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Appuntamento il 27/28 settembre con la 1° edizione italiana di SingularityU Italy Summit

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SingolarityU Italy Summit

Al via a Milano i lavori della prima edizione di SingularityU Italy Summit 2017. Presso il Centro Congressi Stella Polare di Rho (MI) parte oggi la due-giorni immersiva a cura di Singularity University, comunità globale di formazione e innovazione fondata nel 2008 nel centro di ricerca NASA a Mountain View, cuore della Silicon Valley californiana, che riunisce e mette in relazione tra loro influencer e innovatori provenienti da ogni parte del mondo e utilizza le tecnologie esponenziali per consentire a singoli individui e organizzazioni complesse di apprendere, fare rete e innovare utilizzando soluzioni acceleranti e tecnologie semplificanti.

SingularityU Italy Summit, format collaborativo itinerante già ospitato con successo in 16 paesi, è alla sua prima edizione italiana e rappresenta una finestra sul futuro possibile e realizzabile con il contributo di ogni individuo nel proprio ambito, un momento di confronto per diventare artefici in prima persona del cambiamento a beneficio dell’intera comunità, un punto di vista originale su tutto ciò che può migliorare la qualità della nostra vita quotidiana, della comunità e dell’ambiente in cui viviamo e lavoriamo. Il Summit si propone di rivoluzionare completamente i paradigmi mentali dei partecipanti e rinnovare i singoli punti di vista sulle nostre origini, sul nostro percorso futuro e su ciò che è possibile realizzare per rispondere alle grandi sfide che attendono l’umanità.

Numerose le tematiche in agenda a elevato tasso di innovazione, con interventi e workshop che spaziano dall’ambito scientifico a quello economico-finanziario, dall’etica ai nuovi modelli di sviluppo sostenibile, dall’autoimprenditorialità alle nuove frontiere dell’apprendimento. Un dibattito assolutamente inedito in Italia, protagonisti ventuno tra esperti di fama internazionale, innovatori e influencer provenienti da tutto il mondo, che si alternano nei due giorni di Summit parlando di intelligenza artificiale, automazione, robotica, nanotecnologie, medicina d’avanguardia, neuroscienze, biotecnologia, energie rinnovabili, benefit corporation, blockchain, istruzione e didattica digitale.

Tra gli interventi di un programma denso e articolato, David Orban, Presidente di SingularityU Italy Summit, businessman, guru visionario, saggista, blogger, speaker d’eccezione, una figura unica e carismatica nel panorama mondiale degli innovatori, spiega come affrontare le sfide della globalizzazione attraverso la decentralizzazione e le tecnologie esponenziali.
Neil Harbisson porta, invece, la propria, personalissima e straordinaria esperienza, raccontando cosa significa vivere la tecnologia in prima persona, in una parola, cosa significa “essere la tecnologia”. L’artista inglese è il primo cyborg ufficialmente riconosciuto dal momento che, per sopperire a un’incapacità congenita di distinguere i colori, ha un’antenna impiantata nella testa che gli permette di sentire lo spettro cromatico.

E ancora, Chiara Burberi, co-autrice de “Le ragazze con il pallino per la matematica”, appassionata di education, women empowerment e gender diversity, illustra come la didattica digitale possa ridisegnare le modalità e gli schemi tradizionali sia per insegnare sia per apprendere. Riccardo Sabatini, scienziato e imprenditore, espone alcuni risultati della sua ricerca dedicata a combattere l’invecchiamento umano attraverso l’applicazione dell’apprendimento automatico alla genomica e alla salute, mentre David Roberts, pluripremiato come uno dei maggiori esperti mondiali in materia di tecnologie esponenziali, affronta il delicato tema dell’etica e della responsabilità sociale applicate, pensando alla tecnologia come al fattore dirompente che possa segnare la differenza e avere un impatto positivo e concreto sulla vita di miliardi di persone e su temi fondamentali come la sicurezza, la salute e il bisogno di un’alimentazione adeguata.

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IF! Italians Festival: la creatività “sovversiva” va in scena a Milano dal 26 al 30 settembre

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If! Italians Festival, creatività

Dal 26 al 30 settembre, la migliore creatività internazionale va in scena al Teatro Franco Parenti di Milano con la quarta edizione di IF! Italians Festival, organizzata e promossa dall’Art Directors Club Italiano e ASSOCOM, in partnership con Google. Un’edizione all’insegna delle novità. Il format dell’evento, completamente rinnovato, si snoderà su 5 giorni (uno in più rispetto al 2016) con i primi due interamente dedicati alla formazione, sviluppata sui due focus specifici “Digital & Tech” e “Arts & Craft”.

I primi due appuntamenti, entrambi appartenenti al ciclo IF! LECTURE “Arts & Craft”, vedranno il musicista e scrittore Rocco Tanica e lo sceneggiatore e autore tv Walter Fontana vestire eccezionalmente i panni dei docenti con “Scrivere una canzone (non necessariamente bella)” e “Far ridere per vivere”. Oltre a Rocco Tanica e Walter Fontana, numerosi ospiti hanno già confermato la loro partecipazione a IF!. Tra questi il popolare conduttore e autore radiofonico e televisivo Nicola Savino, la designer spagnola Patricia Urquiola (in coppia con Federico Pepe, artista e direttore creativo esecutivo dell’agenzia DLVBBDO), il designer francese Sam Baron (Creative Director di Fabrica), l’imprenditore Marco Boglione (BasicNet), Michelangelo Tagliaferri (Accademia di Comunicazione), Paolo Troilo, artista, pittore ed ex pubblicitario di successo e l’ex pornodivo Franco Trentalance in coppia con Sergio Spaccavento (Executive Creative Director di Conversion).

