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Lettera43: al via la partnership con Moving Up per la raccolta adv, anche in programmatic

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Lettera43

Moving Up, digital hub specializzato in processi di trasformazione digitale, e News 3.0, editore di Lettera43.it, LetteraDonna.it e attraverso la controllata Studio Editoriale dei periodici e relativi siti Rivista Studio e Undici, annunciano l’avvio di una collaborazione volta all’innovazione strategica e tecnologica in ambito digitale.

 

Il sito di Lettera43, che si colloca nella classifica comScore nei primi 30 media nazionali per total digital audience (dato riferito a settembre 2018), con 6 milioni di utenti unici mensili in base alle rilevazioni di Google Analytics, prosegue dunque nel suo percorso di innovazione digitale, parte della strategia intrapresa e sviluppata a partire dal 2017 dall’AD di News 3.0, Giorgio Gabrielli.

 

La partnership

 

Secondo i termini dell’accordo al Digital hub di Marco Valenti è affidata, in primis, la gestione pubblicitaria sia diretta sia programmatica del sito editoriale. Centri media e aziende potranno dunque rivolgersi al team di professionisti di Moving Up per pianificare le proprie campagne negli ambienti digitali del quotidiano Lettera43.

 

Il contributo della digital company va però anche oltre al ruolo di concessionaria di pubblicità, andando ovvero a porsi quale Partner strategico con un’attività di consulenza continuativa volta a sostenere la crescita nel tempo del prodotto editoriale in termini di pagine viste, unique user e posizionamento nel mercato dell’editoria digitale nazionale.

 

“Siamo molto lieti di poterci porre al servizio di una testata giornalistica indipendente rinomata quale Lettera43, che di anno in anno mostra di sapere cogliere le giuste opportunità di innovazione e di trasformazione in chiave digitale, investendo in risorse qualificate e collaborando con realtà in grado di seguirne in tempo reale lo sviluppo”, dichiara Marco Valenti, Ceo di Moving Up (nella foto). “Anche il nostro supporto in qualità di intermediatori pubblicitari tra l’Editore e gli investitori si svilupperà nel segno della trasparenza e della misurabilità del dato al fine di rendere maggiormente agevole la relazione tra le parti e i processi di monetizzazione correlati”.

 

“Lettera43 ha compiuto da poco otto anni ed è una testata ormai ben radicata nel panorama editoriale italiano. Con questo accordo vogliamo continuare nella crescita del traffico e delle interazioni con i nostri lettori, che nel 2018 sono più che raddoppiati, conservando la qualità giornalistica e la capacità di approfondimento critico che sono un tratto distintivo di Lettera43 sin dalla sua nascita. Siamo sicuri che Moving Up sia l’interlocutore giusto per vincere questa sfida”, afferma Giorgio Gabrielli, Amministratore Delegato di News 3.0.

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Si apre con un rebranding il 2017 di WebAds: nuovo logo e nuovo pay-off

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WebAds

WebAds cambia logo: abbandonata la storica “swirl” di colore viola, abbraccia un logo dal design arrotondato, elegantemente nero, che simboleggia una nuova era dell’azienda che, pur portando con sé i valori che l’hanno fatta apprezzare in oltre dieci anni di presenza sul mercato – internazionalità, innovazione, dinamismo – entra nel pieno della sua maturità.

Il nuovo pay-off ‘‘The Publishers Network’’ riassume la visione che WebAds ha del mercato digital attuale, un mercato che evolve in una direzione sempre più tecnologica, ma deve ricordare di porre sempre al centro gli Editori, con la propria identità e i propri contenuti. L’essenza del brand in poche semplici parole “We simply add up” ovvero il valore aggiunto dato dai talenti, il know how, la tecnologia, le competenze che WebAds ha maturato negli anni. Tutto ciò per dare all’Editore la libertà di lavorare al proprio prodotto, mentre WebAds si dedica alla massimizzazione dei ricavi pubblicitari sotto l’aspetto sia commerciale che tecnologico.

L’Editore al centro della propria strategia diventa quindi una garanzia anche per l’inserzionista, che grazie a WebAds raggiunge audience certificate di altissima qualità.

