

“Circle Pay è e sarà gratuita”, risponde a un domanda sul modello di business Jeremy Allaire, “la basi finanziarie di Circle sono solide (tra gli azionisti Goldman Sachs, IDC Capital Partners, Baidu e altri per un investimento totale di 140 milioni di dollari). “Ulteriori sviluppi, nell’asset management per i privati ad esempio, non sono esclusi, dopo aver ricevuto le necessarie autorizzazioni delle Autorità Finaziarie. Ma per il momento non ne avvertiamo il bisogno”.

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