Il giallista Aldo Costa, il digital artist Fabio Timpanaro, il disegnatore e storyboard artist Cristiano Spadavecchia, il creativo Francesco Guerrera, l’illustratore Lorenzo Petrantoni e l’agente letterario Silvia Donzelli. Ma anche Davide Gomba, CEO di Officine Innesto/Casa Jasmina, Marco Filatori, fondatore del Teatro del Battito, il regista Matteo Bellizzi (Bottega Miller) e un team di esperti professionisti di Google e dell’agenzia creativa We Are Social.

È lo straordinario panel di docenti e artisti formatori che martedì 26 settembre e mercoledì 27 settembre, saranno protagonisti delle due giornate pre-evento interamente dedicate alla formazione di IF! Italians Festival, la rassegna dedicata alla creatività nell’ambito della pubblicità e della comunicazione in Italia promossa da ADCI e ASSOCOM in partnership con Google e con il patrocinio del Comune di Milano.

Durante la prima giornata di martedì 26, dedicata al tema “DIGITAL & TECH”, all’interno del Teatro Franco Parenti saranno trattati argomenti più tecnici legati al mondo del digitale come nel workshop curato da Google dal titolo “Principi base di Adwords e Pubbicità Video” che permetterà ai partecipanti di sostenere l’esame per ottenere la certificazione professionale Google Adwords. O nei due workshop curati dal team di We Are Social dal titolo “Social Content e Distribuzione: i contenuti migliori al servizio dei target corretti” e “Ideas Powered by People”; e nei workshop curati dal content partner Adobe Stock (con Fabio Timpanaro) sulle tecniche avanzate nell’industria del digital imaging e dall’education partner Officine Innesto/Casa Jasmina (con Davide Gomba) sull’utilizzo dei Chatbot su Facebook Messenger.

Mercoledì 27 settembre spazio invece allearti e ai mestieri (“ARTS & CRAFTS”) con il ritorno a IF! di Rocco Tanica che terrà una speciale lecture dal titolo “Come scrivere una canzone (non necessariamente bella)”, lo sceneggiatore e autore tv Walter Fontana, che spiegherà come “Far ridere per vivere”, il giallista Aldo Costa, che con “E poi c’è il delitto. Appunti di un giallista seriale” fornirà le basi per capire come scrivere un giallo, il regista Marco Filatori (Teatro Del Battito) che sul palco della sala Motherboard insegnerà alcune delle tecniche base dell’attività teatrale per rendere più efficaci le presentazioni creative. E molti altri.

“Io credo che dalla cultura e dall’ispirazione possa nascere un futuro migliore per il nostro mercato. La formazione riveste, in tal senso, un ruolo fondamentale, e quest’anno ha fatto un salto di qualità assoluto, portandoci ad aggiungere una giornata al Festival. Inoltre molti degli appuntamenti in programma non sono acquistabili in altri contesti, e molti altri sono proposti ad IF! a costi assolutamente accessibili e competitivi”, ha affermato il Presidente di ASSOCOM, Emanuele Nenna, tra gli organizzatori dell’evento.

Tra gli appuntamenti in programma, anche i corsi formativi (in lingua inglese) che IF! proporrà durante le due giornate di apertura al pubblico (venerdì 29 e sabato 30 settembre) – nelle sale LAB e FACTORY del Teatro – curati in collaborazione con partner internazionali come la Berlin School of Creative Leadership, l’israeliana Mindscapes, la Pi School – School of Creative Entrereneurship e The One Club for Creativity di New York.

 

Per il quarto anno consecutivo, Google è vicino al mondo dei creativi italiani per promuovere la collaborazione tra creatività e tecnologia. Quest’anno la presenza di Google a IF! avrà un duplice valore: ispirare verso le ultime tendenze tecnologiche, sempre più alla base delle strategie comunicative, e offrire strumenti pratici sull’uso delle proprie piattaforme, DoubleClick e YouTube. Oltre a speaker d’eccezione come Ben Jones (Google Creative Director), Shuvo Saha (Director Google Digital Academy) e Pedro Pina (Global Client Partner Google), tra le attività in programma nella nuova edizione del festival sono già confermati i workshop tematici e il premio “Best Use of YouTube” all’interno degli ADCI Awards. La cinque giorni milanese verterà il suo ricco e articolato programma intorno al tema #sovvertire: “Sovvertire. Rovesciare la visuale, ribaltare il paradigma. Cinema, moda, letteratura, musica, arti grafiche e visive per elaborare nuove connessioni, ispirare, educare e comunicare imprimendo nuova potenza relazionale ai brand, ai loro prodotti e servizi. Arte applicata e tecnologia per sovvertire il sistema e indicare la strada a una nuova generazione di creativi e di brand”.

Tra i numerosi eventi in programma anche la nuova edizione degli ADCI Awards, dal 1985 punto di riferimento per la creatività e la qualità nella comunicazione pubblicitaria in Italia, la cui premiazione, con la regia di Samuele Franzini (Fondatore di Souldesigner™e SWARM Hybrid Design Lab & Hackademy), si svolgerà nella serata conclusiva di IF! in programma sabato 30 settembre.

Per acquisto ticket IF! Master&Workshop: https://www.italiansfestival.it/workshop/

(l’acquisto del singolo corso formativo non include l’ingresso al festival / 3 Days Pass che va acquistato separatamente).

