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Circle affida a BPress il progetto per il lancio di Circle Pay sul mercato italiano

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diego biasi bpress circle

Circle, azienda che opera nel settore Fintech nell’ambito della tecnologia blockchain, ha affidato a BPress il progetto di comunicazione per il lancio nel mercato italiano di Circle Pay, l’applicazione leader nel campo dei pagamenti social che ha l’obiettivo di far funzionare il denaro come qualsiasi altro contenuto sul web: in maniera istantanea, gratuita, sicura, divertente e senza limiti geografici.

L’azienda ha fatto il suo ingresso in Europa nel 2016 e oltre a offrire soluzioni come Circle Pay, che nel 2016 ha gestito ben oltre 1 miliardo di dollari in transazioni, opera anche attraverso Circle Trading, la divisione di compravendita di crypto asset, che negozia 2 miliardi di dollari al mese.

“Da quando nel 2016 siamo entrati nel mercato europeo, abbiamo iniziato a diffondere il concetto di pagamenti social, senza commissioni o maggiorazioni su tassi di cambio, e siamo oggi presenti in 29 paesi europei. Da settembre scorso, anche in Italia e Francia è possibile utilizzare Circle Pay per inviare e ricevere denaro istantaneamente sia nel proprio paese che all’estero, a singoli individui o gruppi di persone, attraverso dispositivi Android e iOS”, commenta Marieke Flament, Managing Director Europe di Circle. “Entrare in un nuovo mercato è sempre una prova impegnativa, per farlo abbiamo bisogno di un partner di comunicazione come BPress, che capisca appieno il nostro business e che sappia proporci un approccio totalmente in linea con i nostri obiettivi e, al tempo stesso, adatto a raggiungere in maniera efficace le nostre community di riferimento”.

BPress è stata scelta per raggiungere due obiettivi: da un lato gestire la fase di lancio e implementare un piano di comunicazione volto a creare visibilità attorno al brand Circle e alle tecnologie ad esso collegate, dall’altro a incrementare l’acquisizione di nuovi clienti da parte di Circle Pay per farla diventare un nuovo punto di riferimento nel mercato dei pagamenti digitali.

“Sempre più aziende scelgono BPress per lanciare il loro business in Italia e siamo molto orgogliosi di essere al fianco di Circle in questa fase importante. È una realtà giovane e innovativa che sta crescendo velocemente in Europa, offrendo un contributo concreto allo sviluppo del settore FinTech” commenta Diego Biasi, fondatore e presidente di Bpress (nella foto).“Siamo entusiasti di supportare la crescita di Circle in Italia con un programma di comunicazione che include Media Relations, Digital PR e attività rivolte alle community. Quello dei pagamenti digitali è un mondo affascinante e complesso, che necessita di una grande conoscenza del settore e di un approccio integrato alla comunicazione”.

Il team Circle in BPress è seguito dalla Divisione Corporate & New Trends guidata dall’Associate Director Beatrice Caputo, con Valeria Alunni e Roberta Santangelo per le PR e Cecilia Ghisletti per i progetti speciali.

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Arriva in Italia Circle Pay, la app mobile per i pagamenti social e gratuiti

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circle pay

Oggi è stato ufficialmente lanciato anche in Italia la mobile app di Circle Pay, per i pagamenti social, già attiva in USA, UK, Irlanda, Spagna e dall’inizio della settimana in Francia.

Utilizzabile sia dai dispositivi Android sia iOS, consente di traferire denaro tra privati, anche transfrontalieri, senza commissioni o maggiorazioni sui cambi applicati. I dati di Circle mostrano una crescita dei consumatori europei superiore all’800%: un incremento molto rilevante anche se accompagnato dall’espansione territoriale del servizio.

“Per il momento Circle è autorizzato da 48 stati americani (gli altri due – New Mexico e Montana – non richiedono licenza per l’attività) come società di Money Transfer, e nello spazio europeo come operatore di e-money”, sottolinea il co-Fondatore Jeremy Allaire (nella foto sx con il socio al centro). “Ovviamente i regolamenti autorizzativi sono differenti stato per stato: ci aspettiamo comunque di lanciare Circle in tutti i paesi entro fine d’anno, o al massimo entro i primi mesi del 2018”,
“Non è solo questione di autorizzazioni”, interviene l’altro co-Fondatore Sean Neville. “vanno valutati anche gli atteggiamenti dei consumatori: in Italia, il nostro target (per il 90% rappresentato da under 35 e per il 65% da under 25) apprezza molto la semplictà d’uso e la semplicità di Circle Pay, mentre in Germania sono disposti a attese maggiori ma non transigono sulla sicurezza”.

Sicurezza che è peraltro insita nella app, in cui i pagamenti avvengono in maniera naturale durante le fasi di interazione sociale, previa autenticazione sul mobile tramite fingerprint o via PIN. Da questa settimana, inoltre, è avviata anche la fuzione “Gruppi”, che premette di inviare – e richiedere – danaro all’interno di una singola conversazione tra amici, commensali o coinquilini.

L’infrastuttura su cui si appoggia Circle è quella delle cryptovalute e della blockchain, i cui dettagli non sono però visibili all’utente che opera sempre in valute nazionali: una consumatore europeo può inviare una somma in euro che verrà ricevuta in rupie del suo corrispondente indiano, senza che si necessario che ogni singolo passaggio della transazione venga mostrato.

Circle è attualmente impegnato nello sviluppo di nuovi protocolli di trasmissione, e della componente di crypto asset, in quali di più grande operatore a livello globale di questo mercato. Negli ultimi 4 anni, Circle ha costruito un’attività di trading e di tesoreria che abbraccia i mercati delle cryotovalute e delle monete fiat, e offre una significativa scalabilità nel mercato Over The Counter: solo nell’agosto di quest’anno Circle ha scambiato direttamente oltre 2 miliardi di dollari in crypto asset.

“Circle Pay è e sarà gratuita”, risponde a un domanda sul modello di business Jeremy Allaire, “la basi finanziarie di Circle sono solide (tra gli azionisti Goldman Sachs, IDC Capital Partners, Baidu e altri per un investimento totale di 140 milioni di dollari). “Ulteriori sviluppi, nell’asset management per i privati ad esempio, non sono esclusi, dopo aver ricevuto le necessarie autorizzazioni delle Autorità Finaziarie. Ma per il momento non ne avvertiamo il bisogno”.

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