‘’Tecnologia & dati sono temi imprescindibili sul mercato attuale, noi già da tempo ci siamo mossi in questa direzione, ma vogliamo sempre ricordare che senza il grande lavoro che gli Editori impiegano a perfezionare il proprio prodotto, anche la qualità dell’investimento pubblicitario è minata”, commentail Managing Director Italy Constantijn Vereecken.

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AZIENDE

WebAds chiude l’anno con una crescita del 25% e annuncia novità per il 2017

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WebAds

Chiusura di anno positiva per WebAds, premium audience network e partner esclusivo per l’Italia di alcuni dei maggiori Publisher nazionali e internazionali. Con un +25% di crescita la società, guidata in Italia da Constantijn Vereecken, sta raccogliendo i frutti di una strategia di lungo termine che già da diversi anni l’ha vista puntare sui maggiori trend di mercato, prima di tutto sul programmatic.

Nelle parole del Managing Partner Constantijn Vereecken: “Abbiamo raggiunto gli obiettivi stabiliti ad inizio anno, e la vendita in programmatic è stata molto significativa, ma non solo. Stiamo ampliando la nostra inventory, rafforzando l’area video e rinnovato partnership con importanti editori. Stiamo inoltre lavorando sulla nostra DMP interna, per integrare con i nostri first party data le campagne dei nostri inserzionisti, fornendo anche un valore aggiunto ai Publisher.

“Il nuovo anno inizierà con una novità per WebAds, con l’obiettivo di presentare la nostra offerta in maniera sempre più coerente per il nostro posizionamento”.

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TOP 30 Global Media Owners. Alphabet aumenta il distacco

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Alphabet (nuovo nome della holding di Google) aumenta il proprio distacco sugli inseguitori come concessionaria di pubblicità più grande al mondo: lo rivela è la nuova edizione di Top Thirty Global Media Owners (qui la classifica completa in pdf), la classifica unica nel suo genere realizzata da Zenith sulle stime delle entrate media, cioè di tutte le entrate derivanti dai business a supporto della pubblicità (trasmissioni televisive, pubblicazioni di giornali, ricerca su Internet, social media etc) per le più grandi media company al mondo.

Nel 2016, secondo le stime del report, tali ricavi raggiungono per Alphabet i 60 miliardi di dollari statunitensi, cioè il 166% in più rispetto a Walt Disney, il più vicino inseguitore. Alphabet continua così ad allargare il divario rispetto a Disney nel corso degli ultimi anni: l’anno scorso era del 136% più grande rispetto a Disney, dato in aumento del 21% rispetto all’anno ancora precedente.

Fra le prime 30 concessionarie di pubblicità al mondo trovano posto quattro colossi digitali del media – Facebook, Baidu, Yahoo e Microsoft – e ognuno di questi è salito di posizione rispetto all’anno passato. Facebook è riuscita a scalare dal 10° posto del 2015 al 5° di quest’anno; Baidu è salita dal 14° al 9°; Yahoo dal 18° al 15° e Microsoft dal 21° al 17°. Facebook, in particolare, è la concessionaria con la crescita più rapida nella Top 30 di Zenith, con media revenue in crescita del 65% rispetto all’anno scorso. Baidu è la seconda per crescita più rapida (in crescita del 52%), mentre Alphabet è la terza (in salita del 17%).

 

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“Le cinque più grandi concessionarie digitali controllano la maggior parte del mercato pubblicitario su internet a livello mondiale e la rapida crescita di questo mercato le sta spingendo alla vetta delle più grandi concessionarie media globali”, ha commentato Jonathan Barnard, Head of Forecasting di Zenith. “Le concessionarie tradizionali all’interno della nostra classifica top 30 fanno di tutto per espandere il proprio giro d’affari digitale, con diversi gradi di successo. Col diffondersi delle tecnologie pubblicitarie digitali anche sui mezzi tradizionali (si pensi al programmatic buying), si assisterà ad un’ulteriore riorganizzazione dei business nelle concessionarie di pubblicità tradizionali e, contemporaneamente, a nuove opportunità di crescita per loro”.