 

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Fieg e Ferpi per un giornalismo possibile: presentato a Roma il libro sul brand journalism

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Fieg e Ferpi

Quale sarà il futuro del giornalismo, tra la sua forma più classica e tradizionale e le neonate forme del comunicare nell’era digitale? Lo hanno indagato Fieg e Ferpi, che hanno organizzato ieri a Roma, nella sede della Federazione editori, il convegno “Fieg e Ferpi sulle derive attuali dell’informare e del comunicare”. Tutti legati al mondo della comunicazione i protagonisti: Fabrizio Carotti, Direttore generale FIEG; Daniele Chieffi, Consigliere Nazionale FERPI e Head of Digital PR ENI, moderatore dell’incontro; Andrea Falessi, Direttore Relazioni Esterne OPEN FIBER; Paolo Iammatteo, Responsabile Comunicazione Poste Italiane. Lo spunto è nato dalla presentazione del manuale di Diomira Cennamo e Carlo Fornaro, naturalmente presenti all’evento, “Professore Brand Reporter. Brand journalism e nuovo storytelling nell’era digitale”, edito da Hoepli: “una sistematizzazione accurata” così Fabrizio Carotti, “dei temi trattati e un’analisi non superficiale delle nuove tendenze in atto”.

Carotti nella sua introduzione fornisce alcuni dati di sintesi sulla situazione dell’editoria oggi. I ricavi della stampa in 10 anni si sono dimezzati: un dato che incide sulla sostenibilità economica delle imprese che fanno informazione professionale e che hanno necessità di fare investimenti. Negativo anche il trend degli investimenti pubblicitari sui giornali, il 2016 sul 2015 registra una riduzione per i quotidiani del 7% e per i periodici del 4%. La diffusione dei primi 5 mesi del 2017 (dati Ads) per i quotidiani è scesa del 10% e per i periodici dell’6%. L’ultimo dato riguarda la quota di mercato della pubblicità: a fronte di una raccolta pubblicitaria dell’insieme della stampa quotidiana e periodica di 1 miliardo e 150 milioni, c’è quella, solo stimata peraltro, degli Over the top, superiore ai 2 miliardi e 400 milioni e tendenzialmente in crescita.

C’è quindi l’esigenza, sostiene Carotti, di regole valide per tutti per un mercato che sia realmente competitivo e c’è l’esigenza, soprattutto, di un’adeguata tutela del diritto d’autore on line al fine della valorizzazione dei contenuti editoriali di qualità. In mancanza di questo non è possibile fare investimenti e garantire un prodotto professionale. Si valutano positivamente le recenti misure sul settore, come quella del credito d’imposta sulla pubblicità incrementale su stampa e su radio e tv locali e della liberalizzazione della rete di vendita. Il recente “Libro Bianco sulla comunicazione digitale” realizzato da Fieg, Upa e altre sei associazioni della comunicazione, sarà elemento fondamentale di guida per la trasparenza del mercato digitale. Quanto alla figura del “Brand reporter” descritta nel libro, Carotti immagina che sia una delle figure che potrebbero, avendo chiaro il legame diretto tra la realtà della notizia e i suoi effetti economici, di preservare e spiegare l’importanza della notizia che garantisca qualità e veridicità.

Anche per Andrea Falessi l’etica è un aspetto fondamentale. L’azienda ha una grande responsabilità quando deve comunicare il valore di un prodotto o di un servizio. Davvero qui il fact checking è rigoroso. Ma soprattutto le aziende possono fare brand journalism quando seguono un percorso vero di sostenibilità reale e concreta che consenta loro di presentare un prodotto o servizio altrettanto sostenibile. Da un punto di vista deontologico quindi – ha detto Falessi – serve un livello alto di utilizzo dei social media. E ha voluto anche sottolineare il taglio interessante di questo dibattito, che nasce da un libro che si concentra appunto sul brand journalism, sulla capacità e possibilità cioè di raccontare le aziende attraverso forme di comunicazione giornalistica o di narrativa tipicamente giornalistica. Qualcosa di estremamente innovativo che mette insieme la competenza e la professionalità del giornalismo, la capacità di aggregare valore intorno alle aziende e la necessità di essere sufficientemente trasparenti e credibili per farlo senza essere derivi. Un bel compito, qualcosa di nuovo da studiare e da approfondire.

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Superbrands promuove la brand sustainability con un convegno a Roma Tre

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Superbrands Convegno

Superbrands, l’iniziativa che aggrega le eccellenze di brand ed offre una piattaforma di comunicazione per valorizzarne l’immagine agli occhi di stakeholders, clienti e consumatori, promuove il Convegno “brand sustainability, l’imperativo della crescita sostenibile” che si terrà venerdì 31 marzo a partire dalle h. 14.00 presso la sede della Facoltà di Economia dell’Università ROMA TRE.

Sempre più persone sono oggi convinte che le marche debbano giocare un ruolo determinante nel proporre soluzioni che tengano conto degli aspetti ambientali e sociali oltre che del proprio rendiconto economico.

Oggi ai brand si chiede di essere sempre più aperti e trasparenti nella gestione delle proprie pratiche commerciali e di marketing e di saper coinvolgere i propri pubblici in un’ottica di dialogo ed engagement in modo da produrre risultati di valore per la società e il pianeta.

Costruire la reputazione di un brand passa quindi sempre più dall’avere chiara la responsabilità che si assume sul mercato, dall’identificare uno scopo (“purpose”) che coinvolga i propri pubblici e abbia un impatto determinate sulla loro qualità della vita, dal prendere posizione e affrontare tematiche sociali e ambientali di interesse comune e anche dalla capacità di investire con convinzione sulla comunicazione a sostegno delle proprie scelte di responsabilità sociale.

Questo richiede la profonda consapevolezza dell’impegno necessario per distinguersi con l’innovazione, l’autenticità e la responsabilità delle proprie scelte, che sono drivers fondamentali dell’essere Superbrands.

