AZIENDE

Lavoro, FourStars pensa ai giovani e alle imprese: online la nuova tecnologica piattaforma

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Piattaforma FourStars

Rendere più semplice l’accesso dei giovani al mercato del lavoro attraverso un portale ad hoc innovativo e intuitivo, migliorare l’accesso ai servizi per le aziende clienti, all’insegna dell’innovazione tecnologica e della usability. Questi gli obiettivi della piattaforma di ultima generazione creata da FourStars.

“Negli ultimi due anni abbiamo investito nella realizzazione di una piattaforma tailor made, cucita su misura sui singoli servizi che offriamo, con particolare attenzione alle normative regionali che regolano la nostra attività di ente promotore per l’attivazione degli stage” racconta Chiara Grosso, CEO e presidente di FourStars. “Avremmo potuto utilizzare piattaforme preconfezionate, da adattare al nostro business. Abbiamo preferito però investire di più, per offrire un servizio migliore ad aziende e candidati, programmando da zero una piattaforma con tecnologia di ultima generazione al servizio della massima usability”.

La visione di FourStars, quindi, va oltre la crisi: continuare a ideare, progettare e aprirsi al cambiamento anche nei momenti di stallo, per evitare di alimentare il crollo degli investimenti e contrastare la crisi stessa. Lo dimostra il fatto che negli ultimi dieci anni, l’azienda ha vissuto una crescita costante, con un’espansione di tutte le aree, dalla selezione, alla comunicazione, alle politiche attive del lavoro, l’inaugurazione della nuova sede di Roma, e la programmazione di una complessa piattaforma, che vuole rendere più efficienti e fruibili tutti i servizi offerti, nonché ribadire un obiettivo costante di FourStars, quello della lotta alla disoccupazione.

Ma non è tutto: nonostante l’implementazione tecnologica permane l’aspetto consulenziale, da sempre fiore all’occhiello distintivo per FourStars. Continua Chiara Grosso: “La piattaforma non implica un’automazione totale dei processi, ma mira al contrario ad agevolare la comunicazione con i clienti: i nostri consulenti sono sempre presenti, in chat o al telefono, per seguire tutti i servizi e le richieste di aziende e candidati”. Nessuna soppressione di posti di lavoro in nome della tecnologia dunque: innovazione sì, ma al servizio di una migliore qualità delle interazioni interpersonali.

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MEDIA 4 GOOD

“Digital for Italy”: i protagonisti del digitale al fianco delle PMI in crisi

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Digital for Italy

Il marketing e la comunicazione digitale come opportunità per  aziende in crisi: questo l’obiettivo del progetto di mentorship gratuita “Digital for Italy”, che prende spunto da due dati di fatto consolidati. Da un lato l’osservazione – scontata – che questi  non sono tempi facili per chi gestisce un’azienda in Italia, soprattutto nel caso di piccole e medie imprese, Dal lato opposti vi è il fatto che che imprenditori e manager italiani  (che non siano “insider” del digitale) spesso non hanno la possibilità di conoscere gli strumenti più adatti alla digitalizzazione dellapropria impresa/organizzazione. Spesso, inoltre, non hanno nemmeno i parametri per individuare le aziende e i professionisti più adatti alle esigenze delle proprie realtà e i budget necessari per il raggiungimento degli obiettivi.

Il progetto  “Digital for Italy” (ideato da Ninja Academy), chiama a raccolta il gotha del digitale italiano per invitarlo ad aprirsi verso quelle realtà al momento più lontane dal loro ambito d’azione, proponendoloro di mettere a disposizione gratuitamente delle PMI di tutta Italia – quelle che sono in difficoltà e che più hanno bisogno del digitale – un po’ del proprio tempo e della propria conoscenza. Le aree principali coperte dagli 85 mentor che hanno aderito al progetto saranno: Social Media Marketing, Digital Marketing, eCommerce, Performance Marketing, Content Marketing.

Tutti coloro che vorranno avvalersi della mentorship gratuita dei manager/imprenditori di “Digital for Italy”, trovano sul  sito www.digitalforitaly.it tutte le indicazioni per ottenere la propria mentorship gratuita. Sarà possibile richiedere l’assistenza di un mentor fino al 29 febbraio 2016, mentre la metorship durerà tutto l’anno.