Nel loro complesso, i cinque colossi digitali generano 88 miliardi di dollari USA in entrate media, ovvero il 34% di tutte le entrate generate nella top 30 e il 65% dell’intero mercato globale dell’internet advertising. Il dominio di queste aziende sul digital advertising, dunque, è legato al fatto che i cinque giganti hanno saputo capitalizzare la rapida crescita di questa branca della pubblicità.

La spesa pubblicitaria digitale, infatti, è cresciuta ad un tasso medio del 18% annuo negli ultimi cinque anni, spinta dalla diffusione della tecnologia mobile, dall’ascesa dei social media e del video online, oltre che dal miglioramento delle tecnologie per la pubblicità, come il programmatic buying e le ricerche locali in tempo reale. Gli investimenti pubblicitari su tutti gli altri mezzi, invece, sono cresciuti solo dello 0,6% all’anno.

Trovandosi di fronte alla stasi delle entrate provenienti dal loro core business, le concessionarie tradizionali hanno investito nelle proprie attività digitali, sia ampliando le estensioni digitali dei loro marchi già esistenti, sia creando nuovi prodotti digitali a sé stanti. Questo è particolarmente vero per gli editori di giornali e riviste, che hanno sofferto del declino a lungo termine nelle richieste di prodotti cartacei sui mercati più sviluppati. Ad ogni modo, la maggior parte delle concessionarie di pubblicità tradizionali ha trovato una concorrenza ancora più intensa su internet rispetto a quella dei mercati di provenienza: questo perché nel digital advertising le barriere all’entrata sono decisamente basse e del costo di distribuzione di fatto è nullo.

Questa forte concorrenza, unita al dominio dei colossi digitali, ha reso difficile per molte concessionarie il rimpiazzo delle entrate perse sul fronte tradizionale con nuove digital revenue. Quasi metà delle concessionarie nella top 30 di Zenith, infatti, ha perso entrate rispetto all’ultimo anno, anche se in due casi questa perdita è dovuta alla dismissione di alcune attività da parte delle concessionarie. Time Warner, ad esempio, ha scorporato la propria divisione magazine trasformandola in un’azienda a sé stante (Time Inc, che ha fatto il proprio debutto nel report al 30° posto), mentre CBS Corporation si è ritirata dal business delle affissioni.

 

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Accordo tra HiMedia Group e Orange: acquisite le concessionarie di Spagna, Miami e Messico

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HiMedia Group ha annunciato la firma di un accordo con Orange per l’acquisizione delle sue concessionarie in Spagna, Miami e Messico (le ultime due coprono i mercati ispano-americani).

“L’acquisizione dei network pubblicitari di Orange, con vendite intorno ai 10 Milioni di Euro, permetterà ad HiMedia di rafforzare la sua posizione di leadership nel mercato spagnolo, sempre più crescente e dinamico e guadagnare posizioni nei mercati Latino-Americani”, spiega Cyril Zimmermann, Fondatore e CEO di HiMedia Group. “Parallelamente, accelereremo la distribuzione delle nostre offerte innovative – Mobvious (mobile), Fullscreen (Video) a AdExchange (RTB) in quei mercati e beneficeremo di un time-to-market ideale, traendo vantaggio dalla forte crescita del marketing digitale Ispano-americano”.

Questa operazione, che MiMedia prevede di finalizzare entro il primo trimestre di quest’anno, include la firma di accordi con gli affiliati di Orange per la concessione degli spazi advertising nei rispettivi mercati.

“Anche se l’accordo non riguarda l’Italia, il processo di acquisizioni messo in atto da HiMedia Group e l’utilizzo evoluto di tecnologie e piattaforme innovative confermano ulteriormente una visione strategica e sempre più internazionale del Gruppo”, conclude Carlo Poss, CEO di HiMedia Italia (nella foto).

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Advit è la nuova concessionaria di pubblicità di Economiaweb.it, Oggiviaggi.it e Giornalemotori.it

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La concessionaria Advit consolida e amplia ulteriormente la propria offerta con i portali Economiaweb.it, Oggiviaggi.it e Giornalemotori.it, editi da News 3.0.