Durante l’incontro ascolteremo dalla viva voce di alcuni Superbrands come affrontano le nuove sfide della marca in un contesto in cui il tema della sostenibilità diventa sempre più rilevante: quali scelte strategiche ed organizzative hanno attuato, quali nuovi paradigmi stanno mettendo in pratica, quali strumenti di comunicazione privilegiano per comunicare coi loro pubblici.

I protagonisti dell’incontro, rappresentati dagli autorevoli manager che ne testimoniano l’impegno per la brand sustainability saranno: 3M, Aran Cucine, Coca Cola, Enel, Fattorie Osella e Vaillant.

“La sostenibilità non è più un mero elemento per differenziare il brand e gestire in modo più agevole i complessi rapporti con gli stakeholders. La marca oggi deve garantire di aver fatto tutto il possibile per ridurre al minimo gli effetti negativi sull’ambiente e la società. La responsabilità sociale è la scelta indispensabile per un brand che vuole guadagnarsi il rispetto delle persone per il modo con cui contribuisce attivamente a plasmare un futuro migliore. I Superbrands sanno che il loro valore passa in modo determinante da come riescono a prendersi oggi la responsabilità del nostro domani”, ha spiegato Sergio Tonfi, Editor Superbrands.

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Superbrands promuove “Marketing 3.0: il futuro della marca nell’era dei social media”

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Superbrands, l’iniziativa che certifica l’eccellenza dei grandi brand e offre una piattaforma di comunicazione per valorizzarne l’immagine agli occhi di stakeholders, clienti e consumatori, promuove il Convegno “MARKETING 3.0: il futuro della marca nell’era dei social media” che si terrà martedì 24 novembre a partire dalle h. 15.00 presso la prestigiosa sede dell’Università Carlo Cattaneo LIUC di Castellanza.
In un contesto in cui marketing e comunicazione vivono momenti di profondo ripensamento, il convegno si propone come stimolo concreto per approfondire il significato del valore di marca come asset strategico fondamentale per continuare a costruire relazioni significative coi propri pubblici ed avere successo sul mercato.
Lo tsunami del web ha travolto e sconvolto le tradizionali conoscenze e competenze del marketing, ma anche in preda alla sempre più esasperata frammentazione dei media e all’esplosione di contenuti generati spesso dagli stessi utenti, il brand resta l’indispensabile bussola di orientamento per le scelte di un consum–autore più empowered, ma anche più frastornato e confuso dalla ridondanza che caratterizza ciò che accade nel mercato, dove l’eccesso di offerta prevale spesso su una domanda sempre più sfuggente e distratta.
Saper costruire la forza di un brand nell’era digitale, passa ancora una volta dalla capacità di comprendere quali siano i modelli di relazione e di consumo emergenti per essere in grado di generare nuove attrattività che rendano il proprio brand magnetico per il proprio pubblico.
Chi ci riesce, entra nell’elite dei “Superbrands”, le “super” marche” capaci di entrare emotivamente nei cuori e nei sogni di clienti e consumatori distinguendosi con la qualità, l’affidabilità e la rilevanza dei prodotti e delle soluzioni che propongono sul mercato.
I Superbrands protagonisti dell’incontro con gli studenti, i docenti e i numerosi ospiti previsti all’incontro saranno: BMW, CheBanca!, Disney, Simply Market, Sottilette e Zucchetti.
Dalla loro viva voce si genererà una guida ragionata di come si possano affrontare le nuove sfide del marketing e della comunicazione: quali scelte strategiche ed organizzative occorre effettuare, quali nuovi paradigmi mettere in opera, quali strumenti di comunicazione privilegiare.
Una guida basata su fatti concreti ed esempi di successo tratti dall’esperienza di chi lavora ogni giorno per essere Superbrands.

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Incontro Assorel a Roma sul futuro delle PR. Appuntamento al 22 ottobre

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L’attuale è una fase di cambiamento e innovazione per la professione delle Relazioni Pubbliche: di qui nasce l’esigenza, da parte delle agenzie del comparto, di confrontarsi e di condividere le prospettive del futuro della professione. A tale scopo Assorel ha convocato un incontro a Roma, giovedì 22 ottobre 2015, aperto ai soci ma anche – ad inviti – ad altre agenzie di PR. In tale sede si esamineranno, oltre alle linee di sviluppo e le iniziative dell’Associazione per il biennio 2016/2017, anche i nuovi modelli organizzativi delle agenzie , il confronto professionale e generazionale tra i “nativi digitali” e non, la crescente integrazione tra le diverse forme di comunicazione, l’impatto del digitale e dei Social Media e le rinnovate esigenze in ambito formativo, variabili che si accompagnano al ruolo che Assorel può ricoprire in questo periodo di trasformazione e le sue possibili convergenze con le altre Associazione del settore.
Il progetto è stato definito nella recente riunione del Consiglio Direttivo dell’Associazione (nelle foto il presidente Alessandro Pavesi), tenutosi l’8 luglio scorso che ha esaminato lo stato di avanzamento dei progetti a suo tempo approvati: il “18° Premio Assorel” a cui stanno affluendo numerose domande di partecipazione, la partnership con il Centro per la cultura d’impresa, il programma di Assorel Academy 2015/2016 e le iniziative per le regolamentazione delle gare pubbliche e private.

