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Bosch al fianco dei City Angels per raccontare la vita dei senzatetto

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Bosch

Bosch ha voluto sostenere chi una casa non ce l’ha e lotta tutti giorni sulla strada per sopravvivere al presente. La storia di Franco, tratta dalle tante storie che ogni notte i City Angels incontrano sulle strade. Protagonisti del video sono i volontari City Angels insieme ad alcuni collaboratori Bosch.

Il Natale è alle porte e se per molti significa trascorrere le feste nel calore della propria casa insieme ai propri affetti, per tanti altri non è così. Si calcola che in Italia ci siano circa 50.000 homeless: uomini e donne senza fissa dimora che hanno fatto della strada la loro casa.

Bosch ha deciso questo Natale di puntare l’attenzione su queste persone che vivono in maniera “invisibile” le strade delle nostre metropoli. L’azienda, la cui visione è di rendere il futuro sicuro, connesso e intelligente, partendo proprio dalle case e dalle città in cui abitiamo, ha voluto sostenere chi una casa non ce l’ha e lotta tutti giorni per sopravvivere al presente.

Per farlo ha scelto, non solo di supportare l’associazione di volontariato City Angels, ma anche di raccontare in uno spot per il web la storia di un senzatetto, Franco, tratta dalle tante storie che ogni notte i City Angels incontrano sulle strade.

Protagonisti del video sono i volontari City Angels che, con l’aiuto di alcuni collaboratori Bosch, preparano i pasti caldi per gli homeless. Sarà grazie alle eBike che i collaboratori, insieme ai City Angels riusciranno a raggiungere Franco, per portargli assistenza e concedergli, per una notte, di fare pace con il suo passato.

Con la storia di Franco, Bosch vuole dare voce a tutti i senzatetto e mettere in luce il lavoro di chi si presta tutti i giorni ad aiutare queste persone che vivono ai margini della società.

Con l’arrivo dell’inverno e il calo delle temperature, aumenta il rischio di assideramento. Sono molti gli homeless, infatti, che rifuggono i centri di accoglienza messi a disposizione dal comune e dalle varie istituzioni. Attraverso la donazione di elettrodomestici per la cucina del Centro Accoglienza di Milano e di 5 eBike, powered By Bosch, i City Angels riusciranno a portare il loro aiuto in maniera più veloce ed efficiente.

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Un ferragosto di solidarietà per chi resta a Milano, l’iniziativa dei City Angels

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Condividere un ferragosto di solidarietà con i profughi e i senzatetto: questo l’invito che i City Angels rivolgono ai milanesi che resteranno in città. Sabato 15 agosto, infatti, i City Angels organizzano un pranzo speciale per i profughi che quotidianamente ospitano nella scuola Media “Manzoni” di Piazza XXV Aprile 8, dall’altra parte della strada rispetto ad Eataly.
 Al pranzo di solidarietà saranno presenti, e serviranno a tavola, il Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, e gli assessori Pierfrancesco Majorino, Marco Granelli e Pierfrancesco Maran.
 
 
“I nostri ospiti profughi e senzatetto ci hanno chiesto di vivere un Ferragosto speciale, e li vogliamo accontentare” dice Mario Furlan, fondatore dei City Angels.


Alle ore 12.00 di Ferragosto, nel salone della scuola “Manzoni”, circa 200 persone, tra profughi e clochard, mangeranno i piatti vegani offerti dal ristorante Govinda e da Coop Lombardia, e le granite di Viel. Il tutto allietato da musica sia eritrea (la maggior parte dei migranti ospiti sono eritrei), sia italiana.

I milanesi che vorranno partecipare, servendo a tavola con la pettorina dei City Angels, possono dare la loro adesione scrivendo a info@cityangels.it.

“C’è una ingiustificata paura nei confronti dei profughi, ci teniamo che i cittadini li conoscano da vicino, guardandoli negli occhi; e ci teniamo che siano presenti anche clochard italiani ospiti dei nostri centri d’accoglienza, perché non facciamo differenze tra etnie e nazionalità: aiutiamo tutti allo stesso modo” sottolinea Furlan. I City Angels chiedono a chi parteciperà di portare un pensierino per gli ultimi: almeno una bottiglia d’acqua, oppure biancheria intima da uomo, o prodotti per l’igiene, o cibo a lunga conservazione. “Sono cose che ci servono quotidianamente, e non ne abbiamo mai abbastanza” dice Furlan.

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