“Abbiamo scelto Advit perché vanta un’approfondita esperienza nell’operare in mercati molto profilati”, ha dichiarato Daniele Sesini, amministratore delegato di News 3.0 spa: “Si tratta di un partner capace di rispondere alle specifiche esigenze di visibilità e comunicazione, richieste dai clienti”.

“L’accordo con News 3.0”, sottolinea l’amministratore delegato di Advit, Marco Colonna, “ci permette di arricchire il nostro portafoglio editoriale, nei segmenti più interessanti del mercato e di poter contare su un partner editoriale di grande autorevolezza e professionalità, motivato e orientato alla collaborazione con gli advertisers”.

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Real Time Bidding: un’opportunità da cogliere al volo per il mercato dell’adv online

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Il Real Time Bidding rappresenta oggi negli USA un elemento trainante per la pubblicità online, con un valore superiore al 30% del totale del mercato dell’advertising digitale. Una nuova opportunità, quindi, per lo sviluppo della pubblicità online anche nel nostro Paese dove il RTB vale oggi il 3% dell’advertising digitale e si stima che arriverà al 6% alla fine del 2013. È quanto è emerso dall’intervento di Simona Zanette, Presidente di IAB Italia (nella foto), in apertura del secondo appuntamento del 2013 con IAB Seminar, tenutosi oggi presso la sede de Il Sole 24 Ore. Nel corso della sua introduzione sull’ecosistema del Real Time Bidding, il Presidente dell’Associazione ha dichiarato: “L’obiettivo di IAB Italia è quello di diffondere la cultura digitale nel nostro Paese e, con questo IAB Seminar vogliamo far luce su un fenomeno emergente che non va ignorato, ma valorizzato per coglierne tutte le potenzialità”.

L’incontro è stato inaugurato dal General Manager di IAB Italia, Fabiano Lazzarini che ha sottolineato come l’obiettivo concreto del Seminar sia quello di fare informazione attraverso la voce degli esperti e di fornire degli strumenti immediatamente applicabili per un utilizzo corretto dello strumento RTB. Aziende, operatori ed esperti del settore si sono alternati per analizzare tutti gli aspetti del nuovo protocollo di online advertising, che consente a Editori e Concessionarie di mettere l’inventory a disposizione su mercati virtuali dedicati in cui, attraverso tecnologie avanzate, molteplici acquirenti concorrono per le singole impression, con un sistema di “asta in tempo reale”.

Il primo intervento è stato quello di Pierre Naggar, General Manager EU di Turn, focalizzato su “Real Time Bidding: Successi, Sfide e Opportunità”. Naggar ha sottolineato come il RTB “sta cambiando il modo di acquisto degli spazi su internet dando la possibilità di acquistare le impression, una alla volta, in tempo reale (stiamo parlando di decimi di secondo), attraverso delle offerte mirate. La decisione d’acquisto si sposta così dall’editore agli inserzionisti, che sono in questo modo in grado di far combaciare il cliente desiderato con il giusto messaggio sul supporto corretto”. Un fenomeno destabilizzante, a giudizio del General Manager, perché porta con sé un cambiamento forte a livello di infrastrutture “costringendo” le aziende a creare nuovi staff operativi con funzioni combinate di comunicazione, marketing e tecnologia. Naggar ho poi analizzato due “falsi miti” che circondano il Real Time Bidding. Il primo è la convinzione che il RTB funzioni soltanto per le campagne direct response, il secondo è che il traffico disponibile sia di scarsa qualità. “In realtà – sostiene Naggar – il RTB funziona anche per generare brand awareness nell’intero canale decisionale dando la possibilità agli editori di selezionare gli acquisti e di controllare il prezzo attraverso i “private marketplace”, luoghi virtuali dove domanda e offerta si incontrano, per generare, in un ambiente controllato e trasparente, la migliore combinazione possibile tra messaggio e audience.