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Astarea traccia il profilo dei “Lohas” italiani al Salone della CSR e della Innovazione Sociale

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I Lohas (acronimo dall’inglese « Lifestyles of Health and Sustainability”) costituiscono quella parte della popolazione orientata alla Sostenibilità sia a livello culturale sia nei comportamenti della vita quotidiana.
Più diffusi negli Stati Uniti e in alcuni paesi europei come la Germania, condividono un modello di vita che coniuga attenzione alla salute e rispetto dell’ambiente. Negli USA i Lohas sfiorano il 20% della popolazione; con i loro acquisti hanno inferto una sterzata decisiva ai fatturati dei prodotti organici, a Km0, alle Imprese con comportamenti etici. Si stima in 290 miliardi di dollari il fatturato dei loro acquisti in prod0tti alimentari, edilizia Green, mobilità.

L’istututo di ricerche di marketing Astarea ha presentato il profilo dei Lohas “italiani” al Convegno della CSR e della Innovazione Sociale, tenutosi a Milano l’8 ottobre. Le evidenze, basate sulla ricerca Astarea “Indietro non si torna” sulle strategie di consumo e di acquisto degli italiani, oggi e nel prossimo futuro, mostrano che in Italia i Lohas sono circa il 15% della popolazione: un target consapevole, critico, determinato nei suoi consumi, ma non frugalista, ben diffuso territorialmente, in maggioranza composto da donne, di un buon livello socio-culturale, con una significativa presenza di imprenditori, liberi professionisti, quadri intermedi e insegnati.

I Lohas si differenziano notevolmente dal resto della popolazione per un maggior consumo di alimenti naturali: dalla frutta e verdura, ai prodotti Bio, ai cosmetici senza parabeni, petrolati e nichel, agli alimenti ricchi di fibre, ai capi di abbilgiamento in fibra naturale.

Sono molto più orientati verso i canali di vendita diretti e di prossimità come i Farmer market, la vendita di prodotti a Km 0, la partecipazione ai Gruppi di acquisto solidale, ma anche verso i negozi specializzati o le botteghe del quartiere – esprimendo quindi un forte orientamento al consumo di qualità e non certo pauperista.
Sono “champion”, ovviamente, nei comportamenti anti-spreco come l’attenzione alle risorse domestiche -acqua ed energia- o al contenimento degli sprechi di cibo, e più forti sostenitori delle formule alternative all’uso dell’auto di proprietà, come il Car sharing, il Car Pooling, Van Pooling, il Bike Sharing.

Per loro, l’interesse alle forme di scambio o condivisione si allarga dalla sfera privata anche a fenomeni di innovazione sociale come il Co-housing, l’Equity Crow Funding o alcune forme di Welfare aziendale, per i quali esprimono un atteggiamento più positivo rispetto al resto della popolazione.

I Lohas Italiani, pur dimostrando più ottimismo degli altri riguardo il futuro della propria situazione economica, esprimono una capacità anche maggiore di mobilitare le diverse tattiche di spesa orientate al risparmio ( lista accurata della spesa, uso delle carte fedeltà, confronto tra i prezzi, etc..); d’altra parte, sono anche più evoluti nell’acquisto digitale e nel social shopping (e.commerce, partecipazione a Gruppi di acquisto on line, utilizzo dello smartphone per gli acquisti).

Ma, infine, quale atteggiamento assumono i Lohas nei confronti ?

I Lohas, infine, sono ben orientati nei confronti dei comportamenti economicamente, ambientalmente e socialmente sostenibili delle Imprese (sui 12 paramentri di sostenibilità verificati nella ricerca), e nessuno dimostra indifferenza a questo tema (contro il 10%-15% della popolazione). Un po’ meno degli altri (intorno al 45% rispetto al 50%) si dichiarano orientati ad acquistare il prodotto di un’Impresa “sostenibile” a parità di prezzo rispetto ad altre marche. La quota dei Lohas disponibili a pagare un po’ di più si allinea a quella della popolazione (15-20%), ed è superiore solo in pochi casi; invece, sono sistematicamente più numerosi rispetto alla popolazione i Lohas disposti ad acquistare i prodotti di un’Impresa con comportamenti sostenibili, ma pagando di meno: 30% di media sui diversi item, rispetto al 20% circa della popolazione.
Paradossalmente, ma non tanto, al crescere della cultura personale sulla Sostenibilità non aumenta l’orientamento a “acquistare” Sostenibilità a maggior prezzo, anzi per certi aspetti diminuisce. Il paradosso esprime in realtà una propria logica: i consumatori evoluti e consapevoli considerano ormai la Sostenibilità un “Must” per le Imprese, non un nice to have o tanto meno un elemento solo finalizzato a rafforzarne la Reputation. Implicita, la convinzione che un’impresa Sostenibile sia tale anche in quanto favorisce i consumatori, ad esempio dal punto di vista dell’impegno economico nell’acquisto.

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La Rai a Milano, appuntamento al Grattacielo Pirelli con la fondazione Paolo Grassi

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Qual è il rapporto tra la Rai e Milano? Un’annosa questione che ritorna d’attualità, in vista dell’imminente appuntamento internazionale di Expo 2015. La Fondazione Paolo Grassi di Milano con il Convegno nazionale “La Rai e Milano“ in programma venerdì 6 giugno al Grattacielo Pirelli – dalle ore 9.30 alle 18.30 – rilancia la discussione sui temi caldi legati all’autonomia e al coinvolgimento della città nelle produzioni della Tv di Stato.

Il valore del sistema culturale e creativo di Milano, in rapporto alla produzione audio televisiva e l’Expo 2015, durante il quale Milano sarà il centro di un dibattito globale di economia, scienze, società e sviluppo sono gli argomenti attorno ai quali sono stati invitati a discutere rappresentanti politici, operatori del settore, intellettuali, membri del management Rai e del gotha creativo milanese. Le domande sono semplici: è possibile sciogliere le riserve su una nuova autonomia di Rai Milano? Come si intende affrontare la sfida mediatica di Expo 2015 del prossimo futuro? La Rai e Milano sono pronte a condividere risorse finanziarie e creative?