Per lanciare l’iniziativa, i mentor che hanno aderito al progetto ha dato vita a un video in cui tutti insieme interpretano la canzone “We Are The World”, di cui quest’anno ricorre il trentennale, che alla base condivide gli stessi valori del progetto: unità, coesione, volontà di costruire un mondo migliore.

Il video è stato registrato presso l’Accademia del Suono con il coro gospel Black Inside e grazie al supporto di Hydrogen e di Combocut che sono partner del progetto.

Infine, Ninja Academy metterà a disposizione delle PMI selezionate dai mentor un master online a scelta tra Digital Strategy e Social Media Marketing.

 

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Gli italiani preferiscono regali alla moda per Natale: i dati Showroomprive.it

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A svelare cosa regaleranno gli italiani per questo Natale e quanto spenderanno ci pensa l’ultimo studio targato Showroomprive.it, che rivela le categorie merceologiche che questo periodo natalizio andranno per la maggiore, grazie ai dati raccolti attraverso gli acquisti sul proprio portale.
Nel dettaglio, Showroomprive.it ha chiesto al campione d’indagine, formato da 1.000 rispondenti italiani, cosa preferiscano regalare per Natale. Se escludiamo come destinatari dei doni i bambini, per i quali i giochi educativi vanno per la maggiore (41,5%), ai familiari stretti come per i propri genitori è la moda a vincere, con il 32,9% per le mamme e il 27% per i papà; anche tra gli amici, quest’ultimo comparto raccoglie il 24,2% delle preferenze, a poca distanza dal 26,8% per libri e/o film. Anche per la suocerac’è il prodotto giusto, e cioè la decorazione per la casa, che totalizza il 61%. La preferenza verso la moda viene poi confermata analizzando lo spaccato del comportamento d’acquisto in rete: il comparto che ottiene più consensi per gli acquisti natalizi online è proprio la moda che raggiunge il 37,5% delle preferenze, grazie all’ampia scelta, ai prezzi vantaggiosi e alle consegne efficienti offerte dai player online.
Tuttavia, nonostante il regalo lo si continui a fare, a causa della crisi economica cala drasticamente il potere d’acquisto: ben il 38,2% degli italiani intervistati da Showroomprive.it dichiara che quest’anno spenderà meno di 100 euro per accontentare i desideri di amici e familiari. Il 21,1% del campione dichiara che effettuerà il totale dello shopping natalizio online se questo permetterà un risparmio chiaro e netto.

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Cause e effetti della crisi secondo gli italiani: ecco i dati dell’ultimo Osservatorio Findomestic

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Lo stipendio economico dignitoso? Oggi di media vale, per i single, 1.350 euro, 1.876 per la coppia senza figli e 1.995 euro per quella con figli. Lo rivela l’ultimo Osservatorio sui consumi di beni durevoli di Findomestic a Milano presso ieri lo spazio Theca, che sottolinea anche come sotto queste cifre (difficilmente raggiunte dalla maggior parte dei lavoratori italiani) si è costretti ad operare rinunce che incidono fortemente sullo stile di vita e sulla qualità della vita.
In particolare, l’83% degli intervistati ha ridotto in modo importante le spese per viaggi, vacanze, ristoranti, pizzerie, abbigliamento calzature, generi alimentari, divertimento, svaghi e tempo libero. Sulle cause di questa crisi, in particolare, si stanno delineando due categorie di pensiero ben distinte: secondo i ‘miglioristi’ la stagnazione attuale è il frutto di una errata applicazione dell’attuale sistema economico capitalistico, bloccato dai meccanismi della ‘finanza’ impazzita e fuori controllo che ha minato la domanda aggregata, principale motore della crescita; per gli ‘eco-pauperisti’ invece il sistema presenta un vizio all’origine non contemplando meccanismi di protezione e rigenerazione delle risorse: ecco quindi che occorre un radicale ripensamento.
All’interno di questi due gruppi si sta comunque affermando una corrente di pensiero costituita dai cosiddetti ‘visionari attivi’, con una concezione del futuro che non può non prescindere dalle azioni che si intraprendono subito sul fronte dei consumi e della produzione: entrambi devono essere sostenibili, grazie alla rinuncia al superfluo, al consumo compulsivo, alle produzioni impattanti; meglio quindi consumare o produrre qualche cosa in meno, ma che abbia un impatto ecosostenibile.
La spesa per beni durevoli per la mobilità, già fortemente ridimensionata dall’inizio della crisi, ha riportato nel 2013 un ulteriore calo sia delle vendite (-4,4%) sia del fatturato (-4,0%). Il mercato italiano dell’auto nuova segna nel 2013 un nuovo record negativo: dopo il calo a doppia cifra del 2012, le immatricolazioni subiscono una nuova flessione vicina all’8%, che porta il livello 2013 a 1,3 milioni di nuove vetture. Anche le vendite di motoveicoli nel 2013 hanno subito, nel complesso, un’ulteriore contrazione vicina al 30% a volume: le moto di grossa cilindrata, hanno registrato performance migliori, mentre la domanda di ciclomotori si è mantenuta in caduta libera, con un’ulteriore riduzione del parco circolante che si avvicina ai 2 milioni di motorini.
Il ridimensionamento dei consumi interessa anche la spesa dei beni durevoli per la casa che riportano nel 2013 una contrazione sia delle vendite sia del fatturato, quest’ultimo penalizzato dall’aumento della pressione competitiva che spinge al ribasso i prezzi. Nel 2013, la domanda di elettrodomestici grandi ha arrestato il suo calo, registrando solo lo 0,2 di flessione; di contro, il mercato degli elettrodomestici piccoli continua la sua decrescita, con il -1,3%. Il comparto dell’elettronica di consumo prosegue nel 2013 la propria decrescita, registrando una flessione del 22,5%; anche il comparto fotografico continua a vedere nettamente negativi, con il -18,1% di fatturato. Il mercato della telefonia registra la migliore performance tra i settori dei beni durevoli monitorati dall’Osservatorio, grazie al suo +9,6%; buone nuove anche dal mercato dell’informatica, che dopo la flessione dello scorso anno ricomincia a vedere numeri positivi (+4%). Cala, infine l’home confort: dopo l’importante crescita registrata lo scorso (grazie all’eccezionalità del clima) quest’anno vede un’importante contrazione del 14%, che porta i valori del fatturato a livelli inferiori di quelli di due anni fa.