Patrizio Zanatta, Sales Director Southern Europe di Rubicon Project, ha fatto un intervento dedicato a “La verità su RTB e Private Marketplace”. In particolare Zanatta ha messo l’accento sull’attuale inefficienza dei processi di media buying, suggerendo l’automazione dei processi di transazione proprio attraverso la combinazione di RTB e Private Marketplace. Secondo Zanatta “entro 3/5 anni la maggioranza del digital spending avverrà tramite le piattaforme e l’online adv è destinato a svilupparsi in maniera programmatica”.

Duncan Hammond, Monetisation Development Manager di The Guardian (che già solo con la sua carica da un senso al suo intervento ndr), ha invece portato una testimonianza concreta di Real time opportunity, raccontando l’esperienza della sua realtà: il RTB si è dimostrato un elemento essenziale nella strategia di monetizzazione digitale del quotidiano britannico, consentendo una gestione efficace e una ottimizzazione dei ricavi.

Cristina Pianura, Country Manager Italy Prime Real Time, con una presentazione focalizzata sul Private Market Place e in particolare su come valorizzare il secondary premium, ha posto l’accento su quelli che ha definito i “magic trends” del RTB: la qualità, il video, il programmatic buying, i premium marketplace, il targeting e i data. Pur nella convinzione che nei prossimi 5 anni l’adv online sarà sempre più attratto dal RTB, Pianura sostiene che “attualmente questo ecosistema è ancora poco efficace. L’offerta deve tornare a essere protagonista e i publisher devono essere proattivi, smart, conoscere il valore della propria inventory e le opportunità legate al posizionamento di un’offerta “ben confezionata” e non generica”. Per la Country Manager “oggi non è più la quantità che fa la differenza, ma la qualità dei contenuti, delle informazioni e delle relazioni”. Cambia anche il modello di vendita che deve essere ripensato in un’ottica di approccio olistico tra le componenti premium (la vendita diretta, il rapporto personale), secondary premium (il bacino di audience “programmatiche” e remnant (l’open market). “Il RTB – conclude Pianura – risponde alla necessità di avere audience qualificate, di essere velocemente abilitati a negoziare budget e di favorire la vendita con finalità non solo di response ma anche di branding”.

A chiudere la prima parte della mattinata Massimo Pattano, Sales & Mktg @ Simply e Gareth Holmes, Commercial Director EMEA @ PubMatic, che sono stati protagonisti della sessione dedicata al ruolo dei RTB Publishers: Leading or Supporting role? Per Massimo Pattano “l’editore ha sicuramente un ruolo da protagonista ma deve crescere in consapevolezza e avere più fiducia nella tecnologia”. “Il RTB non porta via forza lavoro, come tanti temono, anzi, crea maggiori opportunità soprattutto per i giovani e rafforza il valore dell’inventory”. Pattano sostiene che sia necessaria un’alfabetizzazione soprattutto dei piccoli e medi editori e a questo proposito cita il Club degli Editori Digitali (www.editoridigitali.org), nato proprio con lo scopo di creare un network per dare voce ai Piccoli Medi Editori italiani organizzando occasione di confronto tra publisher con il coinvolgimento di tecnologia e investitori.

Dopo il coffee break i lavori sono ripresi con Sacha Berlik, General Manager Europe di DataXu, che ha parlato della “rivoluzione” del Programmatic Marketing, puntando l’attenzione sul passaggio dai little ai big data. “I comportamenti dei consumatori stanno creando i big data che, da statici, sono diventati dinamici (perché raccolti attraverso le chat, i social, il gaming, il mobile…). E proprio i big data – prosegue Berlik – stanno trasformando il marketing perché, se usati correttamente, sono in grado di generare la miglior user experience e di misurare ogni interazione con il brand, dando vita a quello che possiamo definire “big data marketing” o “programmatic marketing”.