Interverranno: Davide Rampello – Presidente della Fondazione Paolo Grassi, Stefano Rolando – Università IULM, Carlo Tognoli già Sindaco di Milano e parlamentare, Luigi Mattucci – già direttore RAI e presidente Raisat, Riccardo Puglisi e Peppino Ortoleva, Università di Pavia e Torino; Giovanna Maggioni – Direttore Generale UPA, Fiorenzo Grassi Teatro Elfo Puccini, Franco Iseppi – Touring Club, Giangiacomo Schiavi – Vicedirettore Corriere delle Sera, Roberto Serafini, Responsabile Centro Produzione RAI Milano, Antonio Pilati – consigliere Rai, Fabio Pizzul- consigliere PD, Sergio Escobar – direttore del Piccolo di Milano, Piero Bassetti – presidente Globus e Locus, Don Davide Milani, responsabile della Comunicazione Diocesi Milano, Giovanni Azzone – Rettore del Politecnico di Milano, Armando Branchini Vice Presidente Fondazione Altagamma, Paolo Gentiloni – Parlamentare PD, Paolo Romani capo gruppo FI al Senato.

Chiudono l’intensa giornata di discussione. aperta al pubblico, Roberto Maroni, Presidente della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, Presidente Consiglio Regione Lombardia, Giuliano Pisapia (Sindaco di Milano) e Luigi Gubitosi (Direttore Generale Rai).

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Il futuro è dell’IoT: al convegno del Politecnico di Milano focus e dati sul futuro della connettività

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IoT chiave di volta per il futuro del mercato: questo quanto emerge dai dati diffusi dal Politecnico di Milano durante il convegno “Aziende, Consumatori, Cittadini: cresce l’Internet of Things”, tenutosi all’Aula De Carli presso il suo Campus Bovisa del Politecnico di Milano.
Nel 2013 in Italia si contano 6 milioni di oggetti interconnessi tramite mobile, in aumento del 20% rispetto al 2012. Il valore del mercato delle soluzioni Internet of Things basate su rete cellulare raggiunge i 900 milioni di euro, con una crescita dell’11%, in controtendenza rispetto alla flessione registrata dal mercato ICT. Tra gli ambiti in maggiore espansione, si segnalano in particolare quello della Smart Car, con oltre 2 milioni di auto connesse e un fatturato in crescita del +35%, e della Smart Home & Building in cui, oltre alla soluzioni tradizionali, si affermano nuove applicazioni orientate direttamente al consumatore. La Smart City rimane uno dei principali campi di sviluppo dell’Internet of Things, ma in Italia l’impiego rimane ancora circoscritto a poche applicazioni dai ritorni certi, in particolare nell’illuminazione pubblica e nella raccolta dei rifiuti.
Nello specifico, il 47% del totale degli oggetti interconnessi via rete cellulare in Italia è costituito da autovetture (Smart Car), il 26% da applicazioni di Smart Metering e Smart Asset Management nelle Utility, il 10% da applicazioni di Smart Asset Management in altri contesti come il monitoraggio di gambling machine e ascensori (+18%), il 9% di Smart Home & Building, il 5% di Smart Logistics e il 2% di Smart City & Smart Environment. Anche analizzando il fatturato complessivo, è lo Smart Car l’ambito che evidenzia il maggiore tasso di crescita (+35% rispetto al 2012) e che costituisce la quota più importante: con il 31% del valore totale del mercato delle soluzioni Internet of Things, supera lo Smart Home & Building (21%). A breve distanza, si collocano le soluzioni di Smart Metering e Smart Asset Management nelle Utility (19%), seguite quelle di Smart Logistics per il trasporto (13%) e dalle altre applicazioni di Smart Asset Management (8%). Il 73% del valore di mercato (circa 660 milioni di euro) deriva da soluzioni basate interamente su rete cellulare, mentre il restante 27% è legato invece a soluzioni “miste”, che vedono l’impiego di altre tecnologie – come ad esempio Power Line Communication o tecnologie radio – per la raccolta dei dati dal campo.
La Smart City rimane uno dei principali campi di applicazione dell’Internet of Things. Ad oggi, però, in Italia, nonostante tante sperimentazioni, le applicazioni avviate sono ancora circoscritte a poche funzionalità dai ritorni certi. L’illuminazione pubblica intelligente rappresenta l’ambito trainante, con oltre 200 città che hanno installato applicazioni per il telemonitoraggio e il telecontrollo dei lampioni negli ultimi tre anni (13% delle applicazioni totali, 30% delle città analizzate), per un totale di oltre 400.000 lampioni connessi a fine 2013. Nel 2013, con 12 milioni di euro, l’illuminazione intelligente rappresenta il 18% del valore complessivo della Smart City in Italia. Seguono le applicazioni di raccolta rifiuti per l’identificazione dei cassonetti e il supporto alla tariffazione puntuale (13% delle applicazioni, 28% delle città analizzate).
Il finanziamento dei progetti per la Smart City farà necessariamente sempre più leva su forme di partenariato tra pubblico e privato: oltre un terzo dei progetti in Italia si basa ancora oggi su fondi provenienti da bandi UE o su finanziamenti erogati a livello nazionale, mentre all’estero si osserva un buon livello di diffusione di progetti che si appoggiano a modelli di partnership pubblico – privato (circa il 20%). È fondamentale allora ricercare le più opportune forme di collaborazione che abilitino nuovi modelli di business e consentano di attrarre i capitali privati anche nel contesto italiano. Il modello proposto dall’Osservatorio Internet of Things passa attraverso la realizzazione di una Smart Urban Infrastructure (SUI), un’infrastruttura di comunicazione costruita su scala locale e condivisa tra più applicazioni e pensata per oggetti con limitati requisiti di connettività e limitate risorse energetiche, che consente di risparmiare costi di investimento e operativi nella realizzazione di soluzioni per la Smart City. Grazie alla collaborazione dell’Amministrazione locale, la Ricerca ha testato la progettazione di una SUI per la città di Pavia e i risultati hanno dimostrato come proprio la collaborazione tra pubblico e privato sia la strada più promettente: nel modello di collaborazione indagato la municipalità concede l’utilizzo dei propri asset in forma agevolata al privato che investe e gestisce la Smart Urban Infrastructure, il privato riconosce al Comune tariffe favorevoli per la connessione dei propri oggetti intelligenti. Per il privato si riducono gli investimenti iniziali del 10-15% e i costi operativi del 25-35%, mentre per il pubblico si riducono i costi di utilizzo della SUI del 50-70%.