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XXVIII edizione del Salone del Franchising di Milano: i visitatori crescono del 4%

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Ottimi i numeri della 28esima edizione del Salone del Franchising di Milano, mostra organizzata da RDS & Company con Fiera Milano dedicata all’innovazione nel retail e alle nuove idee per la distribuzione di questo importante settore anticrisi. Sono stati, infatti, oltre 13.500 i visitatori, con un aumento del 4% rispetto all’edizione dell’anno passato: numeri che confermano la dinamicità di questo mercato che ha visto una proposta espositiva di oltre 200 brand.

 
Il franchising, un settore di mercato che continua a tenere a dispetto della situazione economica generale, rappresenta circa l’1,2% del Pil italiano. I marchi in franchising presenti in Italia sono 940 nel 2013 con un incremento di circa il 4% negli ultimi tre anni. A livello di punti vendita, in Italia sono oltre 52 mila i negozi che operano con il modello franchising pari circa a un 7% dei punti vendita al dettaglio in Italia. In forte crescita anche i dati sull’internazionalità del franchising: soprattutto di catene italiane che si sviluppano all’estero. Sono quasi 8 mila i punti vendita all’estero sviluppati da brand  italiani; il 13% dei punti vendita appartenenti a catene franchising italiane sono al di fuori del paese di origine. E l’interesse del mercato estero è stato testimoniato anche nell’edizione 2013 del Salone che ha fatto registrare la presenza di numerosi buyer esteri (Cina e Finlandia presenti con due delegazioni), arrivati da una decina di Paesi (tra cui Turchia, Corea, Francia, Spagna, Tunisia, Marocco e India).
Grande successo ha avuto Franchising School, l’iniziativa, inserita all’interno del Salone, dedicata al visitatore venuto in fiera con l’obiettivo di avvicinarsi al mondo del franchising per mettersi in proprio e che ha coinvolto oltre 500 visitatori. Molto interesse anche per Franchising Factory, un servizio di consulenza gratuita per i visitatori attivo nei giorni del Salone con una serie di desk dove vari professionisti del settore hanno accolto sia chi ha un’idea e vuole diventare franchisor, sia di chi vuole diventare franchisee. “I numeri delle presenze di questa edizione del Salone Franchising Milano” ha sottolineato Antonio Fossati, presidente di RDS & Company, “confermano la qualità di questo mercato in un difficile periodo storico: il franchising è un settore anticrisi. Il franchising è al servizio dell’imprenditore e rende più facile avviare un’impresa. È vero però che il franchising non rappresenta una scorciatoia per chi vuole fare impresa; richiede investimenti, ma soprattutto competenze. E su questo ultimo tema che abbiamo investito molto durante questa edizione del salone, che è diventato un polo di incubazione e di formazione straordinario e sono felice che il successo di adesioni a Franchising School e Franchising Factory ci abbia dato ragione”.