Infine Umberto Bottesini, Partner & Founder di Simple Agency, ha presentato un interessante intervento sulla “Teoria evoluzionista del digital advertising: dal Media Planner al Data Planner”. Bottesini si è chiesto quale potesse essere il vantaggio competitivo del RTB, lato cliente, e se questa fosse la solita moda di cui si parla per un po’ e poi tutto finisce. La risposta è no. “Il RTB non è una moda ma un mezzo tremendamente tecnico e strutturato che dovrebbe portare a un cambiamento epocale nell’adv online”, sostiene Bottesini. “Il vantaggio competitivo è quello di rendere più efficiente il percorso decisionale del cliente (il c.d. customer journey), in modalità trasversale su tutti i device, garantendo la massima efficacia ed efficienza”. “La sfida – conclude Bottesini – è quella di collezionare, organizzare e sfruttare al meglio la quantità e la qualità dei dati disponibili (data complexity)”. A questo riguardo Bottesini parla di un passaggio dal web adv alla digital inclusion, passaggio che ha visto trasformarsi nel tempo il concetto stesso di media planning. “In un’era “geologica” che va dal 1998 a oggi possiamo definire 6 step di traformazione della figura del media planner: il planner habilis del 1998, senza nessuno  – o quasi – strumento di profilazione; il planner erectus del 2003 che poteva contare almeno sui google adsense; il planner sapiens del 2008 che “scopre” gli strumenti di re-targeting; il planner sapiens sapiens del 2012 cui vengono svelate le opportunità del RTB e, infine, il Data planner – quello di oggi e di domani – che possiede tutti gli strumenti utili a identificare in ogni momento della giornata, su ogni device un’unica figura di riferimento (Bottesini parla di “riconciliazione”) che rappresenta il suo utente ideale.

di Monica Gianotti

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AGENZIE

Clear Channel adatta l’offerta ai nuovi viaggiatori di Autostrade

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Con la bella stagione, aumenta anche il traffico nelle corsie delle Autostrade, dove le famiglie affollano le aree di servizio e si aggiungono agli heavy user che le utilizzano anche nelle altre stagioni per raggiungere le aree metropolitane diverse dalla propria. Il trend del traffico è crescente da maggio (+6% sulla media mensile dell’anno), giugno (+7%) e luglio (+14%). Crescono, di conseguenza, anche i tempi di esposizione alla pubblicità curate da Clear Channel-

La concessionaria dell’asset che copre oltre il 90% della rete autostradale, con la bella stagione, adatta la propria offerta al nuovo target, proponendo prodotti più focalizzati alla copertura dei nuovi viaggiatori, che contribuiscono ad aumentare il traffico e le visite alle aree di servizio centro-settentrionali (in particolare le tratte a ridosso della città di Milano, A4, A8 e A9, anche a seguito dell’ampliamento dell’infrastruttura viaria a 3 e 4 corsie), ma anche allungano i loro percorsi soprattutto verso il Sud ed in genere verso le coste della penisola.

 

Parlando di target, in effetti, i frequentatori occasionali hanno comportamenti diversi dagli altri. Lo evidenzia una recente ricerca del Gruppo Autostrade: “ci si ferma dove capita … quando sei stanco … quando la famiglia sollecita una sosta”, differenziandosi dai viaggiatori professionali “heavy user” che sono in grado di “distinguere” e di “selezionare” le aree di servizio. L’approccio è più mirato, intelligente, selettivo e informato, privilegiando le “stazioni di servizio con più servizi”.

Dopo un meteo primaverile poco stimolante per le trasferte “fuori porta”, ci aspetta un’Estate “calda”, anche per gli investimenti pubblicitari in Autostrada.

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MEDIA

Hi-Media Group e alfemminile.com rinnovano la partnership per il 2013

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Hi-Media Group e alfemminile.com rinnovano la loro collaborazione per l’ottavo anno consecutivo. Hi-Media Advertising sarà concessionaria in esclusiva per il mercato italiano nel 2013 su tutte le piattaforme del noto sito web del Gruppo Axel Springer dedicato al target femminile e che conta oltre 5.000.000 di utenti unici mese. Le due realtà hanno strategie condivise, orientate a cogliere le nuove sfide dell’online advertising. Così, grazie alle recenti innovazioni della struttura organizzativa di Hi-Media Group, la concessionaria metterà a disposizione di alfemminile.com la propria esperienza e il proprio know-how non solo per il display ma anche e soprattutto per lo sviluppo e la monetizzazione di soluzioni Video per tutte le tipologie di device, con una focalizzazione sul Mobile. alfemminile.com ha infatti lanciato a marzo il canale video alfemminile.tv e a pochi mesi di distanza l’applicazione per iPad, che consente alle utenti di fruire dei contenuti tematici anche in mobilità.