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ASAM (Univ. Cattolica), approccio “total” al customer journey. A gennaio parte l’Innovation Lab

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“I nuovi trend tecnologici stanno radicalmente cambiando l’ecosistema dell’impresa italiana e, al contempo, stanno dando vita a un nuovo consumatore con forti propensioni ad aspetti di interazione innovativa”. Così  Gianluca Meardi, Executive Director, Digital Trasformation Leader di PwC, stamattina nella sua relazione al convegno “Digital ROI – Tra digitale e tradizionale: il valore di un approccio “total” al customer journey“, organizzato da ASAM Associazione Studi Aziendali e Manageriali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. “Questi cambiamenti conducono le imprese a ripensare a una gestione coordinata delle attività che avvengono tramite canali digitali e tradizionali”, ha aggiunto Meardi, “un approccio “total” abilitato da una revisione integrata delle logiche di business e sostenuto da un adeguato modello organizzativo”. A seguire,  Matteo Cantamesse, Docente di Psicologia Sociale delle Comunicazione Mediata Università Cattolica ha parlato della rete come contesto di interazione e relazione sociale. “Essere fan di un brand sui social media sta cambiando significato: è come mettersi un distintivo sulla camicia”, ha spiegato. “Di fronte a fan del genere, sempre più autoreferenziali, occorre gestire la crasi tra comportamenti e possibilità”. “Parlare di rete sociale oggi”, ha concluso Cantamesse, “significa superare Facebook: i consumatori sono presenti in tante reti differenti. Per esplorarle serve un modello olistico incentrato non sul brand bensì proprio sul singolo consumatore”.

 

A integrazione del convegno, hanno esposto il proprio caso aziendale: Amedeo Guffanti, Partner & General Manager – 77Agency; Jesus Cubero Ayllon, Marketing Manager Italia, Francia, Portogallo e Malta – Burger King; Marco Magnaghi, Business Innovation Manager – Gruppo Amadori; Andrea Facchini, Chief Marketing Executive – Amplifon Group e Massimo Sturaro, Digital Office – Allianz. Le diverse modalità di operare con i mezzi digital per incrementare il ROI esposte dalle aziende hanno avviato una riflessione sull’utilizzo di internet per far crescere l’impresa che sarà alla base dell’Innovation Lab di ASAM dedicato a questi temi, che avrà lo scopo di indagare, approfondire e infine sintetizzare i diversi approcci alla valutazione del ritorno sugli investimenti delle azioni di marketing digitale. A partire dalle case history presentate dai partecipanti, si svilupperà una riflessione sulle metriche, i criteri di valutazione, l’impatto delle strategie e delle azioni, allo scopo di evidenziare best practices e definire strumenti di analisi e valutazione del ROI. L’Innovation Lab operativamente avrà inizio a Gennaio 2014 e vedrà Gianluca Meardi nelle vesti di Presidente, mentre il vicepresidente e il referente accademico saranno rispettivamente Andrea Facchini e Matteo Cantamesse.

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AGENZIE

A “Comunicare Domani” i nuovi modelli di business. Rinnovata la struttura di AssoCom

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Integrazione, digitalizzazione, apertura al dialogo: sono queste le parole chiave per le imprese di comunicazione del futuro e gli elementi portanti di un nuovo modello di business, necessario per uscire dalla crisi. AssoCom, Associazione Aziende di Comunicazione, ne discute a Comunicare Domani, il 26 giugno alle 10, nel Salone d’onore della Triennale di Milano, viale Alemagna 6.