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Nielsen: in Italia calano fiducia e consumi, positivo il poco indebitamento

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Gli italiani faticano a riacquistare fiducia e i consumi soffrono ancora. Questa la fotografia che emerge dall’ultima Global Survey Nielsen sull’indice di fiducia dei consumatori e sulle intenzioni di spesa” realizzata tra il 13 e il 31 maggio 2013, che ha misurato l’indice di fiducia dei consumatori, le maggiori preoccupazioni e le intenzioni di spesa tra più di 29.000 intervistati online.

 

L’Italia, nella classifica europea della Global Servey, si posiziona in terz’ultima posizione a 41 punti, dopo la Croazia (45) e prima del Portogallo (33). L’indice si mantiene dunque in linea con il dato registrato nello stesso periodo del 2012, seppure in leggero calo (1 punto) rispetto ai primi tre mesi di quest’anno; tuttavia, i 41 punti italiani si posizionano ben al di sotto della media europea (71 punti) e globale (94). Il 57% degli italiani, infatti, non prevede, in relazione alla crisi economica, un miglioramento nel corso dei prossimi 12 mesi (contro il 64% della media europea); nel primo trimestre 2013 il dato si attestava sul 54%, nello stesso periodo del 2012 era il 53%. Solo l1% degli italiani (uguale il dato europeo) prevede nei prossimi mesi un possibile superamento della crisi, mentre il 32% rimane incerto (26% europeo). Sul fronte delle prospettive lavorative il dato è eclatante: il 93% (contro il 72%) la situazione è considerata negativa/pessima, mentre solo il 5% le considera buone (23% europa). La preoccupazione più pressante degli italiani rimane proprio legata al lavoro (26%, 17% europa), dato però leggermente in calo rispetto al primo trimestre. Al secondo posto c’è la crisi economica (13% come a livello europeo), seguono poi i debiti (9%) e l’educazione dei propri figli (8%). La situazione politica è la preoccupazione più importante per il 7% (solo 2% in Europa).
Questo non è il momento giusto per fare acquisti: lo pensa l’89% degli europei, contro il 70% degli italiani. Comunque, ben il 37% degli italiani dichiara di risparmiare, ovviamente dopo aver affrontato tutte le spese essenziali. Tuttavia, sono in molti a non riuscire a risparmiare nulla, dato che si attesta al 27%; il trend italiano denota quindi ancora una fase di difficoltà per le tasche dei nostri connazionali, per via dell’innalzamento continuo dei prezzi a fronte della diminuzione degli stipendi. Chi non risparmia preferisce spendere soprattutto in abbigliamento (25%), in vacanze (23%), in intrattenimento fuori casa (21%) o manutenzione della casa stessa (9%). Importante dato risulta essere quello relativo a mutui/prestiti, laddove solo il 14% degli italiani deve far fronte a impegni finanziari contratti, contro il 26% europeo. E, per continuare a far fronte (debiti o no) a tutte le spese, ben l’81% degli italiani dichiara di aver modificato i propri comportamenti di spesa, di aver tagliato i pasti fuori casa (68%), l’abbigliamento (68%) e l’intrattenimento (60%). “Il quadro economico europeo, finché la situazione finanziaria non si sarà stabilizzata, rimane incerto”. Lo ha dichiarato Roberto Pedretti, Amministratore Delegato di Nielsen Italia. “La costante crescita dei tassi di interesse ostacola i fenomeni di ripresa, incidendo pesantemente anche sulla domanda negli acquisti per la casa e sulle spese di una certa rilevanza. Queste condizioni piegano il calo dell’indice di fiducia nella metà dei Paesi europei nel secondo trimestre dell’anno, Italia compresa. In particolare le rilevazioni a livello nazionale evidenziano un sentiment particolarmente negativo sulla recessione, da cui non si vede ancora via d’uscita, a preoccupazione sempre alta per la sicurezza lavorativa e un calo dei consumi piuttosto sostenuto, soprattutto rispetto al trimestre precedente”.

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