La collaborazione per la gestione dei contenuti video si inserisce, completandola, nella cornice della partnership esclusiva con la casa madre AuFeminin Group, già avviata con successo per i primari siti francesi Aufeminin TV et Marmiton, e ai blocchi di partenza in Italia, Belgio, Germania e Spagna.

“Siamo molto lieti della rinnovata partnership con alfemminile.com, che rappresenta un’ulteriore e importante conferma dei significativi risultati ottenuti. Per raggiungere i nuovi e ambiziosi obiettivi e cogliere le opportunità e le sfide della comunicazione digitale, potremo far leva sui punti di forza derivanti da una collaborazione di lungo periodo, come la profonda conoscenza del partner, ma allo stesso tempo su quella volontà di innovarsi costantemente per rispondere e anticipare i trend di mercato che contraddistingue entrambe le realtà”, commenta Carlo Poss, Amministratore Delegato Hi-Media Italia. “Lavorare con una realtà di alto profilo che condivide la nostra stessa vision, ci dà inoltre occasione di contribuire concretamente alla crescita del mercato dell’advertising online, in un momento cruciale per l’affermazione del comparto”.

“La decisione di affidare la raccolta pubblicitaria a Hi-Media rappresenta una scelta strategica importante per il nostro sito web che registra un trend di crescita positivo e che ha costantemente aumentato la sua audience fino a raggiungere oltre 5 milioni di utenti unici mese, a conferma del successo del nostro modello editoriale”, dichiara Simona Zanette (nella foto), Country Manager e Amministratore Delegato di alfemminile.com. “Con questo accordo di partnership puntiamo a sviluppare al meglio la nostra offerta pubblicitaria, soprattutto sul piano tecnologico e con un’attenzione crescente al mobile”.

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MEDIA

Radio Italia Tv: pronto il rilancio del canale. Da gennaio la raccolta pubblicitaria affidata a PRS Mediagroup

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Editore e Presidente Radio Italia

A partire da gennaio 2013 Radio Italia Tv entrerà a pieno titolo a far parte dei mezzi di proprietà di Radio Italia S.p.A.. La raccolta pubblicitaria del canale musicale visibile al 70 del DTT, sarà affidata a PRS Mediagroup, in accordo con la A. Manzoni S.p.A., concessionaria di riferimento di Radio Italia. Una decisione che coincide con una strategia di rilancio e potenziamento del canale mirata ad arricchire e rinnovare l’offerta della tv musicale del gruppo con nuovi contenuti, appuntamenti e produzioni esclusive.

In concomitanza con la fine della programmazione di Video Italia su SKY, canale 712, entreranno a far parte del palinsesto di Radio Italia Tv: la “Classifica Italiana” (lun-ven alle 12:00; sab-dom alle 11:00), il “Disco Italia” (lun-dom alla mezz’ora di ogni ora dispari), lo “Spazio Interviste” curato dalla giornalista musicale Paola Gallo (in diretta alle 16 dall’Auditorium con il pubblico) e “RadioItaliaLive”, il music talk dedicato alle performance live dei più grandi artisti italiani: ogni giovedì alle 21:00, dal 17 gennaio, in contemporanea con Radio Italia (replica alle ore 3 del venerdì mattina).

Radio Italia, intanto, si appresta a chiudere l’anno del suo trentennale con un fatturato in linea con il 2011. Mario Volanti (nella foto), Editore e Presidente, commenta: “Guardo con fiducia a un futuro di crescita a due cifre: andremo a chiudere il 2012 con un risultato di gruppo pari a 30 milioni circa, molto vicino a quello dello scorso anno. Un risultato sicuramente positivo – se pensiamo alla crisi del settore – così come positivo è l’incremento dei nostri ascolti, certificati da Eurisko Radio Monitor, che prevediamo in crescita di oltre il 30% rispetto ai dati Audiradio coi quali la nostra concessionaria si è presentata al mercato nel 2012”.

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