“L’integrazione di competenze, a cominciare dal digital, è un elemento fondamentale per vincere le sfide di un mercato che è profondamente cambiato – afferma Stefano Del Frate, direttore generale di AssoCom – Per questo è necessario che anche le imprese della comunicazione cambino approccio, lavorando in sinergia, facendo networking, ponendosi come interlocutori solidi ed autorevoli di fronte ai loro stakeholder istituzionali, in Italia e in Europa. Un cambiamento di cui AssoCom si fa motore a cominciare dalla sua organizzazione interna, con importanti modifiche alla governance mutuate da esperienze europee di successo e sulle quali l’assemblea dei soci sarà chiamata ad esprimersi nel pomeriggio del 26 giugno”.
AssoCom invita a Comunicare Domani tutte le imprese, dalle agenzie alla committenza, per confrontarsi a partire dagli stimoli offerti da importanti esperti e da testimonial di casi di successo. Roberto Binaghi, Presidente del Centro Studi AssoCom, presenterà i dati di investimento e il sentiment del mercato pubblicitario e, per la prima volta, una stima sugli investimenti delle aziende in comunicazione al di fuori del media a pagamento (costruzione di siti, presenza sui Social Network, attività di SEM eccetera). Giuliano Noci, ordinario di Marketing e Prorettore del Polo territoriale cinese del Politecnico di Milano, inquadrerà il Sistema Italia nel mercato globalizzato della comunicazione e analizzerà i nuovi comportamenti d’acquisto del consumatore e i cambiamenti necessari dal punto di vista dell’offerta. Una tavola rotonda condotta da Mario Abis, Fondatore e Presidente di Makno, Docente di statistica e ricerche di mercato IULM Milano, dibatterà sulle attese della committenza nei confronti di un nuovo modello di agenzia attraverso gli interventi di Vittoria Cristofaro, Global Brand Communication Manager Vodafone Group, Emanuele Nenna, Managing Director Now Available, Layla Pavone, Managing Director Isobar Communications – Gruppo Aegis, Andrea Stillacci, Fondatore e Presidente Herezie Parigi.

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AZIENDE

Scelte di mercato per rilanciare la domanda

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“In termini reali, la crisi ci sta riportando ai livelli socio-economici e di consumo di due decenni fa. E quel che è peggio, le imprese si muovo in uno scenario di aspettative decrescenti, dominate da note di pessimismo”. Così Aldo Sutter, presidente di IBC, l’Associazione Industrie Beni di Consumo, aprendo il convegno “Scelte di mercato. Contesto economico e decisioni di impresa per il rilancio della domanda”, tenutosi stamattina a Milano in concomitanza con l’assemblea annuale dell’Associazione.

“Ci vediamo costretti a sottolineare la scarsa attenzione delle istituzioni statali al comparto manifatturiero, nonostante l’Italia sia il secondo paese “produttore” in Europa. Per questo, come Associazione, appoggiamo il Progetto Confindustria per l’Italia, benché non possiamo fare a meno di esprimere il nostro totale disaccordo con l’ipotesi di aumentare la tassazione indiretta sui consumi, che andrebbe ad abbattersi su un settore già in pesante sofferenza, avrebbe un sicuro effetto inflazionistico e innescherebbe una spirale di ulteriore riduzione dei consumi”.
“Le ventilate riduzione della pressione fiscale diretta sui redditi più bassi”, ha concluso Sutter, “non basterebbe a riequilibrarne gli effetti negativi. Questa è una posizione che condividiamo con Centromarca e Federalimentare. Appare invece urgente l’attivazione di politiche di sostegno della domanda interna, con iniziative a ogni livello , coinvolgendo tutti i player delle filiera”.
“Benché le stime previsionali indichino che nei prossimi anni l’Italia avrà sostanzialmente un azzeramento del deficit primario”, ha confermato Enrico Giovannini, presidente Istat, “avendo inserito in costituzione l’obbligo del pareggio di bilancio e tenendo conto della spesa al servizio degli interessi sul debito pubblico, per poter destinare – come auspicabile – risorse sufficienti al rilancio della domanda e più in generale del sistema economico nazionale, avremmo bisogno di un avanzo primario pari a 6 o 7 punti di PIL. Assurdo pensare di ottenerlo da un ulteriori appesantimenti fiscali, o da aumenti esponenziali del prodotto interno, che anzi veleggia sui livelli (in valore assoluto) del 2000, mentre in quota pro-capite è arretrato a valori delle prima metà degli anni ’90”.
Giovannini ha quindi affermato che la scelta si restringe: o si rimuovono i vincoli di bilancio, o si incide sensibilmente sulla spesa corrente. “Non c’è molto tempo”, ha ammonito, “stiamo registrando un “balzo” degli italiani nella deprivazione (quando non nella povertà), in misura mai rilevata da quando esistono le serie storiche”. Occorre essere attenti anche alle azioni di sostegno della domanda, per non “esportarne I benefici” come è accaduto – ha esemplificato il presidente Istat – con gli incentivi al fotovoltaico, che si sono tradotti in un trasferimento di risorse ai produttori di pannelli cinesi e tedeschi.
Alberto Grando, prorettore per lo sviluppo dell’università Bocconi, ha invece focalizzato alcuni megatrend che stanno disegnando il percorso di sviluppo delle imprese. “Dove” competere spiega il 96% della crescita, contro il “come” competere che ne pesa solo il 4%. “E il dove va inteso”, ricorda Grando, “nell’accezione di ambiti geografici, mercati, target di clienti e simili”. E se alla fase di delocalizzazione produttiva sta facendo seguito un’onda di “reshoring” (il 37% delle grandi imprese americane prevede di riportare in patria la produzione, in tutto o in parte) sull’onda dell’incremento del costo del lavoro, della logistica e dei trasporti, un altro grande trend è determinato dall’andamento demografico. “Nel 2050 I membri della cosiddetta classe media saranno quasi tre miliardi, per lo più localizzati nei paesi oggi emergenti. Sulla spinta inarrestabile dell’urbanizzazione si formeranno megacity in cui si concentrerà la popolazione: nel 2025 nell’area tra Delhi e Mumbay, ad esempio, abiteranno oltre 200 milioni di persone. E Seul da sola genererà oltre il 50% del Pil coreano. Saranno le città e non gli Stati a guidare la creazione di valore”. La “base” attuale della piramide dei consumatori attiverà logiche proprie di consumo, con paradigmi totalmente diversi da quelli a cui siamo abituati. Le imprese dovranno pertanto dare risposte nuove, preparandosi a sviluppare innovativi e differenti concept di prodotto.

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